

Davide Gambardella è un giornalista professionista napoletano, ha collaborato con Roma, Il Mattino, La Stampa, Il Messaggero e per l’edizione sociale del Corriere della Sera. Dirige, inoltre, la testata giornalistica “Non solo Nautica”.
Il suo primo libro, appena uscito nelle librerie edito da Graus, si intitola “Storia di un (quasi) amore”. La particolarità di questo racconto è che è stato scritto in pieno lockdown e parla di un’insolita storia d’amore sbocciata in piena pandemia Covid-19. I due protagonisti decidono di contravvenire a tutte le norme restrittive dei vari DPCM e vivere la loro storia grottesca e ai limiti della legalità. La narrazione procede attraverso preziosi incontri, bicchieri di vino e buona cucina.
Il racconto è uno specchio dei tempi e riporta le contraddizioni della quarantena, con le definizioni e differenze delle relazioni: congiunti, affetti stabili, conviventi.
Scrive Enrico Parolisi nella prefazione: “Quella descritta nel romanzo è una generazione senza nome che raccoglie gli sfaceli di quella immediatamente precedente. Ma che esiste. Che è fatta di tutto ciò. Che brucia. Che ama. Che resiste”.
La storia si sviluppa in un piccolo appartamento di Tor Bella Monaca, tra il contrasto dei drammatici bollettini della Protezione Civile e una forte passione erotica, tipica di una generazione forte e debole allo stesso tempo.
Così, tra vino e droghe leggere, riecheggiano atmosfere dei film di Bertolucci come “The Dreamers”, “Ultimo Tango a Parigi”, Kerouac e Bukowski, con un finale inaspettato.
Anna Rita Canone
