“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
L’Italia entra nella top ten dei Paesi più avanzati nella green economy, con 82 punti su 100, alle spalle di Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi. Ad attualizzare il ranking è Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, che ha aggiornato la sua analisi annuale, valutando le emissioni di CO2, la capacità rinnovabile installata, l’efficienza energetica, il riciclo/circolarità e l’innovazionegreen.
La transizione verde accelera in tutta l’Unione Europea. Nel 2025, secondo la nuova Mappa Verde Ener2Crowd, gli investimenti green nell’Ue superano i 2.100 miliardi di euro, in crescita del +12,5% annuo rispetto al 2024. «Ma la sostenibilità non è più un vincolo normativo, è un fattore competitivo. Chi saprà unire efficienza ambientale e innovazione guiderà la nuova economia europea» dichiara Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.
Il report — basato su dati Commissione Ue, Eurostat, EEA e IEA — valuta cinque indicatori: emissioni pro capite, capacità rinnovabile, efficienza energetica, riciclo e innovazione.
Rispetto al 2022 (55 punti), l’Italia guadagna +27 punti, grazie alla crescita della produttività delle risorse (3,8 €/kg contro i 2,6 €/kg Ue) e a un maggiore afflusso di capitali privati verso i progetti sostenibili.
Nel primo semestre 2025, inoltre, la raccolta tramite crowdinvesting green ha superato 120 milioni di euro, confermando la finanza partecipativa come leva di cofinanziamento per la transizione.
A livello nazionale, osserva Ener2Crowd,Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto restano le aree con la maggiore concentrazione di investimenti green, mentre Sicilia e Puglia emergono per potenziale di crescita, ma con ritardi autorizzativi.
La Mappa Verde Ener2Crowd 2025 evidenzia infine il ruolo delle regioni del Nord-Est — Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna — come poli di eccellenza nella competitività ESG, grazie a una combinazione di infrastrutture, capitale umano e innovazione tecnologica.
«Il divario verde interno all’Italia è oggi la vera sfida della competitività. Serve un quadro stabile di regole, investimenti mirati e partecipazione del capitale privato per sostenere la transizione» conclude Sovico.
“Notte di Luce” è una serata di preghiera che si terrà venerdì 31 ottobre 2025. Il raduno è previsto per le ore 20:00 presso l’Edicola Mariana in Via Madonna della Libera a Marcianise.
“In quest’anno giubilare si alza forte al Signore Gesù, Principe della Pace, l’invocazione per ottenere questo grande dono a cui aspira tutta l’umanità. E così anche la nostra parrocchia vivrà questo prezioso momento per camminare insieme, testimoniare pubblicamente la fede, lodando e pregando“. Così dice don Raffaele D’Agosto, parroco presso la chiesa Madonna della Sanità al Rione Carzano.
L’itinerario coinvolgerà le seguenti strade: Via Madonna della Libera (Raduno presso l’Edicola Mariana), Via Monte Somma, Via Monte Rosa, Via Trapani, Viale della Pace, Cimitero (termine e preghiera per i defunti).
Che la Pace non tardi ad arrivare, specie in questo drammatico contesto internazionale: abbiamo davvero bisogno di “Luce dona alle menti, Pace infondi nei cuor“.
Disperato post di Abdu Hothifi, Presidente dell’Organizzazione per i Diritti Umani Mayyun e difensore dei diritti umani.
In un appello datato il 22 ottobre su X, Hothifi denuncia come l’arruolamento di bambini soldato da parte degli Houthi sia pratica sempre più diffusa:
“La cultura dell’impunità ha incoraggiato il gruppo Houthi a continuare a commettere gravi violazioni, tra cui l’arresto, l’irruzione e la chiusura degli uffici delle Nazioni Unite, l’escalation del reclutamento di bambini, la detenzione di donne e la limitazione delle libertà pubbliche in #Yemen.”
Con la chiusura degli uffici locali delle Nazioni Unite, il gruppo criminale Houthi continuerà i suoi crimini imperterrito e impunito.
E’ una vergogna. I bambini devono giocare e studiare e questo vale per tutti i bambini di tutte le latitudini: in Yemen come in Siria, in Ucraina e ovunque i diritti dei bambini vengano quotidianamente calpestati.
La Giornata Mondiale dei Bambini è celebrata il 20 novembre di ogni anno: pensiamoci.
Pensiamo a quanti bambini, nel mondo, non abbiano accesso a quelli che sono i loro diritti basilari, riassunti in 10 punti e sanciti dall’ONU:
Un fiume colorato di canotte ha invaso Napoli, scorrendo tra le meraviglie del lungomare, i vicoli del centro storico e la maestosità di Piazza del Plebiscito, dove si è consumata la grande festa della Union Gas e Luce Neapolis Marathon. La quinta edizione della 42 chilometri partenopea ha regalato emozioni, record e sorrisi, con oltre 5.000 atleti al via e una forte impronta internazionale: quasi il 40% dei partecipanti proveniva dall’estero, confermando Napoli come una delle nuove capitali del turismo sportivo nel Mediterraneo. Sul traguardo, la bandiera del Kenya ha sventolato alta. A dominare la scena è stato Gilbert Masai, 36 anni, che ha tagliato il traguardo in 2 ore 14 minuti e 52 secondi, conducendo una gara solitaria e impeccabile dall’inizio alla fine. “Il percorso era bellissimo, correre guardando il mare e i monumenti è stato emozionante. Il calore del pubblico mi ha dato energia fino all’ultimo metro”, ha raccontato Masai, travolto dagli applausi di Piazza del Plebiscito. Alle sue spalle, il romeno Stefan Iulius Gavril (2:26:14) e l’italiano Fabrizio Meoli (2:35:41), campano e portacolori dell’International Security Service, che si è aggiudicato il titolo di primo italiano al traguardo. Tra le donne, la vittoria è andata all’altra keniana Vivian Jelagat Jeptepkeny, 33 anni, che ha chiuso in 2:43:35, precedendo la ceca Petra Pastorova (2:46:24) e l’italiana Giovanna Ungania (3:09:21). Anche nella mezza maratona, la Union Gas e Luce Neapolis Half, è stato trionfo keniano con Simon Dudi Ekidor (1:04:45) e Mercy Jebichii (1:17:10). Ma i veri protagonisti sono stati tutti i partecipanti: oltre 5.500 tra maratoneti, mezza maratoneti, camminatori e appassionati che hanno trasformato Napoli in un palcoscenico di sport e passione. Una fiumana colorata e festosa, applaudita da migliaia di spettatori lungo il percorso, ha regalato una cartolina unica della città, tra mare, storia e musica. “La nostra gara cresce anno dopo anno – ha commentato il presidente della SSD Neapolis Marathon, Maurizio Marino –. Quest’anno abbiamo praticamente raddoppiato gli iscritti rispetto al 2024, e la presenza massiccia di atleti stranieri è la dimostrazione che Napoli è entrata nel circuito internazionale del running. Ci aiuta la bellezza del nostro territorio, ma il successo è anche frutto del lavoro, della passione e della professionalità di tutti coloro che collaborano all’evento. Abbiamo impiegato oltre sette minuti solo per far sfilare tutti gli atleti alla partenza: un’emozione straordinaria. Ora guardiamo al 2026, quando Napoli sarà Capitale Europea dello Sport, con l’obiettivo di offrire una sesta edizione ancora più spettacolare, partecipata e sostenibile. Ringrazio di cuore tutti i volontari, le istituzioni, gli sponsor e ogni atleta che ha reso questa giornata indimenticabile.”
The Wallà chiude la sua stagione con un bilancio che porta il segno di tre grandi nomi dell’arte urbana e di un’opera collettiva capace di coinvolgere centinaia di persone. Nel borgo di Vallà di Riese Pio X, nel Trevigiano, negli ultimi mesi le pareti si sono colorate con Dove vagano le bestie selvagge, murale firmato dal celebre artista spagnolo Dulk, con l’intervento di Alicè, tra le più apprezzate street artist italiane, e con il lavoro dei valenciani PichiAvo, noti a livello internazionale per la loro cifra stilistica che fonde graffiti e classicismo. I murales di questo museo a cielo aperto salgono così a quota 26, sono oltre mille metri quadri di arte che sta dando nuovo valore alle abitazioni e creando flussi turistici in un borgo altrimenti dimenticato. Accanto a queste firme di rilievo, la comunità ha dato vita a un’esperienza condivisa: un grande murale ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, mosaico visivo che ha trasformato una superficie anonima in un tappeto di colori e simboli. L’opera, composta da riquadri variopinti realizzati da centinaia tra adulti, ragazzi e bambini, racconta in chiave grafica e cromatica i personaggi e i mondi fantastici della fiaba di Lewis Carroll. Dal cielo appare come una scacchiera immaginifica: volti, frasi, animali e segni astratti convivono in un insieme armonico, attraversato da frecce rosa che sembrano guidare lo sguardo dentro il sogno. The Wallà non è più solo un progetto di rigenerazione urbana, ma un’esperienza collettiva che ha saputo coinvolgere l’intero paese. A Vallà i laboratori organizzati durante l’estate hanno visto la partecipazione di bambini, ragazzi, adulti e anziani, tutti chiamati a dare un contributo creativo che è poi confluito nel grande murale collettivo. Centinaia di mani hanno lavorato insieme per costruire un’opera che racconta il senso di comunità e che resterà come segno tangibile di un percorso condiviso. L’arte, qui, diventa linguaggio comune e occasione di incontro. “Il progetto ha dimostrato che la bellezza nasce quando le persone collaborano, senza distinzioni” raccontano i promotori, sottolineando come il cuore dell’iniziativa sia stato proprio il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Accanto ai muri, però, The Wallà guarda avanti anche con Walladicarta, la nuova linea di stampe che raccoglie e rielabora i motivi dei murales, trasformandoli in opere da vivere dentro le case. Entro poche settimane sarà online l’e-commerce dedicato, uno spazio dove acquistare edizioni artistiche e sostenere così la crescita del progetto. Dalle pareti del paese ai fogli di carta, The Wallà continua a diffondere energia creativa, tenendo vivo lo spirito di una comunità che ha scelto l’arte come forma di identità. «The Wallà è molto più di un festival: è un percorso di rigenerazione urbana che attraverso la street art, la musica e i laboratori creativi sta ridando nuova vita al borgo riesino», commenta Mauro Berti, portavoce del collettivo Bocaverta. «I muri che un tempo erano spogli oggi raccontano storie, immaginari e sogni condivisi, trasformando il borgo in un palcoscenico aperto al mondo. La street art qui non è solo bellezza estetica, ma un linguaggio capace di coinvolgere la comunità, attirare visitatori e stimolare riflessioni sul presente». La conclusione di questa stagione segna anche un nuovo inizio. Tutte le opere realizzate, comprese quelle appena completate, saranno presto accessibili anche online grazie al tour virtuale interattivo disponibile su www.thewalla.it/vt. Si tratta di uno strumento che permette di esplorare oltre mille metri quadrati di pareti dipinte, scoprendo gli autori, le storie e i processi creativi dietro ogni murales. Un invito a visitare fisicamente il borgo, ma anche un’opportunità per scuole, appassionati, viaggiatori e curiosi di conoscere Vallà da ogni parte del mondo. SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – La storia di The Wallà The Wallà è un progetto di rigenerazione urbana partecipata partito a maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art si vuole migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione. Ogni opera in media supera i 60 metri quadri, si stima che ad oggi siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti. Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto. Momento clou è stata la creazione dell’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, un murale a mosaico ispirato al celebre racconto “Il Piccolo Principe” in occasione degli ottant’anni della sua pubblicazione. Realizzato da centinaia di residenti, artisti e visitatori, il murale è composto da 5.994 tasselli colorati a mano. Nelle edizioni precedenti sono state realizzate due altre opere collettive: nel 2022 la trascrizione integrale delle Avventure di Pinocchio di Collodi su un muro di 50 metri da parte di mille volontari; nel 2023 un murale dedicato a Gianni Rodari con le poesie selezionate dal concorso “Semi DiVersi”, che ha visto la partecipazione di 256 poeti da tutta Italia. L’iniziativa è stata anche oggetto di studio del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto presso la Raffles Milano Istituto Moda e Design, con l’intento di sviluppare progetti per le aziende locali e il paesaggio urbano. Contatti e informazioni per conoscere le location delle opere e le biografie dei singoli artisti: www.thewalla.it; Facebook: www.facebook.com/thewalla.bocaverta; Instagram: www.instagram.com/the.walla.
Arte e beneficenza unite a Marcianise per la mostra “Tracce – Oltre i confini”.
La serata d’inaugurazione sarà il 15 ottobre in Via Giulio Foglia, alle 18:30.
La mostra, a opera di Lavinia Prota, artista e curatrice, vede vari artisti espositori. Tra essi si segnalano i professori Michele Cicala e Massimiliano Mirabella , rispettivamente docenti di Scultura e Disegno presso il “Liceo Artistico San Leucio”.
Interverranno Francesco Madonna, Presidente Provinciale A.N.P.I. Caserta, Alessandro Tartaglione, giornalista, e Maria Grazia Chieffo, Emergency Gruppo Napoli.
Ci sarà una performance dell’artista Giovanna D’Amico.
L’evento è sponsorizzato anche dall’Officina Foglia, fucina locale di giovani talenti.
Il devoluto andrà ai bambini di Ahmed Muhanna (un artista e arte terapeuta di Gaza), a Zain un bambino creativo di Gaza, fuggito come tanti, e agli altri bambini sfuggiti da Gaza e ora rifugiati in Egitto.
Tutti invitati per una serata di cultura e solidarietà.
Roma, 7 ottobre 2025 – Sono ufficialmente aperte, a partire da oggi, le candidature per la dodicesima edizione del Premio OMaR, riconoscimento per l’eccellenza nella comunicazione su malattie e tumori rari. Oltre a premiare la qualità, e dunque la chiarezza e l’accuratezza dell’informazione, il Premio rappresenta ogni anno un’importante occasione di confronto tra giornalisti, comunicatori, ricercatori, società scientifiche, associazioni di pazienti, aziende e istituzioni. L’iniziativa è promossa da OMaR – Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva, Fondazione Telethon, Orphanet Italia e SIMeN – Società Italiana di Medicina Narrativa. Tra i partner figurano Ability Channel, FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana e il Festival Cinematografico “Uno Sguardo Raro”. Il regolamento prevede tre categorie per concorrere, tutte rivolte a valorizzare chi si è distinto per un’informazione corretta e una comunicazione capace di sensibilizzare il pubblico sul tema delle patologie e dei tumori rari: Premio Giornalistico, per contenuti stampa, web, audio e video;Premio per la Migliore Campagna di Comunicazione – Categoria Professionisti;Premio per la Migliore Campagna di Comunicazione – Categoria Non Professionisti. I lavori ammessi alla selezione devono essere stati pubblicati tra il 1° marzo 2024 e il 28 febbraio 2025. Le candidature possono essere inviateesclusivamente tramite il form online disponibile sul sito del concorso entro e non oltre il10 novembre 2025. A ciascun vincitore sarà assegnato un corrispettivo del valore di 2.500 euro. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma nel mese di febbraio 2026, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, alla presenza degli organizzatori, dei partner, dei giurati, e dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo clinico, dei media e delle associazioni di pazienti. Tutti gli aggiornamenti sono presenti sul sito di OMaR – Osservatorio Malattie Rare e sul portale dedicato al Premiodove è possibile consultare il regolamento completo, le modalità di partecipazione e la composizione della Giuria. Negli anni il Premio OMaR ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica, e il patrocinio di: AMR – Alleanza Malattie Rare, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online, CDG – Centro di Documentazione Giornalistica, CNOG – Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, EURORDIS Rare Diseases Europe, FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, USPI – Unione Stampa Periodica Italiana e WHIN – Web Health Information Network.
In un post su Facebook il giovane Sindaco di Bacoli esprime la propria amarezza nei confronti del Governo e della sua mancata presa di posizione per quanto accaduto.
“E va bene tutto. Ma è inaccettabile che un Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, balbettando su Rai 1, mentre l’Esercito Israeliano porta via con la forza, da acque internazionali, oltre 400 persone, non armate, dirette in pace verso Gaza, ha il coraggio di dichiarare che “il diritto internazionale va rispettato, ma fino ad un certo punto”. Mentre a poche miglia da quelle barche, si perpetua il massacro di un popolo intero. Quello palestinese. Basta. Quando è troppo, è troppo. Così come è insopportabile che un Presidente del Consiglio dello Stato Democratico Italiano, dinanzi ad un genocidio tutt’ora in corso, possa equiparare uno Sciopero Generale, indetto dal sindacato più antico della nostra nazione, ad un “pontefinesettimanale”. Avete superato la soglia del sopportabile. State prendendo a schiaffi le più basilari regole della democrazia. Abbiate rispetto. E ricordatevi che, quando parlate, prima di rappresentare i vostri ideali, le vostre stesse persone ed i vostri partiti, siete chiamati a rappresentare qualcosa di molto più grande. Voi rappresentate il Governo Italiano. Voi, ogni giorno, siete chiamati a rappresentare degnamente non solo i vostri balbettìi, non soltanto i vostri strepiti. Ma l’Italia: la Repubblica Democratica Italiana”.
Dichiarazione del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli
“Chiediamo che i giornalisti attualmente detenuti arbitrariamente vengano immediatamente rilasciati al fine di poter svolgere il loro lavoro. A bordo della Flottilla vi erano numerosi giornalisti presenti per documentare gli eventi, tra cui diversi italiani. Anch’essi sono stati fermati dall’esercito israeliano in seguito agli abbordaggi illegali avvenuti in acque internazionali, in spregio di ogni regola del diritto.
Anche per questo ribadiamo ancora una volta, insieme alle organizzazioni internazionali dei giornalisti, larichiesta di far entrare a Gaza la stampa internazionale per testimoniare quello che accade alla popolazione civile. Se la libertà di stampa non è uno slogan va garantita sempre e ovunque.”
Alcune regioni italiane hanno superato i target di capacità rinnovabile installata prevista dal Decreto Aree Idonee 2024, altre invece sono molto in ritardo. È quanto emerge dall’analisi Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, che ha classificato le regioni in 3 gruppi in base a una valutazione operativa che combina quota/evoluzione della produzione elettrica rinnovabile, crescita installata 2021-2024, segnali su pipeline/autorizzazioni e fattori infrastrutturali (reti/accumuli).
Tra le regioni più virtuose rispetto agli obiettivi del Decreto Aree Idonee troviamo: Lazio (+963 MW oltre il target), Lombardia (+546 MW), Veneto (+316 MW), Piemonte (+311 MW), Friuli-Venezia Giulia (+255 MW), Campania (+178 MW), Emilia-Romagna (+155 MW) e Trentino-Alto Adige (+110 MW).
Tra quelle più indietro, troviamo —in ordine di gap— Puglia (-316 MW), Sardegna (-186 MW) e Calabria (-163 MW). «Ma in queste regioni le distanze possono essere facilmente recuperabili con uno o pochi impianti a fonti rinnovabili» commentano gli analisti di Ener2Crowd.
Allo stato attuale, solo il Lazio, se proseguirà allo stesso ritmo, raggiungerà l’obiettivo al 2030: al momento è già al 39,9% dell’obiettivo, seguito da Trentino-Alto Adige (33,9%) e Friuli-Venezia Giulia (33,6%). E poi ancora da Veneto (29%), Lombardia (28,6%), Piemonte (28,2%) e Campania (27,3%).
«Nelle altre regioni, il nostro Paese è molto indietro rispetto agli obiettivi al 2030» commentano gli analisti di Ener2Crowd.
Utilizzando i dati nazionali più recenti del GSE, Terna e fonti ministeriali, Ener2Crowd ha sviluppato la seguente suddivisione delle nostre regioni in 3 gruppi che tengono conto dell’evoluzione della produzione elettrica rinnovabile, della crescita della potenza installata nell’ultimo quadriennio, dei segnali su pipeline/autorizzazioni e di fattori infrastrutturali (reti/accumuli):
1) Gruppo leader(alta trazione su rinnovabili, reti/accumulo in accelerazione, hanno superato o sono prossimi ai target regionali e mostrano una quota elettrica rinnovabile sopra la media):
Lazio, capacità rinnovabile in forte crescita e obiettivi superati, mercato ampio e dinamico;
Lombardia, spinta su fotovoltaico diffuso, reti e flessibilità di sistema;
Veneto, installazioni in aumento, buona maturità autorizzativa;
Puglia, tra le prime nell’eolico e nel fotovoltaico su “utility-scale”, pipeline consistente;
Sicilia, forte potenziale nel fotovoltaico e nell’eolico, grande pipeline e altro interesse degli investitori;
Trentino-Alto Adige, alta quota di idroelettrico, attenzione a reti e storage;
Valle d’Aosta, quota rinnovabile molto elevata (idroelettrico), profilo “green” consolidato;
Sardegna, forte potenziale sul fotovoltaico e sull’eolico, spinta su accumuli per insularità (criticità di rete note ma in evoluzione).
2) Gruppo “in progress”(in linea con la tendenza nazionale, crescita costante con margini di miglioramento su iter e reti):
Emilia-Romagna, mix industriale/urbano, fotovoltaico in accelerazione, reti da potenziare;
Toscana, geotermia storica e fotovoltaico diffuso, margini su storage e semplificazioni;
Piemonte, fotovoltaico in crescita, in progress su permitting e adeguamento rete;
Friuli-Venezia Giulia, dinamica positiva su fotovoltaico onshore; attenzione a connessioni;
Marche, buon passo su fotovoltaico distribuito; iter autorizzativi migliorabili;
Umbria, fotovoltaico diffuso in crescita; potenziamento reti/accumulo da accelerare;
Abruzzo, trend installazioni in salita; pipeline in consolidamento;
Campania, mercato ampio, fotovoltaico rooftop; servono boost su rete e grandi impianti;
Basilicata, potenziale fotovoltaico ed eolico, passi avanti su progetti e autorizzazioni;
Liguria, focus su comunità energetiche e fotovoltaico negli edifici.
3) Gruppo ritardatario (dotazione rinnovabile modesta, obiettivi da rincorrere, iter lenti):
Calabria, ampio potenziale per il fotovoltaico e per l’eolico, ma è necessario sbloccare iter e capacità di connessione;
Villa Literno, 29 settembre 2025. I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Castel Volturno, nel corso di un controllo in materia urbanistica-edilizia, in comune di Villa Literno (CE), alla Via Delle Dune, hanno accertato l’esecuzione di pali di fondazione in cemento armato all’interno di un canale di bonifica. Immediatamente è stato richiesto l’intervento del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Villa Literno, il tecnico del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.
L’accertamento ha evidenziato che i lavori in corso erano finalizzati alla realizzazione di un maxi capannone industriale, con un fronte principale della lunghezza di circa 400 metri, ed una superficie coperta di circa 10.000 mq. L’intero lotto di terreno, della estensione complessiva di circa 4 ettari (40.000 mq), è risultato essere stato rialzato rispetto all’originario piano di campagna di circa 50 centimetri per l’intera superficie. Tale rialzo di quota del terreno è risultato essere stato posto in essere con rifiuti provenienti da demolizioni e disfacimenti edilizi non opportunamente tritovagliati e non bonificati dai corpi estranei e dalle impurità. Tale condotta ha integrato una gestione illecita di rifiuti speciali con pericolo di compromissione o deterioramento di porzioni estese o significative del suolo o sottosuolo.
Le opere edilizie sono risultate nella fase iniziale dell’esecuzione, erano infatti stati realizzati soli i pali e le travi rovesce di fondazione. Dette opere sono risultate totalmente difformi rispetto al titolo assentito dal Comune di Villa Literno, nonché era stato invaso parzialmente un canale di bonifica, senza la prescritta autorizzazione, alterandone il regime delle acque ed in violazione del vincolo idraulico presente.
I predetti militari hanno quindi proceduto al sequestro preventivo dell’intero fondo e delle opere edilizie in corso di edificazione, ed hanno deferito, in stato di libertà, in concorso tra loro, i tre responsabili: il committente delle opere, il legale rappresentante della ditta esecutrice ed il direttore dei lavori, in relazione sia a reati in materia urbanistico-edilizia, sia per il mancato rispetto del vincolo idraulico, sia per la gestione illecita di circa 20.000 mc di rifiuti speciali non pericolosi utilizzati per il rialzo della quota del piano di campagna.
Nella notte i carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Maddaloni sono intervenuti, su segnalazione giunta al 112, per soccorrere un giovane che aveva manifestato intenti suicidari.
Raggiunta rapidamente l’abitazione segnalata, i militari hanno trovato un 28enne riverso sul divano, privo di sensi, a causa dell’inalazione di gas fuoriuscito da una bombola. L’intervento tempestivo ha permesso di mettere subito in sicurezza l’ambiente: i carabinieri hanno chiuso la bombola del gas, staccato la corrente elettrica e aperto le finestre per arieggiare i locali.
Il giovane è stato quindi portato all’esterno e affidato alle cure del personale del 118, intanto dagli stessi militari allertato, che lo ha rianimato sul posto prima del trasporto all’ospedale di Caserta, dove è tuttora ricoverato. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
Restano ignote, al momento, le motivazioni che hanno spinto il ragazzo a compiere l’estremo gesto.
Maddaloni (CE), 26 settembre 2025 – Si è svolta ieri la cerimonia di avvicendamento al comando del Reggimento Addestrativo della Scuola di Commissariato dell’Esercito tra il Col. Carlo Bianchi e il Col. Marco Pelliccioni.
Nel suo intervento il Comandante della Scuola di Commissariato, Brigadier Generale Sandro Corradi, ha espresso parole di apprezzamento per l’operato del comandante uscente e ha rivolto un augurio di buon lavoro al subentrante, auspicandogli di continuare ad accrescere le capacità logistiche e operative del reparto.
All’evento, erano presenti il Brigadier Generale Salvatore Sansone, Comandante di Commissariato dell’Esercito, il Sindaco della città di Maddaloni e numerose autorità militari e civili locali.
La Scuola di Commissariato, che opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando Commissariato, svolge nei settori di competenza funzioni di studio, sviluppo concettuale e tecnico e formazione professionale.
Don Raffaele D’Agosto, parroco presso il Rione Carzano, descrive così l’iniziativa:
“La Settimana Pastorale Parrocchiale, che riprende la tematica dell’ottobre missionario di quest’anno 2025, si pone in piena sintonia con il grande Giubileo ordinario dedicato al tema della Speranza. Nella Bolla di indizione di questo Anno Santo, Papa Francesco auspicava: «Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo!» (Bolla Spes non confundit, 6).
Viviamo in un mondo nel quale sembra regnare più la preoccupazione che la speranza; un mondo sul quale si addensano sempre più minacciose nubi di guerra; aumenta in tutti noi l’ansia per i cambiamenti climatici e per la sopravvivenza di molti popoli e del pianeta…
La Settimana Pastorale sia, per la nostra comunità, occasione per rinnovare la vocazione di discepoli-missionari, «lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12)”.
Rimini, 25 settembre 2025 – L’intelligenza artificiale entra a pieno titolo tra gli strumenti chiave della genetica medica. Non sostituirà il medico, ma potrà supportarlo nella diagnosi, nell’interpretazione dei dati genomici e nello sviluppo di nuove terapie. È questo il messaggio centrale lanciato in apertura della XXVIII edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), conclusosi in queste ore a Rimini.
Tra gli ospiti internazionali dell’appuntamento, che ha visto la partecipazione di più di 1.200 genetisti, spicca il Prof.Benjamin Solomon, Direttore Clinico del National Human Genome Research Institute (Bethesda, USA), pioniere dell’uso dell’AI in genetica medica: “L’intelligenza artificiale non prenderà il posto dei clinici, ma un approccio integrato è certamente più efficace. Alcuni compiti potranno essere automatizzati, liberando tempo e risorse per attività di maggiore valore, ma il ruolo dei medici resterà fondamentale ancora a lungo”.
La tecnologia è già realtà nella diagnosi delle malattie genetiche rare: sono già disponibili sistemi di riconoscimento facciale che possono supportare pediatri e neonatologi e medici di medicina generale nel riconoscimento tempestivo di dismorfismi facciali e altri segni clinici, indirizzando tempestivamente le famiglie verso il genetista e avviando così percorsi diagnostici e terapeutici più rapidi ed efficaci. “La diagnosi precoce – ha affermato la Dr.ssaFrancesca Clementina Radio, UOC Genetica Medica San Camillo Forlanini, Roma – è cruciale non solo per avviare trattamenti mirati, ma anche per migliorare qualità di vita e prognosi dei pazienti”.
Il Congresso SIGU ha affrontato anche temi destinati a trasformare la medicina e la società.
La genetica forense. Il Prof.Manfred Kayser(Rotterdam) ha mostrato come oggi sia già possibile prevedere con buona approssimazione colore di occhi, capelli e pelle da una semplice traccia biologica, con tecniche che stanno rivoluzionando le indagini giudiziarie. “La fenotipizzazione forense del DNA (che predice aspetto, origine ancestrale ed età del sospettato) sta stravolgendo le sorti delle inchieste giudiziarie, perché consente di trovare autori di reati che non erano sospettati, non hanno precedenti e non sono presenti nelle banche dati del DNA criminale, quindi non identificabili con la normale profilazione forense. Inoltre, è finita l’epoca in cui i gemelli monozigoti avevano una sorta di ‘carta jolly’ per commettere crimini sapendo che non potevano essere identificati tramite la profilazione forense del DNA, poiché ora possono essere identificati con altri tipi di analisi del DNA, in particolare con il sequenziamento dell’intero genoma”.
Le terapie avanzate e il drug repurposing. Il Presidente SIGU Paolo Gasparini, Professore Ordinario di Genetica Medica all’Università di Trieste, Direttore del Servizio di Genetica Medica e del Dipartimento per Diagnostica Avanzata e Sperimentazione Clinica presso l’IRCCS Burlo Garofolo a Trieste, ha sottolineato l’eccellenza italiana nello sviluppo di terapie geniche e cellulari, spiegando che “la strategia del drug repurposing – o riposizionamento di farmaci – sta guadagnando terreno nel campo della ricerca biomedica. Si tratta di riutilizzare farmaci già approvati per altre indicazioni terapeutiche, studiandone l’efficacia contro patologie differenti, spesso rare e trascurate dall’industria farmaceutica. Questo approccio offre vantaggi decisivi: riduce tempi e costi di sviluppo, e sfrutta farmaci già noti per sicurezza e tollerabilità. Per le malattie rare, che colpiscono un numero limitato di pazienti e ricevono pochi investimenti, il drug repurposing rappresenta spesso l’unica via realistica verso nuove cure”.
PUBBLICATE LE NUOVE RACCOMANDAZIONI SIGU PER L’ESECUZIONE DI TEST FARMACOGENETICI GERMINALI
La farmacogenetica è la disciplina che studia come il nostro DNA influenzi la risposta ai farmaci. Non tutti, infatti, reagiamo allo stesso modo a una terapia: l’efficacia e gli effetti collaterali possono variare a seconda delle caratteristiche genetiche di ciascuno, oltre che per fattori come età, sesso, peso o altre malattie presenti. Conoscere queste differenze permette di scegliere il farmaco giusto, al dosaggio corretto, riducendo i rischi e aumentando i benefici: è uno dei primi esempi di medicina personalizzata.
“I vantaggi non riguardano solo i pazienti – ha dichiarato Matteo Floris, Professore Associato di Genetica Medica all’Università di Sassari,Co-coordinatore,insieme allaProf.ssa Monica Rosa Miozzo, Professore Ordinario di Genetica Medica dell’Università degli Studi di Milano, del Gruppo SIGU dedicato proprio alla farmacogenetica – ma anche il sistema sanitario e la ricerca, perché consentono di ottimizzare risorse, evitare trattamenti inefficaci e selezionare farmaci più mirati. In Italia, però, l’applicazione clinica della farmacogenetica è ancora limitata e necessita di regole chiare. Per questo la Società Italiana di Genetica Umana ha elaborato raccomandazioni per standardizzare i test, la loro interpretazione e la refertazione, con l’obiettivo di portare queste innovazioni dentro al Servizio Sanitario Nazionale”.
UN CONGRESSO TRA SCIENZA E SOCIETÀ
“Con più di 1.200 genetisti medici e biologi coinvolti – ha concluso la Prof.ssa Brunella Franco, Presidente del Comitato Scientifico del Congresso SIGU, Ordinario di Genetica Medica, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università “Federico II”, Ricercatore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina e Docente della Scuola Superiore Meridionale, Napoli – la SIGU conferma il proprio ruolo di riferimento nazionale e internazionale. Oltre alle sessioni scientifiche, il programma propone momenti culturali come lo spettacolo di Marco Paolini, I mitocondri e la polenta. Da mia nonna a Linn Margulis, che racconta la genetica attraverso il linguaggio del teatro. La genetica è sempre più centrale non solo nella ricerca e nella clinica, ma anche nella società. Siamo chiamati a guidare una rivoluzione terapeutica ed etica che cambierà il futuro della medicina”.
Giovedì 25 settembre 2025, dalle 18:00 alle 20:00, l’Auditorium del Centro Culturale Candiani ospiterà la terza edizione veneziana della FuckUp Nights, il movimento internazionale nato in Messico e oggi presente in oltre 300 città del mondo. Dopo il grande entusiasmo delle prime due edizioni, l’appuntamento torna a Mestre con una nuova serata fatta di racconti veri e coraggiosi, dove le cadute professionali e personali diventano materia viva di riflessione collettiva. Sul palco si alterneranno tre speaker di spicco del mondo dello sport, della comunicazione e dell’imprenditoria, pronti a raccontare senza filtri i momenti in cui tutto è andato storto. Tra loro l’ex ciclista professionista e già commissario tecnico della Nazionale italiana Davide Cassani: la sua storia sportiva dimostra che la resilienza può valere più di una vittoria. Ci sarà poi anche la food blogger e conduttrice televisiva Stella Menna, ex tennista capace di reinventarsi dopo le difficoltà: la conduttrice televisiva di “Una stella in Cucina”, racconterà come una crisi possa diventare una ripartenza. Infine, Alessandro Tommasi, manager e imprenditore, fondatore di Will Media e di The Future Proof Society, che parlerà del coraggio necessario per rimettere in discussione percorsi già tracciati. «FuckUp Nights non è un evento motivazionale patinato, ma una conversazione vera su ciò che di solito nascondiamo: gli errori», sottolinea Andrea Pilotto, CEO di Wow Solution, agenzia di marketing e comunicazione che organizza l’evento. «È proprio quando raccontiamo i nostri fallimenti che diventiamo più forti come individui e come comunità. A Venezia vogliamo ribadire che dietro ogni successo c’è sempre una serie di cadute e ripartenze». La partnership con il Centro Culturale Candiani conferma il legame tra il movimento e la vita culturale della città. «Abbiamo bisogno di luoghi e momenti in cui smettere di fingere che tutto vada sempre bene», aggiunge Pilotto. «Il pubblico scoprirà che ridere dei propri errori, riflettere su ciò che non ha funzionato e condividere queste esperienze è il primo passo per costruire nuove possibilità». Ricordiamo che le FuckUp Nights nascono in Messico nel 2012 con l’obiettivo di trasformare il fallimento in strumento di apprendimento. La formula è semplice: professionisti e imprenditori condividono i propri errori davanti a un pubblico, mostrando come rialzarsi dai momenti difficili possa portare a nuove opportunità. A differenza degli eventi TEDx, qui al centro non ci sono i successi, ma le sconfitte interpretate in modo costruttivo: l’iniziativa ha l’obiettivo di cambiare la percezione del fallimento, trasformandolo in un’occasione di crescita individuale e organizzativa.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – WOW SOLUTION Fondata nel 2017, Wow Solution ha sede a Spinea, nel Veneziano. Ad oggi, l’azienda ha circa una settantina di progetti di comunicazione aperti, grazie al lavoro di 14 dipendenti coordinati dal ceo, Andrea Pilotto. Fino ad oggi, Wow Solution ha sviluppato la propria attività in 5 nazioni, con una crescita del fatturato nell’ultimo triennio del 433%. Wow Solution opera a livello di gruppo, composto da più società. La divisione Progetti Speciali dell’agenzia si dedica all’incubazione e all’accelerazione di iniziative di digital business proprietarie, utilizzando le competenze interne per creare nuove esperienze verticali e anticipare le tendenze del mercato. L’offerta complessiva comprende branding, visual design, web e user experience design, gestione dei social media e performance marketing. L’approccio strategico è centrale: dalla consulenza direzionale per la redazione di piani marketing alla definizione di strategie digitali. La produzione di contenuti multimediali è uno dei punti di forza di Wow Solution, che tratta video, fotografie, rendering 3D, illustrazioni e grafiche. L’attenzione alla distribuzione permette di integrare con fluidità canali online e offline, passando da siti web sviluppati su misura ai social media, dalle edizioni cartacee di pregio a progetti esperienziali in store.
Mercoledì 17 settembre, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono state aperte al pubblico due nuove iniziative espositive, in dialogo con la sezione permanente Domus dedicata alla cultura dell’abitare nell’area vesuviana. I percorsi arricchiscono l’esperienza di visita intrecciando memoria materiale, fonti documentarie e linguaggi artistici diversi, e rappresentano un ulteriore esito del processo di valorizzazione del patrimonio del MANN. Accanto ai suoi straordinari capolavori antichi, infatti, il Museo custodisce fotografie, acquerelli e documenti d’archivio conservati nell’Archivio Storico e nell’Archivio Disegni: testimonianze che narrano storie e restituiscono la ricchezza delle prospettive con cui, nel tempo, il mondo antico è stato interpretato e raccontato.
“Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è non solo luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca: indagare i nostri archivi significa far emergere nuove chiavi di lettura, che ci aiutano a comprendere le origini del mito di Pompei e il ruolo che esso ha avuto nell’immaginario europeo. Valorizzare archivi e collezioni significa restituire ai pubblici la complessità di un patrimonio che vive attraverso molteplici forme di espressione”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.
Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, saranno visitabili fino al 28 febbraio 2026.
“Luigi Bazzani e la casa pompeiana”
L’esposizione nasce a seguito del restauro di diciotto acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927), pittore e scenografo di successo, di cui l’Archivio Disegni del MANN possiede una delle raccolte più ricche insieme al Victoria&Albert Museum di Londra e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Considerate non soltanto espressioni artistiche, ma anche testimonianze storiche delle scoperte archeologiche nelle città vesuviane, le opere di Bazzani del MANN raffigurano diversi soggetti pompeiani: dal Foro al Tempio di Iside, fino agli interni delle case e ai giardini. Oltre agli acquerelli, sono in mostra una gouache di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie antiche e bronzi ottocenteschi.
Un focus specifico è dedicato alla Casa del Fauno, di cui Veneri ha raffigurato il tegolato antico. Scoperta nel 1830, la casa è sorprendente per la ricchezza e raffinatezza del suo apparato decorativo, dai pavimenti ai fregi in terracotta, dal grande mosaico della Battaglia di Isso alla statuetta in bronzo del fauno danzante, da cui il complesso prende il nome. Le gouaches, gli acquerelli e le foto in mostra ne illustrano sia l’impianto complessivo che le sofisticate decorazioni.
La mostra è allestita nella sala XCV (95), tra l’allestimento permanente Domus e l’esposizione temporanea dedicata a Gabriel Ivanovič de Rumine che sarà inaugurata nello stesso giorno.
“1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine”
Quest’esposizione proietta il visitatore nel 1859 e offre un racconto inedito, che mostra come il mito di Pompei, già al centro dell’immaginario europeo, avesse conquistato anche una disciplina allora agli esordi: la fotografia, nata solo pochi anni prima.
In quell’anno, l’aristocratico russo Gabriel Ivanovič de Rumine viaggia come fotografo al seguito del Granduca Costantino di Russia in una lunga crociera nel Mediterraneo che tocca, tra le altre mete, Palermo, Napoli, Atene e Gerusalemme. Con uno speciale permesso accordato dal re Ferdinando II, de Rumine scatta una serie di vedute di Pompei, che rappresentano uno dei più antichi reportage fotografici degli scavi – certamente il primo di grande formato – realizzati quando la fotografia stessa era ancora una disciplina giovane, nata solo vent’anni prima. Consapevole dell’importanza dei suoi scatti, ne invia copie a Parigi perché siano esposte alla Société Française de Photographie, dove vengono accolte con grande interesse.
Il MANN custodisce ventotto di queste rare immagini all’albumina, a lungo rimaste dimenticate negli archivi, senza data né attribuzione. La mostra ne presenta per la prima volta un’ampia selezione, insieme ad altre fotografie storiche e a preziosi documenti d’archivio. Sarà ospitata nel Salone del Plastico di Pompei, uno spazio emblematico che restituisce – anche attraverso il grande modello della città – la forza evocativa e la suggestione senza tempo di Pompei. “Queste preziose fotografie – esposte ora al pubblico per la prima volta – ci consentono di osservare il fascino esercitato da Pompei nell’immaginario europeo da una prospettiva inedita, attraverso una forma di espressione allora del tutto nuova. La riscoperta di questo fondo è il frutto di un lavoro di ricerca e di valorizzazione del ricco patrimonio del MANN, che conferma come studio e indagine documentaria siano strumenti fondamentali per ampliare la conoscenza e, con essa, la fruizione del patrimonio”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.
Mentre l’esercito israeliano ha provocato ieri 60 vittime e 200 feriti, con il bombardamento di Gaza City, finalmente qualcosa all’ONU si muove. Ben quattro Paesi hanno optato per la risoluzione di due Stati, di fatto riconoscendo la Palestina.
Le reazioni:
Come riporta ANSA, l’ira dell’ultradestra israeliana e di Netanyahu non si è fatta attendere, sono volate parole di fuoco come “non verrà istituito uno stato palestinese a ovest del Giordano” e che l’esercito israeliano, con il suo mandato, “ha raddoppiato gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria“.
L’anziano Presidente dell’ANP, Abu Mazen, ha parlato di “un passo importante per una pace giusta e duratura”, mentre Hamas (che, comunque, è stata esclusa da ogni trattativa), ha comunicato la sua soddisfazione per quella che definisce “una vittoria per i diritti dei palestinesi”.
In Italia, invece, mentre il governo afferma di aiutare i palestinesi – ma Salvini rinnova la sua amicizia con Israele, giustificando il genocidio in corso a Gaza con un loro fantomatico diritto alla difesa, a Roma sul Capidoglio sventola dal due giorni settembre la bandiera palestinese, scatenando le ire della comunità ebraica locale.
Milano, 19 settembre 2025. Con la recente scomparsa di Giorgio Armani, figura emblematica non solo della moda ma dell’imprenditoria italiana globale, torna al centro dell’attenzione internazionale il valore delle grandi fortune, della continuità patrimoniale e del ruolo che personalità, aziende e investitori possono svolgere nella società. In questo contesto, Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, presenta una fotografia aggiornata degli HNWI(High Net Worth Individual) in Italia, in Europa e nel mondo, sottolineando l’opportunità etica ed economica di indirizzare questi capitali verso progetti sostenibili.
Quali sono i dati chiave sulla ricchezza globale? Facendo riferimento al World Wealth Report 2025,Ener2Crowd mette in evidenza che nell’ultimo anno (2024) la popolazione di HNWI (individui con oltre un milione di dollari) è cresciuta del 2,6% e che la ricchezza complessiva degli ultra-HNWI (oltre 30 milioni di dollari) è aumentata del 6,2%. Per via dei passaggi generazionali, si stima inoltre che entro il 2048 oltre 83,5 trilioni di dollari verranno trasferiti agli eredi della Gen X, Millennial e Gen Z.
A causa di pressione inflazionistica, tassi di interesse e costi dell’energia che impattano sui rendimenti, in Europa si registra però una lieve contrazione del numero di milionari, soprattutto in Paesi come Francia, Germania e Regno Unito.
Secondo il Knight Frank Wealth Report, è proprio il nostro Paese a ospitare in Europa il numero più considerevole di ultra-HNWI: oltre 15.900 individui con oltre 30 milioni di dollari di patrimonio. Non si parla solo di residenti, ma di persone che comunque trascorrono buona parte del loro tempo nel nostro Paese.
«L’attrattiva italiana si gioca su politiche fiscali, stabilità, eredità culturale e ultra-valore del “lusso sostenibile”. La scomparsa di Giorgio Armani richiamerà ora ancora più attenzione sull’importanza della governance patrimoniale e della legacy, non solo economica ma anche valoriale» sottolineaNiccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.
Il patrimonio personale netto dello stilista è stato stimato da Forbes in 12,1 miliardi di dollari, ma l’eredità di Giorgio Armani è un esempio di valore che travalica il capitale. Nonostante la sua morte, il suo brand e la sua fondazione continueranno a mantenere un ruolo centrale nel preservare stile e valori del made in Italy, un modello che mostra come anche le grandi fortune possono porsi in modo resiliente, etico e lungimirante.
«In un momento in cui la domanda di trasparenza, sostenibilità e responsabilità cresce, la storia e l’eredità di Armani diventano simbolo di cosa significhi “mettere al sicuro” non solo il patrimonio, ma il contributo sociale e culturale di una vita» enfatizza Niccolò Sovico.
L’opportunità per gli investitori green: molti degli HNWI e ultra-HNWI non cercano solo ritorni finanziari, ma vogliono lasciare un’impronta positiva (capitali in ricerca di senso). Ener2Crowdoffre strumenti che combinano rendimento competitivo e impatto ambientale/sociale concreto attraverso progetti selezionati in energie rinnovabili, rigenerazione urbana, efficienza energetica e infrastrutture green.
Ener2Crowdvuole così intercettare un pubblico di HNWI e ultra-HNWI desideroso di andare oltre la mera conservazione della ricchezza, che voglia invece trasformarla in eredità durevole, affinché il passaggio generazionale del patrimonio non sia soltanto una trasmissione di beni, ma un lascito per il pianeta.
A livello globale —osserva Ener2Crowd— il patrimonio complessivo dei miliardari ha avuto un incremento del +138% dal 2015 al 2025, passando da 6.300 a 15 mila miliardi. Ma è solol’1% più ricco della popolazione mondiale a detenere il 45% della ricchezza totale.
Ma quanti sono gli HNWI oggi in Italia? Ener2Crowd ha aggiornato le stime relative ai livelli di ricchezza, a partire dai sub-HNWI, individui con un patrimonio finanziario superiore ai 250 mila euro ed una capacità di investimento pari ad almeno 25 mila euro annui, che nel nostro Paese costituiscono il 5,2% della popolazione (3,1 milioni di persone).
Seguono quindi gli HNWI, individui con un patrimonio di almeno 1 milione di euro, che in Italia sono lo 0,8% (472 mila persone); i very-HNWI, individui con un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro, che sono lo 0,15% (88 mila persone); e gli ultra-HNWI, individui con un patrimonio superiore ai 30 milioni di euro, che sono lo 0,01% (5.900 persone).
In quanto alla demografia, l’85% degli ultra ricchi è di sesso maschile, mentre solo il 15% è di sesso femminile, con un’età media di 62 anni per gli uomini e di 50 anni per le donne. «E tra gli ultra-HNWI italiani ci sono anche 2.200 italiani che superano i 100 milioni di euro» aggiungono gli analisti di Ener2Crowd, che tra i nostri connazionali registrano anche 67 miliardari su un totale mondiale di 2.400.
Come si accumulano ricchezze così importanti?«I dati a livello mondiale ci raccontano che il 64% si è “fatto da solo” creando nuove imprese, investendo o speculando; il 23% ha ereditato, proseguendo con successo il business di famiglia oppure creando nuove imprese; il 13% ha solo ereditato» rispondono gli analisti di Ener2Crowd.
Ma quale è il nuovo ranking dei Paperon de Paperoni?Ener2Crowd ha stilato una nuova classifica 2025, elaborata tenendo conto dei dati rilevati da più fonti di riferimento, includendo Beinsure(Richest People in Italy 2025) e Forbes (World’s Billionaires List 2025).
Ecco dunque il Ranking HNWI 2025 di Ener2Crowd, diviso in 3 ambiti territoriali, con la top-10 Italia, Europa e mondo.
TOP-10 ITALIA
01 Giovanni Ferrero (e famiglia), 49,1 miliardi di dollari;
02 Andrea Pignataro, 23,9 miliardi di dollari;
03 Paolo Rocca (e famiglia), 15,3 miliardi di dollari;
04 Eredità Giorgio Armani, 12,1 miliardi di dollari;
05 Giancarlo Devasini, 11,5 miliardi di dollari;
06 Piero Ferrari, 9,96 miliardi di dollari;
07 Francesco Gaetano Caltagirone, 8,5 miliardi di dollari;
08 Miuccia Prada, 6,85 miliardi di dollari;
09 Patrizio Bertelli, 6,81 miliardi di dollari;
10 Gianfelice Rocca, 6 miliardi di dollari.
TOP-10 EUROPA
01 Bernard Arnault (e famiglia), 180 miliardi di dollari;
02 Amancio Ortega, 124 miliardi di dollari;
03 Françoise Bettencourt Meyers, 80 miliardi di dollari;
04 Giovanni Ferrero, 49,1 miliardi di dollari;
05 Gopichand Parmanand Hinduja, 46 miliardi di dollari;
06 Dieter Schwarz, 42 miliardi di dollari;
07 Mark Mateschitz 41 miliardi di dollari;
08 François Pinault, 40 miliardi di dollari;
09 Klaus-Michael Kühne, 39 miliardi di dollari;
10 Alain e Gérard Wertheimer, 32 miliardi di dollari.
C’è un momento, dopo settimane o mesi complessi, in cui nasce il desiderio di voltare pagina. Per qualcuno la svolta arriva grazie a un nuovo lavoro, per altri grazie a un incontro inaspettato. E per molti, sempre più numerosi, la rinascita prende forma con un viaggio.«Un’esperienza che, se vissuta in un ambiente positivo e accogliente, può trasformarsi in un vero punto di ripartenza» sottolineano gli specialisti di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo.
All’interno di questo trend spicca la crescita del viaggio in solitaria. Secondo quanto ha rilevato Vamonos Vacanzeattraverso un sondaggio, il 76% dei millennial e della Gen Z ha dichiarato di voler programmare almeno un’esperienza da solo entro i prossimi 12 mesi, confermando come il fenomeno del “solo travel” sia ormai una scelta sempre più diffusa e strutturata.
È qui che entra in gioco Vamonos Vacanze, tour operator italiano che ha fatto dei viaggi di gruppo per chi parte da solo, la sua specialità. La missione è semplice e potente: trasformare un momento di incertezza in una svolta personale, grazie a contesti protetti, relazioni autentiche e un’energia positiva che accompagna ogni esperienza.
«A volte basta un viaggio per ripartire da zero» afferma il tour operator.«Il nostro obiettivo —continua— è accogliere chi sente il bisogno di voltare pagina e offrire un ambiente in cui sentirsi parte di un gruppo, senza giudizi, con la libertà di ritrovarsi e ricaricarsi».
«Non offriamo solo viaggi, ma contesti che accolgono e trasformano. Abbiamo visto persone arrivare con il peso di un periodo difficile e tornare a casa con un sorriso nuovo, con legami che prima non esistevano e con una fiducia ritrovata»raccontano gli esperti di Vamonos Vacanze.
La filosofia è chiara: Vamonos Vacanzecrea esperienze in cui chi parte da solo trova un gruppo, nuove prospettive e l’energia per ripartire. Un biglietto, uno zaino e la voglia di rimettersi in gioco: sono questi gli ingredienti che fanno la differenza.
«Non importa da dove si parte, ma la voglia di rimettersi in moto» evidenzia il tour operator. Ogni partenza è una scelta di vita, ed è lì che inizia la vera svolta.