“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
CASAGIOVE – Una grande festa dello sport, della scuola e della comunità. L’area attrezzata a campo di calcio del Comune di Casagiove ha ospitato la manifestazione “La Scuola in Campo”, che ha visto protagonisti 500 alunni dell’Istituto Comprensivo Moro Pascoli, dalla prima alla quinta classe, accompagnati dai loro docenti. Spalti gremiti e grande partecipazione di famiglie e cittadini hanno fatto da cornice a una giornata all’insegna dell’inclusione, dell’entusiasmo e della condivisione. Dopo i saluti istituzionali e il tradizionale taglio del nastro con fiori e coriandoli, studenti, insegnanti e ospiti hanno intonato l’Inno Nazionale e quello dell’istituto, accompagnati dalle note del violino, in un momento di forte emozione e appartenenza. Tra le autorità presenti il neo sindaco di Casagiove, Francesco Moscatiello, mentre la conduzione dell’evento è stata affidata alla voce narrante di Giovanna Tessitore, che ha accompagnato il pubblico nei diversi momenti della manifestazione. Il cuore della giornata è stato rappresentato dai giochi e dalle attività motorie che hanno coinvolto tutti gli alunni, nel segno di quello che è stato definito l’“agonismo dello spirito”: il piacere di partecipare, collaborare e crescere insieme. A dare il via ufficiale alle attività sono stati i giudici FIDAL Sergio Linguiti ed Enzo Abate, presenti nel ruolo di starter. Particolarmente applaudita l’esibizione del Paracadute Ludico-Motorio, durante la quale i grandi teli colorati, mossi all’unisono dai bambini, hanno trasformato il campo in una suggestiva immagine di armonia e inclusione, simbolo di una comunità in cui ciascuno è parte fondamentale del gruppo. Emozionanti le parole della dirigente scolastica Angela Maccauro: «L’IC Moro Pascoli ha vissuto un evento straordinario. Il manto erboso del Bene Comune di Casagiove ha compiuto una magia, unendo bambini e adulti nel desiderio di essere felici. È stato un tripudio di colori, musica e gioia autentica, emozioni che solo lo sport sa donare». Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’intero corpo docente e al professor Mister Alessandro Farina, autore del programma e coordinatore tecnico della manifestazione. Grazie al suo lavoro e all’impegno di tutti, “La Scuola in Campo” si è trasformata in una straordinaria esperienza educativa. Nessuna classifica finale, ma una vittoria condivisa da tutti: quella fatta di sorrisi, amicizie, valori e senso di appartenenza. Il premio più bello che studenti e docenti porteranno con sé ben oltre questa giornata di festa.
Dal 27 maggio al 31 agosto al Castel Nuovo – Maschio Angioino ospita Robert Crumb. Cattivi pensieri, la prima grande mostra italiana dedicata a uno degli artisti più rivoluzionari della storia del fumetto contemporaneo.
Promossa e finanziatadal Comune di Napoli, l’esposizione rientra nel programma di COMICON OFF, il fuoriFestival di COMCON Napoli, e della rassegna Napoli Contemporanea, e celebra un autore che ha ridefinito il linguaggio del fumetto underground americano, trasformandolo in una forma d’arte capace di raccontare ossessioni, paure, desideri e contraddizioni dell’uomo contemporaneo.
Un viaggio nell’universo visionario di Robert Crumb
Nato a Philadelphia nel 1943 e residente da decenni in Francia, Robert Crumb è considerato uno dei più grandi disegnatori dal vero del nostro tempo. Creatore di personaggi iconici come Fritz il Gatto e Mr. Natural, Crumb ha incarnato l’anima più radicale e provocatoria della controcultura americana degli anni Sessanta.
Attraverso un tratto ossessivo, materico e straordinariamente dettagliato, l’artista ha costruito nel tempo una personale e spietata “commedia umana”, trasformando il fumetto in uno strumento di indagine psicologica e sociale.
Curata dal Direttore artistico di COMICON Matteo Stefanelli, la mostra presenta oltre 100 pezzi provenienti dall’archivio dell’autore: quasi 50 originali tra tavole, illustrazioni, acqueforti e materiali rari, accompagnati da pubblicazioni storiche, dischi, riviste e riproduzioni speciali.
Quattro sezioni per raccontare un maestro assoluto
Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi monumentali del castello attraverso quattro sezioni tematiche che esplorano l’evoluzione artistica e umana di Crumb.
Il labirinto interiore – Una sezione dedicata alle inquietudini personali dell’autore, alle sue ossessioni e ai riferimenti culturali che hanno plasmato il suo immaginario. Dai richiami a Kafka e Philip K. Dick fino alle tavole autobiografiche di Walkin’ the Streets, passando per il recente Tales of Paranoia e la monumentale reinterpretazione del Libro della Genesi.
Lo sguardo controculturale – Qui emerge tutta la forza satirica e sovversiva del fumetto underground americano: Zap Comix, Weirdo, Mr. Natural, Snoid e le collaborazioni con figure leggendarie della scena artistica e musicale degli anni Settanta. Un viaggio tra fumetto, blues, jazz e controcultura.
L’alfabeto dell’ossessione – Uno spazio dedicato alla calligrafia e al lettering di Crumb, elemento fondamentale del suo linguaggio visivo, dove testi, loghi e scritte diventano parte viva del disegno.
Dialogo d’artista: Robert Crumb e Pacecco De Rosa – La mostra si conclude nella Cappella delle Anime del Purgatorio con un sorprendente confronto tra l’arte di Crumb e quella del pittore seicentesco napoletano Pacecco De Rosa, attorno al tema biblico di Abramo e gli Angeli.
Con questa esposizione, COMICON conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella valorizzazione del fumetto come linguaggio artistico e culturale contemporaneo, portando a Napoli una mostra-evento dedicata a uno dei più grandi autori del Novecento.
La mostra è visitabile dal 27 maggio al 31 agosto, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 18:00.
Fouad è diventato cittadino italiano nel 2022, ma non trova pace. Recentemente, infatti, è stato accusato di furto di cioccolata (che non gli piace e non può mangiare) e ha passato mesi d’inferno, salvo scoprire che il suo casellario giudiziale è immacolato.
Cui prodest? Chissà…
L’episodio razzista:
Fouad è stato anche vittima di aggressione a sfondo razzista lo scorso 3 maggio. Mentre era seduto al tavolo di un bar a Este, è stato avvicinato da uno sconosciuto che ha attaccato briga e lo ha assalito fisicamente, ferendolo.
Le parole di Fouad, a riguardo, sono molto dure: “Io me ne stavo seduto tranquillamente a un tavolo. È venuto un uomo e mi ha mandato a quel paese senza un perché. Poiché non gli rispondevo, si è avvicinato e mi ha spintonato, facendomi cadere. Mi ha causato dolore alla spalla, al gomito, alla testa e una ferita. Ho deciso di non denunciarlo, ma sono amareggiato. Ci sono testimoni”.
Le accuse di furto:
“Tra l’altro, qualcuno mi sta creando la fama di ladro. Ladro di cioccolata? Non esistono prove, se non la cioccolata che due connazionali – a cui avevo dato un passaggio – mi hanno messo in auto. Non esistono video del supermercato, non esistono video della mia presunta fuga a folle velocità, non esiste nulla. La mia auto è sottoposta a fermo amministrativo per tre mesi, ho anche perso il lavoro.
Lo sfogo:
“Ma insomma, perché mi trattano come se fossi un delinquente? L’episodio di razzismo è stato il più grave, ma non il primo: mi chiamano Mau mau. Che vuol dire? Io non sono una scimmia scesa dagli alberi: al di là della mia laurea, della mia cittadinanza italiana, io sono una persona. Nel Marocco, mia terra d’origine, non esiste un simile atteggiamento. Siamo amichevoli verso tutti. Non discriminiamo né per il colore della pelle, né per la religione. Il Marocco è una meta sicura per i turisti, non è raro vedere italiani. Perché qui in Italia è diverso? Il mio crimine è legato al colore della mia pelle? Che colpa ne ho se non sono biondo, con pelle chiara e occhi azzurri? Sì, perché sono convinto di due cose. La prima, in altre regioni d’Italia, non mi sarebbe successo. La seconda, se avessi avuto caratteristiche fisiche diverse, nessuno mi avrebbe arrecato alcun danno”.
Per fortuna Fouad avrà presto un nuovo lavoro, con tanti auguri per un nuovo inizio e per lasciarsi dietro tristi episodi che amareggiano il cuore ma non riescono a fargli provare odio, perché è un sentimento che non gli appartiene.
Turismo, crescono crociere, tour culturali e partenze fuori stagione. Ma soprattutto cresce il peso degli over 50 nel mercato turistico italiano. Secondo le elaborazioni di Adelante+, tour operator dedicato ai viaggiatori 50-60enni nato come spin-off di Vamonos-Vacanze.it, nel 2025 le prenotazioni di viaggi di gruppo tra gli over 50 sono aumentate del 44%.
Il segmento rappresenta oggi una delle componenti più dinamiche della domanda turistica, con particolare crescita nei viaggi organizzati, nelle crociere e nei tour a medio raggio. Secondo il tour operator, il fenomeno è legato a fattori economici e demografici: maggiore disponibilità di tempo, più alta capacità di spesa rispetto alle fasce più giovani e forte crescita di single e separati nella fascia adulta della popolazione.
Gli insight elaborati su dati Istat ed Eurostat mostrano che gli over 50 presentano:
permanenze medie più lunghe;
maggiore propensione a viaggiare in primavera e autunno;
più alta incidenza di acquisto di formule all inclusive e pacchetti organizzati;
crescente attenzione a comfort, sicurezza e qualità dell’esperienza.
«Non parliamo più di turismo senior tradizionale, ma di una domanda molto più attiva e strutturata» spiegano gli analisti di Adelante+.
Secondo il tour operator, cambia anche il significato stesso del viaggio. Cresce infatti il cosiddetto “turismo relazionale”: viaggiatori che scelgono non solo la destinazione, ma anche il gruppo e l’esperienza condivisa.
Nel calendario Adelante+ 2026 aumentano soprattutto le richieste per:
crociere nel Mediterraneo;
tour culturali tra Turchia ed Egitto;
partenze verso Canarie, Capo Verde e Mar Rosso.
«Gli over 50 stanno diventando uno dei segmenti economicamente più rilevanti del turismo europeo» conclude il tour operator.
Milano, 22 maggio 2026 – Il business travel evolve verso modelli sempre più integrati, dove consulenza strategica, tecnologia e gestione della relazione con il cliente diventano asset centrali. In uno scenario caratterizzato da maggiore attenzione al controllo della spesa, alla compliance e alla governance dei dati, le travel management company rafforzano il proprio ruolo di partner nella gestione della mobilità aziendale.
È in questo contesto che si inseriscono i tre riconoscimenti ottenuti da Cisalpina Tours International (CTI) in occasione della tredicesima edizione degli Italian Mission Awards, gran galà del corporate travel organizzato dalla casa editrice Newsteca.
CTI ha ricevuto i premi:
Best Travel Management Company
Best Account Management Service
Best Self Booking Tool
Tre categorie che riflettono alcune delle principali direttrici di sviluppo del settore.
Il riconoscimento come Best Travel Management Company conferma il posizionamento di CTI nel panorama del business travel, dove le imprese richiedono sempre più capacità consulenziale, gestione integrata dei processi e supporto strategico alle travel policy, con una particolare attenzione al servizio h24.
Il premio dedicato al Best Account Management Service valorizza invece il ruolo dell’account management come elemento chiave nella relazione tra aziende clienti e TMC: un presidio operativo e consulenziale in grado di accompagnare le imprese nella gestione quotidiana delle trasferte.
Con il riconoscimento per il Best Self Booking Tool viene premiato l’investimento continuo di CTI nello sviluppo di una suite di soluzioni digitali orientate all’automazione dei processi e alla produzione di dati e analytics a supporto delle decisioni aziendali.
«I tre premi ottenuti rappresentano il risultato di un lavoro condiviso che coinvolge tutte le business unit della nostra organizzazione – commenta Loretta Bartolucci, Global Commercial Director di CTI – Cisalpina Tours International -. Oggi il business travel richiede integrazione tra competenze e tecnologie. Questi riconoscimenti valorizzano proprio la capacità di lavorare in modo coordinato per offrire alle aziende-clienti strumenti, consulenza e supporto operativo in ogni fase della mobilità aziendale».
«Siamo orgogliosi di questi riconoscimenti, perché confermano un percorso di crescita continua e coerente con la nostra visione: portare competenze, qualità del servizio e capacità di innovazione italiane anche nei mercati internazionali in cui operiamo – dichiara Giorgio Garcea, Chief Operating & Officer di CTI – Cisalpina Tours International -.Per noi l’eccellenza non è un risultato statico, ma un impegno quotidiano che coinvolge persone, processi e tecnologia, con l’obiettivo di offrire ai clienti un modello di servizio sempre più solido, integrato e globale».
I riconoscimenti assegnati a CTI testimoniano l’evoluzione del settore verso modelli sempre più orientati alla gestione strategica del travel program, dove l’efficienza operativa si integra con l’innovazione tecnologica e con una relazione continuativa tra TMC e cliente.
Nel mondo del diritto, dove la precisione di una virgola può ribaltare una sentenza e un riferimento normativo errato può compromettere irrimediabilmente una strategia difensiva, l’intelligenza artificiale compie un passo decisivo verso l’affidabilità totale. Mentre il dibattito globale si divide tra entusiasti e scettici, l’innovazione italiana segna un punto a favore della concretezza con il lancio di Budda Law MCP. Il progetto ambisce a portare una banca dati ottimizzata per l’AI — composta da milioni di documenti tra sentenze, codici, prassi e modelli contrattuali — direttamente all’interno di Claude, il modello di linguaggio di Anthropic che negli ultimi mesi ha scalato le preferenze di avvocati e giuristi d’impresa per le sue i capacità di ragionamento logico e strutturato e, soprattutto, per la facilità di personalizzazioni.
Il grande limite dei modelli generalisti è il fenomeno delle “allucinazioni”, ossia la tendenza a generare frammenti di testo plausibili ma falsi. In ambito legale, ciò si traduce in riferimenti inesistenti (ad esempio sentenze o articoli di legge). Si sono già verificati numerosi casi di atti processuali redatti con LLM di larga diffusione, privi di verticalità nel dominio legale, che sono risultati affetti da gravi “allucinazioni”, con conseguenti censure da parte dei giudici e rischi deontologici per gli avvocati.
Il progetto Budda Law mira a risolvere questa criticità e attraverso il Model Context Protocol (MCP), uno standard aperto introdotto da Anthropic. Grazie a questo connettore, Claude cessa di essere un sistema “chiuso” che attinge solo alla sua conoscenza pregressa (spesso ferma a mesi prima) e diventa un sistema “aperto”. In tempo reale, durante una conversazione, l’AI riconosce la necessità di un dato certo, interroga le banche dati di Budda Law e ancora ogni sua deduzione a fonti reali, verificate e aggiornate, ad esempio pronunce di Cassazione o delle corti di merito.
La visione di Budda Law è quella di trasformare Claude in un vero e proprio ambiente di lavoro. I professionisti più innovatori stanno già costruendo su Claude i propri “agenti” personalizzati in grado di gestire attività complesse come due diligence contrattuali o controlli di conformità normativa (compliance check).
In questo scenario, Budda Law MCP funge da “biblioteca universale” sempre disponibile. Un avvocato può chiedere a Claude di analizzare una bozza contrattuale e, contemporaneamente, il modello utilizzerà il connettore per confrontare le clausole con i modelli standard di Budda Law, segnalando discrepanze o citando sentenze recenti che potrebbero inficiare la validità di una specifica pattuizione. Il risultato è un dialogo multi-turno dove l’utente approfondisce, chiede chiarimenti e riceve pareri legali fondati su dati di fatto, mantenendo sempre il contesto della conversazione.
Il connettore espone un’architettura informativa imponente. Budda Law ha strutturato la ricerca intelligente su sette aree del diritto (tributario, civile, procedura civile, penale, amministrativo, privacy, lavoro), integrando una ricerca ibrida che combina parole chiave e semantica. Questo significa che l’AI comprende l’intento del giurista anche quando la terminologia utilizzata non è identica a quella della sentenza cercata.
L’accesso è esteso anche ai cataloghi di atti processuali e contratti. Un giurista d’impresa può navigare tra modelli organizzati per categoria, accedendo ai requisiti specifici di ogni tipologia contrattuale senza mai uscire dall’interfaccia di Claude. Questo approccio “trasparente” elimina le barriere tecniche: non servono competenze di programmazione per utilizzare questi strumenti, basta saper dialogare con la macchina.
“La scelta di puntare su Claude non è casuale”, commentano i founder di Budda Law. “Mentre il mercato inizialmente si era concentrato su ChatGPT (che ad onor del vero fu la prima a lanciare i GPTs, versioni di GPT personalizzate per specifici task) la comunità legale internazionale, negli ultimi mesi, ha iniziato, con grande entusiasmo, a gravitare attorno ai modelli di Anthropic. In Italia, in particolare, sta nascendo una community di giuristi-innovatori che vede in Claude non un chatbot, ma un sistema operativo per il diritto. Gli avvocati stanno iniziando a parlare, con sempre maggiore frequenza, di skills, agenti, plugin e così via. Con questa mossa, ci posizioniamo come il primo operatore italiano pronto a integrare le proprie banche dati nell’ecosistema di Anthropic. La nostra missione non cambia: vogliamo rendere accessibile e affidabile la ricerca giuridica attraverso l’AI. Cambia solo il canale: portiamo la conoscenza dove i professionisti stanno già lavorando”.
Il sistema oggi è utilmente impiegato non solo dagli avvocati, ma anche da giuristi d’impresa, consulenti del lavoro, commercialisti, notai e più in generale da tutti i professionisti che fanno della ricerca giuridica e della compliance normativa il cuore del proprio lavoro quotidiano. Una platea ampia, trasversale, che trova in Budda Law un unico ambiente verificato su cui costruire i propri flussi operativi.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Budda Law è la startup legal-tech che sta trasformando l’accesso al diritto in Italia. Nata nel gennaio 2025 dall’intuizione di tre avvocati quarantenni — Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni — la piattaforma è operativa da luglio dello scorso anno con headquarter a Roma e un polo R&D a Villorba (TV). Il cuore del progetto è un imponente database proprietario di centinaia di GB, che raccoglie oltre due milioni di sentenze dal 2019 ad oggi, coprendo Cassazione, Corti di merito, ambito tributario e privacy (con l’imminente arrivo della giurisprudenza amministrativa). Grazie a questo patrimonio e al know-how del founder Roberto Alma, anche laureato in informatica, Budda Law genera pareri argomentati, risponde a quesiti e crea contratti personalizzati basati su riferimenti reali. L’innovazione risiede nella democratizzazione del servizio: la piattaforma adotta un modello a “crediti” senza abbonamenti obbligatori, permettendo pagamenti per singola interrogazione. I numeri certificano il successo: circa 2.000 utenti attivi, 2.500 interrogazioni mensili e oltre 10.000 pareri legali già generati. Con una crescita di 200 nuovi utenti al mese, Budda Law si impone come il nuovo punto di riferimento per aziende e studi legali che cercano rapidità, affidabilità e costi contenuti.
Nota del consigliere uscente Francesco Iadaresta riguardo ad alcuni post che circolano su Facebook:
“Salve a tutti: da consigliere uscente del M5S, non andrò a votare. La mia scelta è stata presa già da tempo. Non posso votare chi è stato il mio rivale politico in consiglio comunale; entrambi i candidati a Sindaco mi hanno bocciato mozioni come: la pista podistica, l’autonomia differenziata, Acqua bene comune – no alla privatizzazione, mi hanno bocciato la realizzazione di una navetta per le persone più anziane che vivono in periferia – per spostarsi in centro. D’altro canto, hanno buttato soldi con la cena in bianco, danno 800 euro di soldi pubblici all’addetto stampa (che ho querelato) per quattro righe e qualche foto al mese e tanto altro ancora. La mia opposizione è stata sempre giusta e corretta: ne sono fiero. Sono sempre a contatto con i cittadini ed è solo grazie a loro che, con petizioni popolari e insieme al Gruppo Territoriale, abbiamo ottenuto qualcosa: cose piccole, ma importanti per l’incolumità dei cittadini.
Gira un video di un personaggio che è già stato ripreso da me nell’ultimo consiglio comunale: continua a offendere, sia me che i gruppi territoriali della Valle. Lui ha fallito con la sua arroganza, dichiarando che il M5S è morto in tutta la valle e che io mi dovevo dimettere.
Carissimo candidato, bevi meno e non permetterti mai più di infangare il mio nome e il M5S: non sei mai stato un 5 stelle, ma solo un tifoso di Conte e poi vuoi i voti dai 5 stelle. Cosa assurda: non sei mai stato attivo, non hai mai fatto niente a SMAV e ora ti proponi come 5 stelle. Dichiari che la lista con cui ti sei candidato porta gli ideali dei 5 stelle: parla per te. A tua insaputa, il M5S è vivo e vegeto, nonostante tutto quello che hai combinato insieme al tuo attuale amico.
Voi non sarete mai i benvenuti, fattene una ragione. Non puoi fare una campagna elettorale infangando chi a SMAV da 10 anni, insieme al Gruppo Territoriale, porta avanti un progetto per il bene dei cittadini. Ai 5 stelle che decideranno di andare a votare: siete liberi di fare quello che più vi sentite, ma ricordatevi che il M5S non ha nessun candidato in nessuna lista. Nessuno è stato autorizzato, l’unico autorizzato e che poteva usare il simbolo ero io: sapete tutti com’è andata, feci un comunicato in merito. Quindi state attenti, noi siamo 5 stelle: abbiamo scelto un percorso da portare avanti, siamo uomini e donne liberi, siamo brava gente, siamo orgogliosi, non ci vendiamo, abbiamo un obiettivo per l’anno prossimo: vincere le politiche e mandare a casa questo governo d’incapaci. La sede è a disposizione di tutti i cittadini per qualsiasi cosa: il coordinatore Pasquale Nuzzo, insieme al Gruppo Territoriale, sarà lieto di ascoltarvi.
Continueremo a presentare segnalazioni, petizioni, convegni e altro. La politica non si fa solo nelle istituzioni, ma tra la gente come abbiamo sempre fatto. Buon voto e W il M5S“.
La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di
un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi
capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. Dal 25 maggio il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del MANN.
Quasi un museo nel museo: oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri
materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano,
medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione.
Grazie a un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025), la sezione Numismatica del Museo Archeologico
Nazionale di Napoli riapre con tante novità per i visitatori.
L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi
e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci,
etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale.
Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita
dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro,
realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.
“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel
ricchissimo Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti. Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali.
Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto
simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica
dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”, commenta il Direttore Generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesco Sirano.
Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia
Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica sarà presentata al pubblico il
25 maggio (inaugurazione alle 11.30): in vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine. Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).
L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) esprime il proprio più profondo cordoglio alle famiglie delle tre vittime della sparatoria avvenuta il 18 maggio 2026 all’Islamic Center of San Diego, California — la più grande moschea della contea.
La tragedia assume un significato ancora più profondo se si considera che lunedì 18 maggio segnava l’inizio dei dieci giorni più sacri del calendario islamico — i giorni di Dhul Hijjah, che culminano con la Festa del Sacrificio (Eid al-Adha). Ore in cui milioni di musulmani in tutto il mondo si preparano alla preghiera e alla riflessione spirituale. In quel momento, tre uomini sono stati uccisi mentre pregavano.
Le vittime sono: Amin Abdullah, guardia di sicurezza della struttura, Hadid Abdi e Muhammad Taha, due operatori della comunità. La polizia di San Diego ha confermato che Amin Abdullah, con il suo tempestivo intervento, ha permesso l’evacuazione dei bambini della Al Rashid School annessa al centro, salvando numerose vite.
L’UCOII condanna con fermezza e senza ambiguità ogni forma di violenza, ogni crimine d’odio e ogni atto terroristico, ovunque sia commesso e chiunque ne sia la vittima.
«L’intervento eroico di Amin Abdullah — ha dichiarato il Presidente UCOII Yassine Baradai — ci ricorda che tra noi vivono persone straordinarie che dedicano la loro vita alla protezione degli altri. A San Diego come a Modena e in tanti altri luoghi del mondo, semplicemente eroi. Non possiamo dimenticare che l’odio contro i musulmani non è un’opinione: è una sempre più crescente minaccia reale che si trasforma in sangue».
Gli autori della sparatoria sono Cain Clark, di 17 anni, e Caleb Vazquez, di 18 anni, entrambi residenti a San Diego. Nella loro auto le forze dell’ordine hanno rinvenuto una tanica di benzina con un adesivo delle SS naziste e messaggi inneggianti all’odio anti-musulmano. Le autorità hanno confermato che i due giovani erano coinvolti in una “retorica di odio generalizzata”, alimentata da contenuti reperibili online.
«Due adolescenti — prosegue Baradai — non nascono con l’odio nel cuore. Lo imparano dalle parole che vengono normalizzate ogni giorno nel dibattito pubblico, sui social, online. Chiunque alimenti la narrativa dell’odio contro i musulmani deve assumersi la responsabilità di ciò che quella narrativa produce. Ieri: tre morti. Domani: chissà».
L’UCOII ricorda che in Italia i luoghi di culto islamici sono stati oggetto di decine di attacchi e episodi di discriminazione documentati dal 2001 ad oggi: moschee profanate, cimiteri islamici vandalizzati, minacce a Imam e fedeli. Questo clima di odio e discriminazione produce conseguenze concrete e mortali.
«Chiediamo giustizia, chiediamo rispetto — conclude il Presidente — Chiediamo che le istituzioni, le forze politiche e la società civile riconoscano senza ambiguità che l’odio anti-musulmano e l’islamofobia sono un problema reale. Che i luoghi di culto di ogni fede debbano essere tutelati come spazi di pace. Che chiunque alimenti discorsi d’odio contro i musulmani contribuisce a creare il terreno per crimini come quello di San Diego».
«Riteniamo inoltre fondamentale — aggiunge Baradai — investire nell’istruzione e nella diffusione della conoscenza come strumento di prevenzione. La pluralità, il dialogo e il rispetto reciproco sono le uniche armi efficaci contro l’estremismo e la perdita di vite umane, di qualsiasi credo siano le vittime».
L’UCOII si stringe alla comunità islamica di San Diego, alla famiglia di Amin Abdullah, di Hadid Abdi e di Muhammad Taha, e a tutte le comunità colpite dalla violenza.
All’interno della caserma “Magrone” un modello integrato di formazione, salute e cittadinanza attiva
Maddaloni (CE), 15 maggio 2026 – Presso la caserma “Magrone”, sede della Scuola di Commissariato dell’Esercito, si è svolto un progetto pilota di alto valore educativo e sociale realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra la Scuola e la Regione Campania, denominato “Villaggio Benessere – Crescere Connessi”. L’evento, promosso dal Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giovanni Galano, in collaborazione con la Scuola di Commissariato comandata dal Brigadier Generale Sandro Corradi, ha confermato l’attenzione delle istituzioni verso le giovani generazioni e la volontà di promuovere percorsi formativi capaci di integrare salute, prevenzione e cittadinanza attiva. Diverse le autorità presenti tra cui il questore di Caserta, Andrea Grassi e il sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo, intervenuti per un cenno di saluto prima di proseguire verso le aree dell’attività.
Il “Villaggio Benessere” ha trasformato gli spazi della Scuola in un ambiente dinamico e multidisciplinare, nel quale studenti, associazioni e realtà territoriali hanno potuto confrontarsi su temi quali la corretta alimentazione, la pratica sportiva, la cultura della legalità e lo sviluppo di competenze trasversali. L’iniziativa ha visto la partecipazione dell’Ifel Campania, dell’Asl Campania e di altre realtà qualificate del territorio, tra cui ADI Campania (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), impegnata nella diffusione della cultura alimentare, la Coldiretti Caserta, attiva nella valorizzazione delle filiere locali e della sostenibilità agroalimentare, e il Lions Club Caserta, da sempre presente in attività di carattere sociale e solidale. A queste sono affiancate l’associazione sportiva Libertas e l’associazione Cambiamenti, che operano nella promozione dello sport, della partecipazione e dell’impegno civico all’inclusione, contribuendo alla creazione di un percorso esperienziale orientato alla diffusione di stili di vita sani e consapevoli.
Tali realtà appartenenti al territorio hanno permesso di integrare competenze specifiche in un quadro organico di collaborazione interistituzionale, rafforzando il legame tra Forza Armata e comunità locale. L’approccio adottato ha reso possibile la realizzazione di un modello innovativo di educazione alla salute e allo sport, capace di valorizzare il ruolo della Scuola di Commissariato come laboratorio di innovazione sociale e inclusivi oltre che piattaforma di dialogo tra mondo militare e società civile.
Il “Villaggio Benessere” si conferma così un appuntamento strategico per la crescita del territorio e per la diffusione di una cultura del benessere che, partendo dalla dimensione individuale, si estende all’intera comunità, rafforzandone resilienza, senso di appartenenza e capacità di affrontare le sfide educative e sociali contemporanee.
L’attività si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dall’Esercito Italiano a favore della collettività e della diffusione dei valori di responsabilità, coesione e servizio.
Applausi, emozione e gratitudine hanno accolto il ritorno di Giuseppe Piegari da New York, dove il runner dell’Atletica Nolana ha compiuto una straordinaria impresa sportiva: percorrere 100 chilometri in 6 ore e 56 minuti attraversando Manhattan, il Bronx e Central Park. L’amministrazione comunale di Nola, guidata dal sindaco Andrea Ruggiero con l’assessore allo Sport Florinda Aliperta, ha voluto rendergli omaggio nell’Aula Consiliare, insieme alla sua società sportiva e al presidente Michele Santonastaso; Alla cerimonia non è mancato il Prof. Bruno Fabozzi presidente FIDAL C.R. Un riconoscimento che Piegari ha definito “irripetibile”, affidando ai social un lungo e sentito messaggio di ringraziamento. L’atleta ha spiegato di non considerare l’impresa soltanto un successo sportivo, ma soprattutto una testimonianza di vita. Nel suo racconto emergono le difficoltà affrontate negli anni: la battaglia contro l’anoressia, una grave complicazione cardiaca e un incidente che aveva compromesso seriamente la gamba destra, al punto che i medici ritenevano “impossibile” persino tornare a correre. “Impossibile è solo un termine vuoto che si può riscrivere”, ha scritto Piegari, trasformando la sua esperienza in un messaggio di coraggio e perseveranza rivolto a tutti. Accanto alla soddisfazione sportiva, anche un momento personale speciale: il premio è stato dedicato alla moglie e al figlio in arrivo, annunciato con emozione nel post pubblicato dopo la cerimonia. Una storia di sacrificio, resilienza e amore che da New York è arrivata fino a Nola, diventando simbolo di speranza e determinazione.
C’è tempo fino a domenica 17 maggio per venerare le reliquie di S. Antonio di Padova, attualmente ospitate a Marcianise presso la Parrocchia S. Maria della Sanità.
Le reliquie sono giunte da Padova lo scorso mercoledì 13 maggio, accompagnate da padre Giovanni Milani, che in questi giorni sta facendo visita agli ammalati e alle scuole locali.
Domenica 17 maggio, con la Santa Messa di Ringraziamento delle ore 17:30 e la processione che partirà da via Foglia, si conclude la Peregrinatio delle Reliquie.
Grande soddisfazione da parte del parroco, don Raffaele D’Agosto, che spiega: “E’ un progetto veramente molto bello che fanno a Padova. Padre Giovanni mi ha detto che si tratta di un progetto missionario, sono coinvolti in 50. Girano visitando diverse realtà. La reliquia ha già fatto il giro del mondo 2 volte e mezzo. La reliquia è massa corporea di S. Antonio”.
Dal 13 al 16 maggio, Bracchi sarà tra i protagonisti di Transpotec Logitec, la fiera milanese leader in Italia per autotrasporto e logistica. Il Gruppo presenterà le proprie eccellenze operative, focalizzandosi su innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Presso lo stand aziendale, i visitatori potranno scoprire le soluzioni integrate di Bracchi, dalla logistica tecnica ai trasporti eccezionali della business unit “Special & Heavy”.
L’azienda presenterà la propria recente svolta green, è stata infatti accelerata l’adozione dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Questo biocarburante idrogenato, derivato da materie prime rinnovabili e scarti vegetali, rappresenta la soluzione chiave per la decarbonizzazione del trasporto pesante nel breve e medio termine. L’azienda ha strutturato un piano ambizioso che ha già raggiunto in Italia l’utilizzo di carburante HVO che copre tre quarti del fabbisogno, percentuali leggermente inferiori se si analizzano i dati a livello europeo. Questa scelta permette una riduzione drastica delle emissioni di anidride carbonica (fino al 90% rispetto al diesel tradizionale).
Tra novembre 2025 e marzo 2026, inoltre, il Gruppo ha avviato un importante piano di rinnovo della flotta investendo su 14 nuovi automezzi tecnologicamente avanzati. Le acquisizioni sono state distribuite strategicamente tra le diverse sedi presenti in tutto il Nord Italia. La scelta si è focalizzata su modelli ad alte prestazioni per ottimizzare l’efficienza operativa e la sostenibilità del trasporto. Il valore complessivo dell’investimento ammonta a circa 1,8 milioni di euro.
“La nostra presenza a Transpotec Logitec segna una tappa fondamentale nel percorso di evoluzione del Gruppo”, commenta l’amministratore delegato Umberto Ferretti. “L’investimento per l’ampliamento della flotta non è solo un potenziamento numerico, ma una dichiarazione d’intenti: vogliamo guidare la trasformazione del trasporto pesante verso un modello realmente sostenibile. L’adozione del biocarburante HVO, che oggi copre già il 75% del nostro fabbisogno nazionale, ci permette di abbattere drasticamente le emissioni senza compromettere l’efficienza operativa. Bracchi continua a distinguersi per la capacità di gestire la complessità, dalla logistica tecnica ai trasporti ‘Special & Heavy’. La nostra forza risiede nell’integrazione tra mezzi d’avanguardia e competenze umane di eccellenza, e nella capacità di costituirsi come punto di riferimento per i nostri clienti. Siamo orgogliosi di presentarci come partner strategico per le aziende che cercano soluzioni logistiche sicure, innovative e rispettose dell’ambiente, confermando la nostra vocazione di pionieri nel settore della movimentazione eccezionale e globale”.
La flotta del Gruppo Bracchi oggi offre soluzioni logistiche integrate grazie a una dotazione tecnologica di prim’ordine e a un parco mezzi estremamente variegato. L’azienda gestisce una struttura operativa imponente che conta 120 trattori stradali (sia standard che eccezionali) e ben 210 semirimorchi, a cui si aggiungono 25 tra motrici e furgoni per una copertura capillare del territorio.
Il vero punto di forza risiede nella business unit “Special & Heavy”, dedicata ai trasporti eccezionali e pesanti. La flotta dispone di trattori stradali con configurazioni 4×2, 6×2 e fino all’imponente 8×4, supportati da semirimorchi e rimorchi modulari che possono raggiungere le 100 linee d’assi. Per i carichi che sfidano le dimensioni standard, Bracchi utilizza tavole ribassate e kesselbruck (ponti a trave) specifici per trasporti extra-altezza, oltre a veicoli modulari heavy duty e piattaforme semoventi per la movimentazione di carichi critici.
L’operatività è completata da una serie di equipaggiamenti tecnici progettati su misura: martinetti e cavallette idrauliche, centraline e binari a scorrimento che permettono di gestire ogni carico con precisione millimetrica. Un’attenzione particolare è rivolta alla sicurezza e alla conformità normativa: la flotta è attrezzata per il trasporto merci ADR (merci pericolose), con autisti e collaboratori costantemente aggiornati e in possesso di patentini specifici.
Oltre ai trasporti su gomma, Bracchi eccelle nel Vertical Transport e nelle consegne con gru, avvalendosi di carrelli speciali (a culla, ribassati, autocaricanti e telescopici). Questa combinazione di mezzi “standard” e strumentazioni altamente specialistiche permette al Gruppo di posizionarsi come un partner unico in grado di risolvere sfide logistiche complesse, dalla piccola consegna urbana al grande trasporto industriale sovradimensionato.
SCHEDA APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI BRACCHI
Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Negli anni ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi, con l’ampliamento del proprio network logistico, in Europa e nel mondo. L’espansione della propria flotta mezzi ed i progetti di logistica integrata e in outsourcing hanno permesso all’azienda di imporsi in settori di nicchia altamente strategici, in cui è leader europeo da oltre 40 anni. All’headquarter di Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo), dove vengono coordinate tutte le operazioni a livello nazionale ed europeo, si sono presto aggiunti gli uffici regionali di Bracchi con sede a Lublin in Polonia, Levice e Kostolné Kračany in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa, e di Ettenheim in Germania: un polo logistico di 30.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa, formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Nel 2020 è la volta di Peterlini, azienda con sede in provincia di Parma specializzata nel trasporto tecnico eccezionale. Grazie a queste acquisizioni Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e aree geografiche, operando nei settori industriale, agricolo, ascensoristico, della cosmesi, fashion, food & beverage, e-commerce e retail. Oggi Bracchi lavora su 8 uffici regionali e 11 hub logistici per un totale di 420.000 metri quadri complessivi di spazio di stoccaggio, gli occupati sono oltre 650 presenti nei diversi stabilimenti, il 35% è donna. Le spedizioni gestite all’anno sono oltre 1,5 milioni. L’amministratore delegato dal 2021 è Umberto Ferretti. Nel dicembre del 2023 Argos Climate Action, primo fondo europeo di buyout “Grey to Green”, è entrata in Bracchi, leader del trasporto merci e della logistica, con una quota di maggioranza, confermando nella posizione di amministratore delegato Umberto Ferretti. Il fatturato consolidato nel 2025 ha superato i 220 milioni di euro. Per ulteriori informazioni: www.bracchi.it.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: GLI HUB LOCALI
BASSANO DEL GRAPPA – VICENZA
Nel quadrante della logistica bassanese ha sede il regional office per il Veneto, specializzato nel settore del lifestyle e dell’innovazione tech: fashion, cosmetica, prodotti alimentari tra cui gli spumanti, ecommerce. Oggi vi lavorano oltre duecento persone, che oltre ai compiti di coordinamento devono anche gestire circa 50.000 metri quadri di spazi.
Bracchi ha acquisito a Bassano del Grappa nel 2018 Bas Group, realtà storica veneta, nata nel 1977 e formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Qui è operativo un sistema di pallet shuttle all’avanguardia per la gestione della logistica food & beverage, si tratta di un blocco di scaffalature a stoccaggio intensivo, per una capacità di oltre 3.000 posti pallet. Un sistema che richiede un intervento minimo da parte degli operatori dal momento che è proprio la navetta automatica a eseguire i movimenti all’interno dei canali delle scaffalature, guidata via wi fi e tablet.
A Bassano è dislocata anche la parte operativa del trasporto e ha sede la start up innovativa “Truckpooling”, portale di spedizioni online. Il progetto digital di Bracchi è un servizio innovativo che permette a privati e aziende di confrontare le offerte dei corrieri e acquistare spedizioni online in pochi click e a prezzi imbattibili. I punti di forza sono i servizi aggiuntivi disponibili come: consegna al piano, contrassegno, punti di ritiro e consegna, assicurazione della merce, gestione triangolazioni e return’s management, sicurezza nella gestione dei dati e dei pagamenti, performance nella comparazione corrieri e nei processi di checkout, possibilità di personalizzare la spedizione con servizi aggiuntivi. Nel 2023 Bracchi ha rilasciato Truckpooling Pro, la versione evoluta della piattaforma dedicata alle aziende con caricamento massivo delle spedizioni, integrazioni e-commerce, dashboard di tracking e tariffe personalizzate.
LONIGO – VICENZA
Il polo di Bracchi è composto da magazzini che occupano una superficie di circa 44.000 metri quadri illuminati da finestre a nastro, per un totale di 46 baie di carico su doppio fronte, 14 i parcheggi per i camion e un centinaio per le auto. Ampi spazi destinati ai lavoratori e agli uffici, di circa 436 metri quadri distribuiti al piano terra e primo. Il progetto di sviluppo prevede alti standard di qualità e sostenibilità, oltre che l’ottenimento della certificazione Leed Gold.
TOMBOLO – PADOVA
La struttura di Bracchi a Tombolo è specializzata nelle attività di stiro (ferro, manichino, topper e tunnel), controllo qualità e ricondizionamento (realizzate a mano). In questo hub logistico l’azienda ha deciso di investire sempre più in attrezzature all’avanguardia per lo stiro industriale. Oggi lo stabilimento ha capacità di gestire oltre 30.000 capi al giorno su un’area di oltre 15.000 metri quadri, nel corso dell’anno qui si stirano circa due milioni di capi; tra controllo di qualità e logistica si raggiungono circa 5,5 milioni di capi all’anno. Nel sito viene gestita ogni fase del processo logistico: dal controllo qualità al ripristino dei capi fallati o macchiati, dall’etichettatura alla stiratura e imbustatura. Grazie a uno speciale tunnel Veit a 4 camere i capi vengono stirati e ricondizionati con un trattamento igienizzante e deodorante. Per particolari esigenze viene offerto anche un servizio di stiratura e imbustatura a mano per garantire la massima cura del prodotto. Il settore fashion è soggetto a forte stagionalità, in media il sito vede occupate circa un centinaio di persone.
CITTADELLA – PADOVA
A Cittadella il polo di Bracchi è stato progettato e realizzato da investitori internazionali, si estende su 84.000 metri quadri di superficie coperta su un’area totale di 160.000 metri quadri, si tratta del secondo magazzino logistico multi‑cliente più grande in Italia occupato interamente da un unico locatore (single‑tenant). La struttura è concepita per stoccaggio intensivo e flussi ad alto volume, grazie all’estrema flessibilità e alla disponibilità del doppio fronte: 82 baie di carico, oltre 100 parcheggi auto, più di 65 posti truck e un’altezza sotto trave di 12 metri. La copertura fotovoltaica e la certificazione Breeam Excellent testimoniano l’attenzione alla sostenibilità, in linea con la strategia del gruppo Bracchi.
OPPEANO – VERONA
Tecnologia al centro dell’interesse anche del polo logistico Oppeano, in provincia di Verona, dedicato al mondo del fashion e dell’arredo, con specifiche attività rivolte al mondo dell’e-commerce. I numeri sono imponenti: si tratta di oltre 12 milioni di pezzi lavorati e oltre quarantamila referenze gestite. Su 25.000 metri quadri Bracchi gestisce la logistica integrata di importanti marchi del design made in Italy, qui vi lavorano quasi un centinaio di persone. I tempi di consegna verso i negozi di tutta Europa sono ridotti al minimo per rispettare la logica del “just in time”. Ad Oppeano Bracchi ha installato un innovativo sistema automatico ed elettronico di “pallet scan” per velocizzare le operazioni di misurazione dei colli: i pallet in uscita sono controllati da speciali telecamere che rilevano la dimensione dei colli e la confrontano con pesi e misure dichiarati.
FARA GERA D’ADDA – BERGAMO
L’hub logistico di Fara Gera d’Adda (BG) rappresenta uno dei centri nevralgici più imponenti della rete Bracchi, con un’estensione complessiva di 50.000 mq. Situato in Via Veneziana, il polo è progettato per gestire volumi massicci e flussi costanti grazie a una dotazione infrastrutturale di alto livello: 30 baie di carico e 12 varchi di accesso indipendenti. La struttura si distingue per la sua polifunzionalità, servendo con efficacia i settori elettromeccanico, industriale e dei beni di consumo (consumer goods). Peculiarità tecnica dell’hub è la presenza di carriponte e gru semoventi, che permettono la movimentazione sicura di carichi pesanti e fuori misura. Questa combinazione di ampi spazi e attrezzature specialistiche rende il sito di Fara Gera d’Adda un punto di riferimento fondamentale per la logistica integrata e il supporto alle grandi filiere industriali nel 2024.
OSIO SOTTO – BERGAMO
L’hub logistico di Bracchi a Osio Sotto (BG), situato in Via dell’Artigianato, rappresenta un pilastro strategico per l’efficienza operativa del Gruppo. La struttura si estende su una superficie imponente di 20.000 mq, progettata per gestire flussi logistici complessi grazie a 8 baie di carico e 4 varchi d’accesso.Caratterizzato da un’impostazione industriale ed elettromeccanica, l’hub integra 1.150 mq dedicati a uffici e mezzanini, ottimizzando la sinergia tra gestione amministrativa e operativa. Questo centro d’eccellenza, pilastro della rete 2024, garantisce elevati standard di stoccaggio e movimentazione, confermando la capacità di Bracchi di offrire soluzioni infrastrutturali d’avanguardia nel cuore produttivo della Lombardia.
CASTREZZATO – BRESCIA
A Castrezzato Bracchi opera nel segmento consumer goods su 40.000 metri quadri di superficie coperta. Lo spazio è in Via Valenca, Polo EST. 35, a meno di un chilometro dallo svincolo di Castrezzato dell’A35. Il polo logistico ha la certificazione “Leed Gold”, certificazione che premia un approccio orientato alla sostenibilità, riconoscendo le prestazioni degli edifici in settori quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegate, il progetto e la scelta del sito. L’allestimento del magazzino ha comportato un investimento superiore al milione di euro, per uno spazio che in questa dà lavoro ad una cinquantina di persone. Il polo è composto da spazi uffici, parcheggi, baie di carico ed è circondato da un’area verde di quasi sessantamila metri quadrati.
Non è soltanto disinformazione. È una trasformazione simbolica del corpo pubblico. La fotografia falsa di Giorgia Meloni in biancheria intima, generata con l’intelligenza artificiale e circolata sui social negli ultimi giorni, diventa per SemiotiGram il punto di partenza di una riflessione più ampia sui deepfake erotici e sulla sessualizzazione delle donne in politica.
Nel nuovo post pubblicato sul profilo Instagram del progetto, SemiotiGram analizza il fenomeno attraverso gli strumenti della semiotica, collegando il caso Meloni ad altri episodi internazionali che hanno coinvolto figure come Alexandria Ocasio-Cortez, Kamala Harris e Hillary Clinton.
Secondo la lettura proposta da SemiotiGram, laboratorio del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma, diretto dalla professoressa Bianca Terracciano, il deepfake non agisce soltanto sul piano tecnologico, ma soprattutto su quello narrativo e simbolico.
«L’immagine fake si trasforma in notizia, denuncia, discorso pubblico, oggetto mediale» spiegano gli autori del progetto. «La fotografia falsa non serve solo a “ingannare”. Serve soprattutto a riscrivere il corpo della leader, spostare l’attenzione dal piano politico al piano sessuale, destabilizzare il suo ethos istituzionale».
Il punto centrale, secondo SemiotiGram, è che nei social media il successo di un contenuto non dipende necessariamente dalla sua veridicità, ma dalla sua capacità di apparire plausibile, condivisibile ed emotivamente efficace.
Da qui il riferimento a uno dei concetti chiave della semiotica contemporanea: l’effetto di realtà. Il deepfake funziona perché utilizza i codici visivi della fotografia reale, simulando autenticità anche quando l’evento rappresentato non è mai esistito.
«Il deepfake è una copia senza originale» si legge nel contenuto pubblicato da SemiotiGram su Instagram. «Non rappresenta qualcosa che è accaduto: crea un evento che non è mai esistito, un simulacro».
Nel caso della premier italiana, il laboratorio del CoRiS sottolinea anche la risposta pubblica di Giorgia Meloni, che sui social ha commentato ironicamente l’immagine fake scrivendo: «Mi ha anche migliorata parecchio».
Una frase che, secondo SemiotiGram, produce un effetto semioticamente rilevante perché «riconosce la natura artificiale dell’immagine, ironizza sulla simulazione e sottrae potere allo scandalo».
Il post dedica spazio anche al caso della deputata statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, bersaglio di deepfake pornografici diffusi online, e alle immagini manipolate che hanno coinvolto Kamala Harris e Hillary Clinton, spesso attraverso rappresentazioni sessualizzanti o campagne visuali di delegittimazione.
Per SemiotiGram il fenomeno rivela un meccanismo più profondo: il corpo femminile, anche quando appartiene a una figura politica, continua a essere uno spazio simbolico di conflitto e controllo.
«L’autorevolezza si costruisce attraverso l’immagine pubblica» conclude il progetto. «Il deepfake ne destabilizza l’equilibrio simbolico».
In occasione del prestigioso traguardo della sua decima edizione, Bufala Fest annuncia un’importante evoluzione strategica e d’immagine. L’evento si presenta al pubblico con una nuova veste grafica e un posizionamento rinnovato, segnato dall’adozione del payoff“Tutte le forme del gusto“.
“Il rebranding pensato per celebrare il nostro decimo anniversario – afferma Antonio Rea, Ideatore e Direttore Organizzativo di Bufala Fest – sostituisce lo storico “non solo mozzarella” per abbracciare una visione più ampia e contemporanea, grazie al nuovo payoff “tutte le forme del gusto”. La nuova visual identity, caratterizzata da forme giocose e una palette colori vivace, mira a trasmettere un’energia positiva e a valorizzare la gioia autentica dello stare insieme. L’obiettivo è trasformare ogni momento della manifestazione in un’esperienza sensoriale capace di coniugare benessere e divertimento”.
Anteprima nazionale: Padova – 25/28 giugno 2026
Per celebrare il decennale, l’organizzazione, come prologoalla tradizionale kermesse partenopea di settembre, ha scelto di varcare i confini regionali della Campania: dal 25 al 28 giugno 2026, la città di Padova ospiterà l’anteprima della 10ª edizione nella suggestiva cornice di Prato della Valle. L’evento, frutto della collaborazione tra l’Associazione Culturale “Giardino delle Idee”, Zed! Entertainment’s World e Creaeventi sarà un vero e proprio “ponte enogastronomico” volto a favorire l’integrazione tra le eccellenze della filiera bufalina campana e il ricco patrimonio culinario del territorio veneto.
“Siamo entusiasti di collaborare con l’Associazione Giardino delle Idee e con Creaeventi – afferma Daniele Cristofoli, Amministratore di Zed! Entertainment’s World – per portare a Padova l’anteprima della decima edizione di Bufala Fest. Scegliere Prato della Valle come palcoscenico per questo evento non è un semplice dettaglio logistico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: vogliamo trasformare una delle piazze più iconiche d’Europa in un ponte gastronomico, economico e culturale che permetta alla filiera bufalina di integrarsi con lo straordinario patrimonio enogastronomico del territorio veneto. Saranno quattro giornate tutte da vivere, pensate per offrire al pubblico un’esperienza di intrattenimento e di gusto unica, affascinante e profondamente coinvolgente“.
Tema 2026: La Visione che unisce
Il tema guida di Bufala Fest 2026 è la “Visione che unisce”: non un semplice slogan, ma la competenza strategica più preziosa per ogni azienda e operatore della filiera bufalina e dell’intero comparto agroalimentare del nostro Paese. Bufala Fest celebra il traguardo delle dieci edizioni e lo fa non solo guardando alla strada percorsa, ma puntando lo sguardo verso l’orizzonte, perché in un decennio che ha visto la filiera bufalina crescere, evolversi e affermarsi, oggi più che mai l’intera filiera agroalimentare italiana è chiamata a una nuove e fondamentali sfide.
Il Concept di Bufala Fest Padova
L’anteprima di Padova si svilupperà attraverso tre aree tematiche, pensate per offrire un’esperienza completa e trasversale:
Il Villaggio del Gusto: Bufala Fest non è semplicemente una vetrina enogastronomica, ma un ecosistema virtuoso che mette in connessione produttori, chef, istituzioni e consumatori. È un modello di promozione territoriale integrata, un motore per il turismo e un asset strategico che genera valore per la collettività, ponendo sempre al centro i principi di qualità, sostenibilità e innovazione. Un vero e proprio “Villaggio del Gusto”, pensato per vivere e assaporare concretamente “tutte le forme del gusto” che caratterizzano il “matrimonio di eccellenze” tra le due regioni: la Campania e il Veneto. In quest’area saranno allestiti stand presso i quali sarà possibile degustare le pietanze preparate dagli “artisti del gusto”, che proporranno piatti e ricette che contemplano almeno un prodotto della filiera bufalina, con l’obiettivo di favorire l’integrazione con le filiere agroalimentari e ittiche del territorio veneto.
Accesso gratuito
L’ingresso al Villaggio del Gusto è libero, gratuito e accessibile a tutti.
Sono previsti ticket a pagamento, acquistabili online sul sito www.bufalafest.como alle casse presenti nel villaggio, solo ed esclusivamente per quei visitatori che desiderano intraprendere percorsi di degustazione in base a specifici menù.
IlTaste Space : si tratta di un’area pensata per incarnare il tema della decima edizione con una Visione precisa: configurarsi come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione e di tendenza. Non si tratta solo di mostrare ricette, ma di proiettare nel futuro l’intera filiera, definendo nuovi standard e ispirando il settore. Un luogo dove la tradizione consolidata incontra l’avanguardia gastronomica, con l’intento di esplorare possibilità inedite.
Il Giardino delle Idee: grazie al supporto dell’Associazione culturale “Giardino delle Idee“, Bufala Fest sa essere anche “Conoscenza”, prevedendo, all’interno del villaggio, un’area dedicata ad incontri e talk tematici in presenza di operatori del mondo food, imprenditori, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico. Tre appuntamenti – il 25, 26 e 27 giugno 2026 – pensati e organizzati per contribuire alla sensibilizzazione sulle potenzialità della filiera bufalina come volano di crescita per l’intera filiera agroalimentare italiana.
“Con grande entusiasmo e profondo orgoglio – afferma Daniela Di Prisco, Presidente dell’Associazione Culturale Giardino delle Idee–annunciamo la partnership con Zed! Entertainment’s World e Creaeventi per l’organizzazione dell’anteprima di Padova, nella suggestiva location di Prato della Valle. Dal 25 al 28 giugno, grazie ad un qualificato cartellone di iniziative, esploreremo come la conoscenza e la visione siano fondamentali per la valorizzazione dell’intero comparto bufalino e della sua integrazione con la filiera agroalimentare e ittica”.
“Questa mattina la Commissione Agricoltura, nell’ambito di un percorso condiviso con l’assessore Serluca, ha espresso un consenso unanime relativamente all’approvazione di una risoluzione sulla tutela del Made in Italy, dall’origine della produzione alla trasformazione dei prodotti agroalimentari campani. Per dare maggiore forza e respiro istituzionale all’iniziativa, il testo sarà presentato in Consiglio regionale per l’approvazione”, dichiara il presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania, Raffaele Aveta.
“La risoluzione – continua Aveta – impegna la Regione Campania a farsi parte attiva nelle sedi nazionali ed europee per promuovere una revisione delle norme sull’origine doganale, affinché per i prodotti agricoli e alimentari prevalga il criterio della reale provenienza delle materie prime. È questo il cuore del provvedimento: chiedere regole più chiare, più giuste e più aderenti alla realtà produttiva, per non ingannare i consumatori”.
“L’attuale normativa consente di attribuire l’origine italiana anche a prodotti realizzati con materie prime estere, purché l’ultima trasformazione avvenga in Italia. Si tratta di un meccanismo legittimo sul piano doganale, ma che rischia di generare confusione e di penalizzare chi utilizza realmente materie prime locali, investendo sulla qualità e sulla riconoscibilità delle nostre filiere”, aggiunge Aveta, che oggi ha accolto in Consiglio regionale il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, e una nutrita delegazione composta dai rappresentanti di tutte le province campane, per comunicare il passaggio in Commissione dell’atto, in considerazione del decisivo contributo fornito da Coldiretti in relazione alla problematica e alla formulazione della proposta.
“Questa iniziativa nasce dalle sollecitazioni del mondo agricolo e delle organizzazioni professionali, che da tempo chiedono interventi concreti per garantire tracciabilità e verità sull’origine dei prodotti, a tutela delle filiere e a garanzia dei consumatori. La Commissione ha raccolto queste istanze e ha lavorato in modo costruttivo per arrivare a un testo condiviso. Difendere l’agroalimentare campano – conclude Aveta – vuol dire difendere imprese, consumatori, territori e futuro delle nostre comunità”.
NAPOLI. Le emoglobinopatie sono malattie ereditarie molto comuni in tutto il mondo, causate da un difetto dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue. Queste patologie si trasmettono ai figli da entrambi i genitori biologici, madre e padre, che possono essere portatori.
Per identificare precocemente le persone affette da emoglobinopatia e fornire loro le cure di cui hanno bisogno, il Dipartimento della Donna del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” – ha sviluppato EMOCAMP, un programma di screening regionale integrato per le emoglobinopatie.
Dalla metodologia innovativa e non invasiva utilizzata nei laboratori del Dipartimento al paziente, con un impatto positivo sulla salute pubblica: il progetto EMOCAMP è fondamentale per prevenire complicanze gravi e per garantire un migliore controllo della malattia nel tempo.
Lo screening gratuito consiste in un test semplice, rapido e indolore effettuato con la tecnica HPLC: consiste nel prelievo di una goccia di sangue da dito e permette di individuare eventuali anomalie dell’emoglobina in modo efficace.
«L’approccio innovativo utilizzato nei nostri laboratori si traduce in applicazioni pratiche con un effetto sulle vite delle persone. Offre un nuovo orizzonte di speranza, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti – sottolinea il professore Silverio Perrotta, Direttore del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – La strumentazione diagnostica per la diagnosi precoce delle emoglobinopatie si inserisce, inoltre, tra le azioni di Terza Missione delle Università: attraverso il trasferimento tecnologico delle nostre competenze e della ricerca scientifica, il nostro Ateneo riesce ad interagire e a connettersi con le comunità e le imprese, sostenendo non solo il diritto alla salute dei cittadini, ma anche generando crescita economica e sociale».
Da tempo il Dipartimento è impegnato in una campagna di sensibilizzazione per diffondere la cultura della prevenzione e conoscenza delle emoglobinopatie: ogni giovedì, infatti, dalle ore 14 alle 16, presso il Laboratorio di Ematologia ed Oncologia Pediatrica presso la Clinica Pediatrica in via Luigi De Crecchio a Napoli è possibile sottoporsi allo screening gratuito, senza necessità di appuntamento. Il test è destinato ad adulti e bambini di tutte le età.
«EMOCAMP consente di diagnosticare non solo chi è malato, ma anche chi è portatore sano di un disordine dell’emoglobina – afferma la Professoressa Maddalena Casale, Coordinatrice Scientifica del Progetto – Tra le patologie rare, le emoglobinopatie sono le più frequenti, tipiche del bacino del Mediterraneo. Ne esistono diversi tipi, come la Talassemia, l’Anemia falciforme ed i vari composti genetici. Riconoscere precocemente la malattia permette di iniziare trattamenti e programmi di sorveglianza che riducono notevolmente le possibili complicanze, allungano la vita e ne migliorano la qualità. Significa poter fare scelte consapevoli, soprattutto in vista della possibilità di trasmettere la condizione ai propri figli. Oltre al test per la diagnosi precoce neonatale che viene effettuato al nido della Clinica Pediatrica, il Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’AOU – Università Vanvitelli è leader in Italia e in Campania per aver introdotto un programma di screening integrato in fase antenatale e neonatale: l’obiettivo è renderlo disponibile in tutta la Regione come accade per quello neonatale esteso. Siamo, inoltre, centro di ricerca e di offerta diagnostica precoce in tutte le varie fasi della vita e siamo presenti durante l’anno con campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini per imparare a prendersi cura di sé e della propria famiglia».
Il progetto EMOCAMP è sostenuto dalla Regione Campania– Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Avviso Pubblico per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel campo delle Malattie Rare (DGR 393 del 19/07/2022). Il gruppo di ricerca coinvolge: l’UOSD Ematologia ed Oncologia Pediatrica, il Centro malattie rare ematologiche European Reference Networks for rare diseases, l’ERN – EuroBloodNet, l’AOU-Università della Campania “L. Vanvitelli”.
Un’alleanza strategica per ridisegnare la geografia dell’Istruzione tra la Brenta e il Grappa. È questo l’obiettivo del nuovo “accordo di rete” siglato il 4 maggio tra gli Istituti Filippin di Pieve del Grappa, nel Trevigiano, e lo storico Istituto Graziani di Bassano del Grappa, nel Vicentino. Un patto che non solo mette in sicurezza il futuro della scuola bassanese, colpita negli ultimi tempi da un calo di iscritti che minacciava la sopravvivenza delle classi medie, ma lancia una sfida pedagogica d’avanguardia. I numeri sono noti: ad oggi alle scuole medie ci sono solo 40 ragazzi iscritti, in calo del 40% negli ultimi tre anni, la media è di soli 13 alunni per classe; pochissimi gli iscritti per la prima media dell’a.s. 2026/27.
La soluzione individuata dai due enti è pragmatica: il Graziani si concentrerà sul polo dell’infanzia e della primaria (0-11 anni), diventando l’Hub di prossimità nel cuore di Bassano. Una volta terminata la quinta primaria, i ragazzi potranno proseguire il percorso verso le medie e i licei nel campus di Pieve del Grappa. Per agevolare le famiglie e superare la barriera logistica, è stato previsto per i prossimi due anni un servizio navetta gratuito che collegherà quotidianamente le due sedi. Garantiti anche gli stessi costi di iscrizione per evitare qualsiasi problema alle famiglie già iscritte alla scuola secondaria di primo grado del Graziani.
Sul fronte dei costi e dei risparmi, saranno fatte delle scelte strategiche per ottimizzare gli acquisti e razionalizzare l’organizzazione del polo bassanese.
L’integrazione non è solo logistica e amministrativa, ma riguarda il Dna formativo. Al Graziani approda grazie al Filippin il modello CLIL (Content and Language Integrated Learning): l’inglese non sarà più una materia a sé stante, ma la lingua con cui si studieranno altre discipline, supportati da tutor madrelingua già dall’Infanzia. Parallelamente, verrà colmato il gap tecnologico con l’introduzione di laboratori di robotica educativa e atelier digitali dotati di stampanti 3D, per stimolare il problem solving.
Commenta così Don Andrea Guglielmi, legale rappresentante dell’Istituto Bassanese: «L’accordo di rete con gli Istituti Filippin è l’occasione da non perdere: si aprono per il Graziani un nuovo futuro, nuove opportunità, una maggiore qualità nei percorsi didattici, una rinnovata solidità sotto il profilo amministrativo e gestionale. Questa scelta rappresenta una risposta coraggiosa e lungimirante a un momento di criticità demografica che ha colpito duramente le nostre classi medie. Non vogliamo subire il cambiamento, ma di governarlo, trasformando il Graziani in un hub di prossimità nel cuore di Bassano, specializzato nel segmento 0-11 anni. Grazie a questa sinergia, portiamo nelle nostre aule un’offerta didattica d’avanguardia. La nostra priorità è sempre stata il bene delle famiglie, che ora possono contare su un percorso educativo coerente fino al diploma. Insieme al Filippin, mettiamo in sicurezza il futuro della scuola paritaria nel nostro territorio, unendo la nostra tradizione alla loro vocazione internazionale per offrire ai ragazzi il miglior successo formativo possibile».
Per il Filippin, l’operazione rappresenta un presidio strategico nel baricentro economico della Pedemontana. Fidelizzare la famiglia fin dal Nido a Bassano permette di garantire un percorso educativo lungo 15-18 anni. La collaborazione in rete delle due strutture permetterà inoltre economie di scala, migliorando l’efficienza senza intaccare la qualità.
«Questo accordo di rete con l’Istituto Graziani non è una semplice operazione di supporto, ma la nascita di un polo educativo d’avanguardia che connette Bassano a Pieve del Grappa», commenta Sileno Rampado, dirigente degli Istituti Filippin. «Abbiamo scelto di investire sulla continuità, trasformando un momento di criticità in un’opportunità di rilancio: il Graziani diventa il cuore dell’offerta 0-11 anni in città, un “laboratorio” dove bilinguismo e robotica saranno la norma, non l’eccezione. La nostra missione è offrire alle famiglie un percorso coerente dai primi passi fino al diploma. Garantire il servizio bus gratuito per il passaggio alle medie di Pieve del Grappa è un segnale concreto della nostra volontà di abbattere le barriere logistiche per puntare tutto sulla qualità didattica. Unendo le forze, ottimizziamo le risorse e portiamo nelle aule di Bassano il metodo e l’internazionalizzazione che da sempre contraddistinguono il campus del Filippin».
Nell’ottica del nascente “distretto” scolastico,va ricordato che l’Istituto Filippin consolida la sua vocazione all’avanguardia educativa con l’apertura del nuovo Liceo Scientifico in Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati. La struttura opera già su una solida dimensione internazionale, contando oltre 500 studenti (dall’infanzia al liceo) e un organico di 121 dipendenti.
Grazie alla rete mondiale lasalliana e alla presenza del Cimba, il campus ospita annualmente oltre 500 universitari americani. Questa sinergia trasforma l’istituto in un polo interculturale dove la formazione manageriale incontra il percorso scolastico tradizionale.
Il “La Salle Campus Filippin” si distingue come campus d’eccellenza che coniuga il modello organizzativo dei campus anglosassoni con una dotazione infrastrutturale di altissimo livello. Immersa in un parco di 35 ettari, la struttura si sviluppa su oltre 30.000 metri quadri, mettendo a disposizione degli studenti 40 aule didattiche, 450 posti letto e versatili spazi polifunzionali per eventi. A completare l’offerta è un centro sportivo d’avanguardia, riconosciuto tra i più completi e attrezzati dell’intera regione.
Martedì 12 maggio, alle ore 19.00, sarà presentato il Centro Turistico Giovanile
Albanova nella splendida cornice di Palazzo Coppola di Casal di Principe (via G.
Matteotti, 69). Nato con l’obiettivo di riscoprire e raccontare i luoghi e valorizzare le
comunità, il CTG Albanova dà appuntamento in questa suggestiva e inedita location
casalese per immaginare nuove forme di protagonismo dei giovani mettendo al centro
un progetto orientato alla riscoperta dei territori attraverso percorsi culturali, sociali e
partecipativi.
“Una storia da raccontare” è lo slogan dell’organizzazione, che sintetizza lo spirito di
questo gruppo di giovani di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna.
L’appuntamento di martedì 12 maggio si propone come un momento di incontro e
condivisione – aperto alla cittadinanza – durante il quale verranno presentate il
programma, il team e le prospettive future del CTG Albanova: un turismo che non si
limita allo spostamento ma diventa occasione di conoscenza, incontro e valorizzazione
dei territori.
“La Chiesa è una comunità di credenti che non ha mai pensato che la sua missione si dovesse svolgere unicamente nel perimetro limitato delle mura delle parrocchie. Dall’incontro con il Risorto e dalla fede nasce il compito di annunciare il Vangelo con le parole e con le azioni che cambiano la realtà. L’amore per la città è l’amore per tutti gli uomini e le donne che la abitano, ed è a sua volta un riflesso dell’amore con cui Dio ama ciascuno dei suoi figli.
Da questa radice, da questa fede e da questo amore, emerge l’impegno dei cristiani in Politica.
Quindi – mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la P maiuscola! – attraverso anche la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale. (Papa Francesco all’Azione Cattolica Italiana 30 aprile 2017)
C’è oggi bisogno di cristiani che sappiano servire il bene comune non solo con rigore e competenza, ma soprattutto con tanta passione con tanto amore, sapendo che spesso si va controcorrente. Solo così non si fermeranno alle prime difficoltà opposte da chi, in fondo, gode e prospera quando vede spegnersi l’entusiasmo per il bene. Ed è importante che la Chiesa non lasci mai soli e senza il sostegno di una profonda spiritualità coloro che “si buttano” in politica: hanno bisogno non tanto di alleati, ma di amici fraterni con cui alimentare e condividere sogni e speranze.
Quello che attende la politica nel nostro territorio, è un impegno grande e alto. Lo si compie non solo per senso del dovere, ma per amore. Chiedo a voi, candidati politici, di avere sempre nel cuore questa domanda fondamentale: ciò che faccio e che dico aiuta tutti e ciascuno a ritrovare la speranza? Perché siete chiamati ad essere testimoni della forza della speranza, quella che tutti cercano e di cui tutti lamentano invece l’assenza…
Non vi faremo mancare la preghiera e l’aiuto. Un saluto a tutti!”
Sperando che dai tanti Comuni coinvolti nelle elezioni amministrative escano uomini e/o donne in grado di cambiare davvero le situazioni locali.
Non si tratta di chiedere eroismi e ne abbiamo un esempio in Campania. Il Sindaco Josi Della Ragione, ad esempio, a Bacoli è riuscito davvero a portare un radicale cambiamento. Bacoli, sotto la sua amministrazione, è passata dalle stalle alle stelle. E’ un modello vincente a cui puntare.
Si può fare: basta volerlo seriamente, impegnarsi non solo a parole e rimboccarsi le maniche.