Roma, 30 marzo 2026 — Una fotografia può alterare la percezione di un intero fenomeno? E può contribuire a costruire una responsabilità collettiva che non corrisponde ai fatti?
È da queste domande che prende avvio il nuovo contenuto pubblicato su SemiotiGram, il progetto Instagram del corso di Semiotica dei Media presso il CoRiS della Sapienza Università di Roma, diretto dalla Professoressa Bianca Terracciano.
Il post analizza un recente caso mediatico relativo alla nautica in Sardegna, dove alcune testate nazionali e servizi televisivi hanno utilizzato immagini datate e decontestualizzate per rappresentare un presunto “assalto” di imbarcazioni nell’Arcipelago della Maddalena.
Secondo la ricostruzione proposta, la fotografia diffusa —risalente ad almeno sette anni fa— è stata impiegata come prova visiva di una situazione attuale, generando un effetto di realtà che ha contribuito a orientare l’opinione pubblica.
Dal punto di vista semiotico, il caso evidenzia il funzionamento di alcuni dispositivi chiave della comunicazione contemporanea: dall’effetto di reale teorizzato da Roland Barthes, alla costruzione di un contratto di veridizione che induce lo spettatore ad accettare il contenuto come vero in virtù della sua forma mediale.
«Quando un’immagine viene sottratta al proprio contesto temporale non cambia solo ciò che mostra, ma ciò che significa. Il senso non è dato, ma costruito» spiegano i responsabili del post su SemiotiGram.
L’analisi mette inoltre in luce come l’accumulo visivo di imbarcazioni attivi specifiche isotopie —in questo caso quella dell’«invasione»— rafforzate da frame culturali contemporanei come quello dell’overtourism, contribuendo a generare una lettura emotiva e semplificata del fenomeno.
Il contenuto propone così una riflessione più ampia sul rapporto tra informazione e costruzione del senso nei media, in un contesto in cui la distinzione tra realtà e rappresentazione si fa sempre più problematica.
Anna Rita Canone
