Più visibilità non significa più credibilità: Trump, Milei e Meloni: uno studio analizza come la visibilità costruisce la leadership politica

Essere più visibili significa essere anche più credibili? Non necessariamente. Anzi, una maggiore presenza nell’ecosistema dell’informazione può rendere un leader più riconoscibile, ma allo stesso tempo più esposto alla verifica, al confronto con le proprie dichiarazioni precedenti e alla contestazione.

È uno dei principali risultati della ricerca “Dall’eccesso alla credibilità: Trump, Milei e Meloni. Analisi della leadership populista nell’era delle piattaforme”, realizzata da Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte nell’ambito del corso di laurea magistrale in Media, Digital Communication and Journalism della Sapienza Università di Roma discussa presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS).

La ricerca prende in esame la produzione giornalistica relativa a Donald Trump, Javier Milei e Giorgia Meloni nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, attraverso le National Collection di Media Cloud dedicate a Stati Uniti, Argentina e Italia.

Il corpus comprende complessivamente 343.216 articoli: 181.766 riferiti a Trump, 135.633 a Milei e 25.817 a Meloni. All’analisi quantitativa della visibilità, della distribuzione temporale e della concentrazione delle fonti si affiancano l’analisi lessicale dei titoli e un approfondimento qualitativo e semiotico su 36 articoli selezionati secondo criteri comuni.

 

Tre leader, tre forme di centralità

Il confronto individua tre configurazioni prevalenti della leadership nell’informazione.

Per Donald Trump emerge una centralità persistente e trasversale: il leader attraversa politica estera, immigrazione, economia, istituzioni e conflitti differenti continuando a rappresentare un riferimento centrale della narrazione giornalistica. La sua leadership viene resa riconoscibile soprattutto attraverso le categorie della forza e della restaurazione, mentre la credibilità viene continuamente sottoposta alla verifica della capacità effettiva di tradurre la forza dichiarata in azione.

Nel caso di Javier Milei prevale invece una centralità antagonistica, costruita attorno alla promessa di trasformazione e alla contrapposizione con ciò che viene rappresentato come l’ordine da superare. Riforme, riduzione della spesa, conflitti istituzionali e opposizioni rendono riconoscibile una leadership della rottura trasformativa. Una volta al governo, tuttavia, la rottura deve tradursi in norme, procedure e risultati e diventa quindi essa stessa verificabile.

Per Giorgia Meloni emerge soprattutto una centralità relazionale, legata alla capacità di definire e ridefinire la propria posizione rispetto ad alleati, opposizioni e istituzioni. La leadership acquista particolare visibilità nelle congiunture in cui prossimità, distanze e conflitti devono essere rinegoziati. La credibilità viene così sottoposta alla prova della tenuta relazionale e della capacità di modificare la posizione senza perdere riconoscibilità.

 

La visibilità espone anche alla contestazione

Il risultato centrale della ricerca mette in discussione l’equazione tra esposizione mediatica e accreditamento politico.

L’abbondanza informativa aumenta infatti la memoria disponibile intorno al leader: dichiarazioni, decisioni e promesse possono essere recuperate e confrontate con comportamenti, conseguenze e risultati successivi. La reiterazione può quindi consolidare un’immagine riconoscibile, ma contemporaneamente accumula gli elementi attraverso i quali quella stessa immagine può essere verificata o contraddetta.

«La visibilità espone il leader tanto alla sedimentazione quanto alla contraddizione» osserva Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte. Quanto più una rappresentazione diventa riconoscibile, tanto più diventa possibile confrontarla con ciò che accade successivamente.

Da qui la relazione che sintetizza l’intero studio: eccesso → attenzione → selezione → categorizzazione → riconoscibilità → negoziazione della credibilità.

Una sequenza che non indica un automatismo causale: la credibilità non costituisce il risultato necessario della visibilità, ma una posta continuamente negoziata attraverso la relazione fra autorappresentazione del leader, rappresentazione giornalistica, azioni, conseguenze, precedenti e contestazioni.

 

Dalla Sapienza alla presentazione pubblica

Dopo la discussione accademica del 16 ottobre, i risultati della ricerca saranno al centro dell’incontro pubblico “Il potere della visibilità — Trump, Milei e Meloni: leadership, informazione e credibilità politica”, in programma sabato 24 ottobre 2026 alle ore 18.00 al Circolo della Pipa – Parioli, a Roma.

L’evento, promosso dall’International Center for Social Research (ICSR), porterà fuori dall’ambito strettamente universitario le questioni affrontate nella ricerca, aprendole al confronto pubblico: il rapporto tra leadership e informazione, la crescente personalizzazione della politica e soprattutto il paradosso della visibilità contemporanea, che può rafforzare la riconoscibilità di un leader proprio mentre ne moltiplica le occasioni di verifica e contestazione.

Alejandro G. Jantus, autore della ricerca, è giornalista professionista e sociologo, fondatore e presidente dell’International Center for Social Research (ICSR) e direttore dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies. La sua attività di ricerca si concentra sui processi di comunicazione, sull’informazione e sulle trasformazioni della sfera pubblica nell’ecosistema digitale.

Anna Rita Canone

Centinaia di droni luminosi avvolgeranno la Madonna dell’Angelo davanti al mare, in uno spettacolo destinato a fare storia: Un mare di droni sulla Madonna dell’Angelo: Caorle apre il Christmas Time 2026 con una prima storica

CAORLE (Venezia) – Un mare di luci per aprire il mare del Natale. Il 7 dicembre alle 18.30, in anteprima assoluta, il cielo di Caorle si accenderà con lo show di centinaia di droni, uno spettacolo che gli organizzatori definiscono storico. È la grande novità del Caorle Christmas Time 2026, il mese natalizio che dal 5 dicembre al 6 gennaio trasformerà ancora una volta la città in un villaggio incantato affacciato sull’Adriatico. L’evento è organizzato da Saaway Travel, braccio operativo del Consorzio Turistico, in collaborazione con il Comune di Caorle. L’attesa è già alta, in molti hanno chiamato per chiedere informazioni all’ufficio turistico per prenotare le camere.

“Quest’anno riusciamo a portare sul litorale un evento che darà particolare enfasi al Caorle Christmas Time 2026”, spiega Corrado Sandrin, presidente del Consorzio Turistico di Caorle. “Un mare di droni avvolgerà la Madonna dell’Angelo con uno spettacolo mozzafiato. Centinaia di piccoli velivoli si alzeranno insieme davanti al mare, componendo in cielo figure e scene natalizie con una precisione impossibile per qualsiasi altro spettacolo pirotecnico. Una coreografia di luce che sostituisce l’impatto dei fuochi d’artificio con una proposta più rispettosa dell’ambiente e del paesaggio. Per questo si parla di show “green”: un modo di festeggiare coerente con una località che vive di mare e di natura e che ha scelto di investire sulla sostenibilità”.

Nel giorno dei droni, a partire dalle ore 16.00, Radio Piterpan sarà protagonista con una diretta dal suo iconico radio truck, portando musica, energia e intrattenimento per coinvolgere e animare il pubblico in attesa dell’attesissimo show di droni. A scandire il ritmo del pomeriggio sarà il DJ set di Thomas Menegazzi, accompagnato dalla voce di Alice Fassina, per creare un’atmosfera coinvolgente e trasformare l’attesa in un vero e proprio momento di festa. Ad arricchire ulteriormente l’esperienza ci sarà anche Lex Serafo, il trampoliere più alto d’Italia, pronto a sorprendere il pubblico con la sua presenza scenografica e le sue performance spettacolari.

L’anteprima del 7 dicembre arriva sull’onda di un’edizione, quella del 2025, che gli organizzatori avevano archiviato come la migliore di sempre. I numeri parlano chiaro: oltre cinquecentomila presenze complessive, un dato record che supera quello dell’anno precedente e certifica la crescita costante del Natale al mare caorlotto. A colpire, tra i dati, è la provenienza dei visitatori. Moltissimi sono arrivati dall’estero, con la grande maggioranza dall’Austria e una presenza enorme da Germania, Svizzera, Regno Unito e Polonia. In crescita anche gli arrivi da Spagna, Francia e Slovenia. Un risultato che si deve anche all’imponente campagna di comunicazione condotta sui media e sui social, con notizie, video e post che hanno raggiunto milioni di persone.

Ma c’è un altro segnale che gli operatori considerano forse il più significativo: le nuove aperture di negozi che di solito, in inverno, restano chiusi. La dimostrazione, sottolineano, che la formula funziona non soltanto per hotel e ristoranti, ma per l’intero tessuto commerciale della città: il Natale ha contribuito a consolidare una nuova stagione di turismo invernale e a rafforzare l’identità di Caorle come meta viva tutto l’anno.

Nell’attesa che vengano svelate le novità di quest’anno, ricordiamo che lo scorso anno la città ha proposto il Natale più lungo d’Italia, con un percorso di quasi due chilometri, quattrocento metri in più rispetto all’edizione precedente. Lungo il tragitto, ottantacinque tra casette e capanne, un primato a livello nazionale, richiamavano l’atmosfera autentica del villaggio dei pescatori. Numeri che hanno reso il villaggio natalizio tra i più grandi e complessi del Paese.

Lo show dei droni, in questo senso, è il simbolo della nuova edizione: un colpo d’occhio spettacolare, pensato per richiamare pubblico da tutto il Nordest e dall’estero, e al tempo stesso un messaggio sul modo in cui Caorle intende costruire il proprio futuro turistico. Il 7 dicembre, per una sera, il Natale salirà in cielo. Poi, dal 5 dicembre al 6 gennaio, toccherà alla città vestirsi di tutti i suoi colori.

Anna Rita Canone

E' femminile il 45% degli acquisti: Sono le donne a guidare il mercato degli pneumatici

Dimenticate l’automobile come territorio esclusivamente maschile. Quando arriva il momento di cambiare gli pneumatici, 45 clienti su 100 sono donne. E se si guarda alla relazione che continua dopo l’acquisto, il dato diventa ancora più sorprendente: il 75% dei programmi di fidelizzazione rilevati da CastiglianiGomme.it è intestato a una donna.

Sono i dati dell’Osservatorio Pneucast elaborati sulle rilevazioni di Castigliani Gomme, storico operatore romano del settore degli pneumatici. Numeri che raccontano un cambiamento più profondo delle abitudini di consumo: la donna non è più una presenza laterale nel mercato automotive, ma uno dei soggetti che ne determinano acquisti, scelte e relazione con il punto vendita.

Il 45% rilevato da Castigliani Gomme assume ancora maggiore significato se confrontato con il mercato automobilistico nazionale. Secondo l’ultima analisi UNRAE sulla mobilità femminile, nel 2025 il 41,7% delle immatricolazioni di autovetture nuove acquistate dai privati è riconducibile alle donne; nell’usato la quota femminile raggiunge il 39,3%. A fine 2025, inoltre, il 40,5% del parco automobilistico privato italiano risultava intestato a una donna.

Significa che nel mercato degli pneumatici osservato da Castigliani Gomme la componente femminile, pari al 45%, pesa persino più della sua già consistente presenza nell’acquisto delle automobili. E sono inoltre soprattutto le donne a ricordarsi del cambio gomme: 62% contro 38% degli uomini.

«Per anni il settore ha continuato a parlare quasi esclusivamente agli uomini, come se la manutenzione dell’automobile fosse una loro prerogativa. I nostri numeri raccontano ormai una realtà diversa» osserva Roberto Castigliani, alla guida di Castigliani Gomme (CastiglianiGomme.it), brand controllato dalla Pneucast Petroli. «Le donne —prosegue— acquistano gli pneumatici, chiedono informazioni, confrontano le alternative e, soprattutto, quando trovano un interlocutore di cui si fidano tendono a mantenere la relazione».

Ed è proprio il dato sulla fidelizzazione a rappresentare l’elemento forse più interessante della rilevazione. Se le donne costituiscono il 45% degli acquirenti ma arrivano al 75% delle intestazioni dei programmi di fidelizzazione, il rapporto con il punto vendita non sembra esaurirsi nella singola transazione.

Il fenomeno si inserisce in un mercato automotive nel quale la relazione con il cliente sta acquistando sempre maggiore valore. Una ricerca sul post-vendita automotive pubblicata nel 2025 rilevava che, quando il servizio viene giudicato eccellente, l’88% dei clienti intende tornare dallo stesso riparatore per la manutenzione successiva. E nella scelta dell’officina l’affidabilità viene prima del prezzo.

Il mercato dell’automobile conferma il crescente peso economico delle consumatrici e nel primo semestre del 2026 le richieste di finanziamento automotive presentate da donne sono aumentate del 12,4%.

La differenza emerge anche nelle scelte. Nel 2025 le automobiliste italiane hanno privilegiato soprattutto i SUV di segmento B, che hanno raggiunto il 37,7% delle preferenze femminili, mentre le ibride sono salite al 44,3% degli acquisti. Le elettriche sono quasi raddoppiate, raggiungendo il 5,6%. Il prezzo medio ponderato delle auto nuove acquistate dalle donne è stato di circa 25.200 euro, 6.425 euro in meno rispetto alla media degli acquisti maschili.

Non è dunque soltanto una questione di pneumatici. È il riflesso di una trasformazione del consumatore automobilistico italiano. «La cosa più interessante —prosegue Castigliani— è che quando parliamo con una cliente non possiamo più immaginare una persona che delega automaticamente la scelta. Sempre più spesso è lei a decidere quale prodotto acquistare e a costruire il rapporto di fiducia con il professionista. Il settore deve prenderne atto anche nel modo in cui comunica». Ed è forse proprio qui che sopravvive il maggiore ritardo culturale: mentre i dati descrivono una componente femminile prossima alla metà del mercato, parte dell’immaginario dell’automobile continua a essere costruito intorno al consumatore maschile.

«Non a caso anche ACI ha recentemente messo in discussione lo stereotipo stesso dell’«auto da donna», osservando come sicurezza, efficienza, tecnologia, comfort e design siano esigenze delle persone e non di un genere» sottolinea Roberto Castigliani.

Per l’Osservatorio Pneucast, il 45% di acquisti femminili di pneumatici rappresenta quindi qualcosa di più di una statistica commerciale: segnala che anche uno degli ultimi segmenti dell’automotive tradizionalmente percepiti come maschili sta cambiando rapidamente.

«Lo pneumatico non ha genere e neppure la sicurezza stradale dovrebbe averne. Se quasi un cliente su due è una donna, continuare a considerare il mondo degli pneumatici un affare da uomini significa semplicemente non avere capito come è cambiato il mercato» conclude Castigliani.

Anna Rita Canone

In Italia la giustizia è una sola ed è quella dello Stato: «Arbitrato islamico»: l’UCOII prende le distanze e invita a diffidare

L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) prende atto della comparsa in rete di una sedicente «Camera Arbitrale Islamica Italiana», che si propone di risolvere controversie civili e commerciali «in conformità ai principi della Shari’a», e ne prende pubblicamente e nettamente le distanze.

Si tratta di un’iniziativa nata in modo del tutto autonomo, promossa da soggetti sconosciuti alle comunità islamiche italiane e privi di qualsiasi mandato da parte loro. Nessuna delle realtà associative, dei centri islamici e delle moschee che l’UCOII rappresenta sul territorio nazionale ha promosso, sostenuto o riconosciuto questa iniziativa, né è stata consultata.

L’UCOII ribadisce che in Italia la giustizia è amministrata dai tribunali della Repubblica, nel rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato. È un sistema che garantisce pienamente i diritti di tutti i cittadini e i residenti, musulmani compresi, e che non ha bisogno di strutture parallele. Le materie che riguardano lo stato delle persone e i diritti indisponibili, come il matrimonio, la famiglia e la filiazione, sono peraltro escluse per legge da qualsiasi forma di arbitrato.

Anche sul piano religioso, la tradizione islamica insegna al credente a rispettare gli impegni assunti e le leggi del Paese in cui vive. Per il musulmano italiano, affidarsi alla giustizia dello Stato non è una rinuncia alla propria fede, ma ne è coerente espressione. Le comunità islamiche continuano invece a offrire, come sempre, ascolto, mediazione familiare e accompagnamento spirituale, nel pieno rispetto dell’ordinamento.

Iniziative di questo tipo non possono essere accettate dai musulmani italiani. Per questo, l’UCOII invita i fedeli a diffidare di servizi di questo genere.

Anna Rita Canone

Aperto oggi il XXIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU): Malattie genetiche, nuove tecnologie possono svelare le cause che l’esoma non riesce a vedere

Rimini, 7 ottobre 2026 – Circa un caso ogni 250 di disturbo del neurosviluppo potrebbe trovare una spiegazione in una porzione di un piccolo gene che non codifica per alcuna proteina. Praticamente invisibile al sequenziamento dell’esoma, ma individuabile attraverso l’analisi dell’intero genoma: è uno degli esempi di quanto rapidamente stiano cambiando i confini della diagnostica genetica e uno dei temi con cui si apre oggi a Rimini il XXIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU). Ospite d’eccezione Stylianos Antonarakis, tra i più autorevoli genetisti umani a livello internazionale, al quale è affidata la Opening Lecture.

 

L’INNOVAZIONE È IL PRESENTE

 

Nuove conoscenze e nuove tecnologie stanno permettendo di vedere ciò che fino a pochi anni fa rimaneva fuori dalla portata della diagnostica genetica. Lo studio del genoma e degli RNA non codificanti sta facendo emergere nuovi meccanismi di malattia; le tecnologie di sequenziamento long read consentono di affrontare regioni genomiche complesse e alterazioni difficili da caratterizzare con gli approcci convenzionali.

 

“La genetica è oggi parte di un numero crescente di percorsi clinici e contemporaneamente sta aumentando in maniera straordinaria la nostra capacità di interrogare il genoma – sottolinea Paola Grammatico, Presidente SIGU – Questo può significare trovare risposte anche per persone per le quali gli strumenti utilizzati finora non sono stati sufficienti. Ma significa anche confrontarsi con informazioni sempre più complesse: la sfida non è soltanto produrre più dati, ma interpretarli e trasformarli in informazioni clinicamente utili”.

 

È su questo doppio passaggio – una genetica sempre più presente negli ospedali e negli ambulatori e tecnologie capaci di spostare più avanti i confini della diagnosi – che si sviluppano i tre giorni del Congresso SIGU.

 

ANTONARAKIS E LA NUOVA FRONTIERA DELL’RNA NON CODIFICANTE

 

Ad aprire i lavori sarà Stylianos Antonarakis, Professore emerito dell’Università di Ginevra, già Presidente della European Society of Human Genetics e della Human Genome Organisation (HUGO), con la Opening Lecture Small nuclear RNA genes and Mendelian disorders.

 

Al centro, gli small nuclear RNA (snRNA), piccole molecole di RNA che non vengono tradotte in proteine ma svolgono funzioni essenziali nell’elaborazione dell’informazione genetica. Un esempio è proprio RNU4-2, il piccolo gene citato in apertura: specifiche varianti sono state associate a un comune disturbo del neurosviluppo, mostrando come una causa genetica possa trovarsi al di fuori delle regioni codificanti analizzate dall’esoma.

Il punto, dunque, non è soltanto leggere più DNA: si sta ampliando il perimetro di ciò che siamo in grado di riconoscere come geneticamente rilevante per la malattia.

 

A questa evoluzione è dedicata anche la prima sessione plenaria del Congresso, incentrata su RNA e malattie, dallo splicing alle terapie RNA-based, passando per il ruolo dei long non-coding RNA e il loro possibile utilizzo come biomarcatori.

 

LONG READS: LEGGERE MEGLIO IL GENOMA

 

Accanto alle conoscenze, cambiano gli strumenti. Tra le tecnologie protagoniste del Congresso il sequenziamento long read, sistema capace di leggere frammenti di DNA molto più lunghi rispetto alle short reads. Questo permette di ricostruire più efficacemente regioni complesse del genoma e identificare alterazioni difficili da caratterizzare con gli approcci convenzionali, tra cui varianti strutturali ed espansioni di sequenze ripetute.

La prospettiva è poter interrogare il genoma in maniera più completa e, in alcuni contesti, ridurre la necessità di ricorrere a una successione di test differenti. Al Congresso si discuterà delle applicazioni cliniche dei long reads, del loro impiego nello studio di espansioni e alterazioni strutturali e dell’integrazione con nuovi strumenti di interpretazione dei dati.

 

PIÙ DATI, LA SFIDA È INTERPRETARLI

 

“Whole genome sequencing, multi-omica, trascrittomica, analisi dell’RNA e nuovi strumenti bioinformatici – illustra Grammatico – stanno aumentando la capacità di caratterizzare il genoma, ma pongono contemporaneamente questioni di interpretazione, qualità, standardizzazione, appropriatezza e sostenibilità. Il programma congressuale riflette questa evoluzione, con lavori dedicati anche alle varianti del genoma non codificante e all’utilizzo dell’RNA per contribuire all’interpretazione delle varianti di significato incerto”.

 

“Il futuro non è semplicemente fare più test, ma utilizzare il test giusto e saperne sfruttare fino in fondo le informazioni – conclude Grammatico – L’innovazione ha valore quando riesce a ridurre l’incertezza diagnostica e a produrre informazioni utilizzabili nella pratica clinica. Per questo alla tecnologia devono accompagnarsi competenze professionali e criteri condivisi di qualità”.

 

IL XXIX CONGRESSO NAZIONALE SIGU

 

Il XXIX Congresso Nazionale SIGU, in programma al Palacongressi di Rimini fino al 9 ottobre, attraverserà i principali ambiti nei quali la genetica sta modificando ricerca e pratica clinica: screening neonatale genomico, oncogenetica, cardiogenetica, neurogenetica, diagnosi genomica preimpianto, terapie molecolari, epigenetica, genetica predittiva e medicina di precisione.

 

Tre giorni che fotografano una genetica sempre più presente nella medicina e, allo stesso tempo, capace di vedere parti del nostro patrimonio genetico che fino a pochi anni fa rimanevano fuori dalla portata della diagnostica.

Anna Rita Canone

Il Trentino-Alto Adige è la Regione più social d’Italia nella promozione turistica. È quanto emerge dal Vamonos Social Tourism Index 2026. Sul podio anche Toscana e Marche.: Turismo, ecco le Regioni italiane più social

Roma, 02 ottobre 2026 – Secondo Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, è il Trentino-Alto Adige la Regione italiana con la maggiore forza complessiva sui social network nella promozione turistica. Con un indice di 99,72 punti su 100, precede la Toscana (97,13) e le Marche (96,16). È quanto emerge dal Vamonos Social Tourism Index 2026, elaborato da Media Research per Vamonos Vacanze prendendo in esame la presenza delle destinazioni turistiche regionali su Facebook, Instagram, X, YouTube, LinkedIn, TikTok e Pinterest.

Alle spalle del podio si collocano Puglia (95,72), Friuli-Venezia Giulia (95,66), Veneto (95,45), Emilia-Romagna (95,33), Lombardia (94,43), Sicilia (93,99) e Liguria (92,57), che completano la Top 10.

Seguono poi Lazio (91,34), Sardegna (90,34), Piemonte (89,46), Umbria (88,95), Calabria (87,55), Basilicata (85,86), Abruzzo (84,50), Valle d’Aosta (84,17), Campania (80,25) e Molise (76,26).

La ricerca non si limita a sommare follower e iscritti. Per rendere confrontabili piattaforme caratterizzate da dimensioni molto differenti, Media Research ha attribuito a ciascuno dei sette social lo stesso peso, normalizzando la consistenza delle community attraverso una trasformazione logaritmica. L’indice finale, espresso su una scala da zero a cento, è quindi la media dei sette indicatori normalizzati.

Il Trentino-Alto Adige mostra la maggiore forza trasversale. Nel modello utilizzato per la ricerca raggiunge il valore massimo su Facebook, Instagram, X, YouTube, TikTok e Pinterest.

Su LinkedIn il primato passa invece al Friuli-Venezia Giulia. Quest’ultimo ottiene infatti il massimo punteggio normalizzato sulla piattaforma professionale e raggiunge complessivamente il quinto posto nazionale.

Su Instagram emerge con particolare evidenza la dimensione della community di Visit Trentino, con 431 mila follower. Seguono Toscana con 271 mila, Puglia con 194 mila, Veneto con 187 mila, Liguria con 167 mila ed Emilia-Romagna con 163.342.

La fotografia dell’engagement introduce però un elemento ulteriore. Avere più follower non significa automaticamente generare più interazioni. Tra gli account Instagram per i quali è stato possibile consolidare questo indicatore, la Lombardia registra circa 1.273 interazioni medie per contenuto, davanti alla Toscana con 613, alla Calabria con circa 499 e all’Emilia-Romagna con 281. Rapportate alle rispettive community, le interazioni osservate corrispondono a circa lo 0,87% per la Lombardia, allo 0,63% per la Calabria, allo 0,23% per la Toscana e allo 0,17% per l’Emilia-Romagna.

«I social sono ormai una componente strutturale della competizione tra destinazioni turistiche» osservano gli analisti di Vamonos Vacanze. «La dimensione della community continua a essere importante, ma il dato interessante è la capacità di presidiare contemporaneamente piattaforme molto diverse: da Instagram e TikTok, fortemente visuali, fino a YouTube, Facebook e LinkedIn. La promozione di una destinazione non passa più attraverso un solo canale».

L’analisi evidenzia anche una forte concentrazione ai vertici: tra la seconda posizione della Toscana e la settima dell’Emilia-Romagna ci sono meno di due punti nell’indice complessivo. La competizione digitale tra le principali destinazioni italiane appare quindi molto più serrata di quanto suggerisca la sola dimensione delle singole community.

Il Vamonos Social Tourism Index 2026 considera tutte le 20 Regioni italiane e sette piattaforme social. Per completare la comparabilità dell’intero universo analizzato, ai dati direttamente osservati o qualificati sono state affiancate, dove il dato pubblico non risultava disponibile in forma omogenea, stime di modello, identificate separatamente nel database della ricerca. L’engagement, non essendo disponibile con criteri omogenei per tutte le 140 combinazioni Regione-piattaforma, è stato mantenuto come indicatore complementare e non concorre alla determinazione dell’indice generale.

A.M.I.C.I. & Ester Network: “il network che crea opportunità” incontra imprese e professionisti al Volaviamare.

Mercoledì 30 settembre, presso l’Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare” di Napoli, ripartono gli appuntamenti di Associazione A.M.I.C.I. e Ester Network: una rete che unisce imprenditori, professionisti e associazioni e trasforma le relazioni in opportunità, collaborazioni e solidarietà.

NAPOLI – 28 settembre 2026 – Dopo la pausa estiva, a Napoli ripartono gli incontri dedicati al networking, alle relazioni professionali e alla sostenibilità. Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 30 settembre 2026, a partire dalle ore 18:00, presso l’Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare”, Molo Beverello, e vedrà protagonisti Ester Network e Associazione A.M.I.C.I.

Non un semplice appuntamento, dunque, ma un progetto che punta a mettere insieme il network solidale di Ester Network, fondato da Ivana Petrone e quello datoriale dell’Associazione A.M.I.C.I. di Giovanni Scognamiglio, con il fine di creare una comunità all’interno della quale imprenditori, manager, professionisti, associazioni di categoria e organizzazioni del Terzo settore possano incontrarsi e sviluppare collaborazioni.

Un percorso che trova precedenti concreti negli appuntamenti organizzati negli scorsi anni. A marzo, ad esempio, Ester Network e A.M.I.C.I. hanno promosso al Centro Ester di Napoli la presentazione del Campionato Nazionale di Calcio per le Aziende, con una parte dell’iniziativa dedicata alla solidarietà e ai progetti dell’associazione Social Center Village. Da non dimenticare il Summer Charity Network 2025, appuntamento estivo dedicato alla raccolta di energie e risorse a sostegno del progetto “Cuori in gioco”, rivolto ai bambini e alle famiglie del territorio che versano in situazioni di disagio economico e/o sociale.

Una grande famiglia professionale e associativa

L’idea alla base del progetto è quella di superare la tradizionale distinzione tra networking professionale e impegno sociale e di costruire una vera e propria “grande famiglia”, nella quale competenze, esperienze e professionalità possano incontrarsi e generare valore.

Non soltanto quindi occasioni per presentare la propria attività, ma un percorso fondato sulla conoscenza reciproca e sulla possibilità di sviluppare rapporti professionali destinati a proseguire anche dopo l’evento.  La giornata prenderà il via alle 18:30 con gli interventi e gli speech. A partire dalle 19:30 spazio al Networking Aperitif, momento pensato per favorire il confronto informale e la nascita di nuove relazioni. Incontra. Crea. Collabora. Cresci. È questa la filosofia che accompagna gli appuntamenti.

Una rete aperta al territorio e alle istituzioni

L’invito è rivolto a imprenditori, professionisti, aziende e associazioni interessati a conoscere nuove realtà e ad entrare in una rete di relazioni fondata sulla collaborazione anche con le istituzioni. Ogni incontro può diventare infatti l’occasione per conoscere un nuovo professionista, individuare una competenza di cui si ha bisogno, presentare un progetto, costruire una partnership o semplicemente aprire un dialogo, con una visione internazionale in un contesto sportivo e inclusivo. Ed è proprio questo il significato de “Il network che crea opportunità”: mettere le persone nelle condizioni di incontrarsi e lasciare che dalle relazioni possano nascere nuove possibilità.

📅 Mercoledì 30 settembre 2026

🕕 Ore 18:00

📍 Alilauro Headquarter – Building “Volaviamare” – Molo Beverello – 80133 Napoli (NA)

 

Programma:

18:00 – Welcome

18:30 – Speech

19:30 – Networking Aperitif

Un incontro che segna una nuova stagione all’insegna delle relazioni, inclusione, collaborazioni e solidarietà. Perché, in un mondo professionale sempre più basato sulle connessioni, le migliori opportunità possono nascere proprio da un incontro.

Anna Rita Canone

 

Ci sono storie che vanno oltre lo sport. Ci sono gare che non si corrono contro il cronometro, ma contro la paura, il dolore e quei pensieri oscuri che, a volte, sembrano più forti di noi.: La vittoria più bella di Maria: la promessa mantenuta e il ritorno alla corsa dopo la malattia

Questa è la storia di Maria. Qualche tempo fa eravamo a cena a casa sua: era ancora nel pieno delle terapie. Avevamo scelto di stare da lei per non farla affaticare e, soprattutto, per farle sentire tutto il calore della squadra. Maria è un’atleta vera. Una di quelle che vivono la gara, che sentono dentro il brivido della competizione. Quella sera, mentre si parlava del nostro sport, ricordando il compianto Presidente Angelo, Maria disse con la voce rotta: «Ho paura che ora tocchi a me». Moglie e mamma di due figli, si trovava di fronte a una diagnosi dura, impietosa, e a una battaglia che nessuno dovrebbe mai essere costretto ad affrontare. In quel momento era smarrita. Ma poi, come solo certe donne sanno fare, ha raccolto tutta la sua forza ha fatto una promessa: «Se ne esco, torno a correre con la maglia di Angelo». Domenica 20 settembre, Maria quella promessa l’ha mantenuta. Ha corso i 10 chilometri de “La Due Comuni”, gara su strada in Campania tutt’altro che semplice. Avrebbe potuto scegliere un rientro più dolce, un percorso più agevole. Ma Maria aveva bisogno di capire. Aveva bisogno di sentire il suo corpo, di ascoltare i battiti del cuore e di ritrovare la certezza che, dopo anni di silenzi, paura e sofferenza, fosse davvero tornata a vivere. E, sopra ogni cosa, voleva correre per sostenere la causa di Telethon. E così è partita. Non per il cronometro. Non per la classifica. Ma per compiere quel giuramento fatto a se stessa e alla sua squadra. Lei, che nelle gare passate staccava spesso il marito Antonio, stavolta lo ha voluto al suo fianco per tutti i 10.000 metri: non per il timore di non farcela, ma per la pura gioia di condividere con lui ogni singolo passo. E noi eravamo lì, ad aspettarla. Perché nel frattempo era arrivata la notizia più bella, quella che sembrava quasi impossibile: il male che l’aveva morsa non risultava più dagli esami. Forse i miracoli esistono davvero. Quando Maria è apparsa sugli ultimi 100 metri, indossando la maglia del suo Presidente Angelo, abbiamo percepito tutta la sua forza, la sua emozione, il battito potente del suo cuore. Quell’abbraccio subito dopo la linea d’arrivo ha detto tutto ciò che le parole non riusciranno mai a esprimere. Un abbraccio alla vita, alla sua squadra, ad Angelo, ad Antonio, ai suoi figli. E a tutte le persone che, nel buio della malattia, hanno ancora bisogno di continuare a credere.

Peppe Sacco

Dietro metropolitane, strade e grandi opere c’è una seconda infrastruttura quasi invisibile: quella che gestisce terre, rocce, materiali da costruzione e rifiuti da demolizione. Dalla Metro C all’Ara Pacis, il Gruppo Seipa racconta oltre mezzo secolo della trasformazione materiale della Capitale.: Roma sotto terra: 4,4 milioni di metri cubi di scavi per la Metro C

Roma, 21 settembre 2026 – Quattro milioni e 400 mila metri cubi di materiali di scavo, poco meno dei circa 5 milioni indicati dal general contractor per la realizzazione del Tunnel della Manica. A questi si aggiungono 1,83 milioni di metri cubi di calcestruzzo e 285 mila tonnellate di acciaio per cemento armato.

È la dimensione indicata per l’intero tracciato della Metro C e basta questo numero per raccontare una parte della trasformazione di Roma che normalmente rimane invisibile.

Per costruire una città, infatti, bisogna prima spostarne una parte: scavare, trasportare, selezionare, trattare e trovare una destinazione a enormi quantità di terra, roccia e materiali. È la faccia meno visibile delle grandi infrastrutture, ma anche una delle questioni industriali e ambientali della nuova stagione di cantieri della Capitale.

È in questa enorme “economia della materia” che si inserisce la storia del Gruppo Seipa, realtà romana nata nel 1968 nel settore degli inerti e progressivamente evoluta verso il recupero dei materiali da costruzione e demolizione, il trasporto, il trattamento e la produzione di materie prime seconde.

La storia industriale del gruppo attraversa alcuni dei cantieri che negli ultimi decenni hanno modificato Roma e il suo territorio. Tra le referenze documentate dal Gruppo Seipa figurano circa un milione di metri cubi di pozzolana forniti per la realizzazione delle complanari dell’autostrada Roma-Fiumicino e circa 150 mila metri cubi destinati ai sottofondi dei parcheggi e delle strade del parco Zoomarine.

Ma uno degli interventi più particolari riguarda l’Ara Pacis. Tra il 2003 e il 2006 il Gruppo Seipa fornì Duremix per realizzare una sottofondazione dello spessore di 1,5 metri, utilizzata per separare il sottofondo archeologico dalle nuove strutture, oltre ai massetti preparatori alla pavimentazione.

È quasi una metafora della complessità del costruire a Roma: sotto un’opera contemporanea può esserci un’altra Roma, archeologica, che deve essere protetta prima ancora di poter costruire quella nuova.

Dall’Ara Pacis alla Metro C, la questione assume oggi dimensioni ancora maggiori. Nel dicembre 2025 nella Capitale sono entrate in funzione le stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia della Metro C. Nel febbraio 2026 sono partiti i cantieri di Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Mazzini; nel luglio successivo è iniziata la cantierizzazione di Auditorium e Farnesina.

La sola tratta da Venezia a Mazzini comporta circa 165 mila metri cubi di scavo archeologico, mentre l’intero progetto della Linea C prevede centinaia di migliaia di metri cubi di scavi eseguiti con modalità archeologica.

Per un’industria dei materiali, numeri di questa portata pongono una questione fondamentale: che cosa accade alla materia quando esce dal cantiere?

«Una grande infrastruttura non è fatta soltanto di ciò che viene costruito. È fatta anche di ciò che viene scavato, movimentato e, quando le caratteristiche del materiale e le norme lo consentono, recuperato e reintrodotto nei cicli produttivi» osservano gli specialisti di Seipa.

Già nel 2011 il Gruppo Seipa documentava un rapporto contrattuale collegato alla realizzazione della Metro C, comprendente trasporto di rifiuti, forniture e servizi per la gestione dei materiali, nonché attività relative alle terre e rocce da scavo.

È proprio qui che negli ultimi vent’anni è cambiato il paradigma industriale. La terra e i materiali provenienti da un cantiere non rappresentano necessariamente soltanto qualcosa di cui liberarsi. In presenza dei requisiti tecnici, ambientali e normativi previsti, una parte può entrare in processi di recupero e trasformarsi nuovamente in materiale utilizzabile.

È il principio della cosiddetta miniera urbana: una città che demolisce, scava e ricostruisce produce contemporaneamente una domanda di materie prime e una potenziale offerta di materiali recuperabili.

Nel caso del Gruppo Seipa questa trasformazione è misurabile. Nel 2025 il gruppo ha gestito complessivamente oltre 1,2 milioni di tonnellate di materiali tra ingressi e uscite dai propri insediamenti industriali. Circa il 60% dei volumi trattati è legato agli aggregati inerti riciclati, mentre il 75% dei materiali in uscita è di natura riciclata.

La produzione di aggregati inerti riciclati ha superato le 320 mila tonnellate, contro circa 30 mila nel 2008: in diciassette anni è più che decuplicata. Nel 2025, inoltre, il tasso di reimpiego degli aggregati riciclati prodotti dal gruppo ha raggiunto il 100%.

«Il cambiamento più importante è culturale prima ancora che industriale: ciò che esce da un cantiere non deve essere automaticamente considerato la fine di una filiera. Può rappresentare l’inizio della successiva» sottolineano gli specialisti del Gruppo Seipa.

Nel 1968 l’attività ruotava principalmente attorno a pozzolana e tufo. Nel corso dei decenni alle attività estrattive si sono affiancati trasporto, calcestruzzi, premiscelati, gestione dei rifiuti inerti, impianti di recupero e produzione di aggregati riciclati.

La stessa evoluzione dei prodotti racconta il cambiamento. Accanto agli aggregati naturali sono comparsi aggregati riciclati e miscele sviluppate per specifiche applicazioni, come Duremix e Becomix. E cambia soprattutto il rapporto tra cantiere e impianto: il primo non è più soltanto il luogo che consuma materia; può diventare anche il luogo dal quale la materia ritorna.

La nuova stagione della Metro C rende questa trasformazione ancora più attuale. Secondo il quadro economico pubblicato dal general contractor, l’investimento complessivo previsto per la linea da Monte Compatri/Pantano a Farnesina ammonta a circa 7,1 miliardi di euro.

Le sole opere delle tratte oltre Venezia valgono più di 3 miliardi di euro e aggiungeranno circa sette chilometri di linea e sei nuove stazioni.

Sono investimenti che raccontano la trasformazione della mobilità romana, ma dietro ai miliardi c’è una quantità fisica di materia che deve essere gestita: milioni di metri cubi scavati e altrettanti flussi di materiali necessari per costruire.

Per questo la partita ambientale delle grandi infrastrutture non riguarda soltanto il consumo energetico dell’opera una volta terminata. Riguarda anche ciò che accade durante la sua costruzione.

Roma rappresenta da questo punto di vista un laboratorio particolare. Costruire significa continuamente confrontarsi con sottosuolo, archeologia, reti esistenti, materiali da scavare e necessità di approvvigionarne di nuovi. La sfida dell’economia circolare consiste nel fare incontrare, quando tecnicamente possibile, questi due flussi.

«La città del futuro non potrà essere costruita pensando che ogni nuova opera debba partire soltanto da nuove materie prime. La vera innovazione sarà riuscire a considerare una parte crescente dei materiali già presenti nelle città come risorse da recuperare, qualificare e utilizzare nuovamente» osservano gli specialisti del Gruppo Seipa.

È forse questa la trasformazione più profonda avvenuta dalla nascita di Seipa nel 1968. Per decenni la domanda fondamentale dell’industria degli inerti è stata: dove trovare la materia necessaria per costruire? Oggi se ne aggiunge un’altra: quanta della materia che abbiamo già utilizzato possiamo evitare di perdere?

«Perché sotto una metropolitana, dietro una strada o dentro un edificio non ci sono soltanto cemento, sabbia, pozzolana e acciaio. C’è una quantità enorme di materia. E il modo in cui quella materia viene gestita può determinare una parte importante dell’impatto ambientale della città che stiamo costruendo» concludono gli esperti del Gruppo Seipa.

Anna Rita Canone

La solidarietà corre più veloce del tempo: Devoluto il ricavato della gara podistica in memoria di “Atos Lugni”

L’ A.S.D. Road Runners Maddaloni, in collaborazione con la Scuola di Commissariato dell’Esercito Italiano, ha destinato il ricavato della manifestazione podistica “La Scuola di Commissariato ricorda Atos Lugni” alla raccolta fondi “Una speranza per Mario”, promossa dalla famiglia del giovane Mario, figlio di un collega dell’Istituto che necessita di cure sanitarie molto costose, da eseguirsi presso una clinica specializzata in Messico.

L’iniziativa benefica rappresenta il completamento di una giornata all’insegna dello sport, della memoria e della solidarietà, valori che accomunano il mondo sportivo e l’Esercito Italiano.

Il contributo raccolto grazie alla partecipazione degli atleti, degli sponsor e di tutti coloro che hanno sostenuto l’evento costituisce un segno tangibile di vicinanza a Mario e alla sua famiglia nel complesso percorso che stanno affrontando.

Il Comandante della Scuola di Commissariato, Brigadier Generale Sandro Corradi, ha evidenziato come la manifestazione, dedicata alla memoria di Atos Lugni, abbia trovato nella solidarietà la sua conclusione più significativa:

“Lo sport è impegno, sacrificio e spirito di squadra, ma raggiunge il suo significato più alto quando diventa sostegno concreto. La collaborazione tra le istituzioni, associazioni sportive e cittadini dimostra come l’unione delle energie possa generare un aiuto reale per chi ne ha bisogno. Siamo orgogliosi di poter contribuire a questa iniziativa in favore di Mario e della sua famiglia.”

La Road Runners Maddaloni e la Scuola di Commissariato esprimono sincera riconoscenza verso tutti i partecipanti che hanno preso parte alla manifestazione, trasformando una giornata di sport in un gesto autentico di solidarietà e vicinanza umana.

Anna Rita Canone

Vacanze, Milano supera Roma nella classifica degli spendaccioni

Roma, 8 settembre 2026 – Milano supera Roma e conquista il primato dei viaggiatori più spendaccioni d’Italia. È quanto emerge dalla rilevazione post-vacanze realizzata nella prima settimana di settembre da Media Research per Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo, sulla base degli acquisti registrati nel trimestre giugno-agosto 2026.

Il ticket medio per vacanza arriva a 2.180 euro a Milano, contro i 2.050 euro di Roma e i 1.900 euro di Napoli. Le tre grandi città restano quindi sul podio, ma cambia l’ordine rispetto alla rilevazione Vamonos Vacanze del 2022, quando Roma precedeva Milano e Napoli.

La vera novità, tuttavia, non è soltanto il sorpasso. Si è alzata la soglia della vacanza ad alto budget. Quattro anni fa il discrimine era rappresentato soprattutto dai viaggi superiori ai 1.500 euro; oggi la nuova soglia della vacanza premium si sposta oltre i 2.000 euro a persona.

Secondo gli indicatori elaborati da Media Research per Vamonos Vacanze, la quota di clientela che acquista almeno una vacanza sopra questa soglia è particolarmente elevata nelle tre metropoli: circa il 38% a Milano, il 35% a Roma e il 31% a Napoli.

E non si tratta semplicemente di spendere di più. Cambia ciò per cui si è disposti a pagare: «la clientela ad alto budget è diventata più selettiva. Non cerca necessariamente il prezzo più basso: confronta strutture, collegamenti, servizi, durata e qualità complessiva dell’esperienza e spende di più quando riconosce un vantaggio concreto» spiegano gli analisti di Vamonos Vacanze.

Cambiano anche le scelte. Milano è la città con la maggiore propensione ai viaggi internazionali e ai pacchetti premium; Roma privilegia crociere e Mediterraneo; Napoli resta più orientata al mare, ma aumenta il peso delle destinazioni estere.

Tra i prodotti che intercettano maggiormente la clientela ad alta capacità di spesa figurano crociere, resort 4 e 5 stelle, lungo raggio e soggiorni mare all inclusive, insieme a camere di categoria superiore, voli più comodi, escursioni e servizi inclusi.

Anche l’identikit dello “spendaccione” è cambiato. Nella clientela Vamonos continua ad avere un peso importante la fascia 26-55 anni, con una forte presenza di single e di persone economicamente indipendenti, ma il comportamento d’acquisto appare meno impulsivo rispetto al passato: chi investe di più nella vacanza tende anche a programmarla prima.

«È forse questo il cambiamento più interessante: spendere molto non significa più comprare senza guardare il prezzo. Al contrario, il cliente premium confronta, programma e sceglie con attenzione. Vuole capire cosa riceve in cambio di ogni euro in più» sottolineano dal tour operator.

Il confronto con il 2022 fotografa così un cambiamento più profondo del semplice avvicendamento tra Roma e Milano. Quattro anni fa una vacanza da 1.500 euro identificava già il segmento degli “spendaccioni”; nel 2026 il nuovo spartiacque si avvicina ai 2.000 euro.

«Milano conquista il primo posto, ma la notizia vera è un’altra: si è alzata l’asticella della vacanza premium. Una parte degli italiani preferisce viaggiare meno giorni o programmare con maggiore anticipo, ma quando parte è disposta a investire di più per acquistare qualità, comodità ed esperienze» concludono gli analisti di Vamonos Vacanze.

Anna Rita Canone

Il pittore giramondo torna nella sua terra con un nuovo progetto dedicato a Napoli: Van Gogh arriva in città e dialoga con le nuove tele di Mangone, tra mare, Vesuvio, archeologia, grandi palazzi e memoria.: Il pittore campano Fernando Mangone porta Van Gogh a Napoli

Napoli torna al centro del percorso artistico di Fernando Mangone, pittore campano conosciuto per la sua ricerca attraverso città, paesaggi e luoghi del mondo, che ha fatto del viaggio una vera e propria forma d’arte. Dopo aver portato il suo progetto dedicato a Vincent van Gogh in diversi territori italiani, Mangone torna nella sua terra con un nuovo capitolo del suo percorso: l’arrivo di Van Gogh a Napoli, in un progetto nel quale la figura e lo spirito del grande artista olandese entrano in dialogo con la personale visione pittorica di Mangone. Accanto a questo percorso, l’artista ha già preparato una nuova serie di tele dedicate a Napoli, nate dall’osservazione diretta della città e dei suoi luoghi più rappresentativi. Non una Napoli da cartolina, ma una città da attraversare, vivere e reinterpretare attraverso colore, materia, luce e movimento. Il mare, il Vesuvio, i vicoli, le piazze, le chiese, i grandi palazzi storici e l’immenso patrimonio archeologico diventano così materia della sua pittura. Tra i luoghi che hanno ispirato il nuovo lavoro c’è anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – MANN, con le straordinarie collezioni Farnese e le testimonianze provenienti da Pompei ed Ercolano. L’archeologia rappresenta una parte fondamentale dell’identità di Napoli e diventa, nelle nuove tele di Mangone, parte di un racconto più ampio che mette in relazione passato e presente, memoria e contemporaneità, patrimonio e vita quotidiana. La città si trasforma ancora una volta in un grande atelier a cielo aperto: un luogo da osservare con attenzione, cercando non soltanto gli scorci più conosciuti, ma anche quelle immagini quotidiane e meno consuete che appartengono all’anima della città. In questo nuovo progetto, Van Gogh diventa una presenza ideale, un riferimento con cui confrontarsi sul terreno della ricerca artistica e dello sguardo sul mondo. Non una semplice citazione, ma un dialogo tra due modi di intendere il viaggio, il paesaggio e la pittura. Fernando Mangone è da sempre un pittore giramondo. Ha attraversato città e territori trasformando l’esperienza del viaggio in uno degli elementi principali della propria ricerca. Oggi torna nella sua terra con uno sguardo maturato attraverso anni di esperienze lontano da casa e con il desiderio di raccontare Napoli proprio attraverso quella prospettiva.

Fernando Mangone, pittore, racconta: “Ho sempre dipinto i luoghi dopo averli attraversati. Napoli per me è qualcosa di ancora più forte, perché è la mia terra. Ho preparato queste tele camminando per la città, guardando i suoi palazzi, il mare, il Vesuvio e quei luoghi che raccontano la nostra storia, come il MANN. Napoli ha una storia straordinaria che si legge nell’archeologia, nelle architetture e nella vita di tutti i giorni. Van Gogh mi accompagna in questo viaggio, come è già accaduto in altri territori. Non voglio semplicemente portare Van Gogh a Napoli, ma creare un dialogo tra il suo spirito di ricerca e la mia pittura. Dopo tanti viaggi, tornare a Napoli significa per me guardarla con occhi nuovi e raccontare ancora una volta le sue meraviglie.”

La Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS – FAM ETS, Anna Coralluzzo, dichiara: “Fernando Mangone ha fatto del viaggio la sua forma di ricerca. Ha attraversato città e territori portando con sé uno sguardo capace di trasformare i luoghi in pittura. Il ritorno a Napoli, nella sua terra, assume per noi un significato particolare. Le nuove tele nascono dall’incontro con una città ricchissima di storia e di bellezza: dal MANN ai grandi palazzi, dal mare al Vesuvio, fino ai luoghi della vita quotidiana. L’arrivo di Van Gogh a Napoli aggiunge a questo percorso un ulteriore elemento di dialogo e di confronto artistico. Come Fondazione crediamo che l’arte possa contribuire a far conoscere e riscoprire i territori e questo progetto rappresenta proprio un nuovo modo di raccontare Napoli attraverso la sensibilità di un artista che, dopo aver viaggiato tanto, torna a casa con uno sguardo ancora più aperto.”

Il progetto si lega alla filosofia della Fondazione Arte Mangone ETS – FAM ETS, impegnata nella valorizzazione dell’arte, della cultura e dei territori attraverso il percorso artistico di Fernando Mangone. Napoli, per Mangone, non è soltanto un luogo da rappresentare: è un ritorno alle origini, un nuovo viaggio e un incontro tra la propria terra, la propria pittura e lo spirito di Vincent van Gogh.

Anna Rita Canone

Presidente Commissione Ambiente, Flocco: “Calo dei roghi in Campania segnale importante. Ora controlli strutturali e presidio costante”

“Il calo di oltre il 26% dei roghi di rifiuti registrato ad agosto nella Terra dei Fuochi è un segnale importante, che conferma quanto un’azione coordinata e capillare di controllo del territorio possa produrre risultati concreti”. Lo dichiara Salvatore Flocco, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania.

“Circa 3.700 controlli tra le province di Napoli e Caserta, insieme a sequestri, denunce e sanzioni per circa 270mila euro, restituiscono la dimensione di un’attività intensa che ha colpito sversamenti, trasporto illecito e gestione abusiva dei rifiuti. È particolarmente significativo anche il ricorso alle telecamere e alla Control room interforze, che consente di individuare più rapidamente gli illeciti e intervenire in modo tempestivo”.

“Un ringraziamento va ai prefetti di Napoli e Caserta, Michele di Bari e Lucia Volpe, per il lavoro di coordinamento, alle forze impegnate nei controlli e ai Vigili del fuoco, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale sul territorio. Un dato positivo che va nella direzione dell’impegno condiviso nei mesi scorsi tra il presidente Roberto Fico e il Corpo dei Vigili del fuoco per ridurre il fenomeno dei roghi e rafforzare l’azione di prevenzione e contrasto sul territorio. Questi risultati incoraggiano, ma non autorizzano ad abbassare la guardia. Il passo successivo deve essere rendere strutturale questo livello di presidio. La Terra dei Fuochi ha bisogno di una presenza costante dello Stato e di un impegno continuo sul fronte della tutela ambientale e della salute dei cittadini”.

Anna Rita Canone

Da giovedì 3 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli Itinerari di visita, performing arts, ricerche sonore: MANNight, straordinarie aperture Quando il futuro incontra il passato

1 settembre 2026. Le arti performative e la creatività contemporanea in scena al Museo Archeologico
Nazionale di Napoli: un nuovo modo per scoprire e riscoprire le straordinarie collezioni del MANN attraverso
un’esperienza multisensoriale e coinvolgente per una concreta esperienza di conoscenza.
Si intitola “MANNight. Straordinarie aperture” il progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del
MiC grazie al quale, il Museo prolungherà l’orario di apertura dalle 19 alle alle 23.30 (ultimo ingresso ore
22.30), con performances tutte studiate per lo specifico del Museo e caratterizzate dall’interazione con il
pubblico, oltre che dalla ricerca artistica e dalla consueta rigorosa base scientifica. Gli appuntamenti si
terranno tutti i giovedì fino al 22 ottobre, con un biglietto di ingresso a 10€. Serata speciale anche
il sabato 26 settembre (che sostituirà l’apertura di giovedì 24), per le Giornate Europee del
Patrimonio, con biglietto a 1€.
Le proposte artistiche sono ispirate alle opere del MANN, perché, come recita il sottotitolo della
rassegna, “il futuro incontra il passato”: bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat,
interazioni, living art, crossover musicali, tableaux vivants. Comunicazione non verbale per apprezzare le
straordinarie opere d’arte del Museo sotto una nuova luce.
Pensando ai più giovani ( ma non solo), le serate saranno contrassegnate anche dagli interventi
di Dj-set, selezionati da Soul Express Collective tra i nomi più interessanti del panorama nazionale e
internazionale che hanno accettato la sfida di mettere le loro ricerche sonore a servizio di un progetto
culturale.
Ad inaugurare MANNight il 3 settembre, ci sarà infatti il tedesco Niklas Wandt, percussionista,
produttore, DJ e conduttore radiofonico che ha partecipato a vari e importanti festival, in Europa e
oltreoceano. La sua “tavolozza sonora” è ricca, caratterizzata da un’impronta ipnotica, capace di
coinvolgere il pubblico con composizioni che spaziano dall’afro-funky alla progressive fino alla tech-house
avvolgente. (Per info: niklaswandt.com)
“Il Museo riparte a settembre all’insegna della contaminazione artistica e del coinvolgimento del
pubblico: con MANNight, invitiamo a vivere con noi, in modo diverso dalla visita tradizionale, le nostre
collezioni. Un grande Museo come il MANN è come un caleidoscopio di valori e punti di vista dove è il
visitatore con la sua personalità a fare la differenza. Tra musica, danza e performance, il filo rosso
dell’itinerario serale sarà l’integrazione fra le arti. Benvenuti al Museo, dunque, per condividere una nuova
tappa del grande viaggio nella cultura del MANN preparandoci a festeggiare nel 2027 i 250 anni dalla sua
istituzione!”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

Prodotto per conto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in
collaborazione con La Santissima Community Hub, MANNight mira soprattutto a valorizzare l’esperienza
di visita, senza distogliere il pubblico dalla bellezza delle opere, ma aggiungendo in alcuni momenti uno
spunto di riflessione o uno spazio di interazione. Le performance, disseminate lungo il percorso di visita,
durano pochi minuti, sono site – specific e vengono replicate più volte durante la serata: bodypainting e
tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, danza, crossover musicali,
tableaux vivant si troveranno nelle varie sale. In giardino, prevista l’esibizione finale di dj-set: qui si potranno
gustare i menù tematici e gli aperitivi realizzati dal MANNCaffè.
Tantissimi gli artisti coinvolti: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia,
Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alo, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club
Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia
Nikolla , Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico,
Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo.

Tutte le info su: https://www.museoarcheologiconapoli.it/event/mannight-straordinarie-aperture-il-futuro-
incontra-il-passato/

Anna Rita Canone

Sul podio la solidità delle capacità professionali dell’Istituto: La Scuola di Commissariato conferma la propria eccellenza nell’operazione “Stirrup & Whisk”

Presso la U.S. Army Garrison Baumholder, sede della 16^ Brigata di Sostegno dell’Esercito degli Stati Uniti, si è conclusa la terza edizione della competizione culinaria “Stirrup & Whisk”, attività addestrativa che ha riunito team provenienti da Italia, Stati Uniti e Regno Unito impegnati nei servizi di vettovagliamento in contesti operativi multinazionali.

Il Battaglione Mezzi Mobili Campali della Scuola di Commissariato dell’Esercito Italiano ha preso parte alla competizione operando in un quadro addestrativo caratterizzato da elevati standard tecnici e da un confronto diretto con le rappresentanze del 55th Quartermaster U.S. Army, del 221st Quartermaster U.S. Army e del Regno Unito.

A conquistare il podio assoluto nelle categorie “dinner”, “lunch” e “squadra mista” è stato proprio il team italiano, ottenendo per la terza volta consecutiva il miglior risultato complessivo della competizione.

L’iniziativa, promossa dal Comandante del 95th Combat Sustainment Support Battalion (CSSB), ha confermato il ruolo della cooperazione internazionale quale strumento essenziale per l’innalzamento delle capacità professionali del personale impiegato nella logistica alimentare.

Le prove, condotte con l’impiego di cucine campali in dotazione alle Forze Armate statunitensi, hanno richiesto la realizzazione di preparazioni complesse con ingredienti assegnati in mystery box giornaliere e la gestione di procedure operative valutate secondo criteri di efficacia, sicurezza e qualità complessiva del prodotto finale.

L’attività ha inoltre favorito un significativo scambio culturale culinario tra le diverse rappresentanze, consentendo al personale di confrontarsi con metodologie, tradizioni gastronomiche e procedure operative proprie delle Nazioni alleate, contribuendo così ad ampliare il patrimonio professionale individuale e collettivo.

La partecipazione ha consentito di consolidare le competenze del personale e di valorizzare la capacità dell’Esercito Italiano di operare efficacemente in contesti multinazionali, confermando il ruolo della Scuola di Commissariato quale polo di riferimento nella formazione e nell’impiego del personale del settore.

“Un risultato d’eccellenza che rafforza ruolo, competenze e capacità operative della Scuola di Commissariato dell’Esercito”

Anna Rita Canone

Hanno partecipato alla manifestazione gli artisti Ludovica Bizzaglia, Valeria Solarino, Giacomo Ferrara, Alberto Paradossi e Alessandro Proietti: Più di 200 screening gratuiti effettuati e un nuovo mammografo attivato a Nicosia: il bilancio dei 3 giorni di Nicosiana

Roma, 31 agosto 2026 – Duecentoventi screening oncologici gratuiti effettuati, un nuovo mammografo entrato in funzione a Nicosia proprio nella prima giornata della manifestazione, e una raccolta fondi per facilitare l’accesso alle cure oncologiche nelle aree interne. Si chiude così la terza edizione di Nicosiana, manifestazione ideata e organizzata dall’associazione culturale Divina Mania, in collaborazione con il Comune di Nicosia e l’ASP di Enna e con la direzione artistica di Antonio Monsellato, che dal 27 al 29 agosto ha messo al centro, nel cuore dell’entroterra siciliano, la salute delle donne e l’accesso alla prevenzione oncologica nelle aree interne.

Per tre giorni, attraverso gli screening gratuiti e in Open Day, sono state effettuate mammografie e screening della cervice uterina ed è stata prevista la consegna dei kit per lo screening del colon-retto, con il coinvolgimento dell’ASP di Enna e dei professionisti sanitari del territorio. Ai controlli si sono affiancati incontri pubblici dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce, agli stili di vita e ai percorsi di cura. I risultati sono stati sorprendenti: in tre giorni sono stati effettuati 76 mammografie, 62 PAP test e sono stati consegnati 82 kit per lo screening del tumore al colon retto.

A rimanere sul territorio oltre i tre giorni della manifestazione è soprattutto un nuovo strumento per la prevenzione. Il nuovo mammografo di ultima generazione della Casa della Comunità di Nicosia è stato infatti attivato e, proprio durante la prima giornata di Nicosiana, ha effettuato il suo primo esame. Per le donne di Nicosia e dei comuni vicini significa poter accedere a un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella senza dover affrontare ogni volta lunghi spostamenti verso Enna o altre strutture sanitarie.

“Abbiamo aderito con convinzione a questa iniziativa, insieme all’amministrazione comunale, perché occasioni come questa ci permettono di avvicinare più persone alla prevenzione e di favorire una partecipazione più ampia ai programmi di screening, spiega Mario Zappia, direttore generale dell’ASP di Enna. In queste giornate sono stati attivati a Nicosia i tre screening oncologici previsti dai programmi regionali, ma c’è anche un risultato molto concreto che vogliamo sottolineare: oggi il nuovo mammografo di ultima generazione ha effettuato il suo primo esame. Abbiamo scelto di collocarlo proprio qui, in un’area montana e periferica, seguendo un principio che è al centro anche degli indirizzi nazionali e regionali e del PNRR: portare la sanità quanto più possibile vicino alle persone. Per le donne di Nicosia e dei comuni vicini significa poter accedere a un esame fondamentale per la prevenzione senza dover affrontare ogni volta lunghi spostamenti verso Enna o altre strutture”.

Accanto agli screening, Nicosiana ha chiamato a raccolta la comunità anche per sostenere chi deve affrontare le cure. La raccolta fondi promossa durante la manifestazione è ancora in corso fino al 2 settembre, e tutto il raccolto sarà destinato ad AGO, associazione che offre gratuitamente alle persone con diagnosi oncologica un servizio di trasporto verso i luoghi di cura, accompagnandole in particolare nei percorsi di chemioterapia e radioterapia.

 

“Come Comune abbiamo scelto di sostenere e affiancare questa edizione di Nicosiana, dedicata alla salute delle donne e alla prevenzione, contribuendo a un percorso che ha messo insieme l’ASP di Enna, associazioni, realtà del territorio, cittadini e cittadine – dichiara la sindaca di Nicosia, Anna Maria Gemmellaro – “Credo che questa manifestazione rappresenti un buon esempio di comunione di intenti e di collaborazione tra soggetti diversi, uniti dalla volontà di rafforzare l’attenzione sulla salute femminile. La prevenzione riguarda l’intera comunità: le donne devono potersi sentire protette e sostenute anche nel luogo in cui vivono, sapendo di poter contare su servizi, attenzione e vicinanza. È anche per questo che il Comune promuove e sostiene questa iniziativa. Mi auguro che da queste giornate rimanga soprattutto una maggiore consapevolezza: prendersi cura della propria salute, con continuità e senza paura, significa prendersi cura di sé e anche della comunità di cui si fa parte”.

Nel corso delle tre giornate sono intervenuti in piazza medici, oncologi e specialisti provenienti dallo Istituto Oncologico Mediterraneo, da Humanitas, dall’ospedale Cannizzaro di Catania e dall’Umberto I di Enna, che hanno affrontato con il pubblico i diversi aspetti della prevenzione oncologica, della diagnosi e dei percorsi di cura.

LA PREVENZIONE ATTRAVERSO LE STORIE, L’ARTE E LA CULTURA

Accanto alla dimensione sanitaria, Nicosiana ha affidato all’arte e alla cultura il compito di portare la prevenzione nello spazio pubblico e di farne un tema condiviso dalla comunità. Al centro ci sono state innanzitutto le donne del territorio che hanno scelto di rendere pubblica la propria esperienza con la malattia.

Venti di loro sono state protagoniste di “Volti di Rinascita”, la mostra realizzata dalla fotografa Bianca Burgo, che attraverso i loro ritratti ha portato in diversi luoghi della città storie di diagnosi, cura e ripartenza. Le stesse donne sono state poi protagoniste di “Voci di Rinascita”, spettacolo con la direzione artistica di Antonio Monsellato che ha portato in piazza le loro testimonianze e le loro storie, insieme al contributo artistico di Ludovica Bizzaglia, Giacomo Ferrara, Alberto Paradossi e Alessandro Proietti.

“Da giovane donna sono stata molto felice di partecipare a Nicosiana e di poter dare il mio contributo a un’iniziativa dedicata alla salute femminile – racconta l’attrice Ludovica Bizzaglia – In questi giorni ho avuto la possibilità di incontrare e ascoltare donne che hanno raccontato la propria esperienza con grande generosità, e questo mi ha fatto riflettere ancora di più su quanto la prevenzione non debba essere considerata una questione legata soltanto all’età o a una particolare fase della vita. Conta anche il luogo in cui si vive e la possibilità concreta di accedere ai controlli e ai servizi: confrontandomi con queste storie mi sono resa conto di quanto, in alcuni casi, poter prendersi cura della propria salute possa diventare quasi un privilegio. La prevenzione dovrebbe invece essere un’opportunità accessibile a tutte, indipendentemente dall’età e dal territorio in cui si vive. Credo sia importante cominciare presto a costruire questa consapevolezza e occasioni come Nicosiana servono anche a questo: a far circolare informazioni, esperienze e attenzione tra donne di generazioni e realtà diverse”.

“Da padre di una bambina, questa esperienza ha avuto per me anche un significato personale: mi ha fatto riflettere ancora di più sull’importanza di costruire fin da subito una cultura della prevenzione e della cura, perché le donne di domani possano crescere con maggiore consapevolezza e con la possibilità di sentirsi tutelate – aggiunge l’attore Giacomo Ferrara – Chi lavora nel cinema ha anche la possibilità di raggiungere molte persone e, in alcuni momenti, di contribuire a portare attenzione su temi che rischiano di restare ai margini. Per questo sono stato felice di prendere parte a Nicosiana e di poter dare il mio contributo a un’iniziativa che mette insieme cultura, salute e attenzione per il territorio”.

Il programma culturale ha visto anche la partecipazione di Valeria Solarino, protagonista insieme alla pianista Gloria Campaner dello spettacolo Oltre le colonne d’Ercole, appuntamento conclusivo della manifestazione.

Nicosiana ha coinvolto infine le associazioni e le realtà del territorio, tra cui la cooperativa Nikos, Da Cosa Nasce Cosa, Federcasalinghe, il Movimento per la difesa dei territori e LibroSia, che hanno contribuito alla manifestazione e alla partecipazione della comunità.

Nicosiana è organizzata e promossa dall’Associazione culturale Divina Mania, in collaborazione con il Comune di Nicosia e l’ASP di Enna, con la direzione artistica di Antonio Monsellato.

Anna Rita Canone

Un progetto indipendente, dieci anni di racconto, valorizzazione e memoria: Festival Delle Corti 2026

Il Festival delle Corti, giunto quest’anno alla sua decima edizione, nasce come progetto culturale indipendente, animato dalla volontà di valorizzare il patrimonio artistico, storico e paesaggistico della Valle di Suessola e di restituire voce e memoria a quelle personalità illustri che in questa terra hanno visto i natali, contribuendo, spesso silenziosamente, alla storia culturale, sociale e civile del nostro Paese.
In un decennio di attività, il Festival ha scelto di non limitarsi alla semplice celebrazione, ma di costruire, edizione dopo edizione, dei veri e propri percorsi tematici, fondati sulle ricerche storiche e scientifiche condotte dai soci e dai collaboratori dell’Associazione FATTIperVOLARE. Questo lavoro di scavo documentario e di ricostruzione della memoria locale ha permesso di intrecciare la narrazione dei luoghi con quella delle persone, restituendo alla Valle di Suessola una identità culturale consapevole delle proprie radici e capace di raccontarsi con rigore e passione.
L’indipendenza rappresenta, fin dalle origini, la cifra distintiva del Festival: una scelta consapevole che comporta inevitabilmente dei limiti nelle possibilità organizzative e logistiche, legati alla scarsità delle risorse economiche a disposizione. Eppure, proprio in questa condizione di limitatezza, il progetto ha trovato la propria forza più autentica, sperimentando negli anni la fiducia reciproca e l’aiuto volontario dei partecipanti come risorsa non accessoria, ma fondamentale e strutturale. È attorno a questa rete di relazioni, di competenze condivise e di generosità disinteressata che il Festival ha potuto crescere, edizione dopo edizione, mantenendo intatta la propria identità.
Ancora oggi, a dieci anni dalla prima edizione, il Festival delle Corti Suessolane si regge su questo stesso equilibrio: il volontariato di chi vi partecipa e il sostegno economico dei soci dell’Associazione e di quanti, di anno in anno, scelgono di contribuire alle sue iniziative. Un modello fragile per definizione, ma proprio per questo autentico: una comunità che si racconta da sé, con le proprie forze, custodendo e trasmettendo la memoria di una terra e delle persone che l’hanno abitata.
Chi volesse sostenere questo percorso può farlo con un contributo volontario, tramite versamento sul seguente IBAN: IT81 Z 08987 14900 0000 0020 1065, Banca BCC Caserta, causale “Contributo volontario attività Associazione Fatti per Volare”. Parte del contributo è deducibile dalle tasse.

Grazie, vi aspettiamo numerosi nella splendida cornice storica di Villa Chiara.

Anna Rita Canone

A Santa Maria a vico l'evento che unisce motori, inclusione, territorio e solidarietà: LYNPHIS RIDE 2026: decima edizione

Il 5 e 6 settembre due giornate di eventi. Motociclisti da tutta Italia, tour attraverso le bellezze del territorio, spettacoli, supercar e Polizia Stradale. Al centro dell’iniziativa il sostegno alle attività dell’Associazione La motoTerapia.

Santa Maria a Vico (CE), settembre 2026 – Dieci edizioni, migliaia di chilometri percorsi e una comunità di motociclisti, famiglie, volontari e sostenitori cresciuta negli anni attorno a un obiettivo comune: coniugare la passione per le due ruote con inclusione, solidarietà e sensibilizzazione.

Sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 torna a Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, il Lynphis Ride, giunto alla sua decima edizione.

L’evento, promosso dall’Associazione La motoTerapia, con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Santa Maria a Vico, propone un intenso programma articolato su due giornate e richiama motociclisti provenienti da diverse parti d’Italia.

Il Lynphis Ride nasce e cresce come evento motociclistico a sostegno delle attività dell’Associazione La motoTerapia e della psicomotricità sensoriale in moto, nell’ambito di percorsi rivolti a bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo.

Negli anni la manifestazione ha assunto una dimensione sempre più ampia, diventando un appuntamento capace di unire il mondo delle due ruote alla solidarietà, alla sensibilizzazione e alla valorizzazione del territorio.

SABATO 5 SETTEMBRE: LYNPHIS RIDE OFF ROAD, MUSICA E SPETTACOLO PIROTECNICO

Il programma prenderà il via sabato 5 settembre alle ore 9.00 in Piazza Francesco Crispi (Piazza Umberto I), a Santa Maria a Vico.

Protagonista della mattinata sarà il campione di rally Francesco Puocci, che guiderà il Lynphis Ride Off Road, una passeggiata motociclistica tra strade bianche e tratti asfaltati attraverso il Parco Dea Diana e il Parco del Taburno.

Durante il percorso è prevista una sosta ristoro offerta dall’Associazione.

L’iniziativa sarà riservata a un massimo di 30 motociclisti. Al termine della passeggiata, i partecipanti potranno effettuare una donazione volontaria all’Associazione La motoTerapia.

La festa proseguirà in serata. Alle ore 20.30, sempre in Piazza Francesco Crispi, è previsto il concerto del chitarrista Mirko Gisonte, seguito da una selezione di vinili anni Novanta curata da DJ Peter Sound.

Alle ore 23.45 il cielo di Santa Maria a Vico sarà illuminato dallo spettacolo pirotecnico.

DOMENICA 6 SETTEMBRE: IL CUORE DEL LYNPHIS RIDE

La giornata centrale della decima edizione sarà domenica 6 settembre, quando Piazza Francesco Crispi diventerà il punto d’incontro di motociclisti, famiglie, cittadini e sostenitori dell’Associazione La motoTerapia.

A partire dalle ore 9.00, la piazza accoglierà motociclisti provenienti da tutta Italia per il tradizionale raduno del Lynphis Ride.

Anche quest’anno torna uno degli elementi più caratteristici e riconoscibili della manifestazione: l’invito rivolto a tutti i motociclisti a indossare una camicia, trasformando il corteo in una grande ed elegante sfilata su due ruote.

A completare questa tradizione ci sarà un omaggio speciale: l’Associazione La motoTerapia donerà un papillon ai primi 250 motociclisti che arriveranno in Piazza Francesco Crispi, un simbolo del Lynphis Ride e dello spirito dei suoi “motociclisti dall’animo nobile”.

Camicia e papillon diventeranno così ancora una volta il segno distintivo di una giornata nella quale l’eleganza non sarà soltanto nell’abbigliamento, ma soprattutto nel gesto di chi sceglie di mettere la propria passione per la moto al servizio di una causa solidale.

Dopo l’accoglienza e la colazione presso i bar convenzionati presenti nell’area della manifestazione, la mattinata sarà animata dagli artisti di strada e dal flash mob a cura del Centro Studi Danza “Fame”, in Piazza Francesco Crispi.

Saranno inoltre previsti momenti dedicati alla presentazione del progetto La motoTerapia, alla sensibilizzazione sull’autismo e ai saluti istituzionali.

Una mattinata pensata non soltanto come momento di ritrovo per il mondo motociclistico, ma come una vera festa aperta alla cittadinanza, alle famiglie e a quanti vorranno conoscere più da vicino le attività dell’associazione.

SUPERCAR E POLIZIA STRADALE

Ad arricchire la mattinata di domenica sarà l’esposizione di supercar a cura del Club Supercar Italia.

Particolarmente significativa sarà inoltre la presenza della Polizia Stradale, che parteciperà alla manifestazione con i propri mezzi.

Tra questi sarà possibile ammirare la Tesla della Polizia Stradale, che sarà esposta nell’area dell’evento, rappresentando una delle attrazioni più attese della decima edizione.

La partecipazione della Polizia Stradale contribuirà inoltre a rafforzare uno dei messaggi che accompagna da sempre il mondo motociclistico: l’importanza della sicurezza e della responsabilità sulla strada.

ORE 12.00: IL GRANDE TOUR-SFILATA ATTRAVERSO IL TERRITORIO

Alle ore 12.00 prenderà il via il grande tour-sfilata del Lynphis Ride 2026.

Il percorso è stato pensato non soltanto come momento motociclistico, ma anche come occasione per valorizzare il patrimonio storico, naturalistico e paesaggistico dell’entroterra campano.

La carovana attraverserà i territori di Santa Maria a Vico, Arienzo, Forchia, Arpaia, Airola, Moiano, Sant’Agata de’ Goti e Durazzano, creando un ideale collegamento tra le province di Caserta e Benevento.

Motociclisti provenienti da diverse parti d’Italia attraverseranno così alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio, trasformando il Lynphis Ride anche in una vetrina per le bellezze paesaggistiche e culturali dell’area.

ORE 13.30: PRANZO SOLIDALE E SPETTACOLO

Alle ore 13.30 è previsto l’arrivo al Ristorante Guardanapoli, dove si terrà il tradizionale pranzo solidale.

Il pomeriggio continuerà all’insegna dell’intrattenimento con il cabaret degli attori Giovanni Allocca ed Enzo Varone e lo spettacolo delle cantanti e ballerine “Iconica” e Sara Montesanto.

Un momento di convivialità che concluderà la parte itinerante della manifestazione e permetterà a motociclisti, famiglie, volontari e sostenitori di condividere insieme lo spirito solidale che caratterizza il Lynphis Ride.

DIECI EDIZIONI DI MOTORI E SOLIDARIETÀ

Il traguardo della decima edizione rappresenta un passaggio particolarmente significativo nella storia del Lynphis Ride.

Nel corso degli anni l’evento è cresciuto fino a diventare un appuntamento capace di richiamare motociclisti provenienti da numerose regioni italiane.

Le precedenti edizioni hanno visto la partecipazione di centinaia di appassionati e hanno attirato anche l’attenzione dei media nazionali e regionali, contribuendo a far conoscere le attività promosse dall’Associazione La motoTerapia.

Il Lynphis Ride ha progressivamente affiancato alla dimensione motociclistica la promozione del territorio, l’attenzione alla sicurezza stradale, la solidarietà e la sensibilizzazione sui disturbi del neurosviluppo.

Tutto l’evento sarà seguito ed immortalato dal motoblogger DOBERMANNSTYLE, dall’Associazione di fotografia “Ass ‘e mazz” e da Luigi Molino Photo

L’ASSOCIAZIONE LA MOTOTERAPIA

L’Associazione La motoTerapia è una realtà sociosanitaria no profit con sede a Santa Maria a Vico.

L’associazione porta avanti attività nell’ambito di percorsi rivolti a bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo, attraverso progetti di psicomotricità sensoriale in moto e iniziative finalizzate all’inclusione, alla socializzazione e alla sensibilizzazione.

Con il Lynphis Ride, il mondo delle due ruote diventa così strumento di aggregazione e solidarietà, mettendo insieme motociclisti, famiglie, volontari, istituzioni e cittadini.

La decima edizione del Lynphis Ride vuole celebrare il percorso compiuto in questi anni e, allo stesso tempo, guardare al futuro, continuando a diffondere un messaggio semplice ma concreto: trasformare la passione per la moto in un’occasione di inclusione, condivisione e solidarietà.

LYNPHIS RIDE 2026 – X EDIZIONE

5 e 6 settembre 2026
Santa Maria a Vico (Caserta)
Piazza Francesco Crispi – Piazza Umberto I

Organizzazione: Associazione La motoTerapia
Con il patrocinio di: Regione Campania, Comune di Santa Maria a Vico e Sant’Agata Dé Goti

Contatti

Associazione La motoTerapia
Via Appia n. 272
81028 Santa Maria a Vico (CE)

E-mail: ass.lamototerapia@gmail.com
PEC: ass.lamototerapia@pec.it
Social: @lamototerapia – lamotoTerapia

Anna Rita Canone

Sedici anni dopo l’omicidio del Sindaco Pescatore, Dario e Massimo Vassallo realizzano un docufilm per raccontare l’uomo, la sua idea di politica e le domande ancora senza risposta: Al via le riprese del docufilm “Perché?” sulla vita del Sindaco Pescatore Angelo Vassallo

Sono iniziate le riprese di “Perché?”, il nuovo docufilm dedicato alla vita di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica, ucciso il 5 settembre 2010. Un progetto indipendente nato da un’idea di Dario e Massimo Vassallo, fratelli di Angelo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, con la regia di Giuseppe Falagario. “Perché?” vuole raccontare Angelo in una forma diversa, partendo dalla sua vita, dal suo essere pescatore, uomo e sindaco, dalla sua passione politica e dalla sua idea di amministrazione. Una politica fatta con passione, concretezza e attenzione al territorio, quella “bella politica” che aveva scelto di mettere al servizio della comunità. Ma al centro del film resta una domanda: perché hanno ucciso un uomo così capace, così utile per il suo territorio e per questo Paese? A sedici anni dall’omicidio, quella domanda continua a essere senza risposta. Il docufilm nasce anche per mantenere alta l’attenzione su una vicenda che ha segnato profondamente Pollica, Acciaroli e l’intero Cilento, raccontando non soltanto la morte di Angelo, ma soprattutto la sua vita, le sue idee e ciò che ha rappresentato come amministratore e uomo delle istituzioni.

“Sono iniziate le riprese di ‘Perché?’ – sottolinea Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore – e dopo 16 anni tante domande non hanno trovato risposta. Vogliamo raccontare Angelo in una forma diversa e raccontare veramente la bella politica fatta con passione. E poi c’è la domanda finale: perché hanno ucciso un uomo così capace, così utile per questo Paese e non soltanto per il Cilento? Noi continueremo a porla”.

Il progetto ha una precisa vocazione cinematografica e punta alla partecipazione ai Festival italiani e internazionali, con l’obiettivo di portare la storia del Sindaco Pescatore oltre i confini del Cilento e raggiungere un pubblico sempre più ampio.

“Non abbiamo fatto questo docufilm per i social – continua Dario Vassallo –. Lo abbiamo fatto per i Festival, in Italia e all’estero, forse più all’estero. Perché più c’è chi vuole nascondere o annacquare questa storia, più noi la raccontiamo. Se dopo 16 anni siamo ancora qui significa che a noi non ci sposta nulla”.

“Vogliamo raccontare Angelo partendo dalla sua vita e non soltanto dalla sua morte – afferma Massimo Vassallo, Vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore –. Il pescatore, l’uomo, il sindaco e il politico. Un uomo che aveva una visione precisa del territorio e del ruolo delle istituzioni e che aveva scelto di fare politica con passione e responsabilità. È questa la parte della sua storia che vogliamo consegnare soprattutto alle nuove generazioni”.

Il docufilm è sostenuto direttamente da Dario e Massimo Vassallo, che hanno scelto di investire personalmente nel progetto senza chiedere finanziamenti o contributi.

“I soldi per questo investimento sono miei e di Massimo – spiega Dario Vassallo –. Non abbiamo chiesto niente a nessuno. Lo facciamo perché crediamo che la storia di Angelo debba continuare a essere raccontata e perché la verità, senza un impegno costante, rischia di non venire mai a galla”.

La Fondazione lancia inoltre un appello alle grandi piattaforme televisive e di streaming.

“Ci piacerebbe che realtà come Netflix e Amazon Prime Video si interessassero a questo progetto – sottolineano Dario e Massimo Vassallo –. Non chiediamo soltanto uno spazio per il film, ma che realtà così importanti prendano una posizione e abbiano il coraggio di investire in una storia che riguarda la vita di un uomo, la politica, il territorio e una domanda di verità ancora aperta. Una piattaforma può portare questa storia nelle case di milioni di persone, in Italia e nel mondo. Vorremmo che anche loro facessero la propria parte”.

Tra gli obiettivi della Fondazione c’è anche quello di organizzare una prima proiezione in una sede istituzionale italiana, alla Camera dei deputati o in un’altra sede delle istituzioni.

“Ci piacerebbe che ‘Perché?’ potesse avere un’anteprima in una sede istituzionale – concludono insieme Dario e Massimo Vassallo – perché questa non è soltanto la storia della nostra famiglia. È una storia che riguarda il nostro Paese. E se un film è fatto bene, se è fatto con passione e soprattutto se è fatto per gli altri, allora può diventare uno strumento per continuare a porre quella domanda che da sedici anni non smettiamo di fare: Perché?”

Anna Rita Canone

Nicosiana, dalle aree interne una mobilitazione per la prevenzione oncologica femminile

Roma, 20 agosto 2026 – Portare gli screening gratuiti vicino alle donne, riunire medici e cittadini, dare spazio alle testimonianze di chi ha attraversato la malattia e sostenere chi ogni giorno accompagna i pazienti verso i luoghi di cura. Dal 27 al 29 agosto Nicosiana chiama a raccolta a Nicosia professionisti della salute, associazioni, donne del territorio, artisti e protagonisti dello spettacolo per tre giornate dedicate alla prevenzione oncologica femminile.

La manifestazione arriva in un momento importante per questo comune ultraperiferico dell’entroterra ennese. Recentemente l’ASP di Enna ha annunciato l’arrivo a Nicosia di un nuovo mammografo digitale destinato alle attività di prevenzione e diagnosi del tumore al seno: una dotazione attesa in un territorio nel quale, fino a oggi, accedere a una mammografia poteva significare affrontare oltre un’ora di viaggio. Nicosia porta così l’attenzione su una questione che riguarda molte aree interne della Sicilia e del Mezzogiorno: garantire accesso alla prevenzione e alle cure oncologiche anche lontano dai grandi centri sanitari. Nicosiana parte da qui e mette in campo azioni concrete: tre giornate di screening gratuiti, incontri con  medici e specialisti, sostegno alle associazioni che operano accanto ai pazienti e un programma culturale che attraversa fotografia, letteratura, teatro e musica.

Raccolta fondi per AGO: trasporto gratuito dei pazienti oncologici verso i centri di cura

Tra le iniziative centrali della manifestazione c’è la raccolta fondi destinata ad AGO, associazione del territorio che accompagna gratuitamente i pazienti oncologici di Nicosia verso i centri siciliani nei quali devono sottoporsi a chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e altri trattamenti. Per chi vive in un’area interna, infatti, la distanza continua a pesare anche dopo una diagnosi. Le terapie possono richiedere spostamenti frequenti, anche più volte nella stessa settimana e fin dalle prime ore del mattino. AGO garantisce il trasporto e accompagna i pazienti lungo questa parte del percorso terapeutico, alleggerendo un impegno che altrimenti ricadrebbe sulle persone malate e sulle loro famiglie.

“Volti di Rinascita”: i ritratti di venti donne con diagnosi di tumore 

Al centro della manifestazione ci saranno anche le donne di Nicosia. La fotografa siciliana Bianca Burgo ne ha ritratte venti: donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore e hanno scelto di condividere pubblicamente la propria esperienza. Alcune hanno concluso le terapie, altre le stanno ancora affrontando.

I ritratti saranno esposti in diversi punti della città per tutta la durata di Nicosiana, componendo un percorso fotografico che porta nello spazio pubblico storie spesso vissute nella dimensione privata.

Il programma serale con Ludovica Bizzaglia, Alessandro Proietti, Giacomo Ferrara, Alberto Paradossi, Valeria Solarino e Gloria Campaner 

Le protagoniste della mostra prenderanno anche la parola nella serata inaugurale del 27 agosto, Voci di Rinascita, diretta da Antonio Monsellato. Con loro ci saranno la testimonial della manifestazione Ludovica Bizzaglia, Alessandro Proietti, Giacomo Ferrara e Alberto Paradossi. Fotografie e testimonianze si intrecceranno nel racconto della diagnosi, delle terapie, del rapporto con il corpo e con le relazioni, della quotidianità durante la malattia e della vita che continua oltre la cura. Il programma serale proseguirà il 28 agosto con l’Associazione LibroSia, che propone una lettura e un confronto a partire da La cura di Concita De Gregorio. Sarà Ludovica Bizzaglia a leggerne alcuni brani, da cui prenderà avvio una conversazione sulla malattia e sulle relazioni che accompagnano l’esperienza della cura. Seguirà il monologo Mamma di Lorenzo Maniscalco. Il 29 agosto sarà invece la volta di Oltre le colonne d’Ercole, con Valeria Solarino e la pianista Gloria Campaner, uno spettacolo che intreccia parola, musica e letteratura attraverso il tema del viaggio e del superamento del limite.

Tre Screening Open Day e gli incontri con i professionisti della salute

Dal 27 al 29 agosto Nicosiana ospiterà tre Screening Open Day. Alla Casa della Comunità di Nicosia saranno effettuate mammografie e distribuiti i kit per lo screening del colon-retto; il Consultorio familiare sarà invece dedicato allo screening della cervice uterina. Accanto agli screening, il programma riunisce professionisti della prevenzione, della diagnosi e della cura oncologica provenienti da alcune delle principali realtà sanitarie siciliane.  Il 27 agosto, l’apertura La prevenzione è vita. Tumore della mammella e dell’utero: conoscere, prevenire, curare vedrà la partecipazione dei vertici dell’ASP di Enna, di professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del territorio.

Il 28 agosto, il convegno La prevenzione nel tempo di mezzo: diagnosi precoce e stili di vita sani riunirà specialisti della rete oncologica siciliana. Modera Paolo Fontana, direttore della Breast Unit dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo. Partecipano Francesca Catalano, direttrice della UOC di Senologia dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania e coordinatrice della Commissione regionale siciliana della Rete senologica; Vincenzo Adamo, professore di Oncologia medica e coordinatore della Rete Oncologica Siciliana; Massimiliano Berretta, professore di Oncologia medica e direttore della UOC di Oncologia del Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina; Cristina Gorgone, responsabile dell’ambulatorio di Genetica medica dello IOM.

Il 29 agosto sarà invece dedicato a Corpi fuori copione, un incontro sull’immagine corporea femminile letta attraverso i dati scientifici e l’esperienza clinica di chi cura malattie che incidono profondamente sul corpo. Relatore sarà Giuseppe F. Catanuto, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche di Humanitas University Milano, chirurgo senologo e responsabile della ricerca clinica del Breast Center Humanitas Catania.

Nicosiana coinvolgerà inoltre associazioni e realtà locali, tra cui la cooperativa Nikos, il Movimento per la difesa dei territori e Federcasalinghe, che contribuiranno all’allestimento della città con i simboli della prevenzione oncologica femminile.

I dati su screening oncologici e mobilità sanitaria 

Le diagnosi. Nel 2024 sono state stimate in Italia 390.100 nuove diagnosi di tumore, 175.600 tra le donne. Il tumore della mammella resta la neoplasia più frequente nella popolazione femminile, con 53.065 nuovi casi, pari a circa il 30% delle diagnosi oncologiche tra le donne.

La prevenzione. La Sicilia è penultima in Italia per adesione agli screening del tumore della mammella e della cervice uterina, davanti soltanto alla Calabria.

La mobilità per le cure. Quando un tumore al seno richiede un intervento ricostruttivo, in Sicilia più di una paziente su cinque lascia la regione per operarsi altrove. Il Rapporto 2025 del Registro Nazionale degli Impianti Protesici Mammari indica che il 21,1% delle siciliane che necessita di chirurgia ricostruttiva dopo un tumore al seno si rivolge a strutture fuori regione. Secondo la Fondazione GIMBE, la Sicilia è inoltre tra le regioni con il saldo più negativo nella mobilità sanitaria interregionale.

Nicosiana è organizzata e promossa dall’Associazione culturale Divina Mania, in collaborazione con il Comune di Nicosia e l’ASP di Enna, con la direzione artistica di Antonio Monsellato.

Anna Rita Canone