L’Italia si divide sul piano energetico: la quota di edifici in classe G varia dal 18,4% al 37,8% tra le diverse province. È quanto emerge da un’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA e dati proprietari, che per la prima volta ricostruisce la distribuzione delle classi energetiche su scala provinciale e metropolitana. A livello nazionale, il 30% degli immobili è ancora in classe G.
Il divario territoriale è netto: nel Nord la classe G si colloca tra il 18% e il 26%, nel Centro tra il 27% e il 32%, mentre nel Sud e nelle Isole raggiunge valori tra il 31% e il 37,84%. Tra i casi più virtuosi Bolzano e Trento (sotto il 20%), mentre Napoli si attesta al 36,1%.
«La transizione climatica si gioca sul patrimonio esistente e sulla qualità dell’involucro edilizio» afferma Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin. Secondo le analisi, interventi su facciate e sistemi vetrati possono ridurre i consumi fino al 14% nel breve periodo e fino al 37% nel lungo termine.
L’elaborazione Resolglass mette a disposizione un dataset completo con la distribuzione delle classi energetiche per tutte le province e le città metropolitane italiane.
Anna Rita Canone
