La notizia viaggia attraverso X, con l’utente Masih Alinejad.
Majid Nikandish è una giovane vittima (25 anni) del regime iraniano. La sua esecuzione risale allo scorso 29 settembre.
Come riporta Avvenire, l’uomo è stato giustiziato con l’accusa di “coinvolgimento nella morte di quattro membri delle forze di sicurezza, durante le proteste scoppiate lo scorso inverno nella città nord-orientale di Mashhad”.
La lettera
Resta la sua ultima lettera alla mamma:
“Stanotte mi sento come un bambino terrorizzato da un’iniezione. Solo una domanda mi affolla la mente: Perché?
Io, Majid Nikandish, lascio i pochi averi che ho in prigione come ricordi per la mia famiglia. Ciao, cara Mamma. So che hai avuto una vita molto difficile. Mi dispiace se non sono stato un buon figlio. Perdonami, ti prego. Non essere triste, ti prego. Resta forte e sii felice al mio funerale, per favore. Prenditi cura di Mahnaz, Abolfazl e Razieh. Stanotte, mi sento come un bambino piccolo che ha paura di farsi un’iniezione. C’è solo una domanda che mi resta nella mente: PERCHÉ? Alle mie sorelle, Mahnaz e Razieh, vi amo tanto. A mio fratello, Abolfazl, ti amo tanto. Mi mancate tutti. Il mio ultimo desiderio è che vi prendiate cura l’uno dell’altra e restiate uniti, qualsiasi cosa accada.”
L’appello
L’appello di Alinejad, giornalista e attivista iraniana, naturalizzata statunitense, è rivolto a tutti noi. E’ un appello a non dimenticare Majid. E’ la richiesta ai leader di tutto il mondo: non restare a guardare.
“Noi, il popolo iraniano, viviamo nel terrore. Ogni giorno, un’altra esecuzione. Un’altra madre distrutta. Un’altra vita rubata. Nella sua ultima lettera, chiese a sua madre di sorridere al suo funerale” scrive Alinejad.
Perché ha dovuto morire? Perché gli è stata rubata la vita? Perché un’altra madre deve seppellire suo figlio? Non ho una risposta per sua madre. Non ne abbiamo una per suo fratello e le sue sorelle. Ma poniamo questa domanda ai leader del mondo democratico: Perché restate in silenzio? Perché non smettete di legittimare il regime che impicca manifestanti innocenti ogni giorno? Non distogliete lo sguardo. Non lasciate il popolo iraniano solo con i suoi carnefici. Dite il suo nome. Majid Nikandish. E fate sì che il mondo risponda alla sua ultima domanda: PERCHÉ?
