
Gianfranco Di Lauro, vice presidente del Gruppo Pa-Dri Separati di San Felice a Cancello (presidente Remigio De Matteis), insieme all’avvocato Raffaele Pacilio, ha vinto un ricorso in Cassazione. E’ la tragica, assurda e incredibile storia di Giovanni, nome di fantasia, i cui quattro figli gli sono stati letteralmente tolti con inganno e dati in adozione.
La storia:
Giovanni è un umile operaio, esce la mattina e rientra la sera: non è ricco ma onesto e dignitoso. Abbandonato dalla moglie, Giovanni chiede aiuto alle Istituzioni, non potendo abbandonare a se stessi quattro minori soli a casa e qui nasce il dramma: gli assistenti sociali gli fanno togliere la potestà genitoriale. I nonni paterni, inoltre, devono revocare l’iniziale disponibilità e così i quattro bambini finiscono in una casa famiglia in altra provincia, lontana oltre 50 km. Il povero Giovanni non guida, ma comunque si reca a tutti gli incontri (protetti) e si presta volontariamente al percorso di valutazione e sostegno delle capacità genitoriali. Giovanni non è un avvocato civilista, né del Tribunale dei Minori, quindi non capisce i meccanismi che lui stesso ha innescato e vive la situazione con estrema frustrazione. Giovanni, comunque, tenta un avvicinamento verso l’ex compagna, che rinuncia totalmente ai figli. Nonostante il Tribunale dei Minori riconosca a Giovanni “(…) che egli abbia fin dall’inizio mostrato costernazione per l’impossibilità di occuparsi da solo dei figli“, viene emessa sentenza di adottabilità dei quattro minori, confermata in Corte d’Appello di Napoli nel 2018 e i minori sono separati e inviati presso due diverse famiglie. La cosa assurda è che Giovanni non è un violento, un alcolista, un criminale: la sua colpa, se tale può essere, è quella di una persona semplice che, in situazione di difficoltà, si è fidata delle Istituzioni.
Di Lauro ha vinto il ricorso in Cassazione: si riapre il caso ma ora si prospetta il compito non facile di far recuperare a Giovanni il rapporto con i figli, che ora hanno 14, 11, 8 e 5 anni.
La storia lascia comunque tanto amaro in bocca e ci si augura che Giovanni riesca a riabbracciare i suoi figli quanto prima.
Anna Rita Canone
