“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Si è conclusa la campagna solidale Ciani 4Christmas 2025, promossa da Ciani 4Ever, associazione con sede nel Veneziano. Grazie alla generosità di cittadini, aziende e sostenitori, l’associazione ha trasformato i fondi raccolti in una donazione concreta di strumentazione medica per un valore complessivo di 20.000 euro, destinata a potenziare i servizi sanitari del territorio.
Alla conferenza stampa di presentazione dei risultati, tenutasi nella cornice di Forte Marghera, sono intervenuti il direttore dei Servizi Socio-Sanitari dell’Ulss 3, il dottor Massimo Maritati, il primario del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Mirano, il dottor Luca De Bortoli, e la presidente di AVAPO Mestre, Stefania Bullo. In rappresentanza del Comune di Venezia, hanno espresso il loro plauso gli assessori Paola Mar e Simone Venturini, sottolineando l’importanza del “fare rete” tra associazionismo e istituzioni.
Nello specifico, la donazione ha permesso di consegnare alla Pediatria di Mirano una sonda ecografica per esami diagnostici, un monitor multiparametrico per la rianimazione, una sedia bilancia, fondamentale per i piccoli pazienti con difficoltà motorie e uno scanner venoso, strumento d’avanguardia che permette di visualizzare le vene in modo immediato, rendendo i prelievi molto meno traumatici. Ad Avapo Mestre è stato invece consegnato un concentratore d’ossigeno ad alto flusso, che riveste un valore simbolico e umano profondissimo per l’associazione, essendo stato un supporto vitale utilizzato dallo stesso Ciani durante il suo percorso di cura.
Su queste basi prende forma il prossimo grande appuntamento firmato dall’associazione Ciani 4EVER, nata per ricordare Gianluca “Ciani” Pistolato, amato batterista che ha suonato con diverse band del Veneziano. Originario di Zelarino, Ciani è scomparso nel 2019 a soli 44 anni a causa di una neoplasia polmonare.
La prossima edizione del Ciani Live Aid, in programma da giovedì 3 a domenica 6 settembre nell’area degli impianti sportivi di Zelarino si è già messa in moto: una macchina organizzativa imponente che poggia sull’impegno di oltre 250 volontari per un totale di oltre 5.000 ore di lavoro.
Oltre al fitto programma di tributi sul palco principale (dai Pooh ai Coldplay, dai Pink Floyd agli Eagles), la grande novità del 2026 sarà il “Green Stage”: a partire dalle ore 17:00, il prato di Zelarino si animerà con un palco dedicato ai giovani musicisti emergenti, offrendo loro uno spazio di visibilità prima dei main act serali.
Accanto alla musica e alla convivialità, il Ciani Live Aid manterrà al centro la propria vocazione al sostegno di realtà come Istituto Oncologico Veneto (IOV), AVAPO, AIPD, Black Lions e Millennium Basket.
Infine, per rendere il messaggio ancora più capillare, è stata presentata la partnership con la cooperativa Radiotaxi: un mezzo brandizzato con la livrea ufficiale dell’evento circolerà nei prossimi mesi per le strade della città, promuovendo la manifestazione e la missione solidale dell’associazione. Con l’ingresso rigorosamente gratuito, Ciani 4Ever rinnova un impegno che unisce memoria, partecipazione e supporto reale alla comunità.
A Nola la prima cerimonia Kaitai conquista il Sud Italia: da Roji il rito giapponese incontra l’eccellenza spagnola Balfegó
Nola (NA) – Luci soffuse, atmosfera zen e un silenzio carico di attesa: è così che prende vita, da Roji a Nola, un evento destinato a segnare un momento storico per la gastronomia del Sud Italia. Per la prima volta, la cerimonia giapponese del Kaitai — l’antica arte del taglio del tonno — viene celebrata in forma autentica, trasformando una cena in un vero e proprio rito culturale.
“Benvenuti e Irasshaimase”. Giovanni Napolitano apre la serata dell’8 aprile 2026, accogliendo e accompagnando gli ospiti in un viaggio che affonda le radici nell’epoca Edo, dove tecnica, rispetto e spiritualità si fondono in un unico gesto. Non è solo spettacolo, ma un’esperienza immersiva che racconta il valore del cibo, della tradizione e della materia prima.
Il protagonista: il tonno Balfegó, eccellenza mondiale
Al centro della scena, il tonno rosso del Mediterraneo firmato Balfegó, azienda leader nella pesca etica e sostenibile. Un modello innovativo che parte dalla cattura durante la migrazione per poi proseguire in allevamenti in mare aperto a oltre 80 metri di profondità, dove i tonni vengono nutriti in modo controllato per garantire qualità, sicurezza e una perfetta marezzatura.
Elemento distintivo è anche la totale tracciabilità: ogni taglio servito può essere “raccontato” attraverso un QR code, offrendo al cliente informazioni dettagliate su origine, qualità e caratteristiche del pesce.
La scienza incontra la tradizione: la tecnica Ike Jime
Fondamentale per l’eccellenza del prodotto è la tecnica giapponese Ike Jime, un metodo che agisce sul sistema nervoso del pesce, garantendo una morte immediata e senza stress. Il risultato è una carne più dolce, priva di acidità e capace di sviluppare al massimo il sapore umami grazie alla conservazione dell’ATP.
Il cuore dell’evento: la cerimonia Kaitai
Quando il maestro entra in scena con i coltelli, il tempo sembra fermarsi. La cerimonia si sviluppa in tre momenti simbolici:
Kashira Otoshi: il distacco della testa, gesto solenne che apre il rito
Kama Oroshi: il taglio del collare, una delle parti più pregiate e marmorizzate
Sanmai Oroshi: la divisione in tre parti, una danza precisa lungo la spina dorsale
Non è semplice lavorazione: è rispetto per il “re del mare”, trasformato davanti agli ospiti in autentici gioielli gastronomici.
Dal rito al gusto: un percorso gastronomico d’autore
Dopo la cerimonia, l’esperienza continua con un percorso degustazione che attraversa tutte le sfumature del tonno:
Nakauchi, tartare prelevata direttamente dalla lisca, pura essenza marina
Piatti creativi come shiso in tempura con tartare e caviale, carpacci e chutoro affumicato
Un raffinato percorso kaiseki, tra sashimi selezionati, nigiri e temaki reinterpretati
Piatti signature come ossobuco di Wagyu con tartare di tonno e costata cotta in robata
Un’esperienza davvero unica, non solo per il palato, arricchita da professionisti delle arti marziali giapponesi e dal rituale dei tipici tamburi che hanno fatto da cornice e sottofondo nel corso di tutte le fasi dell’evento.
Il tutto accompagnato da un pairing di alto livello, dai sake premium come Heaven’s Sake fino al whisky giapponese Fuji Santoku.
Un finale simbolico: il Daruma della perseveranza
A chiudere la serata, un gesto carico di significato: il dono del Daruma, simbolo zen di determinazione. Una tradizione che invita ogni ospite a fissare un obiettivo, colorando un occhio della bambola, per poi completarlo solo al raggiungimento del traguardo.
Un evento che segna un punto di svolta
La prima cerimonia Kaitai del Sud Italia non è stata solo un evento gastronomico, ma un ponte culturale tra Giappone e Mediterraneo. Roji Japan Fusion Restaurant si conferma così non solo ristorante, ma luogo di esperienza e ricerca, capace di portare a Napoli una nuova visione della cucina: più consapevole, rituale e profondamente emozionale grazie alla lungimiranza e perseveranza di Giovanni Napolitano insieme a Erasmo De Risi, Gina Audia e Luigi Policastro.
Un debutto che potrebbe aprire la strada a una nuova stagione della ristorazione d’eccellenza nel Mezzogiorno.
Valorizzare la tradizione gastronomica e i prodotti del territorio flegreo attraverso la cucina. Con questo obiettivo la Condotta Slow Food Campi Flegrei ha ideato il format “A lezioni di cucina”, un ciclo di quattro incontri guidati dalla chef Gena Iodice del ristorante pizzeria La Marchesella, dal 23 marzo al 25 maggio 2026, situato a Giugliano in Campania, in via Marchesella.
Le lezioni sono strutturate come veri momenti di formazione gastronomica dedicati ai prodotti e alle tradizioni culinarie del territorio. Ogni incontro prevede una prima parte teorica dedicata alle materie prime e alla cultura gastronomica locale, seguita dalla dimostrazione pratica della chef insieme alle allieve e agli studenti della “classe”. Al termine dello show cooking i partecipanti si ritrovano a degustare insieme alla chef i piatti preparati durante la lezione, accompagnati da vini del territorio.
Il calendario (l’orario va dalle 18 alle 20) è iniziato il 23 marzo 2026 con l’appuntamento dedicato alla “Pasta fresca: dal grano alla tavola”; il 20 aprile 2026 sarà il turno dell’evento su “I piatti della domenica: ragù napoletano e genovese”, con un piccolo focus a proposito della lardiata, non a caso piatto forte, cavallo di battaglia sia tra i primi di pasta coi mezzanelli nel menu, sia tra le pizze come topping alla Marchesella; l’11 maggio 2026 tocca al tema del “Pesce azzurro: dai crudi ai fritti”; chiusura in bellezza e dolcezza il 25 maggio 2026 con l’incontro dal titolo “Il cibo degli dei: a lezione di cioccolato”.
La chef Gena Iodice è custode di una lunga tradizione gastronomica familiare. Alla guida della storica trattoria Fenesta Verde, fondata dai nonni nel 1948, e del ristorante La Marchesella di Giugliano in Campania in via Marchesella, porta avanti una cucina profondamente legata al territorio e alla filosofia Slow Food, valorizzando ricette della tradizione e ingredienti selezionati, il che le ha fatto guadagnare la coccinella e l’ingresso nei nell’Alleanza dei cuochi Slow Food.
Il corso completo (quattro incontri) costa 160 euro per i soci Slow Food, 160 euro per gli under 30 non soci con tessera Slow Food inclusa e 185 euro per gli over 30 non soci con tessera inclusa. È possibile partecipare anche alle singole lezioni: 45 euro per i soci Slow Food e 55 euro per i non soci.
La Condotta Slow Food Campi Flegrei promuove iniziative dedicate alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni locali, diffondendo la cultura del cibo “buono, pulito e giusto”, principio fondante del movimento Slow Food.
Il tema della denatalità è sempre più centrale nelle politiche socio-sanitarie di tutta Europa. In Francia, il governo ha varato un piano per la preservazione della fertilità che prevede l’invio di una comunicazione a tutti i 29enni per informarli sui limiti biologici della fertilità e sulle possibilità di preservarla, oltre al rafforzamento dei percorsi di accesso alla crioconservazione degli ovociti per le donne. Il Presidente Macron lo definisce “riarmo demografico” per contrastare il forte calo della fertilità che conta meno di 700 mila nuovi nati nel 2023.
In Toscana il dibattito si è acceso attorno alla possibilità di sostenere economicamente il congelamento degli ovociti e, più in generale, attorno a una maggiore attenzione pubblica alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Il tema è diventato da diverso tempo una questione di sanità pubblica con le Regioni che però hanno regole e ritmi differenziati con l’età di accesso alla PMA e l’organizzazione dei servizi. Anche le imprese private iniziano a muoversi: il caso Diesel, con l’inserimento del congelamento degli ovuli tra i benefit aziendali, ha mostrato che la fertilità è ormai entrata anche nel linguaggio del welfare, sollevando alcune critiche.
È su questo tema su cui si focalizza la nuova campagna 5×1000 di Fondazione Foresta ETS, “Così piccolo, così potente”, riferendosi allo spermatozoo e al suo viaggio verso l’ovocita. Ma non solo. In occasione della campagna, Fondazione Foresta ETS riafferma la propria missione civile e scientifica ponendosi come interlocutore autorevole per le istituzioni.
“Consapevole che la crisi demografica non si risolve con annunci, ma con una strategia clinica e sociale di lungo respiro, dichiariamo la nostra piena disponibilità a partecipare a un tavolo di confronto tecnico con il Governo e le principali società scientifiche”, dichiara il professor Carlo Foresta, presidente e fondatore della Fondazione. “L’obiettivo è trasformare la prevenzione dell’infertilità e la tutela della salute riproduttiva maschile in pilastri dell’agenda pubblica, portando proposte concrete basate su vent’anni di ricerca e screening sul campo per contrastare efficacemente la denatalità in Italia. La fertilità non può più essere considerata un fatto privato da affrontare tardi, quando il problema è già esploso e diventa più difficile da trattare, allungando ulteriormente i tempi per la ricerca di un figlio quando già le coppie si avvicinano sempre più tardi alla genitorialità”.
Ed è proprio qui che la campagna di Fondazione Foresta ETS assume un significato che va oltre la raccolta fondi. Perché, se da un lato chiede ai cittadini di sostenere concretamente attività già esistenti, dall’altro ricorda alle istituzioni che l’infertilità non si affronta con slogan sulla natalità. La Fondazione, anche attraverso i propri progetti nelle scuole e le campagne di prevenzione, lavora esattamente in questa direzione.
“Questo tema si affronta con informazione precoce, prevenzione, educazione sessuale, accesso agli screening, ricerca clinica e strumenti che permettano ai giovani di conoscere davvero i tempi e i rischi della propria salute riproduttiva”, conclude Foresta. “Il punto, allora, è semplice: se in Francia il tema è arrivato al centro dell’agenda pubblica e se anche regioni e aziende iniziano a interrogarsi su strumenti concreti, l’Italia non può continuare a parlare di denatalità ignorando la prevenzione dell’infertilità. Il rischio è di trasformare un problema sanitario e sociale in un dibattito ideologico. E invece servirebbe una scelta politica chiara: riconoscere che tutelare la fertilità significa tutelare la salute. Bisogna informare i giovani prima, spiegare i fattori di rischio, rendere accessibili controlli e percorsi di tutela della fertilità e da parte dello Stato incentivare il welfare per le giovani coppie con figli”.
Lo scorso 3 aprile tre università fiamminghe hanno insignito la relatrice italiana all’ONU per la Palestina, la dottoressa Francesca Albanese (già laureata in Italia in giurisprudenza, con lode, a Pisa) di un dottorato di ricerca honoris causa.
Le tre università coinvolte sono l’Università di Anversa, l’Università di Gand e la Vrije Universiteit Brussel.
Il video presente su Instagram (https://www.instagram.com/nojusticenopeace_italy/?e=86dd19bc-29b7-43b3-b615-a50ea24e5e22&g=5) riporta le motivazioni: << Jan Danckaert (rettore della VUB): “La Vrije Universiteit Brussel sostiene la ricerca libera, il dialogo critico e un impegno incrollabile per i diritti umani. Con questo dottorato honoris causa riconosciamo non solo l’expertise accademica e giuridica di Francesca Albanese, ma anche il suo coraggio nel difendere il diritto internazionale in modo coerente. In tempi turbolenti è fondamentale che le università continuino a sottolineare l’importanza del diritto internazionale.”
Gli atenei confermano che: “Con questo dottorato congiunto, l’Università di Anversa, l’Università di Gand e la Vrije Universiteit Brussel confermano il loro impegno per la libertà accademica, la solidarietà internazionale e la protezione universale dei diritti umani”>>.
Su Threads la notizia è data dal cantante d’opera Pietro Spagnoli, che scrive così: “È la prima volta nella storia del Paese che tre atenei di questo livello si uniscono per un riconoscimento simile.
Il rettore della UAntwerpen è stato chiarissimo:“Nonostante le enormi pressioni internazionali e gli attacchi personali, ha proseguito il suo lavoro onestamente”.
Questo premio è un segnale per la libertà accademica.
E in Italia? Il silenzio. Francesca Albanese è diffamata, ostracizzata e la politica nazionale, invece di sostenerne le battaglie, usa (e abusa) della posizione per colpire il personaggio.
Il Belgio ospita probabilmente la più alta concentrazione di giornalisti italiani all’estero. Eppure, è imbarazzante dover constatare che un micro-portale come il nostro sia l’unico ad aver rilanciato questa notizia in lingua italiana”.
Un ulteriore riconoscimento è in arrivo dalla Costa Rica. https://www.dirittiglobali.it/ riporta, infatti, che “Il Consiglio dell’Università, nelle sue deliberazioni, sottolinea il “profondo impegno di Francesca Albanese nella ricerca della verità, della giustizia e della dignità umana, nonché nella promozione della pace e nella ferma difesa dei diritti umani.
Il Consiglio universitario dell’Università della Costa Rica ha approvato il conferimento del titolo di Dottore Honoris Causa alla Dott.ssa Francesca Albanese, illustre avvocata specializzata in diritto internazionale, diritti umani e sfollamenti forzati, che dal 2022 è Relatrice speciale delle Nazioni Unite (ONU) sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati e prima donna a ricoprire tale incarico”.
I principali quotidiani nazionali, però, tacciono le due notizie.
Peccato!
Una nostra connazionale, infangata e sottovalutata in Italia, riceve prestigiosi riconoscimenti da istituzioni universitarie non farlocche e la stampa tace la notizia.
Il corto di WowProduction, casa di produzione di Venezia, che racconta tra le calli di Venezia la relazione tra due giovani (lei in carrozzina, lui normodotato) torna alla ribalta nazionale. In occasione del quinto anniversario di WeShort, la piattaforma che diffonde i migliori cortometraggi (25.000 cortometraggi candidati e 4.000 titoli selezionati con milioni di spettatori in tutto il mondo), l’opera “Mille Ponti” di Nicolò Novek è stata infatti selezionata tra le tre migliori nella storia di WeShort, con l’occasione il cortometraggio è stato riproposto on line su Coming Soon.
“La scelta è basata sui contenuti: sono stati selezionati tre cortometraggi che rappresentano in modo autentico la direzione che stiamo costruendo”, spiega Alex Loprieno, fondatore e CEO della piattaforma, ha deciso di premiare tre cortometraggi tra tutti quelli caricati. “Oltre a “Mille Ponti”, abbiamo scelto “Drop” e “North Star”. Tre visioni diverse. Un’unica consapevolezza: il cortometraggio non è più un formato di passaggio, ma un linguaggio centrale nello storytelling contemporaneo”.
“Sono profondamente orgoglioso del percorso di Mille Ponti e della collaborazione con WowProduction, che ha creduto fin dall’inizio nella possibilità di unire cinema d’autore e responsabilità sociale”, dichiara il regista Nicolò Novek. “Essere scelti da WeShort tra i cortometraggi più rappresentativi della piattaforma è una grande responsabilità, oltre che un onore; poter condividere questo racconto di inclusione e abbattimento delle barriere con un pubblico così significativo, è davvero un privilegio”.
Dopo il debutto all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il corto arriva così a maturità. Il lavoro era già stato presentato al Senato e poi aveva avuto la sua vita naturale, distribuito nelle sale cinematografiche e acclamato dal pubblico e dalla critica. A due anni dalla sua uscita continua a far parlare di sé. Diretto da Nicolò Novek, “Mille Ponti” è una storia di amore e resilienza ambientata tra le bellezze di Venezia, una città che incanta e, al contempo, sfida. Al centro della narrazione, una carrozzina diventa metafora di un cammino verso la conquista di spazi, sogni e diritti, ricordandoci quanto le barriere architettoniche siano un riflesso di quelle sociali e culturali.
La storia? Chiara (Emma Padoan) e Tommaso (Giulio Foccardi) vivono una relazione particolare. Lei è ormai costretta su una sedia a rotelle, lui se ne prende cura con amore, ma il sacrificio comincia a minare la stabilità del loro legame. Il corto prova a raccontare una situazione complessa senza facili soluzioni narrative, mentre il copione di Novek e Claudia Sferrazza ha il coraggio di non dare per scontato che l’amore sopravviva a qualsiasi prova, anche se nessuno dei due personaggi si dimostra mai egoista.
“Crediamo fermamente che il cinema non debba solo intrattenere, ma agire come un potente catalizzatore di cambiamento sociale”, dichiara Nicolò Mazzurco, founder di WowProduction, che fa parte della galassia di WowHaus. “Il successo di “Mille Ponti” rappresenta perfettamente questa nostra missione: abbiamo voluto investire su una storia di resilienza e amore che affronta il tema dell’inclusione senza retorica, mettendo a nudo la complessità delle barriere umane e architettoniche. Vedere quest’opera celebrata in un contesto istituzionale prestigioso come il Senato e selezionata da una realtà globale come WeShort è per noi motivo di grande orgoglio. È la dimostrazione che il cortometraggio è oggi un linguaggio maturo e necessario, capace di connettere sensibilità diverse e di avviare dialoghi urgenti su temi universali. Continueremo a sostenere visioni coraggiose come quella di Nicolò Novek, convinti che l’eccellenza produttiva debba sempre camminare di pari passo con la responsabilità etica e la valorizzazione della diversità”.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO WOWPRODUCTION
WowProduction è la casa di produzione del Gruppo WowHaus con sede a Venezia, dove audiovisivo, storytelling e innovazione digitale si incontrano per dare forma a contenuti multimediali: creative ads, corporate video, cortometraggi, produzioni virtuali e VFX, social & live storytelling, video musicali, eventi e live broadcasting fino ad arrivare alle riprese aeree e i video 360°. Oggi in WowProduction lavorano diversi professionisti, coordinati da Nicolò Mazzurco. La maggior parte è under 30: dal CEO alla produzione, dai creativi ai fotografi e filmmaker. Negli ultimi anni, WowProduction ha ampliato il proprio raggio d’azione alla produzione cinematografica internazionale, realizzando cortometraggi d’autore. Non solo, è nato anche il progetto WowFrame, nuovo modo di raccontare le aziende attraverso il cinema: invece di messaggi pubblicitari diretti, si realizzano cortometraggi che parlano di valori, visioni e identità con il linguaggio delle storie.
I CORTOMETRAGGI DI WOWPRODUCTION
Tra i cortometraggi realizzati da WowProduction vanno citati “Mille Ponti” (2023), che racconta della storia d’amore di una giovane coppia tra Venezia e i suoi ponti, esplorando il tema della disabilità in una relazione che avviene in un luogo per definizione inaccessibile. Il corto ha già fatto il suo giro, tra l’81ª Mostra del Cinema di Venezia e il Senato della Repubblica, dove ha aperto discussioni importanti sui temi dell’inclusione e della disabilità, grazie anche all’appoggio dell’Onorevole Valentina Grippo. Ora, in partnership con WeShort, piattaforma digitale dedicata ai cortometraggi di qualità, Mille Ponti arriva sullo schermo per un pubblico ancora più ampio.
C’è poi “Trucco&Parrucco” (2024), frizzante commedia italo-argentina nata dalla co-produzione internazionale con Devil May Care e Criatura Films, storia leggera con l’interpretazione delle interpreti argentine Johanna Chiefo e Danae Cisneros. Tra i premi che il film ha già raccolto si contano il Best Short Film al New York International Film Awards, Best Story al Sarajevo Fashion Film Festival e Best Story al Chicago Feedback Film Festival, oltre che la menzione d’onore in più di altri dieci festival di cortometraggi internazionali.
Infine, insieme all’azienda americana ItaliaPass nasce il progetto “Lucrezia’s Mind Palace”: una galleria immersiva nel cuore di Roma dedicata a Lucrezia Borgia e destinata al pubblico americano in visita in Italia. Non è solo una mostra, ma un’esperienza multisensoriale. Il progetto nasce dalla trasformazione dei sotterranei conosciuti come “Borgia Dungeon”, ora diventati uno spazio esclusivo, dove arte, cinema e narrazione si incontrano. 15th Century Bachelorette è il filo rosso che accompagna i visitatori in un racconto: un cortometraggio che esplora con ironia e profondità la vita di Lucrezia Borgia, interpretata dalla talentuosa Jenny De Nucci.
Roma, 08 aprile 2026 – La finanza climatica non è soltanto una leva economica, ma un atto culturale, quasi esistenziale. È da questa prospettiva che Giorgio Mottironi firma l’articolo “Credo o son fesso? Filosofia della finanza climatica”, pubblicato sul numero di marzo/aprile de L’Ecofuturo Magazine, rivista bimestrale dedicata ai temi dell’innovazione ambientale, dell’energia e della transizione ecologica.
Nel suo contributo Giorgio Mottironi, manager, imprenditore e divulgatore attivo nei settori della sostenibilità e della finanza green, propone una riflessione originale che intreccia filosofia, economia e sostenibilità, partendo da un presupposto radicale: la finanza è, prima di tutto, un atto di fede.
Attraverso il richiamo al pensiero di Giorgio Agamben e alla radice etimologica del termine “credito” (dal greco pistis, fede), l’autore costruisce una lettura della finanza come: atto di fiducia nel futuro, strumento di trasformazione della realtà, nonché espressione di convinzioni individuali e collettive.
In questa chiave, la finanza climatica diventa la forma più avanzata di investimento: una proiezione concreta della speranza in un futuro sostenibile.
I numeri della finanza climatica
L’analisi di Giorgio Mottironi si inserisce in un contesto globale in forte evoluzione:
1,9 trilioni di dollari il valore della finanza climatica nel 2023;
65% proveniente dal settore privato;
38% generato da investitori individuali (circa 470 miliardi).
La crescita è significativa rispetto agli 1,3 trilioni del 2022, ma ancora distante dai 5 trilioni annui necessari per rispettare gli Accordi di Parigi.
Il dato centrale è chiaro: la partecipazione diffusa degli individui sta diventando un fattore determinante.
Tra geopolitica e nuova rivoluzione industriale
Mottironi inserisce la finanza climatica all’interno di una lettura macroeconomica più ampia, richiamando la teoria delle “onde lunghe” di Nikolai Kondratiev.
Secondo questa interpretazione, il sistema economico globale sarebbe oggi all’inizio di una nuova fase ciclica, incamminato verso una sesta rivoluzione industriale caratterizzata da:
elettrificazione dei consumi;
energie rinnovabili;
intelligenza artificiale.
Un passaggio che ridefinisce non solo i mercati, ma anche la distribuzione del valore economico globale.
Una finanza più democratica
Nel testo la posizione di Giorgio Mottironi è netta: la finanza climatica può rappresentare un’opportunità storica per:
redistribuire l’accesso alla ricchezza;
favorire la partecipazione diffusa agli investimenti green;
contrastare modelli economici sempre più concentrati.
Un approccio coerente con il percorso professionale di Mottironi, manager e divulgatore impegnato nei settori della sostenibilità, dell’energia e del crowdinvesting.
Chi è Giorgio Mottironi
Giorgio Mottironi è un manager, imprenditore e divulgatore attivo nei settori della sostenibilità e della finanza green. Avvia il suo percorso nel marketing sportivo e ambientale per poi operare nella strategia nel settore energetico. Nel 2017 co-fonda la società di consulenza BAngel e nel 2018 entra nel team fondatore di Ener2Crowd.
Nel 2023 viene nominato Special Assistant to the Secretary-General for Environmental and Scientific Affairs dell’Organizzazione Mondiale per le Relazioni Internazionali (WOIR) e dal 2025 è Energy and Environment Senior Researcher dell’ International Center for Social Research.
È autore e divulgatore sui temi di:
finanza climatica;
educazione finanziaria;
transizione energetica.
Promuove un modello basato su:
partecipazione diffusa;
trasparenza finanziaria;
impatto ambientale misurabile.
Conclusioni
L’articolo pubblicato da Giorgio Mottironi su L’Ecofuturo Magazine rappresenta un contributo rilevante al dibattito contemporaneo sulla sostenibilità, spostando il focus dalla finanza come tecnica alla finanza come scelta culturale e collettiva.
In un momento in cui la transizione ecologica è sempre più al centro delle politiche globali, il tema della fiducia —individuale e sistemica— si conferma così come uno degli snodi decisivi per il futuro.
Anche quest’anno si rinnova la tradizione del Lunedì in Albis sul Vesuvio, un appuntamento speciale per trascorrere Pasquetta 2026 nella natura, tra trekking, sostenibilità e panorami spettacolari.
Lunedì 6 aprile 2026 torna infatti l’attesa eco-escursione di Pasquetta sul Vesuvio, una suggestiva passeggiata organizzata dall’associazione di promozione sociale Vesuvio Natura da Esplorare e dall’associazione culturale Econote.
L’iniziativa propone un’esperienza di trekking sostenibile nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, su uno dei sentieri più verdi e affascinanti dell’area protetta.
Pasquetta 2026 sul Vesuvio: trekking nella natura
La Pasquetta 2026 nella natura del Vesuvio sarà un’occasione per trascorrere una giornata immersi nel verde con un’eco-escursione nella Riserva Forestale Alto Tirone, uno degli ambienti più suggestivi del Parco Nazionale del Vesuvio.
L’escursione sarà accompagnata da guide naturalistiche ed escursionistiche esperte, pronte a raccontare curiosità su flora, fauna e geologia del vulcano.
Il percorso scelto è semplice e adatto a tutti, perfetto anche per famiglie con bambini a partire dagli 8 anni.
Orari dell’eco-escursione di Pasquetta 2026
Sono previste due partenze una al mattino e una al pomeriggio:
I posti sono limitati e la partecipazione è possibile solo con prenotazione obbligatoria tramite il sito ufficiale di Vesuvio Natura da Esplorare attraverso questo link: www.vesuvionatura.it/pasquetta-sul-vesuvio a cui segue una mail di conferma della prenotazione con i dettagli per partecipare.
La quota di partecipazione per l’eco-escursione di Pasquetta sul Vesuvio è:
20 euro per gli adulti
10 euro per bambini e ragazzi fino ai 16 anni
La quota include parcheggio e accesso alla sede operativa dell’associazione (con bagno, shop e piccolo museo mineralogico).
Il sentiero: Riserva Forestale Alto Tirone (Sentiero 4)
L’escursione si svolgerà lungo il Sentiero n.4 della Riserva Forestale Alto Tirone, uno dei percorsi più affascinanti e tutelati del Monte Vesuvio.
Difficoltà: facile, adatto a tutti
Consigliato: dai 8 anni in su
Lunghezza: 4 km andata e ritorno
Dislivello: 80 metri
Quota massima: 625 m s.l.m.
Durata: circa 3 ore A/R
Il sentiero attraversa il celebre Piano delle Ginestre e si sviluppa su uno stradello prevalentemente pianeggiante, circondato da muretti a secco e vegetazione mediterranea.
Durante la passeggiata il paesaggio cambia continuamente: si alternano tratti ombreggiati nel bosco e aperture panoramiche mozzafiato, con la spettacolare vista sul Gran Cono del Vesuvio.
Un viaggio tra lava, biodiversità e panorami
Lungo il percorso si incontrano affascinanti formazioni vulcaniche, tra cui: Tunnel lavici, Lave a corda, Tre colate laviche dell’eruzione del 1944. Queste antiche lave sono oggi colonizzate da specie pioniere, tra cui il famoso lichene del Vesuvio (Stereocaulon vesuvianum), simbolo della resilienza della natura.
Il sentiero attraversa il cuore della Riserva Forestale, oggi riconosciuta come patrimonio naturale UNESCO, e rappresenta il luogo ideale per comprendere l’importanza delle aree naturali protette.
La meta finale dell’escursione è uno spettacolare piazzale panoramico affacciato sul Golfo di Napoli, da cui si gode una vista straordinaria fino alla Isola di Capri.
Durante la passeggiata sarà possibile: passeggiare immersi nella natura, scattare fotografie, fare domande alle guide naturalistiche, osservare flora e fauna, rilassarsi e godersi il panorama, scoprire la storia geologica del Vesuvio
Per garantire la tutela dell’ambiente del Parco Nazionale del Vesuvio, durante l’escursione non è consentito accendere fuochi o braci, abbandonare rifiuti, urlare o utilizzare mezzi rumorosi, disturbare o raccogliere flora e fauna, bivaccare e allontanarsi dalla guida.
Le associazioni organizzatrici
Vesuvio Natura da Esplorare
Vesuvio Natura da Esplorare è un’associazione di promozione sociale nata nel 2013 che organizza escursioni guidate sui sentieri del Vesuvio durante tutto l’anno. Il progetto nasce dall’impegno di naturalisti, biologi e geologi con l’obiettivo di promuovere conoscenza, rispetto e tutela della natura.
Econote
Econote è un magazine e associazione culturale green che da oltre 18 anni racconta storie da un mondo più sostenibile, promuovendo eventi, cultura ambientale e turismo responsabile.
L’Italia si divide sul piano energetico: la quota di edifici in classe G varia dal 18,4% al 37,8% tra le diverse province. È quanto emerge da un’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA e dati proprietari, che per la prima volta ricostruisce la distribuzione delle classi energetiche su scala provinciale e metropolitana. A livello nazionale, il 30% degli immobili è ancora in classe G.
Il divario territoriale è netto: nel Nord la classe G si colloca tra il 18% e il 26%, nel Centro tra il 27% e il 32%, mentre nel Sud e nelle Isole raggiunge valori tra il 31% e il 37,84%. Tra i casi più virtuosi Bolzano e Trento (sotto il 20%), mentre Napoli si attesta al 36,1%.
«La transizione climatica si gioca sul patrimonio esistente e sulla qualità dell’involucro edilizio» afferma Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin. Secondo le analisi, interventi su facciate e sistemi vetrati possono ridurre i consumi fino al 14% nel breve periodo e fino al 37% nel lungo termine.
L’elaborazione Resolglass mette a disposizione un dataset completo con la distribuzione delle classi energetiche per tutte le province e le città metropolitane italiane.
Roma, 30 marzo 2026 — Una fotografia può alterare la percezione di un intero fenomeno? E può contribuire a costruire una responsabilità collettiva che non corrisponde ai fatti?
È da queste domande che prende avvio il nuovo contenuto pubblicato su SemiotiGram, il progetto Instagram del corso di Semiotica dei Media presso il CoRiS della Sapienza Università di Roma, diretto dalla Professoressa Bianca Terracciano.
Il post analizza un recente caso mediatico relativo alla nautica in Sardegna, dove alcune testate nazionali e servizi televisivi hanno utilizzato immagini datate e decontestualizzate per rappresentare un presunto “assalto” di imbarcazioni nell’Arcipelago della Maddalena.
Secondo la ricostruzione proposta, la fotografia diffusa —risalente ad almeno sette anni fa— è stata impiegata come prova visiva di una situazione attuale, generando un effetto di realtà che ha contribuito a orientare l’opinione pubblica.
Dal punto di vista semiotico, il caso evidenzia il funzionamento di alcuni dispositivi chiave della comunicazione contemporanea: dall’effetto di reale teorizzato da Roland Barthes, alla costruzione di un contratto di veridizione che induce lo spettatore ad accettare il contenuto come vero in virtù della sua forma mediale.
«Quando un’immagine viene sottratta al proprio contesto temporale non cambia solo ciò che mostra, ma ciò che significa. Il senso non è dato, ma costruito» spiegano i responsabili del post su SemiotiGram.
L’analisi mette inoltre in luce come l’accumulo visivo di imbarcazioni attivi specifiche isotopie —in questo caso quella dell’«invasione»— rafforzate da frame culturali contemporanei come quello dell’overtourism, contribuendo a generare una lettura emotiva e semplificata del fenomeno.
Il contenuto propone così una riflessione più ampia sul rapporto tra informazione e costruzione del senso nei media, in un contesto in cui la distinzione tra realtà e rappresentazione si fa sempre più problematica.
L’ultimo appuntamento della rassegna Burattinarte d’Inverno 2026 chiude la rassegna in bellezza con uno spettacolo capace di incantare grandi e piccini.
Domenica 29 marzo alle 16:30, nella Chiesa della Confraternita di Guarene, andrà in scena Fragile, creazione originale di Valentina Vecchio, burattinaia e narratrice originaria di Bisceglie.
In caso di bel tempo, lo spettacolo potrà essere rappresentato all’aperto nel suggestivo Cortile del Municipio, adiacente alla Chiesa dell’Annunziata, come già avvenuto nelle passate edizioni della rassegna a Guarene.
Un’opera senza parole, delicata ed essenziale, che riesce a parlare al cuore del pubblico con la sola forza delle immagini e dei gesti. Uno spettacolo che i direttori artistici della rassegna, Claudio Giri e Consuelo Conterno, definiscono: «Un gioiellino, notevole per la sua semplicità e bellezza senza fronzoli. Un linguaggio senza parole che arriva dritto all’anima: i bambini si lasciano trasportare nel suo mondo senza bisogno di spiegazioni, mentre gli adulti colgono i significati più profondi».
UN BURATTINO CHE NON HA BISOGNO DI PARLARE PER EMOZIONARE
Fragile è uno spettacolo atipico nel panorama del teatro di figura: non si serve della parola, ma comunica attraverso l’espressività silenziosa del burattino e la poesia del gesto. In scena, una storia che si dischiude lentamente, come una metafora visiva del sentire umano. Un linguaggio universale, fatto di empatia e meraviglia.
La narrazione è accompagnata da una regia minimale e attenta, che valorizza la forza espressiva degli oggetti, dei pupazzi e delle piccole azioni teatrali.
VALENTINA VECCHIO E LA SUA VALIGIA MAGICA
Formata in teatro di prosa, con studi a Londra e all’Accademia Itaca di Corato, ha poi scoperto l’universo del racconto orale grazie all’incontro con Mimmo Cuticchio, maestro dell’opera dei pupi e del cunto siciliano.
Da quel momento ha deciso di fare della narrazione con oggetti, burattini e maschere il cuore del suo percorso artistico. Con la sua compagnia I cavalieri erranti, si muove tra scuole, ospedali, carceri, piazze e teatri, raccontando storie che rinnovano la tradizione e parlano dell’universalità dell’esperienza umana. Fragile è il risultato di questa ricerca: una forma teatrale che supera le barriere linguistiche e che riesce, come pochi spettacoli, a unire bambini e adulti in un unico sguardo incantato.
«Siamo felici di concludere la rassegna invernale con un altro, eccellente, sguardo al femminile sul teatro di figura», affermano Giri e Conterno. «Attrice, burattinaia, narratrice, Valentina Vecchio è una bravissima artista, che gira l’Italia con il suo teatrino portatile: una valigia piena di oggetti bizzarri, maschere, pupazzi, immagini e racconti. Una vera icona del teatro di strada e di figura, perfettamente coerente con il desiderio di Burattinarte di dare voce alle tradizioni di teatro itinerante provenienti e rivolte a tutto il mondo».
INFO E CONTATTI 🌐 www.burattinarte.it 📞 338 7154844 📍 Associazione Burattinarte ETS – via Zara 18, 12051 Alba (CN)
Roma, 26 marzo 2026 – La crisi geopolitica in Medio Oriente inizia a produrre effetti concreti sulle prenotazioni dei viaggiatori italiani verso l’area del Golfo. E il rallentamento non riguarda solo i grandi hub, ma si distribuisce ormai lungo tutta la geografia del turismo nazionale.
Secondo le elaborazioni commissionate da Vamonos-Vacanze.it al centro di ricerca Media Research, per il periodo di Pasqua erano previste dall’Italia circa 72 mila partenze verso le destinazioni del Golfo, per un valore economico complessivo di circa 128 milioni di euro.
Le indicazioni del mercato segnalano invece già 15 mila cancellazioni (per un valore di circa 25 milioni di euro) e oltre 25 mila prenotazioni ancora in attesa di conferma, con un ulteriore valore economico a rischio di 41,7 milioni di euro. Il valore economico totale potenzialmente esposto è pari a circa 66,7 milioni di euro.
L’analisi provincia per provincia conferma poi che i flussi si concentrano nei grandi poli urbani e nei territori con maggiore accessibilità aeroportuale.
Le stime provinciali e regionali sono una ripartizione modellistica costruita da Media Research ripartendo i volumi regionali sulla base dei modelli statistici già utilizzati da Vamonos Vacanze per la domanda turistica territoriale, con un correttivo “hub” per i principali bacini aeroportuali verso il Golfo.
Roma e Milano guidano la domanda
In testa alla classifica per numero di partenze previste verso l’area del Golfo si colloca Roma, con:
9.677 partenze previste per Pasqua
16,1 milioni di euro di valore economico
2.016 cancellazioni stimate
Segue Milano, con:
7.775 partenze
13 milioni di euro di valore
1.620 cancellazioni
«Il peso di Roma e Milano riflette il ruolo di Fiumicino e Malpensa come principali hub italiani per il traffico intercontinentale» spiegano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.
Le altre province: domanda diffusa ma meno intensa
Dopo i due principali poli, i flussi si distribuiscono lungo tutto il territorio nazionale, con livelli diversi di intensità.
Tra le province con maggiore dinamismo si segnalano:
Brescia: 3.173 viaggi – 5,3 milioni € – 661 cancellazioni
Bergamo: 2.714 viaggi – 4,5 milioni € – 565 cancellazioni
Torino: 2.240 viaggi – 3,73 milioni € – 467 cancellazioni
Napoli: 2.225 viaggi – 3,71 milioni € – 464 cancellazioni
Monza e Brianza: 2.056 viaggi – 3,43 milioni € – 428 cancellazioni
Varese: 2.031 viaggi – 3,38 milioni € – 423 cancellazioni
Como: 1.363 viaggi – 2,3 milioni € – 284 cancellazioni
Pavia: 1.317 viaggi – 2,2 milioni € – 274 cancellazioni
Latina: 1.253 viaggi – 2,1 milioni € – 261 cancellazioni
Mantova: 1.000 viaggi – 1,7 milioni € – 208 cancellazioni
Bologna: 955 viaggi – 1,6 milioni € – 199 cancellazioni
Verona: 936 viaggi – 1,56 milioni € – 195 cancellazioni
Frosinone: 925 viaggi – 1,54 milioni € – 193 cancellazioni
Seguono poi territori con volumi intermedi, fino alle province con valori più contenuti, dove il turismo verso il Golfo resta una quota minoritaria.
Un impatto nazionale, non locale
Il dato più rilevante è che il rallentamento non si concentra in una singola area, ma coinvolge l’intero sistema turistico italiano.
Dalle grandi città alle province minori, si registra una riduzione della domanda con intensità diverse, ma diffusa su tutto il territorio.
Estate: il vero banco di prova
«L’impatto più significativo potrebbe emergere nei mesi estivi» sottolineano gli analisti.
Tra giugno e settembre sono attese dall’Italia circa 250 mila partenze verso l’area del Golfo, per un mercato stimato in oltre 400 milioni di euro.
Se il clima di instabilità dovesse proseguire, la domanda potrebbe ridursi fino al 32%, con una perdita potenziale di oltre 80 mila viaggi e un impatto economico superiore ai 128 milioni di euro.
Viaggi sospesi e riprogrammati
Vamonos Vacanze ha sospeso i viaggi verso l’area del Golfo fino al primo maggio, in particolare verso gli Emirati Arabi Uniti. I viaggi con scalo negli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi vengono monitorati e riprogrammati su rotte alternative.
Effetto sostituzione: cambiano le destinazioni
L’incertezza geopolitica sta già ridisegnando le preferenze dei viaggiatori italiani. Secondo Vamonos Vacanze, stanno guadagnando terreno destinazioni percepite come più stabili: Spagna, Grecia, Italia, Capo Verde, Caraibi e Africa.
Cresce inoltre il timore di un aumento dei prezzi dei voli, con una quota di viaggiatori che anticipa le prenotazioni estive.
Il segnale strutturale
Il dato chiave è che il rallentamento non riguarda solo i grandi hub, ma si estende progressivamente a tutto il territorio nazionale.
Un segnale che conferma come l’instabilità internazionale stia incidendo in modo diretto e diffuso sulle scelte di viaggio degli italiani.
Offerta rimodulata: tra Mar Rosso e viaggi culturali
In questo contesto, gli operatori stanno progressivamente rimodulando l’offerta, spingendo su destinazioni alternative già disponibili per la stagione primaverile.
Secondo Vamonos Vacanze, tra i viaggi più richiesti per Pasqua e per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio si segnalano itinerari culturali e mete considerate sicure, come Istanbule l’Uzbekistan, ma anche destinazioni balneari consolidate come Sharm El Sheikh, che continua a registrare partenze regolari.
Sul fronte dei ponti primaverili cresce inoltre l’interesse per mete a medio raggio come Capo Verde, che uniscono stabilità geopolitica, clima favorevole e pacchetti organizzati.
«In una fase di incertezza, i viaggiatori tendono a orientarsi verso destinazioni percepite come affidabili, ma senza rinunciare all’esperienza: tour culturali e viaggi organizzati stanno tornando centrali nelle scelte» spiega il tour operator.
In un mercato del lavoro sempre più dinamico e interconnesso, l’inclusione non è più soltanto un valore etico, ma un vero fattore competitivo. Nel lavoro in somministrazione, valorizzare la diversità culturale, generazionale e professionale significa offrire risposte più efficaci alle esigenze delle imprese e del contesto sociale. Le aziende che scelgono di investire in ambienti di lavoro inclusivi si dimostrano spesso più resilienti, innovative e capaci di leggere il cambiamento. Promuovere l’inclusione significa quindi aprire la strada a nuove prospettive, arricchire i processi decisionali e costruire organizzazioni in grado di affrontare con maggiore solidità le sfide del presente. In questa prospettiva, l’inclusione rappresenta non solo una responsabilità sociale, ma anche un investimento strategico.
Lavoratori provenienti dall’estero: 82 Paesi coinvolti nel lavoro in somministrazione
I dati 2025, provenienti dalla nostra banca dati interna, restituiscono un quadro particolarmente significativo. Generazione Vincente ha accompagnato un numero rilevante di lavoratori verso il mercato del lavoro, confermando con evidenza il ruolo dell’inclusione nella somministrazione di lavoro.
Il primo dato che emerge con forza è questo: i lavoratori in somministrazione coinvolti provengono da ben 82 Paesi differenti. Un numero che testimonia la capacità dell’azienda di attrarre, accogliere e valorizzare competenze internazionali, con presenze provenienti da diversi Paesi europei, dal Sud America, dall’Africa e dall’Asia.
Di questi, il 27% è di nazionalità estera. Si va dalla Bielorussia alla Bolivia, passando per Kosovo, Iran, Ghana e molti altri Paesi. Tra le nazionalità più rappresentate figurano il Marocco, il Pakistan, la Romania e il Bangladesh, primo Paese di provenienza per numero di lavoratori inseriti.
“Coinvolgere lavoratori provenienti da 82 Paesi diversi non è solo un dato rilevante. È la prova concreta che inclusione e qualità possono tradursi in valore reale, per le persone e per le imprese.” — Alfredo Amoroso, AD di Generazione Vincente
Generazione Senza Frontiere: la business line di Generazione Vincente dedicata all’inclusione
Da anni Generazione Vincente presidia questo ambito anche attraverso Generazione Senza Frontiere, la business line dedicata a favorire l’incontro tra competenze internazionali e imprese italiane. Si tratta di un’attività costruita su un supporto concreto: dall’accoglienza dei lavoratori stranieri fino alla loro integrazione nel contesto lavorativo e sociale. Nel tempo, Generazione Senza Frontiere si è affermata come un punto di riferimento stabile, capace di creare opportunità reali e di valorizzare persone provenienti da culture, esperienze e vissuti differenti.
Inclusione lavorativa e somministrazione: una prospettiva concreta
Generazione Vincente, attraverso la propria rete e le sue business line, costruisce ogni giorno ponti tra persone, competenze e imprese, riconoscendo nella diversità una risorsa reale e operativa.
Questo lavoro contribuisce a rendere il mercato del lavoro più aperto, dinamico e inclusivo. In questo scenario, Generazione Vincente conferma il proprio ruolo nel promuovere il lavoro in somministrazione come strumento capace di favorire integrazione, occupazione e valorizzazione delle persone nel panorama occupazionale italiano.
La quarta edizione della Via Crucis della parrocchia S. Maria della Sanità di Marcianise partirà alle ore 20 domenica prossima, 29 marzo.
Don Raffaele D’Agosto, il parroco, la descrive così: “L’iniziativa, giunta ormai alla quarta edizione, rientra negli eventi per l’anno pastorale 2025 – 2026.
Sono XV stazioni a quadri fissi, con alternanza di meditazioni e canti, in preghiera per la pace.
Abbiamo coinvolto famiglie e bambini, tra coro e figuranti saranno circa 60 persone.
La Via Crucis non è solo un rito quaresimale, ma un cammino spirituale che unisce la passione di Gesù alla vita quotidiana, rendendo le famiglie protagoniste nel portare la croce e nel trovare la luce della Risurrezione. Coinvolgere le famiglie in parrocchia significa trasformare questo momento in una “palestra d’amore”, dove condividere le fatiche e le speranze della vita familiare.
La scenografia è di Anna Ranucci, i lettori sono Milena Galantuomo ed Erennio De Vita, mentre i costumi sono realizzati dalle sarte della parrocchia. Service luci Ciro Scauzillo e foto e riprese di Nino Caputo“.
Going e Lonely Planet presentano la nuova guida “Pocket Boston”, dedicata alla “capitale” del New England, accompagnata dal lancio di nuovi itinerari firmati Going sulla destinazione. L’iniziativa s’innesta in una stagione di vivace attività nella città statunitense. Boston è, infatti, tra le host cities della FIFA World Cup 2026, con sette partite in programma di cui due di eliminatoria diretta, e avrà un ruolo di primo piano anche nelle celebrazioni di America 250, il programma di eventi che nel 2026 evidenzierà i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza. La città del Massachusetts è storicamente considerata la culla della Rivoluzione americana: episodi chiave come il Boston Tea Party e la battaglia di Battaglia di Bunker Hill hanno contribuito a definirne il ruolo nella nascita degli Stati Uniti.
Dalle radici rivoluzionarie allo spirito innovativo di oggi, Boston è una delle città più dinamiche e proiettate verso il futuro degli Stati Uniti, facile da esplorare e ricca di fermento artistico e culturale. Boston ha guidato il cambiamento sociale, è diventata una città a misura di bicicletta, ha trasformato i suoi quartieri e molto altro ancora. È questo il momento migliore per partire alla scoperta di questa città meravigliosa. La nuova edizione della guida Lonely Planet è pensata per accompagnarvi, quartiere per quartiere, alla scoperta di questa città unica.
L’interesse su Boston è rafforzato dall’arrivo sul mercato italiano di JetBlue, che dal 12 maggio 2026 inaugura il collegamento stagionale diretto tra l’aeroporto di Milano Malpensa e il Logan International Airport. Il volo sarà operato con aeromobili Airbus A321 neo LR in configurazione da 138 posti, con l’obiettivo di proporre tariffe competitive accompagnate da un prodotto di bordo con componenti premium.
Alla luce di questo scenario, Going arricchisce la propria offerta con itinerari dedicati alla destinazione e alla regione del New England, rafforzando il posizionamento del tour operator come specialista sugli Stati Uniti. Tra le proposte city break pensati per scoprire i quartieri storici, il waterfront e i principali siti legati alla storia della rivoluzione americana, il pacchetto legato agli eventi marittimi e alle celebrazioni che coinvolgeranno il porto cittadino con l’attesa partecipazione dell’Amerigo Vespucci. La nave scuola della Marina Militare italiana sarà, infatti, tra le protagoniste di Sail Boston 2026 a metà luglio, con il raduno internazionale di velieri d’epoca.
Come accennato, grazie al suo ruolo di capoluogo del New England, Boston diventa porta d’ingresso per itinerari che comprendono Massachusetts, New Hampshire e Maine, Connecticut, Vermont e Rhode Island, oltre a tour ferroviari lungo la East Coast alla volta di New York e Washington. Senza dimenticare il suo ruolo di hub strategico verso i Caraibi, ampliando le possibilità di combinare il soggiorno urbano con estensioni balneari e crociere.
La combinazione tra nuove connessioni aeree, eventi e anniversari storici pone Boston al centro dell’attenzione della programmazione di viaggi tailor made e ad alta personalizzazione. In Italia, la destinazione si avvale di un proprio ufficio di rappresentanza, MeetBoston.
Servati, startup pugliese che sta ridefinendo il settore calzaturiero attraverso la stampa 3D, annuncia un nuovo traguardo nella propria ricerca: la capacità di produrre una sneaker modulare e disassemblabile in sole otto ore, unendo tecnologie additive e manifattura artigianale italiana.
Fondata in provincia di Lecce nel fertile ecosistema del distretto industriale di Casarano con l’obiettivo di portare il Made in Italy in una nuova era industriale, Servati sviluppa un modello produttivo ibrido, in cui la suola e la struttura esterna vengono realizzate tramite stampa 3D, mentre la tomaia è interamente assemblata a mano da esperti artigiani sul territorio italiano. I founder sono due giovani pugliesi, Matteo Di Paola, classe 1997 laureato in economia, che si occupa di amministrazione e gestione, e Marco Primiceri, classe 1998, laureato in design e comunicazione visiva, che segue il reparto stile e lo sviluppo dei prodotti.
Il nuovo approccio tecnologico, che unisce stampanti 3D all’intelligenza artificiale, consente non solo una maggiore libertà progettuale, ma anche una riduzione significativa di tempi e sprechi rispetto alla produzione tradizionale, che prima aveva bisogno di almeno 24 ore per produrre un modello. Con un brevetto depositato e concesso sul territorio europeo, Servati ha inoltre introdotto un sistema di calzatura modulare progettato per essere disassemblato a fine vita e avviato a un processo di recupero e riciclo, secondo una logica circolare.
“Abbiamo cercato di unire in un solo prodotto nuove tecnologie, design e il savoir-faire italiano”, afferma Matteo Di Paola, CEO e founder della startup. “Crediamo che l’innovazione sia la chiave per il futuro del settore, ma che debba sempre portare con sé i pilastri che hanno reso il Made in Italy un riferimento globale. La stampa 3D applicata al footwear apre scenari inediti per il design e per la filiera produttiva: consente di sviluppare forme tridimensionali complesse, ridurre gli investimenti industriali fissi e accelerare drasticamente il passaggio dall’idea al prodotto. Il nostro obiettivo è lavorare in questo settore coinvolgendo designer e artisti internazionali nella progettazione di nuove silhouette attraverso una challenge globale pensata per democratizzare l’accesso alla creazione nel mondo moda”.
Il nuovo risultato raggiunto rappresenta un passo significativo verso una produzione più agile, sostenibile e orientata al futuro, in grado di mantenere l’eccellenza manifatturiera italiana all’interno di processi industriali innovativi.
La prima applicazione concreta di questa tecnologia sarà presentata durante la stagione primaverile della moda. Va detto che negli ultimi mesi la startup ha raggiunto ordini oltre le aspettative e per questo è già al lavoro per ottimizzare i processi produttivi e gestionali, garantendo un servizio all’altezza delle aspettative dei clienti.
Si pone adesso un problema di accelerazione nella realizzazione del prodotto: la “fabbrica” delle stampanti 3D si è ingrandita e ha portato a 30 il numero complessivo dei macchinari operativi. Grazie alle prime vendite è aumentato anche il team all’opera, che ora è composto da sette giovani che si sono affiancati ai due founder. Fino ad oggi sono state progettate e messe in vendita 12 collezioni diverse, che hanno generato la vendita di migliaia di paia di scarpe. Il prossimo obiettivo di Servati è portare le sue sneakers nei negozi fisici, per offrire ai clienti un’esperienza più diretta e tangibile del prodotto. In alcuni negozi pugliesi sono già presenti, dopo la presenza al Micam sono arrivate richieste anche dalle metropoli dei paesi arabi affascinate dall’innovativo lusso Made in Italy di Servati.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
LA STORIA DI SERVATI “Servati” nasce in provincia di Lecce, precisamente nell’ecosistema del distretto industriale di Casarano. I founder sono due giovani pugliesi, Matteo Di Paola, classe 1997 laureato in economia, che si occupa di amministrazione e gestione, e Marco Primiceri, classe 1998, laureato in design e comunicazione visiva, che segue il reparto stile e lo sviluppo dei prodotti. La start up Servati è ospitata presso un incubatore per start-up, finanziato e gestito dalla regione Puglia. Qui ci sono le stampanti 3D che sono utilizzate in questa fase di prototipazione del prodotto: oggi la fabbrica delle scarpe 3D è composta da una trentina di stampanti e vi lavorano sette giovani, oltre ai due founder.
La loro idea, maturata durante il Covid, è quella di una tomaia che si scompone con un metodo brevettato: sono già state realizzate delle scarpe nuove riciclando altri campioni a fine vita, i materiali potranno anche diventare nella loro seconda vita borse, cinturini per gli orologi e altri accessori. Questi prodotti incarnano perfettamente la filosofia del brand, che unisce estetica futuristica e innovazione sostenibile, creando calzature destinate a ridefinire il concetto di sneakers di lusso.
Per i clienti che desiderano estendere la vita delle loro scarpe, è offerto un servizio di riparazione e personalizzazione. L’azienda organizza tour in collaborazione con rivenditori fidati, durante i quali un team di esperti disassembla le scarpe, sostituendo i moduli danneggiati o logorati e aggiungendo dettagli unici come incisioni, lacci personalizzati, accessori, o una nuova tomaia a scelta del cliente.
Oltre alla presenza in decine di appuntamenti e fiere del settore, in primis la Fashion Week, tra i riconoscimenti ottenuti dalla start up va segnalata la selezione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per partecipare all’Expo Universale di Osaka 2025, che si è tenuto in Giappone all’interno della mostra “L’Italia dei Brevetti. Invenzioni e Innovazioni di Successo”, del Padiglione Italia, accanto a nomi simbolo dell’eccellenza industriale nazionale come Ferrari e Brembo. Informazioni e linee su www.servati.it.
Peschiera del Garda si prepara a cambiare volto per ospitare la prima edizione di ARILICA Festival, il Festival della Cultura che trasformerà la cittadina arilicense in un grande spazio creativo diffuso. Un progetto dedicato all’arte contemporanea fortemente voluto dall’Assessore alla Cultura Elisa Ciminelli e dall’Amministrazione comunale, con la direzione artistica dello storico dell’arte e curatore Matteo Vanzan.
L’evento nasce con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria storica della città con le pratiche artistiche del presente: il nome stesso del festival recupera l’antico toponimo latino di Peschiera, evocando il suo ruolo millenario di crocevia di popoli e scambi in un’identità che oggi torna a vivere come luogo di produzione culturale, dialogo e sperimentazione.
Piazze, parchi e architetture storiche diventeranno scenario di mostre, concerti, spettacoli teatrali, performance, talk e incontri, generando un’esperienza diffusa e immersiva in cui abitanti e visitatori incontreranno l’arte nel quotidiano.
“Arilica Festival” afferma l’Assessore alla Cultura Elisa Ciminelli, “rappresenta un passo decisivo nel percorso culturale di Peschiera del Garda. Abbiamo creduto in questo progetto perché la cultura è uno spazio di incontro, crescita e apertura. Vedere nascere il primo Festival della Cultura di Peschiera del Garda è motivo di grande orgoglio e testimonia la forza di una comunità che investe nel futuro. Questa prima edizione porterà nel nostro paese teatro, incontri con ospiti del panorama culturale nazionale, mostre d’arte e momenti dedicati alla creatività contemporanea, trasformando Peschiera in un luogo vivo e partecipato.”
“L’idea curatoriale” afferma il direttore artistico Matteo Vanzan “è quella di rendere la città materia attiva e pulsante del festival. ARILICA nasce con la volontà di promuovere arte e cultura contemporanea attraverso un approccio multidisciplinare e partecipativo, capace di coniugare linguaggi diversi e stimolare una riflessione critica sul presente rivolgendosi a un pubblico ampio e intergenerazionale. Il festival non è quindi una semplice rassegna, ma un percorso continuo in cui il patrimonio incontra il contemporaneo restituendo nuovi significati allo spazio urbano”.
Tra gli ospiti annunciati Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Olly Riva (Shandon), Alan Bedin (ricercatore sonoro le cui produzioni sono distribuite in tutto il mondo), Gaetano Cappa (conduttore e regista radiofonico, produttore discografico e televisivo e compositore), Phill Reynolds (post folk one man band con tour dall’Italia agli USA) e Archibugio Compagnia Teatrale, compagnia specializzata nella realizzazione di spettacoli di rievocazione storica a forte impatto emozionale.
Il programma espositivo si articolerà in più sedi e si apre con la mostra personale di Athos Faccincani “Inno alla luce” alla Palazzina Storica, seguita dall’ambiente immersivo di “Light & Shadow”, dedicato alla relazione tra percezione, tecnologia e visione. Il Sottotetto dell’Artiglieria accoglierà la mostra collettiva “BLABLABLA. Contro il linguaggio esausto”, riflessione critica sul linguaggio nell’epoca dell’eccesso comunicativo, mentre parchi e spazi urbani ospiteranno mostre personali e installazioni diffuse, tra cui gli interventi di Manuela Bedeschi in Parco Catullo e Beppe Borella in Piazza d’Armi, trasformando la città in un museo a cielo aperto.
La dimensione sonora attraversa l’intero festival, dai concerti di ricerca alle contaminazioni tra musica e arti visive. Alla Palazzina Storica si alterneranno Phill Reynolds, il trio jazz d’avanguardia Doortri, il progetto musicale DIVO di Alan Bedin, Marco Ponchiroli e Alvise Seggi, fino al concerto di Olly Riva, in un percorso che unisce cantautorato, jazz e sperimentazione.
Gli incontri pubblici in Piazza San Marco, gli “Arilica Talk”, arricchiscono il programma con il dialogo con Gaetano Cappa (artista, produttore televisivo e conduttore radiofonico), la presentazione della rivista FTRA+25 a cura del Collettivo Artistico e Archivio Ultimi Futuristi e la presentazione del libro “Il suono della rabbia” di Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz).
Ampio spazio è dedicato a teatro e live performance in relazione diretta con i luoghi della città: “Still: la nascita di un’opera d’art”e di Giorgio Dalla Costa alla Palazzina Storica e l’esposizione sonora “Musica Spontanea” di Alan Bedin al sottotetto dell’Artiglieria accompagnano il pubblico nel processo creativo, mentre lo spettacolo immersivo “Amleto” della compagnia Archibugio trasforma il Sottotetto dell’Artiglieria in un’esperienza ravvicinata e partecipata. A queste si aggiungono interventi urbani, live painting e azioni collettive come la “Live Street Art Performance” del 19 aprile in Piazza d’Armi.
Accanto agli eventi artistici, ARILICA propone incontri, tavole rotonde e un corso di storia dell’arte contemporanea aperto a tutti, con l’obiettivo di rendere la cultura uno strumento di conoscenza condivisa e accessibile rivolgendosi a pubblici diversi, studenti, famiglie, professionisti e turisti, invitandoli a vivere la città come luogo di scoperta e confronto, contribuendo a consolidare Peschiera del Garda come punto di riferimento per la cultura contemporanea.
IL PROGRAMMA E ALTRE INFORMAZIONI: WWW.ARILICAFESTIVAL.IT
CONTATTI: PK COMMUNICATION press@pkcommunication.it / 351 6896663
Napoli, 17 marzo 2026 – Si conclude con un bilancio di grande sostanza la partecipazione dell’Isola di Capri alla BMT – Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli. Grazie al progetto “Capri Sistema Unico”, l’isola ha parlato con una voce sola, frutto della collaborazione senza precedenti tra Federalberghi Isola di Capri, Ascom Capri, Ascom Anacapri e i Comuni di Capri e Anacapri. L’obiettivo della missione è stato chiaro: dimostrare che la competitività di una destinazione d’eccellenza passa attraverso una sinergia totale, capace di unire la promozione del territorio alla tutela del lavoro e all’integrazione con l’offerta turistica regionale. Un’unica voce per le sfide del settore Il cuore dell’attività istituzionale è stato rappresentato dall’iniziativa svoltasi venerdì 13 marzo presso lo stand della Regione Campania. In un unico momento di confronto, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie hanno discusso i pilastri del progetto: dalla governance sinergica del territorio alla valorizzazione del capitale umano e del lavoro stagionale. L’incontro, che ha già ricevuto un approfondimento dedicato, ha confermato come il benessere del settore dipenda da un equilibrio perfetto tra strategia d’impresa e gestione pubblica. Sinergia territoriale e respiro regionale La vera forza della partecipazione caprese a questa BMT è stata la capacità di fare rete a ogni livello. La sinergia non si è limitata ai confini isolani, ma ha trovato una sponda naturale nella Regione Campania. Interfacciarsi in modo unitario con il “prodotto turistico regionale” permette a Capri di agire come locomotiva dell’eccellenza campana, rafforzando l’appeal dell’intera destinazione Italia sui mercati internazionali. Fare sistema significa oggi coordinare la promozione, uniformare l’accoglienza e affrontare insieme le criticità occupazionali, garantendo che il prestigio del brand Capri si traduca in valore concreto per tutto l’indotto regionale.
Paolo Falco, Sindaco di Capri, ha dichiarato: “Un importante incontro presso la BMT di Napoli dove l’Isola di Capri era presente con uno spazio dedicato in collaborazione con Federalberghi e porto turistico di Capri. ” sono particolarmente convinto che incontri alla presenza delle istituzioni regionali e degli operatori turistici possano dare nuova linfa alla promozione turistica e all’unione dei territori come unica destinazione attraverso la promozione delle località più conosciute. Capri si vuole fare promotore di un turismo sostenibile che possa valorizzare tutte le eccellenze dei nostri territori.”.
Manuela Schiano, Assessore al Turismo del Comune di Anacapri, ha dichiarato: “È stato importante partecipare alla BMT con uno spazio dedicato all’ isola di Capri con la piena sinergia dei due comuni, Federalberghi, Ascom, l’istituto alberghiero Axel Munthe, che hanno presentato le eccellenze del territorio e la programmazione culturale 2026. Promuovere l’isola in maniera unitaria e complementare, nel pieno riconoscimento e valorizzazione delle peculiarità dei territori e delle proposte, fa bene al nostro turismo ed è parte di un percorso di sviluppo strategico che avrà nella DMO lo strumento più idoneo”
Lorenzo Coppola, Presidente di Federalberghi Isola di Capri, ha dichiarato: “La sinergia messa in campo in questa edizione della BMT rappresenta il vero elemento di eccellenza che una destinazione — o, per meglio dire, un sistema turistico maturo — possa esprimere. Abbiamo dimostrato che l’Isola di Capri sa parlare con una voce sola, ma la nostra visione va oltre i confini del comparto: oggi chiunque provi a parlare di sviluppo turistico senza perseguire l’interesse generale del settore e dei cittadini, compresi quelli non direttamente coinvolti nel turismo, non sta operando in maniera sana. Solo un equilibrio sociale e territoriale garantisce una crescita duratura. Desidero ringraziare personalmente l’Assessore Regionale Enzo Maraio, il Presidente della Terza Commissione del Consiglio Regionale Giovanni Mensorio, l’Onorevole Marco Sarracino e la Presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo Luana di Tuoro: il loro contributo ha arricchito profondamente il confronto, portando valore aggiunto a tematiche cruciali come la governance e il lavoro. Questa partecipazione in fiera non è un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza che deve servire a consolidare e rafforzare le collaborazioni per il futuro del nostro territorio.”
Gelsomina Maresca, Presidente Ascom Anacapri, ha dichiarato: “Sì è appena conclusa l’esperienza che ci ha visti protagonisti alla BMT – Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli. Abbiamo avuto il piacere di partecipare negli spazi dell’Isola di Capri grazie all’aiuto delle nostre Amministrazioni Locali che hanno finanziato uno stand completamente nostro col nome Isola di Capri . Per noi è stato raggiunto un ennesimo risultato perché oltre ad avere uno spazio autonomo che ci ha permesso di valorizzare le nostre eccellenze isolane, ci ha dato la possibilità di presenziare e coordinare un incontro dedicato alla progettazione prossima di costituzione di una Dmo gestita dai due comuni isolani . Importante per Ascom Anacapri è stato quello di poter presentante un programma di eventi per la prossima stagione turistica coordinato con il Comune di Anacapri, da ampliare con altri nuovi eventi non ancora deliberati che già oggi offre una stagione ricca di manifestazioni che potranno soddisfare tutte le richieste di residenti e turisti . Come sempre ringraziamo i nostri partners che ci hanno permesso di esporre in fiera prodotti tipici locali e l’hand-made caprese, di organizzare degustazioni di prodotti dolciari e non grazie alle pasticcerie e le attività iscritte all’Ascom di Anacapri e all’Ascom di Capri
Verso il futuro La BMT 2026 segna un punto di non ritorno: il progetto “Capri Sistema Unico” non finisce con la fiera, ma diventa un metodo di lavoro permanente. La consapevolezza che la promozione territoriale e la valorizzazione del lavoro siano due facce della stessa medaglia guiderà le prossime azioni congiunte delle associazioni e delle amministrazioni, per una Capri sempre più unita, sostenibile e leader nel turismo di qualità.
Con oltre 50 incontri, il Festival sarà un’occasione per riflettere su come imprese e territori possano affrontare le sfide di un mondo in trasformazione e coglierne le opportunità. Il programma approfondirà temi chiave come innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, digitalizzazione, sostenibilità, nuove frontiere della logistica e della supply chain, finanza e startup, oltre agli scenari geopolitici e macroeconomici che influenzano il business globale.
Tra gli ospiti: Vinod Aggarwal, Alessandro Arduino, Alessandro Aresu, Marco Bentivogli, Luiza Bialasiewicz, Marco Brancati, Marco Consalvo, Francesco Costa, Carlo Cottarelli, Massimo Gaggi, Alessandro Giovannini, Stefano Manservisi, Tonia Mastrobuoni, Farian Sabahi, Cecilia Sala, Piergiorgio Sonato, Alberto Stefani, Francesco Maria Talò, Marco Varvello.
Presenti anche tutti i big dell’imprenditoria: Stefano Beraldo, Walter Bertin, Raffaele Boscaini, Raffaella Caprioglio, Tomaso Carraro, Giovanni Dal Lago, Leopoldo Destro, Alfonso Fuggetta, Alberto Frasson, Nazzarena Franco, Anna Gionfriddo, Mariacristina Gribaudi, Angelo Luigi Marchetti, Oscar Marchetto, Silvia Moretto, Carlo Pasqualetto, Alice Pretto, Roberto Rizzo, Chiara Rossetto.
La selezione delle cinquine finaliste del Premio Letteratura d’Impresa e le sezioni tematiche su geografie e impresa.
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