Finanza climatica, tra fede e investimento

Roma, 08 aprile 2026 – La finanza climatica non è soltanto una leva economica, ma un atto culturale, quasi esistenziale. È da questa prospettiva che Giorgio Mottironi firma l’articolo “Credo o son fesso? Filosofia della finanza climatica”, pubblicato sul numero di marzo/aprile de L’Ecofuturo Magazine, rivista bimestrale dedicata ai temi dell’innovazione ambientale, dell’energia e della transizione ecologica.

Nel suo contributo Giorgio Mottironi, manager, imprenditore e divulgatore attivo nei settori della sostenibilità e della finanza green, propone una riflessione originale che intreccia filosofia, economia e sostenibilità, partendo da un presupposto radicale: la finanza è, prima di tutto, un atto di fede.

Attraverso il richiamo al pensiero di Giorgio Agamben e alla radice etimologica del termine “credito” (dal greco pistis, fede), l’autore costruisce una lettura della finanza come: atto di fiducia nel futuro, strumento di trasformazione della realtà, nonché espressione di convinzioni individuali e collettive.

In questa chiave, la finanza climatica diventa la forma più avanzata di investimento: una proiezione concreta della speranza in un futuro sostenibile.
 

I numeri della finanza climatica

L’analisi di Giorgio Mottironi si inserisce in un contesto globale in forte evoluzione:

  • 1,9 trilioni di dollari il valore della finanza climatica nel 2023;
  • 65% proveniente dal settore privato;
  • 38% generato da investitori individuali (circa 470 miliardi).

La crescita è significativa rispetto agli 1,3 trilioni del 2022, ma ancora distante dai 5 trilioni annui necessari per rispettare gli Accordi di Parigi.

Il dato centrale è chiaro: la partecipazione diffusa degli individui sta diventando un fattore determinante.

Tra geopolitica e nuova rivoluzione industriale

Mottironi inserisce la finanza climatica all’interno di una lettura macroeconomica più ampia, richiamando la teoria delle “onde lunghe” di Nikolai Kondratiev.

Secondo questa interpretazione, il sistema economico globale sarebbe oggi all’inizio di una nuova fase ciclica, incamminato verso una sesta rivoluzione industriale caratterizzata da:

  • elettrificazione dei consumi;
  • energie rinnovabili;
  • intelligenza artificiale.

Un passaggio che ridefinisce non solo i mercati, ma anche la distribuzione del valore economico globale.

Una finanza più democratica

Nel testo la posizione di Giorgio Mottironi è netta: la finanza climatica può rappresentare un’opportunità storica per:

  • redistribuire l’accesso alla ricchezza;
  • favorire la partecipazione diffusa agli investimenti green;
  • contrastare modelli economici sempre più concentrati.

Un approccio coerente con il percorso professionale di Mottironi, manager e divulgatore impegnato nei settori della sostenibilità, dell’energia e del crowdinvesting.
 

Chi è Giorgio Mottironi

Giorgio Mottironi è un manager, imprenditore e divulgatore attivo nei settori della sostenibilità e della finanza green. Avvia il suo percorso nel marketing sportivo e ambientale per poi operare nella strategia nel settore energetico. Nel 2017 co-fonda la società di consulenza BAngel e nel 2018 entra nel team fondatore di Ener2Crowd.

Nel 2023 viene nominato Special Assistant to the Secretary-General for Environmental and Scientific Affairs dell’Organizzazione Mondiale per le Relazioni Internazionali (WOIR) e dal 2025 è Energy and Environment Senior Researcher dell’ International Center for Social Research.

È autore e divulgatore sui temi di:

  • finanza climatica;
  • educazione finanziaria;
  • transizione energetica.

Promuove un modello basato su:

  • partecipazione diffusa;
  • trasparenza finanziaria;
  • impatto ambientale misurabile.

Conclusioni

L’articolo pubblicato da Giorgio Mottironi su L’Ecofuturo Magazine rappresenta un contributo rilevante al dibattito contemporaneo sulla sostenibilità, spostando il focus dalla finanza come tecnica alla finanza come scelta culturale e collettiva.

In un momento in cui la transizione ecologica è sempre più al centro delle politiche globali, il tema della fiducia —individuale e sistemica— si conferma così come uno degli snodi decisivi per il futuro.

Anna Rita Canone

Lascia un commento