DANCE MUSIC AWARDS, 90 WONDERLAND VINCE L’OSCAR DEL MIGLIOR EVENTO

È ufficiale: 90 Wonderland è il “Miglior Format Evento Italiano” ai Dance Music Awards, gli Oscar della musica elettronica e del clubbing. Un trionfo che consacra il successo di un progetto nato quasi per gioco, 18 anni fa, dall’energia condivisa di tre professionisti veneti, residenti tra il Padovano e il Vicentino, con la passione per gli anni Novanta e la visione lucida di chi sa trasformare l’intrattenimento in cultura pop. Una macchina del tempo in grado di far ballare tutta Italia con la stessa intensità e lo stesso entusiasmo di trent’anni fa, grazie a una formula capace di reinventarsi senza mai tradire l’autenticità. Dopo tre edizioni nelle quali 90 Wonderland aveva vinto come miglior format anni Novanta ai Dance Music Awards, adesso è arrivato anche l’Oscar come miglior format evento generalista: è ufficialmente il miglior modo di divertirsi in Italia, la più bella serata a cui si possa partecipare. 
Un riconoscimento che premia una lunga storia, iniziata nel 2008. Allora i tre ideatori – il padovano Willy Bergamin e i vicentini Francesco Ciconte e Davide Menegazzo – avevano poco più di trent’anni e un’idea ben chiara: trasformare il revival anni ’90 in un’esperienza immersiva, non solo una scaletta di successi ma uno show a 360 gradi. Oggi quella visione è diventata realtà e ha raggiunto numeri impressionanti. 


Nell’ultimo anno solare, tra tutti i progetti firmati dal gruppo, sono stati organizzati oltre 300 eventi. Il solo format Wonderland – declinato in versione anni ’90 e Duemila – ha toccato quota 180 date, in club, piazze, spiagge e location di ogni tipo. Dall’inizio della loro storia hanno realizzato quasi duemila eventi (nei primi anni il ritmo era inferiore, da una decina d’anni a questa parte la media è di oltre duecento all’anno), che si sono sviluppati in oltre cento città italiane facendo ballare centinaia di migliaia di persone, probabilmente più di un milione. Accanto a 90 Wonderland, il gruppo ha sviluppato anche Duemila Wonderland, dedicato al decennio successivo, e It’s 90 Time, il “fratellino minore” del format principale, pensato per contesti più intimi ma altrettanto esplosivi.

Francesco Ciconte, vicentino project manager e responsabile marketing e commerciale dell’evento, è il primo a sottolineare l’importanza del riconoscimento: “Questo premio ci riempie d’orgoglio. È il risultato di un lavoro costante, fatto di passione, intuizioni e ascolto del pubblico. Ma soprattutto è la dimostrazione che gli anni Novanta non sono soltanto un ricordo: sono ancora vivi, travolgenti, e parlano anche a chi quegli anni non li ha vissuti. Non celebriamo solo un decennio, ma creiamo un ponte tra generazioni, dove ogni serata diventa un rito collettivo di musica e memoria. La stagione estiva appena iniziata parte già con oltre 60 date confermate. Dopo il successo nazionale, adesso porteremo l’evento anche all’estero, la prima tappa è a Malta”.


Willy Bergamin, padovano direttore artistico e mente visiva del progetto, racconta così l’evoluzione del format: “Abbiamo sempre cercato di dare al nostro pubblico molto più di un semplice DJ set. Ogni evento è costruito come uno spettacolo: ci sono effetti speciali, sigle video, costumi, momenti scenici, tutto pensato per immergere le persone in un’atmosfera totale. Gli anni Novanta non sono solo la musica: sono un’estetica, un immaginario, una forma di libertà e leggerezza che oggi forse manca. La nostra sfida è ricreare quell’energia, ma con la professionalità e le tecnologie di oggi”.


Davide Menegazzo, vicentino responsabile logistico e amministrativo dell’evento, sottolinea un aspetto fondamentale del successo organizzativo: “Dietro ogni data ci sono mesi di pianificazione, permessi, trasporti, contratti, briefing tecnici. Il nostro è un meccanismo complesso ma ben oliato, che funziona perché c’è coesione tra di noi. Siamo cresciuti insieme, come team e come amici. Questo premio è anche il riconoscimento a un modo di lavorare che coniuga passione e metodo, sogno e concretezza.”

90 Wonderland ha saputo imporsi come fenomeno nazionale anche grazie alla capacità di parlare trasversalmente a pubblici diversi. Giovani che scoprono per la prima volta le hit del passato e adulti che rievocano la colonna sonora della loro giovinezza si incontrano sotto lo stesso palco, uniti dal desiderio di cantare, ballare e condividere emozioni senza filtri. Il repertorio è una celebrazione continua della musica che ha segnato un’epoca: da The Rhythm of the Night di Corona a Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, passando per Eiffel 65, Haddaway, Gigi D’Agostino, Backstreet Boys, Aqua, Alexia, Red Hot Chili Peppers, Spice Girls, Blur, Robert Miles e 883, solo per citarne alcuni. Brani iconici che ancora oggi fanno alzare le mani al cielo e intonare cori spontanei.


Il premio ai Dance Music Awards arriva come un sigillo su un percorso costruito con determinazione, visione e spirito di squadra. E l’entusiasmo, oggi più che mai, è alle stelle. “Torniamo in giro per tutta l’Italia per farvi divertire senza inibizioni con il ciclo di eventi più fresco e positivo di sempre, abbiamo già una sessantina di date confermate”, conclude Ciconte. “Siete pronti a vivere un’esperienza che vi lascerà senza fiato? Lasciatevi trasportare in un viaggio senza precedenti, dove il divertimento assume una nuova dimensione. Non sarà solo un semplice tour, ma un viaggio nel tempo attraverso la nostra incredibile storia. Un’opportunità unica per rivivere i momenti più memorabili, le serate indimenticabili e i ricordi che hanno trasformato 90 Wonderland in quello che è diventato oggi”.

Anna Rita Canone

StraSiano Sotto le Stelle: sport, cuore e comunità nella magica notte di Siano

SIANO (SA) Si è conclusa la tanto attesa StraSiano “Sotto le Stelle”, la gara podistica di 10 chilometri che ha attraversato le strade del centro storico della comunità di Siano, località dell’Agro Nocerino-Sarnese incastonata nella valle dell’Orco. La manifestazione, organizzata sotto l’egida di Opes Italia, ha registrato oltre 1.500 presenze tra atleti professionisti, amatori e famiglie con bambini. Il percorso di gara ha saputo mettere alla prova la resistenza dei partecipanti, senza mai rinunciare al fascino del luogo e all’obiettivo di vivere il “Podismo Insieme”. Partenza e arrivo erano posizionati in Piazza Aldo Moro, addobbata per rendere l’evento ancora più suggestivo sia per gli atleti che per il numeroso pubblico accorso. Numerosi i servizi messi a disposizione: punti ristoro ben distribuiti, staff medico efficiente, pacchi gara ricchi e un’organizzazione impeccabile hanno trasformato la serata in una vera festa dello sport. Il momento più emozionante, vera chicca di questa prima edizione organizzata dagli Amici del Podismo Sianese e dall’Antoniana Runners Club, è stata la partecipazione dell’Associazione Sognoattivo: una vera famiglia che si dedica a regalare sogni agli atleti speciali. I ragazzi in carrozzina, grazie agli spingitori, hanno potuto completare la distanza vivendo emozioni indimenticabili. La gara competitiva, diretta dal delegato tecnico Ettore Forte, si è svolta su un percorso impegnativo, composto da tre giri (corto, medio e lungo), per un totale di 10 chilometri. “Una distanza non facile per i continui saliscendi”, ha sottolineato Forte. Il vincitore è stato Hasjjs El Jebly, che ha chiuso in 32 minuti e 08 secondi, seguito da Gilio Iannone (33’13”) e Yassine Zaki (33’50”). Tra le donne ha primeggiato Francesca Palomba, con un tempo di 40 minuti e 58 secondi, seguita da Francesca Sabatini e Katiuscia Capua. La StraSiano Sotto le Stelle si conferma così non solo una corsa su strada di grande valore sportivo, ma anche un evento capace di unire comunità, solidarietà e inclusione. Durante la cerimonia di premiazione è stato anche detto: “Siamo orgogliosi della straordinaria partecipazione alla prima StraSiano Sotto le Stelle. Vedere atleti, famiglie e ragazzi speciali insieme nel nostro paese ha rappresentato lo spirito che sognavamo: sport, inclusione e bellezza. Grazie di cuore a partecipanti, volontari, sponsor, forze dell’ordine e a tutta Siano. La StraSiano è solo l’inizio: vi aspettiamo nel 2026, ancora sotto le stelle!”

Peppe Sacco, giornalista

Gricignano di Aversa: la Consulta delle Attività Produttive prende forma. Un modello di sviluppo condiviso per le imprese locali

Gricignano di Aversa (CE) – Si è svolto con successo il secondo incontro del ciclo “Crescita del Tessuto Produttivo”, tenutosi nell’aula consiliare “Emerico Buonanno” di piazza Municipio. L’iniziativa, promossa dalla Consigliera comunale Maddalena Licciardiello, delegata alle Attività Produttive, con il supporto del Sindaco Vittorio Lettieri e in collaborazione con la rivista Direzione Impresa Magazine, si propone di gettare le basi per la costituzione della Consulta delle Attività Produttive. La Consulta si configura come uno strumento strategico per il dialogo tra istituzioni e imprese, mirato a offrire formazione mirata, servizi essenziali, proposte di sviluppo digitale e soluzioni concrete a sostegno delle attività produttive locali. L’obiettivo è contribuire in modo strutturale allo sviluppo economico della comunità, favorendo la creazione di nuove opportunità occupazionali e l’innovazione sostenibile nel territorio. All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali e imprenditoriali di rilievo, tra cui il Presidente della Provincia, Marcello De Rosa; l’esperto di educazione finanziaria Fabio Pellegrino di Alleanza Assicurazioni – Agenzia Generale Caserta Sud; Maria Giovanna di Foggia, esperta di sicurezza sul lavoro; Gennaro Mincione, Amministratore Delegato di Oromare; l’Avv. Antonio Cimmino, specializzato in diritto fallimentare e Vincenzo Del Prete, Presidente dell’Associazione Ambulanti su Aree Pubbliche. Sono intervenuti anche il Consigliere comunale Giacomo Di Ronza, delegato allo sport, associazioni ed eventi, e la Consigliera Antonietta Oliva, delegata alle Politiche giovanili, che hanno presentato il format “BarCamp”, pensato per favorire la partecipazione e il confronto attivo tra giovani e operatori economici. Spazio anche al mondo agricolo e alle realtà della filiera agroalimentare con l’intervento di Giuseppe Miselli, Direttore di Coldiretti Caserta. A moderare i lavori è stato il giornalista Domenico Letizia, Direttore di Direzione Impresa Magazine. “Ringrazio il Sindaco Vittorio Lettieri, la Consigliera delegata al SUAP Maddalena Licciardiello, l’editore Domenico Communara, CEO di Direzione Impresa Srl, e tutti coloro che hanno partecipato a un appuntamento che sta divenendo un modello di confronto e conoscenza alla comprensione della realtà economica e commerciale anche per le altre istituzioni comunali del territorio”, ha dichiarato il giornalista e Direttore Domenico Letizia. “Si tratta di far confrontare e far conoscere le varie realtà produttive del territorio, raccogliendo le loro esigenze e problematiche e connettendo immediatamente queste esigenze con le autorità pubbliche, le organizzazioni d’impresa e i professionisti del settore”, ha ribadito Letizia. Il Comune di Gricignano di Aversa, insieme a Direzione Impresa Magazine, si sta impegnando nel costruire un futuro economico più solido, innovativo e sostenibile per il proprio territorio, per i giovani professionisti e per le numerose imprese che lo animano.

Anna Rita Canone

Onde di Terra supera i 25.000 spettatori e conquista l’Europa

TORINO “Onde di Terra, la pellicola indipendente scritta e diretta da Andrea Icardi, ha superato la straordinaria soglia dei 25.000 spettatori. Un risultato che conferma il film come fenomeno cinematografico, capace di raccogliere consensi trasversali e di toccare il cuore del pubblico.

La primavera 2025 ha segnato un momento di svolta per il film: protagonista di entusiasmanti proiezioni in Germania, in Sudamerica e in Francia, “Onde di Terra, ” ha mostrato come le storie di radici, migrazione e umanità raccontate nella Langa degli anni Settanta siano universali. Inoltre, ha ottenuto il Premio EcoFest Val Pesio e il regista Andrea Icardi è stato insignito del Premio Rotary dell’anno, riconoscimento che valorizza l’impatto culturale e sociale del suo lavoro.

Con emozione, Andrea Icardi ha dichiarato:

«Quando abbiamo iniziato a scrivere e girare questo film, non avremmo mai immaginato una risposta così intensa. “Onde di Terra” nasce dal desiderio profondo di raccontare una storia vera, locale e universale allo stesso tempo. Vedere oggi migliaia di spettatori emozionarsi, anche all’estero, ci ripaga di ogni sforzo. È una vittoria della passione, dell’identità e della memoria».

Dopo i sold-out degli ultimi mesi e le proiezioni internazionali, il viaggio di “Onde di Terra” continua in Piemonte e non solo, con nuove tappe che promettono di emozionare ancora migliaia di spettatori.

PROSSIME PROIEZIONI

  • GARESSIO (Cinema Excelsior): 1 giugno ore 21
  • CANDELO (Cinema Verdi): 10 giugno ore 21
    (con la partecipazione degli autori, del regista Andrea Icardi e del compositore della colonna sonora Enrico Sabena)
  • SAVIGLIANO (Cinema Aurora): 13 giugno ore 21
  • DOGLIANI (Cinema Multilanghe): 18, 19 e 20 luglio ore 21.15
  • CERVERE (Anfiteatro dell’Anima): 22 luglio ore 21

Per ulteriori dettagli sulle proiezioni e per acquistare i biglietti, visitare il sito ufficiale di “Onde di Terra”.

LA SINOSSI: un film che racconta l’anima delle Langhe

Ambientato negli anni ’70, Onde di Terra restituisce un affresco autentico della vita nelle Langhe in un periodo di trasformazione epocale. La trama si sviluppa attorno a Fulvia, una giovane calabrese che, attraverso un matrimonio combinato, si trasferisce nelle Langhe per incontrare un uomo che non è come appariva nelle lettere ricevute durante il fidanzamento. Fulvia è una donna appassionata e coraggiosa, ligia, determinata a interpretare il proprio destino e a non esserne succube, emblema di schiere di donne che dal Sud giunsero nelle Langhe a rischio di spopolamento, per sposare contadini che nessuna aveva voluto.

Autenticità e poesia si intrecciano nella narrazione, arricchite dalla suggestiva colonna sonora di Enrico Sabena, che è stata inserita tra le 100 migliori del 2024 dal magazine “Colonne sonore”.

Anna Rita Canone

“Corriamo Insieme”: una festa di sport, inclusione e solidarietà

AVERSA – Non è un caso che il colore scelto per la maglietta celebrativa della “Corriamo Insieme”, svoltasi domenica 25 maggio al Parco Pozzi di Aversa, sia stato l’arancione: una tonalità calda, simbolo di gioia, vitalità e ottimismo. Un colore che ha ben rappresentato lo spirito dell’evento e il messaggio che intendeva trasmettere: lo sport ludico come veicolo di inclusione sociale, solidarietà e gratitudine verso il volontariato locale. Centinaia di partecipanti di ogni età – bambini, genitori, nonni e amici – hanno preso parte alla corsa e ai giochi motori, trasformando una semplice mattinata di sport in una vera festa di comunità. Ma “Corriamo Insieme” è stata molto più di un’occasione per muoversi e divertirsi: è stato un gesto collettivo di attenzione verso i bambini diversamente abili, accolti con affetto e accompagnati lungo il percorso da volontari e famiglie, in un clima di autentico sostegno. La manifestazione ha valorizzato il ruolo prezioso delle associazioni di volontariato, che ogni giorno operano silenziosamente sul territorio offrendo aiuto, compagnia e speranza.

“Corriamo Insieme” ha lanciato un messaggio forte e chiaro: grazie al volontariato, sì alla solidarietà, sì a una società più attiva, unita e attenta ai bisogni di tutti. Tra giochi, attività e il coinvolgimento del pubblico, l’evento – che tornerà nelle prossime edizioni – ha rappresentato un simbolo di ripartenza, partecipazione e inclusione, sostenuto anche da volti noti dello spettacolo, del mondo politico locale e dall’A.S.C. di Caserta.Un successo che ha dimostrato quanto sia forte, oggi più che mai, il bisogno di camminare insieme.L’iniziativa è stata promossa da Atletica Teverola e Aversa in Mente, unite dal motto: “Insieme si può sorridere”, che riassume perfettamente lo spirito della giornata, all’insegna della solidarietà, dello sport e della gioia condivisa.Determinanti per la riuscita dell’evento sono stati il supporto di numerose altre associazioni e il coordinamento appassionato di Giovanni Marino, Giuseppe Vassallo. A guidare il pubblico lungo le varie fasi della manifestazione, la voce narrante di Giovanna Tessitore.

Peppe Sacco, giornalista

Genetica: con i test NGS sui campioni di DNA preistorici definiti i flussi migratori degli uomini di 55.000 anni fa

Milano, 27 maggio 2025 – L’utilizzo di tecniche NGS (Next Generation Sequencing) su campioni di DNA estratti da ossa di uomini preistorici ha permesso di definire i flussi migratori dall’Africa a tutti continenti. E di scoprire che la percentuale di genoma condiviso tra Homo di Denisova e uomo moderno è più alta nelle popolazioni asiatiche e dell’Oceania, mentre le popolazioni europee condividono circa il 2-3% del genoma con l’Uomo di Neanderthal. Questo è solo un piccolo assaggio dell’intervento di Johannes Krause, archeogenetista di fama mondiale intervenuto a Milano per il Congresso della Società Europea di Genetica Umana (ESHG) conclusosi questa settimana.

Opportunità di scambio per i ricercatori e i genetisti europei ma non solo, il Congresso della Società Europea di Genetica Umana ha infatti rappresentato un crocevia per l’incontro di cinque continenti che mai come in questa edizione hanno fatto sentire la necessità di lavorare assieme al progresso della Genetica Umana. Dal 24 al 27 maggio circa 6.000 genetisti (quasi 5.000 in presenza) e 1.000 espositori hanno lavorato insieme per aggiornare e aggiornarsi su tutti gli aspetti salienti della genetica contemporanea. Il Congresso 2025 non ha visto solo un record di presenze, ma anche un numero altissimo di abstract presentati: 3.415 da 83 diversi Paesi, oltre a 62 late-breaking abstracts per un totale di 3.477, il numero più alto di sempre per l’appuntamento europeo.

A fare gli onori di casa il Prof. Paolo Gasparini, Presidente di SIGU – Società Italiana di Genetica Umana e Direttore della Struttura Complessa di Genetica Medica e Direttore del Dipartimento di Diagnostica Avanzata dell’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo a Trieste, che ha messo in evidenza le eccellenze scientifiche dell’Italia sollecitando la necessità di “supportare la ricerca, sviluppare standard di qualità per i laboratori di genetica, accompagnare i pazienti nei percorsi terapeutici (specie per le terapie avanzate),  promuovere attività educative e di awareness anche sulla popolazione generale sulle applicazioni e i limiti della diagnostica genetica”.

La partecipazione italiana, in particolare per i rappresentati di SIGU, è stata cospicua anche in considerazione della sede congressuale, ma lo spessore dei members SIGU è stato riconosciuto anche in questo ambito con l’elezione della Prof.ssa Manuela Morleo, Ricercatrice dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Pozzuoli e dell’Università della Campania “Vanvitelli”, diventata Consigliera della Società Europea di Genetica Umana. È un onore per me ricoprire questo incarico e rappresentare SIGU all’interno dell’ESHG – spiega Morleo, attualmente in forze al programma Telethon dedicato alle malattie non diagnosticate (Telethon Undiagnosed Diseases Program), principalmente impegnata  nell’ambito della diagnosi delle malattie rare attraverso l’applicazione del sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing) per la scoperta di nuovi geni e la diagnostica, e della biologia cellulare per la validazione funzionale – La Società Europea di Genetica Umana (European Society of Human Genetics) è un’organizzazione senza scopo di lucro. I suoi obiettivi sono promuovere la ricerca nella genetica umana e medica, sia di base che applicata, garantire elevati standard nella pratica clinica e facilitare i contatti tra tutte le persone che condividono questi obiettivi, in particolare coloro che operano in Europa”.

Il programma malattie rare senza diagnosi di Telethon, diretto dal Prof. Vincenzo Nigro – aggiunge l’esperta – nasce nel 2016 con lo scopo di individuare la causa genetica di malattie rare ad esordio pediatrico rimaste non diagnosticate. È importante dare un nome alla propria malattia, in termini prognostici, in termini di consulenze genetiche e terapeutiche. Ma è fondamentale solo se i nostri laboratori italiani possono far parte di una rete europea e internazionale, che permetta alla ricerca di avanzare condividendo dati ed esperienza nella maniera corretta”.

Di fondamentale importanza sono stati anche i contributi sulla applicazione nella pratica clinica delle nuove tecnologie omiche e soprattutto della loro integrazione non solo per l’identificazione di nuovi geni malattia – sottolinea il Dr. Marco Tartaglia, Responsabile dell’Unità di Genetica Molecolare e Genomica Funzionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma – L’applicazione della genomica assieme all’utilizzo di altri approcci complementari, come lo studio della metilazione del DNA per la definizione di firme di riconoscimento di un gruppo crescente di malattie genetiche assieme all’utilizzo di tecniche di trascrittomica, metabolomica e proteomica, consente di approfondire anche la comprensione dei meccanismi di malattia per giungere alla identificazione di possibili nuovo approcci terapeutici”.

Grande apprezzamento per la relazione Prof.ssa Elisa Giorgio del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia, che è stata recentemente protagonista di una importante scoperta nell’ambito delle cause genetiche dell’Alzheimer. Grazie alla collaborazione tra diversi enti di ricerca Giorgio ha contribuito all’identificazione di una specifica mutazione nel gene GRIN2C, un gene fino ad oggi non associato a patologie genetiche, direttamente coinvolto nella Malattia di Alzheimer. Questo studio ha importanti ricadute in ambito diagnostico e terapeutico soprattutto perché si sa che la Malattia di Alzheimer è la principale causa di gravi deficit cognitivi ed è divenuta uno dei maggiori problemi sanitari a livello mondiale. La ricerca scientifica ha dimostrato che la malattia è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici e numerosi fattori ambientali, come ipertensione, obesità, diabete, depressione e isolamento sociale. “Ogni scoperta che facciamo – dichiara Giorgio, membro attivo di SIGU – ci avvicina un po’ di più alla possibilità di offrire una terapia per i pazienti e le loro famiglie”.

Tra i protagonisti dell’ESHG anche il Dr. Marco Vismara, membro del Comitato Editoriale di SIGU, che ha presentato uno studio relativo alle possibilità terapeutiche basate sugli acidi nucleici (NA) e l’utilizzo delle nanoparticelle biomimetiche (BNP) per il superamento della barriera ematoencefalica nei disturbi del sistema nervoso centrale. “Parliamo di ricerca di base – afferma Vismara – che potrebbe essere applicata in un prossimo futuro al trattamento di patologie come la Sindrome di Rett, la Malattia di Huntington, le Mucopolisaccaridosi e le Leucodistrofie. In sintesi, abbiamo sviluppato una piattaforma di nanotecnologia biomimetica per la consegna di NA, utilizzando un sofisticato approccio che ha dimostrato che questo approccio può superare tutta una serie di limiti legati alle modalità di somministrazione che utilizziamo oggi. I nostri studi, apprezzati a livello internazionale, suggeriscono che le BNP potrebbero rappresentare un’ottima strategia per trattare alcune malattie genetiche che oggi di fatto non dispongono di cura né di terapia in grado di modificare significativamente la storia naturale delle patologie stesse”.

In chiusura un commento del Prof. Maurizio Genuardi, Direttore dell’Istituto di Medicina Genomica dell’Università Cattolica sede di Roma e della UOC di Genetica Medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, già Presidente della ESHG, che termina il suo mandato come membro dell’Executive Board: “È stata un’esperienza molto piacevole ed entusiasmante, ho trovato un grande spirito di collaborazione e un clima  costruttivo, con l’obiettivo di far crescere la genetica umana sia nel campo della ricerca sia in quello assistenziale, con grande attenzione agli aspetti etici a livello non solo europeo ma anche mondiale”.

Anna Rita Canone

A Sarno ha primeggiato Hajjaj El Jebli

SARNO (SA) – Domenica 25 maggio, la società Sarno Runners e Gli Amici della Vasca, con l’egida di OPES Italia e il patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Sarno, hanno organizzato la quarta edizione della 10 km Memorial Gaetano Ferrentino, ricordando con affetto una figura molto amata in città. Gaetano Ferrentino, scomparso prematuramente nel dicembre 2020 all’età di 47 anni, era conosciuto come avvocato, amministratore locale, appassionato giornalista e grande tifoso della squadra di calcio cittadina. Tra le sue passioni, anche la corsa, che praticava con entusiasmo nel tempo libero. Proprio in suo onore, nel 2022 è nata questa gara podistica, caratterizzata fin da subito da un’organizzazione precisa, attenta e coinvolgente. L’evento si è rapidamente affermato come un appuntamento di riferimento per gli appassionati della corsa su strada, capace di unire sport, memoria e partecipazione collettiva. La gara I partecipanti, circa 800, sono partiti come da programma da Piazza 5 Maggio, allestita per l’occasione con tutto il necessario per accogliere al meglio atleti e pubblico. A dare il via alla gara è stato il sindaco Francesco Squillante. Il tracciato, impegnativo per i suoi continui saliscendi, ha attraversato strade, spazi e monumenti simbolo di Sarno, città nota per il suo importante bacino idrografico. 

Le vittorie

A dominare questa quarta edizione è stato l’atleta classe 1995 Hajjaj El Jebli, portacolori dell’OPES Atletica Ermes, che ha tagliato il traguardo in 31’34”, distaccando il secondo classificato di ben 65 secondi. Tra le donne, si è imposta Cinzia Ottobre (Runners Saviano), che ha concluso i 10 km in 40’24”. Entrambi i vincitori entrano di diritto nell’Albo d’Oro 2025 del Memorial Gaetano Ferrentino. L’evento ha contribuito a diffondere una cultura dell’inclusione, in cui tutti sono rispettati e valorizzati per la loro unicità.

Peppe Sacco

Barcellona premia l’eccellenza e l’impegno umanitario della Presidente dell’Associazione La Crisalide in rete contro la violenza, Roberta Bolettieri

Barcellona – La Presidente dell’Associazione “La Crisalide in rete contro la violenza di genere”, Roberta Bolettieri, attivista di rilievo nel campo dei diritti umani e dell’antiviolenza nel territorio campano, nazionale e in ambito internazionale, è stata insignita della prestigiosa Gran Croce al Merito e Diritto Umanitario dall’Institution del Mérito Humanitario, una delle più alte onorificenze internazionali, conferita da un’organizzazione storica fondata in Spagna nel 1999 e istituita dal Re di Spagna. Il riconoscimento è stato consegnato durante la cerimonia ufficiale tenutasi a Barcellona, città che da sempre ospita questa prestigiosa istituzione. 

Nel corso degli anni, l’Institution del Mérito Humanitario ha premiato oltre tremila personalità di rilievo mondiale, tra cui il Dalai Lama, Rita Levi Montalcini, Umberto Agnelli e la Marina Militare Italiana, attestando l’alto valore di questa onorificenza. Il nome di Roberta Bolettieri è stato proposto alla commissione internazionale dal Principe di Favignana, Presidente Rappresentante per l’Italia, che ha riconosciuto nel suo operato un esempio di impegno etico e concreto a favore delle fasce più vulnerabili della società. 

La sua dedizione nel contrasto alla violenza maschile sulle donne e ai matrimoni precoci di spose bambine in Pakistan, India e Perù, così come il suo ruolo di Responsabile Legale della Rete di Centri Antiviolenza e Case Rifugio “La Crisalide” in Italia, sono stati riconosciuti come testimonianze di alto valore morale e professionale. “Ricevere la Gran Croce al Merito e Diritto Umanitario è per me un onore immenso,” ha dichiarato Roberta Bolettieri. “Questo riconoscimento rappresenta un incentivo a continuare con ancora maggiore determinazione la lotta per i diritti umani, in particolare contro i matrimoni precoci di spose bambine e per la tutela delle donne e dei soggetti più vulnerabili”.  L’onorificenza sottolinea il valore del suo operato a livello internazionale, rendendola parte di una cerchia esclusiva di figure che si sono distinte non solo per l’eccellenza professionale, ma anche per un profondo senso etico e umanitario.

Anna Rita Canone

Genetica medica, Italia al centro della trasformazione europea

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Milano, 22 maggio 2025 – Sarà l’Italia ad ospitare quest’anno il Congresso dell’ESHG – European Society of Human Genetics: Milano è il punto di ritrovo della genetica europea e l’importante appuntamento sarà aperto dall’evento “Precision medicine through Genomics and Health Data in Italy”, organizzato da SIGU – Società Italiana di Genetica Umana in collaborazione con Human Technopole. L’incontro, che si svolgerà da domani mattina, sarà una preziosa occasione per ribadire l’eccellenza italiana nell’ambito della genetica medica.

L’Italia è davvero ben rappresentata tra i gruppi di ricerca europei – commenta il Prof. Paolo Gasparini, Presidente SIGU – e siamo orgogliosi che la nostra società scientifica possa rappresentare un’eccellenza italiana sia nell’ambito della ricerca che nell’ambito diagnostico e della presa in carico clinica. Sono tutti aspetti imprescindibili della medicina contemporanea, senza i quali non potremmo immaginarci un futuro. L’obiettivo di questa giornata è creare ponti tra ricerca, diagnosi e clinica, tra istituzioni e comunità scientifica, augurandoci che questo incontro possa generare un impatto tangibile sullo sviluppo della medicina genomica in Italia perché solo insieme possiamo costruire una genetica che sia davvero al servizio della persona, della ricerca e del Servizio Sanitario Nazionale”.

Le eccellenze in ambito di ricerca sono davvero molte, come nel caso del Dr. Gualtiero Colombo, che dal 2009 dirige il Laboratorio di Immunologia e Genomica Funzionale presso il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, Milano. Il suo Laboratorio è stato selezionato come coordinatore del programma “Genome of Europe” (GoE), il più grande progetto genomico finanziato dall’Unione europea, che ha l’obiettivo di generare genomi di riferimento nazionali per rendere possibile prevenzione e cure personalizzate per tutti i cittadini europei. Insieme agli altri partner italiani (Human Technopole e ELIXIR Italy) il Centro Cardiologico Monzino sta lavorando a un progetto che ha un potenziale effetto trasformativo sulla sanità europea. “Oggi utilizziamo come pannelli di riferimento dati per lo più provenienti da Paesi extraeuropei, principalmente gli Stati Uniti, che non includono la ricca diversità genetica esistente in Europa – spiega Colombo – Quando, dunque, disporremo della sequenza di tutto il genoma di riferimento per il Paese e il continente in cui viviamo, si aprirà una nuova era per la medicina. La ricaduta sarà immediata per la diagnosi e la cura di precisione nell’ambito delle malattie rare, alle quali già siamo parzialmente in grado di applicare gli approcci genomici; tuttavia, la vera rivoluzione avverrà nella genomica predittiva, che sarà in grado di creare una sorta di carta di identità personale per il rischio di malattia e per la risposta ai farmaci, anche in termini di effetti collaterali. In termini clinici questo significa mirare gli interventi su chi effettivamente ne può trarre beneficio, evitando azioni inutili per i pazienti e costose per i sistemi sanitari. Il Monzino ha investito già da molti anni in questa direzione e oggi siamo all’avanguardia nei programmi di identificazione dei profili di rischio cardiovascolare. Ricordiamo che le patologie cardiovascolari in Italia rappresentano la principale causa di morbilità e mortalità”.

Genome of Europe rappresenta un passo fondamentale per il progresso della medicina personalizzata – dichiara Nicole Soranzo, Responsabile del Genomics Research Centre – Population & Medical Genomics di Human Technopole – e Human Technopole gioca un ruolo chiave in questa iniziativa storica. Contribuendo con la quota italiana di 15.800 genomi, stiamo aiutando a creare un database realmente rappresentativo della diversità genetica europea. Il progetto GoE sarà cruciale per supportare i programmi genomici nazionali e integrare la genomica nello spazio europeo dei dati sanitari”.

L’eccellenza è rappresentata anche da progetti di ricerca nazionali come Baby Wolf, coordinato dalla Dr.ssa Maria Iascone, Direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Consigliere SIGU, che coinvolge anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e il Burlo Garofolo di Trieste. “Si tratta del primo progetto nazionale per l’analisi di neonati e bimbi ricoverati in terapia intensiva neonatale e pediatrica tramite analisi genomica – afferma Iascone – Verrà effettuata l’analisi di tutto il genoma in neonati critici e bambini critici con l’obiettivo di fornire una diagnosi rapida (parliamo di 5 giorni) e precisa per bambini con condizioni cliniche gravi e complesse. Questo permette di iniziare immediatamente un percorso personalizzato di terapia o follow-up clinico”.

La ricerca è davvero imprescindibile, ma altrettanto lo sono diagnosi e presa in carico delle persone con patologie oncologiche, che sempre di più necessitano di accurate indagini genetiche per poter accedere alle terapie più efficaci e meno invasive.

In Italia la genetica medica è sempre di più al servizio delle persone con malattia oncologica – conclude Gasparini – ed è proprio grazie alla genetica che possiamo oggi garantire terapie appropriate ed evitare gli effetti collaterali più gravi di alcune strategie terapeutiche. Il genetista medico oggi deve lavorare in stretta sinergia con gli oncologi oltre che con gli altri specialisti che ruotano attorno al paziente, per garantire una presa in carico ottimale e la miglior qualità di vita possibile alle persone che affrontano o convivono con un tumore”.

Anna Rita Canone

Mare di Ruggine  

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Non c’è stata l’opportunità di vedere Mare di Ruggine a teatro, ma mi è stata data l’occasione di leggerne il libro, presentato lunedì 19 al Circolo Ilva di Bagnoli. Sì! Lo spettacolo teatrale Mare di Ruggine si trasforma in un libro illustrato, tramutando in disegno una favola che favola non è. L’autore, Antimo Casertano, supportato dalle illustrazioni di Ada Natale, racconta cosa ha rappresentato per la sua annl’ILVA di Bagnoli (e successivamente Italsider) nella storia industriale di Napoli e del Mezzogiorno, simboleggiando sia un orgoglio produttivo sia una speranza di riscatto dopo la Seconda Guerra Mondiale. È stata, per oltre un secolo, un fulcro di sviluppo industriale: offriva lavoro e sosteneva l’economia locale, ma era anche luogo di grande inquinamento e, infine, di morte.

Alla presentazione, insieme ad Antimo Casertano e Ada Natale, era presente anche il cast teatrale dell’opera. Numerosi gli interventi del pubblico, con testimonianze di ex operai. Di rilievo l’intervento dell’attore Patrizio Rispo. A moderare l’incontro, il professor Giulio Baffi.

TESTIMONIANZE ASCOLTATE

Una favola nera e necessaria

C’è un momento, nello spettacolo Mare di Ruggine, in cui il racconto smette di essere solo narrazione teatrale e si fa voce collettiva. Una voce che parla di uomini e donne dimenticati, di tute blu e mani bruciate, di silenzi mai risarciti. È in quel momento che si capisce: siamo davanti a qualcosa di più di una messinscena. Siamo dentro una storia sociale che ci riguarda tutti, scritta con l’inchiostro della memoria e della ruggine.

Un teatro che scava

Antimo Casertano firma testo e regia di un’opera che scava nel passato industriale dell’ex ILVA di Bagnoli, ma lo fa con lo sguardo di chi sa che il passato non è mai solo passato. Mare di Ruggine è un atto d’amore per una Napoli che ha sperato nell’acciaio e ne è stata consumata, ma è anche un’indagine sulla dignità operaia, sulla trasmissione del dolore e sulla responsabilità del ricordare.

Una favola come chiave di verità

Il racconto si struttura come una favola “che favola non è”, in cui un padre narra al figlio una storia familiare che attraversa cinque generazioni, incrociando guerra, lavoro, malattia e resistenza. Una scelta narrativa semplice ma potentissima: la favola, in fondo, è il modo più antico per tramandare ciò che la Storia ufficiale non sa o non vuole dire.

Corpi in scena, comunità in memoria

Gli attori in scena – tra cui spiccano le intense interpretazioni di Daniela Ioia e dello stesso Casertano – non danno solo vita a dei personaggi: incarnano presenze. Diventano corpo e voce di quei lavoratori che l’industria ha glorificato e poi abbandonato. La scenografia è scarna, metallica, fatta di oggetti concreti e simbolici, mentre le musiche originali di Paky Di Maio sostengono l’emozione senza sovraccaricarla.

Il lavoro come racconto mancato

In un Paese che ha dimenticato cosa abbia significato davvero il lavoro industriale – cosa ha tolto, cosa ha dato, cosa ha chiesto – Mare di Ruggine riporta alla luce una storia di sacrificio e speranza, di ferite ancora aperte. L’ex Italsider non è solo un luogo: è un fantasma che abita le periferie del Sud, una promessa infranta, una ferita collettiva che il teatro riesce, per un’ora, a rendere visibile.

Teatro civile? No, teatro umano

Casertano non cade mai nella retorica del “teatro civile” che denuncia per dovere. Qui si denuncia per amore: amore per la gente semplice, per una Napoli ferita e fiera, per una verità che non trova spazio nei palinsesti. Il risultato è un teatro umano, commovente, onesto, che ci obbliga a guardare dove spesso distogliamo lo sguardo.

La mia riflessione

Mare di Ruggine non è solo uno spettacolo, e tanto meno solo un libro: è una domanda lasciata in sospeso, un’invocazione di giustizia sociale in forma di racconto. È memoria che si fa scena, e scena che torna a essere coscienza.

Peppe Sacco, Giornalista

In Campania weekend di sport e passione. Pasta Run & Fratta… na Corsa

Pasta Run IV edizione

A Torre Annunziata, il team Oplonti Trecase Run di Alfonso Guida, con il patrocinio delle autorità cittadine, ha organizzato la sesta edizione della gara podistica “Pasta Run”. Il percorso di circa 10 km, con partenza dalla Villa Comunale – luogo simbolico che abbraccia la splendida riviera oplontina – ha regalato agli spettatori un pomeriggio festoso, all’insegna dello sport e della bellezza del territorio. La gara maschile ha visto il trionfo solitario di Yahya Kadiri (Carmax Camaldolese), che ha tagliato il traguardo in 29’55”. Secondo posto per Gilio Iannone (Isaura Valle dell’Irno) in 32’28”, terzo Marco Vetrano (Running Club Napoli) in 32’46”. In campo femminile, vittoria per Filomena Palombe (Caivano Runners), che ha concluso la prova in 39’23”, 48ª assoluta. Dietro di lei, la compagna di squadra Francesca Palomba, seconda in 39’25”, e Michela Piermatteo (Atl. Agropoli), terza con 41’46”. Alla società Amatori Vesuvio è stato assegnato il “Trofeo Pasta Run”. L’evento si è svolto in un clima di festa, con grande partecipazione di pubblico.

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Domenica 18, a Frattamaggiore, si è celebrata la decima edizione di “Fratta… na Corsa”, ormai appuntamento immancabile nel calendario FIDAL regionale. La corsa non è solo una gara, ma anche un’occasione di incontro e condivisione per gli amanti della corsa su strada, tra sport, amicizia e senso civico. Il percorso, rivisitato e reso più scorrevole rispetto alle precedenti edizioni, ha riscosso apprezzamenti soprattutto nella parte finale. La Podistica Frattese, guidata dal presidente Antonio Alborino, ha archiviato con successo un evento che coniuga valore sportivo e sociale. Al traguardo sono stati 1.472 gli atleti classificati, di cui 172 donne.

Podio maschile

1.   Latam Abdellah – International Security Service – 29’20”

2.   Boufars Hicham – International Security Service – 29’33”

3.   Zaki Yassine – International Security Service – 29’48”

Classifica femminile

1.   Annamaria Naddeo – Running Club Napoli – 35’05”

2.   Aurora Ermini – Lazio Atletica – 36’08”

3.   Francesca Palomba – Caivano Runners – 37’01”

Peppe Sacco, giornalista

DOVE I SOGNI INCONTRANO IL CINEMA: VAMONOS VACANZE SULLA ROTTA DEL CINETURISMO 

Il fenomeno del cineturismo –o movie tourism– è sempre più al centro dell’attenzione tra le nuove tendenze di viaggio, con un numero crescente di persone che sceglie le mete delle proprie vacanze in base ai set cinematografici o televisivi dei titoli preferiti.

A confermarlo è Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppoche osserva una crescita costante nell’interesse verso questo particolare segmento del turismo culturale.

Il cineturismo consiste nel visitare luoghi che sono stati sfondo di film o serie tv di successo. Questo tipo di esperienza ha iniziato a diffondersi già nel corso del Novecento, ma ha conosciuto una vera e propria esplosione con l’avvento dello streaming e della fruizione digitale di contenuti audiovisivi. 

Secondo stime internazionali, già nel 2010 questo mercato muoveva 100 milioni di turisti in tutto il mondo, generando un giro d’affari di oltre 80 miliardi di euro, concentrato soprattutto tra Stati Uniti e Regno Unito.

Oggi, complice la maggiore accessibilità alle piattaforme on demand e il desiderio di “vivere” le emozioni viste sullo schermo, questi numeri sono ulteriormente aumentati.

«Negli ultimi anni, e in particolare dopo il periodo pandemico, l’industria del cinema e delle serie tv ha ritrovato nuova linfa grazie al digitale, e con essa anche il turismo legato all’immaginario cinematografico. Sempre più persone cercano esperienze che uniscono passione per i viaggi e per lo storytelling visivo» spiegano gli esperti di Vamonos-Vacanze.it.

Il legame tra cinema, serie tv e turismo è particolarmente forte tra Millennials e Gen Z, come dimostrano anche i dati dell’ultimo report «Digital 2025» di We Are Social.

In Italia ci sono 42 milioni di utenti attivi sulle piattaforme digitali, ovvero oltre il 70% della popolazione, un pubblico abituato a costruire le proprie esperienze —incluse quelle turistiche— a partire dai contenuti visti online.

Proprio per intercettare questa domanda, Vamonos-Vacanze.it ha ideato per l’autunno 2025 due proposte di viaggio ispirate al mondo del cinema e delle serie tv. Si tratta di weekend tematici nelle capitali europee di Amsterdam e Barcellona, luoghi iconici e sfondi indimenticabili di film amati dal grande pubblico.

Amsterdam, con i suoi canali romantici e l’atmosfera nordica, sarà la meta perfetta per chi sogna di immergersi in scenari da film. Dal 30 ottobre al 2 novembre, Vamonos propone 4 giorni nella città olandese, al prezzo di 899 euro.

Oltre a visitare le location di pellicole storiche come 007 – Una cascata di diamanti (1971), i partecipanti potranno ricreare le scene tratte da commedie italiane di culto come Amici come noi con Pio e Amedeo, oppure Merry Christmas con il duo maestro dei cinepanettoni Boldi – De Sica. Il periodo di Halloween aggiungerà un tocco magico all’esperienza, tra feste a tema e atmosfere suggestive.

Barcellona, dal canto suo, accoglierà i viaggiatori con il suo spirito cosmopolita e l’energia creativa che l’ha resa protagonista in opere d’autore come Tutto su mia madre (capolavoro indiscusso di Pedro Almodóvar) o Manuale d’amore 2, perfetta per i più romantici. Anche in questo caso, il pacchetto di 4 giorni (899 euro) includerà momenti conviviali e tanta ispirazione cinematografica.

«L’effetto della serialità e del grande schermo continua ad avere un impatto fortissimo sull’immaginario collettivo. Visitare luoghi che si sono amati attraverso lo schermosignifica trasformare la finzione in realtà ed è una delle esperienze più coinvolgenti che si possano vivere in viaggio» concludono gli specialisti di Vamonos-Vacanze.it.

Anna Rita Canone

ANNUNCIATO PER IL 21 NOVEMBRE 2025 L’EVENTO “VIOLENZA DI GENERE, LA RETE CHE PROTEGGE” PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE NO PROFIT ICJLDS, APERTE LE CANDIDATURE PER IL PREMIO “ILLUSTRISSIMA DONNA DELL’ANNO”

Roma, 17 maggio 2025 – L’Associazione no profit Illustrissima Casa Jantus Lordi de Sobremonte (ICJLDS) è lieta di annunciare la prima edizione dell’evento dedicato alla lotta contro la violenza di genere, dal titolo: “Violenza di genere, la rete che protegge” che si terrà il prossimo 21 novembre 2025.

L’iniziativa si articolerà in tre momenti centrali:

  • Convegno/dibattito con ospiti istituzionali, esperti, attivisti e professionisti del settore;
  • Cerimonia di conferimento del premio “Illustrissima Donna dell’Anno”, riconoscimento assegnato a una donna che si sia particolarmente distinta nel corso del 2025 nella carriera, nella professione, nel business o nell’impegno umanitario;
  • Cena di gala riservata a sostenitori, media partner e personalità invitate.

Un’occasione di confronto e sensibilizzazione su un tema cruciale come la violenza di genere, con un focus innovativo sul ruolo positivo e protettivo che il web può e deve assumere: rete di supporto, spazio di denuncia, strumento di connessione tra vittime, istituzioni e associazioni.

La serata rappresenterà anche un momento di celebrazione e riconoscimento dell’eccellenza femminile, con l’assegnazione del prestigioso premio “Illustrissima Donna dell’Anno”, riconoscimento di merito, determinazione e impatto sociale.

La location dell’evento, attualmente in fase di definizione tra alcune prestigiose sedi istituzionali di Roma, verrà comunicata prossimamente.

Si invitano i media e il pubblico a monitorare gli aggiornamenti ufficiali per ulteriori dettagli sull’agenda, gli ospiti e la vincitrice del premio.

Per maggiori informazioni, accrediti stampa, candidature al premio o richieste di interviste inviare una email a: icjlds@icjlds.org
 

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Associazione Illustrissima Casa Jantus Lordi de Sobremonte
Promuoviamo cultura, inclusione e impegno civile.
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Anna Rita Canone

Nasce il Premio NT 2025

La prima edizione nella storica sala cinematografica Cineclub Teatro Materdei

Si svolgerà mercoledì 21 maggio 2025, alle ore 18, presso il Cinema Materdei di Napoli, la premiazione dei giovani talenti dello spettacolo. L’antica sala, messa a disposizione dall’Associazione Cinema Paradiso 2009, ospiterà l’iniziativa Premio NT 2025, promossa dalla testata giornalistica webmagazine http://www.notizieteatrali.it, diretta da Angela Matassa. Un piccolo aquilone colorato in ceramica, disegnato dal giovanissimo Luca Enzo Esente, sarà l’oggetto donato ai premiati. La giuria, composta dalla redazione del magazine, ha scelto tre noti rappresentanti della scena, del set, della televisione, rispettivamente nelle seguenti categorie: attrice, attore, regista cinematografico.

I PREMIATI

Come attrice è stata scelta Miriam Candurro. Interprete poliedrica, si è distinta in tutti i generi fin da giovanissima. Premiata per il film Certi bambini dei fratelli Frazzi, è sul set in Veleno di Diego Olivares sulla Terra dei fuochi e in molte altre pellicole. In diverse fiction, tra cui tuttora la soap di RAI3 Un posto al sole, e nella tournée teatrale di Streghe da marciapiede.

L’attore è invece il pluripremiato Lino Musella. Ormai noto per i tanti differenti ruoli al cinema, al teatro e nelle serie tv, da Gomorra a Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, da Macbeth a Qui rido io, fino a È stata la mano di Dio di Sorrentino.

Come regista cinematografico riceverà il premio Enrico Iannaccone. Giovane e talentuoso, ha diretto l’ultima interpretazione di Catherine Spaak nel film La vacanza e ha girato l’ultimo corto Riverbero interamente con uno smartphone.

IL LUOGO

Il cinema Materdei, una delle prime sale a Napoli, è stato fondato nel 1948. Chiuso per trent’anni, ha riaperto nel 2009 grazie alla passione di Alberto Bruno e Vittorio Adinolfi. Non ancora restaurato, contiene le classiche sedie in legno e conserva un piacevole odore di passato e di anni Sessanta, con le apparecchiature dell’epoca e gli storici manifesti.

FINALE IN MUSICA CON DOLCI E VINI

Dopo la premiazione, la cantante e musicista Elettra concluderà la serata con alcuni pezzi musicali, accompagnandosi alla chitarra. E, nell’omaggio a Pino Daniele, si affiderà al bassista Dario Esente.

Infine, il cocktail con i babà di Caldarelli Dolce & salato del pasticciere Raffaele Caldarelli e la degustazione di Rosso Chiaro, novità assoluta tra i vini rossi dell’azienda irpina Tenuta Cavalier Pepe con la viticoltrice Dott.ssa Milena Pepe, servito dal sommelier FISAR Caserta, il Dott. Matteo Borriello.

Anna Rita Canone

Grande partecipazione alla presentazione del libro “Tempo, con il mio amante stronzo” di Raffaele Guadagno

Si è svolto martedì 13 maggio 2025, presso il teatro dell’Istituto Superiore “Ettore Majorana – Bachelet” di Santa Maria a Vico, l’incontro dal titolo “La Resilienza: storia di sopravvissuti e di rinascita”, incentrato sulla presentazione del libro autobiografico di Raffaele Guadagno, “Tempo, col mio amante stronzo”, candidato al Premio Strega Saggistica 2025. L’evento, promosso dal Comune di Santa Maria a Vico in collaborazione con l’I.S.I.S.S. Ettore Majorana, ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sui temi della rinascita personale, della malattia, delle disabilità e della resilienza, affrontati con toccante sincerità e commozione dall’autore. Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica prof.ssa M.G. Sgambato e dell’assessore alla cultura Tiziana Pascarella, si sono susseguiti gli interventi dei relatori d’eccezione. Ha preso la parola Antonio Bernardo, Professor of Neurological Surgery e Direttore del Microneurosurgery Skull Base and Surgical Innovation Training Center del Weill Cornell Medical College di New York, che ha offerto una prospettiva scientifica e umana sulla tematica dell’ictus, sul percorso di recupero, sull’importanza di sostenere la ricerca scientifica e implementare il dibattito nazionale sullo stato della sanità pubblica nel nostro Paese. Successivamente è intervenuto il Prof. Massimo Maria De Meo, Presidente di Confassociazioni Salute e Terzo Settore, esperto giuridico con specializzazione in drafting legislativo, che ha analizzato l’importanza del supporto normativo e istituzionale nei percorsi di cura e reinserimento, rimarcando il ruolo della società civile e dell’associazionismo nell’accompagnare e nell’assistere le famiglie che vivono difficoltà di salute. L’intervento dell’autore, Raffaele Guadagno, non è stata solo una testimonianza personale, ma un contributo prezioso alla sensibilizzazione sui sintomi, la prevenzione, i difficili percorsi di recupero, l’essere speranza per sé e per le proprie famiglie e l’importanza di affrontare le difficili situazioni esistenziali. A moderare l’incontro è stato il giornalista Domenico Letizia, che ha guidato con sensibilità il dibattito, creando un dialogo aperto tra autore, relatori, studenti e pubblico presente. La cittadinanza e gli studenti presenti hanno risposto con entusiasmo, dimostrando un grande interesse per i temi affrontati. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento culturale per il territorio, confermando il ruolo centrale delle istituzioni scolastiche e comunali di Santa Maria a Vico nella promozione di eventi di alto valore umano e formativo. 

Anna Rita Canone

SCACCO MATTO: IL NUOVO GIALLO POLITICO DI LUCIA SFORZA


A 22 anni, Lucia Sforza – scrittrice di gialli, giornalista di cronaca nera, studentessa in Criminologia e Investigazione presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – non scrive per intrattenere. Scrive per distruggere illusioni. Per mostrare cosa c’è sotto la pelle di questo Paese: sangue, compromessi, giochi di potere.
Nel suo secondo romanzo, Scacco Matto, non racconta una storia. Mette in atto una strategia. Il potere è una partita a scacchi, e La Sforza ne conosce ogni regola. Le sue mosse sono studiate, chirurgiche, letali. La sua penna è una lama affilata che non fa prigionieri.
Questo non è un giallo qualunque. È un atto d’accusa contro lo Stato, la mafia, la corruzione politica. Una discesa lucida e glaciale dentro un sistema marcio, dove l’intelligenza è l’unica arma vera. Dove non vince chi ha più soldi o più forza. Vince chi pensa meglio. Chi calcola. Chi anticipa.
Chi fa scacco matto.
I personaggi di questo romanzo non si piangono addosso. Resistono. Si ribellano. Sparano con la mente, non con le pistole.
Non c’è spazio per i deboli, né per i lettori pavidi. Chi apre questo libro deve essere pronto a guardare il marcio in faccia, senza distogliere lo sguardo.
Lucia Sforza, classe 2003, è una voce che non puoi ignorare. Una penna che non copia nessuno. Che scrive solo di notte, mentre il mondo dorme e lei studia, indaga, smonta pezzi di realtà per poi riscriverli a modo suo.
È giovane, è feroce, è lucida.
Non chiede rispetto. Se lo prende.
Scacco Matto è il suo secondo colpo. Il primo colpo ha svegliato molti lettori.
Dopo il successo del suo primo romanzo, un intenso giallo psicologico che ha mostrato i labirinti della mente umana, la Sforza torna con un secondo colpo. Ma stavolta mira più in alto e spara più a fondo.

Anna Rita Canone

2025, ANNO DEL RISPETTO E DELLA PARITÀ: UN’INIZIATIVA DELL’ICJLDS CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Avendo rilevato un aumento della violenza di genere, l’associazione no-profit ICJLDS ha proclamato il 2025«anno del rispetto e della parità», impegnandosi a promuove azioni concrete per combattere ogni forma di violenza e costruire una società fondata sul rispetto, la dignità e l’uguaglianza.

Secondo un’indagine dell’Ue, 50 milioni di donne tra i 18 e i 74 anni hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale: il 30,7% del totale. In Italia la percentuale sale al 31,7%.

ICJLDS ha così focalizzato quest’anno la sua attenzione sulla lotta contro la violenza di genere, organizzando studi, campagne di comunicazione mirate ed eventi pubblici per far conoscere le diverse forme di violenza e promuovere una cultura del rispetto: a novembre 2025 verranno presentati i risultati.

«Il Codice rosso, introdotto nel 2019, ha rafforzato le tutele per le vittime di violenza domestica e di genere, introducendo anche il reato di revenge porn e aumentando le pene per stalking e violenza domestica. Tuttavia, il fenomeno dei femminicidi rimane preoccupante» osserva Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente dell’ICJLDS.

E vero è infatti che il Consiglio d’Europa ha più volte espresso preoccupazione per l’elevata percentuale di archiviazioni nei procedimenti per maltrattamenti e violenza sessuale, nonché per l’insufficienza delle misure cautelari adottate.

E per quanto riguarda i centri anti-violenza (CAV) che offrono supporto alle vittime, l’offerta è ancora insufficiente rispetto all’obiettivo di un centro ogni 10.000 abitanti stabilito dalla legge di ratifica della convenzione di Istanbul.

E se a marzo 2025 il governo ha approvato un disegno di legge che introduce il reato autonomo di femminicidio, punito con l’ergastolo, nonostante i progressi legislativi e le iniziative di sensibilizzazione, la violenza di genere, in particolare quella contro le donne, rimane una sfida significativa sia in Italia che a livello globale.

Secondo le Nazioni Unite, una donna su 3 nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della sua vita. La violenza di genere è insomma una delle violazioni dei diritti umani più diffuse a livello globale.

«È fondamentale continuare a rafforzare le misure di prevenzione, protezione e perseguimento dei reati, ma anche e soprattutto promuovere un cambiamento culturale che elimini le radici della discriminazione e della violenza di genere» concludono gli analisti dell’ICJLDS.

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LA VIOLENZA IN NUMERI

VIOLENZA CONTRO LE DONNE (UE)

50 milioni di donne tra i 18 e i 74 anni hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale, pari al 30,7% del totale

in Italia la percentuale è del 31,7%

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati Eurostat 2024

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I SEM 2024 / I SEM 2023 (ITALIA)

maltrattamenti contro familiari e conviventi +15%

atti persecutori +6%

violenze sessuali +8%

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero dell’Interno 2024

(Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale)

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I SEM 2024 (ITALIA)

stalking 9.914 casi

revenge porn 755 casi

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero dell’Interno 2024

(Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale)

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CHIAMATE AL NUMERO ANTIVIOLENZA 1522

33 mila chiamate ricevute nel 2024

72,9% delle vittime non ha sporto denuncia per paura di ritorsioni

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024

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FEMMINICIDI IN ITALIA 

Nel 2024 registrati 98 femminicidi

di cui 51 commessi da partner o ex partner

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati del Ministero degli Interni

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VIOLENZA ASSISTITA IN ITALIA

55,1% delle vittime ha figli

nel 27,2% dei casi i figli assistono e subiscono la violenza

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024

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VIOLENZA DA PARTE DEL PARTNER

UNIONE EUROPEA

80% delle violenze da parte del partner

20% delle violenze da parte di altri

ITALIA

75,2% delle violenze da parte del partner

24,8% delle violenze da parte di altri

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati EUROSTAT, FRA ed EIGE 2024

(EUROSTAT, Agenzia UE per i Diritti Fondamentali e Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere)

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LO STUPRO IN EUROPA E IN ITALIA

3,8% delle donne nell’UE ha subito almeno uno stupro

3,4% delle donne in Italia ha subito almeno uno stupro

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati ISTAT 2024

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VIOLENZA “DIFFUSA”

33% delle donne ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro nel mondo

33% delle donne ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro in Europa

(con una prevalenza del 40% tra le donne più giovani)

32% delle donne ha avuto almeno un partner violento

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati Commissione Europea, EUROSTAT, FRA ed EIGE 2024

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FEMMINICIDI NEL MONDO

33 Dati mondiali

85.000 donne e ragazze uccise intenzionalmente nel 2023

60,12% delle vittime (51.102 donne) uccise da partner intimi o familiari

140 donne uccise in media ogni giorno

1 vittima ogni 10 minuti

Elaborazione ICJLDS 2025 su dati UN WOMEN e UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), dal rapporto “Femicides in 2023: Global Estimates of Intimate Partner/Family Member Femicides”.

Anna Rita Canone

L’ulivo tifatino

Caserta – Torna per il terzo anno l’evento promosso dall’associazione Radici Tifatine ODV per promuovere l’olivo dei colli tifatini e l’oro liquido che si ricava dal suo frutto. L’iniziativa, dal titolo “L’olivo e l’olio nel paesaggio dei colli tifatini”, si svolge in due giorni, nel prossimo fine settimana sabato 17 e domenica 18 maggio nella frazione di S. Barbara a Caserta in via Petrarelle.
Sabato 17 maggio alle ore 19.00 si terrà il convegno moderato dall’arch. Alessandro Pontillo in cui saranno relatori rappresentanti di Slow Food e Slow Olive dott. Sabatino Santacroce e Massimiliano Gallo, gli agronomi Antonio Nacca e Antonio Scialla e Prisco Di Caprio titolare del frantoio “ La goccia d’oro”. A portare i saluti istituzionali introduttivi l’assessore all’agricoltura Nicola Caputo. Presente la COLDIRETTI con il presidente di Caserta Giuseppe Miselli e don Sergio Adimari presidente dell’azienda agricola “Campi di pace”.
La serata sarà anche l’occasione non solo per conoscere, promuovere e valorizzare i prodotti agroalimentari del territorio insieme al patrimonio culturale, storico e paesaggistico, contribuendo alla salvaguardia e alla diffusione della conoscenza delle tradizioni locali e agricole.
Saranno due giornate ricche di approfondimenti, esposizioni e degustazioni dedicate al prezioso oro verde del territorio.
Si potranno visitare, infatti, mostre sul territorio e sugli antichi mestieri, esposizioni di attrezzature e prodotti agricoli, e la serata si concluderà con una degustazione di prodotti locali, tra cui i vini di Tenuta Fontana, prestigiosa cantina che produce vini da vitigni di due province campane, Caserta e Benevento oltre ad aver riportato in vita, con uno straordinario lavoro di ricerca e di ripresa degli antichi vitigni della Reggia, il pallagrello bianco e nero tanto amato dai Borboni, che oggi rivive in bottiglie a tiratura limitata con l’etichetta “ORORE”.
La serata si concluderà con la musica di Nicola, Fabio & Bolbo e del Gruppo dei Bottari “A Cumpagnia Scur”.
Domenica, invece, l’evento si svolgerà di mattina. Dalle ore 10:00 di potrà assistere e partecipare al TREE CLIMBING, ovvero l’addestramento all’utilizzo della motosega con l’istruttore Maurizio Grande.
L’evento è organizzato con il patrocinio e la collaborazione di numerosi enti e aziende del territorio.

Anna Rita Canone

Malattie rare, scoperto un nuovo gene legato alla retinite pigmentosa ereditaria sul cromosoma X

Photo by Google DeepMind on Pexels.com

Roma, 8 maggio 2025 – Un team di ricerca internazionale, guidato dall’italiano Lorenzo Bianco, ha identificato un nuovo gene responsabile della retinite pigmentosa (RP): si tratta di IDH3G, che è il quarto gene ad essere associato alla forma di questa malattia legata al cromosoma X. Lo studio è da poco stato pubblicato sulla rivista scientifica Genetics in Medicine.

Si tratta di un passo avanti importante per la comprensione di una malattia complessa come la retinite pigmentosa – spiega il Prof. Sandro Banfi, ordinario di Genetica Medica presso il Dipartimento di Medicina di Precisione della Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, ricercatore TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) di Pozzuoli e membro SIGU (Società Italiana di Genetica Umana) – una rara patologia degenerativa della retina che porta progressivamente alla perdita della vista”.

La retinite pigmentosa è associata a più di 80 geni mutati, ma solo 4 sono legati al cromosoma X, quindi al cromosoma sessuale. In particolare sappiamo che il gene IDH3G è correlato alle funzioni mitocondriali (deputate alla produzione di energia), e questa scoperta apre la strada a delle potenziali implicazioni terapeutiche, sia farmacologiche che correlate alla terapia genica”, aggiunge Banfi.

Per le malattie retiniche è già stata approvata una terapia genica (voretigene neparvovec), indicata però solo per la forma causata dalla mutazione biallelica del gene RPE65. “Ma ci sono molte terapie in fase di sperimentazione clinica – prosegue il Professore, che proprio in questi giorni si trova a Salt Lake City (USA) per il meeting internazionale annuale di ARVO (The Association for Research in Vision and Ophthalmology) – e insieme a me ci sono molti colleghi di SIGU impegnati in prima persona nella ricerca delle cause della retinite pigmentosa e altre patologie retiniche, e nella messa a punto di nuovi approcci terapeutici”.

SIGU è fortemente rappresentata anche all’interno dell’European Retinal Disease Consortium (ERDC),  un consorzio europeo di ricerca scientifica e medica focalizzato sullo studio delle malattie ereditarie della retina, come la retinite pigmentosa, la malattia di Stargardt, e altre distrofie retiniche. L’ERDC – continua Sandro Banfi  è composto da centri di ricerca, ospedali universitari e laboratori genetici di diversi paesi europei. Si basa su una rete di esperti che condividono dati clinici e genetici per aumentare la comprensione delle distrofie retiniche. Del network ERDC allargato fanno parte diversi centri italiani, che rappresentano un’eccellenza nazionale”.

La partecipazione a questi network internazionali è fondamentale quando si tratta di diagnosticare e curare malattie genetiche così complesse – conclude Banfi – e la massiccia adesione dei genetisti SIGU a tali iniziative contribuisce a rafforzare la fondamentale collaborazione tra oculisti, genetisti e ricercatori di base. È infatti l’oculista a porre la diagnosi clinica di retinite pigmentosa, ma per capire di fronte a quale forma genetica ci troviamo è necessario che un genetista medico prenda in carico il paziente, accompagnandolo verso un test NGS (Next Generation Sequencing) che possa identificare il gene mutato. Solo mappando geneticamente i pazienti con retinite pigmentosa i ricercatori possono sviluppare e studiare nuove terapie, che devono essere sottoposte a sperimentazione clinica proprio dagli stessi oculisti. Questo è l’esempio di una rete virtuosa che permette di massimizzare la presa in carico dei pazienti e l’attenzione alla ricerca clinica”.

La retinite pigmentosa è il nome dato a un insieme di malattie genetiche (le distrofie retiniche ereditarie) che colpiscono la retina, la parte dell’occhio che permette di vedere. Queste malattie causano un lento peggioramento della vista e, nei casi più gravi, possono portare alla cecità. Di solito, i primi segnali compaiono prima dei 20 anni e includono difficoltà a vedere quando c’è poca luce (come al crepuscolo) e un restringimento del campo visivo, cioè si vede sempre meno ai lati, come se si guardasse attraverso un tunnel. In altre forme, invece, come ad esempio la malattia di Stargardt, la perdita della vista inizia dalla parte centrale del campo visivo. In alcuni casi la retinite pigmentosa non colpisce solo la vista: può essere accompagnata anche da altri problemi, come la sordità.

Anna Rita Canone

Cinque minuti di buio per Gaza

Comunicato stampa
Nasce nell’ambito del Comitato Monteverde per la Pace l’iniziativa
Cinque minuti di buio per Gaza.

“Esprimiamo orrore e condanna per l’annuncio di Netanyahu di un’invasione massiccia di Gaza, una soluzione finale!
Contro questo abominio, questo scempio senza fine, che nessuno riesce o vuole fermare, noi semplici cittadini questa sera vogliamo mandare un segnale di totale ripulsa e condanna. Non riusciamo a far sentire le nostre voci, facciamo vedere il nostro buio.
Oggi martedì 6 maggio 2025 spegniamo tutte le luci di casa, preferibilmente proprio l’interruttore generale dell’elettricità, dalle 22.00 alle 22.05.
Il passa parola è partito questa mattina sui social e conta di raggiungere il maggior numero di persone in attesa di altre simili iniziative che, nell’immediato, si aggiungano alle tante già in atto e programmate a sostegno del popolo palestinese.”

Se ognuno di noi convince come minimo altre 20 persone che a loro volta ne attivano altri 20, potremo raggiungere grandi numeri.
Coinvolgiamo i singoli e anche tutte le chat in cui siamo presenti e tutti i contatti social. Attiviamoci tutti!

Anna Rita Canone