“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Premesso che il Comune di Santa Maria a Vico ha instituito, da anni e con successo, la raccolta differenziata in giorni, orari e luoghi appositi; premesso che ogni condominio è dotato di un bidone marrone per il deposito dell’umido, ci si domanda quale zoticone abbia lasciato l’umido per strada.
Che sia un’altra iniziativa per i cani randagi? Purtroppo non sarebbe la prima volta di azioni sconsiderate, volte solo ad attrarre branchi di cani randagi, non si capisce perché. Stamattina sono state ritrovate le pizze, tempo fa contenitori con acqua e cibo.
Premesso che non per tutti può essere piacevole incontrare uno o più cani vaganti quando ci si reca a lavoro o quando si rientra a casa, si suggeriscono, agli amanti dei cani, atteggiamenti più civili e più mirati: volontariato presso i canili.
Si segnala, tra l’altro, l’indecenza in cui viene lasciata l’area. Inutile ricordare che siamo nel 2023 d.C. e certe scene sono indegne e poco consone all’idea di “società civile”.
E’ bello amare i cani e gli altri animali, chi scrive ha una gatta, ma è opportuno limitarsi al raggio delle proprie mura domestiche e non trasformare Via Gronchi in uno zoo a cielo aperto.
San Marco, 02 aprile. Ritorna la rievocazione della Passione nella frazione di Santa Maria a Vico, dopo lo stop degli ultimi anni a causa del Covid.
Don Michele Grosso, organizzatore, si rivela subito molto amichevole e spiega così: “E’ dal Medioevo che noi sacerdoti abbiamo dato la libertà ai laici di organizzare questi eventi, per dedicarci alla preghiera. Nel tempo, però, ho visto diventare la rievocazione della Passione una vuota sfilata. Io, che sono qui da cinque anni, ho voluto renderla, invece, un momento di aggregazione comunitaria e di preghiera. Quest’anno, finalmente, abbiamo potuto contare sui vestiti realizzati dalle sarte locali, gli altri anni invece erano prestati o affittati. Tutto si è svolto con collaborazione volontaria. Ho cercato di mantenere la massima fedeltà ai vestiti dell’epoca.”
A dimostrazione di quello che dice, i circa 80 figuranti indossano rigorosamente sandali, a piedi nudi. Presenti anche 4 cavalli.
Il maestro Paolo De Falco ha composto il lamento delle Pie Donne e il giovane Salvatore Savino ha invece contribuito alla realizzazione delle musiche.
Il percorso si snoda nella frazione san Marco, partendo dalla fra piazzale della chiesa e poi percorrendo Via Monticelli e Via Trotti fino a Piazzetta Padre Pio, si ritorna per Via Trotti, si passa per Via Vinella (dove si svolge il toccante incontro tra Gesù e la Madonna), e si conclude con la Crocifissione e la Resurrezione sul campo antistante della chiesa San Marco.
La rievocazione, iniziata alle ore 17, dura circa due ore e parte dall’Ultima Cena fino alla Resurrezione, ripercorrendo il Getsemani, l’arresto, il processo, la flagellazione e la Via Crucis. Don Michele, durante il percorso, legge preghiere e riflessioni.
Grande partecipazione di tutta la comunità locale, nonostante il tempo instabile (pioggerellina ogni tanto, vento e aria non proprio miti). Presenti anche il Sindaco Andrea Pirozzi e parte della Giunta Comunale.
L’intento della mostra “Picasso e l’antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli non è tanto di esporre opere di un artista moderno in un museo archeologico, quanto, piuttosto, quello di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni.
“Il MANN partecipa alle celebrazioni internazionali per il cinquantenario della morte di Picasso con una preziosa mostra che parte dal suggestivo racconto della sua celebre visita a Napoli e Pompei nel 1917” – dice il direttore Paolo Giulierini – “Siamo di fronte al più raffinato dialogo mai composto fra i disegni e le opere del Maestro e le statue e gli affreschi delle collezioni Farnese e pompeiane. Nessun museo al mondo poteva costruire una simmetria del genere. L’esposizione ribadisce l’assoluta continuità del pensiero artistico fatto di lasciti e rielaborazioni innovative. Ma soprattutto, lancia un messaggio molto chiaro: ora più che mai l’arte può unire e condannare il lato più deteriore dell’uomo, come già fece Picasso con la celebre Guernica. Picasso arriva al MANN in un momento storico per il nostro museo che ha raddoppiato i propri spazi ed ora restituito alla fruizione l’ala occidentale con sale monumentali chiuse da 50 anni. Non poteva che essere un evento di tale prestigio, nel segno delle comuni radici europee, a festeggiare questa indimenticabile primavera dell’arte “.
L’esposizione curata da Clemente Marconi, allestita nelle sale della collezione Farnese e visitabile dal 5 aprile al 27 agosto 2023, si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso, delineando come si presentava il museo al tempo della visita dell’artista – allora non ancora specificatamente “archeologico”, ma Museo Nazionale di Napoli dalla disposizione assai moderna nel superamento dei canoni espositivi ottocenteschi –, e la seconda relativa al confronto tra le opere del museo e i lavori di Pablo Picasso.
In mostra l’eccezionale prestito del British Museum di Londra di 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard. Queste incisioni, realizzate tra il 1930 e il 1937, si configurano come un fulcro interpretativo nell’opera dell’artista. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Museo Picasso di Parigi e di Gagosian New York per un insieme di 43 opere messe a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei, entrambi importanti chiavi di lettura del percorso artistico picassiano. In particolare, il gigantismo e la monumentalità delle sculture Farnese avrebbero avuto un effetto particolarmente significativo sullo sviluppo artistico di Picasso: portando l’artista a conferire un aspetto tridimensionale alle sue opere pittoriche e scultoree, segnate prima della sua visita all’allora Museo Nazionale di Napoli dalla bidimensionalità dell’approccio cubista.
L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stato riconosciuto da tempo e rappresenta ormai un punto fermo in letteratura. Proprio all’impatto delle opere d’arte viste a Roma, Napoli e Firenze si attribuisce un decisivo rafforzamento della tendenza di Picasso verso il naturalismo del cosiddetto “secondo periodo classico”. All’interno di quel viaggio, il soggiorno a Napoli, con la visita sia a Pompei sia al museo che allora esponeva la Collezione Farnese e le opere da Ercolano e Pompei, ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30.
Tutte le tematiche della mostra sono ripercorse e approfondite dagli importanti saggi pubblicati nel catalogo edito da Electa.
Promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con il sostegno della Regione Campania, e con l’organizzazione della casa editrice Electa, la mostra “Picasso e l’antico” si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebration 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte.
Mentre il Sindaco Andrea Pirozzi annuncia su Facebook per oggi 1 aprile l’installazione della Panchina Blu per l’autismo, piovono critiche.
Il Presidente del Gruppo Pa-dri Separati, Remigio De Matteis, è il primo a parlare: “Ma sì. Panchina rossa per le donne, gialla per l’infanzia, blu per l’autismo, ma blu per i papà separati no, come lamento da anni. Il Registro alla bi-genitorialità, tra l’altro, così come è fatto dal Comune di Santa Maria a Vico richiede la sentenza del Tribunale, mentre la legge 54/2006 cita “La disciplina relativa all’affidamento condiviso prevede il diritto del figlio, anche in caso di separazione personale dei genitori, di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti ed i parenti di ciascun ramo genitoriale. E ciò si collega all’art. 30 della Costituzione, che, al co. I, statuisce che: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio” (https://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2013/02/06/affido-condiviso#:~:text=La%20legge%20n.,stabili%20con%20entrambi%20i%20genitori..). E’ un controsenso. Tra l’altro, come Presidente dei papà separati, mi sento preso in giro ancora una volta. Forse non siamo di moda”.
Gli fa eco il professor Carlo Crisci, portavoce locale del Gruppo Pa-dri Separati: “Da concittadino, a fronte delle tante promesse, non ho avuto alcun supporto. Con tanto rammarico constato che è solo una presa in giro, un affronto al nostro gruppo. Noi avevamo protocollato la richiesta per primi, anni fa”.
Dal Gruppo fanno sapere che “Ci riserviamo azioni civili e penali nelle sedi opportune per inottemperanza delle precedenti missive e della legge 54/2006“.
Piovono critiche anche da Mariarosaria Canzano, autrice del libro “Laura coraggio!”: “Strano che non abbiano invitato l’Associazione Il Fiorellino e La Tartaruga, che si occupa seriamente di autismo. L’associazione è riuscita ad avere 38 panchine blu sul tema dell’autismo nell’avellinese. Penso che abbia un minimo di titolo, invece vedo Libera e Comitato Don Diana: mi chiedo che competenze abbiano sull’autismo. Ho paura che l’autismo sia trattato come una moda perché i casi sono drammaticamente in aumento. Non vorrei che questa iniziativa fosse solo di facciata perché spesso, noi genitori, siamo lasciati desolatamente soli: mi auguro che non sia così anche in questo caso e che il Comune di Santa Maria a Vico si occupi fattivamente della questione”.
La sera del 29 aprile alle ore 19.00 tutti invitati nella splendida cornice della zona piscina della Villa di Fonzie, a Santa Maria a Vico ( CE).
In via Limite 13, infatti, si terrà la prima tappa del Concorso di Bellezza nazionale:” MISS TIFATA”, presente sulle scene dal 2013.
Quest’anno il Patron del concorso, Giovanni Antonio Caricchia, ha deciso di rinnovare completamente l’organizzazione, affidandosi ad un team di operatori esperti del mondo dello spettacolo e del cinema: Alessandra Vignati, per la parte artistica, si occupa di selezionare e preparare le miss, di creare le coerografie delle sfilate, nonchè di presentare le quattro tappe del concorso , Tony Pupo e Roberto Mannara, per la parte tecnica e manageriale, si occupano delle pubbliche relazioni e dell’ organizzazione materiale dell’evento. Le Miss in gara saranno divise in tre gruppi per fascia d’età: miss 15/30, over 31/50, overissime dai 50 in poi e, oltre a sfilare, dovranno superare le prove di Portamento, Posa fotografica e fare un piccolo discorso di autopresentazione, davanti ad una giuria di esperti, capitanata dal produttore cinematografico di Radiosuono Napoli, Mirko Maria.
Tanti sono gli sponsor a livello locale, regionale e nazionale che hanno già aderito all’iniziativa, tra cui Fonzie Swimming & Wellness di Alfonso Balletta, che ospiterà l’evento, Goccia D’Oro Profumi, di Alfonso Piscitelli, Top Class biancheria di qualità di Santa Maria a Vico ( CE) di Assunta De Lucia, Go Away Boutique di Giugliano ( Na) di Imma Natasha Diaz, Puronero Caffè di Portico di Caserta , Edil Tecnology di Raffaele Menditto e MendittoCostruzioni s.r.l. di Luigi Menditto di Aversa, Eliostampa copisteria di Marcianise, Arcobaleno Fidelity Card di Capua ( CE), ecc.
28 marzo 2023. Il titolo della mostra “Annerite scaglie”, personale di Aulo Pedicini (classe 1942), a cura di Generoso Bruno, nasce dalle parole di un ultimo componimento dedicato all’artista dal fratello Gerardo, critico d’arte e poeta, scomparso di recente (1937-1922), che suggeriscono una origine primordiale, quasi alchemica della sua scultura. Quelle stesse parole saranno materializzate dalla lettura di Renato Carpentieri, che interverrà alvernissage alle 17.
Nato a Foglianise nel 1942 e attivo dagli anni ’60 sulla scena artistica napoletana, Pedicini ha attraversato le neoavanguardie degli anni ’70, muovendo dagli echi del post-cubismo e del surrealismo dada, utilizzando anche materiali non convenzionali.
Le opere in mostra, quasi un centinaio, rappresentano una vera e propria antologia della produzione del poliedrico artista, arricchita degli ultimi lavori, nei quali Pedicini è tornato all’assemblaggio, questa volta attraverso la tecnica del collage. Si parte dalle teche degli anni ’60, passando ai più recenti bronzi (circa 15 opere) – esposti nella sala che introduce la sezione epigrafica – per arrivare agli ultimi lavori pittorici (circa 85). Racconta il curatore Generoso Bruno: “Tornano in esposizione le teche e le sculture di assemblaggio, per la creazione delle quali Pedicini interviene sulla frazione di scarto di quella che definisce l’effimera opulenza della società dei consumi, indagando la produzione di massa e il suo uso sociale, quasi come un archeologo teso alla ricostruzione del tempo presente attraverso i suoi residui”.
La ricerca più recente è esemplificata da una caleidoscopica moltitudine di interventi sulle scale di grigio in glossy paper e dalle numerose Trasposizioni di questi su tela e altri supporti.
Nella sala che introduce alla sezione “metropolitana”, che ospita la mostra, aperta da uno scatto di Mimmo Jodice all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, è presentata l’intera serie fotografica dellaperformance“Progressione in uno spazio definito”, del 1966, in cui Pedicini è ritratto dall’obiettivo dello stesso Jodice.
“In anni più recenti Pedicini giunge al Mito, evocato come originaria narrazione dell’esistente. Nel tempo dell’isolamento pandemico l’artista è ritornato sull’operazione dell’assemblaggio, questa volta utilizzando come base la carta con la tecnica del collage“.
Note biografiche
Aulo Pedicini (Foglianise, 1942), scultore, pittore, performer, grafico, incisore e decoratore di tessuti, vive e lavora a Napoli. Si diploma nel 1960 all’Istituto Statale d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, fra il 1962 e il 1967 consegue il diploma di Magistero e si diploma in Scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.
Negli anni Sessanta le sue produzioni sono segnate da uno stile immediato ed informale. Nel decennio successivo, Pedicini prende parte alla Quadriennale di Roma (1975), alla XXXVII Biennale di Venezia (1976) e al Festival Dada (1979) a Los Angeles. Al tempo, la sua pratica scultorea indaga il consumo, l’oggetto, lo scarto e la sua possibilità assemblativa. Negli stessi anni l’artista realizza performance di grande impatto: Il Malato, realizzata presso l’Ospedale Psichiatrico Frullone di Napoli, fu presentata a Venezia in occasione della Biennale del 1976.
Con la produzione in bronzo Pedicini recupera l’idea della pratica scultorea di grande dimensione, nella quale si riconoscono suggestioni metafisiche.
Le sue opere sono presenti in diversi musei e istituzioni pubbliche in Italia e nel mondo.
Prima di essere un’artista dalle mille sfaccettature Anna Maria Zoppi è una donna, e da donna ha da sempre raccontato le donne in modo dinamico, creativo ed al passo con i tempi. Una creatività che la Zoppi estrinseca utilizzando vari linguaggi: ha iniziato con la fotografia, da pioniera nella Casal di Principe degli anni ’80, ha continuato con la pittura e, negli ultimi anni ha esplorato anche il mondo della scrittura con due romanzi che meritano di essere letti.
Arti diverse, un unico fil rouge, la Donna rappresentata tanto nella bellezza, quanto nella fragilità. Delle donne ha raccontato il coraggio, la forza, la sensibilità, la libertà, il dolore. Ogni volta con una luce nuova, ma sempre con una grande intensità emotiva, quella che solo una donna può conoscere.
Oggi, con la sua ultima mostra Anna Maria Zoppi ritorna alle origini, all’archetipo femminile, la donna madre Terra. Gea, per gli antichi greci, dea primordiale dall’inesauribile forza creatrice, generatrice di vita. La madre terra da cui tutto ha origine e che viene usata dall’artista per creare le sue donne, le sue MATRES, che si ispirano alle Matres Matutae, le statue della singolare collezione conservate nel Museo Campano di Capua dove sarà allestita la mostra dal 31 marzo al 9 aprile.
Non ci poteva essere luogo più idoneo per ospitare questa mostra. Il vernissage si terrà il 31 marzo alle ore 17.00 nella sala convegni del Museo Campano.
La mostra sarà inaugurata dall’artista con il direttore del Museo Campano Gianni Solino. Con loro Pina Farina, Presidente dell’associazione “Noi voci di donne”, Lucia Ranucci già commissario dell’Ente Provinciale del Turismo e il ricercatore storico Gianni Di Dio.
L’incontro sarà presentato dalla giornalista Lucia Grimaldi. Le letture saranno a cura di Laura Ferrante. Il catalogo è stato curato da Jvn& T.
MADDALONI (Caserta) –Nuovo appuntamento di marzo 2023 con la rassegna “«Ultimo Ballo in Maschera» ritorno e presenza sul territorio”. L’evento si terrà venerdì 24 marzo 2023dalle ore 16.30,con la presentazione di Lucia Grimaldi e le riprese Tv di Fulvio De Lucia (disponibili sul canale Youtube “Comunicando” al link https://www.youtube.com /channel/ UCX8Yn68f3CmHNct7M4TughA).
Tema della serata “Servire qualcuno” e slogan “ … i vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte” da “Il sogno di Maria” di Fabrizio De Andrè.
L’evento inizia con i saluti istituzionali delle Autorità politiche, religiose, militari, del Dott. Rocco Gervasio, Rettore del Convitto e dunque vi sarà l’apertura dei lavori con una performance video musicale con le foto di Michele Pagliaro.
Seguono la presentazione dei libri “Il capro” di Silvia Cassioli e “La Musica del diavolo” di Nicola Valentini. Seguono le letture della poetessa Giovanna Santangelo.
Interverranno l’avv. Alessandra Crisci (criminologa e criminalista), il dott. Antonio D’Angelo (DSGA del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”), Vins Tramontano (giornalista scrittore), Sofia Petruccelli e Giovanni Santonastaso, collaboratori della rassegna e ideatori del marchio “Mc passione legno”, Francesco De Rosa (giornalista scrittore), Massimo Razzano (musicista), Luigi Di Nuzzo (docente di filosofia), Vincenzo Silvestro (musicista) e il Maestro Michail Benois Letizià (creativo e ideatore della rassegna).
Con i saluti e una performance musicale si concluderà la serata.
Un ringraziamento particolare agli allievi, alla direzione, al corpo docente, al personale tecnico-amministrativo del Convitto, all’UNAC e a tutti i collaboratori.
Remigio De Matteis, Presidente del Gruppo nazionale Pa-dri Separati di San Felice a Cancello, si congratula con il Sindaco di Caserta, Carlo Marino, per l’installazione della Panchina Blu in piazza Cattaneo.
“Sono felice, è un grande segno di civiltà. Il gruppo, che da anni segue anche legalmente i papà separati di tutta Italia, ha finalmente nuovi interlocutori. Mi aspetto un dialogo costruttivo con il Primo Cittadino, il prossimo passo mi auguro sia l’approvazione comunale del registro della bi- genitorialità, attivato già in altri Comuni italiani. Siamo presenti sul territorio da anni e siamo felici quando vediamo che le nostre battaglie sono condivise dalle amministrazioni. E’ molto importante avere interlocutori istituzionali e ci congratuliamo con il Sindaco Marino”.
Il MANN è il primo museo italiano ad avere una edizione ‘da collezione’ del Monopoly, il gioco da tavolo più amato al mondo. Sono state realizzate solo mille copie del Monopoly MANN, già disponibili presso il bookshop del Museo (al prezzo di 69 euro) e prossimamente on line: il ricavato delle vendite sarà destinato al restauro delle casseforti pompeiane delle collezioni del MANN. “Partiremo da un pezzo raro per le sue piccole dimensioni, possiamo definirla quasi una cassaforte portatile. Mai aperta, è conservata da oltre duecento anni nei depositi – racconta il direttore del MANN Paolo Giulierini – Invitiamo tutti i collezionisti di giochi di società e i tanti appassionati a partecipare alla ‘scoperta’ di questo reperto misterioso, sfidandosi con il nostro Monopoly e seguendo gli studi degli archeologi del MANN. Siamo giunti, infatti, alla fase finale del riordino dei depositi e le operazioni di scavo in questo immenso patrimonio continuano a riservarci sorprese. Abbiamo così voluto abbinare la diffusione del Monopoly del MANN alla divulgazione di queste indagini. E un pezzo come la cassaforte, con il suo rimando alle monete che potremo trovare al suo interno, ci è sembrato perfetto per iniziare“.
Creato da Elizabeth Magie all’inizio del XX secolo e pubblicato per la prima volta nel 1935, il Monopoly ha conquistato oltre un miliardo di persone in 114 nazioni e 47 lingue. In Italia, ogni anno, ne vengono vendute più di 200.000 unità.
Per l’edizione Monopoly MANN da collezione il progetto è stato ideato e curato dall’archeologo Mario Grimaldi. La grafica di Antonella Colucci è stata ottimizzata da Silvia Neri.
La realizzazione è partita con la lavorazione del tabellone di gioco, secondo le specifiche fornite dalla Hasbro, utilizzando il Salone della Meridiana come immagine sorgente centrale, inserendo font specifici e realizzando loghi personalizzati. Sul denaro è stampato il logo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Sul tabellone del gioco, destinato a coinvolgere un pubblico di tutte le età, compaiono le sezioni permanenti del Museo, compresa la Campania Romana di prossima apertura. Si avanzerà quindi tra le sale ammirando alcuni tra i pezzi tra più celebri e rappresentativi, riprodotti anche sulle pedine realizzate in 3d. Anche Imprevisti e Probabilità, sono stati adattati alla vita del Museo: i giocatori si imbatteranno in tasse per il restauro, biglietto di ingresso, mostre, visite guidate etc.
Winning Moves è l’azienda inglese autorizzata da Hasbro (titolare dei diritti del Monopoly) a realizzare le edizioni speciali del gioco, come questa dedicata al MANN. Ideatrice con il MANN del progetto è DABLIU, Agenzia di pubblicità e consulenza strategica, nata del 2004 a Napoli ed operante a livello internazionale.
Un patrimonio immenso quello di Stabiae, che abbraccia reperti e testimonianze uniche dalle ville di età romana ubicate sul pianoro di Varano a Castellammare – oggi custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo Archeologico di Stabiae Libero D’Orsi – da valorizzare, far conoscere e fruire sempre di più, al fine di evidenziare l’eccezionale valore storico e culturale di questi territori, la loro origine e storia.
E’ su queste basi che si fonda l’Accordo Quadro tra il Parco archeologico di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – che conserva i reperti rinvenuti durante gli scavi di età borbonica – attraverso il quale si intende dar vita a progetti dedicati alla conoscenza e valorizzazione di questo patrimonio. Non solo attività di divulgazione – quali organizzazione di convegni, seminari e pubblicazioni, ma anche ricerca sui materiali e i loro contesti di provenienza e la creazione di un catalogo digitale dei reperti stabiani finalizzato ad una fruizione partecipata e digitale.
E soprattutto si partirà nell’immediato con il prestito di diverse opere che andranno ad arricchire il percorso espositivo del Museo Libero D’Orsi in fase di ampliamento, a cui seguiranno, secondo pianificazioni programmate nel tempo, mostre e percorsi culturali incrociati.
Il 16 marzo alle ore 16.00 presso l’Aula Convegni della Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia si terrà la presentazione stampa dell’ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale stabiano, tra le cui attività e iniziative si inserisce l’Accordo Quadro con il MANN.
Saranno presenti il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini, la Commissione prefettizia costituita dal prefetto Raffaele Cannizzaro, dal viceprefetto Mauro Passerotti e dalla dott.ssa Rosa Valentino.
Nell’occasione saranno illustrati i dettagli dei progetti in corso su tutta l’area archeologica di Stabia e gli interventi già avviati presso la Reggia di Quisisana, tra cui l’ampliamento del Museo Libero D’Orsi, l’allestimento dei depositi archeologici e il restauro della Torre Colombaia, resi possibili grazie all’Accordo di valorizzazione, conseguito nel 2019 tra il Parco Archeologico di Pompei e il Comune di Castellammare di Stabia.
Saranno al riguardo rese note le azioni strategiche e il piano di gestione che le due istituzioni hanno pianificato, congiuntamente all’avvio dei numerosi progetti che interessano quello che si avvia a divenire un importante polo culturale del territorio.
Alle 17.00 seguirà la conferenza “Stabiae, luogo delle due scoperte” organizzata dal “Comitato per gli scavi di Stabia fondato dal 1950”, primo incontro dei “Dialoghi di Quisisana”, rassegna di eventi culturali e iniziative letterarie, che si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione, a cura dalla dott.ssa Maria Rispoli, responsabile del Museo, previsto a partire da quest’estate in vista della riapertura e inaugurazione del nuovo percorso espositivo.
I due Direttori, Gabriel Zuchtriegel e Paolo Giulierini, dialogheranno in un confronto sulle radici storico-culturali del territorio stabiano tra passato e presente. L’incontro è moderato dal giornalista Antonio Ferrara.
Santa Maria a Vico avrà una sede del Movimento Cinque Stelle; la sede, prima nella Valle di Suessola, verrà inaugurata il prossimo mese: tempi tecnici per arredarla e tinteggiarla. Tre giorni fa sono state consegnate le chiavi. Il locale si trova in Via Appia antica 516. Seguiranno aggiornamenti.
Maryam Rajavi è una politica iraniana, eletta nel 1993 dal Parlamento in esilio. Presidente del MEK/PMOI, i Mojahedin iraniani.
Le sue battaglie per libertà e democrazia, nel corso degli anni, hanno avuto grande eco internazionale e oggi può contare su molti sostenitori tra i politici e diplomatici di tutto il mondo.
Il regime iraniano – paragonabile ai nostri più bui anni medievali, quelli sotto l’Inquisizione – in seguito al brutale omicidio di Mahsa Amini (fermata, arrestata e uccisa il 13 settembre 2022 perché non indossava correttamente il velo) ha alzato il tiro. Dopo arresti, torture e omicidi dei manifestanti, da alcuni giorni sta attaccando scuole femminili con gas e armi batteriologiche, con l’intento di non far tornare più le studentesse a scuola.
In questo drammatico contesto misogino, Maryam Rajavi è un vero e proprio faro di luce.
Ecco il suo post in occasione della Giornata Internazionale della Donna:
“Il piano sui diritti e le libertà della donna
Ora, ancora una volta, vorrei ricordare i principi, l’enfasi e la sintesi degli articoli più importanti che guideranno le nostre azioni future. I nostri connazionali all’interno dell’Iran le devono sapere.
Questi principi, diritti e libertà non sono solo per l’emancipazione delle donne, ma per la liberazione storica di tutti gli uomini e le donne iraniani.
In primo luogo, vorrei precisare i principi:
Il primo principio è l’abolizione e l’eliminazione di tutte le forme di oppressione, coercizione e discriminazione imposte dal regime reazionario di Khomeini e dalla legge sharia dei mullah sulle donne iraniane e il rispetto di tutte le libertà e i diritti delle donne, come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne e la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993.
Il secondo principio sottolinea la piena uguaglianza dei diritti sociali, politici, culturali ed economici tra uomini e donne.
Il terzo principio è garantire la piena concessione dei diritti delle donne nel paese, indipendentemente da pratiche e limitazioni disparità e discriminatorie, e respingere qualsiasi percezione che veda le donne come merce.
E gli articoli più importanti sui diritti e le libertà delle donne nell’Iran libero di domani:
1. Il diritto di eleggere ed essere eletto a tutte le elezioni e il diritto di suffragio in tutti i referendum.
2. Il diritto all’occupazione e alla libera selezione della professione, il diritto di ricoprire qualsiasi carica pubblica o governativa, incarico della professione, compresa la presidenza (nonché la leadership politica) o la magistratura in tutte le istituzioni giudiziarie.
3. Il diritto alla libera attività politica e sociale, al rapporto sociale, al viaggio senza il permesso di un’altra persona.
4. Il diritto di scegliere liberamente l’abbigliamento e il velo.
5. Il diritto di utilizzare, senza discriminazioni, tutte le risorse didattiche, educative, atletiche e artistiche; il diritto di partecipare a tutte le competizioni atletiche e attività artistiche.
6. Riconoscimento delle associazioni femminili e sostegno alla loro formazione volontaria in tutto il territorio nazionale; considerazione di privilegi speciali in vari settori sociali, amministrativi, culturali e in particolare educativi al fine di abolire le disuguaglianze e la duplice oppressione delle donne.
7. Parità di retribuzione per pari lavoro; divieto di discriminazione nell’assunzione e durante il lavoro; parità di accesso a vari privilegi quali ferie, indennità di pensione e indennità di invalidità; godimento delle prestazioni per figli e coniugali e assicurazione contro la disoccupazione; diritto allo stipendio e alloggio speciale durante la gravidanza, il parto e l’assistenza dei neonati.
8. Libertà assoluta nella scelta del coniuge e del matrimonio, che può avvenire solo con il consenso di entrambe le parti e registrata presso un’autorità legale; Vietato il matrimonio prima del raggiungimento dell’età legale. Nella vita familiare è vietata qualsiasi forma di costrizione o coercizione della moglie.
9. Parità di diritto al divorzio; il divorzio deve essere processato da autorità giudiziarie qualificate; donne e uomini sono uguali nel presentare motivi per il divorzio; la custodia e il sostegno dei figli, nonché gli accordi finanziari saranno determinati dalla sentenza di divorzio.
10. Sostegno alle donne vedove e divorziate e ai figli in custodia; l’assistenza sarà fornita attraverso il Sistema Nazionale di Previdenza sociale.
11. Eliminazione delle disuguaglianze legali in materia di testimonianza, tutela, custodia ed eredità. La poligamia è vietata.
12. Divieto di ogni forma di sfruttamento sessuale delle donne con qualsiasi pretesto e abrogazione di ogni usanza, legge e disposizioni che autorizzino il padre, la madre, il tutore o un altro a concedere ad una ragazza o ad una donna, con pretesto di matrimonio o altro.
Cari amici,
È corretto quando si dice che i diritti delle donne sono diritti umani, e credo fermamente che la leadership delle donne sia la garanzia della democrazia e dell’uguaglianza. Senza offrire alle donne l’opportunità di partecipare alla leadership politica, qualsiasi progresso compiuto verso la parità di genere è vulnerabile alla regressione.
Oggi, le donne iraniane, con la loro leadership e accanto agli uomini iraniani, sono in prima linea per sconfiggere la dittatura religiosa e garantire libertà, democrazia e uguaglianza per il domani.
La rivolta in Iran, guidata dalle donne, ha dimostrato questa verità. L’insurrezione, che arde più ferocemente che mai, la farà brillare più che mai e porterà il messaggio di vittoria e di trionfo.
Com’è bello che, come l’alba, portiamo le novelle del trionfo,
Con una rosa rossa, una fioritura piena di luce, dal giardino dell’alba,
Com’è bello, come il sole radioso, disperdere brillantezza e splendere,
Per annunciare il mondo dai cieli infuocati di radiosità appena nati.
Non c’è pace per Fouad, che non riesce a farsi spostare dal condominio.
Stavolta “ignoti” gli hanno rigato la macchina. E’ un fiume in piena, con voce alterata racconta:
“Immagino benissino il perché; si tratta di miei ex connazionali. Io ho denunciato mio fratello e sono diventato cittadino italiano. Redouane Rehalli, il papà di Meriem, ha avuto il rigetto del ricorso. Meriam è la ragazza andata in Siria a combattere a fianco dell’ISIS.
Fanno parallelismi con la mia storia, ma io ho denunciato mio fratello e ne ho preso le distanze: io ho reso un favore all’Italia.
La comunità marocchina locale mi detesta: sono doppiamente un traditore, per loro. Mi considerano una specie di collaborazionista dei Carabinieri, uno che ha tradito il fratello e le origini, un poco di buono, insomma.
Già mi hanno ferito il gatto, ora sono passati all’auto. E’ un crescendo di intimidazioni, uno di questi giorni mi faranno del male, ne sono sicuro. Dovrei avere maggiori tutele, ma qua (a Monselice) il Sindaco, Giorgia Bedin, accampa tutte le scuse burocratiche possibili e immaginabili pur di non accelerare la mia pratica per il trasferimento. Non si degna di ricevermi, Allah solo sa il perché.
Mi sento tradito e abbandonato al mio destino.
I giornalisti, i politici, mi hanno sfruttato. Nelle mie realtà quotidiane sono solo, posso contare solo sul mio avvocato. Avanzo soldi per lavori non retribuiti, ferie non godute, i miei diritti sono calpestati quotidianamente. L’Italia è un Paese bellissimo, ma funziona a rovescio: se sei un onesto cittadino, passi tutti i guai del mondo. Se rubi una mela vai in galera, se sfrutti un dipendente per decine di migliaia di € giri libero e bello. Perché?
La Sanità italiana è una giungla. Per carità, con ottimi spiragli di luce, ma resta una giungla. Al Sud, purtroppo, è anche un po’ più giungla.
Capita che due fratelli over 70, entrambi cardiopatici, dopo 8 ore di attesa, vengano ricevuti dall’unico anestesista al II Policlinico di Napoli. Unico anestesista che ha appena terminato in sala operatoria.
Capita che l’ASL di Arienzo non comunichi il rinnovo di un’esenzione per patologia a un povero medico di base, facendogli sbagliare una ricetta 4 volte. Capita che la stessa ASL effettui il cambio del medico come una concessione scesa dall’alto, o un favore personale.
Capita che l’ospedale di Arienzo, pur con ottimi specialisti, faccia fuggire i pazienti altrove, per (reali? Boh) problemi al PC che impediscono il pagamento delle prestazioni. Problemi che vanno avanti, a quanto pare, da giorni.
Capita che un medico di base, di mezza età, non sia in grado di cercare sul PC i codici per un esame o un farmaco richiesto dal collega specialista. Lo stesso medico, ignorando i codici delle prestazioni, chiede al paziente di informarsi presso il centro (o ospedale), con grassa risata dell’operatore CUP.
Capita che un medico di base abbandoni un paziente con seri problemi, psicologici e non, al suo destino. O vada a fare una visita a paziente già morto, dopo 2 gg di chiamate andate a vuoto.
Capita che un medico di base scambi una tosse da bronchite asmatica, con muchi verdi, per qualcosa che passerà da sola. Lo stesso medico, dopo aver fatto perdere tempo e soldi al paziente, a diagnosi effettuata da specialista, commenti: “Ma era chiaro”.
C’è pure il medico che copre le migliaia di euro di stipendi non pagati – dal coniuge impresario – con tanto di certificati di insanità mentale.
Tutto ciò nel pubblico. Nel privato? La rata di un mutuo per una stanza con divano letto, una colazione e un piatto di riso la sera (per gastroenterite) per assistere un congiunto operato. Si ignora la cifra pagata al chirurgo per l’intervento. Senza fattura, naturalmente: chiedere la fattura è qualcosa da poveracci, miserabili.
Al via al Museo Archeologico Nazionale di Napoli il progetto europeo PERCEIVE
Napoli, 6 marzo 2023. Tre giorni dedicati alla ricerca sul colore nell’archeologia e nell’arte, con il contributo di esperti mondiali che si incontreranno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN): il 6 marzo 2023, presso l’ Auditorium del MANN, sarà lanciato PERCEIVE, (Perceptive Enhanced Realities of Colored collEctions through AI and Virtual Experiences), il cui scopo è quello di creare un nuovo modo di percepire, conservare, curare, esporre, comprendere opere caratterizzate dalla presenza del colore, dalle sculture alle fotografie, passando per i tessuti e le opere d’arte digitali. Il progetto comprende, tra i suoi punti di maggior rilevanza, l’inclusione, la promozione del senso di cura, la riappropriazione intellettuale di messaggi “svaniti” nel tempo e un’adeguata comunicazione e trasferimento alle generazioni future. Gli strumenti per la realizzazione degli obiettivi sono l’Intelligenza Artificiale e le Esperienze Virtuali. L’A.I. avrà un ruolo centrale nel progetto, con il compito di contribuire ad automatizzare alcuni processi di ricostruzione, impossibili da ottenere con i metodi digitali tradizionali. La Virtual Experience renderà questi processi fruibili dal grande pubblico, rispondendo compiutamente alle indicazioni e ai principi di accessibilità ed inclusione, che sono il fondamento delle direttive della Comunità Europea.
Durante la giornata inaugurale si alterneranno interventi di studiosi provenienti da undici istituzioni, otto paesi e grandi musei coinvolti, tra cui il MANN (capofila del progetto per le ricerche sulla policromia antica nella scultura, che svolge dal 2018), il Munch Museum di Oslo, il Victoria and Albert Museum di Londra e l’Art Institute Museum di Chicago: tutti illustreranno le loro attività e i capolavori oggetto delle ricerche sul colore. Protagonisti dell’appuntamento napoletano anche tre aziende (Anamnesia, Imki e Hoverlay) e cinque istituti di ricerca, a partire dal coordinatore del progetto CNR ISPC insieme al Fraunhofer IGD (Germania) FORTH (Grecia), NTNU (Norvegia) e HSLU (Svizzera).
“Dal 2018 è in corso al MANN un progetto di ricerca specificamente dedicato al tema del colore sulla statuaria classica, MANN In Colours da cui sono nati EcoValors e Digital Farnese/Farnese Digitale” – ricorda il direttore del MANN Paolo Giulierini – “Nonostante la sospensione di quasi due anni a causa della pandemia, i gruppi di ricerca al lavoro hanno indagato circa 70 sculture”. Ciascuna delle opere è stata studiata con diagnostica multispettrale e indagini di laboratorio, successivamente è stata digitalizzata utilizzando la fotogrammetria. “Ad oggi possiamo affermare che questo è il progetto di ricerca sul colore più ampio e approfondito che un museo nazionale abbia mai intrapreso. Le linee guida e i risultati che ci aspettiamo da PERCEIVE sono oggetto di sperimentazione al MANN da cinque anni grazie ai progetti menzionati, con la direzione scientifica di Cristiana Barandoni. L’evolversi della ricerca sul colore e la multidisciplinarietà dell’approccio, coinvolgendo altri ambiti, sono stati il motivo per cui il Museo è stato premiato e coinvolto in PERCEIVE, confermando la capacità di intercettare fondi europei in collaborazione con CNR e il MIUR”.
La presentazione nella giornata inaugurale sarà aperta alla comunità scientifica, alle istituzioni culturali ma anche a studenti ed appassionati (fino ad esaurimento posti). Per poter accedere all’Auditorium lunedì 6 marzo (ingresso lato uffici – già Soprintendenza) è necessario registrarsi usando questo link: https://forms.gle/FmWCzU17Y8hHFkgLA.
Sarà per tutti un’occasione unica per esplorare la bellezza, la fragilità e le sfide della ricostruzione e della conservazione del colore in sculture, dipinti, tessuti, foto e opere arte digitali conservati in grandi istituti internazionali.
Nei giorni successivi, 7 e 8 marzo, i partners di PERCEIVE hanno in calendario degli incontri più tecnici, nell’ambito dei quali si confronteranno con domande come: “è possibile prevedere i cambiamenti di colore?”, “come possiamo ricostruire i colori perduti?” con l’obiettivo di costruire un nuovo approccio comune alla tutela delle opere colorate.
MANN in Colours
Prevede indagini chimiche e fisiche non invasive per la ricerca della policromia originale sulle collezioni statuarie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con particolare riferimento alla Collezione Farnese, in collaborazione con DI.AR. Diagnostica per Immagini.
Il progetto, avviato nel 2018, si sviluppa analizzando le sculture tramite macrofotografia, microscopia, fluorescenza ultravioletta (UV), VIL eseguite in situ per una prima mappatura delle sopravvivenze di policromia originale. Queste indagini restituiscono sia lo stato di conservazione dell’opera che la tecnica esecutiva. Le tracce di colore così diagnosticate possono essere approfondite attraverso ulteriori analisi di laboratorio, prelevando micro-campioni che permettono di definire, attraverso esami chimici quali XRF, Raman e FT-IR, la composizione dei pigmenti, di cui viene caratterizzata la struttura chimica. I questo modo è possibile identificare il tipo di pigmento usato e le eventuali miscele.
EcoValors
Realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha come obiettivo principale quello di indagare chimicamente i pigmenti e il loro stato di conservazione in relazione all’ambiente museale. Per questo tipo dimonitoraggio sono stati impiegati dispositivi di superficie non invasivi, in grado di identificare l’interazione tra le opere e gli agenti inquinanti: si tratta di uno studio necessario per valutare correttamente lo stato di conservazione del colore.
Digital Farnese
Oltre alla ricerca sul colore, uno dei maggiori interessi di MannInColours è la diffusione della consapevolezza della presenza del colore sulle sculture antiche presso il grande pubblico e non solo tra gli “addetti ai lavori”. Per questo motivo alle prime campagne diagnostiche è stata affiancata la modellazione 3D delle opere più importanti del Museo: è così che è nato il progetto “Digital Farnese/Farnese digitale”, per una “traduzione” visiva dei colori perduti sui modelli tridimensionali realizzati. La mancanza della percezione del colore, infatti, rende parziale la comprensione dell’opera. Da questo punto di vista il MANN vuole offrire alla comunità, non solo scientifica, un contributo non temporaneo – come quello di una mostra – ma permanente. Il colore era una componente sostanziale dell’arte antica, il MANN si assume il compito di diffondere nella società tale percezione, attualmente confinata alla cerchia degli specialisti. “Farnese Digitale” è una proposta concreta, sostenibile e adatta alla complessità della Collezione. Imodelli 3D realizzati saranno impiegati all’interno di nuove didascalie narrative in modo semplice e intuitivo, raccontando storia, eventi, restauri da uno speciale punto di vista, quello del colore, includendo la ricerca sulla policromia originaria e i suoi risultati in modo permanente nel percorso di visita del museo.
L’esordiente Vito Turturro, a soli 19 anni, ha vinto il Palio del Viccio del 2023.
Di cosa si tratta? In genere si associa il Palio a Siena, ebbene no: esiste un Palio anche a Palo Del Colle, in Puglia, e si tiene il Martedì Grasso. E’ un evento gratuito che si ripete da secoli.
Partiamo dal nome: Palio del Viccio. Il “viccio”, in dialetto locale, è il tacchino, ed è il premio per il cavaliere che, in piedi e con un’asta acuminata, riesca a far scoppiare un otre posto a oltre 4 metri dal suolo. Ogni rione ha il suo cavaliere e i suoi sbandieratori. Manca l’acerrima rivalità che caratterizza il Palio di Siena.
Il Palio ha origini plurisecolari: una sua prima testimonianza, infatti, risale al 1477. Come riporta Repubblica: “(…) il duca Sforza Maria, in visita a Palo del Colle, assistette a una dimostrazione dei cavalieri della guardia locale”.
L’edizione di quest’anno, dopo tre anni di pausa, è stata particolarmente riuscita: il sindaco Tommaso Amendolara parla di edizione da record, con la partecipazione di oltre 10mila persone.
Il percorso si è snodato lungo Corso Garibaldi, ricoperto di sabbia, dopo la cerimonia d’apertura delle ore 15:00. La serata è finita con la sagra del tacchino.
Roberta Pagliuca è una giovane amazzone di 17 anni, studentessa atleta del Liceo Artistico San Leucio di Caserta.
Domenica 19 febbraio ha gareggiato nella gara societaria, a cavallo di Number One (ma per Roberta è Storm), presso il maneggio di Tenuta Tambaro a Villaricca, piazzandosi seconda, dopo Simone Tortorano e davanti a Sofia Di Iorio.
Curiosità: la società, la Equineapolis, aveva organizzato una gara in maschera e la dolce e simpatica Roberta ha scelto Mercoledì dell’omonima serie Netflix, piazzandosi seconda anche come maschera più bella.
Roberta pratica equitazione da 6 anni, con l’istruttore Rosario Sbrizzi. Il cavallo è di proprietà, e c’è tutta una storia: venduto a 2.300 € come cavallo problematico (in realtà, usano altro aggettivo), per Roberta è stato una vera e propria sfida personale e, in 3 anni, è riuscita ad ammansirlo e a renderlo abbastanza collaborativo.
Addentriamoci un po’ nell’equitazione: gli atleti, innanzitutto, sono amazzoni e cavalieri. L’attrezzatura comprende stivali, corpetto (obbligatorio per i minori, facoltativo per gli adulti), guanti antiscivolo, frustino, il casco da equitazione, detto “cap”. Il colore della giacca è personale, in genere si sceglie tra il blu/rosso/grigio/verde, ma la società può chiedere un suo colore. I pantaloni e la camicia sono bianchi.
Annalia Tambaro, istruttrice dei più piccoli, spiega: “E’ uno sport prettamenteindividuale, basato sul binomio uomo/cavallo. In genere c’è sostegno reciproco tra i partecipanti dello stesso gruppo. E’ uno sport che si può iniziare anche prima dei 6 anni”.
Il cavallo è considerato puledro fino a 7-8 anni, poi è adulto. Va ferrato ogni 40 gg. la sella cambia se la monta è inglese o americana, cambiano la sella e i finimenti. Come si sale a cavallo? Con una scaletta o “di gamba”, aiutati dall’istruttore (che dà lo slancio).
Le gare si basano sulla precisione o a tempo e precisione e vengono considerate lo stile e la postura. Per le gare i cavalli vengono spostati con camper per 6-7 cavalli o van proprio.
Amazzoni e cavalieri eseguono la preparazione fisica stesso a cavallo, con esercizi di passo, trotto e galoppo. Amazzoni e cavalieri gareggiano insieme: le categorie non sono stabilite per età anagrafica, ma in base all’esperienza.
Il cavallo necessita di uscire fuori dal box per una galoppata almeno 3 volte a settimana. Le gare si disputano anche sotto la pioggia, purché senza fulmini e/o grandine. Ogni cavallo ha un suo passaporto vaccinale e un’assicurazione per sé e verso terzi.
MADDALONI (Caserta) – Il prossimo evento si terrà domani 25 febbraio 2023 dalle ore 16.30 con la presentazione di Lucia Grimaldi e le riprese Tv di Fulvio De Lucia (disponibili sul canale Youtube “Comunicando” al link https://www.youtube.com /channel/ UCX8Yn68f3CmHNct7M4TughA). Il Pomeriggio sarà aperto con i saluti istituzionali del dott. Andrea De Filippo, Sindaco del Comune di Maddaloni, del dott. Luigi Bove, vice Sindaco del Comune di Maddaloni e del dott. Rocco Gervasio, Rettore del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni. Subito dopo vi sarà l’intro recitato/musicale a cura di Monica Pizzi e Michail Benois Letizià (ideatore della rassegna) con a seguire il quartetto d’archi a cura di Antimo Pascarella violino, Guido Esposito violino, Ida Rispoli viola e Luigi Iuliano violoncello. Il momento successivo sarà il tanto atteso evento a cura della Società di Danza Napoli e Caserta dove i Cavalieri e le dame si esibiranno in danze di tradizione ottocentesca guidati dal Maestro di Cerimonia Lucio Martino e con la collaborazione di Monica Pizzi, Coreografie di Fabio Mollica. La serata sarà allietata da Letture/Poesie di Vins Tramontano da “L’ANIMO DETTA” (raccolta di poesie in quattro volumi) con la Videoinstallazione, dedicata alla GRANDE TELA, di Noemi Sparago fotografa. Onoreranno ulteriormente la serata gli ospiti con letture varie; Giueppe Vozza editore, Monica Pizzi docente, Maria Latino docente, Dora Barletta autrice, Luigi Di Nuzzo docente, Antonio Pagliaro storico, Giovanna Santangelo poetessa. Nel corso della serata ci sarà una estemporanea di arti visive, con Andriana Lunik modella in posa per gli artisti; Giovanna d’Aiello pittrice, Carmela Sbrescia pittrice e Amalio Piscitelli scultore. La Chiusura dei lavori avverrà con intrattenimenti musicali e il brindisi (buffet previsto nel chiostro). Si ringrazia come sempre la direzione del Convitto, il corpo docente e il personale tecnico-amministrativo. Nei prossimi giorni, e anche dopo l’evento, contributi anche fotografici e curiosità saranno disponibili nella pagina social dedicata https://www.facebook.com/ultimoballoinmaschera. Dunque, non resta che rinnovare l’invito per la rassegna “«Ultimo Ballo in Maschera» , dalle ore 16.30. Gli organizzatori, i collaboratori e i partners ringraziano quanti interverranno. Per aggiornamenti si rimanda alla pagina social https://www.facebook.com/ultimoballoinmaschera o mail a ultimoballoinmaschera@gmail.com.
I cittadini del Comune di Maddaloni possono collegarsi al sito http://www.defilipposindaco.it ed esprimere una valutazione da 1 a 10 su sei diverse e importanti tematiche cittadine. Dopo il lancio della campagna digitale, si registrano più di 250 risposte e una percentuale di apprezzamento per l’operato dell’amministrazione registrabile attorno al 60%. Sulle tematiche riportate dal portale digitale, registriamo i seguenti risultati: 61% di apprezzamento per la progettualità legata al Campo Sportivo; 60.70% di apprezzamento per l’adozione del nuovo PUC cittadino; 62.5% di apprezzamento per le nuove dinamiche infrastrutturali legate ai passaggi a livello; 58.90% di apprezzamento per i lavori della rete fognaria di Via Cancello e il 62.5% di apprezzamento per il recupero dell’Ex Convento Cappuccini. La piattaforma digitale analizzerà anche il grado di soddisfacimento della popolazione in rapporto alla rete idrica, ove è già possibile notare una drastica riduzione delle perdite e delle problematiche legate ai servizi idrici. Nel corso degli ultimi anni, l’amministrazione comunale ha registrato meno di 100 perdite, che se rapportate alle oltre 650 di media, che annualmente si registravano, appaiono come un grande risultato. Altra tematica di estrema importanza è quella dell’addizionale IRPEF ridotta nel 2022 all’0.70% e che sarà ulteriormente ridotta allo 0.60% nel corso dell’anno 2023. Inoltre, gli esborsi legati al pagamento dell’IMU risultano in diminuzione dal 10.6% al 10%. L’idea della piattaforma digitale per monitorare e giudicare l’operato della pubblica amministrazione diviene una nuova opportunità per la cittadinanza e per far emergere le relazioni percepite tra l’istituzione, l’operato del Primo Cittadino e la comunità locale.