Didattica a distanza (Dad): le ragioni del sì

Mentre si infiamma la polemica con il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, strenua sostenitrice del ritorno alle lezioni in presenza, nonostante i contagi siano tuttora in aumento, si stanno moltiplicando gruppi Facebook di insegnanti e genitori favorevoli alla Dad.

Un gruppo, ad esempio, si sta organizzando per un ricorso al Tar se Azzolina dovesse far rientrare tutti gli alunni il 3 dicembre.

Per la verità, mentre si scrive, pare che il rientro a scuola sia caldeggiato il 9 dicembre.

I docenti lamentano la mancanza delle condizioni per ripartire in massima sicurezza, anche perché i ragazzi, fuori dalla scuola, spesso non mantengono le distanze di sicurezza e non indossano la mascherina. La scarsità dei mezzi pubblici, tra l’altro, non favorisce il distanziamento: al contrario, provoca veri e propri assembramenti, come da immagini viste in rete.

In tutta questa situazione frenetica e concitata, un docente lancia il suo accorato appello:

“LA VOCE DEGLI INSEGNANTI.

#TuttinDAD
La scuola è un luogo di assembramento dove il controllo del virus non può esistere. E’ un covo di Untori.

Noi docenti stiamo cadendo come birilli e la scuola in presenza in queste condizioni non si può chiamare scuola. La DAD, in questo momento, sarebbe più efficace perché svolta in serenità. Anche le famiglie sono in difficoltà con bambini e ragazzi in quarantena, certificazioni pediatriche, tamponi e autocertificazioni.

Questa è la realtà dei fatti .

Tenere aperto a tutti i costi, in questo momento, è da IRRESPONSABILI E OTTUSI!”

Anna Rita Canone

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