Peschiera del Garda, al via ARILICA Festival tra arte, musica e teatro. Tra gli ospiti Cristiano Godano

Peschiera del Garda si prepara a cambiare volto per ospitare la prima edizione di ARILICA Festival, il Festival della Cultura che trasformerà la cittadina arilicense in un grande spazio creativo diffuso. Un progetto dedicato all’arte contemporanea fortemente voluto dall’Assessore alla Cultura Elisa Ciminelli e dall’Amministrazione comunale, con la direzione artistica dello storico dell’arte e curatore Matteo Vanzan.

L’evento nasce con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria storica della città con le pratiche artistiche del presente: il nome stesso del festival recupera l’antico toponimo latino di Peschiera, evocando il suo ruolo millenario di crocevia di popoli e scambi in un’identità che oggi torna a vivere come luogo di produzione culturale, dialogo e sperimentazione.

Piazze, parchi e architetture storiche diventeranno scenario di mostre, concerti, spettacoli teatrali, performance, talk e incontri, generando un’esperienza diffusa e immersiva in cui abitanti e visitatori incontreranno l’arte nel quotidiano.

“Arilica Festival” afferma l’Assessore alla Cultura Elisa Ciminelli, “rappresenta un passo decisivo nel percorso culturale di Peschiera del Garda. Abbiamo creduto in questo progetto perché la cultura è uno spazio di incontro, crescita e apertura. Vedere nascere il primo Festival della Cultura di Peschiera del Garda è motivo di grande orgoglio e testimonia la forza di una comunità che investe nel futuro. Questa prima edizione porterà nel nostro paese teatro, incontri con ospiti del panorama culturale nazionale, mostre d’arte e momenti dedicati alla creatività contemporanea, trasformando Peschiera in un luogo vivo e partecipato.”

“L’idea curatoriale” afferma il direttore artistico Matteo Vanzan “è quella di rendere la città materia attiva e pulsante del festival. ARILICA nasce con la volontà di promuovere arte e cultura contemporanea attraverso un approccio multidisciplinare e partecipativo, capace di coniugare linguaggi diversi e stimolare una riflessione critica sul presente rivolgendosi a un pubblico ampio e intergenerazionale. Il festival non è quindi una semplice rassegna, ma un percorso continuo in cui il patrimonio incontra il contemporaneo restituendo nuovi significati allo spazio urbano”.

Tra gli ospiti annunciati Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Olly Riva (Shandon), Alan Bedin (ricercatore sonoro le cui produzioni sono distribuite in tutto il mondo), Gaetano Cappa (conduttore e regista radiofonico, produttore discografico e televisivo e compositore), Phill Reynolds (post folk one man band con tour dall’Italia agli USA) e Archibugio Compagnia Teatrale, compagnia specializzata nella realizzazione di spettacoli di rievocazione storica a forte impatto emozionale.

Il programma espositivo si articolerà in più sedi e si apre con la mostra personale di Athos Faccincani “Inno alla luce” alla Palazzina Storica, seguita dall’ambiente immersivo di “Light & Shadow”, dedicato alla relazione tra percezione, tecnologia e visione. Il Sottotetto dell’Artiglieria accoglierà la mostra collettiva “BLABLABLA. Contro il linguaggio esausto”, riflessione critica sul linguaggio nell’epoca dell’eccesso comunicativo, mentre parchi e spazi urbani ospiteranno mostre personali e installazioni diffuse, tra cui gli interventi di Manuela Bedeschi in Parco Catullo e Beppe Borella in Piazza d’Armi, trasformando la città in un museo a cielo aperto.

La dimensione sonora attraversa l’intero festival, dai concerti di ricerca alle contaminazioni tra musica e arti visive. Alla Palazzina Storica si alterneranno Phill Reynolds, il trio jazz d’avanguardia Doortri, il progetto musicale DIVO di Alan Bedin, Marco Ponchiroli e Alvise Seggi, fino al concerto di Olly Riva, in un percorso che unisce cantautorato, jazz e sperimentazione.

Gli incontri pubblici in Piazza San Marco, gli “Arilica Talk”, arricchiscono il programma con il dialogo con Gaetano Cappa (artista, produttore televisivo e conduttore radiofonico), la presentazione della rivista FTRA+25 a cura del Collettivo Artistico e Archivio Ultimi Futuristi e la presentazione del libro “Il suono della rabbia” di Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz).

Ampio spazio è dedicato a teatro e live performance in relazione diretta con i luoghi della città: “Still: la nascita di un’opera d’art”e di Giorgio Dalla Costa alla Palazzina Storica e l’esposizione sonora “Musica Spontanea” di Alan Bedin al sottotetto dell’Artiglieria accompagnano il pubblico nel processo creativo, mentre lo spettacolo immersivo “Amleto” della compagnia Archibugio trasforma il Sottotetto dell’Artiglieria in un’esperienza ravvicinata e partecipata. A queste si aggiungono interventi urbani, live painting e azioni collettive come la “Live Street Art Performance” del 19 aprile in Piazza d’Armi.

Accanto agli eventi artistici, ARILICA propone incontri, tavole rotonde e un corso di storia dell’arte contemporanea aperto a tutti, con l’obiettivo di rendere la cultura uno strumento di conoscenza condivisa e accessibile rivolgendosi a pubblici diversi, studenti, famiglie, professionisti e turisti, invitandoli a vivere la città come luogo di scoperta e confronto, contribuendo a consolidare Peschiera del Garda come punto di riferimento per la cultura contemporanea.

IL PROGRAMMA E ALTRE INFORMAZIONI: WWW.ARILICAFESTIVAL.IT

CONTATTI:
PK COMMUNICATION
press@pkcommunication.it / 351 6896663

Anna Rita Canone

Lorenzo Coppola: ​“Capri Sistema Unico”: l’Isola chiude la BMT nel segno della coesione

Napoli, 17 marzo 2026 – Si conclude con un bilancio di grande sostanza la partecipazione dell’Isola di Capri alla BMT – Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli. Grazie al progetto “Capri Sistema Unico”, l’isola ha parlato con una voce sola, frutto della collaborazione senza precedenti tra Federalberghi Isola di Capri, Ascom Capri, Ascom Anacapri e i Comuni di Capri e Anacapri.
​L’obiettivo della missione è stato chiaro: dimostrare che la competitività di una destinazione d’eccellenza passa attraverso una sinergia totale, capace di unire la promozione del territorio alla tutela del lavoro e all’integrazione con l’offerta turistica regionale.

Un’unica voce per le sfide del settore
​Il cuore dell’attività istituzionale è stato rappresentato dall’iniziativa svoltasi venerdì 13 marzo presso lo stand della Regione Campania. In un unico momento di confronto, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie hanno discusso i pilastri del progetto: dalla governance sinergica del territorio alla valorizzazione del capitale umano e del lavoro stagionale. L’incontro, che ha già ricevuto un approfondimento dedicato, ha confermato come il benessere del settore dipenda da un equilibrio perfetto tra strategia d’impresa e gestione pubblica.

Sinergia territoriale e respiro regionale
​La vera forza della partecipazione caprese a questa BMT è stata la capacità di fare rete a ogni livello. La sinergia non si è limitata ai confini isolani, ma ha trovato una sponda naturale nella Regione Campania. Interfacciarsi in modo unitario con il “prodotto turistico regionale” permette a Capri di agire come locomotiva dell’eccellenza campana, rafforzando l’appeal dell’intera destinazione Italia sui mercati internazionali.
​Fare sistema significa oggi coordinare la promozione, uniformare l’accoglienza e affrontare insieme le criticità occupazionali, garantendo che il prestigio del brand Capri si traduca in valore concreto per tutto l’indotto regionale.

Paolo Falco, Sindaco di Capri, ha dichiarato: “Un importante incontro presso la BMT di Napoli dove l’Isola di Capri era presente con uno spazio dedicato in collaborazione con Federalberghi e porto turistico di Capri. ” sono particolarmente convinto che incontri alla presenza delle istituzioni regionali e degli operatori turistici possano dare nuova linfa alla promozione turistica e all’unione dei territori come unica destinazione attraverso la promozione delle località più conosciute. Capri si vuole fare promotore di un turismo sostenibile che possa valorizzare tutte le eccellenze dei nostri territori.”.

Manuela Schiano, Assessore al Turismo del Comune di Anacapri, ha dichiarato: “È stato importante partecipare alla BMT con uno spazio dedicato all’ isola di Capri con la piena sinergia dei due comuni, Federalberghi, Ascom, l’istituto alberghiero Axel Munthe, che hanno presentato le eccellenze del territorio e la programmazione culturale 2026.
Promuovere l’isola in maniera unitaria e complementare, nel pieno riconoscimento e valorizzazione delle peculiarità dei territori e delle proposte, fa bene al nostro turismo ed è parte di un percorso di sviluppo strategico che avrà nella DMO lo strumento più idoneo”

Lorenzo Coppola, Presidente di Federalberghi Isola di Capri, ha dichiarato: “La sinergia messa in campo in questa edizione della BMT rappresenta il vero elemento di eccellenza che una destinazione — o, per meglio dire, un sistema turistico maturo — possa esprimere. Abbiamo dimostrato che l’Isola di Capri sa parlare con una voce sola, ma la nostra visione va oltre i confini del comparto: oggi chiunque provi a parlare di sviluppo turistico senza perseguire l’interesse generale del settore e dei cittadini, compresi quelli non direttamente coinvolti nel turismo, non sta operando in maniera sana. Solo un equilibrio sociale e territoriale garantisce una crescita duratura.
​Desidero ringraziare personalmente l’Assessore Regionale Enzo Maraio, il Presidente della Terza Commissione del Consiglio Regionale Giovanni Mensorio, l’Onorevole Marco Sarracino e la Presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo Luana di Tuoro: il loro contributo ha arricchito profondamente il confronto, portando valore aggiunto a tematiche cruciali come la governance e il lavoro. Questa partecipazione in fiera non è un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza che deve servire a consolidare e rafforzare le collaborazioni per il futuro del nostro territorio.”

Gelsomina Maresca, Presidente Ascom Anacapri, ha dichiarato: “Sì è appena conclusa l’esperienza che ci ha visti protagonisti alla BMT – Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli. Abbiamo avuto il piacere di partecipare negli spazi dell’Isola di Capri grazie all’aiuto delle nostre Amministrazioni Locali che hanno finanziato uno stand completamente nostro  col nome Isola di Capri .
Per noi è stato raggiunto un ennesimo risultato perché oltre  ad avere uno spazio autonomo che ci ha permesso di valorizzare le nostre eccellenze isolane, ci ha dato la possibilità di presenziare e coordinare un incontro dedicato alla progettazione prossima di costituzione di una Dmo gestita dai due comuni isolani .
Importante per Ascom Anacapri è stato quello di poter presentante un programma  di eventi per la prossima stagione turistica coordinato con il Comune di Anacapri, da ampliare con altri nuovi eventi non ancora deliberati che già oggi offre una stagione ricca di  manifestazioni che potranno  soddisfare tutte le richieste di residenti e turisti .
Come sempre ringraziamo i nostri partners che ci hanno permesso di esporre in fiera prodotti tipici locali e l’hand-made  caprese, di organizzare degustazioni  di prodotti dolciari e non  grazie alle pasticcerie e le attività  iscritte all’Ascom di Anacapri e all’Ascom di Capri

Verso il futuro
​La BMT 2026 segna un punto di non ritorno: il progetto “Capri Sistema Unico” non finisce con la fiera, ma diventa un metodo di lavoro permanente. La consapevolezza che la promozione territoriale e la valorizzazione del lavoro siano due facce della stessa medaglia guiderà le prossime azioni congiunte delle associazioni e delle amministrazioni, per una Capri sempre più unita, sostenibile e leader nel turismo di qualità.

Anna Rita Canone

Un futuro da (ri)costruire: dal 27 al 29 marzo torna il Treviso Città Impresa

Con oltre 50 incontri, il Festival sarà un’occasione per riflettere su come imprese e territori possano affrontare le sfide di un mondo in trasformazione e coglierne le opportunità. Il programma approfondirà temi chiave come innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, digitalizzazione, sostenibilità, nuove frontiere della logistica e della supply chain, finanza e startup, oltre agli scenari geopolitici e macroeconomici che influenzano il business globale.

Tra gli ospiti: Vinod Aggarwal, Alessandro Arduino, Alessandro Aresu, Marco Bentivogli, Luiza Bialasiewicz, Marco Brancati, Marco Consalvo, Francesco Costa, Carlo Cottarelli, Massimo Gaggi, Alessandro Giovannini, Stefano Manservisi, Tonia Mastrobuoni, Farian Sabahi, Cecilia Sala, Piergiorgio Sonato, Alberto Stefani, Francesco Maria Talò, Marco Varvello.

Presenti anche tutti i big dell’imprenditoria: Stefano Beraldo, Walter Bertin, Raffaele Boscaini, Raffaella Caprioglio, Tomaso Carraro, Giovanni Dal Lago, Leopoldo Destro, Alfonso Fuggetta, Alberto Frasson, Nazzarena Franco, Anna Gionfriddo, Mariacristina Gribaudi, Angelo Luigi Marchetti, Oscar Marchetto, Silvia Moretto, Carlo Pasqualetto, Alice Pretto, Roberto Rizzo, Chiara Rossetto.

La selezione delle cinquine finaliste del Premio Letteratura d’Impresa e le sezioni tematiche su geografie e impresa.

Per scoprire il calendario degli appuntamenti e registrarsi agli eventi, clicca qui.
Anna Rita Canone

Napoli si conferma capitale del business turistico

Napoli, 12 marzo 2026 – Questa mattina, si è ufficialmente aperta  presso la Mostra d’Oltremare di Napoli la 29ª edizione della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo. La cerimonia di apertura è avvenuta alla presenza del Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, accolta da Angioletto De Negri, patron di Progecta, nonché ideatore e organizzatore della principale fiera turistica del centro-sud Italia.



L’edizione 2026 si preannuncia storica per la fiera organizzata da Progecta: i dati di pre-accredito segnano un +9% di visitatori rispetto allo scorso anno, confermando il ruolo centrale della manifestazione come principale piattaforma di business turistico per l’intero bacino del Mediterraneo.



Alla cerimonia inaugurale, con il Ministro Daniela Santanchè e con Angioletto de Negri, hanno preso parte: Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli; Enzo Maraio, Assessore al Turismo della Regione Campania; Gianluca Caramanna, Consigliere del Ministro del Turismo. Erano presenti anche: Gianmarco Centinaio, Vicepresidente del Senato Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli e Leonardo Massa, Vice President Southern Europe of the Cruise Division of the MSC Group.


“Sono onorata di inaugurare questa edizione – ha dichiarato il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè –  che vedo crescere di anno in anno, riflettendo lo straordinario dinamismo del comparto in Campania, che nel 2025 ha superato i 20 milioni di turisti, segnando una crescita complessiva tra arrivi e presenze di circa il 7%. La Campania è ormai una meta imprescindibile a livello internazionale, grazie alla sua offerta integrata. Un traguardo possibile solo grazie alla sinergia istituzionale: ringrazio il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’Assessore Regionale al Turismo Enzo Maraio, perché oggi, a tutti i livelli, dimostriamo che fare squadra è la chiave per la crescita del nostro turismo.”



“Inauguriamo una 29ª edizione da record – afferma Angioletto De Negri, patron di Progecta, nonché ideatore e organizzatore della Borsa Mediterranea del Turismo – con tutti i padiglioni sold-out nonostante le incertezze globali. Quest’anno la fiera si evolve in BMT Innovation: abbiamo scelto di dare ogni anno un’identità forte alla kermesse e il 2026 è l’anno della svolta digitale. Attraverso due grandi arene dedicate alla formazione gratuita con partner autorevoli come Zucchetti e Accenture, portiamo l’Intelligenza Artificiale al servizio di albergatori e operatori. Parallelamente, puntiamo sull’eccellenza con il marchio ‘Napoli & Campania Luxury Destination’, un’area che cresce e che ospita buyer internazionali di altissimo profilo. Ma la vera sfida per il futuro – conclude De Negri – è il ritorno alla competenza: i fatti dimostrano che chi viaggia con tour operator e professionisti è tutelato, a differenza del ‘fai-da-te’ online. Per questo, lancio l’idea di un sondaggio per aprire la BMT anche al consumatore finale, previo biglietto, affinché il pubblico possa conoscere dal vivo chi costruisce e garantisce la qualità dei suoi viaggi”.



“Oggi, dalla BMT – ha affermato Enzo Maraio, Assessore Regionale al Turismo della Regione Campania – lanciamo un messaggio chiaro: per sostenere i nostri operatori è indispensabile una totale unità d’intenti tra le istituzioni. Ognuno, a ogni livello, deve fare la propria parte. Siamo pronti a una collaborazione sempre più stretta con il Ministero del Turismo: se il Ministro Santanchè ci garantirà sinergia, sintonia e investimenti mirati, la Campania non solo saprà stupire, ma guiderà la narrazione dello sviluppo turistico nazionale, diventando il modello di riferimento. La scelta del Governo di indicare Napoli come sede di eventi di portata internazionale l’America’s Cup ci riempie di orgoglio: un evento che non appartiene solo a una città, ma che deve diventare il volano per l’intera Campania, per il Mezzogiorno e per l’Italia tutta. Voglio dare atto al Sindaco Manfredi di aver saputo guardare oltre, indicando la rotta della storia e del prestigio per Napoli e per l’intera regione”.

“Le previsioni sui flussi turistici per i prossimi mesi – ha affermato il  Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – sono estremamente positive. In questo scenario, l’America’s Cup a Napoli rappresenta un’occasione imperdibile: non è solo un volano per l’indotto economico, ma un vero e proprio boost per la crescita qualitativa del nostro turismo. Questo evento ci permette di intercettare un target internazionale di alto profilo, diversificando e qualificando ulteriormente la nostra offerta. Nonostante le incertezze del quadro internazionale, che speriamo non penalizzino il settore, siamo pronti a scommettere su questa tipologia di turismo d’eccellenza per consolidare il ruolo di Napoli e della Campania come destinazioni leader nel Mediterraneo. Infine, mi preme sottolineare quanto sia fondamentale il dialogo istituzionale tra Comune, Governo e Regione Campania per lo sviluppo del territorio sotto tutti i punti di vista”.

I numeri della 29.ma edizione della BMT

La Borsa Mediterranea del Turismo si conferma come l’evento di riferimento per il settore nel Centro Sud Italia. Di seguito i dati salienti dell’edizione 2026:



·       16.000 mq si area espositiva dedicata al business turistico.

·       487 Espositori presenti tra operatori e istituzioni.

·       390 Sellers italiani partecipanti ai workshop.

·       72 Tour Operator (Incoming & Outgoing).

·       21 Compagnie aeree e aeroporti.

·       15 Compagnie di crociera e di navigazione.

·       72 Regioni ed enti per la promozione del territorio italiano.

·       35 Enti e destinazioni internazionali di promozione turistica.

·       17 Paesi rappresentati da buyers provenienti da mercati chiave (tra cui USA, Emirati Arabi, Giappone, Germania, Regno Unito e molti altri).

·       4 Workshop tematici su Incoming, Terme & Benessere, Vacanza Attiva, Incentive & Congressi e Turismo Sociale.

Mezzogiorno, Lusso e la sfida dell’America’s Cup
Con l’Italia ancora vibrante per il successo di Milano-Cortina 2026, la BMT lancia oggi il countdown verso l’America’s Cup 2027. Le regate preliminari in Sardegna e il grande evento finale nelle acque di Napoli rappresentano il volano per un turismo sportivo d’eccellenza.

Parallelamente, l’area “Napoli & Campania Luxury Destination” mette a sistema l’offerta di alta fascia della regione, intercettando i grandi buyer internazionali per attrarre flussi ad alta capacità di spesa già dai prossimi mesi.



L’Intelligenza Artificiale entra in fiera
La grande novità di quest’anno è la BMT Innovation Arena. In un mercato sempre più digitale, la fiera dedica uno spazio esclusivo all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico. Grazie alle partnership con Zucchetti, per il comparto ricettivo, e con Accenture, per gli operatori del travel, la BMT offre corsi di formazione gratuita per governare la rivoluzione dei dati e dei sistemi generativi.


Presenze Internazionali e Nuovi Turismi

Fino a sabato 14 marzo, la BMT ospiterà  presenze Internazionali, come i grandi ritorni di Grecia e Cina (con Air China) alle conferme di USA, Thailandia, Brasile, Malta e Tunisia, fino alle mete emergenti come Oman e Qatar. Riflettori accesi anche sui cosiddetti “Nuovi Turismi” con diversi Focus su tematiche chiave, quali: sostenibilità, cineturismo, turismo delle radici e accessibilità.

Ufficio stampa BMT 2026
Antonio Del Piano – press@adelpiano.it – 331.8829600
Domenico Ascolese – ascolesedomenico@gmail.com – 3381116659

Anna Rita Canone

Cinesorriso Imperia, il buonumore in scena tra cinema e nuovi media, prima edizione al Teatro Cavour dal 12 al 14 marzo  

Sarà l’attrice Angela Finocchiaro a ricevere il Premio alla Carriera in apertura di Cinesorriso Imperia, prima edizione del festival cinematografico che si tiene presso il Teatro Cavour, dal 12 al 14 marzo 2026 e che mette al centro la commedia e l’umorismo come strumenti di racconto del nostro tempo, tra cinema, nuovi linguaggi e media contemporanei con la direzione artistica della sezione Cinema di Claudio Napoli, e la sezione New Media diretta dal performer e reporter Alessandro Arcodia, per un progetto che mette in dialogo il cinema e i nuovi linguaggi. Il festival celebra la commedia attraverso il riconoscimento di alcuni protagonisti significativi del panorama italiano contemporaneo, interpreti e autori capaci di rappresentare, con linguaggi diversi, l’evoluzione del genere.

Attraverso proiezioni e incontri con i protagonisti del settore, Cinesorriso Imperia è un festival che intreccia spettacolo e riflessione, rivolto a un pubblico ampio e trasversale. Un’attenzione particolare è dedicata ai linguaggi digitali e alle nuove generazioni. La sezione dedicata ai New Media è infatti pensata come spazio di dialogo tra tradizione cinematografica e nuove forme espressive.

All’interno di questa visione si inserisce, Venerdì 13 marzo alle 21.30, “La comicità tra gli algoritmi. Creator e nuove forme dell’umorismo online”, talk condotto da Alessandro Arcodia. Una serata dedicata alle nuove espressioni della comicità digitale, durante la quale i content creator Emma Galeotti, Cristiana Mecozzi, Davide Magnaghi ed Emanuela Cappello racconteranno il proprio percorso creativo e l’evoluzione dell’umorismo nell’ecosistema dei social, mettendo in dialogo linguaggi, community ed esperienze generazionali differenti.

Sabato 14 Marzo, Cinesorriso Imperia propone un momento di approfondimento curato dalla giornalista e presidente del David di Donatello Piera Detassis, che vede protagonisti Matilde Gioli e Paolo Calabresi, premiati del festival. Un talk aperto al pubblico dedicato ai percorsi artistici, al ruolo della commedia nel racconto del presente e all’evoluzione dei linguaggi del cinema e dell’umorismo, pensato come spazio di dialogo aperto tra artisti e pubblico.

In serata, nella cerimonia di chiusura il Premio come Miglior Attrice sarà assegnato a Matilde Gioli e il Premio come Miglior Attore sarà invece conferito a Paolo Calabresi, mentre il Premio per la Migliore Opera Prima sarà attribuito a Greta Scarano per il suo esordio La vita da grandi, la cui proiezione sarà seguita da un incontro con il protagonista Yuri Tuci.

Cinesorriso Imperia si inserisce nella tradizione storica dell’umorismo italiano e, in particolare, in quella del Ponente ligure, territorio che ha visto nascere iniziative fondamentali per la cultura del sorriso. Tra queste, il Salone internazionale dell’umorismo (1947–1999) e il Festival internazionale del film umoristico (1957–1968).

Elemento distintivo del festival è la volontà di celebrare il cinema attraverso il racconto dei percorsi artistici di autori, interpreti, produttori e professionisti che contribuiscono a definire l’identità della commedia contemporanea. Il riconoscimento di talenti, affermati e giovani, diventa così occasione di condivisione e riflessione, valorizzando storie e creatività che hanno lasciato un segno nel panorama audiovisivo italiano e internazionale. Cinesorriso nasce dalla consapevolezza che la commedia, fin dalle origini del cinema, rappresenti una forma alta di narrazione: un linguaggio capace di unire intrattenimento e pensiero critico, restituendo al sorriso una centralità culturale, creativa e profondamente umana. Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni e ai linguaggi emergenti, nella convinzione che il futuro della commedia passi dal dialogo tra esperienze consolidate e nuove forme espressive.

Gaia Sidoni, conduttrice e content creator, sarà tra i volti di Cinesorriso Imperia, accompagnando il pubblico nella conduzione di incontri e dibattiti, anche in co-conduzione con Alessandro Arcodia.

“Cinesorriso Imperia, sottolineano i direttori artistici, non è solo un festival, ma un contenitore culturale che mette in relazione cinema, pubblico e territorio. In un momento storico complesso, il festival rivendica il valore del sorriso come gesto necessario: un atto culturale, prima ancora che spettacolare, capace di unire, far riflettere e creare comunità”.

Cinesorriso Imperia è realizzato con l’impegno ed il sostegno dell’Amministrazione comunale, che vedono nella cultura uno strumento fondamentale di valorizzazione del territorio.

Tutte le informazioni aggiornate sugli appuntamenti e sulle proiezioni dei film, in programma sia al Teatro Cavour che al Cinema Centrale, sono disponibili sul sito ufficiale del festival: http://www.cinesorriso.com.

Anna Rita Canone

Voyeurismo come struttura transmediale dello sguardo

Roma, 10 marzo 2026 – È online il nuovo numero Aprile–Giugno 2026 dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies, rivista scientifica internazionale peer-reviewed dedicata allo studio sociologico dei media, del giornalismo e dei processi comunicativi nell’ecosistema digitale contemporaneo.

Pubblicata dall’International Center for Social Research, la rivista promuove ricerche interdisciplinari sulle trasformazioni della comunicazione nell’era delle piattaforme digitali, con particolare attenzione ai rapporti tra cultura visuale, tecnologie mediali e costruzione dello spazio pubblico.

Quest’ultima edizione ospita uno studio che propone una rilettura teorica del voyeurismo come struttura transmediale dello sguardo, analizzando come la relazione tra chi guarda e chi è guardato venga costruita e trasformata attraverso diversi media.

«Nella cultura digitale contemporanea siamo costantemente esposti a immagini e narrazioni che ci invitano a osservare senza intervenire. Analizzare il voyeurismo significa interrogare il modo in cui i media organizzano lo sguardo e distribuiscono visibilità, responsabilità e potere nella società delle immagini» spiega il dottor Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, direttore responsabile della rivista e autore dello studio, sviluppato sotto la supervisione del professor Guido Vitiello, professore associato di Cinema e cultura visuale, presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma.

Attraverso un’analisi qualitativa e comparativa, la ricerca esamina cinque casi emblematici appartenenti a differenti linguaggi della cultura visuale: il cinema di Krzysztof Kieślowski (Dekalog VI), la pittura rinascimentale di Tiziano (Venere di Urbino), la scultura di Auguste Rodin (Il bacio), la fotografia di Helmut Newton e il fumetto di Milo Manara.

L’obiettivo dello studio è dimostrare che il voyeurismo non deve essere interpretato esclusivamente come fenomeno psicologico o devianza individuale, ma come una condizione strutturale della visione mediata, che organizza il rapporto tra spettatore e immagine in molte forme della cultura contemporanea.

La ricerca evidenzia inoltre come, nell’ecosistema dei media, la tradizionale asimmetria tra osservatore e osservato tenda a trasformarsi: gli utenti non sono più soltanto spettatori, ma partecipano attivamente alla circolazione e reinterpretazione dei contenuti attraverso pratiche di condivisione e partecipazione online.

L’European Journal of Media and Digital Communication Studies è pubblicato in formato open access, rendendo i contenuti scientifici liberamente accessibili alla comunità accademica internazionale e al pubblico interessato agli studi sui media.

Tutti i numeri pubblicati sono disponibili online sul sito ufficiale della rivista alla url: Icsr-Net.com/journal.html.

Anna Rita Canone

La guerra spiegata con la semiotica

Roma, 09 marzo 2026 — Una sola immagine può raccontare una guerra? Una fotografia è un fatto o una narrazione? Parte da queste domande il nuovo post pubblicato sul profilo Instagram SemiotiGram, il laboratorio social dedicato alla lettura semiotica dei fenomeni culturali contemporanei nato nell’ambito del corso di Semiotica dei media presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma, afferente al corso di laurea magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo.

Il profilo, diretto dalla semiologa Bianca Terracciano, propone contenuti divulgativi che applicano gli strumenti della semiotica all’analisi di arte, moda, musica, meme, cibo, crime, viaggi e cultura digitale, offrendo una lettura critica dei linguaggi mediali e delle narrazioni contemporanee.

Tra i contenuti più recenti spicca il post intitolato “La guerra in una sola immagine”, che analizza il caso del celebre cormorano coperto di petrolio diffuso dalle televisioni di tutto il mondo durante la Guerra del Golfo del 1991.

L’immagine, divenuta uno dei simboli mediatici della devastazione ambientale del conflitto, viene riletta alla luce dei concetti di “effetto di reale” e “regime di veridizione”, mostrando come alcune immagini possano apparire come prove oggettive della realtà anche quando sono in realtà costruite o decontestualizzate.

Il post evidenzia infatti come la fotografia del cormorano, percepita inizialmente come documento diretto della devastazione ambientale, sia stata successivamente oggetto di verifiche che hanno messo in luce elementi di ricostruzione e manipolazione narrativa, trasformando quella fotografia in un caso emblematico del potere simbolico delle immagini nei media.

Il contenuto è stato curato dal giornalista Alejandro G. Jantus, già ricercatore presso la Universidad del Salvador (USAL) e autore del lavoro di ricerca Guerra y paz: los conflictos de la última década (ISBN 987-98897- 0-3), che nel post propone una lettura semiotica del rapporto tra immagini, emozioni e costruzione della verità mediatica.

Il progetto SemiotiGram nasce con l’obiettivo di tradurre i concetti teorici della semiotica in contenuti accessibili e divulgativi sui social network, dimostrando come gli strumenti dell’analisi dei media possano aiutare a comprendere fenomeni contemporanei che vanno dalla moda ai meme, fino alle narrazioni mediatiche dei conflitti.

Il post dedicato al caso del cormorano della Guerra del Golfo mostra in particolare come una singola immagine possa trasformarsi in un potente dispositivo narrativo capace di influenzare la percezione pubblica di un evento storico.

Anna Rita Canone

SERIE I 2026 Napoli, presentazione Campionato Nazionale Calcio per Aziende

NAPOLI – Una platea partecipata, tanta energia e un messaggio chiaro: lo sport può diventare il linguaggio più efficace per unire imprese, territorio e solidarietà.

È stato un vero successo l’evento di presentazione del Campionato di Calcio SERIE I per le Aziende – Girone Campania, ospitato al Centro Ester di Napoli Est, che ha riunito imprenditori, professionisti e rappresentanti del mondo associativo in un pomeriggio dedicato a networking, valori e responsabilità sociale.

Il campionato organizzato da CUN Company – che prenderà il via dal 16 marzo a livello nazionale – si propone come un format capace di mettere in campo non solo squadre aziendali, ma anche relazioni e opportunità: un “campionato delle connessioni”, dove la competizione sportiva diventa occasione per costruire partnership e sinergie tra realtà produttive.

Un calendario di incontri per creare ponti tra aziende e comunità

L’appuntamento rientra nel calendario degli incontri organizzati da Ivana Petrone e Giovanni Scognamiglio, founder rispettivamente di Ester Network e dell’Associazione A.M.I.C.I., con l’obiettivo di creare ponti comunicativi e collaborativi tra le aziende del territorio (e non solo) e, al tempo stesso, sostenere un fine sociale: supportare i progetti della associazione Social Center Village, attiva a favore di soggetti con disagi economico-sociali in ambito culturale, educativo e sportivo, all’interno degli spazi del Centro Ester di Barra, del patron Pasquale Corvino.

I campioni di Serie A e la forza dei valori

A dare ulteriore prestigio alla manifestazione, la presenza di campioni del calcio che hanno portato testimonianze dirette e parole capaci di parlare ai giovani e alle aziende.

Emanuele Calaiò ha richiamato il valore formativo dello sport: “Il calcio è fondamentale per la crescita: insegna rispetto, disciplina, e soprattutto a fare squadra, a rispettare regole e ruoli e a mettere il gruppo davanti al singolo. Disciplina e costanza fanno la differenza: il talento conta, ma è il lavoro quotidiano che ti porta lontano, in campo e nella vita. La cosa più bella è vedere sport e sociale camminare insieme: qui non si parla solo di partite, ma di opportunità e di crescita per i ragazzi del territorio”.

Gennaro Scarlato, coinvolto anche nel lavoro quotidiano con i più giovani, ha ribadito l’impegno sul territorio: “Come supervisore tecnico dei ragazzi del Centro Ester ci impegniamo ogni giorno per insegnare disciplina, lavoro di squadra e sacrificio, e per scoprire nuovi talenti, dando una motivazione in più ai giovani.

Napoli è una città che vive di passione e talento: investire nello sport significa investire nel futuro della comunità.

Eventi come questo danno un messaggio forte ai giovani: credere in un percorso, impegnarsi e imparare a fare squadra”.

A rendere ancora più “caldo” il clima della serata ci ha pensato anche il duo comico Comixon, che con battute e gag a tema calcio ha fatto gli onori di casa al Teatro Pompeo Cent’anni del Centro Ester, trasformando la presentazione in un momento di condivisione autentica e coinvolgente.

Piccola Industria e il messaggio del welfare

Tra gli interventi istituzionali, quello di Guido Bourelly, presidente Piccola Industria dell’Unione Industriali di Napoli, che ha presentato la squadra aziendale Bourelly Group.

Un segnale concreto di come il calcio aziendale possa diventare uno strumento moderno di welfare e cultura d’impresa: “Le attività di team building sono oggi centrali in un’ottica di welfare aziendale: rafforzano il senso di appartenenza, migliorano le relazioni e fanno crescere le persone. E gli imprenditori hanno anche il dovere di sostenere progetti sociali e sportivi a favore di chi vive difficoltà economiche e sociali”.
Bourelly ha poi acceso i riflettori su Napoli Est con un’immagine efficace: “Napoli Est è la Barcellona della Campania: un bacino importante di risorse e talenti.

Va valorizzato con iniziative come queste, che uniscono sport, impresa e impatto sociale”.

Il nuovo campetto e il contributo del Rotaract

Momento significativo con l’intervento di Vittorio Palma, presidente del Rotaract Napoli Nord Est, che ha raccontato l’impegno del gruppo nella raccolta fondi destinata alla realizzazione del nuovo campetto di calcio del Centro Ester: uno spazio che quotidianamente accoglie bambini e ragazzi e che, per l’occasione, sarà anche sede dei match del campionato per le aziende.

Un segnale concreto di come il gioco possa trasformarsi in infrastruttura sociale e opportunità educativa.

Networking, sinergie e “brand reputation” con impatto reale

La partecipazione numerosa di imprenditori e professionisti ha confermato la forza del format: durante l’evento si sono moltiplicati confronti, scambi di competenze, idee e progetti, con l’obiettivo di avviare nuove collaborazioni e, insieme, sostenere attività solidali capaci di generare valore per la comunità.

Un percorso che consente alle aziende di rafforzare non solo il proprio posizionamento sul mercato, ma anche brand awareness e brand reputation attraverso iniziative credibili e concrete.

Il calcio d’impresa, a Napoli Est, non è solo una partita: è una piattaforma di relazioni e una promessa di crescita condivisa.

E il successo della presentazione al Centro Ester lo dimostra: SERIE I è pronta a partire, con un Girone Campania già carico di entusiasmo.

Un ringraziamento speciale a Michele La Marca di Dolce & Cafè’ Bar

Per poter seguire le attività del Centro Ester, di Social Center Village, Ester Network e Associazione A.M.I.C.I.

http://www.centroester.com

Anna Rita Canone

Il producer italiano Panico con le voci della hit di Bob Sinclair

Il DJ e producer italiano Panico torna con un nuovo progetto dal respiro internazionale: “Dog’s Advenger”, il singolo realizzato insieme alle voci iconiche della dance Dollarman e Makedah, in uscita il 20 marzo 2026 su tutte le piattaforme digitali, etichetta Smilax.

I due artisti sono conosciuti a livello globale per aver prestato la loro voce alla hit mondiale Rock This Party (Everybody Dance Now) di Bob Sinclar, uno dei brani dance più iconici degli anni 2000 e un vero classico dei dancefloor internazionali.

Con “Dog’s Advenger” , Panico unisce l’energia della dance contemporanea al carisma vocale dei due artisti americani, dando vita a una traccia pop-dance dinamica e radio-friendly, capace di richiamare l’estetica della golden-era dance dei primi anni 2000 ma con una produzione moderna e attuale.

Il brano combina:
groove dancehall
sonorità pop-dance contemporanee
hook vocali immediati
energia pensata per club e radio
Il risultato è una produzione pensata per funzionare sia nei dancefloor che nelle playlist streaming, con un sound coinvolgente e internazionale.

Il progetto è accompagnato anche da un concept visivo distintivo: la misteriosa maschera del cane, simbolo dell’universo narrativo di “Dog’s Advenger”,, elemento che accompagna artwork, visual e contenuti social legati al singolo.

Negli ultimi anni Panico si è affermato nella scena dance italiana come DJ e producer capace di fondere club culture, produzione radiofonica e storytelling digitale, costruendo una community attiva tra eventi, social media e release discografiche.

Con questa nuova collaborazione internazionale, l’artista continua a sviluppare il suo percorso musicale, creando un ponte tra il revival della dance anni 2000 e il sound della nuova generazione club-dance.

Il singolo sarà disponibile dal 20 marzo 2026 su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music e tutte le principali piattaforme digitali.

Credits
Artist: Panico, Dollarman, Makedah
Title: Dog’s Advenger
Genre: Pop Dance / Dancehall Influenced
Release date: 20 March 2026
Format: Digital Single
Contatti
Panico DJ: +393389323330
Email: panico.dj.official@gmail.com
Instagram: @panico_dj

Anna Rita Canone

Domenica 15 marzo a Novello arriva la tradizione bergamasca

Un pomeriggio di teatro popolare, ironia e grandi risate attende bambini e famiglie a Novello, domenica 15 marzo alle ore 16:30 al Teatro Comunale, con lo spettacolo Gioppino a Venezia in cerca di fortuna della compagnia Baraca & Böratì, uno dei gruppi più autentici e fedeli alla tradizione del teatro di burattini bergamasco.

Protagonista dell’avventura è Gioppino, maschera popolare dal naso rosso e dalle mani veloci, che si mette in viaggio verso Venezia alla ricerca di un futuro migliore. Ma tra equivoci, inganni e strane alleanze, si troverà coinvolto in una trama inaspettata, tra fughe rocambolesche, prove di coraggio, risate e – come ogni commedia che si rispetti – una scorpacciata memorabile nelle cantine di un nobile veneziano.

UNA STORIA DI FAMIGLIA, UNA PASSIONE CHE SI TRAMANDA

Claudio Giri e Consuelo Conterno, direttori artistici della rassegna, raccontano: «A portare in scena questo spettacolo è Gabriele Codognola, erede di una lunga tradizione familiare nel teatro di figura: a trasmettergli arte e mestiere è stato il nonno Pietro Roncelli, con cui per anni ha condiviso la scena, dando vita a una delle poche esperienze familiari attive nel teatro di figura tradizionale».

Fondata oltre quarant’anni fa da Pietro, la compagnia Baraca & Böratì ha saputo conservare e rinnovare la forma classica del teatro di baracca, trasmettendo dal vivo ogni battuta, ogni ritmo, ogni risata.

«Gabriele è cresciuto tra i burattini – rivelano Giri e Conterno – e oggi, ancora giovanissimo, è già un interprete brillante. Il passaggio generazionale tra nonno e nipote è un segno prezioso della vitalità di quest’arte, che vive e si trasforma grazie all’esperienza diretta, alla voce, alla manualità, al contatto con il pubblico. Lo spettacolo è divertente, coinvolgente, e mantiene intatti i codici della tradizione: Gioppino parla con i bambini, chiede aiuto, si confronta con la platea, che diventa parte viva della storia».

Gioppino a Venezia in cerca di fortuna è un esempio limpido di teatro popolare, dove l’arte della baracca si intreccia con il gioco scenico e la spontaneità dell’interazione diretta. La voce dei burattinai, la manualità dal vivo, il contatto costante con il pubblico rendono ogni replica unica e irripetibile.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

22 marzo – Murazzano: Il Cane Infernale – Teatro Medico Ipnotico (Parma)

29 marzo – Guarene: Fragile – Valentina Vecchio (Bari)

INFORMAZIONI UTILI

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero e gratuito.

Inizio spettacolo ore 16.30

Info e programma aggiornato su: 🌐 http://www.burattinarte.it

Per contatti: Associazione Burattinarte ETS, tel. 338 7154844

SOSTENITORI E PARTNER

La Rassegna Burattinarte d’inverno 2026 è realizzata con il contributo di:

Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Banca d’Alba,

Comune di Alba, Circolo Arci Cinema Vekkio, Comune di Piobesi d’Alba,

Comune di Grinzane Cavour, Comune di Novello, Comune di Guarene, Comune di Murazzano

Direzione artistica: Compagnia Claudio e Consuelo

Associazione Burattinarte ETS – via Zara 18 – 12051 ALBA (CN)

Anna Rita Canone

Il modello Resolfin nel Made in Italy

Roma, 04 marzo 2026 — Dal Quirinale alla NATO, dalla FAO ai principali ministeri italiani. Oltre 5.000 installazioni realizzate in Italia e all’estero raccontano il percorso industriale di Resolfin e del brand Resolglass, realtà nata in un laboratorio romano nel 1964 e oggi attiva nella manifattura avanzata, nell’architettura sostenibile e nel real estate.

Un percorso costruito su filiera interna, progettazione tecnica e innovazione brevettata. Tra le soluzioni sviluppate nel tempo figurano sistemi iconici nel settore della comunicazione visiva come Hercules, Kingpole e la Bandiera Luminosa, oltre a innovazioni più recenti come Moorsimply, braccio elettromeccanico per l’ormeggio nautico, e Glassblock, sistema strutturale per balaustre in vetro ad alte prestazioni.

Una manifattura che evolve

L’identità del gruppo affonda le radici nella lavorazione artigianale di metallo e vetro, ma si è evoluta in un modello industriale capace di coniugare qualità costruttiva, progettazione su misura e sviluppo di brevetti proprietari.

Resolglass rappresenta oggi l’estensione naturale di questo percorso: il vetro strutturale, materiale riciclabile al 100%, viene impiegato come leva tecnologica per l’efficienza energetica degli edifici e per la valorizzazione patrimoniale degli immobili.

La svolta sostenibile

Dal 2019 l’azienda è energeticamente autosufficiente grazie a un impianto fotovoltaico industriale installato presso lo stabilimento produttivo.

Dal 2022 utilizza tessuti realizzati con plastica recuperata in mare: il 62% dei filamenti impiegati proviene da riciclo certificato. Una scelta che integra economia circolare, riduzione dell’impatto ambientale e competitività industriale.

«La sostenibilità non può essere una dichiarazione di principio, ma deve diventare struttura produttiva. Innovare significa assumersi la responsabilità dell’impatto che generiamo» sottolinea Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin.

Identità, innovazione, responsabilità

Oggi il gruppo opera in diversi ambiti —edilizia, comunicazione visiva, design tecnico e blue economy— mantenendo una coerenza strategica: produrre con qualità, investire in ricerca, ridurre l’impatto ambientale.

Un modello che dimostra come il Made in Italy possa evolvere senza perdere identità, integrando artigianalità, tecnologia e visione industriale.

«Il futuro, in questo percorso, non si aspetta. Si progetta» conclude orgogliosamente Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin.

L’AZIENDA

Resolglass è un brand del Gruppo Resolfin specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni architettoniche in vetro e acciaio su misura.

Le sue radici risalgono al 1964, quando Giacomo Scozzari apre un laboratorio di lavorazione metalli specializzato nella realizzazione di complementi di arredo in ottone e cristallo.

L’evoluzione e il passaggio generazionale è attualmente gestito dal figlio Enrico Scozzari, che ha portato a un ampliamento orizzontale delle attività, spaziando dall’edilizia alla comunicazione visiva, fino alla nautica.

L’azienda opera oggi su tutto il territorio nazionale, offrendo prodotti ad alto contenuto tecnico ed estetico, interamente realizzati in Italia e orientati alla sostenibilità, all’innovazione e alla qualità costruttiva.

Anna Rita Canone

L’indagine. Olimpiadi, il 68% delle aziende venete investe già nella formazione in alta quota

Sono stati presentati gli esiti dell’ “Osservatorio formazione in montagna”, indagine condotta su 300 imprese della regione Veneto da Fòrema (società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est) in collaborazione con il tour operator Cortina IN e Fondazione Cortina.

La ricerca, realizzata alla vigilia dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, fotografa un ecosistema imprenditoriale che riconosce alla montagna un valore formativo concreto e misurabile: 204 aziende (68%) hanno già portato i propri team in quota per attività di formazione e team building. I benefici percepiti sono rilevanti: l’81% riporta un impatto positivo su benessere e clima interno, il 78% evidenzia un miglioramento nella collaborazione tra colleghi, il 71% segnala un aumento della motivazione del personale.

Il dato forse più interessante riguarda la volontà dichiarata dalle aziende ad essere coinvolte in nuove iniziative (l’83%, 249 imprese) e in eventi formativi pilota nei prossimi 12-24 mesi. È il segnale di un’apertura reale verso un modello evoluto di formazione in montagna, capace di superare la logica dell’evento isolato per diventare parte integrante delle strategie aziendali e, al tempo stesso, leva di crescita territoriale.

La ricerca indica, dunque, una direzione chiara: fare della montagna non solo uno scenario di eccellenza sportiva, ma un laboratorio permanente di sviluppo delle competenze, di attrazione di imprese e di costruzione del capitale umano del Nordest, oltre il 2026.

La montagna come spazio strategico per il capitale umano

“La montagna funziona. Tutte le aziende che l’hanno sperimentata riportano un miglioramento nella collaborazione. Il passo successivo sarà di fare della formazione in montagna una parte integrante delle strategie aziendali di lungo periodo”, afferma il Direttore Generale di Fòrema Matteo Sinigaglia. “Un elemento chiave sarà la misurazione dei benefici definendo KPI chiari rispetto a turnover, assenze o produttività perché oggi il 72% delle aziende si limita a somministrare solo questionari di gradimento. Il vero salto, dunque, sarà riuscire a trasformarla in leva strutturale di sviluppo organizzativo.”

La ricerca evidenzia infatti anche gli ostacoli che oggi frenano gli investimenti in “formazione ad alta quota”: il 41% delle imprese indica il tempo sottratto all’operatività come primo freno, il 38% cita i costi diretti, il 33% ammette difficoltà nel misurare il ritorno dell’investimento, il 28% segnala criticità logistiche legate a spostamenti, stagionalità e meteo.

Le aziende, per contro, sono molto interessate a questo tipo di formazione e chiedono proposte concrete che potrebbero favorire gli investimenti: il 48% desidera format pronti e modulabili (1-2 giorni), il 44% accesso facilitato a location e partner qualificati, il 41% supporto nella definizione e misurazione dei KPI, il 26% opportunità di networking con altre imprese che investono sulla montagna.

“Le imprese non vogliono improvvisare”, sottolinea l’Amministratore delegato di Cortina IN Lorenzo Gambato. “Chiedono proposte credibili, misurabili e facili da implementare. I Giochi di Milano Cortina 2026 sono un’occasione straordinaria per strutturare in modo stabile l’incontro tra domanda e offerta di formazione in montagna, rafforzando un ecosistema turistico capace di generare valore tutto l’anno. Oggi, anche grazie alle sinergie che le olimpiadi hanno attivato sul territorio, possiamo pensare a strutturare un’offerta formativa, culinaria e di ospitalità sempre più coordinata e in linea con le esigenze delle imprese”.

Destagionalizzazione e nuove professionalità per la montagna

Il 90% delle imprese interpellate ha un rapporto attivo con la montagna, come sede, luogo di business o risorsa formativa. Il 35% porta frequentemente i propri team in quota; il 37% ha sedi operative o rapporti commerciali diretti con aree montane.

Questi dati delineano un potenziale strategico: la formazione può diventare uno strumento di destagionalizzazione del turismo, capace di attrarre arrivi di qualità – manager, professionisti, team aziendali – e di generare nuova domanda per strutture ricettive, spazi congressuali, servizi specializzati e competenze locali.

In questo contesto, l’investimento in infrastrutture adeguate – capaci di ospitare percorsi formativi evoluti – si intreccia con la crescita e il rafforzamento delle professionalità della montagna: formatori, coach, guide, operatori dell’ospitalità, tecnici dello sport, organizzatori di eventi.

“Il Veneto ha una posizione unica: la montagna non è periferia, è parte integrante della nostra economia e della nostra identità produttiva”, evidenzia la Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron “Il Nordest è la casa di un vastissimo sistema di imprese dello sportsystem. Integrare formazione manageriale, cultura sportiva e competenze tecniche significa rafforzare la competitività delle aziende e, insieme, creare nuove opportunità professionali nei territori montani, e non solo.”

Olimpiadi e Paralimpiadi: visibilità globale, sviluppo duraturo

L’indagine rileva un interesse concreto verso il contesto olimpico: il 56% delle aziende sente “propria” l’opportunità dei Giochi di Milano Cortina 2026; il 63% è interessato a percorsi che integrano esperienza in montagna, ispirazione olimpica e paralimpica e lavoro sui progetti aziendali; il 52% ritiene che il team building in montagna sia un ambito da potenziare in questo frame; il 46% vede nei Giochi un’occasione per rafforzare benessere e resilienza organizzativa.

Le Olimpiadi rappresentano un acceleratore di visibilità e una base per il futuro: non solo grandi competizioni, ma un sistema integrato di eventi, sport, formazione e attrazione di imprese che possa rafforzare l’economia del territorio nel medio-lungo periodo.

“I giochi amplificano la visibilità del territorio e rendono più facile portare questi temi nei board aziendali”, osserva il Presidente di Fondazione Cortina Stefano Longo. “L’eredità vera delle Olimpiadi non sta solo negli impianti, ma nella capacità di farli vivere nel tempo. Fondazione Cortina raccoglierà questa eredità continuando ad essere quella piattaforma aggregativa tra imprese, territorio e organizzazione di eventi sportivi di livello internazionale, ma la sfida è più ampia: trasformare l’energia dei Giochi in sviluppo duraturo, anche attraverso formazione e lo sviluppo di nuove attività e professionalità”.

Fòrema

Fòrema è la società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est. Nata a Padova nel 1983, Fòrema si è imposta nel tempo come punto di riferimento per la crescita delle persone e della competitività delle imprese del territorio, grazie allo sviluppo di un know-how e di servizi sempre più innovativi. Fòrema oggi è una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Nel 2025 ha chiuso il bilancio con 9,5 milioni di euro di fatturato (+11,6%) e un Ebitda al 10%. La società di formazione si consolida come abilitatore per il sistema produttivo: ha supportato le imprese nell’accesso al Piano Transizione 5.0, recuperando oltre 32 milioni di crediti d’imposta, e ottenuto più di 3 milioni di fondi europei per la sostenibilità, assistendo 70 aziende nel bilancio ESG. Ha inoltre gestito 12 milioni tra fondi interprofessionali e competence center. Coinvolte 30mila persone in 45 mila ore di formazione; l’80% di loro trova lavoro entro sei mesi. A livello operativo, i clienti di Fòrema sono suddivisi tra grandi imprese (17,8%), medie aziende (37,8%) e piccole imprese (42,7%) con una distribuzione geografica che conferma una dominanza di Padova e provincia (64%) e Vicenza (il 16%). La formazione interessa principalmente il settore metalmeccanico (37,8%), a seguire la chimica-gomma (12,5%), i servizi (11,5%) e gli alimentari (7,5%).

Cortina IN

Tour Operator Incoming – DMC, Destination Management Company, sul territorio di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti, specializzato nel settore del turismo, anche d’affari, e dell’organizzazione eventi.

La società si posiziona come una realtà strutturata e composta da professionisti con esperienza consolidata nel settore turistico ed eventi corporate che ha dato vita ad un’azienda con l’obiettivo di portare turismo d’affari e leisure nella cornice di Cortina d’Ampezzo, con un pubblico di alto profilo.

Fondazione Cortina

Fondazione Cortina è il braccio operativo territoriale delle Olimpiadi del 2026, risultato della forte coesione tra enti: la Regione del Veneto, il comune di Cortina d’Ampezzo e la Provincia di Belluno. Un vero e proprio comitato organizzatore locale, composto da tutti membri veneti, che dovrà organizzare e promuovere le attività, gli eventi, e ogni altra iniziativa che possa inserirsi in una cornice complessiva di sviluppo e valorizzazione di tutto il territorio del Veneto. La Fondazione ha tra i suoi membri, oltre ai soci fondatori, anche i soci fondatori onorari ovvero le realtà del territorio individuate per lavorare in sinergia all’ottenimento degli obiettivi: Associazione Albergatori Cortina, Consorzio Esercenti Impianti a Fune di Cortina, San Vito di Cadore e Auronzo/Misurina (Cortina SkiWorld) e Sci Club Cortina.

Anna Rita Canone

Tumore scambiato per un ematoma: concluse indagini per l’uccisione dell’adolescente napoletano Carmine Puccinelli

Lo Studio Associati Maior, con gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, rende noto che sono state concluse le indagini a carico del medico Di Costanzo Mauro della clinica Villa Fiorita di Capua per la morte del giovane Carmine Puccinelli, il ragazzo di 14 anni deceduto nel dicembre 2023 a seguito di un tumore al ginocchio che, secondo l’accusa, venne inizialmente scambiato per un semplice ematoma. La Procura contesta il reato di omicidio colposo, ritenendo che l’errore diagnostico abbia determinato un ritardo decisivo nell’individuazione della patologia oncologica e nell’avvio delle cure necessarie, compromettendo in modo irreversibile le possibilità terapeutiche del giovane paziente. Secondo l’impostazione accusatoria, sono stati omessi o ritardati approfondimenti clinici indispensabili a fronte di un quadro sintomatologico che imponeva accertamenti immediati e specialistici. Un ritardo che, per l’accusa, ha inciso in maniera determinante sull’evoluzione della malattia e sull’esito finale. La vicenda di Carmine rappresenta uno dei casi più dolorosi di malasanità degli ultimi anni.

“Non è una battaglia simbolica – dichiarano gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo. È una richiesta di giustizia concreta. Quando un tumore viene scambiato per un ematoma e un adolescente perde la vita, lo Stato ha il dovere di accertare ogni responsabilità in modo rigoroso e trasparente. L’inizio del processo, che ci auspichiamo potrà essere disposto a breve, è il primo vero passo verso la verità”.

Lo Studio ribadisce che il procedimento penale non potrà restituire la vita a Carmine, ma rappresenta uno snodo fondamentale per affermare un principio essenziale: la tutela della salute impone diagnosi tempestive, attenzione clinica e rispetto degli standard di diligenza professionale. La famiglia Puccinelli affronterà il processo con la determinazione di chi chiede soltanto che venga stabilito se quella morte poteva essere evitata.

Anna Rita Canone

La meccatronica veneta guarda allo spazio

Carretta SRL aderisce alla rete innovativa regionale AIR

Carretta Srl ha ufficialmente aderito alla Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research (RIR AIR), segnando un passo importante nella strategia di crescita e innovazione tecnologica dell’azienda nel settore dell’automazione industriale e della space economy. RIR AIR è un ecosistema dinamico che connette imprese, centri di ricerca e istituzioni per favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate nei settori aerospaziale e industriale.

Con oltre 35 anni di esperienza nell’automazione industriale, Carretta Srl opera da uno stabilimento di oltre 5.000 metri quadrati a Quinto di Treviso e dispone di competenze tecniche evolute in progettazione, integrazione di sistemi, sviluppo software e ingegneria di processo.

Alla guida dell’azienda c’è ancora oggi la famiglia Pavanetto: i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo condividono la titolarità di una realtà che, nata come laboratorio artigianale di quadri elettrici, è diventata nel tempo un punto di riferimento per l’ingegneria meccatronica e l’automazione industriale su misura.

Dalla progettazione meccanica ed elettrica alla programmazione software, Carretta sviluppa macchinari, impianti e sistemi robotizzati ad alta precisione per i principali settori manifatturieri, accompagnando le imprese nel percorso verso la fabbrica intelligente. Un’evoluzione costruita nel tempo anche attraverso progetti di ricerca e innovazione, come la partecipazione al programma europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell. Ora, i risultati del 2025 confermano un modello di crescita coerente, basato sull’integrazione tra competenze tecniche, visione industriale e attenzione alle persone. Una traiettoria che guarda al futuro dell’industria senza perdere il legame con le proprie radici, dove l’ingegno umano continua a dialogare con la precisione della macchina.

«L’ingresso di Carretta Srl nella Rete AIR rappresenta un passaggio strategico che apre nuove e concrete prospettive di collaborazione», commenta il CEO Renato Pavanetto. «L’azienda potrà mettere a disposizione della Rete il proprio know-how tecnologico, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di soluzioni innovative per l’industria aerospaziale e manifatturiera avanzata. In particolare, Carretta Srl porterà competenze consolidate nell’ambito dell’automazione industriale, attraverso l’impiego di tecnologie avanzate come la robotica, la visione artificiale, i sistemi IIoT e processi automatizzati ad alta efficienza, pensati per migliorare produttività, qualità e controllo dei processi. Un altro asse centrale sarà la partecipazione a progetti di Ricerca e Sviluppo collaborativa, con il coinvolgimento in iniziative nazionali ed europee e nella co-progettazione di nuove tecnologie, favorendo un dialogo continuo tra ricerca e impresa. Infine, Carretta Srl contribuirà in modo determinante ai processi di industrializzazione e trasferimento tecnologico, adattando soluzioni nate in ambito aerospaziale a contesti produttivi industriali, con l’obiettivo di generare un impatto competitivo concreto e misurabile. Una sinergia orientata a trasformare la ricerca in applicazioni operative e ad accelerare l’adozione di tecnologie d’avanguardia lungo l’intera filiera».

«Il Veneto – commenta Federico Zoppas, Presidente della RIR AIR – ha scelto di interpretare la new Space Economy non come un tema di ricerca, ma come una vera missione industriale regionale. Con oltre 100 imprese, quattro università e due centri di ricerca riuniti nella RIR AIR, stiamo costruendo un modello che trasforma competenze e tecnologie in valore industriale concreto. L’ingresso di Carretta ne è una prova tangibile: il suo know-how in meccatronica, robotica e automazione avanzata può portare all’interno del network competenze immediatamente spendibili per i progetti aerospaziali. Stiamo costruendo filiere locali integrate nelle grandi catene europee, creando occupazione qualificata e dimostrando che innovazione aerospaziale e manifattura avanzata possono dialogare, contaminarsi e generare crescita sostenibile».

Partecipare alle iniziative della Rete e dell’ecosistema regionale è un modo concreto per creare relazioni, aggiornarsi su trend tecnologici e valutare nuove collaborazioni. Tra gli eventi nei prossimi mesi si segnalano: Space Meetings Veneto 2026 a Venezia, evento internazionale focalizzato sulla space economy e sull’ecosistema dell’aerospazio, organizzato da RIR AIR. Ma anche la partecipazione alla Giornata Nazionale dello Spazio, evento istituzionale dedicato alle tecnologie spaziali e alle opportunità di mercato, con particolare attenzione ai benefici delle attività spaziali per la società e le imprese. Sul fronte delle attività formative, workshop e incontri specialistici la Rete e i partner organizzano occasioni di approfondimento sulla space economy, innovazione tecnologica e trasferimento tecnologico per il territorio (consultare il sito e la pagina LinkedIn della Rete http://www.rir-air.it).

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI CARRETTA

Per Carretta, azienda di Quinto di Treviso oggi sinonimo di ingegneria meccatronica avanzata, tutto comincia nel 1990, in una casa-laboratorio dove mamma Romea (che oggi ha 82 anni) realizzava cablaggi per ferri da stiro. Alla guida di Carretta Srl ci sono i quattro fratelli Renato, Massimo, Andrea e Giancarlo Pavanetto che condividono la titolarità dell’azienda. Renato, amministratore delegato, coordina la direzione generale e la strategia di sviluppo. Massimo e Andrea operano nell’area tecnico-commerciale, a contatto con clienti e partner. Giancarlo, tecnico elettrico esperto, guida le attività di officina e cablaggio.

Fondata nel 1990 come fornitore di quadri elettrici per costruttori locali di presse e cesoie, Carretta si distingue fin da subito per l’approccio ingegneristico e la capacità di leggere i trend emergenti. La prima svolta arriva a metà anni Novanta, con la gestione di assi lineari e motori brushless per applicazioni ad alte prestazioni: una rivoluzione silenziosa che apre la strada a nuovi standard nella movimentazione di materiali nei settori dell’alluminio, del legno e della plastica. Nel 2000 l’azienda introduce equipaggiamenti semi-automatici su specifiche custom, controllati da software PLC: impianti in grado di gestire operazioni complesse di presa, movimentazione e stoccaggio con tempi ridotti. Nel 2005 Carretta si specializza nelle soluzioni per il Material Handling: attrezzature automatizzate per magazzini e linee di carico-scarico progettate per ottimizzare la logistica dei grandi terzisti.

Un passaggio chiave arriva nel 2009 con l’acquisizione di Meccanica Dima, storico fornitore di automazioni speciali per l’industria del mobile e degli elettrodomestici. L’operazione consente all’azienda di ampliare il know-how meccanico e di avviare la divisione “Plant Engineering Solutions”, che nel 2011 porta alla progettazione di impianti completi, dal concept alla produzione. Nel 2014 nascono le Prototype Machinery, foratrici ad alta tecnologia con 552 mandrini verticali per lavorazioni di precisione su legno e compositi. Nel 2015 è la volta delle Laser Technology Machinery per la foratura laser di top acustici decorativi, e del primo sistema di Mixed Case Palletizing, in grado di comporre pallet misti automatizzati per la grande distribuzione. Dal 2016 al 2018 Carretta accelera nel campo della robotica High Tech: celle di carico con pinze custom, robot delta ad alta velocità e sistemi di visione 3D per il random bin picking.

Parallelamente, nel 2017, l’azienda avvia una startup innovativa nell’ambito della circular economy premiata a livello europeo per la capacità di trasformare fanghi di depurazione in energia e biomateriali: un passo deciso verso l’open innovation e la collaborazione con il mondo accademico. Con la partecipazione al progetto europeo ESMERA / Horizon 2020 e lo sviluppo delle Modular Cobot Cell nel 2020, Carretta consolida il proprio ruolo di laboratorio d’innovazione applicata.

Oggi Carretta fattura circa sei milioni di euro. Nei suoi 5.000 metri quadrati di sedi operative tra Quinto di Treviso e Riese Pio X, lavora una cinquantina di tecnici specializzati tra personale assunto e consulenti (progettisti meccanici, elettrici, programmatori PLC e installatori), impegnati nello sviluppo di oltre 700 commesse l’anno.

Anna Rita Canone

Mobilità privata digitale, accordo tra la vicentina Parteasy e Net Center di Padova

Parteasy ha definito un accordo con il Net Center di Padova, uno dei più importanti complessi direzionali della città. L’intesa è stata sviluppata grazie alla collaborazione con Andrea Garbo, titolare dell’azienda DDG che amministra il condominio ed è founder di 1117 Srls, azienda che è stata tramite nell’accordo tra la start up e il Net Center stesso. Con questo accordo, Parteasy diventa il provider ufficiale dei servizi NCC per il Net Center, offrendo agli operatori e alle imprese ospitate un accesso diretto e agevolato alla mobilità privata tramite la piattaforma “Parteasy for Business”, il servizio dedicato al mondo aziendale.

Ricordiamo che il Net Center si estende su circa 32.000 metri quadrati e comprende diversi edifici direzionali, oltre alla torre principale, la Torre Net, alta circa 85 metri, in posizione strategica nella zona di Padova Est. All’interno del complesso operano oltre 150 aziende, rendendolo uno dei poli professionali più dinamici del territorio.

L’accordo conferma la crescita costante di Parteasy nel panorama del trasporto privato, dopo il recente boom di richieste registrato da tutta Italia dopo l’avvio delle operazioni a Vicenza: adesso sono circa un migliaio gli Ncc che hanno aderito in tutta Italia. L’espansione nei principali distretti direzionali del Nord Est e della Lombardia consolida così la posizione della startup come punto di riferimento nella digitalizzazione del settore NCC, con l’obiettivo di connettere aziende, eventi e mobilità in un unico ecosistema tecnologico.

«L’accordo con il Net Center è per noi un passaggio simbolico e strategico insieme», commentano Mattia e Davide Bedin, co-founder di Parteasy. «Siamo partiti da Vicenza con l’idea di rendere semplice, sicuro e immediato l’accesso ai servizi di trasporto privato, e oggi approdiamo in uno dei centri direzionali più importanti del Veneto. Significa che anche il mondo delle imprese riconosce il valore della nostra piattaforma. Parteasy for Business nasce proprio per questo: aiutare le aziende a gestire in modo intelligente gli spostamenti di collaboratori e clienti, eliminando tempi morti, attese e incertezze. Nel Net Center abbiamo trovato un partner aperto all’innovazione, sensibile ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione. Siamo convinti che questa collaborazione possa diventare un modello da replicare in altri poli direzionali italiani, dove la mobilità deve essere sempre più integrata, efficiente e sostenibile».

«Abbiamo accolto con grande interesse la proposta di Parteasy perché rappresenta una risposta concreta alle nuove esigenze di mobilità delle imprese che operano all’interno del Net Center», spiega Andrea Garbo, responsabile della società che gestisce il complesso direzionale. «Qui lavorano ogni giorno centinaia di persone, e la possibilità di accedere a un servizio di trasporto privato digitale, rapido e affidabile, è un valore aggiunto reale. Il Net Center è da sempre un luogo che guarda all’innovazione, ospita aziende dinamiche e realtà che credono nella sostenibilità: per questo abbiamo deciso di avviare questa collaborazione, che integra perfettamente i nostri obiettivi di efficienza e qualità dei servizi. L’introduzione di Parteasy for Business offrirà una nuova modalità di spostamento, più flessibile e moderna, capace di migliorare la vita quotidiana di chi lavora qui e di rendere ancora più competitivo il nostro ecosistema professionale».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

PARTEASY

Parteasy è una tech company impegnata nella digitalizzazione del trasporto privato. Fondata da due giovani fratelli vicentini, Mattia e Davide Bedin, basata su un modello di business platform-based. L’obiettivo è mettere in dialogo utenti e i professionisti che noleggiano i propri mezzi (o quelli aziendali) con conducente, permettendo affitti e spostamenti brevi. Di fatto è una sorta di modello-Uber dove gli autisti sono professionisti certificati. Si tratta di un mercato che non è ancora stato digitalizzato in Italia e dove altri modelli internazionali non riescono a diventare dominanti. Nel corso dell’ultimo triennio la start up ha sviluppato la piattaforma web e il business model: l’app è gratuita per gli utenti e gli Ncc possono iscriversi seguendo dei protocolli definiti.Entrando nel dettaglio, l’utente di Parteasy può navigare nell’App, comperare servizi o prenotare, scegliere dove andare a chiedere ad un Ncc convenzionato di portarlo nel luogo che desidera. Sul fronte dell’espansione, Vicenza, provincia di residenza dei due founder, è stata solo l’inizio. Oggi Parteasy ha superato i mille driver attivi su tutto il territorio nazionale, con una crescita particolarmente significativa in Lombardia. La piattaforma continua ad ampliare la propria offerta, adesso pubblicizza anche tour: propone già più di 30 progetti, dalle esperienze in Costiera amalfitana ai transfer a Palermo e Catania, passando per Roma, Milano e l’intero Veneto. Disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, Parteasy è oggi il punto di riferimento per la mobilità privata in Italia, con un modello scalabile che punta a digitalizzare il settore degli Ncc.

GLI NCC IN VENETO E IN ITALIA

In una recente indagine, la testata giornalistica Wired è riuscita a collegare svariati database nazionali ed è arrivata alla conclusione che i taxi in Italia sono 28.604 e gli Ncc 127.508, ovvero più del quadruplo delle auto bianche. Incrociando banche dati connesse al registro informatico pubblico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e noleggio con conducente (Ncc) si è scoperto che in Veneto le licenze Ncc superano di gran lunga quelle dei taxi: 9.864 contro 827. In pratica, ci sono più di 10 ncc rispetto a ogni tassista. Va precisato che nell’analisi dei dati si ipotizza che sia residuale il numero di tassisti che dopo aver ottenuto una licenza che li vincola ad esercitare in un comune si siano trasferiti fuori provincia. Entrando nel dettaglio delle singole province, a Verona il record dei taxisti (247, contro 1761 ncc), a Venezia ci sono 225 taxisti (1421 ncc), a Padova 183 auto bianche e 1690 autisti privati, a Vicenza 66 taxisti e 1800 ncc, a Treviso 64 taxisti e 2242 ncc; chiudono la classifica Belluno (23 taxi e 497 ncc) e Rovigo (rispettivamente 19 e 453).

Anna Rita Canone

Oggi iniziano i corsi dello chef napoletano Ciro che insegna l’arte della pizza ai disoccupati bresciani

A Brescia, lontano dal mare ma non dall’odore di farina e lievito, Ciro Di Maio ha deciso che il successo non basta più. Dopo aver lasciato Frattamaggiore, alle porte di Napoli, e aver costruito nel Nord Italia una carriera solida da pizzaiolo e imprenditore, oggi il suo mestiere prende una direzione nuova: diventare strumento di riscatto sociale.

È così che prosegue l’avventura di “San Ciro”, la sua pizzeria con sede a Brescia. Il nome del locale deriva da quello dei nonni, sia materno che paterno, di Ciro. Figure importanti nella sua vita, come quella del padre, che per rimediare al suo passato ha dedicato il suo tempo al volontariato e ad aiutare i giovani ad uscire dalla droga collaborando con una comunità per salvare i tossicodipendenti.

Chef Ciro è convinto che la pizza sia molto più di un prodotto gastronomico. È una lingua universale, comprensibile a tutti, che può diventare un ponte tra chi arriva e chi accoglie, tra chi ha perso il lavoro e chi cerca una seconda possibilità. «Io sono partito da zero – racconta spesso – e se ce l’ho fatta è perché qualcuno mi ha dato fiducia. Ora tocca a me restituire».

Per questo, dal 23 febbraio al 13 marzo 2026, a Brescia, prenderà il via un corso di Pizzaiolo della durata di 76 ore, organizzato da Politiche del Lavoro Srl in collaborazione con la Pizzeria San Ciro. Il corso è rivolto a persone disoccupate ed è finanziato dal programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori – di Regione Lombardia. Un progetto inserito nelle politiche attive del lavoro, con un obiettivo chiaro: trasformare una passione in competenza certificata e, soprattutto, spendibile nel mercato.

Politiche del Lavoro Srl è un ente accreditato dalla Regione Lombardia per l’erogazione dei servizi al lavoro e alla formazione, attivo da anni sul territorio con sedi a Brescia, Bergamo e Milano. “La centralità della persona e la libertà di scelta sono i nostri principi guida”, spiegano dall’ente. “In questo caso, la scelta è quella di puntare su un mestiere antico ma sempre attuale, capace di offrire concrete opportunità occupazionali”. Per informazioni sul corso è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 030.6480467 o all’indirizzo formazione@politichedelavoro.it.

Al termine del corso verranno rilasciati l’attestato di competenza di Pizzaiolo e l’attestato HACCP, passaggi fondamentali per un inserimento regolare nel settore della ristorazione. Ma il valore aggiunto, qui, non sta solo nei certificati. Sta nel metodo e nelle persone. Ciro Di Maio, infatti, da anni affianca immigrati e disoccupati nel loro percorso professionale. Li prende quando spesso sono relegati al ruolo di lavapiatti e li accompagna, giorno dopo giorno, verso la cucina e il banco della pizza. Spiega i gesti, corregge gli errori, trasmette un sapere che non è solo tecnico ma anche umano. «Il mestiere si impara stando accanto», ripete. E non si ferma alla formazione sul campo: quando può, aiuta anche con le procedure burocratiche, orientando chi è spaesato tra documenti e permessi.

C’è un episodio che racconta più di molti discorsi. A un suo dipendente, immigrato africano, Di Maio ha pagato il viaggio per tornare a casa a Natale, per rivedere i familiari che non potevano permetterselo. Un gesto semplice, che dice molto della sua idea di impresa: un luogo dove il lavoro non è solo produzione, ma relazione, responsabilità, cura. Ma non è il solo, Chef Ciro è noto a Brescia anche per il suo impegno nel carcere Canton Mombello di Brescia, dove ha insegnato l’arte bianca ai detenuti. Qualche tempo fa, si era dedicato anche alla formazione anche nel Rione Sanità di Napoli, una zona che a lui ricorda la via dove è cresciuto, via Rossini a Frattamaggiore. L’istituto che ha abbracciato il suo progetto è stato quello alberghiero D’Este Caracciolo.

“Io ho lasciato Sud per cercare fortuna e l’ho trovata”, spiega Ciro. “A Brescia ho costruito il mio successo professionale, ma oggi guardo oltre il mio locale. La pizza è uno strumento di emancipazione, un modo per restituire dignità a chi l’ha persa, per rimettere in moto vite rimaste ferme troppo a lungo. In un tempo in cui il lavoro è spesso precario e disumanizzato, iniziative come questa raccontano un’altra possibilità: quella di un’economia che include, che forma, che non scarta. Farina, acqua, lievito e mani che imparano. A volte basta questo per cambiare una storia”.

SCHEDA SAN CIRO

Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un comune del Napoletano, nel 1990. Mamma casalinga, papà dal passato burrascoso. Le sue prime esperienze nel lavoro sono a 14 anni, poi si iscrive all’Alberghiero, ma a 18 anni lascia gli studi e inizia a lavorare. Nel 2015, la svolta: trova un lavoro da pizzaiolo per una grossa catena in Lombardia, poi riesce a rilevare quella pizzeria assieme a sei soci, infine diventa titolare unico. È così che è iniziata l’avventura “San Ciro”, il suo locale a Brescia (vicino al multisala Oz, in via Sorbanella) che oggi impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina. Un locale amato perché rappresenta la tradizione napoletana, a partire dagli ingredienti: olio dop, mozzarella di bufala campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp. Fondamentale è la pasta: ogni giorno viene scelto il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. In menù ha la pizza verace, ma anche il battilocchio, la pizza fatta da un impasto fritto nell’olio bollente e subito servito avvolto in carta paglia. Le pizze sono tutte diverse, sono fatte artigianalmente. Ciro lo ripete spesso. “Mi piace tirare le orecchie alle pizze, ognuna ha il suo carattere e deve mostrarlo, odio le pizze perfettamente rotonde e se c’è più pomodoro da una parte rispetto ad un’altra è perché usiamo pomodori veri”. Molti i vip che lo amano, le pareti del suo ristorante sono piene di fotografie. Tra le altre anche Eva Henger, che è stata a cucinare pizze una sera da lui. Senza dimenticare i giocatori del Brescia Calcio, che quando possono, anche dopo le partite, lo passano a salutare.

Anna Rita Canone

Resolfin e Resolglass: storia di un gruppo romano che unisce artigianato, innovazione e sostenibilità, lavorando per il Quirinale, la NATO e la FAO

Tutto nasce a Roma, nel 1964, in un piccolo laboratorio dove metallo e cristallo vengono lavorati con cura artigianale. È lì che Giacomo Scozzari, padre dell’attuale titolare, costruisce le fondamenta di un’impresa che oggi dialoga con le massime istituzioni dello Stato e con i mercati internazionali.

Sessant’anni dopo, quell’eredità è diventata il Gruppo Resolfin, realtà romana che ha saputo trasformare l’artigianato in industria avanzata senza perdere il legame con il territorio.

«Roma è la nostra radice e la nostra identità. Qui abbiamo imparato che la qualità non è un’opzione, è una responsabilità» sottolinea Enrico Scozzari, imprenditore romano classe 1969, fondatore e amministratore del gruppo.

DAI SUPPORTI PER BANDIERE ALLE ISTITUZIONI DELLO STATO

La storia imprenditoriale prende una svolta alla fine degli anni ’90. Dopo un’esperienza nella Polizia di Stato e una laurea in Giurisprudenza, Enrico Scozzari decide di dedicarsi completamente all’impresa.

Inizia come subappaltatore nella produzione di supporti metallici per bandiere. Poi, di fronte a difficoltà di mercato e mancati pagamenti, decide di rivolgersi direttamente al cliente finale.

«Direi che tutto nasce dalla voglia di non arrendersi mai. Quando il mercato cambiò e mi trovai con il magazzino pieno di materie prime, andai in Cina e iniziai a importare direttamente le bandiere. Poi nel 2013 abbiamo iniziato a stamparle internamente» racconta Scozzari.

Oggi il gruppo vanta oltre 5.000 installazioni, con clienti come la Presidenza della Repubblica, la NATO, la FAO, la Marina Militare e numerosi Ministeri ed enti pubblici.

ROMA COME LABORATORIO DI INNOVAZIONE

Resolfin ha depositato e ottenuto una decina di brevetti per invenzione industriale.

Tra questi anche Hercules, Kingpole, Bandiera Luminosa, Moorsimply (braccio elettromeccanico per l’ormeggio nautico), Glassblock (innovativa pinza per balaustre in vetro strutturale capace di sostenere spinte superiori a 200 kg).

Solo nel 2025 sono stati installati oltre 5.000 metri lineari di balaustre in vetro su edifici di nuova costruzione.

Con il brand Resolglass, il gruppo romano è entrato nell’architettura e nel real estate, portando innovazione tecnica nel settore edilizio.

LA SVOLTA GREEN NATA A POMEZIA

La sostenibilità non è un’etichetta, ma un modello industriale. Dal 2018 l’azienda è energeticamente indipendente, grazie a un impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento.

«Durante l’aumento dei prezzi dell’energia nel 2021-2022 abbiamo risparmiato decine di migliaia di euro grazie alla nostra autonomia energetica. Essere virtuosi conviene: dal punto di vista ambientale e anche economico» spiega Enrico Scozzari.

Partner di Legambiente, partner tecnico di Marevivo, Resolfin è oggi l’unica azienda italiana a produrre bandiere con tessuto ricavato al 62% da plastiche recuperate in mare.

E anche nel settore edilizio, Resolglass utilizza materiali riciclati e vetro 100% riciclabile, con l’obiettivo di contribuire a una transizione climatica concreta.

Nel 2026 lancerà inoltre un progetto di riciclo certificato delle bandiere per eventi, con misurazione dell’effettivo risparmio di CO2.

L’IDENTITÀ ROMANA COME VALORE

Roma non è solo sede. È cultura del dettaglio, artigianalità, relazione con le istituzioni, capacità di dialogare con la storia. Dal laboratorio del 1964 ai cantieri contemporanei, la traiettoria è rimasta coerente: innovare senza perdere identità.

«Il futuro non si aspetta: si progetta. E Roma, per noi, è il punto di partenza» conclude Enrico Scozzari.

Anna Rita Canone

Il Pittore Campano Fernando Mangone porta l’antica Pompei in Olanda

È la forza millenaria di Pompei a varcare nuovamente i confini nazionali nel nuovo progetto artistico di Fernando Mangone, che ha portato in Olanda l’anima visiva dell’antica città vesuviana con un omaggio intenso e contemporaneo alla Villa dei Misteri. L’esposizione si è svolta presso la struttura Monte Giove, in Brink 8 a Norg, grazie all’ospitalità della Famiglia Joudieh, trasformando lo spazio olandese in un luogo di dialogo tra archeologia e pittura gestuale.

Per l’artista si tratta di un ritorno nei Paesi Bassi, una terra che ha già incrociato il suo percorso creativo e che oggi accoglie una nuova fase della sua ricerca pittorica. Un ritorno che assume il valore simbolico di un ponte tra passato e presente, tra memoria mediterranea e sensibilità nord europea. Non si tratta di una semplice rilettura degli affreschi pompeiani, ma di un racconto cromatico che restituisce vibrazione, spiritualità e mistero a uno dei luoghi più emblematici della storia antica. Per Mangone, Pompei non è soltanto un sito archeologico: è una radice emotiva, un archivio di simboli, un teatro sospeso tra distruzione e rinascita. È da questa memoria stratificata che prende forma un ciclo pittorico in cui il rosso pompeiano, le figure rituali e le architetture silenziose diventano materia viva, attraversata da luce e movimento.

Nelle tele dedicate alla Villa dei Misteri, il rito antico si trasforma in energia contemporanea. Le figure sembrano emergere dal tempo, avvolte da cromie accese e da una pittura materica che rende la superficie vibrante. L’artista non copia, ma interpreta: dilata i gesti, intensifica i contrasti, trasforma la staticità archeologica in dinamismo visivo. La memoria diventa presente, l’antico dialoga con il moderno, il Mediterraneo incontra il Nord Europa.

L’esposizione a Norg rappresenta così un momento di forte valore simbolico: l’arte campana approda in Olanda e costruisce un dialogo culturale capace di unire territori lontani attraverso un linguaggio universale. Monte Giove diventa spazio di incontro, dove la storia romana si fonde con la sensibilità contemporanea e con uno sguardo internazionale.

“La mia pittura nasce dal desiderio di restituire voce ai luoghi che hanno costruito la nostra identità”, afferma Mangone. “Pompei è silenzio e potenza insieme. Portarla in Olanda significa condividere una memoria che appartiene al mondo intero”.

A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa è anche la Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS, Anna Coralluzzo, che dichiara: “Questo progetto rappresenta pienamente la missione della Fondazione: valorizzare le radici campane proiettandole in una dimensione internazionale. La rilettura della Villa dei Misteri non è soltanto un omaggio al patrimonio archeologico, ma un atto di dialogo tra culture. Siamo orgogliosi che, attraverso l’arte di Mangone, Pompei continui a vivere e a parlare anche fuori dai confini italiani”.

M5S Campania: “Proposta di legge per includere Marzano Appio nella Comunità montana Monte Santa Croce”

“Abbiamo depositato una proposta di legge per includere il Comune di Marzano Appio nella Comunità montana Monte Santa Croce, modificando la legge regionale che disciplina le Comunità montane e sanando una esclusione che non rifletteva la realtà territoriale”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e primo firmatario della legge, Raffaele Aveta.

“La proposta nasce da una richiesta formale dell’Amministrazione comunale e da un pronunciamento favorevole della stessa Comunità montana. Entrambe – continua Aveta – hanno riconosciuto l’evidente continuità geografica e funzionale del territorio. Si tratta di una scelta di coerenza istituzionale: rafforzare l’esercizio associato delle funzioni, migliorare il coordinamento dei servizi e rendere più efficace l’accesso agli strumenti di sviluppo. È un provvedimento che non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, ma che può produrre benefici concreti per il territorio. Quando le istituzioni sanno recepire le istanze che arrivano dai Comuni, la politica torna a essere uno strumento utile e credibile”.

“Sono felice, da cittadino di Marzano Appio, luogo dove è nato il Borgo Sociale, di aver sottoscritto insieme al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, la proposta di legge per l’inclusione del Comune nella Comunità montana Monte Santa Croce. Marzano Appio è un piccolo paese, ma con un’identità montana chiara, radicata, concreta. Questa inclusione è importante perché favorisce una più coerente organizzazione istituzionale. Significa fortificare la capacità di programmare, accedere a risorse e gestire servizi in modo coordinato. Non è una questione simbolica, ma un intervento che incide sulla qualità delle politiche pubbliche”. Sottolinea il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Consiglio regionale, Luca Trapanese.

“Ringrazio il sindaco Andrea Terranova, il vicesindaco Antonio Angelone e l’assessore Antonio Tedesco per l’impegno. Mi auguro che il Consiglio regionale accolga presto questa proposta di legge, riconoscendo una scelta di buon senso che nasce dai territori”, conclude Trapanese.

Anna Rita Canone

Presentazione cast del film “La squadra 19” con l’attore siciliano Tony Sperandeo, premio David di Donatello, a Maddaloni (CE)

Sarà un appuntamento imperdibile la presentazione del cast del film “Squadra 19”, diretto da Francesco Contrastato e arricchito dalla partecipazione straordinaria di Tony Sperandeo.

L’attore siciliano, celebre per i suoi ruoli intensi e carismatici in produzioni come la serie tv RAI “La Squadra” e il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana – che gli valse il David di Donatello nel 2001 come miglior attore non protagonista in compagnia di Luigi Lo Cascio tra i premiati –, porta lustro al progetto.

Contrastato, regista innovativo, ha scelto un cast di “attori di strada” formati con il suo esclusivo “Metodo Tecnica di Recitazione”, che permette di catturare l’essenza cinematografica in tempo reale.

L’evento è in programma il 20 febbraio 2026 presso il ristorante The Place Maddaloni, in via Viviani, con una cena spettacolo (tra i protagonisti e le anime dell’iniziativa lo chef Nunzio Illuminato de La locanda di Peppe Baita del re, locale di Ottaviano in Provincia di Napoli alle falde del Vesuvio, di ritorno dal Festival di Sanremo 2026).

Anna Rita Canone