“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Si è svolto martedì 13 maggio 2025, presso il teatro dell’Istituto Superiore “Ettore Majorana – Bachelet” di Santa Maria a Vico, l’incontro dal titolo “La Resilienza: storia di sopravvissuti e di rinascita”, incentrato sulla presentazione del libro autobiografico di Raffaele Guadagno, “Tempo, col mio amante stronzo”, candidato al Premio Strega Saggistica 2025. L’evento, promosso dal Comune di Santa Maria a Vico in collaborazione con l’I.S.I.S.S. Ettore Majorana, ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sui temi della rinascita personale, della malattia, delle disabilità e della resilienza, affrontati con toccante sincerità e commozione dall’autore. Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica prof.ssa M.G. Sgambato e dell’assessore alla cultura Tiziana Pascarella, si sono susseguiti gli interventi dei relatori d’eccezione. Ha preso la parola Antonio Bernardo, Professor of Neurological Surgery e Direttore del Microneurosurgery Skull Base and Surgical Innovation Training Center del Weill Cornell Medical College di New York, che ha offerto una prospettiva scientifica e umana sulla tematica dell’ictus, sul percorso di recupero, sull’importanza di sostenere la ricerca scientifica e implementare il dibattito nazionale sullo stato della sanità pubblica nel nostro Paese. Successivamente è intervenuto il Prof. Massimo Maria De Meo, Presidente di Confassociazioni Salute e Terzo Settore, esperto giuridico con specializzazione in drafting legislativo, che ha analizzato l’importanza del supporto normativo e istituzionale nei percorsi di cura e reinserimento, rimarcando il ruolo della società civile e dell’associazionismo nell’accompagnare e nell’assistere le famiglie che vivono difficoltà di salute. L’intervento dell’autore, Raffaele Guadagno, non è stata solo una testimonianza personale, ma un contributo prezioso alla sensibilizzazione sui sintomi, la prevenzione, i difficili percorsi di recupero, l’essere speranza per sé e per le proprie famiglie e l’importanza di affrontare le difficili situazioni esistenziali. A moderare l’incontro è stato il giornalista Domenico Letizia, che ha guidato con sensibilità il dibattito, creando un dialogo aperto tra autore, relatori, studenti e pubblico presente. La cittadinanza e gli studenti presenti hanno risposto con entusiasmo, dimostrando un grande interesse per i temi affrontati. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento culturale per il territorio, confermando il ruolo centrale delle istituzioni scolastiche e comunali di Santa Maria a Vico nella promozione di eventi di alto valore umano e formativo.
A 22 anni, Lucia Sforza – scrittrice di gialli, giornalista di cronaca nera, studentessa in Criminologia e Investigazione presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – non scrive per intrattenere. Scrive per distruggere illusioni. Per mostrare cosa c’è sotto la pelle di questo Paese: sangue, compromessi, giochi di potere. Nel suo secondo romanzo, Scacco Matto, non racconta una storia. Mette in atto una strategia. Il potere è una partita a scacchi, e La Sforza ne conosce ogni regola. Le sue mosse sono studiate, chirurgiche, letali. La sua penna è una lama affilata che non fa prigionieri. Questo non è un giallo qualunque. È un atto d’accusa contro lo Stato, la mafia, la corruzione politica. Una discesa lucida e glaciale dentro un sistema marcio, dove l’intelligenza è l’unica arma vera. Dove non vince chi ha più soldi o più forza. Vince chi pensa meglio. Chi calcola. Chi anticipa. Chi fa scacco matto. I personaggi di questo romanzo non si piangono addosso. Resistono. Si ribellano. Sparano con la mente, non con le pistole. Non c’è spazio per i deboli, né per i lettori pavidi. Chi apre questo libro deve essere pronto a guardare il marcio in faccia, senza distogliere lo sguardo. Lucia Sforza, classe 2003, è una voce che non puoi ignorare. Una penna che non copia nessuno. Che scrive solo di notte, mentre il mondo dorme e lei studia, indaga, smonta pezzi di realtà per poi riscriverli a modo suo. È giovane, è feroce, è lucida. Non chiede rispetto. Se lo prende. Scacco Matto è il suo secondo colpo. Il primo colpo ha svegliato molti lettori. Dopo il successo del suo primo romanzo, un intenso giallo psicologico che ha mostrato i labirinti della mente umana, la Sforza torna con un secondo colpo. Ma stavolta mira più in alto e spara più a fondo.
Avendo rilevato un aumento della violenza di genere, l’associazione no-profit ICJLDS ha proclamato il 2025«anno del rispetto e della parità», impegnandosi a promuove azioni concrete per combattere ogni forma di violenza e costruire una società fondata sul rispetto, la dignità e l’uguaglianza.
Secondo un’indagine dell’Ue, 50 milioni di donne tra i 18 e i 74 anni hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale: il 30,7% del totale. In Italia la percentuale sale al 31,7%.
ICJLDS ha così focalizzato quest’anno la sua attenzione sulla lotta contro la violenza di genere, organizzando studi, campagne di comunicazione mirate ed eventi pubblici per far conoscere le diverse forme di violenza e promuovere una cultura del rispetto: a novembre 2025 verranno presentati i risultati.
«Il Codice rosso, introdotto nel 2019, ha rafforzato le tutele per le vittime di violenza domestica e di genere, introducendo anche il reato di revenge porn e aumentando le pene per stalking e violenza domestica. Tuttavia, il fenomeno dei femminicidi rimane preoccupante» osserva Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente dell’ICJLDS.
E vero è infatti che il Consiglio d’Europa ha più volte espresso preoccupazione per l’elevata percentuale di archiviazioni nei procedimenti per maltrattamenti e violenza sessuale, nonché per l’insufficienza delle misure cautelari adottate.
E per quanto riguarda i centri anti-violenza (CAV) che offrono supporto alle vittime, l’offerta è ancora insufficiente rispetto all’obiettivo di un centro ogni 10.000 abitanti stabilito dalla legge di ratifica della convenzione di Istanbul.
E se a marzo 2025 il governo ha approvato un disegno di legge che introduce il reato autonomo di femminicidio, punito con l’ergastolo, nonostante i progressi legislativi e le iniziative di sensibilizzazione, la violenza di genere, in particolare quella contro le donne, rimane una sfida significativa sia in Italia che a livello globale.
Secondo le Nazioni Unite, una donna su 3 nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della sua vita. La violenza di genere è insomma una delle violazioni dei diritti umani più diffuse a livello globale.
«È fondamentale continuare a rafforzare le misure di prevenzione, protezione e perseguimento dei reati, ma anche e soprattutto promuovere un cambiamento culturale che elimini le radici della discriminazione e della violenza di genere» concludono gli analisti dell’ICJLDS.
50 milioni di donne tra i 18 e i 74 anni hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale, pari al 30,7% del totale
in Italia la percentuale è del 31,7%
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati Eurostat 2024
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I SEM 2024 / I SEM 2023 (ITALIA)
maltrattamenti contro familiari e conviventi +15%
atti persecutori +6%
violenze sessuali +8%
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero dell’Interno 2024
(Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale)
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I SEM 2024 (ITALIA)
stalking 9.914 casi
revenge porn 755 casi
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero dell’Interno 2024
(Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale)
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CHIAMATE AL NUMERO ANTIVIOLENZA 1522
33 mila chiamate ricevute nel 2024
72,9% delle vittime non ha sporto denuncia per paura di ritorsioni
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024
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FEMMINICIDI IN ITALIA
Nel 2024 registrati 98 femminicidi
di cui 51 commessi da partner o ex partner
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero degli Interni
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VIOLENZA ASSISTITA IN ITALIA
55,1% delle vittime ha figli
nel 27,2% dei casi i figli assistono e subiscono la violenza
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024
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VIOLENZA DA PARTE DEL PARTNER
UNIONE EUROPEA
80% delle violenze da parte del partner
20% delle violenze da parte di altri
ITALIA
75,2% delle violenze da parte del partner
24,8% delle violenze da parte di altri
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati EUROSTAT, FRA ed EIGE 2024
(EUROSTAT, Agenzia UE per i Diritti Fondamentali e Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere)
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LO STUPRO IN EUROPA E IN ITALIA
3,8% delle donne nell’UE ha subito almeno uno stupro
3,4% delle donne in Italia ha subito almeno uno stupro
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024
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VIOLENZA “DIFFUSA”
33% delle donne ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro nel mondo
33% delle donne ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro in Europa
(con una prevalenza del 40% tra le donne più giovani)
32% delle donne ha avuto almeno un partner violento
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati Commissione Europea, EUROSTAT, FRA ed EIGE 2024
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FEMMINICIDI NEL MONDO
33 Dati mondiali
85.000 donne e ragazze uccise intenzionalmente nel 2023
60,12% delle vittime (51.102 donne) uccise da partner intimi o familiari
140 donne uccise in media ogni giorno
1 vittima ogni 10 minuti
Elaborazione ICJLDS 2025 su dati UN WOMEN e UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), dal rapporto “Femicides in 2023: Global Estimates of Intimate Partner/Family Member Femicides”.
Caserta – Torna per il terzo anno l’evento promosso dall’associazione Radici Tifatine ODV per promuovere l’olivo dei colli tifatini e l’oro liquido che si ricava dal suo frutto. L’iniziativa, dal titolo “L’olivo e l’olio nel paesaggio dei colli tifatini”, si svolge in due giorni, nel prossimo fine settimana sabato 17 e domenica 18 maggio nella frazione di S. Barbara a Caserta in via Petrarelle. Sabato 17 maggioalle ore 19.00 si terrà il convegno moderato dall’arch. Alessandro Pontillo in cui saranno relatori rappresentanti di Slow Food e Slow Olive dott. Sabatino Santacroce e Massimiliano Gallo, gli agronomi Antonio Nacca e Antonio Scialla e Prisco Di Caprio titolare del frantoio “ La goccia d’oro”. A portare i saluti istituzionali introduttivi l’assessore all’agricoltura Nicola Caputo. Presente la COLDIRETTI con il presidente di Caserta Giuseppe Miselli e don Sergio Adimari presidente dell’azienda agricola “Campi di pace”. La serata sarà anche l’occasione non solo per conoscere, promuovere e valorizzare i prodotti agroalimentari del territorio insieme al patrimonio culturale, storico e paesaggistico, contribuendo alla salvaguardia e alla diffusione della conoscenza delle tradizioni locali e agricole. Saranno due giornate ricche di approfondimenti, esposizioni e degustazioni dedicate al prezioso oro verde del territorio. Si potranno visitare, infatti, mostre sul territorio e sugli antichi mestieri, esposizioni di attrezzature e prodotti agricoli, e la serata si concluderà con una degustazione di prodotti locali, tra cui i vini di Tenuta Fontana, prestigiosa cantina che produce vini da vitigni di due province campane, Caserta e Benevento oltre ad aver riportato in vita, con uno straordinario lavoro di ricerca e di ripresa degli antichi vitigni della Reggia, il pallagrello bianco e nero tanto amato dai Borboni, che oggi rivive in bottiglie a tiratura limitata con l’etichetta “ORORE”. La serata si concluderà con la musica di Nicola, Fabio & Bolbo e del Gruppo dei Bottari “A Cumpagnia Scur”. Domenica, invece, l’evento si svolgerà di mattina. Dalle ore 10:00 di potrà assistere e partecipare al TREE CLIMBING, ovvero l’addestramento all’utilizzo della motosega con l’istruttore Maurizio Grande. L’evento è organizzato con il patrocinio e la collaborazione di numerosi enti e aziende del territorio.
Roma, 8 maggio 2025 – Un team di ricerca internazionale, guidato dall’italiano Lorenzo Bianco, ha identificato un nuovo gene responsabile della retinite pigmentosa (RP): si tratta di IDH3G, che è il quarto gene ad essere associato alla forma di questa malattia legata al cromosoma X. Lo studio è da poco stato pubblicato sulla rivista scientificaGenetics in Medicine.
“Si tratta di un passo avanti importante per la comprensione di una malattia complessa come la retinite pigmentosa – spiega il Prof. Sandro Banfi, ordinario di Genetica Medica presso il Dipartimento di Medicina di Precisione della Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, ricercatore TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) di Pozzuoli e membro SIGU (Società Italiana di Genetica Umana) – una rara patologia degenerativa della retina che porta progressivamente alla perdita della vista”.
“La retinite pigmentosa è associata a più di 80 geni mutati, ma solo 4 sono legati al cromosoma X, quindi al cromosoma sessuale. In particolare sappiamo che il gene IDH3G è correlato alle funzioni mitocondriali (deputate alla produzione di energia), e questa scoperta apre la strada a delle potenziali implicazioni terapeutiche, sia farmacologiche che correlate alla terapia genica”, aggiunge Banfi.
Per le malattie retiniche è già stata approvata una terapia genica (voretigene neparvovec),indicata però solo per la forma causata dalla mutazione biallelica del gene RPE65. “Ma ci sono molte terapie in fase di sperimentazione clinica– prosegueil Professore, che proprio in questi giorni si trova a Salt Lake City (USA) per il meeting internazionale annuale di ARVO (The Association for Research in Vision and Ophthalmology) – e insieme a me ci sono molti colleghi di SIGU impegnati in prima persona nella ricerca delle cause della retinite pigmentosa e altre patologie retiniche, e nella messa a punto di nuovi approcci terapeutici”.
“SIGU è fortemente rappresentata anche all’interno dell’European Retinal Disease Consortium (ERDC), un consorzio europeo di ricerca scientifica e medica focalizzato sullo studio delle malattie ereditarie della retina, come la retinite pigmentosa, la malattia di Stargardt, e altre distrofie retiniche. L’ERDC – continua SandroBanfi –è composto da centri di ricerca, ospedali universitari e laboratori genetici di diversi paesi europei. Si basa su una rete di esperti che condividono dati clinici e genetici per aumentare la comprensione delle distrofie retiniche. Del network ERDC allargato fanno parte diversi centri italiani, che rappresentano un’eccellenza nazionale”.
“La partecipazione a questi network internazionali è fondamentale quando si tratta di diagnosticare e curare malattie genetiche così complesse – conclude Banfi – ela massiccia adesione dei genetisti SIGU a tali iniziative contribuisce a rafforzare la fondamentale collaborazione tra oculisti, genetisti e ricercatori di base. È infatti l’oculista a porre la diagnosi clinica di retinite pigmentosa, ma per capire di fronte a quale forma genetica ci troviamo è necessario che un genetista medico prenda in carico il paziente, accompagnandolo verso un test NGS (Next Generation Sequencing) che possa identificare il gene mutato. Solo mappando geneticamente i pazienti con retinite pigmentosa i ricercatori possono sviluppare e studiare nuove terapie, che devono essere sottoposte a sperimentazione clinica proprio dagli stessi oculisti. Questo è l’esempio di una rete virtuosa che permette di massimizzare la presa in carico dei pazienti e l’attenzione alla ricerca clinica”.
La retinite pigmentosa è il nome dato a un insieme di malattie genetiche (le distrofie retiniche ereditarie) che colpiscono la retina, la parte dell’occhio che permette di vedere. Queste malattie causano un lento peggioramento della vista e, nei casi più gravi, possono portare alla cecità. Di solito, i primi segnali compaiono prima dei 20 anni e includono difficoltà a vedere quando c’è poca luce (come al crepuscolo) e un restringimento del campo visivo, cioè si vede sempre meno ai lati, come se si guardasse attraverso un tunnel. In altre forme, invece, come ad esempio la malattia di Stargardt, la perdita della vista inizia dalla parte centrale del campo visivo. In alcuni casi la retinite pigmentosa non colpisce solo la vista: può essere accompagnata anche da altri problemi, come la sordità.
Comunicato stampa Nasce nell’ambito del Comitato Monteverde per la Pace l’iniziativa Cinque minuti di buio per Gaza.
“Esprimiamo orrore e condanna per l’annuncio di Netanyahu di un’invasione massiccia di Gaza, una soluzione finale! Contro questo abominio, questo scempio senza fine, che nessuno riesce o vuole fermare, noi semplici cittadini questa sera vogliamo mandare un segnale di totale ripulsa e condanna. Non riusciamo a far sentire le nostre voci, facciamo vedere il nostro buio. Oggi martedì 6 maggio 2025 spegniamo tutte le luci di casa, preferibilmente proprio l’interruttore generale dell’elettricità, dalle 22.00 alle 22.05. Il passa parola è partito questa mattina sui social e conta di raggiungere il maggior numero di persone in attesa di altre simili iniziative che, nell’immediato, si aggiungano alle tante già in atto e programmate a sostegno del popolo palestinese.”
Se ognuno di noi convince come minimo altre 20 persone che a loro volta ne attivano altri 20, potremo raggiungere grandi numeri. Coinvolgiamo i singoli e anche tutte le chat in cui siamo presenti e tutti i contatti social. Attiviamoci tutti!
Ritorna Domenica 11 Maggio a Caserta Bicincittà, il tradizionale evento dedicato alla socializzazione, alla mobilità sostenibile e all’ambiente, unendo anche la partecipazione di Bimbimbici di Fiab, per una festa di sport per tutta la famiglia e per promuovere la mobilità attiva e diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e i giovanissimi. L’evento, patrocinato dal Comune di Caserta, sarà l’occasione per una biciclettata non agonistica e aperta a tutti, per occupare i centri urbani e chiedere aria pulita e città più vivibili. Una mobilità alternativa che deve permettere di vivere gli spazi comuni urbani con benefici per la salute individuale e la possibilità di recuperare un sano rapporto con le nostre città, sempre all’insegna dello SPORT PER TUTTI. La condivisione dell’evento è con numerosi altri Enti/Associazioni, impegnati sul territorio per ribadire questi ed altri temi è importante per promuovere un’idea di Città diversa, di Città possibile.
Uisp e Fiab Caserta in bici e le associazioni aderenti rinnovano la richiesta di sostenere l’utilizzo delle due ruote come mezzo virtuoso di mobilità, attraverso una scelta coraggiosa e lungimirante: la chiusura al traffico veicolare privato di tutto il centro storico un più vasto e migliore sviluppo delle piste ciclabili, rendendo quelle attuali più sicure, integrandole in una progettualità partecipata. L’evento terminerà presso l’Area Macrico, dove si potrà pedalare all’interno di alcuni dei viali recentemente riaperti e resi fruibili dai volontari della Fondazione Fratelli Tutti e sarà presente in loco un’area accoglienza con le campagne informative, oltre che degli enti organizzatori anche, dell’ UNICEF Comitato Provinciale di Caserta, Osservatorio sulla Dieta Mediterranea, Consorzio dell’Olio dei Monti Tifatini. Anche per questa edizione la scorta tecnica di sicurezza sarà garantita dal Servizio Volontariato Giovanile di Caserta.
Di seguito il PROGRAMMA della manifestazione dell’ 11 Maggio 2025, RADUNO (ore 9:45): Piazza Gramsci (Flora) PARTENZA: ore 10:15 ARRIVO e sosta in Area Ex-Macrico P.zza IV Novembre : ( ore 12,00 circa)
In una città come Roma, dove ogni anno si aprono tra i 300 e i 600 cantieri per la manutenzione del manto stradale, la gestione dei materiali rappresenta una delle principali criticità ambientali ed economiche. Oltre un milione di tonnellate di rifiuti inerti viene movimentato annualmente, pari a circa 55 mila viaggi di autocarri, con un impatto sulla viabilità e sulle emissioni di CO2 tutt’altro che trascurabile. A metterlo in evidenza sono i dati dell’International Center for Social Research (ICSR), elaborati da Giorgio Mottironi, Energy and Environment Senior Researcher.
«Le tonnellate di inerti rimossi, infatti, oscillano tra le 1.600 e le 3.200 ed è su questi valori che occorre prevedere la gestione operativa per la reintroduzione degli stessi, presso impianto autorizzato al riciclo e con la messa in opera di materiali certificati per il ripristino stradale» commentano gli esperti del Gruppo Seipa, realtà impegnata dal 1968 nell’attività di fornitura di materiali e servizi per le attività di costruzione e demolizione (C&D).
Secondo le stime dell’ICSR, i costi operativi legati a queste attività superano i 60 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono fino a 150 milioni di euro di costi ambientali indiretti, legati al traffico, ai consumi di carburante e all’inquinamento.
Il quadro delineato fino ad ora presenta una situazione di indubbia complessità. Ma intenta a superare questa condizione è la ricerca delle aziende, soprattutto nel caso del Gruppo Seipa dove la propria attività di ricerca e sviluppo (su tecnologie e materiali) suggerisce alla società le diverse direzioni in cui muoversi per continuare a garantire impianti certificati e una filiera sostenibile.
Investimenti nella ricerca per impianti mobili e materiali derivanti da quelli riciclati dimostrano la possibilità di pensare concretamente ad una soluzione tecnologica che sia in grado di ridurre gli impatti ambientali, economici e sociali delle attuali pratiche. Risparmiare sui costi, dunque, è possibile. L’impiego di materiali riciclati ed innovativi, sommato all’utilizzo di un mezzo speciale (che riesca a dimezzare viaggi e spreco di materiali), potrebbe generare un risparmio di oltre il 30% sui costi. Più precisamente, tale soluzione sarebbe in grado di produrre un risparmio del 32% sui costi totali e del 35% sui costi operativi.
L’efficienza ottenuta – secondo i dati elaborati da Giorgio Mottironi per l’International Center for Social Research – porterebbe a una riduzione dei costi operativi annui compresa tra 10 e 20 milioni di euro, mentre con minori consumi di gasoli i costi per la collettività si ridurrebbero ulteriormente fino a 30 milioni di euro.
«Il vero valore aggiunto di una simile soluzione è quello di favorire benefici umani. Dalla rapida vita di un cantiere, in effetti, gli impatti sul traffico saranno notevolmente ridotti e migliore sarà la qualità della vita delle singole persone» affermano così gli esperti del Gruppo Seipa, ribadendo l’importanza di una nuova metodologia operativa con materiali altrettanto innovativi che permetta di risparmiare economicamente e promuovere benefici socio-ambientali.
Roma, 17 aprile 2025 – La genetica è ormai una disciplina fondamentale nella medicina contemporanea: è essenziale per le diagnosi, indispensabile per una medicina personalizzata, imprescindibile nella ricerca. Si tratta di test genetici di ultima generazione (come il sequenziamento di genoma ed esoma), ma anche di farmacogenetica, di oncogenetica e oncogenomica, di medicina riproduttiva. È ormai chiaro che il genetista clinico ha un ruolo fondamentale non solo nella pratica clinica, ma anche nella pianificazione e nella gestione delle risorse disponibili per il Servizio Sanitario Nazionale. A questo tema è stato dedicato il convegno “Il ruolo del genetista medico. Percorso aperto per la valorizzazione della figura del genetista nel Servizio Sanitario Nazionale”svoltosi presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute a Roma.
“Il genetista medico è inscindibile dalla medicina contemporanea – spiega il Prof. Paolo Gasparini, Presidente di SIGU – Società Italiana di Genetica Umana – perché la genetica rappresenta ormai un pilastro fondamentale per la diagnostica e per la personalizzazione delle cure.È opinione diffusa che i genetisti medici lavorino soprattutto in laboratorio, nell’eseguire test genetici sempre più complessi, ma oggi il genetista clinico è soprattutto un medico a tutti gli effetti e per sua formazione deve riuscire ad avere una visione globale delle problematiche delle persone che lo consultano. Parliamo di oncologia, di medicina riproduttiva, e certamente anche del complesso ambito delle malattie rare, che per la larghissima maggioranza ha una causa genetica. È il genetista il medico in grado di ottenere la profilazione genomica di un tumore, per permettere un percorso terapeutico mirato. È sempre il genetista che è in grado di fornire informazioni sulla familiarità della patologia oncologica, gestendo le indagini genetiche ‘a cascata’ per i familiari. Ancora, è il genetista medico ad affiancare le coppie che si apprestano ad affrontare un percorso di PMA con diagnosi preimpianto. È sempre il genetista medico uno degli specialisti in grado di porre il sospetto clinico in caso di malattia rara. A partire dalla prevenzione, l’integrazione del genetista nei percorsi diagnostici può ridurre l’incidenza di malattie ereditarie, genetiche e rare, consentendo interventi preventivi che migliorino la qualità della vita dei pazienti. Il contributo di questa figura professionale, essenziale per rendere i processi di diagnosi e cura più rapidi ed efficienti, può diminuire la complessità burocratica e migliorare l’accesso alle cure. Inoltre, grazie a diagnosi precoci e interventi mirati, il genetista può aiutare a ridurre significativamente costi e sprechi evitando terapie inadeguate o tardive”.
Le sfide per il SSN sono molteplici, a partire dalla sostenibilità, ma anche dalla corretta stima delle risorse necessarie. Durante l’evento, infatti, i rappresentanti istituzionali si sono concentrati in modo particolare sul ruolo della genetica medica per la prevenzione.
“Per fare prevenzione bisogna conoscere la composizione della popolazione – dichiara il Sen. Ignazio Zullo, membro della Commissione X ‘Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale’ del Senato della Repubblica – capire che le malattie rare sono una priorità, così come la presa in carico dei pazienti anziani. Dobbiamo ricordare che ci sono molte patologie a trasmissione genetica, e tutti questi aspetti devono essere affrontati con un approccio multidisciplinare che oggi deve necessariamente comprendere il genetista clinico. Per questo auspico che il mondo istituzionale comprenda pienamente l’impatto della genetica nella medicina contemporanea. A tal fine sono a disposizione per proseguire questo percorso di confronto e per produrre gli atti parlamentari idonei a portare avanti questo fondamentale obiettivo”.
“In un momento in cui si parla sempre più spesso di medicina di precisione e di prevenzione, è fondamentale valorizzare il ruolo del genetista medico, figura centrale per affrontare con efficacia le grandi sfide del nostro Servizio Sanitario Nazionale – afferma l’On. Francesco Ciancitto, Commissione XII “Affari Sociali”, Camera dei Deputati – Non possiamo parlare seriamente di prevenzione, soprattutto in ambito cardiovascolare e oncologico — due settori cruciali e ad alto impatto economico — senza il contributo del genetista medico. E non possiamo costruire una vera medicina personalizzata senza di lui. Per questo è essenziale che in ogni azienda sanitaria locale sia prevista la presenza stabile di questa figura professionale, affinché la genetica medica diventi una risorsa strutturale e accessibile per tutti i cittadini”.
“È dunque fondamentale che il genetista medico, che deve lavorare in stretta collaborazione con gli altri specialisti, venga riconosciuto come una figura essenziale del nostro SSN. Un grande impegno di SIGU è quello di assicurarsi che vengano formati specialisti in medicina genomica – dice la Prof.ssa Brunella Franco,Ordinario di Genetica Medica, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università “Federico II”, ricercatore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina e docente della Scuola Superiore meridionale, Napoli – cioè medici che siano in grado di stare al passo con il continuo evolvere della genetica. I genetisti devono prima di tutto avere una formazione completa dal punto di vista clinico,che li prepari anche all’avvento di tutte le nuove terapie, che presuppongono un modello assistenziale completamente diverso da quello del passato. Dopo di che dovranno specializzarsi ulteriormente: oncogenomica, farmacogenetica, medicina riproduttiva, malattie rare, bioinformatica; queste sono le sfide alle quali il nostro SSN deve rispondere quotidianamente”.
“Durante questo incontro – aggiunge la Prof.ssa Franco – abbiamo individuato almeno 4 azioni che possono essere messe in atto per riconoscere concretamente la figura del genetista. La prima azione è certamente l’inserimento del genetista nei tavoli decisionali, come il Consiglio Superiore di Sanità. Per lo stesso motivo i genetisti devono essere coinvolti nella definizione dei LEA”.
“Pensando poi alla difficile gestione dei pazienti adulti con malattie genetiche e rare – ribadisce Franco – dal confronto odierno con le istituzioni è emerso che il medico genetista potrebbe essere una figura chiave per fornire a pazienti e famiglie un punto di riferimento. Il genetista può essere il ‘disease manager’ in grado di coordinare tutti gli altri specialisti necessari alla presa in carico globale, senza perdere di vista il punto centrale, cioè la persona nella sua complessità”.
“Infine – conclude BrunellaFranco – tutti gli interlocutori concordano nella necessità di un riconoscimento, da parte del Ministero della Salute, della certificazione SIGUCERT per i laboratori di genetica, che devono garantire un elevato standard qualitativo e di competenza”.
Claudia Conte, giornalista, scrittrice, uno dei volti giovani più apprezzati nel panorama culturale italiano torna a Napoli, sua città di adozione, per presentare un’opera che narra il disagio giovanile, la violenza di genere, ma anche l’importanza della solidarietà e di proporre modelli positivi all’attenzione dei giovani.
L’evento, a un anno dall’uscita in libreria del volume di successo, vedrà la partecipazione di numerose personalità del panorama napoletano che da sempre si occupano dell’ascolto dei più giovani.
A dare avvio al dibattito – alla presenza della scrittrice e autrice del libro Claudia Conte – le Famiglie Sergio e Rosati, proprietari del celebre locale.
Saranno inoltre presenti l’assessore alla legalità del Comune di Napoli Antonio de Iesu, l’avvocato Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per l’industria della musica e dell’audiovisivo, il consigliere comunale Gennaro Demetrio Paipais.
In rappresentanza del SSC Napoli Calcio, interverrà il Dott Giuseppe Santoro, Direttore della squadra Primavera Ssc Napoli che testimonierà come il valore dello sport sia un antidoto sociale contro il disagio giovanile.
Saranno presenti l’imprenditore Massimo Melluso dell’omonima Maison, il Cavaliere della Repubblica Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET e Antonio De Matteis, AD del Gruppo Kiton e presidente di Pitti Immagine, due eccellenze della Campania che, raccontando la loro storia, potranno insegnare ai giovani i valori necessari per diventare professionisti e uomini di successo.
Nel corso dell’iniziativa, moderata dal giornalista Alessandro Iovino, sarà presentato “Le Sirene di Ulisse” fondata dal Presidente della Federazione Canottaggio Davide Tizzano. Il progetto è studiato per mettere il Canottaggio al centro dell’esperienza di donne colpite da tumore al seno come elemento di crescita personale e collettiva alla presenza della presidente Roberta Reisino e la Vicepresidente Rosanna Tizzano.
Sarà un’occasione per riflettere sul valore dell’ascolto di una generazione resa fragile dagli accadimenti degli ultimi anni, basti pensare alla pandemia, che ha reso le nuove generazioni sempre più isolate rispetto al mondo esterno. Una riflessione attenta sulla cittadinanza attiva, ispirata ai valori della responsabilità, legalità, partecipazione e solidarietà, che trova nel volontariato un antidoto potente per far uscire le nuove generazioni dal torpore che stanno vivendo.
Cervino (Ce) – I comuni della Valle di Suessola hanno celebrato la seconda edizione della Giornata nazionale del made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del made in Italy, con un convegno dal titolo “La promozione del Made in Italy nella Valle di Suessola e Maddaloni”, svoltosi presso l’Aula Consiliare del Comune di Cervino. L’iniziativa è stata concepita come un evento dedicato alla valorizzazione del sistema produttivo italiano, attenzionando le eccellenze locali e il legame tra territorio, cultura e impresa. Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Vinciguerra, Sindaco di Cervino. Sono seguiti gli interventi di numerose personalità istituzionali e rappresentanti del mondo istituzionale, culturale, imprenditoriale e agricolo: Andrea Pirozzi, Sindaco di Santa Maria a Vico; Annamaria Calcagno, Consigliere comunale di Arienzo; Giovanni De Matteis, Consigliere comunale di San Felice a Cancello; Annapaola Larenza, Presidente di Federitaly Campania; Enzo Razzano, Associazione “CerMes For Arte e Cultura”; Elio De Rosa, Agronomo e Mario Sanza, Agronomo e delegato dell’ONAF Caserta. Il convegno è stato moderato dal giornalista Domenico Letizia, direttore di Direzione Impresa Magazine. Il Sindaco Giuseppe Vinciguerra ha descritto l’importanza del turismo, dei cammini e dell’olio per la comunità di Cervino, rilanciando il messaggio della sinergia tra imprese, associazioni e produttori. Andrea Pirozzi, Sindaco di Santa Maria a Vico, ha ricordato il grande ruolo che potrebbe avere il Parco Intercomunale “Dea Diana”, promuovendo lo sviluppo della rete delle aree protette, collegando il Parco Regionale del Partenio a quello di Taburno Camposauro, rispettivamente con i territori di Arienzo (fino a Forchia ed Arpaia) e Sant’Agata de Goti, per dare maggiore efficienza economica ed ecologica alla progettualità. Pirozzi inoltre ha rimarcato l’attenzione sulla grande vertenza riguardante la cava di calcare a Durazzano e la necessità di stoppare questo nuovo scempio ambientale che minaccia tutto il territorio della Valle. Giovanni De Matteis ha soffermato la propria analisi sulla valorizzazione delle nocciole e dell’olio di San Felice a Cancello, richiamando ad una più attenta e articolata analisi per la filiera della manifattura che caratterizza la Valle di Suessola, con la presenza di più di una ventina di aziende che danno lavoro a numerose famiglie del territorio. Annamaria Calcagno ha posto l’attenzione sulle produzioni tipiche di Arienzo e sul grande lavoro di riqualificazione urbana che si sta promuovendo sul territorio, con i murales dedicati a Sant’Alfonso e con i cammini per i turisti. Gli agronomi, le associazioni culturali e gli esperti d’impresa che sono intervenuti ai lavori hanno ribadito l’importanza di strutturare un modello, una strategia di pianificazione che sappia coniugare l’importanza di valorizzare la bellezza paesaggistica, con i prodotti del territorio, puntando sempre a far crescere la formazione degli imprenditori e facendo comprendere alle comunità che le imprese rappresentano il motore vitale per il rilancio delle produzioni tipiche. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione sulle politiche di promozione del Made in Italy nelle aree interne, puntando a rafforzare la sinergia tra istituzioni, imprese e cittadini. Giuseppe Vinciguerra ha proposto una prima iniziativa, che ha trovato d’accordo tutti i componenti istituzionali e associativi di questo primo confronto, con la creazione di un’Agenzia o una Consulta delle attività turistiche, agricole e produttive della Valle di Suessola. “La creazione di questa Consulta o Agenzia intercomunale rappresenta un primo e concreto passo per un processo virtuoso tra le realtà comunali della Valle di Suessola. Stiamo provando ad unire la bellezza del territorio con la ricchezza agroalimentare e artigianale della Valle. L’idea è quella di far comprendere la portata del marketing territoriale per lo sviluppo economico, innovativo e sostenibile della nostra realtà”, ha concluso il giornalista Domenico Letizia, moderatore dell’evento.
Da Rudy a Stella, salvati in una casa allagata a Bagnacavallo, passando per Shiva, dispersa nei pressi di Bologna, curata dopo aver bevuto acqua contaminata. E poi ancora un gatto salvato tra le macerie, bloccato al secondo piano di una casa allagata. Sono solo alcune delle centinaia di storie di coraggio che hanno visto per protagonisti i volontari dell’Unità di Emergenza LAV, passate ieri in rassegna nell’ambito del «Laboratorio Uffici Stampa» tenuto dal professor Francesco Marino presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza». A valutare i lavori, insieme al professor Marino, la dottoressa Valentina Faraone, Responsabile Ufficio Stampa LAV.
A causa dell’aumento delle temperature, tra il 2030 e il 2050 assisteremo ad un incremento di nubifragi e inondazioni, ma anche incendi, che continueranno a mettere a dura prova tutto il nostro ecosistema, provocando milioni di morti e di sfollati tra gli umani ma anche miliardi di animali non umani uccisi o costretti ad emigrare.
LAV è pronta ad affrontare queste nuove sfide e, per facilitare le segnalazioni e salvare gli animali in difficoltà, ha già attivato un contatto diretto con la sua Unità d’Emergenza: in caso di avvistamento di un animale in pericolo, è possibile chiedere aiuto contattando il numero (+39) 320 479 2598.
Dotata di droni termici, autovetture attrezzate e tensostrutture mobili ad uso veterinario, l’Unità d’Emergenza ha potuto coordinare interventi mirati, indispensabili ad individuare gli animali dispersi tra le macerie o bloccati nelle case allagate. Situazioni che con il cambiamento climatico saranno sempre più ricorrenti.
Sempre più italiani scelgono di dedicarsi ad un “annual reset”, un viaggio rigenerante per staccare dalla routine e immergersi in nuove esperienze, tra natura, tradizione e autenticità. In questo spirito, Vamonos-Vacanze.it, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, ha selezionato le 8 regioni più accoglienti d’Italia, perfette per un soggiorno capace di ricaricare corpo e mente.
1) Puglia. Terra di sole, ulivi e ospitalità. Dai trulli della Valle d’Itria alle scogliere del Salento, la Puglia è un inno alla vita semplice e gustosa. I suoi ritmi lenti, i sapori forti e l’accoglienza sincera conquistano ogni viaggiatore.
Dove andare? «A Pugnochiuso» rispondono gli esperti. Situato sulla costa tra Vieste e Mattinata a 20 km dalla cittadina viestana, Pugnochiuso — anche quest’anno primo in classifica — è un centro turistico che è anche la roccaforte di Vamonos-Vacanze.it. Il resort fu fortemente voluto da Enrico Mattei che scoprì queste baie verdeggianti sorvolando la costa del Gargano nel lontano 1959; così —negli Anni Sessanta del secolo scorso— prese il via l’industria del turismo sul Gargano.
«Ora è una delle località più richieste da chi preferisce l’undertourism: la spiaggia di Pugnochiuso —lunga appena 200 metri, con il suo fondale sabbioso circondato dal verde— sorge infatti all’interno della struttura ricettiva ed è quindi accessibile solo attraverso il resort o via mare. Molto suggestivo anche il panorama che si riesce a vedere dalla poco distante Torre dell’Aglio» commentano gli esperti del tour operator italiano specializzato in viaggi di gruppo.
2) Sardegna. Non solo mare caraibico, ma anche paesaggi lunari e tradizioni millenarie. La Sardegna è accoglienza pura, fatta di silenzi, sapori forti e gesti autentici. Dai nuraghi ai trekking tra canyon e foreste, è il luogo perfetto per rigenerarsi.
Dove andare? «A San Teodoro» suggerisce il tour operator. Tra i 10 migliori comuni balneari, San Teodoro è un comune “sparso” che conta con meno di 5 mila abitanti, in provincia di Sassari, tra la regione storica della Gallura e quella della Baronia, che sorge nell’immediato entroterra alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu.
«Se hai voglia di Caraibi a pochi passi da casa e di condividere esperienze uniche, questa è la meta giusta per te» dicono gli specialisti di Vamonos-Vacanze.it che a San Teodoro hanno stabilito un’altra delle loro roccaforti, presso un incredibile resort a pochi passi da Cala Brandinchi.
3) Sicilia. Una sinfonia di cultura, sapori e accoglienza. Dalle barocche città di Noto e Ragusa alle spiagge cristalline di San Vito Lo Capo e Lampedusa, ogni viaggio in Sicilia è un tuffo nei sensi. Il calore umano dei siciliani rende ogni soggiorno indimenticabile. A colazione, granite artigianali, brioche e frutta fresca di stagione.
Dove? A San Vito Lo Capo —tra Trapani e Palermo— dove all’estremità ovest del Golfo di Castellammare sorge questa località balneare del libero consorzio comunale di Trapani, nella vasta insenatura che da Capo San Vito si apre fino a Capo Rama. Il Comune è famoso anche perché ospita —durante l’ultima settimana di settembre— il celebre «Cous Cous Fest», rassegna internazionale di cultura enogastronomica del Mediterraneo durante la quale si svolge la gara gastronomica internazionale che vede impegnati i più grandi chef di cous-cous di tutto il mondo.
4) Trentino-Alto Adige. Tra vette e sapori autentici, questa regione offre esperienze gastronomiche di alto livello e avventure sportive in ogni stagione. I visitatori possono scegliere tra il relax delle terme e il brivido delle piste da sci, il tutto incorniciato da paesaggi mozzafiato.
5) Umbria. Un cuore verde pulsante di spiritualità e bellezza naturale. Dai borghi medievali alla Cascata delle Marmore, ogni angolo dell’Umbria invita alla contemplazione e al contatto con la natura. Ideale per un reset slow e sostenibile.
6) Basilicata. Tra le meraviglie di Matera e i paesaggi selvaggi del Pollino, la Basilicata è la meta perfetta per chi desidera un viaggio autentico. Maratea, la “piccola Rio”, aggiunge un tocco di poesia marina a questa terra unica.
7) Valle d’Aosta. Un rifugio alpino per chi cerca silenzio, aria pura e spiritualità. Castelli fiabeschi e percorsi yoga tra le montagne la rendono la scelta perfetta per ritrovare sé stessi.
8) Molise. Piccolo, riservato e sorprendente. Il Molise è perfetto per chi vuole esplorare senza fretta, lontano dai circuiti turistici. Tra borghi autentici e prodotti tipici, regala emozioni vere.
Cervino (Ce) – Il 15 aprile si svolge la seconda edizione della Giornata nazionale del made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del made in Italy. La data del 15 aprile è quella della nascita di Leonardo Da Vinci, simbolo del genio e del talento italiano. Il Comune di Cervino, in provincia di Caserta, in occasione delle celebrazioni, organizza un convegno dal titolo “La promozione del Made in Italy nella Valle di Suessola e Maddaloni”, in programma per martedì 15 aprile 2025 alle ore 16:30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Cervino. L’iniziativa si inserisce nel calendario nazionale di eventi dedicati alla valorizzazione del sistema produttivo italiano, promuovendo le eccellenze locali e il legame tra territorio, cultura e impresa. Ad aprire i lavori sarà Giuseppe Vinciguerra, Sindaco di Cervino. A seguire gli interventi di numerose personalità istituzionali e rappresentanti del mondo istituzionale, culturale e agricolo: Andrea De Filippo, Sindaco di Maddaloni; Andrea Pirozzi, Sindaco di Santa Maria a Vico; Annamaria Calcagno, Consigliera comunale di Arienzo; Giovanni De Matteis, Consigliere comunale di San Felice a Cancello; Annapaola Larenza, Presidente di Federitaly Campania; Enzo Razzano, Associazione “CerMes For Arte e Cultura”; Elio De Rosa, Agronomo e Mario Sanza, Agronomo – ONAF Caserta. Il convegno sarà moderato dal giornalista Domenico Letizia, direttore di Direzione Impresa Magazine. L’agricoltura e l’agroalimentare, grazie alle nostre produzioni di alto pregio, possono affermarsi sia sul mercato nazionale che internazionale. L’incontro vuole essere un momento di confronto e riflessione sulle politiche di promozione del Made in Italy nelle aree interne, puntando a rafforzare le sinergie tra istituzioni, imprese e cittadini per lo sviluppo economico e culturale dei territori della Valle di Suessola e di Maddaloni. Tentare di responsabilizzare l’opinione pubblica per promuovere la tutela del valore e delle qualità peculiari dei prodotti italiani consente di accrescere le potenzialità del territorio e rafforzare il ruolo delle imprese agroalimentari.
Secondo il Codice Penale italiano, articolo 323, l’abuso d’ufficio si realizza quando “il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio (…) nello svolgimento delle funzioni o del servizio, (…) intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale , ovvero arreca ad altri un danno ingiusto“.
L’articolo 610, invece, definisce il bullismo, alias violenza privata: “chiunque con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualcosa“.
Si parla molto, a causa di vari eventi di cronaca, di bullismo tra i ragazzi e cyberbullismo, ma esistono varie forme di violenza da parte del personale pubblico, o pubblico ufficiale, nei confronto di poveri cristi privati.
Roberto racconta: “Il mio medico è un fallimento totale. Autonomamente ha deciso di non aprire lo studio il lunedì (ma risponde a telefono) e di non rispondere a telefono venerdì pomeriggio, quando invece saresti coperto dal medico di base. Che fai, lo denunci? E’ l’unico medico del paese“.
Marta racconta: “Ho l’esenzione per patologia, avendo subito un intervento importante. Sono andata all’ASL, portando le carte. L’impiegata mi ha fatto sentire un’incapace, continuava a ripetere che non avevo capito niente. Insisteva che non avevo alcun diritto all’esenzione. Io avevo tutti i referti e glieli mostravo. Ha fatto storie. Mi sono messa a piangere e ho insistito. Alla fine, i miei documenti erano tutti validi. Non è la prima volta che questa persona tratta male gli utenti“.
Claudia racconta: “Sono stata ricoverata per un intervento chirurgico presso una clinica privata. Sono incappata in due infermieri a dir poco balordi: uno, quando chiamato, veniva, poggiava le mani sui fianchi e ti guardava con un sorrisetto beffardo, senza fare nulla. L’altra, una pazza isterica: minacciava i parenti dei pazienti, gridava, addirittura ha usato l’espressione “Tu mi hai rotto il c…” nei confronti di un’anziana paziente allettata. Tutto questo in orari “morti”, quando i medici non potevano sentirla. I telegiornali spesso parlano di violenza sui medici: esiste anche la violenza sui pazienti”.
Murat racconta: “Sono un cittadino italiano, ma d’origine turca. Il mio cognome è pesante: papà è stato a lungo un ricercato dell’Interpol. Personalmente, lo ricordo vagamente: è morto quando ero un bambino. Ho studiato, mi sono laureato, non ho nulla a che vedere con i crimini di papà, ma mi bullizzano. Un commissario ha deciso che sono un criminale da stanare: minaccia di arrestarmi, mi accusa di terrorismo internazionale, di spaccio, di traffico internazionale di armi da fuoco (vecchio fucile dell’Ottocento regolarmente dichiarato ed esposto a casa, ricordo del mio bisnonno) tra poco sono la mente di tutti i crimini che avvengono in Italia. Ha infangato il mio nome e la mia reputazione. Da un lato mi viene da ridere: vuoi arrestarmi? Fallo, voglio vedere che reati inventerai a mio carico. Dall’altro, mi fa rabbia: sono precario, con la pubblicità che mi ha fatto localmente sarà difficile trovare un lavoro, nel caso mi licenziassero. Sa di poter giocare sporco: chi denuncia un commissario?”
Napoli, 11 aprile 2025 – Una con una storia più recente, dal 2023, l’altra con una storia più consolidata, dal 2021. Entrambe modelli replicabili per la gestione dell’atrofia muscolare spinale (SMA). Sono Campania e Puglia, Regioni nel Sud Italia in cui è stato attivato lo screening neonatale per la SMA. Iniziative di carattere territoriale – l’atrofia muscolare spinale, infatti, non fa ancora parte del panel nazionale delle malattie da cercare alla nascita – che non solo hanno permesso alle famiglie di ottenere una diagnosi precoce e una tempestiva gestione terapeutica per i loro bambini, ma che hanno messo in luce alcune best practices da utilizzare anche nel futuro. Se ne è parlato approfonditamente ieri in un convegno organizzato da OMaR – Osservatorio Malattie Rare – in collaborazione con Famiglie SMA Aps Etse con il contributo non condizionante di Novartis: professionisti del settore, ricercatori, associazioni di pazienti e Istituzioni si sono confrontati sulle due esperienze regionali, per discutere poi delle sfide legate all’implementazione dello screening neonatale per questa patologia rara.
MALATTIA NEUROMUSCOLARE FREQUENTE IN ETÀ PEDIATRICA: PERCHÉ È IMPORTANTE LO SCREENING PER LA SMA
Secondo i dati raccolti da Famiglie SMA, l’incidenza complessiva di SMA – quattro le forme – è stimata essere di 1 neonato ogni 10.000 nati vivi. La diagnosi si basa su test genetici mirati a rilevare la delezione del gene SMN1 e a determinare il numero di copie del gene SMN2, consentendo così di riconoscere la malattia e valutarne la severità. “L’atrofia muscolare spinale è una rara patologia genetica che colpisce il sistema neuromuscolare, provocando nel midollo spinale e nel tronco encefalico una graduale perdita dei motoneuroni, ossia quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli, controllandone il movimento – spiega Delio Gagliardi, Neurologo, Policlinico di Bari Ospedale Giovanni XXIII – La patologia, quindi, compromette fortemente le capacità motorie acquisite al punto tale che, in assenza di terapie, si verifica un progressivo peggioramento della funzione muscolare. Anche la funzionalità respiratoria viene minata. La gravità della malattia dipende in buona parte dal numero di copie di un gene simile a quello mutato, nel senso che più alto è il numero di copie del gene omologo meno grave sarà il fenotipo di malattia”.
Diagnosticare precocemente la malattia e, di conseguenza, effettuare una corretta presa in carico, anche attraverso i trattamenti disponibili, e un costante monitoraggio sono fattori che impattano fortemente sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver. Lo screening neonatale risulta essere, a tutti gli effetti, uno strumento che permette di avviare questo iter nei tempi “giusti”. Tuttavia, a distanza di anni dall’approvazione della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 (c.d. Legge di Bilancio 2019), con la quale era stata prevista l’estensione dello screening neonatale alle malattie neuromuscolari genetiche (tra cui la SMA), alle immunodeficienze congenite e alle malattie da accumulo lisosomiale, la situazione italiana si presenta ancora grandemente frammentata sul fronte SMA. In assenzadi una linea uniforme a livello nazionale e, dunque, di un Decreto per l’aggiornamento del panel delle malattie da sottoporre a Screening Neonatale Esteso, le Regioni si sono mosse in maniera autonoma, secondo le proprie sensibilità e disponibilità economica, al fine di introdurre a livello territoriale il test che consente di individuare in maniera rapida l’atrofia muscolare spinale.
“Attualmente nel nostro Paese sono 49 le patologie cercate alla nascita: 47 malattie metaboliche, la fibrosi cistica e l’ipotiroidismo congenito. Sono però almeno 7 le patologie, o i gruppi di patologie rare, che avrebbero tutti i requisiti per essere integrate nel panel nazionale dello SNE e tra queste vi figura la SMA. Se è vero che a livello internazionale l’Italia è stata tra le prime a effettuare questo screening, ciò è stato possibile grazie ai progetti pilota regionali che hanno dimostrato l’efficacia di un intervento compiuto in anticipo – sottolinea Anita Pallara, Presidente Famiglie SMA Aps Ets nel corso dell’incontro – Il diritto alla salute non può essere garantito solo ai bambini, e alle famiglie, che ‘fortunatamente’ sono nati e si trovano in una determinata regione, ma dovrebbe essere di tutti, in qualsiasi punto dello Stivale”.
CAMPANIA E PUGLIA, PROGETTI DI SCREENING PER LA SMA
Sono 14 le Regioni italiane in cui è stato attivato lo screening neonatale per la SMA e tra queste vi figurano Campania e Puglia. Procedendo in ordine temporale, partendo allora dalla Puglia, la Legge Regionale 19 aprile 2021 n. 4 è stata quella che ha istituito in Puglia lo “Screening obbligatorio per l’atrofia muscolare spinale”, con l’obiettivo di rilevare precocemente questa grave malattia neuromuscolare nei neonati. Il programma di screening è stato avviato operativamente il 6 dicembre 2021 e prevede il prelievo di un campione di sangue del neonato al momento dello screening neonatale esteso. “Come per tutti gli altri screening, il campione viene raccolto su cartoncino Dried Blood Spot (DBS) entro le prime 48-72 ore di vita e inviato al centro di riferimento per l’esecuzione dello screening SMA, che in Puglia è il laboratorio dell’Ospedale di Venere della ASL Bari – spiega Mattia Gentile, Direttore del Laboratorio di Genetica Medica, Ospedale Di Venere di Bari – In caso di esito positivo, la famiglia viene chiamata dallo stesso laboratorio per il counselling esperto e per l’avvio della conferma diagnostica e della valutazione molecolare utili per inquadramento clinico e classificazione della forma di SMA. Quindi i neonati vengono indirizzati all’Ospedale Pediatrico di Bari, dove viene avviato un percorso di presa in carico terapeutica. Questo sistema integrato permette di garantire una gestione tempestiva e appropriata, allo scopo di migliorare la qualità della vita dei neonati affetti dalla SMA”. Recentemente la Regione ha annunciato che sono stati diagnosticati 10 casi di atrofia muscolare spinale, tutti trattati tempestivamente presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
Inoltre, la Regione Puglia ha potenziato il suo programma di screening neonatale genetico stanziando 5 milioni di euro nella Legge di Bilancio 2025: questo investimento mira a rendere strutturale il “Progetto Genoma Puglia”, avviato pioneristicamente due anni fa, che ha come obiettivo la diagnosi precoce di oltre 450 malattie genetiche attraverso uno screening genetico offerto gratuitamente a tutti i neonati pugliesi, coinvolgendo così tutte le UUO di Neonatologia.
Per ciò che concerne la Regione Campania, il progetto pilota che prevede l’allargamento anche alla SMA della lista di patologie sottoposte a screening è stato approvato con Delibera della Giunta Regionale n. 303 del 21/06/2022 ed è partito ufficialmente a inizio marzo 2023. Il progetto, che coinvolge tutti i Centri Nascita e le Terapie Intensive Neonatali (TIN) presenti sul territorio regionale, è coordinato dall’AORN Santobono-Pausilipon, in collaborazione con il CEINGE-Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore di Napoli, ed è finanziato dalla Regione Campania e da Novartis Gene Therapies. “I campioni prelevati nei diversi centri nascita vengono tutti inviati al CEINGE, dove viene estratto dalla goccia di sangue essiccato il DNA sufficiente a effettuare il test – racconta Antonio Varone, Direttore Neurologia, AORN Santobono Pausilipon di Napoli, durante l’evento – In caso di positività, il Centro clinico di riferimento per la cura della SMA, ovvero il reparto di Neurologia dell’AORN Santobono, convoca la famiglia per visitare il neonato ed eseguire un test diagnostico più specifico, utile a decidere quale terapia somministrare. Lo stesso Centro prende in carico il bimbo e la sua famiglia e li assiste nel percorso clinico e terapeutico da affrontare”.
“A distanza di due anni dal lancio del programma regionale di screening, abbiamo analizzato al CEINGE oltre 80.000 neonati campani e a ben 11 di loro è stata diagnosticata la SMA prima della comparsa dei segni clinici della patologia. Con la diagnosi molecolare precoce, raggiunta e confermata nei laboratori del CEINGE in meno di 7-10 giorni dalla nascita, grazie anche all’impegno di tutti i Centri Nascita regionali, sono state garantite a tutti i neonati positivi presa in carico e terapie mirate e personalizzate, a cura della divisione di Neurologia Pediatrica dell’Ospedale Santobono”, aggiunge Gabriella Esposito, Responsabile Diagnosi Molecolare per Malattie Neuromuscolari e Screening SMA, CEINGE Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore, e Responsabile del Programma Tecnologie Innovative nella Diagnostica di Laboratorio delle Malattie Genetiche, AOU Federico II di Napoli.
Al convegno “Screening neonatale per la SMA in Campania e Puglia. Due esperienze regionali a confronto” sono stati invitati a intervenire anche: Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania; Rodolfo Conenna, Direttore Generale AORN Santobono Pausilipon di Napoli; Maria Vittoria Montemurro, Direttore Sanitario AORN Santobono Pausilipon di Napoli; Mariano Giustino, Amministratore Delegato del CEINGE; Fabiano Amati, Assessore con delega al Bilancio, Programmazione, Ragioneria e Finanze, Regione Puglia; Bruna Fiola, Presidente VI Commissione Consiliare Politiche Sociali, Ricerca Scientifica, Istruzione e Cultura, Regione Campania; Ugo Trama, Responsabile UOD 06 Politica del Farmaco e Dispositivi, Regione Campania; Pietro Buono, Direzione Generale nella Programmazione e Pianificazione Sanitaria, Regione Campania; Anna Rita Gasbarro, Dirigente Farmacista, Azienda Ospedaliera Policlinico Consorziale di Bari; Giovanna Margiotta, Direttore Farmacia, AORN Santobono Pausilipon di Napoli; Giuseppe Limongelli, Direttore Centro Coordinamento Malattie Rare, Regione Campania; Barbara Morgillo, Assessorato alla Sanità Area Malattie Rare, Regione Campania; Giusy Bruscino, Infermiere Pediatrico, AORN Santobono Pausilipon di Napoli; Franca Sarracino, Coordinatore Infermieristico, Neuropsichiatria infantile, AORN Santobono Pausilipon di Napoli; Roberta Venturi, Avvocato, Sportello Legale OMaR Dalla Parte dei Rari, e Chiara Magaddino, Famiglie SMA Aps Ets Regione Campania.
Si è tenuta mercoledì 9 aprile, presso l’Istituto “Majorana-Bachelet” di Santa Maria a Vico, una lezione-presentazione dedicata al volume “Vendesi uomo” di Mario Campanino, uno degli autori più interessanti della scena poetica contemporanea. L’incontro ha visto la partecipazione dell’autore, dei docenti dell’istituto, tra cui la scrittrice Elisa Ruotolo, e degli studenti, che avevano già approfondito e analizzato stilisticamente le poesie dell’autore, confrontandole con le opere dei grandi maestri della poesia classica. L’opera di Campanino, pubblicata per Ronzani Editore, rappresenta una riflessione intensa e profonda sulla condizione umana. In “Vendesi uomo”, la poesia diventa lo strumento per esplorare un mondo complesso, segnato da negazioni e sviamenti, ma anche da un tentativo di dialogare con i sentimenti e i pensieri più intimi. Il volume è stato recentemente inserito nell’antologia celebrativa dei duecento anni dalla nascita di Fëdor Dostoevskij, un riconoscimento che testimonia la profondità e la rilevanza dell’opera di Campanino nel panorama letterario contemporaneo. Mario Campanino, nato a Milano il 9 dicembre 1967 e trasferitosi a Napoli poco prima del devastante terremoto dell’80, ha una formazione eclettica. Dopo il diploma di perito aeronautico, ha conseguito la laurea in Discipline della musica nel 1993 e, successivamente, un dottorato in Scienze della Comunicazione nel 2008. La sua produzione poetica è segnata dalla ricerca di un linguaggio che cerca di rendere conto di un mondo difficile da comunicare, spesso filtrato attraverso le sue negazioni e i suoi cambiamenti di direzione. Il suo precedente lavoro, “L’angelo morto”, si è classificato come finalista in numerosi premi letterari ed è stato pubblicato in lingua inglese dall’editore londinese Olympia Publishers. L’autore ha ribadito durante l’incontro che la sua speranza è che le sue riflessioni sulla scrittura, sull’espressione dei pensieri e dei sentimenti, possano contribuire a far crescere nei giovani il seme della costruzione del giudizio critico e della solidarietà tra le persone. La presentazione del volume, che ha suscitato un vivace e profondo dibattito tra gli studenti e i docenti, ha confermato l’importanza di “Vendesi uomo” come una lettura che va al di là della semplice fruizione poetica, stimolando riflessioni critiche e offrendo nuove prospettive su temi universali come la condizione umana, la solitudine e il desiderio di comunicazione. L’evento, che ha riscosso grande partecipazione, ha rappresentato un’opportunità unica per avvicinare le nuove generazioni alla poesia contemporanea, confermando l’impegno di Mario Campanino nella promozione della cultura e del pensiero critico tra i giovani.
Roma, 8 aprile 2025 – La Sicilia sul primo gradino del podio europeo per l’innovazione applicata alle malattie rare. Sono, infatti, diverse le ragioni che hanno portato al raggiungimento di questo traguardo non solo nazionale ma anche internazionale. Innanzitutto per la prima volta, precisamente al Policlinico “G. Rodolico-San Marco” di Catania, è stata utilizzata una tecnica neurochirurgica composta da neuronavigazione, TAC intraoperatoria e braccio robotico per il trattamento del Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (Deficit di AADC) conla terapia genica eladocagene exuparvovec. La protagonista di questa storia è una bimba siciliana che ha ricevuto il trattamento a soli 19 mesi, risultando così la paziente più piccola ad aver ricevuto la terapia in Europa. La bambina, a cui è stato dato il nome di fantasia Aurora, è la prima paziente in Italia a cui è stata somministrata la terapia di PTC Therapeutics da quando il farmaco si trova in regime di rimborsabilità dal Servizio Sanitario Nazionale, ossia da dicembre 2023(prima di lei un bimbo siciliano di 3 anni, Simone, aveva ricevuto la terapia grazie all’autorizzazione di AIFA alla procedura di accesso anticipato stabilita dalla Legge 326/2003, n.d.r.). Infine, la diagnosi di Deficit di AADC per Aurora è arrivata grazie al programma siciliano di Screening Neonatale Esteso (SNE) che ha permesso di individuare la malattia ultra-rara fin dalla nascita, di procedere a una tempestiva presa in carico e a una precoce somministrazione della terapia. Per raccontare dettagliatamente questa esperienza, un vero e proprio successo che rende ancora una volta l’Italia protagonista delle terapie avanzate, OTA – Osservatorio Terapie Avanzate ha organizzato oggi una conferenza stampa digital che ha illustrato come un’innovazione terapeutica supportata da competenze, multidisciplinarità e sinergie istituzionali, può rivoluzionare la storia naturale di una malattia rara e la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.
I casi noti di Deficit di decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici (AADC, dall’acronimo inglese) nel mondo sono meno di 300, si tratta di una malattia sottodiagnosticata. In Italia, ad oggi, sono stati identificati 17 persone (tra bambini e adulti) che presentano questo Deficit, dei quali 7 in Sicilia, tra questi Simone e Aurora. “Il Deficit di AADC è una patologia neurometabolica ereditaria, a trasmissione autosomica recessiva, causata da mutazioni bialleliche nel gene DDC. Il difetto genetico determina una carenza dell’enzima Dopa-decrabossilasi, a cui consegue una grave mancanza combinata dei neurotrasmettitori dopamina, serotonina, noradrenalina e adrenalina – ha spiegato Martino Ruggieri, Direttore dell’UOC di Clinica Pediatrica, AOU Policlinico Rodolico-San Marco dell’Università degli Studi di Catania – Le manifestazioni cliniche sono generalmente evidenti nei primi mesi di vita e le più frequenti comprendono ipotonia, ipocinesia, distonia, crisi oculogire, ritardo delle acquisizioni psicomotorie e disfunzioni del sistema nervoso autonomo. Nella maggior parte dei casi la patologia si presenta in forma grave, ma sono note alcune persone con questa malattia che presentano un decorso più lieve”.
Eladocagene exuparvovec è una terapia genica – autorizzata in Europa dal 2022 e in Italia da fine 2023 – che prevede la somministrazione con un’unica infusione (one shot) direttamente nel putamen del cervelloed è indicata per i pazienti con una forma grave di Deficit di AADC, di età pari o superiore ai 18 mesi e la cui diagnosi è stata confermata dal punto di vista clinico, molecolare e genetico. La terapia sibasa su un vettore virale (virus adeno-associato di tipo 2, AAV2) modificato per trasportare una versione funzionante del gene DDC umano, ossia le istruzioni per la produzione dell’enzima AADC. Le cellule bersaglio riacquisiscono così la capacità di sintetizzare i neurotrasmettitori mancanti con un conseguente importante beneficio clinico. Attualmente eladocagene exuparvovec risulta l’unica opzione terapeutica mirata ed efficace in grado di cambiare radicalmente la storia naturale della malattia (fino a poco fa esistevano solo farmaci sintomatici). Inoltre, rappresenta la prima terapia genica al mondo che prevede una somministrazione intracranica. Sebbene si tratti di una procedura simile a quella utilizzata per il trattamento di alcuni disturbi neurologici, è un traguardo reso possibile dall’incontro tra le terapie avanzate e la neurochirurgia.
“Il Policlinico G. Rodolico-San Marco è stato il primo ospedale, attraverso la sua équipe multidisciplinare composta da neurochirurghi, anestesisti rianimatori pediatrici, neuroradiologi, pediatri e il personale infermieristico, ad attivare una procedura davvero innovativa di somministrazione di questo farmaco – ha raccontato Giuseppe Barbagallo, Direttore UOC Neurochirurgia, AOU Policlinico Rodolico-San Marco di Catania nel corso dell’incontro – Non abbiamo, difatti, utilizzato la tecnica tradizionale stereotassica ma abbiamo puntato a un intervento di neurochirurgia attraverso la neuronavigazione con braccio robotico che ha permesso di infondere la terapia genica nei quattro punti del putamen della bimba con la massima precisione. Per compiere questa delicata operazione, la neuronavigazione è stata supportata dalla fusione in tempo reale delle immagini di Risonanza Magnetica preparatoria e TAC intraoperatoria”.
Una metodologia talvolta impiegata in ambito oncologico o per altri tipi di stimolazione cerebrale e che ha permesso, in questo caso, di alzare il livello di accuratezza e di sicurezza della somministrazione della terapia, un approccio assolutamente innovativo nell’ambito del Deficit di AADC non solo a livello italiano ma anche mondiale. Tutti i pazienti trattati finora – incluso Simone che ha ricevuto la terapia nel maggio del 2023 presso il Policlinico Umberto I di Roma, l’altro centro di eccellenza per la terapia genica in Italia – avevano indossato il “caschetto” per l’intervento chirurgico stereotassico.
Aurora, che ha ricevuto eladocagene exuparvovec nel dicembre del 2024, ha mostrato già nelle settimane successive dei miglioramenti sul piano motorio a partire dagli occhi, per poi passare a testa, gambe e braccia, e sul piano neurologico, iniziando ad interagire con chi le sta intorno. “Il trattamento tempestivo è stato possibile grazie alla diagnosi precoce che è arrivata proprio per mezzo dello Screening Neonatale Esteso regionale effettuato all’Ospedale dei Bambini ‘G. Di Cristina’ di Palermo. La sinergia tra la struttura universitaria palermitana, tra i centri di riferimento per lo SNE, e gli esperti della clinica pediatrica universitaria catanese, centro specializzato in malattie neurometaboliche rare, ha fatto sì che nel luglio del 2023 avvenisse la presa in carico della piccola paziente – ha dichiarato Marianna Messina, Responsabile NBS, AOU Policlinico Rodolico-San Marco di Catania – Lo screening neonatale per il Deficit di AADC, al momento, risulta essere un’iniziativa territoriale in quanto la patologia non è ancora stata inserita nel panel nazionale delle malattie da individuare alla nascita. Si tratta, però, di uno strumento fondamentale: un semplice test, a basso costo, che permette di ottenere una diagnosi anticipata e quindi una gestione tempestiva della malattia, compresa la possibilità di intervenire con la terapia genica. Fattori in grado di rivoluzionare la storia naturale della malattia e la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Uno strumento, infine, efficace che ci sta consentendo di ampliare le conoscenze scientifiche anche in campo epidemiologico. Grazie allo SNE, i dati di incidenza della malattia stanno cambiando in maniera significativa”.
All’evento online “Malattie rare e innovazione. La Sicilia una eccellenza nel campo della terapia genica” – realizzato con il contributo non condizionante di PTC Therapeutics e in cui si è parlato del“modello” Siciliaanche grazie alla collaborazione tra Regione, Ministero della Salute e AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco – sono stati invitati altresì a intervenire: Daniela Faraoni, Assessore alla Salute, Regione Sicilia; Giovanni Buscema, Anestesista, AOU Policlinico Rodolico-San Marco di Catania; Maria Rita Badagliacca, Farmacista Ospedaliera, AOU Policlinico Rodolico-San Marco di Catania, e Paolo Signorotto, Country Head Italy PTC Therapeutics. La moderazione è stata curata da Francesca Ceradini, Direttore Scientifico OTA – Osservatorio Terapie Avanzate.
Sabato 12 aprile 2025, dalle ore 10:30, si terrà presso la suggestiva masseria settecentesca “Casa della Vigna”, in via Casiere Voccola 25, località Monticello (Cervino – CE), un meeting con degustazione organizzato dall’Associazione Fare Bene A.P.S., con il patrocinio dell’ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, della Guardia Agroforestale Italiana – G.A.I., di FARECON IMPRESA SOCIALE, di Copagri e della rivista “Direzione Impresa Magazine”. L’iniziativa rappresenta un momento di riflessione, confronto e promozione territoriale, volto a valorizzare le eccellenze agroalimentari, la tutela ambientale e la storia locale. Il progetto nasce grazie alla collaborazione con realtà imprenditoriali agricole, professionisti del settore e appassionati del territorio. Durante l’evento sarà anche possibile conoscere da vicino il bene storico borbonico “Casa della Vigna”, antica cascina di caccia dei reali, patrimonio architettonico e culturale di grande valore. Obiettivo del meeting è avviare un circuito virtuoso di collaborazione tra produttori, cittadini, turisti e giovani generazioni, favorendo la creazione di nuove opportunità economiche e turistiche per il territorio di Cervino, con uno sguardo attento alla sostenibilità e all’innovazione rurale.
Ai lavori interverranno:
– Sen. Domenico Matera, Senatore della Repubblica;
– On. Marco Cerreto, Capogruppo Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati;
– Salvatore Ciardiello, Presidente regionale Copagri;
– Antonio D’Acunto, Presidente Nazionale G.A.I;
– Giuseppe Piscitelli, Presidente Associazione Fare Bene A.P.S;
– Domenico Letizia, giornalista e direttore di Direzione Impresa Magazine;
– Mario Sanza, ONAF Caserta;
– Elio De Rosa, agronomo e tecnico ispettore per le produzioni biologiche.
La successiva degustazione sarà curata dall’ ONAF Caserta e da Vincenzo De Rosa, dell’azienda agricola D.R.V. Olio, con un percorso tra olio, formaggi e sapori del territorio, in un itinerario che unisce storia, cultura e paesaggio. Vi aspettiamo per vivere insieme un’esperienza autentica nei sapori e nella memoria del territorio casertano.
Si è svolta il 3 aprile scorso la V edizione dello Show del Cuore, una manifestazione di grande rilevanza, sempre guidata dall’ideatrice del format, Flora Savio. Quest’anno l’evento ha avuto luogo nella splendida Villa Taurinus a Pozzuoli, confermando ancora una volta la sua capacità di attrarre attenzione e sostegno verso una causa fondamentale.
Lo Show del Cuore ha raccolto la generosità di numerose aziende di spicco, impegnate a supportare un tema di vitale importanza: il sostegno ai pazienti oncoematologici. La CALT (Centro Assistenza Lotta Tumori), presieduta da Giovanni Panico, da oltre 35 anni fornisce assistenza diretta e concreta ai pazienti, affiancandoli nel percorso terapeutico con il prezioso contributo di realtà aziendali che si distinguono per la loro sensibilità sociale. Durante la serata, è stata annunciata la donazione di ben 505 servizi di accompagnamento per i pazienti. Le aziende sostenitrici dell’iniziativa hanno ricevuto un importante riconoscimento, simbolo di valore etico e sociale per il loro costante e determinante supporto. Tra le realtà premiate, ne citiamo alcune, spiccano nomi di prestigio come Centro Aurial, eccellenza nel mondo della medicina estetica e medicina rigenerativa; Marican, un modello virtuoso di sviluppo economico e sociale nel settore agricolo, immobiliare, food e delle energie rinnovabili, una realtà in continua espansione; Studio odontoiatrico chirurgico Delle Cave; Ecosystem, azienda operante nel settore automobilistico, con un focus sulla rigenerazione e rivendita dell’usato; Terre preziose la sua leadership “Ci prendiamo cura di te, ovunque tu sia”: questa è la filosofia dalla quale sono guidati; Costantini edilizia, leader nelle forniture di materiali edili; Caffè Jane’ si distingue per la costante ricerca e innovazione nelle materie prime, nelle miscele aromatiche che risaltano il gusto e il prestigio del caffè e nell’eccellenza dei suoi prodotti, che ne fanno un punto di riferimento nel settore; Gruppo fresco, Gruppo Baiano, Cerbone S.P.A. e molte altre, che continuano a dare un contributo significativo alla causa.
Un momento particolarmente emozionante della serata è stato rappresentato dalla performance del maestro tenore Stefano Landolfi, la cui arte ha aggiunto un ulteriore tocco di eleganza e sensibilità all’evento.
L’impegno di personalità di spicco nel settore medico è stato altrettanto rilevante. Tra i presenti, il dottor Nicola Pedana, primario, chirurgo oncologo presso il Grande Hospital e responsabile del reparto di senologia del Pineta Hospital, il dottor Faccenda, membro dello staff del Pineta Hospital, e il professor Nicola Penza, rinomato luminare dell’oncologia. La loro presenza e il loro supporto testimoniano l’importanza dell’unione tra il mondo medico e le iniziative di solidarietà.
Non sono mancati momenti di grande impatto emotivo, con la partecipazione di alcuni pazienti che hanno avuto l’opportunità di raccontare la loro esperienza diretta e testimoniare quanto la CALT sia fondamentale nel loro percorso terapeutico, grazie alla professionalità e dedizione dei suoi operatori.
Il tutto è stato ripreso dalle telecamere delle emittenti televisive, tra cui Telecapri e Nano TV Web, che hanno documentato l’evento per farlo conoscere anche al grande pubblico.
Un ringraziamento speciale va al padrone di casa, Emanuele Mammola, di Villa Taurinus, che ha accolto gli ospiti con grande ospitalità e calore, nonché alla Fondazione Natale Cerbone per il supporto costante.
In conclusione, la V edizione dello Show del Cuore si conferma come un evento di successo, che non solo intrattiene, ma soprattutto sensibilizza e raccoglie fondi per una causa fondamentale, a favore di chi affronta le difficoltà legate alla malattia.