Anno scolastico 2024: problemi in partenza

L’anno scolastico 2024 non sembra essere iniziato con i migliori auspici. Da un lato, infatti, continua la perenne carenza di docenti, come segnalato già ad agosto da Orizzonte Scuola ed altri, dall’altra si assiste a un costo dei libri insostenibile.

Si hanno ben due testimonianze (conoscenza diretta, ma sicuramente non sono le uniche) sul secondo punto, abbastanza emblematiche.

Emiliano Miliucci vive nel Lazio e ha due figlie: una sta per iniziare la terza media, l’altra la prima. Scrive su Facebook:

Nei 2 anni che intercorrono tra una figlia e l’altra a livello mondiale magari sono successe un sacco di cose.

Ma che io sappia, pur nella mia ignoranza, posso affermare con discreta certezza che:

Il teorema di Pitagora è rimasto uguale;

Che 3×3 fa sempre 9;

Che le preposizioni semplici continuano ad essere di, a, da, in, con, su, per, tra, fra e che gli articoli determinativi sono ancora il, lo, la, i, gli, le;

Che Mendel continua ad avere un rapporto anomalo coi piselli odorosi;

Che i Romani sono tutti morti;

Che le regioni italiane sono sempre 20 e continuano a produrre felicemente barbabietola da zucchero;

Le guerre mondiali o almeno quelle considerate tali, sono sempre due e che la seconda ha messo fine alla storia che tanto il programma arriva sempre li;

Che il congresso di Vienna c’è stato nel 1814, che la rivoluzione francese è sempre datata 1789 e la scoperta dell’America nel 1492.

Roma continua ad essere stata fondata nel 753a.C. E i suoi re sono ancora 7: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio il Superbo, Mammolo e Dotto.

Eccetera Eccetera.

Eppure, nonostante il campionario delle nozioni che impariamo a scuola sia rimasto piú o meno quello sin dai tempi de mi nonno, indovinate un po’ cosa me ne faccio io dei libri della prima media della prima figlia (parliamo di due anni fa)?

Esatto.

Li butto.

Perché la seconda figlia avrà le versioni aggiornatissime dei nuovi librissimi con percorsi didattici tutti da sballo!

Wow wow wow!

Ecco.

In questo periodo dell’anno le famiglie italiane sono costrette a buttare tonnellate di libri (parlo a ragion veduta visto il lavoro che faccio) per acquistarne di nuovi che sono praticamente identici a quelli che vengono buttati.

E i libri dei figli maggiori non vanno mai bene per quelli minori.

Il tutto sostenendo una spesa non indifferente poiché per la prima media parliamo di circa 350 euro perché (…) di libri usati non se ne trovano), ai quali vanno aggiunti, nel mio caso, i circa 150 per la terza media (per la quale abbiamo trovato qualcosa di usato che tanto per quello che li usa vanno benissimo cosí).

Il tutto al netto di cancelleria, dizionari, quaderni eccetera eccetera eccetera.

Ecco.

Io capisco l’editoria che su questo inganno ci campa.

Capisco che nessuno compra piú i libri e in qualche modo bisognerá pur venderli.

Io capisco tutto l’indotto fatto di cartolerie, rappresentanti, corrieri e via dicendo.

Io capisco il bisogno di percorsi didattici super fighi wow wow wow.

Ma mannaggia la miseria.

Ci sarà mai qualcuno che inizierá a capire le difficoltà delle famiglie italiane?

Perché se è vero che l’economia debba girare, non è altrettanto vero che debbano farlo anche le mie palle…

Il post ha ottenuto 1858 like e 349 commenti da tutta Italia, che per lo più confermano la situazione.

Veniamo a Lucia, nome fittizio.

Lucia vive in Lombardia e il figlio ha appena iniziato le scuole medie. Lucia, il figlio Marco e il marito Roberto sono una delle tante famiglie monoreddito in Italia.

Lucia ha inviato su Whatsapp la lista dei libri per Marco: 480€, a netto di tutto il resto.

Lucia sta acquistando i libri a rate. Lucia scrive:

“Per ora hanno chiesto no libri e rilegatura copertina. Più flauto, album, quaderni, pentagramma A4 e separatori per fogli, ma quelli arrivano da Amazon (flauto escluso). Roberto ha speso per ora su Amazon 10€ circa. Considera che pastelli, pennarelli etc. ho fatto un riciclone, così come zaino, ma ci arriverà altro materiale da acquistare (tipo compasso, etc).

E lo stipendio è uno solo”.

Sarebbe opportuno che il governo considerasse i vari Emiliano e Lucia, con potenziali soluzioni o iniziative per affrontare il costo elevato dei libri e dei materiali scolastici in Italia.

Anna Rita Canone


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