Dall’acciuga al gioiello: dieci donne e un itinerario tra i luoghi nascosti di Genova

Genova è città di mare e di vento, di pietre antiche e vicoli che sanno di sale e mistero. Ogni strada racconta una storia, ma solo a chi si ferma ad ascoltare. È in questo intreccio di passato e futuro, di scambi e incontri, che Unexpected Italy presenta “Genova al femminile”, un itinerario dedicato a dieci donne genovesi che con il loro talento, la loro creatività e la loro visione tengono viva l’anima più autentica della città.
Il progetto, firmato dalla startup travel tech fondata da Elisabetta Faggiana (vicentina) e Savio Losito (barlettano), premiata anche alle Nazioni Unite e di cui ha parlato anche il The Guardian per il suo approccio etico e innovativo al turismo, invita viaggiatori e cittadini a scoprire Genova attraverso i mestieri e le storie di chi, ogni giorno, la abita con passione. Dieci donne, dieci visioni, dieci mani che intrecciano sapori, forme, profumi e tessuti: dalle botteghe storiche alle cucine creative, dagli atelier d’arte alle dimore che accolgono, ognuna rappresenta una sfumatura della Genova di oggi – una città viva, femminile, capace di sorprendere chi la attraversa con curiosità.
Non è un caso che Genova, nei secoli, sia stata descritta come città al femminile. Petrarca la chiamava “Signora del Mare”, Enea Silvio Piccolomini la immaginava come la nuova dimora di Venere, e nel 1519 Fadrique Enriquez de Ribera scriveva: “Le genovesi sono le più libere d’Italia, stanno sempre per la strada parlando con chi vogliono, senza preoccuparsi dell’opinione del marito”.
Quella libertà di spirito, dell’indipendenza, si ritrovano oggi nelle protagoniste di questo viaggio firmato Unexpected Italy, che restituisce alla città il suo volto più vero. In un’epoca in cui il turismo rischia di omologare e svuotare i luoghi della loro identità, la scelta di questi luoghi e il progetto sul Manifesto dell’Ospitalità Etica nasce come antidoto alla banalizzazione: un invito a scoprire l’Italia, e in questo caso Genova, con occhi nuovi, attraverso chi la vive e la trasforma ogni giorno. Il Manifesto, oggi firmato da quasi 500 host in tutta Italia, unisce ristoratori, albergatori, artigiani e produttori che scelgono l’etica alla scorciatoia, la qualità al compromesso, la responsabilità alle mode passeggere. Sono i “Ribelli con le Radici”, custodi della vera autenticità italiana.
“Sottoscrivere il Manifesto dell’Ospitalità Etica,” spiega Elisabetta Faggiana, “è il primo passo per abbracciare un impegno condiviso e autentico. Alle parole devono seguire azioni concrete e responsabili, supportate da verifiche e raccomandazioni locali, per assicurare che ogni realtà mantenga un approccio etico e di valore. Chi accoglie con professionalità ed etica c’è, e va valorizzato. Genova, ancora una volta, si conferma “Signora del Mare”. Ma anche signora del coraggio e della creatività, sospesa tra tradizione e innovazione, con lo sguardo fiero e libero delle sue donne. Con questo nuovo itinerario dedicato al mondo femminile, rinnoviamo la nostra missione: raccontare un’Italia diversa, fatta di persone, storie e territori che non cedono al turismo di massa ma continuano a coltivare bellezza, rispetto e identità”.
“Il turismo non dovrebbe consumare, bensì custodire, tutelare e rispettare i luoghi e le persone” dice Savio Losito. “Le donne di Genova che abbiamo incontrato sono un esempio concreto di tutela e rispetto per il territorio. Lo fanno ogni giorno, con gesti concreti e scelte responsabili. Sono il volto più sincero di un’Italia che resiste alla scorciatoia. Ognuna di loro porta con sé un gesto creativo che diventa atto civile: cucinare, accogliere, creare profumi, forgiare la materia. È così che Genova continua a essere una città viva, libera ed in continua evoluzione. Proprio come le sue protagoniste. Vogliamo costruire un modo nuovo di viaggiare: più lento, più consapevole, più rispettoso. Genova è una città che si nasconde e si svela solo agli occhi di chi la sa apprezzare e queste donne ci hanno aiutati a scoprire i lati più veri e “unexpected” della città e ce ne siamo innamorati”.

LE STORIE DELLE DIECI DONNE DI GENOVA
Il viaggio inizia tra i vicoli di via Prè, una delle strade più complesse della città, dove Giorgia Losi all’età di 27 anni ha voluto scommettere lasciando un lavoro sicuro a Milano per tornare nella sua amata Genova. Senza esperienza nel settore, ma con dedizione e determinazione, trasforma un locale abbandonato in un’icona della cucina genovese: la Trattoria dell’Acciughetta. Vulcanica e solare, Giorgia si circonda di un team affiatato, a partire dai soci Matteo e Simone, seleziona accuratamente i fornitori locali, le cantine con cui collabora, gli artisti e artigiani con cui ha arredato lo spazio. La cucina unisce creatività e tradizione, diventando presto uno dei locali più in voga della città. Tanto che, a furia di dire no ai clienti che volevano prenotare, nasce un secondo locale, Quelli dell’Acciughetta, unendo accoglienza, sperimentazione e legame con il territorio.
Poco distante, in Piazza delle Vigne, Laura Sailis apre le porte dell’Hotel Palazzo Grillo e del Residence Le Nuvole, trasformando l’ospitalità in un racconto. In una città sempre più dominata da affittacamere e case vacanze, Laura porta avanti un’ospitalità sincera e professionale, all’interno di due palazzi storici e affrescati. Ogni soggiorno, che sia a Residenza Le Nuvole o a Palazzo Grillo, che gestisce con il marito Matteo Paini, diventa esperienza: le stanze raccontano la storia di Genova. Come presidente di Federalberghi Genova, Laura promuove la città come destinazione d’eccellenza, valorizzando il centro storico e costruendo relazioni autentiche.
Genova è una città che sa unire prodotti d’eccellenza a una forte sensibilità sociale, come dimostra Martina Francesconi con il suo Gelatina in via Garibaldi 20. Qui il gelato diventa arte, cultura e memoria del territorio. Il laboratorio unisce gelateria artigianale, caffetteria e libreria gastronomica, con attenzione alla sostenibilità e all’inserimento di giovani diversamente abili. Ogni gusto racconta storie e ricordi, trasformando materie prima di altissima qualità, che seguono rigorosamente le stagioni, in un atto di cura e memoria collettiva.
Dal gelato alle fragranze, a Genova si respira anche una forte corrente alchemica, incarnata dall’atelier La Strega del Castello di Caterina Roncati. Alchimista contemporanea, Caterina crea profumi “fatti a naso” che evocano emozioni e ricordi, trasformando ogni fragranza in un racconto sensoriale. Il progetto, interamente femminile, unisce intuizione, ricerca e capacità imprenditoriale, restituendo alla figura della “strega” il suo significato originario: donna libera, sapiente e profondamente connessa alla natura. La Strega del Castello nasce dalla storica Farmacia del Castello, il cuore di una storia tutta al femminile guidata dalle tre sorelle Giovanna, Emanuela e Caterina, che hanno trasformato l’eredità paterna in un microcosmo di creatività e ricerca sensoriale.
Questa forte vena femminile scorre anche tra i tanti laboratori artigiani disseminati in città, tra cui Unexpected Italy ha selezionato due ceramiste contemporanee. Emanuela Biraghi, nel suo Studio Bira, trasforma la ceramica in poesia e spiritualità. Ceramista e artista ligure d’adozione, Emanuela fonde la passione per la ceramica con la sua esperienza nella pratica delle  arti marziali orientali, creando un linguaggio poetico dove ogni opera nasce dal dialogo tra istinto e forma, equilibrio e metamorfosi. All’interno dello studio, i visitatori possono ammirare opere originali, commissionare pezzi su misura e accedere gratuitamente alla suggestiva galleria sotterranea. Architetta e ceramista, Martina Geroni riscopre la manualità dopo esperienze in Italia e in Messico, trovando nella materia naturale il suo centro creativo. La sua ricerca nasce dall’antica tradizione rinascimentale dell’Impagliata, quando alla puerpera si regalava un set di ceramiche impilate per il primo pasto del neonato. Da questa ispirazione prendono vita creazioni come il Tablino e la Brocca Airone, oggetti quotidiani che si trasformano in sculture modulabili e armoniche, portando l’arte direttamente nella vita di tutti i giorni.
Anche la cultura a Genova è donna, con molte figure femminili al timone dei musei, dai Musei del Mare al Museo di Arte Orientale, fino a Via del Campo 29. Tra queste, Raffaella Besta si distingue come una delle personalità più influenti del panorama culturale genovese, unendo competenza, passione e determinazione nella valorizzazione del patrimonio artistico della città. Dal 2019 ricopre l’incarico di Responsabile del Polo Musei di Arte Antica, coordinando le strutture dei Musei di Strada Nuova, tre straordinari palazzi dei Rolli che custodiscono capolavori di Veronese, Van Dyck, Caravaggio, Rubens e Canova, fino al prezioso Violino di Paganini.
A pochi passi dai Musei di Strada Nuova, in via dei Macelli 60, il ristorante I Canovacci racconta un legame profondo tra famiglia, territorio e autenticità. Le sorelle Federica e Alessandra, con il supporto della sorella più grande Paola, hanno scelto di ribaltare i ruoli tradizionali: l’uomo ai fornelli, le donne ad accogliere. Ogni piatto è un omaggio a Genova e alle sue terre, realizzato con farine selezionate, pesce fresco, carni piemontesi e materie prime di qualità che arrivano direttamente dai contadini con cui collaborano, in un ambiente rilassato e familiare. Un luogo sincero, aperto solo a pranzo, per mantenere un equilibrio armonioso tra lavoro e vita personale.

Il nome I Canovacci nasce dal negozio di tessuti che un tempo occupava lo stesso locale, gestito da un’altra donna che oggi sta lasciando la sua impronta tra le case dei genovesi: Luisa Mongiardino. Con il suo progetto Le Tele, Luisa dà nuova vita alla tradizione tessile genovese, realizzando tovaglie, tende e poltrone che intrecciano memoria, artigianato e sostenibilità. Ogni creazione diventa un’esperienza sensoriale e poetica, capace di raccontare la Genova delle botteghe storiche e il profondo legame tra materia e territorio.
Infine in via di Scurreria si trova il laboratorio di Elisabetta Comotto che porta avanti con eleganza la storica tradizione orafa genovese di Carlo Sforza. Cresciuta tra laboratori, pietre e ceselli, Elisabetta respira fin da bambina la magia del mestiere. Le sue creazioni uniscono linee essenziali, materiali selezionati e lavorazioni antiche, trasformandosi in gioielli che dialogano tra storia e contemporaneità: piccoli capolavori che raccontano identità e memoria.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – UNEXPECTED ITALY
È nata a Londra, ma ha il cuore in Italia la startup Unexpected Italy, progetto travel tech fondato da Elisabetta Faggiana e Savio Losito, lei di Vicenza e lui di Barletta, recentemente premiato anche alle Nazioni Unite per il suo approccio etico e innovativo al turismo. Oggi l’app, descritta dal The Guardian come “una bussola per viaggiatori consapevoli”, è attiva in 13 territori italiani, tra cui Venezia, Roma, Torino, Padova, Vicenza e la Valle d’Itria, e si propone come un antidoto alle trappole del turismo di massa.
L’idea alla base è semplice ma rivoluzionaria: mappare luoghi autentici, incontrare personalmente artigiani, osti, produttori e piccoli albergatori, ed entrare in contatto con quelle realtà che ancora oggi resistono all’omologazione. La loro app funziona come una “Lonely Planet 3.0”, geolocalizzata e targetizzata, in grado di suggerire itinerari costruiti su misura, con l’obiettivo di far sentire il viaggiatore parte della comunità locale, non un semplice consumatore di luoghi.
Premiata con il Roma Startup Award per l’originalità della proposta e la capacità di creare valore per il territorio, la piattaforma ha raccolto l’attenzione anche dei media internazionali: BBC e The Guardian hanno dedicato articoli approfonditi all’iniziativa, in particolare per l’analisi del territorio vicentino e torinese.
Il lavoro di mappatura, condotto in prima persona dai due founder, ha permesso di costruire una rete selettiva e dinamica di migliaia di esperienze autentiche, molte delle quali impossibili da trovare sui canali turistici convenzionali. In città come Roma e Venezia, dove secondo recenti studi oltre il 70% dei turisti finisce in trappole commerciali, Unexpected Italy propone alternative concrete: ristoranti veri, botteghe vive, quartieri ancora abitati. Unexpected Italy parte dal presupposto che il turismo, per essere sostenibile, debba tornare a essere relazione e trasformazione. Il loro “algoritmo relazionale” non si basa su tendenze, ma su passioni e affinità, con alcune destinazioni suggerite solo a chi dimostra attenzione e rispetto. “Non tutti i luoghi sono per tutti,” spiegano. “La nostra missione non è portare tutti negli stessi posti, ma far incontrare le persone giuste con i luoghi giusti.” Un’idea di viaggio che non consuma, ma cura. E che dell’Italia restituisce finalmente l’anima.

Anna Rita Canone

XXXI edizione degli Incontri di Archeologia 2025-2026

Riparte il 30 ottobre 2025 la storica rassegna degli Incontri di Archeologia, giunta alla sua XXXI edizione.

Il ciclo di conferenze, a cura dei Servizi Educativi del Museo, è dedicato ad approfondimenti scientifici e di alta divulgazione, incentrati sui risultati dei più recenti studi sul patrimonio culturale del MANN e del territorio, nonché sulle attività previste nella programmazione culturale dell’istituto: nuovi allestimenti, mostre, progetti di ricerca, collaborazioni con altri istituti di cultura. Ospita dirigenti e funzionari del Ministero della Cultura, docenti universitari, archeologi, restauratori e ricercatori.

L’incontro inaugurale è a cura del Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano – in carica dal 6 ottobre scorso – che introdurrà la rassegna con una conferenza dal titolo “I preziosi arredi lignei dalla Villa dei Papiri e il loro contesto”.
Per l’occasione, al termine della conferenza, il MANNcaffè propone a tutti i partecipanti un aperitivo dolce o salato a un prezzo speciale per gli abbonati OpenMANN.

Gli Incontri si svolgono da ottobre 2025 a maggio 2026, nei giovedì in calendario, alle ore 17.00, presso l’Auditorium del Museo. È possibile seguire le conferenze anche in diretta streaming e in differita sulla pagina Facebook e il canale YouTube del MANN.
 

Anna Rita Canone

Il MOVEMBER di Fondazione Foresta tra Calcio Padova e municipi illuminati di blu

Novembre si tinge di blu. È il colore scelto dalla Fondazione Foresta per accendere i riflettori sulla salute maschile e trasformare questo mese nel simbolo della prevenzione per l’uomo. Un gesto semplice, ma dal forte valore educativo: illuminare i palazzi delle città per ricordare che la diagnosi precoce salva la vita. L’idea parte dal professor Carlo Foresta, andrologo e fondatore della Fondazione, che da anni si batte contro la scarsa attenzione degli uomini verso la propria salute: la sede istituzionale sarà la prima ad accendersi, il prossimo 1 novembre.

I dati, infatti, parlano chiaro: gli uomini fanno meno controlli e più tardi delle donne, trascurando visite e screening fondamentali. Per questo la Fondazione invita i sindaci del Veneto e d’Italia ad aderire alla campagna e ad illuminare di blu i principali edifici pubblici, creando un segnale visibile e condiviso che unisca istituzioni, medici e cittadini.

L’annuncio della nuova iniziativa avviene nel giorno del lancio della campagna “Movember 2025” insieme ad Alì Supermercati e Calcio Padova per promuovere la salute maschile. Con la nuova campagna “La prevenzione non è un tabù, è un allenamento”, invita gli uomini di tutte le età a prendersi cura di sé come farebbero con qualsiasi altra forma di allenamento: con regolarità, consapevolezza e gioco di squadra. Il claim ammicca all’ambito del calcio: “Proteggi la palla” è uno slogan provocatorio e simpatico che sposta l’attenzione dal campo di calcio allo studio medico.

I dati peraltro sono preoccupanti. Il tumore testicolare si distingue come la neoplasia solida più frequente nella fascia maschile compresa tra i 15 e i 50 anni. I dati del Registro Tumori Italiano (AIRTUM), confermati dalle più recenti analisi pubblicate su riviste internazionali, indicano un costante aumento negli ultimi trent’anni, con un tasso medio di crescita annua del 3,7 %. L’incidenza media si posiziona intorno a sei casi per ogni 100.000 uomini all’anno, corrispondente a oltre 2.400 nuove diagnosi annuali in Italia.

Le regioni settentrionali, tra cui spicca il Veneto, presentano un’incidenza che supera la media nazionale, in linea con i dati osservati nei paesi dell’Europa occidentale, dove la prevalenza supera i nove casi ogni 100.000 abitanti. Le proiezioni europee, guardando al futuro, prevedono un ulteriore aumento compreso tra il 13 % e il 30 % entro il 2035, con una crescita più marcata nelle fasce d’età più giovani.

Il problema riguarda tutti. Negli ultimi dieci anni, infatti, grazie ai test preventivi e alle campagne di sensibilizzazione operate su migliaia di persone, Fondazione Foresta ha scoperto nove casi di cancro ai testicoli su giovani dell’età compresa dai 18 ai 20 anni. Grazie alla diagnosi precoce si può salvaguardare anche la futura fertilità del paziente, oltre a migliorarne drasticamente la sopravvivenza.

Nel corso di novembre, la Fondazione propone un programma di screening gratuiti e incontri informativi dedicati alla prevenzione del tumore del testicolo, in collaborazione con Calcio Padova e Alì Supermercati, partner che da sempre condividono l’impegno nel promuovere uno stile di vita sano e responsabile. Negli stadi, nei supermercati e sui social, il messaggio della campagna accompagnerà le iniziative di sensibilizzazione: una rete di azioni pensate per normalizzare il dialogo sulla salute maschile e spingere gli uomini a prendersi cura di sé con la stessa serietà con cui si preparano a una partita o a una giornata di lavoro. Durante tutto il mese sarà possibile prenotare una visita andrologica di screening gratuita presso la sede della Fondazione Foresta ETS, in via Gattamelata 11 a Padova, oppure al numero 049-851431.

“Oggi sappiamo che nel 40% dei casi di infertilità di coppia la causa è maschile, ma il problema è che la gran parte degli uomini non ne è consapevole fino a quando non arriva il momento di cercare un figlio — spiega il professor Carlo Foresta —. L’infertilità maschile, infatti, non dà segni premonitori: non ci sono sintomi evidenti, come ad esempio le alterazioni del ciclo mestruale nella donna. Solo un’analisi del liquido seminale può rivelare la condizione. Eppure, se gli uomini sapessero prima di avere un problema, con una corretta valutazione clinica e una terapia mirata si potrebbero accorciare i tempi per ottenere poi una gravidanza. Oggi invece molti uomini scoprono la loro infertilità solo dopo anni di tentativi falliti nella ricerca di un figlio. Il differente approccio alla prevenzione nei due sessi è evidente: a 18 anni una ragazza fa ecografie, visite ginecologiche, Pap test e prosegue per tutta la vita: mammografie, densitometrie per l’osso, e così via. La donna scopre per tempo se ha un problema all’utero o alle ovaie. L’uomo no: nessuna valutazione, nessun programma di prevenzione, nessuna lettera dall’ULSS come accade per il Pap test o la mammografia. E non è un caso se mediamente l’uomo vive 5 anni di meno rispetto alla donna. Anche nella comunicazione pubblica c’è squilibrio: a ottobre le città si tingono di rosa, ma per la salute maschile, anche a novembre, l’attenzione resta minima. Non si tratta di eccesso di zelo al femminile, anzi, la prevenzione non è mai abbastanza, ma vogliamo stimolare gli uomini a prendere esempio“.

“Per noi del Calcio Padova questa campagna è molto più di una semplice iniziativa di comunicazione — sottolinea il Presidente della società biancoscudata Francesco Peghin —. Parlare di prevenzione maschile significa rompere un tabù che per troppo tempo ha tenuto gli uomini lontani dai controlli. Sul campo siamo abituati a proteggere la palla, ma nella vita dobbiamo imparare a proteggere anche la nostra salute. È un messaggio che vogliamo condividere con i nostri tifosi, soprattutto con i più giovani, perché la diagnosi precoce può fare la differenza. A volte basta una visita per salvare una vita. Siamo orgogliosi di affiancare la Fondazione Foresta in questo progetto che unisce sport, scienza e responsabilità sociale: come nello sport, anche nella prevenzione contano la costanza, la squadra e la voglia di non arrendersi. Novembre è il mese giusto per ricordarlo, e il calcio può diventare un canale potente per diffondere consapevolezza, con semplicità e senza imbarazzo. La salute è il nostro bene più importante, e non c’è vittoria più grande di quella che si gioca per se stessi”.

“La prevenzione non deve restare uno slogan, ma diventare un’abitudine quotidiana — afferma la direzione di Alì Supermercati —. Per questo abbiamo scelto di sostenere la Fondazione Foresta e la campagna “Proteggi la palla”: un messaggio diretto, chiaro, che parla a tutti gli uomini e li invita a prendersi cura di sé con la stessa naturalezza con cui fanno la spesa o si allenano. Nei nostri punti vendita, ogni giorno incontriamo migliaia di persone e sappiamo quanto sia importante usare questo contatto per promuovere la cultura della salute. La prevenzione è un allenamento, e come ogni allenamento richiede costanza, attenzione e la capacità di superare l’imbarazzo. Se pensiamo che un semplice controllo può salvare una vita, capiamo quanto sia fondamentale parlarne apertamente. Siamo orgogliosi di partecipare a un progetto che unisce sport, medicina e responsabilità sociale: una rete virtuosa tra Fondazione Foresta, Calcio Padova e Alì per ricordare che prendersi cura di sé non è mai un gesto individuale, ma un atto di squadra”.

Va precisato in chiusura che evidenze scientifiche più recenti confermano che il tumore del testicolo non ha una sola causa, ma nasce da una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali. Si parla, infatti, di una patogenesi multifattoriale, dove la predisposizione ereditaria si intreccia con condizioni acquisite nel corso della vita. Tra i principali fattori di rischio riconosciuti, uno dei più importanti è il criptorchidismo, ossia la mancata discesa del testicolo nello scroto: questa condizione aumenta di quattro-sei volte la probabilità di sviluppare una neoplasia testicolare rispetto alla popolazione generale. Anche la familiarità, ovvero la presenza di casi di tumore del testicolo tra i parenti di primo grado, rappresenta un elemento di rischio significativo. Un ruolo emergente è attribuito anche a situazioni di infertilità maschile e alla microlitiasi testicolare, soprattutto quando si associano ad altri fattori predisponenti. Gli studi più recenti suggeriscono inoltre che l’esposizione prenatale a interferenti endocrini — sostanze chimiche diffuse nell’ambiente capaci di alterare l’equilibrio ormonale — possa avere un’influenza determinante nello sviluppo di queste patologie. Infine, anche gli stili di vita giocano la loro parte: l’abuso di alcol, l’uso di marijuana e altri comportamenti a rischio possono contribuire a creare un terreno favorevole all’insorgenza del tumore testicolare, rendendo la prevenzione e la consapevolezza strumenti essenziali di tutela per la salute maschile.

Anna Rita Canone

Ener2Crowd aggiorna la mappa verde dell’UE: l’Italia entra nella TOP 10 dei Paesi “Green Leader”

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L’Italia entra nella top ten dei Paesi più avanzati nella green economy, con 82 punti su 100, alle spalle di Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi. Ad attualizzare il ranking è Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, che ha aggiornato la sua analisi annuale, valutando le emissioni di CO2, la capacità rinnovabile installata, l’efficienza energetica, il riciclo/circolarità e l’innovazione green.

La transizione verde accelera in tutta l’Unione Europea. Nel 2025, secondo la nuova Mappa Verde Ener2Crowd, gli investimenti green nell’Ue superano i 2.100 miliardi di euro, in crescita del +12,5% annuo rispetto al 2024. «Ma la sostenibilità non è più un vincolo normativo, è un fattore competitivo. Chi saprà unire efficienza ambientale e innovazione guiderà la nuova economia europea» dichiara Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.

Il report — basato su dati Commissione Ue, Eurostat, EEA e IEA — valuta cinque indicatori: emissioni pro capite, capacità rinnovabile, efficienza energetica, riciclo e innovazione.

Rispetto al 2022 (55 punti), l’Italia guadagna +27 punti, grazie alla crescita della produttività delle risorse (3,8 €/kg contro i 2,6 €/kg Ue) e a un maggiore afflusso di capitali privati verso i progetti sostenibili.

Nel primo semestre 2025, inoltre, la raccolta tramite crowdinvesting green ha superato 120 milioni di euro, confermando la finanza partecipativa come leva di cofinanziamento per la transizione.

A livello nazionale, osserva Ener2Crowd, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto restano le aree con la maggiore concentrazione di investimenti green, mentre Sicilia e Puglia emergono per potenziale di crescita, ma con ritardi autorizzativi.

La Mappa Verde Ener2Crowd 2025 evidenzia infine il ruolo delle regioni del Nord-Est — Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna — come poli di eccellenza nella competitività ESG, grazie a una combinazione di infrastrutture, capitale umano e innovazione tecnologica.

«Il divario verde interno all’Italia è oggi la vera sfida della competitività. Serve un quadro stabile di regole, investimenti mirati e partecipazione del capitale privato per sostenere la transizione» conclude Sovico.

Anna Rita Canone

31 ottobre, notte di Luce

“Notte di Luce” è una serata di preghiera che si terrà venerdì 31 ottobre 2025. Il raduno è previsto per le ore 20:00 presso l’Edicola Mariana in Via Madonna della Libera a Marcianise.

In quest’anno giubilare si alza forte al Signore Gesù, Principe della Pace, l’invocazione per ottenere questo grande dono a cui aspira tutta l’umanità. E così anche la nostra parrocchia vivrà questo prezioso momento per camminare insieme, testimoniare pubblicamente la fede, lodando e pregando“. Così dice don Raffaele D’Agosto, parroco presso la chiesa Madonna della Sanità al Rione Carzano.

L’itinerario coinvolgerà le seguenti strade: Via Madonna della Libera (Raduno presso l’Edicola Mariana), Via Monte Somma, Via Monte Rosa, Via Trapani, Viale della Pace, Cimitero (termine e preghiera per i defunti).

Che la Pace non tardi ad arrivare, specie in questo drammatico contesto internazionale: abbiamo davvero bisogno di “Luce dona alle menti, Pace infondi nei cuor“.

Anna Rita Canone

Bambini soldato: tragedia infinita

Disperato post di Abdu Hothifi, Presidente dell’Organizzazione per i Diritti Umani Mayyun e difensore dei diritti umani.

In un appello datato il 22 ottobre su X, Hothifi denuncia come l’arruolamento di bambini soldato da parte degli Houthi sia pratica sempre più diffusa:

La cultura dell’impunità ha incoraggiato il gruppo Houthi a continuare a commettere gravi violazioni, tra cui l’arresto, l’irruzione e la chiusura degli uffici delle Nazioni Unite, l’escalation del reclutamento di bambini, la detenzione di donne e la limitazione delle libertà pubbliche in #Yemen.”

Con la chiusura degli uffici locali delle Nazioni Unite, il gruppo criminale Houthi continuerà i suoi crimini imperterrito e impunito.

E’ una vergogna. I bambini devono giocare e studiare e questo vale per tutti i bambini di tutte le latitudini: in Yemen come in Siria, in Ucraina e ovunque i diritti dei bambini vengano quotidianamente calpestati.

La Giornata Mondiale dei Bambini è celebrata il 20 novembre di ogni anno: pensiamoci.

Pensiamo a quanti bambini, nel mondo, non abbiano accesso a quelli che sono i loro diritti basilari, riassunti in 10 punti e sanciti dall’ONU:

Diritto a giocare 

Diritto al cibo

Diritto di avere una casa

Diritto alla salute e al benessere psicofisico

Diritto all’educazione

Diritto alla vita e a crescere in una famiglia

Diritto di avere una nazionalità

Diritto all’uguaglianza

Diritto di esprimere la propria opinione

Diritto di non lavorare.

Anna Rita Canone

Union Gas e Luce Neapolis Marathon: Napoli si tinge d’arcobaleno, festa keniana in Piazza Plebiscito.

Un fiume colorato di canotte ha invaso Napoli, scorrendo tra le meraviglie del lungomare, i vicoli del centro storico e la maestosità di Piazza del Plebiscito, dove si è consumata la grande festa della Union Gas e Luce Neapolis Marathon. La quinta edizione della 42 chilometri partenopea ha regalato emozioni, record e sorrisi, con oltre 5.000 atleti al via e una forte impronta internazionale: quasi il 40% dei partecipanti proveniva dall’estero, confermando Napoli come una delle nuove capitali del turismo sportivo nel Mediterraneo. Sul traguardo, la bandiera del Kenya ha sventolato alta. A dominare la scena è stato Gilbert Masai, 36 anni, che ha tagliato il traguardo in 2 ore 14 minuti e 52 secondi, conducendo una gara solitaria e impeccabile dall’inizio alla fine. “Il percorso era bellissimo, correre guardando il mare e i monumenti è stato emozionante. Il calore del pubblico mi ha dato energia fino all’ultimo metro”, ha raccontato Masai, travolto dagli applausi di Piazza del Plebiscito. Alle sue spalle, il romeno Stefan Iulius Gavril (2:26:14) e l’italiano Fabrizio Meoli (2:35:41), campano e portacolori dell’International Security Service, che si è aggiudicato il titolo di primo italiano al traguardo. Tra le donne, la vittoria è andata all’altra keniana Vivian Jelagat Jeptepkeny, 33 anni, che ha chiuso in 2:43:35, precedendo la ceca Petra Pastorova (2:46:24) e l’italiana Giovanna Ungania (3:09:21). Anche nella mezza maratona, la Union Gas e Luce Neapolis Half, è stato trionfo keniano con Simon Dudi Ekidor (1:04:45) e Mercy Jebichii (1:17:10). Ma i veri protagonisti sono stati tutti i partecipanti: oltre 5.500 tra maratoneti, mezza maratoneti, camminatori e appassionati che hanno trasformato Napoli in un palcoscenico di sport e passione. Una fiumana colorata e festosa, applaudita da migliaia di spettatori lungo il percorso, ha regalato una cartolina unica della città, tra mare, storia e musica. “La nostra gara cresce anno dopo anno – ha commentato il presidente della SSD Neapolis Marathon, Maurizio Marino –. Quest’anno abbiamo praticamente raddoppiato gli iscritti rispetto al 2024, e la presenza massiccia di atleti stranieri è la dimostrazione che Napoli è entrata nel circuito internazionale del running. Ci aiuta la bellezza del nostro territorio, ma il successo è anche frutto del lavoro, della passione e della professionalità di tutti coloro che collaborano all’evento. Abbiamo impiegato oltre sette minuti solo per far sfilare tutti gli atleti alla partenza: un’emozione straordinaria. Ora guardiamo al 2026, quando Napoli sarà Capitale Europea dello Sport, con l’obiettivo di offrire una sesta edizione ancora più spettacolare, partecipata e sostenibile. Ringrazio di cuore tutti i volontari, le istituzioni, gli sponsor e ogni atleta che ha reso questa giornata indimenticabile.”

Peppe Sacco

The Wallà 2025, un murales collettivo per il Borgo delle Meraviglie

The Wallà chiude la sua stagione con un bilancio che porta il segno di tre grandi nomi dell’arte urbana e di un’opera collettiva capace di coinvolgere centinaia di persone. 
Nel borgo di Vallà di Riese Pio X, nel Trevigiano, negli ultimi mesi le pareti si sono colorate con Dove vagano le bestie selvagge, murale firmato dal celebre artista spagnolo Dulk, con l’intervento di Alicè, tra le più apprezzate street artist italiane, e con il lavoro dei valenciani PichiAvo, noti a livello internazionale per la loro cifra stilistica che fonde graffiti e classicismo. I murales di questo museo a cielo aperto salgono così a quota 26, sono oltre mille metri quadri di arte che sta dando nuovo valore alle abitazioni e creando flussi turistici in un borgo altrimenti dimenticato.
Accanto a queste firme di rilievo, la comunità ha dato vita a un’esperienza condivisa: un grande murale ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, mosaico visivo che ha trasformato una superficie anonima in un tappeto di colori e simboli. L’opera, composta da riquadri variopinti realizzati da centinaia tra adulti, ragazzi e bambini, racconta in chiave grafica e cromatica i personaggi e i mondi fantastici della fiaba di Lewis Carroll. Dal cielo appare come una scacchiera immaginifica: volti, frasi, animali e segni astratti convivono in un insieme armonico, attraversato da frecce rosa che sembrano guidare lo sguardo dentro il sogno.
The Wallà non è più solo un progetto di rigenerazione urbana, ma un’esperienza collettiva che ha saputo coinvolgere l’intero paese. A Vallà i laboratori organizzati durante l’estate hanno visto la partecipazione di bambini, ragazzi, adulti e anziani, tutti chiamati a dare un contributo creativo che è poi confluito nel grande murale collettivo. Centinaia di mani hanno lavorato insieme per costruire un’opera che racconta il senso di comunità e che resterà come segno tangibile di un percorso condiviso. L’arte, qui, diventa linguaggio comune e occasione di incontro. “Il progetto ha dimostrato che la bellezza nasce quando le persone collaborano, senza distinzioni” raccontano i promotori, sottolineando come il cuore dell’iniziativa sia stato proprio il coinvolgimento diretto della cittadinanza.
Accanto ai muri, però, The Wallà guarda avanti anche con Walladicarta, la nuova linea di stampe che raccoglie e rielabora i motivi dei murales, trasformandoli in opere da vivere dentro le case. Entro poche settimane sarà online l’e-commerce dedicato, uno spazio dove acquistare edizioni artistiche e sostenere così la crescita del progetto. Dalle pareti del paese ai fogli di carta, The Wallà continua a diffondere energia creativa, tenendo vivo lo spirito di una comunità che ha scelto l’arte come forma di identità.
«The Wallà è molto più di un festival: è un percorso di rigenerazione urbana che attraverso la street art, la musica e i laboratori creativi sta ridando nuova vita al borgo riesino», commenta Mauro Berti, portavoce del collettivo Bocaverta. «I muri che un tempo erano spogli oggi raccontano storie, immaginari e sogni condivisi, trasformando il borgo in un palcoscenico aperto al mondo. La street art qui non è solo bellezza estetica, ma un linguaggio capace di coinvolgere la comunità, attirare visitatori e stimolare riflessioni sul presente».
La conclusione di questa stagione segna anche un nuovo inizio. Tutte le opere realizzate, comprese quelle appena completate, saranno presto accessibili anche online grazie al tour virtuale interattivo disponibile su www.thewalla.it/vt. Si tratta di uno strumento che permette di esplorare oltre mille metri quadrati di pareti dipinte, scoprendo gli autori, le storie e i processi creativi dietro ogni murales. Un invito a visitare fisicamente il borgo, ma anche un’opportunità per scuole, appassionati, viaggiatori e curiosi di conoscere Vallà da ogni parte del mondo.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – La storia di The Wallà
The Wallà è un progetto di rigenerazione urbana partecipata partito a maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art si vuole migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione. Ogni opera in media supera i 60 metri quadri, si stima che ad oggi siano stati riqualificati oltre mille metri quadri di pareti. Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto. Momento clou è stata la creazione dell’opera collettiva “Il Piccolo Pixel”, un murale a mosaico ispirato al celebre racconto “Il Piccolo Principe” in occasione degli ottant’anni della sua pubblicazione. Realizzato da centinaia di residenti, artisti e visitatori, il murale è composto da 5.994 tasselli colorati a mano. Nelle edizioni precedenti sono state realizzate due altre opere collettive: nel 2022 la trascrizione integrale delle Avventure di Pinocchio di Collodi su un muro di 50 metri da parte di mille volontari; nel 2023 un murale dedicato a Gianni Rodari con le poesie selezionate dal concorso “Semi DiVersi”, che ha visto la partecipazione di 256 poeti da tutta Italia. L’iniziativa è stata anche oggetto di studio del corso di laurea e del Master di II livello in Design di Prodotto presso la Raffles Milano Istituto Moda e Design, con l’intento di sviluppare progetti per le aziende locali e il paesaggio urbano. 
Contatti e informazioni per conoscere le location delle opere e le biografie dei singoli artisti: www.thewalla.it; Facebook: www.facebook.com/thewalla.bocaverta; Instagram: www.instagram.com/the.walla

Anna Rita Canone

Mostra di beneficenza

Arte e beneficenza unite a Marcianise per la mostra “Tracce – Oltre i confini”.

La serata d’inaugurazione sarà il 15 ottobre in Via Giulio Foglia, alle 18:30.

La mostra, a opera di Lavinia Prota, artista e curatrice, vede vari artisti espositori. Tra essi si segnalano i professori Michele Cicala e Massimiliano Mirabella , rispettivamente docenti di Scultura e Disegno presso il “Liceo Artistico San Leucio”.

Interverranno Francesco Madonna, Presidente Provinciale A.N.P.I. Caserta, Alessandro Tartaglione, giornalista, e Maria Grazia Chieffo, Emergency Gruppo Napoli.

Ci sarà una performance dell’artista Giovanna D’Amico.

L’evento è sponsorizzato anche dall’Officina Foglia, fucina locale di giovani talenti.

Il devoluto andrà ai bambini di Ahmed Muhanna (un artista e arte terapeuta di Gaza), a Zain un bambino creativo di Gaza, fuggito come tanti, e agli altri bambini sfuggiti da Gaza e ora rifugiati in Egitto.

Tutti invitati per una serata di cultura e solidarietà.

Anna Rita Canone

Malattie e tumori rari: da oggi è possibile candidarsi al XII Premio OMaR, il riconoscimento conferito da Osservatorio Malattie Rare per una corretta comunicazione

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Roma, 7 ottobre 2025 – Sono ufficialmente aperte, a partire da oggi, le candidature per la dodicesima edizione del Premio OMaR, riconoscimento per l’eccellenza nella comunicazione su malattie e tumori rari. Oltre a premiare la qualità, e dunque la chiarezza e l’accuratezza dell’informazione, il Premio rappresenta ogni anno un’importante occasione di confronto tra giornalisti, comunicatori, ricercatori, società scientifiche, associazioni di pazienti, aziende e istituzioni. L’iniziativa è promossa da OMaR – Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva, Fondazione Telethon, Orphanet Italia e SIMeN – Società Italiana di Medicina Narrativa. Tra i partner figurano Ability Channel, FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana e il Festival Cinematografico “Uno Sguardo Raro”. Il regolamento prevede tre categorie per concorrere, tutte rivolte a valorizzare chi si è distinto per un’informazione corretta e una comunicazione capace di sensibilizzare il pubblico sul tema delle patologie e dei tumori rari: Premio Giornalistico, per contenuti stampa, web, audio e video;Premio per la Migliore Campagna di Comunicazione – Categoria Professionisti;Premio per la Migliore Campagna di Comunicazione – Categoria Non Professionisti. I lavori ammessi alla selezione devono essere stati pubblicati tra il 1° marzo 2024 e il 28 febbraio 2025. Le candidature possono essere inviate esclusivamente tramite il form online disponibile sul sito del concorso entro e non oltre il 10 novembre 2025A ciascun vincitore sarà assegnato un corrispettivo del valore di 2.500 euro. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma nel mese di febbraio 2026, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, alla presenza degli organizzatori, dei partner, dei giurati, e dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo clinico, dei media e delle associazioni di pazienti. Tutti gli aggiornamenti sono presenti sul sito di OMaR – Osservatorio Malattie Rare e sul portale dedicato al Premio dove è possibile consultare il regolamento completo, le modalità di partecipazione e la composizione della Giuria. Negli anni il Premio OMaR ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica, e il patrocinio di: AMR – Alleanza Malattie Rare, ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online, CDG – Centro di Documentazione Giornalistica, CNOG – Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, EURORDIS Rare Diseases Europe, FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, USPI – Unione Stampa Periodica Italiana e WHIN – Web Health Information Network.
 Anna Rita Canone

Flotilla, il commento di Josi Gerardo Della Ragione

In un post su Facebook il giovane Sindaco di Bacoli esprime la propria amarezza nei confronti del Governo e della sua mancata presa di posizione per quanto accaduto.

“E va bene tutto. Ma è inaccettabile che un Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, balbettando su Rai 1, mentre l’Esercito Israeliano porta via con la forza, da acque internazionali, oltre 400 persone, non armate, dirette in pace verso Gaza, ha il coraggio di dichiarare che “il diritto internazionale va rispettato, ma fino ad un certo punto”. Mentre a poche miglia da quelle barche, si perpetua il massacro di un popolo intero. Quello palestinese. Basta. Quando è troppo, è troppo. Così come è insopportabile che un Presidente del Consiglio dello Stato Democratico Italiano, dinanzi ad un genocidio tutt’ora in corso, possa equiparare uno Sciopero Generale, indetto dal sindacato più antico della nostra nazione, ad un “ponte finesettimanale”. Avete superato la soglia del sopportabile. State prendendo a schiaffi le più basilari regole della democrazia. Abbiate rispetto. E ricordatevi che, quando parlate, prima di rappresentare i vostri ideali, le vostre stesse persone ed i vostri partiti, siete chiamati a rappresentare qualcosa di molto più grande. Voi rappresentate il Governo Italiano. Voi, ogni giorno, siete chiamati a rappresentare degnamente non solo i vostri balbettìi, non soltanto i vostri strepiti. Ma l’Italia: la Repubblica Democratica Italiana”.

Anna Rita Canone

Flottilla: rilasciare immediatamente i giornalisti, fare entrare a Gaza la stampa internazionale

Dichiarazione del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti  Carlo Bartoli

Chiediamo che i giornalisti attualmente detenuti arbitrariamente vengano immediatamente rilasciati al fine di poter svolgere il loro lavoro. A bordo della Flottilla vi erano numerosi giornalisti presenti per documentare gli eventi, tra cui diversi italiani. Anch’essi sono stati fermati dall’esercito israeliano in seguito agli abbordaggi illegali avvenuti in acque internazionali, in spregio di ogni regola del diritto.

Anche per questo ribadiamo ancora una volta, insieme alle organizzazioni internazionali dei giornalisti, la richiesta di far entrare a Gaza la stampa internazionale per testimoniare quello che accade alla popolazione civile. Se la libertà di stampa non è uno slogan va garantita sempre e ovunque.”

Anna Rita Canone

LAZIO, LOMBARDIA E VENETO GUIDANO LA TRANSIZIONE ENERGETICA: LA CLASSIFICA REGIONALE DI ENER2CROWD

Alcune regioni italiane hanno superato i target di capacità rinnovabile installata prevista dal Decreto Aree Idonee 2024, altre invece sono molto in ritardo. È quanto emerge dall’analisi Ener2Crowdla piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, che ha classificato le regioni in 3 gruppi in base a una valutazione operativa che combina quota/evoluzione della produzione elettrica rinnovabile, crescita installata 2021-2024, segnali su pipeline/autorizzazioni e fattori infrastrutturali (reti/accumuli).

Tra le regioni più virtuose rispetto agli obiettivi del Decreto Aree Idonee troviamo: Lazio (+963 MW oltre il target), Lombardia (+546 MW), Veneto (+316 MW), Piemonte (+311 MW), Friuli-Venezia Giulia (+255 MW), Campania (+178 MW), Emilia-Romagna (+155 MW) e Trentino-Alto Adige (+110 MW).

Tra quelle più indietro, troviamo —in ordine di gap— Puglia (-316 MW), Sardegna (-186 MW) e Calabria (-163 MW). «Ma in queste regioni le distanze possono essere facilmente recuperabili con uno o pochi impianti a fonti rinnovabili» commentano gli analisti di Ener2Crowd.

Allo stato attuale, solo il Lazio, se proseguirà allo stesso ritmo, raggiungerà l’obiettivo al 2030: al momento è già al 39,9% dell’obiettivo, seguito da Trentino-Alto Adige (33,9%) e Friuli-Venezia Giulia (33,6%). E poi ancora da Veneto (29%), Lombardia (28,6%), Piemonte (28,2%) e Campania (27,3%).

«Nelle altre regioni, il nostro Paese è molto indietro rispetto agli obiettivi al 2030» commentano gli analisti di Ener2Crowd.

Utilizzando i dati nazionali più recenti del GSE, Terna e fonti ministeriali, Ener2Crowd ha sviluppato la seguente suddivisione delle nostre regioni in 3 gruppi che tengono conto dell’evoluzione della produzione elettrica rinnovabile, della crescita della potenza installata nell’ultimo quadriennio, dei segnali su pipeline/autorizzazioni e di fattori infrastrutturali (reti/accumuli):

1) Gruppo leader (alta trazione su rinnovabili, reti/accumulo in accelerazione, hanno superato o sono prossimi ai target regionali e mostrano una quota elettrica rinnovabile sopra la media):

  • Lazio, capacità rinnovabile in forte crescita e obiettivi superati, mercato ampio e dinamico;
  • Lombardia, spinta su fotovoltaico diffuso, reti e flessibilità di sistema;
  • Veneto, installazioni in aumento, buona maturità autorizzativa;
  • Puglia, tra le prime nell’eolico e nel fotovoltaico su “utility-scale”, pipeline consistente;
  • Sicilia, forte potenziale nel fotovoltaico e nell’eolico, grande pipeline e altro interesse degli investitori;
  • Trentino-Alto Adige, alta quota di idroelettrico, attenzione a reti e storage;
  • Valle d’Aosta, quota rinnovabile molto elevata (idroelettrico), profilo “green” consolidato;
  • Sardegna, forte potenziale sul fotovoltaico e sull’eolico, spinta su accumuli per insularità (criticità di rete note ma in evoluzione).

2) Gruppo “in progress” (in linea con la tendenza nazionale, crescita costante con margini di miglioramento su iter e reti):

  • Emilia-Romagna, mix industriale/urbano, fotovoltaico in accelerazione, reti da potenziare;
  • Toscana, geotermia storica e fotovoltaico diffuso, margini su storage e semplificazioni;
  • Piemonte, fotovoltaico in crescita, in progress su permitting e adeguamento rete;
  • Friuli-Venezia Giulia, dinamica positiva su fotovoltaico onshore; attenzione a connessioni;
  • Marche, buon passo su fotovoltaico distribuito; iter autorizzativi migliorabili;
  • Umbria, fotovoltaico diffuso in crescita; potenziamento reti/accumulo da accelerare;
  • Abruzzo, trend installazioni in salita; pipeline in consolidamento;
  • Campania, mercato ampio, fotovoltaico rooftop; servono boost su rete e grandi impianti;
  • Basilicata, potenziale fotovoltaico ed eolico, passi avanti su progetti e autorizzazioni;
  • Liguria, focus su comunità energetiche e fotovoltaico negli edifici.

3) Gruppo ritardatario (dotazione rinnovabile modesta, obiettivi da rincorrere, iter lenti):

  • Calabria, ampio potenziale per il fotovoltaico e per l’eolico, ma è necessario sbloccare iter e capacità di connessione;
  • Molise, scala territoriale ridotta, progetti selettivi.

Anna Rita Canone

I CARABINIERI DELLA FORESTALE SEQUESTRANO MAXI CAPANNONE INDUSTRIALE IN CORSO DI EDIFICAZIONE PER DIFFORMITÀ ED ALTERAZIONE DEL REGIME IDRICO DI UN CANALE DI BONIFICA

Villa Literno, 29 settembre 2025. I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Castel Volturno, nel corso di un controllo in materia urbanistica-edilizia, in comune di Villa Literno (CE), alla Via Delle Dune, hanno accertato l’esecuzione di pali di fondazione in cemento armato all’interno di un canale di bonifica. Immediatamente è stato richiesto l’intervento del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Villa Literno, il tecnico del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.

L’accertamento ha evidenziato che i lavori in corso erano finalizzati alla realizzazione di un maxi capannone industriale, con un fronte principale della lunghezza di circa 400 metri, ed una superficie coperta di circa 10.000 mq. L’intero lotto di terreno, della estensione complessiva di circa 4 ettari (40.000 mq), è risultato essere stato rialzato rispetto all’originario piano di campagna di circa 50 centimetri per l’intera superficie. Tale rialzo di quota del terreno è risultato essere stato posto in essere con rifiuti provenienti da demolizioni e disfacimenti edilizi non opportunamente tritovagliati e non bonificati dai corpi estranei e dalle impurità. Tale condotta ha integrato una gestione illecita di rifiuti speciali con pericolo di compromissione o deterioramento di porzioni estese o significative del suolo o sottosuolo.  

Le opere edilizie sono risultate nella fase iniziale dell’esecuzione, erano infatti stati realizzati soli i pali e le travi rovesce di fondazione. Dette opere sono risultate totalmente difformi rispetto al titolo assentito dal Comune di Villa Literno, nonché era stato invaso parzialmente un canale di bonifica, senza la prescritta autorizzazione, alterandone il regime delle acque ed in violazione del vincolo idraulico presente.

I predetti militari hanno quindi proceduto al sequestro preventivo dell’intero fondo e delle opere edilizie in corso di edificazione, ed hanno deferito, in stato di libertà, in concorso tra loro, i tre responsabili: il committente delle opere, il legale rappresentante della ditta esecutrice ed il direttore dei lavori, in relazione sia a reati in materia urbanistico-edilizia, sia per il mancato rispetto del vincolo idraulico, sia per la gestione illecita di circa 20.000 mc di rifiuti speciali non pericolosi utilizzati per il rialzo della quota del piano di campagna.

Anna Rita Canone

MADDALONI (CE) – TENTATO SUICIDIO, 28ENNE SALVATO DAI CARABINIERI

Nella notte i carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Maddaloni sono intervenuti, su segnalazione giunta al 112, per soccorrere un giovane che aveva manifestato intenti suicidari.

Raggiunta rapidamente l’abitazione segnalata, i militari hanno trovato un 28enne riverso sul divano, privo di sensi, a causa dell’inalazione di gas fuoriuscito da una bombola. L’intervento tempestivo ha permesso di mettere subito in sicurezza l’ambiente: i carabinieri hanno chiuso la bombola del gas, staccato la corrente elettrica e aperto le finestre per arieggiare i locali.

Il giovane è stato quindi portato all’esterno e affidato alle cure del personale del 118, intanto dagli stessi militari allertato, che lo ha rianimato sul posto prima del trasporto all’ospedale di Caserta, dove è tuttora ricoverato. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Restano ignote, al momento, le motivazioni che hanno spinto il ragazzo a compiere l’estremo gesto.

Anna Rita Canone

CERIMONIA DI AVVICENDAMENTO AL COMANDO DEL REGGIMENTO ADDESTRATIVO DELLA SCUOLA DI COMMISSARIATO

Maddaloni (CE), 26 settembre 2025 – Si è svolta ieri la cerimonia di avvicendamento al comando del Reggimento Addestrativo della Scuola di Commissariato dell’Esercito tra il Col. Carlo Bianchi e il Col. Marco Pelliccioni.

Nel suo intervento il Comandante della Scuola di Commissariato, Brigadier Generale Sandro Corradi, ha espresso parole di apprezzamento per l’operato del comandante uscente e ha rivolto un augurio di buon lavoro al subentrante, auspicandogli di continuare ad accrescere le capacità logistiche e operative del reparto.

All’evento, erano presenti il Brigadier Generale Salvatore Sansone, Comandante di Commissariato dell’Esercito, il Sindaco della città di Maddaloni e numerose autorità militari e civili locali.

La Scuola di Commissariato, che opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando Commissariato, svolge nei settori di competenza funzioni di studio, sviluppo concettuale e tecnico e formazione professionale.

Anna Rita Canone

Marcianise, la Settimana Pastorale Parrocchiale

Don Raffaele D’Agosto, parroco presso il Rione Carzano, descrive così l’iniziativa:

“La Settimana Pastorale Parrocchiale, che riprende la tematica dell’ottobre missionario di quest’anno 2025, si pone in piena sintonia con il grande Giubileo ordinario dedicato al tema della Speranza. Nella Bolla di indizione di questo Anno Santo, Papa Francesco auspicava: «Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo!» (Bolla Spes non confundit, 6).

Viviamo in un mondo nel quale sembra regnare più la preoccupazione che la speranza; un mondo sul quale si addensano sempre più minacciose nubi di guerra; aumenta in tutti noi l’ansia per i cambiamenti climatici e per la sopravvivenza di molti popoli e del pianeta…

La Settimana Pastorale sia, per la nostra comunità, occasione per rinnovare la vocazione di discepoli-missionari, «lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12)”.

Anna Rita Canone

Al Congresso Nazionale SIGU l’intelligenza artificiale al centro della “rivoluzione genetica”

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Rimini, 25 settembre 2025 – L’intelligenza artificiale entra a pieno titolo tra gli strumenti chiave della genetica medica. Non sostituirà il medico, ma potrà supportarlo nella diagnosi, nell’interpretazione dei dati genomici e nello sviluppo di nuove terapie. È questo il messaggio centrale lanciato in apertura della XXVIII edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), conclusosi in queste ore a Rimini.

Tra gli ospiti internazionali dell’appuntamento, che ha visto la partecipazione di più di 1.200 genetisti, spicca il Prof. Benjamin Solomon, Direttore Clinico del National Human Genome Research Institute (Bethesda, USA), pioniere dell’uso dell’AI in genetica medica: “L’intelligenza artificiale non prenderà il posto dei clinici, ma un approccio integrato è certamente più efficace. Alcuni compiti potranno essere automatizzati, liberando tempo e risorse per attività di maggiore valore, ma il ruolo dei medici resterà fondamentale ancora a lungo”.

La tecnologia è già realtà nella diagnosi delle malattie genetiche rare: sono già disponibili sistemi di riconoscimento facciale che possono supportare pediatri e neonatologi e medici di medicina generale nel riconoscimento tempestivo di dismorfismi facciali e altri segni clinici, indirizzando tempestivamente le famiglie verso il genetista e avviando così percorsi diagnostici e terapeutici più rapidi ed efficaci. “La diagnosi precoce – ha affermato la Dr.ssa Francesca Clementina Radio, UOC Genetica Medica San Camillo Forlanini, Roma – è cruciale non solo per avviare trattamenti mirati, ma anche per migliorare qualità di vita e prognosi dei pazienti”.

Il Congresso SIGU ha affrontato anche temi destinati a trasformare la medicina e la società.

La genetica forense. Il Prof. Manfred Kayser (Rotterdam) ha mostrato come oggi sia già possibile prevedere con buona approssimazione colore di occhi, capelli e pelle da una semplice traccia biologica, con tecniche che stanno rivoluzionando le indagini giudiziarie.  “La fenotipizzazione forense del DNA (che predice aspetto, origine ancestrale ed età del sospettato) sta stravolgendo le sorti delle inchieste giudiziarie, perché consente di trovare autori di reati che non erano sospettati, non hanno precedenti e non sono presenti nelle banche dati del DNA criminale, quindi non identificabili con la normale profilazione forense. Inoltre, è finita l’epoca in cui i gemelli monozigoti avevano una sorta di ‘carta jolly’ per commettere crimini sapendo che non potevano essere identificati tramite la profilazione forense del DNA, poiché ora possono essere identificati con altri tipi di analisi del DNA, in particolare con il sequenziamento dell’intero genoma”.

Le terapie avanzate e il drug repurposing. Il Presidente SIGU Paolo Gasparini, Professore Ordinario di Genetica Medica all’Università di Trieste, Direttore del Servizio di Genetica Medica e del Dipartimento per Diagnostica Avanzata e Sperimentazione Clinica presso l’IRCCS Burlo Garofolo a Trieste, ha sottolineato l’eccellenza italiana nello sviluppo di terapie geniche e cellulari, spiegando che “la strategia del drug repurposing – o riposizionamento di farmaci – sta guadagnando terreno nel campo della ricerca biomedica. Si tratta di riutilizzare farmaci già approvati per altre indicazioni terapeutiche, studiandone l’efficacia contro patologie differenti, spesso rare e trascurate dall’industria farmaceutica. Questo approccio offre vantaggi decisivi: riduce tempi e costi di sviluppo, e sfrutta farmaci già noti per sicurezza e tollerabilità. Per le malattie rare, che colpiscono un numero limitato di pazienti e ricevono pochi investimenti, il drug repurposing rappresenta spesso l’unica via realistica verso nuove cure”.

PUBBLICATE LE NUOVE RACCOMANDAZIONI SIGU PER L’ESECUZIONE DI TEST FARMACOGENETICI GERMINALI

La farmacogenetica è la disciplina che studia come il nostro DNA influenzi la risposta ai farmaci. Non tutti, infatti, reagiamo allo stesso modo a una terapia: l’efficacia e gli effetti collaterali possono variare a seconda delle caratteristiche genetiche di ciascuno, oltre che per fattori come età, sesso, peso o altre malattie presenti. Conoscere queste differenze permette di scegliere il farmaco giusto, al dosaggio corretto, riducendo i rischi e aumentando i benefici: è uno dei primi esempi di medicina personalizzata.

I vantaggi non riguardano solo i pazienti – ha dichiarato Matteo Floris, Professore Associato di Genetica Medica all’Università di Sassari, Co-coordinatore, insieme alla Prof.ssa Monica Rosa Miozzo, Professore Ordinario di Genetica Medica dell’Università degli Studi di Milano, del Gruppo SIGU dedicato proprio alla farmacogenetica – ma anche il sistema sanitario e la ricerca, perché consentono di ottimizzare risorse, evitare trattamenti inefficaci e selezionare farmaci più mirati. In Italia, però, l’applicazione clinica della farmacogenetica è ancora limitata e necessita di regole chiare. Per questo la Società Italiana di Genetica Umana ha elaborato raccomandazioni per standardizzare i test, la loro interpretazione e la refertazione, con l’obiettivo di portare queste innovazioni dentro al Servizio Sanitario Nazionale”.

UN CONGRESSO TRA SCIENZA E SOCIETÀ

Con più di 1.200 genetisti medici e biologi coinvolti – ha concluso la Prof.ssa Brunella Franco, Presidente del Comitato Scientifico del Congresso SIGU, Ordinario di Genetica Medica, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università “Federico II”, Ricercatore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina e Docente della Scuola Superiore Meridionale, Napoli – la SIGU conferma il proprio ruolo di riferimento nazionale e internazionale. Oltre alle sessioni scientifiche, il programma propone momenti culturali come lo spettacolo di Marco Paolini, I mitocondri e la polenta. Da mia nonna a Linn Margulis, che racconta la genetica attraverso il linguaggio del teatro. La genetica è sempre più centrale non solo nella ricerca e nella clinica, ma anche nella società. Siamo chiamati a guidare una rivoluzione terapeutica ed etica che cambierà il futuro della medicina”.

Anna Rita Canone

FUCKUP NIGHTS VENEZIA, SUL PALCO I FALLIMENTI CHE ISPIRANO

Giovedì 25 settembre 2025, dalle 18:00 alle 20:00, l’Auditorium del Centro Culturale Candiani ospiterà la terza edizione veneziana della FuckUp Nights, il movimento internazionale nato in Messico e oggi presente in oltre 300 città del mondo. Dopo il grande entusiasmo delle prime due edizioni, l’appuntamento torna a Mestre con una nuova serata fatta di racconti veri e coraggiosi, dove le cadute professionali e personali diventano materia viva di riflessione collettiva.
Sul palco si alterneranno tre speaker di spicco del mondo dello sport, della comunicazione e dell’imprenditoria, pronti a raccontare senza filtri i momenti in cui tutto è andato storto. 
Tra loro l’ex ciclista professionista e già commissario tecnico della Nazionale italiana Davide Cassani: la sua storia sportiva dimostra che la resilienza può valere più di una vittoria. Ci sarà poi anche la food blogger e conduttrice televisiva Stella Menna, ex tennista capace di reinventarsi dopo le difficoltà: la conduttrice televisiva di “Una stella in Cucina”, racconterà come una crisi possa diventare una ripartenza. Infine, Alessandro Tommasi, manager e imprenditore, fondatore di Will Media e di The Future Proof Society, che parlerà del coraggio necessario per rimettere in discussione percorsi già tracciati.
«FuckUp Nights non è un evento motivazionale patinato, ma una conversazione vera su ciò che di solito nascondiamo: gli errori», sottolinea Andrea Pilotto, CEO di Wow Solution, agenzia di marketing e comunicazione che organizza l’evento. «È proprio quando raccontiamo i nostri fallimenti che diventiamo più forti come individui e come comunità. A Venezia vogliamo ribadire che dietro ogni successo c’è sempre una serie di cadute e ripartenze».
La partnership con il Centro Culturale Candiani conferma il legame tra il movimento e la vita culturale della città. «Abbiamo bisogno di luoghi e momenti in cui smettere di fingere che tutto vada sempre bene», aggiunge Pilotto. «Il pubblico scoprirà che ridere dei propri errori, riflettere su ciò che non ha funzionato e condividere queste esperienze è il primo passo per costruire nuove possibilità».
Ricordiamo che le FuckUp Nights nascono in Messico nel 2012 con l’obiettivo di trasformare il fallimento in strumento di apprendimento. La formula è semplice: professionisti e imprenditori condividono i propri errori davanti a un pubblico, mostrando come rialzarsi dai momenti difficili possa portare a nuove opportunità. A differenza degli eventi TEDx, qui al centro non ci sono i successi, ma le sconfitte interpretate in modo costruttivo: l’iniziativa ha l’obiettivo di cambiare la percezione del fallimento, trasformandolo in un’occasione di crescita individuale e organizzativa.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – WOW SOLUTION
Fondata nel 2017, Wow Solution ha sede a Spinea, nel Veneziano. Ad oggi, l’azienda ha circa una settantina di progetti di comunicazione aperti, grazie al lavoro di 14 dipendenti coordinati dal ceo, Andrea Pilotto. Fino ad oggi, Wow Solution ha sviluppato la propria attività in 5 nazioni, con una crescita del fatturato nell’ultimo triennio del 433%. Wow Solution opera a livello di gruppo, composto da più società. La divisione Progetti Speciali dell’agenzia si dedica all’incubazione e all’accelerazione di iniziative di digital business proprietarie, utilizzando le competenze interne per creare nuove esperienze verticali e anticipare le tendenze del mercato. L’offerta complessiva comprende branding, visual design, web e user experience design, gestione dei social media e performance marketing. L’approccio strategico è centrale: dalla consulenza direzionale per la redazione di piani marketing alla definizione di strategie digitali. La produzione di contenuti multimediali è uno dei punti di forza di Wow Solution, che tratta video, fotografie, rendering 3D, illustrazioni e grafiche. L’attenzione alla distribuzione permette di integrare con fluidità canali online e offline, passando da siti web sviluppati su misura ai social media, dalle edizioni cartacee di pregio a progetti esperienziali in store.

Anna Rita Canone

Due nuove mostre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Mercoledì 17 settembre, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono state aperte al pubblico due nuove iniziative espositive, in dialogo con la sezione permanente Domus dedicata alla cultura dell’abitare nell’area vesuviana. I percorsi arricchiscono l’esperienza di visita intrecciando memoria materiale, fonti documentarie e linguaggi artistici diversi, e rappresentano un ulteriore esito del processo di valorizzazione del patrimonio del MANN. Accanto ai suoi straordinari capolavori antichi, infatti, il Museo custodisce fotografie, acquerelli e documenti d’archivio conservati nell’Archivio Storico e nell’Archivio Disegni: testimonianze che narrano storie e restituiscono la ricchezza delle prospettive con cui, nel tempo, il mondo antico è stato interpretato e raccontato.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è non solo luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca: indagare i nostri archivi significa far emergere nuove chiavi di lettura, che ci aiutano a comprendere le origini del mito di Pompei e il ruolo che esso ha avuto nell’immaginario europeo. Valorizzare archivi e collezioni significa restituire ai pubblici la complessità di un patrimonio che vive attraverso molteplici forme di espressione”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.

Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, saranno visitabili fino al 28 febbraio 2026.

“Luigi Bazzani e la casa pompeiana”

L’esposizione nasce a seguito del restauro di diciotto acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927), pittore e scenografo di successo, di cui l’Archivio Disegni del MANN possiede una delle raccolte più ricche insieme al Victoria&Albert Museum di Londra e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Considerate non soltanto espressioni artistiche, ma anche testimonianze storiche delle scoperte archeologiche nelle città vesuviane, le opere di Bazzani del MANN raffigurano diversi soggetti pompeiani: dal Foro al Tempio di Iside, fino agli interni delle case e ai giardini. Oltre agli acquerelli, sono in mostra una gouache di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie antiche e bronzi ottocenteschi.

Un focus specifico è dedicato alla Casa del Fauno, di cui Veneri ha raffigurato il tegolato antico. Scoperta nel 1830, la casa è sorprendente per la ricchezza e raffinatezza del suo apparato decorativo, dai pavimenti ai fregi in terracotta, dal grande mosaico della Battaglia di Isso alla statuetta in bronzo del fauno danzante, da cui il complesso prende il nome. Le gouaches, gli acquerelli e le foto in mostra ne illustrano sia l’impianto complessivo che le sofisticate decorazioni.

La mostra è allestita nella sala XCV (95), tra l’allestimento permanente Domus e l’esposizione temporanea dedicata a Gabriel Ivanovič de Rumine che sarà inaugurata nello stesso giorno.

“1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine”

Quest’esposizione proietta il visitatore nel 1859 e offre un racconto inedito, che mostra come il mito di Pompei, già al centro dell’immaginario europeo, avesse conquistato anche una disciplina allora agli esordi: la fotografia, nata solo pochi anni prima.

In quell’anno, l’aristocratico russo Gabriel Ivanovič de Rumine viaggia come fotografo al seguito del Granduca Costantino di Russia in una lunga crociera nel Mediterraneo che tocca, tra le altre mete, Palermo, Napoli, Atene e Gerusalemme. Con uno speciale permesso accordato dal re Ferdinando II, de Rumine scatta una serie di vedute di Pompei, che rappresentano uno dei più antichi reportage fotografici degli scavi – certamente il primo di grande formato – realizzati quando la fotografia stessa era ancora una disciplina giovane, nata solo vent’anni prima. Consapevole dell’importanza dei suoi scatti, ne invia copie a Parigi perché siano esposte alla Société Française de Photographie, dove vengono accolte con grande interesse.

Il MANN custodisce ventotto di queste rare immagini all’albumina, a lungo rimaste dimenticate negli archivi, senza data né attribuzione. La mostra ne presenta per la prima volta un’ampia selezione, insieme ad altre fotografie storiche e a preziosi documenti d’archivio. Sarà ospitata nel Salone del Plastico di Pompei, uno spazio emblematico che restituisce – anche attraverso il grande modello della città – la forza evocativa e la suggestione senza tempo di Pompei. “Queste preziose fotografie – esposte ora al pubblico per la prima volta – ci consentono di osservare il fascino esercitato da Pompei nell’immaginario europeo da una prospettiva inedita, attraverso una forma di espressione allora del tutto nuova. La riscoperta di questo fondo è il frutto di un lavoro di ricerca e di valorizzazione del ricco patrimonio del MANN, che conferma come studio e indagine documentaria siano strumenti fondamentali per ampliare la conoscenza e, con essa, la fruizione del patrimonio”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.

Anna Rita Canone