
La guerra nel Sahara occidentale continua (a seguito della violazione marocchina, il 13 novembre, del cessate il fuoco) e si estende nelle regioni di Rus Achaidmiya, settore Mahbes; Fadrat Lagrab, settore Hauza; Güerat Uld Blal, settore Mahbes e Al-Ariya, settore Mahbes (http://mapmaghrebine.blogspot.com/2020/12/continua-la-guerra-nel-sahara.html).
Il Marocco, intanto, riceve sostegno morale da Trump, presidente uscente USA, che in data 11 dicembre ha sponsorizzato la ripresa dei rapporti diplomatici tra Marocco e Israele, assicurando il riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara occidentale. Gli attivisti Saharawi non si arrendono (https://www.tpi.it/esteri/trump-riconosce-sovranita-marocco-sahara-occidentale-saharawi-continua-lotta-indipendenza-20201211711782/) e Mohamed Dihani dichiara tutto il suo disappunto a TPI: “L’annuncio di Trump non ha alcuna validità legale, perché è contrario a quello che stabiliscono le leggi internazionali e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite negli ultimi vent’anni“. Dello stesso tenore sono le dichiarazioni di Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, ad Adnkronos: “Il destino del Sahara Occidentale non lo decide un proclama. Questo è un territorio che appartiene ai saharawi e solo loro possono decidere a chi darlo”, (https://www.tpi.it/esteri/trump-riconosce-sovranita-marocco-sahara-occidentale-saharawi-continua-lotta-indipendenza-20201211711782/).
La comunità internazionale, in tutto questo, comincia a prendere posizione: Australia e Russia sostengono il diritto Saharawi all’autodeterminazione, mentre Trump riceve critiche dai suoi stessi connazionali, tra cui l’ ex Segretario di Stato americano, James A. Baker, il senatore senior degli Stati Uniti del Vermont, il democratico Patrick Leahy e la rappresentante degli Stati Uniti per il quarto distretto del Minnesota presso la Camera dei rappresentanti, Betty McCollum, come scritto in vari articoli su mapmaghrebine.blogspot.com da Omar Zain Bachir.
In Europa Svezia, Francia e Regno Unito si schierano a favore dei Saharawi e in data 12 settembre la CONFERENZA INTERPARLAMENTARE EUROPEA DI SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO DEL SAHARA OCCIDENTALE, con 136 partecipanti, rilascia il seguente documento:
” L’assemblea:
1 – Condanna fermamente la violazione dell’accordo di cessate il fuoco del 1991 da parte del Marocco attraverso il suo intervento militare contro i civili Saharawi nella zona cuscinetto di Guerguerat, al confine meridionale internazionale del Sahara occidentale, il 13 novembre 2020, e la successiva campagna repressiva contro la popolazione Saharawi nell’area dei territori occupati.
2 – Condanna la dichiarazione unilaterale di Donald Trump del 10 dicembre, che costituisce una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite e di tutte le risoluzioni internazionali sia delle Nazioni Unite che dell’Unione africana. Il Sahara occidentale non è in vendita e non può essere oggetto di contrattazione. Questo è un grave tradimento sia del popolo Saharawi che del popolo palestinese.
3 – Riconosce che il conflitto decennale nel Sahara occidentale e l’incapacità delle Nazioni Unite di garantire il rispetto dei diritti del popolo Saharawi, in primo luogo con il proprio diritto all’autodeterminazione, hanno portato a uno status quo prolungato che ha chiaramente favorito l’occupante illegale, il Marocco. Invita il Segretario generale, Antonio Guterres, a rompere l’inerzia e ad agire con urgenza per garantire il rispetto dei diritti inalienabili del popolo Saharawi (risoluzione 1514 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 1960).
4 – Denuncia la responsabilità speciale dell’Unione europea che, attraverso il commercio illegale e gli accordi di pesca e attraverso il totale disprezzo delle decisioni della Corte di giustizia dell’UE, ha rafforzato l’occupazione e minato gli sforzi di pace delle Nazioni Unite.
5 – Invita l’UE, gli Stati membri e la comunità internazionale ad agire finalmente legalmente ea mobilitare la sua forza collettiva a favore della soluzione del conflitto mediante la realizzazione del referendum sull’autodeterminazione promesso al popolo Saharawi. Invita gli Stati europei ad agire con urgenza per riconoscere la Repubblica Araba Democratica Saharawi, che è già membro dell’Unione Africana.
6 – Invita il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e il CICR ad agire con urgenza per il rilascio di tutti i prigionieri politici Saharawi.
7 – Esprime la sua piena solidarietà al popolo Saharawi in questo momento particolarmente stressante e ribadisce la sua assoluta determinazione ad agire a favore della loro libertà”.
Anna Rita Canone
