Due nuove mostre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Mercoledì 17 settembre, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono state aperte al pubblico due nuove iniziative espositive, in dialogo con la sezione permanente Domus dedicata alla cultura dell’abitare nell’area vesuviana. I percorsi arricchiscono l’esperienza di visita intrecciando memoria materiale, fonti documentarie e linguaggi artistici diversi, e rappresentano un ulteriore esito del processo di valorizzazione del patrimonio del MANN. Accanto ai suoi straordinari capolavori antichi, infatti, il Museo custodisce fotografie, acquerelli e documenti d’archivio conservati nell’Archivio Storico e nell’Archivio Disegni: testimonianze che narrano storie e restituiscono la ricchezza delle prospettive con cui, nel tempo, il mondo antico è stato interpretato e raccontato.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è non solo luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca: indagare i nostri archivi significa far emergere nuove chiavi di lettura, che ci aiutano a comprendere le origini del mito di Pompei e il ruolo che esso ha avuto nell’immaginario europeo. Valorizzare archivi e collezioni significa restituire ai pubblici la complessità di un patrimonio che vive attraverso molteplici forme di espressione”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.

Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, saranno visitabili fino al 28 febbraio 2026.

“Luigi Bazzani e la casa pompeiana”

L’esposizione nasce a seguito del restauro di diciotto acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927), pittore e scenografo di successo, di cui l’Archivio Disegni del MANN possiede una delle raccolte più ricche insieme al Victoria&Albert Museum di Londra e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Considerate non soltanto espressioni artistiche, ma anche testimonianze storiche delle scoperte archeologiche nelle città vesuviane, le opere di Bazzani del MANN raffigurano diversi soggetti pompeiani: dal Foro al Tempio di Iside, fino agli interni delle case e ai giardini. Oltre agli acquerelli, sono in mostra una gouache di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie antiche e bronzi ottocenteschi.

Un focus specifico è dedicato alla Casa del Fauno, di cui Veneri ha raffigurato il tegolato antico. Scoperta nel 1830, la casa è sorprendente per la ricchezza e raffinatezza del suo apparato decorativo, dai pavimenti ai fregi in terracotta, dal grande mosaico della Battaglia di Isso alla statuetta in bronzo del fauno danzante, da cui il complesso prende il nome. Le gouaches, gli acquerelli e le foto in mostra ne illustrano sia l’impianto complessivo che le sofisticate decorazioni.

La mostra è allestita nella sala XCV (95), tra l’allestimento permanente Domus e l’esposizione temporanea dedicata a Gabriel Ivanovič de Rumine che sarà inaugurata nello stesso giorno.

“1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine”

Quest’esposizione proietta il visitatore nel 1859 e offre un racconto inedito, che mostra come il mito di Pompei, già al centro dell’immaginario europeo, avesse conquistato anche una disciplina allora agli esordi: la fotografia, nata solo pochi anni prima.

In quell’anno, l’aristocratico russo Gabriel Ivanovič de Rumine viaggia come fotografo al seguito del Granduca Costantino di Russia in una lunga crociera nel Mediterraneo che tocca, tra le altre mete, Palermo, Napoli, Atene e Gerusalemme. Con uno speciale permesso accordato dal re Ferdinando II, de Rumine scatta una serie di vedute di Pompei, che rappresentano uno dei più antichi reportage fotografici degli scavi – certamente il primo di grande formato – realizzati quando la fotografia stessa era ancora una disciplina giovane, nata solo vent’anni prima. Consapevole dell’importanza dei suoi scatti, ne invia copie a Parigi perché siano esposte alla Société Française de Photographie, dove vengono accolte con grande interesse.

Il MANN custodisce ventotto di queste rare immagini all’albumina, a lungo rimaste dimenticate negli archivi, senza data né attribuzione. La mostra ne presenta per la prima volta un’ampia selezione, insieme ad altre fotografie storiche e a preziosi documenti d’archivio. Sarà ospitata nel Salone del Plastico di Pompei, uno spazio emblematico che restituisce – anche attraverso il grande modello della città – la forza evocativa e la suggestione senza tempo di Pompei. “Queste preziose fotografie – esposte ora al pubblico per la prima volta – ci consentono di osservare il fascino esercitato da Pompei nell’immaginario europeo da una prospettiva inedita, attraverso una forma di espressione allora del tutto nuova. La riscoperta di questo fondo è il frutto di un lavoro di ricerca e di valorizzazione del ricco patrimonio del MANN, che conferma come studio e indagine documentaria siano strumenti fondamentali per ampliare la conoscenza e, con essa, la fruizione del patrimonio”, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.

Anna Rita Canone

UK, Portogallo, Australia e Canada riconoscono la Palestina

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22 settembre 2025

Mentre l’esercito israeliano ha provocato ieri 60 vittime e 200 feriti, con il bombardamento di Gaza City, finalmente qualcosa all’ONU si muove. Ben quattro Paesi hanno optato per la risoluzione di due Stati, di fatto riconoscendo la Palestina.

Le reazioni:

Come riporta ANSA, l’ira dell’ultradestra israeliana e di Netanyahu non si è fatta attendere, sono volate parole di fuoco come “non verrà istituito uno stato palestinese a ovest del Giordano” e che l’esercito israeliano, con il suo mandato, “ha raddoppiato gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria“.

L’anziano Presidente dell’ANP, Abu Mazen, ha parlato di “un passo importante per una pace giusta e duratura”, mentre Hamas (che, comunque, è stata esclusa da ogni trattativa), ha comunicato la sua soddisfazione   per quella che definisce “una vittoria per i diritti dei palestinesi”.

In Italia, invece, mentre il governo afferma di aiutare i palestinesi – ma Salvini rinnova la sua amicizia con Israele, giustificando il genocidio in corso a Gaza con un loro fantomatico diritto alla difesa, a Roma sul Capidoglio sventola dal due giorni settembre la bandiera palestinese, scatenando le ire della comunità ebraica locale.

Anna Rita Canone

L’EREDITÀ DI ARMANI E LA NUOVA MAPPA DELLA RICCHEZZA: QUANTI SONO GLI HNWI OGGI IN ITALIA

Milano, 19 settembre 2025. Con la recente scomparsa di Giorgio Armani, figura emblematica non solo della moda ma dell’imprenditoria italiana globale, torna al centro dell’attenzione internazionale il valore delle grandi fortune, della continuità patrimoniale e del ruolo che personalità, aziende e investitori possono svolgere nella società. In questo contesto, Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, presenta una fotografia aggiornata degli HNWI (High Net Worth Individual) in Italia, in Europa e nel mondo, sottolineando l’opportunità etica ed economica di indirizzare questi capitali verso progetti sostenibili.

Quali sono i dati chiave sulla ricchezza globale? Facendo riferimento al World Wealth Report 2025, Ener2Crowd mette in evidenza che nell’ultimo anno (2024) la popolazione di HNWI (individui con oltre un milione di dollari) è cresciuta del 2,6% e che la ricchezza complessiva degli ultra-HNWI (oltre 30 milioni di dollari) è aumentata del 6,2%. Per via dei passaggi generazionali, si stima inoltre che entro il 2048 oltre 83,5 trilioni di dollari verranno trasferiti agli eredi della Gen X, Millennial e Gen Z. 

A causa di pressione inflazionistica, tassi di interesse e costi dell’energia che impattano sui rendimenti, in Europa si registra però una lieve contrazione del numero di milionari, soprattutto in Paesi come Francia, Germania e Regno Unito.

Secondo il Knight Frank Wealth Report, è proprio il nostro Paese a ospitare in Europa il numero più considerevole di ultra-HNWI: oltre 15.900 individui con oltre 30 milioni di dollari di patrimonio. Non si parla solo di residenti, ma di persone che comunque trascorrono buona parte del loro tempo nel nostro Paese.

«L’attrattiva italiana si gioca su politiche fiscali, stabilità, eredità culturale e ultra-valore del “lusso sostenibile”. La scomparsa di Giorgio Armani richiamerà ora ancora più attenzione sull’importanza della governance patrimoniale e della legacy, non solo economica ma anche valoriale» sottolineaNiccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.

Il patrimonio personale netto dello stilista è stato stimato da Forbes in 12,1 miliardi di dollari, ma l’eredità di Giorgio Armani è un esempio di valore che travalica il capitale. Nonostante la sua morte, il suo brand e la sua fondazione continueranno a mantenere un ruolo centrale nel preservare stile e valori del made in Italy, un modello che mostra come anche le grandi fortune possono porsi in modo resiliente, etico e lungimirante.

«In un momento in cui la domanda di trasparenza, sostenibilità e responsabilità cresce, la storia e l’eredità di Armani diventano simbolo di cosa significhi “mettere al sicuro” non solo il patrimonio, ma il contributo sociale e culturale di una vita» enfatizza Niccolò Sovico.

L’opportunità per gli investitori green: molti degli HNWI e ultra-HNWI non cercano solo ritorni finanziari, ma vogliono lasciare un’impronta positiva (capitali in ricerca di senso). Ener2Crowdoffre strumenti che combinano rendimento competitivo e impatto ambientale/sociale concreto attraverso progetti selezionati in energie rinnovabili, rigenerazione urbana, efficienza energetica e infrastrutture green.

Ener2Crowdvuole così intercettare un pubblico di HNWI e ultra-HNWI desideroso di andare oltre la mera conservazione della ricchezza, che voglia invece trasformarla in eredità durevole, affinché il passaggio generazionale del patrimonio non sia soltanto una trasmissione di beni, ma un lascito per il pianeta.

A livello globale —osserva Ener2Crowd— il patrimonio complessivo dei miliardari ha avuto un incremento del +138% dal 2015 al 2025, passando da 6.300 a 15 mila miliardi. Ma è solol’1% più ricco della popolazione mondiale a detenere il 45% della ricchezza totale.

Ma quanti sono gli HNWI oggi in Italia? Ener2Crowd ha aggiornato le stime relative ai livelli di ricchezza, a partire dai sub-HNWI, individui con un patrimonio finanziario superiore ai 250 mila euro ed una capacità di investimento pari ad almeno 25 mila euro annui, che nel nostro Paese costituiscono il 5,2% della popolazione (3,1 milioni di persone).

Seguono quindi gli HNWI, individui con un patrimonio di almeno 1 milione di euro, che in Italia sono lo 0,8% (472 mila persone); very-HNWI, individui con un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro, che sono lo 0,15% (88 mila persone); e gli ultra-HNWI, individui con un patrimonio superiore ai 30 milioni di euro, che sono lo 0,01% (5.900 persone).

In quanto alla demografia, l’85% degli ultra ricchi è di sesso maschile, mentre solo il 15% è di sesso femminile, con un’età media di 62 anni per gli uomini e di 50 anni per le donne. «E tra gli ultra-HNWI italiani ci sono anche 2.200 italiani che superano i 100 milioni di euro» aggiungono gli analisti di Ener2Crowd, che tra i nostri connazionali registrano anche 67 miliardari su un totale mondiale di 2.400.

Come si accumulano ricchezze così importanti? «I dati a livello mondiale ci raccontano che il 64% si è “fatto da solo” creando nuove imprese, investendo o speculando; il 23% ha ereditato, proseguendo con successo il business di famiglia oppure creando nuove imprese; il 13% ha solo ereditato» rispondono gli analisti di Ener2Crowd.

Ma quale è il nuovo ranking dei Paperon de Paperoni? Ener2Crowd ha stilato una nuova classifica 2025, elaborata tenendo conto dei dati rilevati da  più fonti di riferimento, includendo Beinsure (Richest People in Italy 2025) Forbes (World’s Billionaires List 2025).

Ecco dunque il Ranking HNWI 2025 di Ener2Crowd, diviso in 3 ambiti territoriali, con la top-10 Italia, Europa e mondo.

TOP-10 ITALIA

01 Giovanni Ferrero (e famiglia), 49,1 miliardi di dollari;

02 Andrea Pignataro, 23,9 miliardi di dollari;

03 Paolo Rocca (e famiglia), 15,3 miliardi di dollari;

04 Eredità Giorgio Armani, 12,1 miliardi di dollari;

05 Giancarlo Devasini, 11,5 miliardi di dollari;

06 Piero Ferrari, 9,96 miliardi di dollari;

07 Francesco Gaetano Caltagirone, 8,5 miliardi di dollari;

08 Miuccia Prada, 6,85 miliardi di dollari;

09 Patrizio Bertelli, 6,81 miliardi di dollari;

10 Gianfelice Rocca, 6 miliardi di dollari.

TOP-10 EUROPA

01 Bernard Arnault (e famiglia), 180 miliardi di dollari;

02 Amancio Ortega, 124 miliardi di dollari;

03 Françoise Bettencourt Meyers, 80 miliardi di dollari;

04 Giovanni Ferrero, 49,1 miliardi di dollari;

05 Gopichand Parmanand Hinduja, 46 miliardi di dollari;

06 Dieter Schwarz, 42 miliardi di dollari;

07 Mark Mateschitz 41 miliardi di dollari;

08 François Pinault, 40 miliardi di dollari;

09 Klaus-Michael Kühne, 39 miliardi di dollari;

10 Alain e Gérard Wertheimer, 32 miliardi di dollari.

TOP-10 MONDO

01 Elon Musk, 415 miliardi di dollari;

02 Larry Ellison, 271 miliardi di dollari;

03 Mark Zuckerberg, 253 miliardi di dollari;

04 Jeff Bezos, 240 miliardi di dollari;

05 Bernard Arnault, 180 miliardi di dollari;

06 Larry Page, 178 miliardi di dollari;

07 Sergey Brin, 166 miliardi di dollari;

08 Steve Ballmer, 153 miliardi di dollari;

09 Jensen Huang, 151 miliardi di dollari;

10 Warren Buffett, 150 miliardi di dollari.

Anna Rita Canone

CRESCE IL FENOMENO DEL “SOLO TRAVEL”

C’è un momento, dopo settimane o mesi complessi, in cui nasce il desiderio di voltare pagina. Per qualcuno la svolta arriva grazie a un nuovo lavoro, per altri grazie a un incontro inaspettato. E per molti, sempre più numerosi, la rinascita prende forma con un viaggio. «Un’esperienza che, se vissuta in un ambiente positivo e accogliente, può trasformarsi in un vero punto di ripartenza» sottolineano gli specialisti di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo.

All’interno di questo trend spicca la crescita del viaggio in solitaria. Secondo quanto ha rilevato Vamonos Vacanzeattraverso un sondaggio, il 76% dei millennial e della Gen Z ha dichiarato di voler programmare almeno un’esperienza da solo entro i prossimi 12 mesi, confermando come il fenomeno del “solo travel” sia ormai una scelta sempre più diffusa e strutturata.

È qui che entra in gioco Vamonos Vacanze, tour operator italiano che ha fatto dei viaggi di gruppo per chi parte da solo, la sua specialità. La missione è semplice e potente: trasformare un momento di incertezza in una svolta personale, grazie a contesti protetti, relazioni autentiche e un’energia positiva che accompagna ogni esperienza.

«A volte basta un viaggio per ripartire da zero» afferma il tour operator. «Il nostro obiettivo —continua— è accogliere chi sente il bisogno di voltare pagina e offrire un ambiente in cui sentirsi parte di un gruppo, senza giudizi, con la libertà di ritrovarsi e ricaricarsi».

«Non offriamo solo viaggi, ma contesti che accolgono e trasformano. Abbiamo visto persone arrivare con il peso di un periodo difficile e tornare a casa con un sorriso nuovo, con legami che prima non esistevano e con una fiducia ritrovata» raccontano gli esperti di Vamonos Vacanze.

La filosofia è chiara: Vamonos Vacanzecrea esperienze in cui chi parte da solo trova un gruppo, nuove prospettive e l’energia per ripartire. Un biglietto, uno zaino e la voglia di rimettersi in gioco: sono questi gli ingredienti che fanno la differenza.

«Non importa da dove si parte, ma la voglia di rimettersi in moto» evidenzia il tour operator. Ogni partenza è una scelta di vita, ed è lì che inizia la vera svolta.

Anna Rita Canone

UN NUOVO RONZIO TRA GLI IMPIANTI SEIPA

Ci sono api che volano tra i fiori e altre che oggi vivono accanto a silos, impianti di produzione e discariche. È il caso di Seipa, storica azienda con oltre 50 anni di esperienza nel settore delle infrastrutture e dell’ambiente, che ha scelto di ospitare famiglie di api all’interno dei propri siti produttivi, in aree verdi appositamente predisposte.Non si tratta di un gesto isolato, ma di un’azione che si inserisce in un percorso più ampio, che da anni vede il Gruppo Seipa impegnata su diversi fronti legati alla sostenibilità: dal recupero e riutilizzo dei materiali inerti alla depurazione delle acque, dalla produzione di calcestruzzi innovativi al rispetto del territorio in cui opera. In questo contesto, accogliere le api è stato un passo naturale, in linea con la visione dell’azienda.Le arnie sono in tutto 31, suddivise in tre gruppi distribuiti su due diversi siti aziendali, entrambi legati ad attività di discarica. Due dei 3 gruppi sono collocati in uno dei due siti, mentre il terzo si trova nell’altro. Le arnie sono curate da apicoltori specializzati e sono state posizionate in aree protette, tranquille, dove le condizioni ambientali permettono di offrire un rifugio sicuro a questi insetti fondamentali per gli equilibri naturali.«Abbiamo voluto integrare il nostro concetto di sostenibilità con un’azione semplice ma dal grande valore simbolico e ambientale» spiegano gli esperti del gruppo Seipa. «Le api —continuano— sono sentinelle della salute ambientale. Accoglierle all’interno della nostra area produttiva significa non solo creare un legame con la natura, ma anche promuovere un modello di industria più consapevole e armonico».La decisione di accogliere le api all’interno di due siti aziendali dimostra che anche in contesti industriali complessi è possibile aprirsi a nuove prospettive ambientali, facendo spazio a pratiche che favoriscono la biodiversità e che assumono un significato più profondo: non solo ambientale, ma anche culturale e simbolico.PerSeipala sostenibilità non è uno slogan, ma un principio che guida le scelte quotidiane e strategiche. L’introduzione delle arnie vuole essere un segno concreto di questa coerenza: un gesto misurabile, visibile, reale. Un modo per affermare che anche l’impresa, nel suo operare quotidiano, può fare spazio a una visione del futuro più equilibrata, rispettosa e attenta.«Vogliamo che le nostre api diventino ambasciatrici del cambiamento, capaci di ispirare nuovi modi di fare impresa in equilibrio con l’ambiente» aggiungono gli specialisti del Gruppo Seipa. «Questo è solo uno dei tanti passi che continueremo a compiere verso un futuro più verde» concludono.In un momento storico in cui la transizione ecologica è al centro del dibattito,Seipa sceglie di agire, puntando su gesti concreti e coerenti con il proprio impegno ambientale. Un’arnia, in fondo, è molto più di una struttura: è un indicatore di salute ambientale, ma anche una promessa silenziosa, capace di raccontare un nuovo modo di pensare il lavoro, la produzione e la relazione con il territorio.

Anna Rita Canone

XVII Strapollese, festa di sport e inclusione

 Sabato 13 settembre Piazza Mons. Antonio Forte si è trasformata in un vero e proprio villaggio dello sport per ospitare la XVII edizione della Strapollese, storica corsa su strada di 10 chilometri che si snoda tra luoghi e monumenti simbolo di Polla, attraversando venti secoli di storia. Il programma si è aperto con ampio spazio dedicato alle gare promozionali per i più giovani e con momenti di grande inclusione: hanno preso parte alla 10 km anche atleti non vedenti con i propri accompagnatori e diversi ragazzi in carrozzina dell’associazione Sogno Attivo, accolti dall’entusiasmo del pubblico. Alle 17 in punto il sindaco Massimo Loviso ha dato il via alla gara agonistica, salutata da un folto pubblico di ogni età e dalla presenza di rappresentanti nazionali e regionali della FIDAL, insieme a numerose autorità civili, militari e religiose. La prova maschile è stata molto combattuta fino agli ultimi metri: l’africano Yahya Kadiri (Carmax Camaldolese) ha tagliato il traguardo in 32’08”, precedendo di soli sette secondi un tenace Valerio Santoro (Polisportiva Eppe Merla). Terzo gradino del podio per Ali Akinou (Carmax Camaldolese) in 32’34”. In campo femminile dominio assoluto di Elvanie Nimbona (Carmax Camaldolese), capace di chiudere in 33’04” e conquistare addirittura la quarta posizione assoluta. Seconda e terza rispettivamente Francesca (39’29”) e Filomena Palomba (40’41”), entrambe portacolori dei Caivano Runners. La Strapollese ha voluto ricordare con affetto Franca Carrazza, figura amatissima della comunità, e ha offerto ancora una volta un programma di qualità, confermandosi non solo competizione sportiva di rilievo ma anche occasione di incontro, socialità e valorizzazione delle diversità. Ha dato voce alla manifestazione  Carlo Cantales, la classifica finale redatta dai GGG di Salerno conta l’arrivo 474 partecipanti.

Peppe Sacco

VIAGGI, DAL FOMO ALLO JOMO: DAL “FEAR OF MISSING OUT” AL “JOY OF MISSING OUT”, VAMONOS VACANZE, RILANCIA LA FORMULA DEI VIAGGI DI GRUPPO COME ANTIDOTO ALLA PAURA DI PERDERSI QUALCOSA

Mentre i social si riempiono di tramonti e vacanze da sogno, molti restano davanti al computer, con la paura di aver perso l’occasione di vivere esperienze indimenticabili. È una sensazione che molti conoscono, soprattutto a fine estate, a metterlo in evidenza è Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo.

Il confronto continuo con le vite altrui, amplificato dai social network, genera quella che la psicologia definisce FOMO (Fear of Missing Out): la paura di essere rimasti esclusi dalle esperienze più belle.

«Il 63% della Gen Z e il 45% dei Millennial lo sperimentano regolarmente, soprattutto a causa dei social media, che amplificano il confronto con la vita (apparente) degli altri» mettono in evidenza gli specialisti di Vamonos Vacanze.

Non si tratta solo di un fastidio passeggero: diversi studi hanno collegato il Fear of Missing Out ad ansia, stress e ridotta soddisfazione personale. Dopo aver fatto un viaggio, il fenomeno raggiunge il suo picco, proprio quando le bacheche digitali si riempiono delle immagini delle vacanze.

Ma questa “paura” non riguarda solo le vacanze: colpisce anche durante eventi, concerti, aperitivi o semplici uscite tra amici. È quella sensazione di “essere rimasti indietro”, mentre gli altri sembrano vivere una vita più intensa, più felice, più piena. I social hanno accentuato questa dinamica, creando un continuo confronto che spesso non riflette la realtà.

Un sondaggio di Vamonos Vacanze rileva che il 58% degli italiani di età compresa tra i 25 e i 45 anni prova ansia quando vede sui social i post degli amici in vacanza o a eventi, con un picco nei mesi estivi.

Il rimedio? Trasformare la paura di perdersi qualcosa nella gioia di perdersi qualcosa (JOMO, Joy of Missing Out), imparando a scegliere esperienze autentiche e liberatorie. Ed è proprio questo l’obiettivo di Vamonos Vacanze, che annuncia per l’autunno-inverno una nuova programmazione di crociere e tour di gruppo nel Mediterraneo, Caraibi e Nord Europa,pensati per chi non vuole arrendersi al FOMO e desidera invece vivere esperienze autentiche, all’insegna di nuove amicizie, divertimento e destinazioni da sogno.«La nostra missione è trasformare questa scelta in un’opportunità: con Vamonos non si è mai soli, perché ogni viaggio diventa un’occasione per creare legami autentici e vivere emozioni condivise. È così che il FOMO si trasforma in JOMO, ovvero la gioia di aver fatto la scelta giusta» concludono i responsabili della piattaforma Vamonos-Vacanze.it

Anna Rita Canone

Webinar internazionale: “Gli italiani, il Mezzogiorno e l’Australia: alla scoperta delle proprie radici”

10 settembre 2025, ore 11.00 (Italia) / ore 19.00 (Australia – Brisbane) – Il Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es.) per il Queensland e il Territorio del Nord insieme al giornalista e direttore della rivista “Direzione Impresa Magazine”, Domenico Letizia e alla Sognatrice e Fondatrice del portale “Vera Italia”Chiara Barbera, presentano il webinar “Gli italiani, il Mezzogiorno e l’Australia: alla scoperta delle proprie radici”, un momento di confronto e approfondimento sui legami storici, culturali e affettivi che uniscono la comunità italiana del Sud in Australia. L’iniziativa si inserisce nel quadro del turismo delle radici e delle attività di promozione culturale e identitaria delle comunità italiane all’estero. Il webinar mira a valorizzare il contributo della diaspora meridionale allo sviluppo del Queensland, evidenziando l’impatto storico, sociale ed economico della migrazione e il ruolo delle identità regionali nel rafforzare i rapporti tra Italia e Australia.  Verranno inoltre presentati progetti attivi nel campo del turismo delle radici, del racconto del patrimonio e dell’heritage italiano. 

Il webinar vedrà i saluti istituzionali di Rosaria Vecchio, Presidente del Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es.) per il Queensland e il Territorio del Nord e Luna Angelini Marinucci, Console d’Italia per il Queensland e il Territorio del Nord. Successivamente interverranno Yuri Buono, Responsabile Comunicazione di Italea Campania – il progetto del turismo delle radici; Maria Clara Vetruccio, Giornalista della rivista italo australiana “La Fiamma” e “Il Globo”; Marco Testa, Redattore di “Allora Magazine” e Franco Papandrea, già Professore di Comunicazione alla University of Canberra. Il webinar sarà moderato da Domenico Letizia, giornalista, communication manager e direttore della rivista “Direzione Impresa Magazine”, nonché già responsabile per la provincia di Caserta del progetto Italea Campania occupandosi delle attuali connessioni tra il Québec, il Canada e i numerosi borghi della provincia di Caserta e di Benevento. Il webinar vedrà la partecipazione e una relazione anche di Chiara Barbera del Portale Vera Italia, un progetto di turismo innovativo per rilanciare la promozione del patrimonio culturale italiano. 

Per seguire i lavori tramite piattaforma Zoom: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_RiMLoZaYR8ufR2vcydnScQ

Anna Rita Canone

IL CAMPUS AI PIEDI DEL GRAPPA AMATO DAGLI AMERICANI, AL VIA L’ANNO SCOLASTICO AI FILIPPIN

Il 10 settembre prima campanella per oltre mille studenti agli istituti di Pieve del Grappa, metà sono americani. Un modello internazionale, nel corso dell’anno universitari d’oltreoceano passeranno settimane a studiare tra campi sportivi e laboratori d’avanguardia. Il dirigente scolastico, Sileno Rampado: “Didattica innovativa, aule che ruotano ogni giorno, piscine e bar, camere d’albergo, ristorazione: il modello dei campus statunitensi nel Trevigiano”

Il prossimo 10 settembre, con l’inizio delle lezioni, prende ufficialmente avvio il nuovo anno scolastico al La Salle Campus – Istituti Filippin, realtà internazionale che unisce tradizione educativa e innovazione didattica a Pieve del Grappa, nel Trevigiano. 
Quest’anno saranno 25 le classi attive: 3 di scuola dell’infanzia, 6 di primaria, 6 di secondaria di primo grado e 10 di liceo, per un totale di oltre 500 studenti, seguiti da 46 docenti e supportati da 121 dipendenti in totale tra personale ATA, addetti ai servizi, istruttori sportivi e cucina. A loro si sommeranno altrettanti giovani provenienti dagli Stati Uniti.
Gli spazi didattici e per l’accoglienza, gestiti come campus universitari in stile anglosassone ma con l’anima che ha sempre contraddistinto la struttura, sono enormi. Il “La Salle Campus Filippin” si sviluppa su 30.600 metri quadri e 35 ettari di parco, con 40 aule didattiche, 450 posti letto, spazi polifunzionali per eventi e un centro sportivo tra i più completi della regione. 
Fiore all’occhiello è la forte vocazione internazionale: l’istituto è parte della rete mondiale lasalliana di 928 scuole e 80 università, e ospita il Cimba, centro di alta formazione manageriale e di leadership che, solo lo scorso anno, ha accolto oltre 500 studenti americani provenienti da tutti gli States. Il primo gruppo, composto da 30 ragazzi provenienti dalla rete Cimba dell’Iowa, arriverà lunedì 15 settembre. A gennaio è previsto l’arrivo di oltre 130 studenti, seguito da un terzo gruppo di 330 ragazzi ad aprile. Gli studenti, tutti di età compresa tra i 19 e i 21 anni e iscritti al primo o al secondo anno di università americana.
“Il nostro impegno – sottolinea il dirigente scolastico Sileno Rampado – è rendere la scuola un luogo vivo, dove i ragazzi possano imparare in modo diverso. Siamo gli unici a sperimentare contemporaneamente lezioni non frontali con spazi-aula dinamici, nei quali gli studenti cambiano aula ogni giorno, quasi ad ogni lezione; laboratori professionali all’avanguardia con valutazioni sistematiche e un piano orario innovativo basato su tre materie da due ore al giorno. Una formula che valorizza concentrazione, approfondimento e autonomia”.

La struttura vive tutto l’anno (va precisato che fornisce anche servizi agli esterni, con accoglienza, ristorazione e spazi dedicati agli sport) ed è nata dall’intuizione di Erminio Filippin e Fausto Scudo. Oggi il campus è un villaggio di studi all’avanguardia: la rete internazionale con cui l’istituto opera è formata da 80 università, 928 scuole nel mondo che rappresentano un impegno nella didattica che prosegue da 300 anni e si sviluppa grazie al lavoro di 96.800 docenti. 

Il Centro di Ospitalità dispone di 450 posti letto in camere doppie e singole, tutte dotate di bagno privato in camera e collegamento a Internet. Sono disponibili per gli ospiti un servizio di ristorazione con cucina interna, un servizio bar con colazione a buffet, una reception attiva 24 ore su 24 e un parcheggio interno. La struttura mette a disposizione anche appositi spazi per meeting, conferenze e seminari: un teatro da 300 posti, la sala De Marchi da 140 posti e la sala Montini da 80 posti, tutte dotate di aria condizionata regolabile in modo indipendente, di modernissime tecnologie audiovisive e di collegamento a Internet Wi-Fi.
L’ampio Centro Sportivo è pensato tanto per gli sport individuali che di squadra ed è meta di stage e ritiri sportivi in preparazione all’apertura delle stagioni agonistiche. Il palazzetto polifunzionale con 400 posti a sedere ospita competizioni sportive agonistiche di sport indoor. Sono presenti inoltre 2 palestre con sala pesi, una sauna, una piscina a 4 corsie, una piscina specialistica per rieducazione motoria, 2 campi da calcio regolamentari, 2 campi da calcio per allenamenti, una pista di atletica a 4 corsie, pedane per il lancio del peso e del disco, salto in lungo, salto con l’asta e lancio del giavellotto, 4 campi da tennis, 2 campi da basket all’aperto, campo da rugby, campi da calcetto su cemento e su erba e campi di pallavolo.

LA STORIA E LA DIDATTICA DEGLI ISTITUTI FILIPPIN

La storia degli Istituti Filippin inizia nel 1924 quando monsignor Erminio Filippin fa costruire l’Istituto a Paderno del Grappa, oggi Pieve del Grappa, facendolo crescere fino al 1958, quando la guida viene assunta dalla Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Oggi gli Istituti Filippin costituiscono uno dei più importanti complessi educativi d’Italia: vi studiano circa 500 allievi (dalle scuole dell’infanzia e primaria internazionale ai Licei Scientifico, Scientifico Scienze Applicate e Liceo Economico Sociale). Vi lavorano 140 collaboratori tra docenti, Ata, personale di servizio, servizi di cucina e centro sportivo. La presenza di docenti provenienti da diverse regioni ha arricchito l’istituto, contribuendo all’evoluzione del sistema scolastico nazionale. I percorsi di studio sono strutturati in ottica internazionale e prevedono oltre alle certificazioni linguistiche e informatiche anche progetti rilevanti come il doppio diploma italo-statunitense e italo-britannico, l’Year Abroad, global lessons, stage linguistici e boarding school per studenti stranieri. All’interno del Campus è presente il CIMBA, che da oltre vent’anni offre corsi di alta formazione ed un’ampia scelta di corsi post laurea di formazione manageriale e di leadership in inglese e in italiano, accompagnando studenti ed imprenditori italiani e stranieri nella loro crescita professionale. Molti sono gli eventi che si celebrano nel corso dell’anno: l’Open Day, ogni due anni premio Filippin, ogni due anni premio Monte Grappa, Giochi Lasalliani, cicli di incontri tematici aperti al pubblico, accoglienza in struttura di rappresentative sportive FITP, PIP, FIPAV, Raduno ex allievi, Convegno Centro Studi Matematici U. Morin.   

Anna Rita Canone

DIGITAL DETOX, UN BISOGNO SEMPRE PIÙ AVVERTITO: A METTERLO IN EVIDENZA È VAMONOS VACANZE, CHE LANCIA L’ALLARME SULLA CRESCENTE PERCEZIONE DI “INTOSSICAZIONE DIGITALE” DA PARTE DEI VIAGGIATORI

Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, lancia l’allarme: troppe ore davanti allo smartphone. Lo rivelano i viaggiatori, che, proprio per sfuggire a questa “trappola”, preferiscono sempre di più i viaggi esperienziali.

Il tour operator ha così deciso di approfondire l’argomento, passando in rassegna i più recenti studi al riguardo, a cominciare da quello di EY (ex Ernst & Young), una delle principali reti multinazionali di servizi professionali che insieme a Deloitte, KPMG e PwC fa parte delle “Big Four”.

Secondo questo studio, intitolato “Decoding the Digital Home” (Regno Unito, gennaio 2025), su 2.500 consumatori il 38% ritiene che il tempo trascorso online abbia un impatto negativo sul benessere ed è desideroso di iniziare un percorso di “digital detox”. Tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, inoltre, il 47% considera le proprie attività online più dannose che utili per il benessere.

Un altro studio che ha coinvolto 2.000 adulti britannici, realizzato da DFS, rileva che il 71% di chi ha ridotto lo screen-time ha segnalato un miglioramento della salute mentale: il 47% ha dormito meglio, il 45% si è sentito più presente e il 42 % più rilassato.

Un’altra ricerca 2025 condotta su un campione di 1.293 giovani dal prestigioso British Standards Institution, ente nazionale di normazione del Regno Unito fondato nel 1901, rileva inoltre che il 46% preferirebbe un mondo senza Internet, il 70% si sente peggio con sé stesso dopo l’uso dei social media e il 50% è favorevole a una “digital curfew” che limiti l’uso delle app dopo le ore 22.

Poi ancora, Vamonos Vacanzesi fa portavoce di una ricerca a più ampio raggio realizzata da Electro IQ, una piattaforma online che dal 2010 è un punto di riferimento per statistiche, dati e analisi relative ai settori della scienza e della tecnologia a livello globale. Questa ricerca rileva che il 23,7% delle persone —dopo una “digital detox”— sperimenta una riduzione di stress e ansia e che il 20,3% migliora anche le sue relazioni sociali.

«Stando allo studio condotto da Electro IQ, il 64% delle persone decide di interrompe l’uso dei social media, tuttavia il 51% ricade poi nella vecchia abitudine. Il 66% soffre addirittura di nomofobia, termine di recente introduzione che designa la paura incontrollata di rimanere disconnessi dalla rete» sottolineano gli specialisti diVamonos Vacanze.

Certo è che ormai siamo tutti iperconnessi, ma sempre più spesso siamo scollegati da ciò che conta davvero. Secondo DataReportal, ognuno di noi trascorre in media 3 ore e 14 minuti al giorno sui social: l’equivalente di oltre 6 anni di vita passati davanti a uno schermo.

Anche un altro studio dell’Università di Bath, pubblicato su CyberpsychologyBehaviorand Social Networking, ha dimostrato che una sola settimana di pausa dai social media riduce in modo significativo ansia e depressione.

La University of Pennsylvania ha poi rilevato che limitare i social a 30 minuti quotidiani per 2 settimane porta a una netta riduzione della solitudine percepita e dei sintomi depressivi.

«Altri dati, pubblicati su Nature Human Behaviour, evidenziano che ridurre l’uso digitale abbassa il cortisolo —l’ormone dello stress— del 31%,aumenta l’ossitocina —l’ormone legato alla socialità— del 24% e migliora la percezione del benessere del 28%» sintetizzano gli specialisti diVamonos Vacanze.

È chiaro: disconnettersi dai social non è una fuga, ma un ritorno. Significa ristabilire un contatto autentico con la realtà: ascoltare il rumore delle onde senza doverle filmare, guardare un tramonto senza correre a immortalarlo, ridere con qualcuno senza pensare a un reel.

Proprio da questa consapevolezza nascono molti dei viaggi di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato appunto in viaggi di gruppo, viaggi pensati per regalare esperienze senza filtri, tra paesaggi naturali, cultura e nuove amicizie.

«Oggi la vera rivoluzione è tornare a vivere senza distrazioni» spiegano gli esperti di Vamonos Vacanze. «Le pause detox —continuano— non sono una fuga dal mondo, ma un ritorno a ciò che siamo: persone che hanno bisogno di emozioni autentiche, contatto umano e momenti che valgono perché vissuti, non condivisi».

Proprio per questo il tour operator specializzato in vacanze di gruppo lancia diverse esperienze per vivere appieno una vacanza autentica e soprattutto offline, come ad esempio l’avventura in Madagascar, un viaggio epico nel cuore dell’Oceano Indiano.

Foreste tropicali, canyon rossi, baobab secolari e spiagge incontaminate: il Madagascar è un mosaico di paesaggi che invita a rallentare e osservare. Qui la natura non si guarda attraverso uno schermo, ma si vive: lemuri che saltano tra i rami, mercati colorati che profumano di spezie, villaggi che accolgono con sorrisi sinceri.

«In Madagascar non cerchi il wi-fi: cerchi il contatto con le persone, con la natura, con te stesso. È un viaggio che cura l’anima» sottolineano gli specialisti di Vamonos Vacanze.

Tra i viaggi “digital detox” più avvincenti c’è poi anche Bodrum in una Turchia che sorprende: mare blu intenso, calette segrete raggiungibili solo in barca, fondali da esplorare insieme. Le giornate trascorrono lente, tra bagni e risate, mentre la sera la città si accende: mercati, vicoli pieni di vita e ristoranti dove condividere piatti tipici. Poi arriva il tramonto, quando il sole scivola dietro l’orizzonte tingendo il cielo d’oro.

Oppure c’è Djerba, un gioiello del Mediterraneo che unisce storia millenaria e bellezza naturale. Qui le spiagge di sabbia chiara si alternano al fascino del centro storico di Houmt Souk, con i suoi vicoli, i mercati vivaci e l’artigianato locale. Ogni esperienza diventa più intensa se condivisa: un tè alla menta bevuto insieme, un tramonto sul mare, una passeggiata tra botteghe che raccontano storie antiche.

«Djerba è il luogo dove la realtà riacquista consistenza: colori, profumi e sorrisi che nessuno schermo può restituire» conclude il tour operator specializzato in viaggi esperienza.

Anna Rita Canone

La Serata “L’Alfiere” e l’immagine di Michele Letizia: un’interpretazione contemporanea dell’Appeso e il suo significato spirituale

La locandina della serata “L’Alfiere” di giovedì 18 settembre presenta un uomo appeso.

L’immagine è una libera interpretazione di Michele Letizia del XII Arcano Maggiore, L’Appeso. Letizia spiega così la scelta del cappello di Pulcinella: “Pulcinella è da sempre la maschera simbolo degli opposti, si presenta con un disegno/costume che manifesta altruismo e imbroglio, pigrezza e opportunismo. Pulcinella ha sempre fame, arlecchino servitore dei due padroni, un gatto che cade sempre a quattro zampe, un po’ scugnizzo e un po’ femminiello, un po’ MATTO (arcano maggiore dei Tarocchi privo di numero ) e un po’ APPESO (dodicesima carta degli arcani maggiori, l’IMPICCATO, il TRADITORE)”.  

Nei tarocchi, l’appeso è rappresentato come giovane appeso per un piede, con i polsi presumibilmente legati dietro la schiena. È stata letta e interpretata spesso come punizione per il traditore (così si chiamava, infatti, nei tarocchi di Carlo V).

A guardar bene, però, il giovane non ha espressione drammatica, bensì serena: per questo motivo, la carta è interpretata, in cartomanzia, come l’accettazione di qualcosa di spirituale, legato all’armonia interiore.

Pare, infatti, che l’immagine tragga origine dal mito di Odino, dio della mitologia norrena, che si impiccò all’albero della saggezza per 9 giorni e 9 notti per acquisire la conoscenza delle rune. 

Questa carta, che può essere anche capovolta, assume un significato profondamente spirituale: essa ci invita a ribaltare la nostra prospettiva per scoprire verità che non potremmo mai vedere rimanendo con i piedi per terra. In questo senso, l’appeso non è un condannato a un supplizio, bensì un iniziato.

Poiché la carta, durante la divinazione, può presentarsi capovolta o meno, essa acquista un duplice significato che può essere positivo o negativo.

Il significato positivo, se la carta è dritta, indica un sacrificio volontario per un bene superiore, un momento di stasi verso qualcosa di più grande. La sua comparsa indica che è un momento in cui avere pazienza e non è opportuno precipitarsi a cambiare il corso delle cose.

Se la carta è rovesciata, invece, il significato cambia totalmente. Essa può indicare una resistenza al cambiamento, la paura di fare sacrifici o un’incapacità di lasciar andare il passato. In questo senso, la stasi non rappresenta un momento di crescita interiore e spirituale, bensì una situazione stagnante e senza via d’uscita.

L’Appeso ci insegna una delle lezioni più difficili e preziose della vita: a volte, l’unica cosa da fare è non fare nulla, l’antico e famoso principio taoista del wu-wei, non agire. Nei nostri giorni, segnati dalla produttività ossessiva e dal movimento costante, questa carta è un potente promemoria dell’importanza della pausa, dell’immobilità. È una scelta: si tratta di sospendere le azioni per concentrarsi sul proprio mondo interiore.

La vera forza dell’Appeso risiede nella sua accettazione. Accettare lo stallo, il sacrificio e usarli come strumenti per crescere e vedere il mondo non come vorremmo che fosse, ma come realmente è.

Anna Rita Canone

IL ROBOT TECH 3D CHE STUDIA COME TI MUOVI, A CASTELFRANCO APRE DOLOMITI MEDICA

È stato inaugurato a Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, il nuovo centro medico ambulatoriale Dolomiti Medica, una struttura sanitaria d’eccellenza che rivoluziona l’offerta di prestazioni sanitarie specialistiche in Veneto, unendo sotto lo stesso tetto competenze multidisciplinari, tecnologia di ultima generazione e un approccio integrato alla salute.
Fondato da due professionisti con una lunga esperienza nel campo dell’imprenditoria (Denis Bonora e Michele Gallina) e gestito da un professionista nell’ambito medico e riabilitativo, Ezio Mabiglia, il centro si propone come riferimento per chi cerca cure personalizzate e innovative, senza necessità di ricovero ospedaliero.
La nostra missione è portare la medicina del futuro a Castelfranco Veneto, mettendo al centro la persona in tutte le sue dimensioni: fisica, posturale, funzionale e motoria,” spiega Ezio Mabiglia, già noto per aver brevettato il metodo Fibro Health, protocollo innovativo per il trattamento delle fibromialgie che sarà al centro di un corso il prossimo novembre a Padova. “Dopo anni di esperienza sul campo e di ricerca, con Dolomiti Medica realizziamo il sogno di un polo sanitario moderno, tecnologico e umano, in grado di accogliere e accompagnare ogni paziente in un percorso su misura”.
All’interno della struttura operano dieci professionisti altamente qualificati in ambiti complementari: dalla fisioterapia avanzata all’ortopedia funzionale, dall’osteopatia alla crioterapia medicale, dalla riabilitazione del pavimento pelvico alle scienze motorie applicate alla postura e alla performance sportiva; nel team c’è anche un nutrizionista. Ogni specialista lavora in sinergia con gli altri, garantendo un approccio integrato e coordinato.

Uno dei punti di forza di Dolomiti Medica è l’impiego delle tecnologie più avanzate a livello nazionale per la valutazione e il trattamento posturale. In particolare, il centro è uno dei pochi in Italia a disporre del sistema “Walker View” e il “D-Wall”, tecnologia robotica sviluppata da TechnoBody che consente un’analisi posturale e funzionale completa, dinamica e ad altissima precisione. La palestra del centro sembra uno spazio di una digital company: schermi enormi che riprendono i movimenti, simulazioni in 3D dell’attività.
Con la piattaforma Walker View e D-Wall possiamo valutare in tempo reale la camminata, la corsa, l’equilibrio, i carichi articolari e la postura del paziente, integrando dati biomeccanici e cinematici fondamentali per costruire piani di riabilitazione e prevenzione estremamente mirati”, sottolinea ancora Mabiglia. “Non si tratta solo di curare un sintomo, ma di individuare e correggere le cause profonde che generano dolore o disfunzione”.

Dolomiti Medica si rivolge a un’ampia tipologia di utenti: pazienti in fase post-operatoria, sportivi professionisti e amatoriali, donne in gravidanza o in fase post-partum, persone con patologie croniche muscolo-scheletriche, lavoratori con dolori legati alla postura, anziani con fragilità motorie, ma anche bambini e adolescenti in fase di crescita.
La sede – moderna, accogliente e dotata di ambulatori attrezzati – si trova a pochi passi dal centro storico di Castelfranco Veneto, nell’area del complesso “C6” con parcheggio e accessibilità per persone con disabilità. Le visite sono prenotabili online tramite il sito ufficiale http://www.dolomitimedica.it o direttamente in struttura.
Crediamo in una sanità di prossimità, dove la tecnologia sia al servizio dell’empatia e non il contrario,” conclude Mabiglia. “Con Dolomiti Medica vogliamo dare a Castelfranco e al territorio un luogo dove sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati, con competenza e innovazione.”

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – FIBRO HEALTH
Ezio Mabiglia, osteopata e posturologo con una lunga esperienza in ambito sportivo, ha rivoluzionato la fibrolisi ideando FibroHealth, uno strumento certificato come dispositivo medico, nato dall’esigenza di sostituire i tradizionali e rigidi ganci in acciaio usati da decenni nella terapia dei tessuti fibrosi. Dopo anni di ricerca su materiali, design ed ergonomia, Mabiglia ha sviluppato due versioni del dispositivo: Deep, per aree muscolari ampie e trattamenti in profondità, e Detail, per zone più piccole e interventi di precisione. FibroHealth permette trattamenti più efficaci, meno invasivi per il paziente e meno faticosi per l’operatore. Il dispositivo, interamente progettato e prodotto in Italia, è frutto della visione di un professionista che considera la cura come una missione: ristabilire l’equilibrio del corpo e liberarlo dal dolore attraverso tecniche evolute e strumenti innovativi. A novembre di quest’anno sarà realizzato il primo corso in Veneto, a Padova, l’8 e il 9 novembre 2025 al Best Western Plus. Informazioni: http://www.studiogest.net.

Anna Rita Canone

UN AUGURIO CORALE

Buon anno scolastico a tutti.
Agli studenti, piccoli e grandi, che riempiranno di voci le aule.
Agli insegnanti, che con passione accompagneranno ogni classe in un nuovo percorso.
Alle famiglie, che con amore sostengono ogni passo.

Che sia un anno fatto di sorrisi, scoperte, crescita e sogni condivisi. Perché la scuola non è solo il luogo dove si studia: è il posto dove si costruisce il futuro“.

Questo il messaggio di don Raffele D’Agosto, parroco a Marcianise.

Anna Rita Canone

CONFERENZA NAZIONALE SULLA VITICOLTURA A PIEDE FRANCO 2025

Appuntamento importante per il mondo del vino: l’8 settembre ad Ercolano si ritrovano docenti, scienziati, responsabili di settore, giornalisti, enologi e sommelier a parlare di viticoltura a Piede Franco nella conferenza dal titolo “Progresso ed evoluzione per un sistema integrato di difesa, preservazione e valorizzazione”, organizzata dall’Associazione Identità Mediterranea.

Una giornata dedicata alla scoperta del “piede franco” all’origine della viticoltura. Ospiti di importanza nazionale si ritroveranno l’8 settembre nella splendida cornice di Villa Campolieto nella città di Ercolano. Saranno presenti tra gli altri, Roberto Cipresso, winemaker e scrittore di fama internazionale; Luciano Pignataro, Docente di Comunicazione Enogastronomica presso l’Università Federico II di Napoli, Ciro Giordano, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Vesuvio, e Marco Serra, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno. Un ricco parterre di docenti, scienziati, responsabili di associazioni del territorio, enologi e giornalisti di settore che affronteranno il tema dei vitigni a piede franco, di grandissimo interesse per i molteplici sviluppi che possono nascere dalla sua valorizzazione. Infatti, a dare un ulteriore contributo per la divulgazione della conoscenza sulla viticoltura a piede franco, ci saranno Stefano Del Lungo, ricercatore e archeologo, da sempre impegnato nello studio sulla trasformazione di territori e insediamenti fra Antichità e Alto Medioevo, approfondendo viabilità, biodiversità culturale, inclusa la viticoltura tra archeologia e biologia molecolare, nel Mezzogiorno, Gaetano Conte, agronomo esperto con una visione multidisciplinare della viticoltura, e la professoressa Teresa Del Giudice, docente di Economia Agraria, Alimentare e Estimo Rurale, con esperienza pregressa nelle Scienze Agrarie e nell’Agribusiness. 

Il giorno 8 settembre 2025, dalle ore 9:30 alle 13:00, presso Villa Campolieto in Corso Resina n. 283 a Ercolano (Na), l’Associazione Culturale Identità Mediterranea ha organizzato una Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piede Franco con il Patrocinio Morale del Consiglio Regionale della Campania, del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino, del Consorzio di Tutela dei Vini del Vesuvio, del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno, della Fondazione Monti Lattari Onlus, Fondazione Ente Ville Vesuviane e del Mavv-Wine Art Museum.

A spingere Identità Mediterranea e Gaetano Cataldo, nella realizzazione della Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piede Franco, la necessità di affrontare le importanti tematiche di grande attualità, grazie all’erudizione di Relatori di eccellenza e attraverso prospettive eterogenee, al fine di sensibilizzare il Pubblico e le Istituzioni su un tema fondamentale per la viticoltura italiana e non solo.

Programma della giornata

Dopo i saluti istituzionali di Gennaro Miranda, Presidente della Fondazione-Ente Ville Vesuviane, dell’On. Alessandro Caramiello, Deputato della Repubblica e Presidente dell’inter-gruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori, di Gennaro Saiello, Consigliere della Regione Campania e Presidente della Commissione Innovazione e Sostenibilità per il Rilancio e la Competitività, di Angelo Radica, Presidente dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino, di Ciro Giordano, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Vesuvio, di Marco Serra, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno, e di Mariella Verdoliva, Presidente della Fondazione Monti Lattari Onlus, interverranno i seguenti relatori: 

Stefano Del Lungo, Ricercatore CNR ISP, in rappresentanza del Gruppo di Ricerca CNR-CREA; 

Roberto Cipresso, winemaker e scrittore di fama internazionale; 

Luciano Pignataro, Docente di Comunicazione Enogastronomica presso l’Università Federico II di Napoli, Scrittore e Giornalista Enogastronomico;

Gaetano Conte, Agronomo in rappresentanza dell’azienda Vitis Rauscedo; 

Teresa Del Giudice, Docente di Economia Agraria ed Estimo Rurale.

Sarà Gaetano Cataldo, Founder di Identità Mediterranea, Giornalista Enogastronomico e Miglior Sommelier dell’Anno al Merano Wine Festival, a moderare gli interventi.

Obiettivi e temi trattati

Sottolineare l’importanza della Viticoltura a Piede Franco a livello globale.

Ribadire il valore inestimabile della Viticoltura a Piede Franco dal punto di vista genetico e della biodiversità. 

Definire la sostenibilità della Viticoltura a Piede Franco dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. 

Presagire l’indotto economico potenziale della Viticoltura del Piede Franco, anche in virtù del Destination Management System e della riqualificazione dei borghi. 

Ipotizzare un Protocollo Integrato per la salvaguardia della Viticoltura a Piede Franco e del Sistema Agricoltura nella sua interezza.

L’associazione

Identità Mediterranea, fondata il 12 luglio 2016, da sempre impegnata nella divulgazione della Cultura del Mare Nostrum mediante la promozione del Patrimonio Paesaggistico, la divulgazione della Tradizione Enogastronomica e la preservazione della Biodiversità Mediterranea, oltre che ideatrice di Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una Capitale Italiana della Cultura, ha organizzato tale evento, così come nel settembre dello scorso anno, quale associazione richiedente il coinvolgimento e il patrocinio del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, confermato anche quest’anno. 

Anna Rita Canone

SARDEGNA, BASTA FAKE NEWS: CHI NAVIGA RISPETTA L’AMBIENTE E GLI OPERATORI FANNO LA LORO PARTE

«Basta falsi colpevoli, servono soluzioni concrete». Con queste parole Claudio Denzi, Presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna (AssonauticiSardegna.org), respinge le accuse generalizzate alla nautica, apparse in questi ultimi giorni in alcuni servizi giornalistici nazionali.

Secondo l’Associazione –che rappresenta circa cento operatori tra Olbia e Santa Teresa di Gallura– recenti articoli e servizi TV hanno diffuso immagini datate e fuori contesto, dipingendo i diportisti come i principali responsabili del degrado dell’Arcipelago. “Ma è una fake news che danneggia i professionisti seri, il turismo e perfino le autorità che vigilano con impegno” sottolinea Claudio Denzi.

Gli operatori ricordano che il problema maggiore non sono le barche in rada, ma la pressione antropica a terra: fino a 6.000 turisti al giorno approdano su isole delicate come Spargi, con impatti ben più pesanti di quelli della nautica regolamentata.

Attraverso l’uso di immagini obsolete (risalenti almeno al 2 maggio 2018) proposte come se fossero attuali dalla stampa e dai TG nazionali, si è voluto dare al pubblico la sensazione che quelle barche oggi sostino in zone interdette, cosa che non corrisponde al vero. Le foto mostrano barche ormeggiate esattamente dove erano autorizzate a stare, trattandosi a quei tempi di punti di libero ancoraggio.

“Certo non è intenzione dell’Associazione difendere i diportisti maleducati. Ma vogliamo e dobbiamo tutelare i professionisti disciplinati, che certo sanno bene dove ancorare e non violano le regole perché rischiano il lavoro” dichiara Claudio Denzi, Presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna.

Gli articoli che parlano di “overdose” di barche dipingono il settore nautico come predatore del territorio, omettendo che gli operatori chiedono da sempre regole chiare e controlli seri, non privilegi né deroghe. Il vero problema è la pressione antropica a terra.

“Per conservare le spiagge dell’Arcipelago —e contemporaneamente esercitare l’economia nautica— vi è solo un rimedio: rendere le spiagge raggiungibili solo a nuoto, senza attrezzature, restando per pochi minuti sul bagnasciuga prima di tornare a bordo. Così non si sottrae un granello di sabbia, non si calpesta la vegetazione pioniera e non si disturba la fauna selvatica” mette in evidenza Claudio Denzi.

Già lo scorso anno, come riportato dall’ANSA (link), l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna aveva proposto seriamente di limitare gli sbarchi, permettendo l’accesso alle spiagge solo a nuoto, in costume, con permanenza limitata al bagnasciuga.

L’Associazione è stata anche tra le prime a denunciare la mattanza dei cinghiali di Spargi, ricordando che la vera causa degli incidenti (un bambino venne aggredito da un ungulato) è il comportamento dei turisti che —contravvenendo ai divieti— danno da mangiare agli animali, perfino gelati (Corriere della Sera, articolo del 3 settembre 2024).

“Noi operatori del diporto siamo disposti a fare sacrifici, ma devono esserlo anche gli altri: è irricevibile un divieto di sbarco solo per alcune categorie, così come è inutile istituire regole se poi non vengono fatte rispettare” conclude il Presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna.
 

Ecco le proposte concrete di AssonauticiSardegna.org:

  • divieto di sbarco sugli arenili se non a nuoto, per proteggere dune e vegetazione pioniera;
  • aumento della tassa di ingresso al Parco e soprattutto cambiamento nei metodi di controllo degli incassi;
  • divieto di ancoraggio alle mega barche, come già avviene in Francia;
  • carbon tax sui motori termici per finanziare un corpo di vigilanza ambientale;
  • regole uguali per tutti: operatori locali, nazionali e turisti privati.

Anna Rita Canone

LA SCUOLA DELL’INFANZIA DI ALZANO LOMBARDO PREMIATA A PARIGI E NEW YORK

La nuova scuola dell’infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo, nel Bergamasco, progettata da C+S Architects, si conferma un modello internazionale di architettura educativa e sostenibile, ricevendo due prestigiosi riconoscimenti in pochi mesi.
Il centro infanzia ha ottenuto il DNA Paris Award 2025 nella categoria Architecture/Educational & Sports. La cerimonia di premiazione si terrà a Parigi il prossimo 24 ottobre 2025. Inoltre, il progetto ha ricevuto una Menzione Speciale all’Architizer A+ Award 2025,  gruppo con sede a New York, che raccoglie i più importanti progetti architettonici a livello globale.
Completata all’inizio del 2025 dopo cinque anni di lavori, la scuola lombarda è immersa nel parco storico di Villa Paglia ed è stata concepita come un padiglione trasparente e prezioso, capace di intrecciare memoria e innovazione. Con i suoi spazi flessibili e luminosi, pensati per la didattica ma anche per accogliere attività comunitarie, rappresenta un nuovo modello di architettura scolastica aperta, inclusiva e sostenibile in termini ambientali e sociali.
Questi premi internazionali confermano che le scuole non sono solo edifici per l’istruzione, ma veri e propri spazi civici capaci di creare comunità,” afferma Maria Alessandra Segantini, co-founder di C+S Architects. “La scuola di Alzano è stata pensata come una piazza per piccoli  centri urbani, un luogo dove bambini, insegnanti e famiglie possano riconoscersi, crescere insieme e contribuire a far crescere l’identità della comunità a cui appartengono.”
Con questo duplice riconoscimento, la scuola di Alzano Lombardo entra a pieno titolo tra i casi di eccellenza dell’architettura scolastica europea, rafforzando il ruolo dell’Italia come laboratorio internazionale di innovazione educativa. 

Ed è la conferma del ruolo fondamentale che C+S Architects, studio di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, recita da oltre vent’anni nell’edilizia scolastica internazionale (il primo progetto è del 1998, un complesso scolastico a Caprino Veronese), con scuole Nzeb (Nearly zero energy building, ovvero ad elevata efficienza energetica) e layout scolastici circolari con specifici kit di montaggio, differenti per le tre fasi di crescita dei ragazzi. 

Le loro scuole sono conosciute a livello internazionale, sono state utilizzate come best-practice per scrivere le linee guida del MIUR e sono state esposte alla 15° Biennale di Architettura di Venezia con l’installazione EDUcare nel 2016. 

A Venaria Reale (TO) stanno realizzando due scuole dell’infanzia, Don Sapino e Andersen, progettate con strutture in legno e kit di montaggio riciclabili, immerse nei giardini. In Friuli, il nuovo Istituto Tecnico Malignani di Cervignano (7,5 milioni di euro) prevede una piazza interna luminosa e spazi multifunzionali per studenti. A Conegliano (TV), la primaria Rodari (5,3 milioni) adotta pianta circolare, aule aperte sul verde e massima efficienza energetica. Quest’ultima verrà completata tra qualche mese.


Scheda di approfondimento: LE SCUOLE DI C+S ARCHITECTS


SCUOLA PER L’INFANZIA DI ALZANO LOMBARDO (BERGAMO) 

La nuova scuola dell’infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo, progettata da C+S Architects, rappresenta un esempio di architettura innovativa che unisce memoria, paesaggio e sostenibilità. Realizzata con un investimento di 5,5 milioni di euro finanziati da Regione Lombardia, GSE, Fondazione Cariplo e Comune, la scuola si sviluppa su 3.380 mq all’interno del parco storico vincolato di Villa Paglia. L’edificio si distingue per il rivestimento in mosaico di vetro bianco e serramenti in bronzo, scandito da shed che omaggiano la tradizione industriale di Alzano e simboleggiano la scuola come “fabbrica del sapere”. Un nuovo muro in cemento rosso, che riprende il DNA paesaggistico della Val Seriana, diventa rampa-gioco per i bambini e ospita le figure incise del celebre puzzle di Enzo Mari, trasformando l’ingresso in un’esperienza narrativa e identitaria. Gli spazi sono flessibili e aperti: il salone centrale e le due corti interne permettono molteplici usi, favorendo creatività e socialità anche oltre l’orario scolastico. Le sei sezioni affacciano sul parco con ampie vetrate, mentre mensa e palestra completano l’offerta. Costruita con criteri Nzeb, la scuola coniuga innovazione tecnologica, efficienza energetica e forte radicamento al territorio, diventando un vero epicentro educativo e comunitario per Alzano Lombardo.

NIDO E SCUOLA MATERNA DI VENARIA REALE (TORINO) 

Tra i progetti in corso da segnalare quelli delle due scuole materne e nido di Venaria Reale, in provincia di Torino: la scuola dell’infanzia Don Sapino, che affaccia sulla Reggia di Venaria Reale e il centro infanzia Andersen all’interno del giardino del quartiere APC Fiordaliso. Il primo step burocratico è stato quello dell’approvazione degli studi di fattibilità tecnico-economica e dell’affido della progettazione definitiva-esecutiva. Per i bambini della materna le strutture sono in legno e costruiscono un rapporto speciale con il giardino; nella scuola primaria la struttura è sospesa lasciando l’ingresso alla luce zenitale per stimolare l’esplorazione; nelle scuole secondarie la struttura disegna la socialità grazie a una piazza coperta dove si affacciano tutti gli spazi della scuola. Innovativo anche il procedimento di costruzione: un kit di montaggio permette di costruire l’edificio “a secco” e smantellarlo a fine vita riciclandone i materiali costruttivi, che sono il legno per le parti strutturali e il sughero per i pavimenti.

L’ISTITUTO TECNICO A CERVIGNANO DEL FRIULI (UDINE) 

Il terzo progetto è quello del nuovo Istituto Tecnico Malignani di Cervignano del Friuli, che ospiterà due sezioni dell’ISIS Malignani, su 2.800 metri quadri, che saranno completate sul terreno adiacente inclusi tutti gli impianti sportivi. Il progetto è finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione) per un costo complessivo di 7,5 milioni di euro di cui 5,8 milioni sono i costi di costruzione di questa fase. Il Ministero dell’Istruzione gestirà direttamente il processo di costruzione. Su uno spazio a doppia altezza, inondato di luce zenitale e coperto da un’elegante struttura in acciaio, si affacciano le aule e quelle funzioni pubbliche. Lo spazio della piazza interna al piano terra è stato pensato per gli studenti come luogo di incontro informale. Intorno a questo spazio ed orientati a ovest, sud ed est sono collocati i laboratori al piano terra e le aule al primo piano, che si affacciano direttamente verso il giardino con grandi vetrate. Sulla grande piazza centrale sono stati collocati alcuni volumi liberi: l’ascensore, la scala a chiocciola, i volumi-struttura degli spazi multifunzionali (bar e biblioteca).

SCUOLA PRIMARIA A CONEGLIANO (TREVISO) 

Conegliano avrà presto una nuova scuola primaria innovativa e sostenibile: la nuova “Rodari” di Parè, progettata dallo studio C+S Architects di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, recentemente premiato come miglior studio d’Italia. L’edificio, realizzato insieme a IA2 Buildings, Strutture Metalliche Fadel, PooEngineering e Comune di Conegliano, sarà uno dei primi in Italia a seguire il modello circolare e modulare. L’investimento è di 5,3 milioni di euro, di cui 3 finanziati dal PNRR e 2,3 dal Comune. Su una superficie di 2.119 mq (lotto di 6.800), la scuola ospiterà 250 studenti in 10 aule. La pianta circolare favorisce spazi comunitari fluidi, corti interne e una grande piazza per attività speciali, trasformando la scuola in centro culturale per il quartiere. Le aule, più ampie della norma, si aprono direttamente sul giardino attraverso pareti traslucide che diffondono luce naturale e portici esterni per attività all’aperto. Grande attenzione è dedicata alla sostenibilità: edificio in classe nZEB, rivestimenti in vetro riciclabile, pavimenti in sughero naturale, struttura in acciaio riciclabile e ampio impianto fotovoltaico. La nuova Rodari sarà così una scuola aperta, verde e all’avanguardia, simbolo di rigenerazione urbana e innovazione educativa.             

Anna Rita Canone

Burattinarte chiude la sua estate a Castagnito con la compagnia internazionale Pelele

“La Muerte de don Cristobal” della compagnia Pelele

31ª EDIZIONE 

Dopo oltre due mesi di spettacoli, risate e meraviglia, Burattinarte Summertime 2025 festeggia la fine di agosto con due imperdibili appuntamenti. Due spettacoli poetici e visionari, che ben si innestano in questa 31ª edizione impostata dai direttori dai Direttori Artistici Claudio Giri e Consuelo Conterno nel segno dell’internazionalità, della riflessione, della bellezza e dell’incanto del teatro di figura, tra narrazione e immagini evocative.

Nell’annunciare i due spettacoli, Giri e Conterno affermano: “Siamo molto felici di poter accogliere due ottimi artisti come Orlando Della Morte, che ci farà scoprire il teatro d’oggetti e atmosfere surreali, e Silvia De Bastiani, figlia d’arte ed eccellente interprete, che utilizza pupazzi, narrazione e musica dal vivo per raccontare due famose favole di lupi e parlare in modo semplice e divertente  di  rispetto della diversità“.

Ultima tappa per Burattinarte Summertime 2025: dopo aver attraversato borghi, colline e piazze con spettacoli straordinari, il festival si congeda dal suo pubblico con un evento speciale che mescola ironia e tradizione. Giovedì 4 settembre, a Baraccone di Castagnito, sarà la volta della compagnia internazionale Pelele con uno spettacolo graffiante e irresistibile, per salutare con energia e buonumore una stagione indimenticabile.

Dopo oltre due mesi tra borghi e colline, marionette, burattini, risate e poesia, Burattinarte Summertime 2025 si prepara a salutare il suo pubblico con un ultimo, imperdibile appuntamento.

Giovedì 4 settembre, nella frazione Baraccone di Castagnito, in via San Sudario 5, andrà in scena uno spettacolo d’eccezioneLa muerte de Don Cristóbal, firmato dalla compagnia franco-iberica Pelele, maestra della tradizione europea del burattino “di legno e rabbia”. Un finale degno di un festival che ha saputo attraversare la geografia e le emozioni del teatro di figura, abbracciando culture, linguaggi e generazioni diverse.

Ad aprire la serata sarà un delizioso spettacolo prodotto dalla rassegna Burattinarte: Lucilla in OperaAnimata dalla direttrice artistica del festival, Consuelo Conterno, Lucilla è una presenza graziosa e irriverente all’interno del festival. Un’ intesa, quella tra Consuelo e Lucilla, che si rinnova ogni volta e ad ogni spettacolo si arricchisce e sorprende. Per la regia di Damiano Privitera, Lucilla in Opera è un piccolo cameo di teatro in cui il canto lirico contamina in modo del tutto inatteso la manipolazione di pupazzi generando risultati strepitosamente divertenti.

IL PROGRAMMA

Giovedì 4 settembre – CASTAGNITO | Frazione Baraccone, via San Sudario 5, ore 21:00

Ore 21.00 Consuelo Conterno – Lucilla in Opera

Ore 21.15 Compagnia Pelele (Francia/Spagna) – La muerte de Don Cristóbal


Ultimo grande appuntamento della stagione, La muerte de Don Cristóbal è uno spettacolo di burattini in castelletto tradizionale, dal ritmo travolgente e dai contenuti caustici e divertenti.
Don Cristóbal, personaggio della tradizione iberica affine al nostro Pulcinella, è protagonista di una storia satirica dove l’avidità, la furbizia e la morte si rincorrono in un gioco di scambi, colpi bassi e risa irriverenti.
Ispirata alla tradizione andalusa dei “títeres de cachiporra”, la compagnia Pelele porta in scena un teatro fisico e graffiante, fatto di ritmo, artigianato e virtuosismo. Il castello di burattini diventa luogo di scontro e risate, mentre il pubblico si lascia travolgere dall’energia contagiosa dello spettacolo.

Durata: 50 minuti – Adatto a tutti
In caso di pioggia lo spettacolo si terrà nel teatro comunale in via Allerino.

DICHIARAZIONE DEI DIRETTORI ARTISTICI

Non potevamo immaginare chiusura migliore per questa 31ª edizione – dichiarano Claudio Giri e Consuelo Conterno, direttori artistici di Burattinarte –. La muerte de Don Cristóbal è un concentrato di ironia, vitalità e arte antica, reinterpretata con intelligenza e grande maestria. E per l’ultima sera, tornerà anche la nostra Lucilla, con le sue incursioni teatrali e musicali tra il pubblico. Sarà una festa, un arrivederci pieno di gratitudine: per il pubblico, gli artisti, i volontari, le comunità che ci hanno accolti. Vi aspettiamo a Castagnito, per chiudere insieme una stagione che porteremo a lungo nel cuore“.

“Lucilla in opera”, di e con Consuelo Conterno, per la regia di Damiano Privitera

Anna Rita Canone

COLORI E MUSICA A MONTEGROTTO, ARRIVA L’HOLI

Domenica 31 agosto il tour estivo dell’Holi, Il Festival dei Colori, intitolato “Be The Color!”, farà tappa per la terza volta a Montegrotto Terme, perla dei Colli Euganei e tra i più rinomati centri termali d’Europa. L’appuntamento è al Parco Mostar, all’interno del Montegrotto Summer Festival, rassegna musicale ideata con entusiasmo e passione dai giovani dell’Associazione FIOI.

Da oltre undici anni l’Holi fa ballare e divertire centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, trasformandosi in un vero fenomeno. Con oltre 900.000 partecipanti, sold out a ripetizione e perfino un’apparizione al cinema nel film Forever Young di Fausto Brizzi, questo format ideato dall’event manager trevigiano Fabio Lazzari è ormai un’icona pop capace di portare gioia, spensieratezza e solidarietà.

Ed ecco che domenica 31 agosto la magia colorata si ripeterà a Montegrotto: dalle 18 alle 22, ogni ora, i celebri lanci collettivi di colore scanditi dal countdown dal palco trasformeranno il parco in un arcobaleno vivente. A rendere l’atmosfera ancora più travolgente ci saranno DJ set, performance live, area food & beverage e l’energia del media partner Radio Piterpan. Ingresso gratuito. Info su www.holitour.it

Fabio Lazzari, ideatore del festival commenta: «Holi non è solo una festa di colori, ma un ponte che unisce persone e culture. Portarlo a Montegrotto Terme per la terza volta è per noi un onore: qui la magia dell’arte e della musica incontra la tradizione di una città termale internazionale. L’Holi è gioia, libertà e solidarietà: il nostro obiettivo è far vivere a tutti un’esperienza indimenticabile e, allo stesso tempo, sostenere chi ne ha più bisogno».

Oltre a essere un concentrato di musica e divertimento, infatti il format porta con sé un forte valore solidale. Fin dalla prima edizione, parte dei proventi viene destinata alla Fondazione Fratelli Dimenticati per sostenere la Ferrando School in India, offrendo istruzione e accoglienza ai bambini audiolesi. Tra loro c’è anche Jagat, oggi studente brillante e pieno di sogni, che grazie al progetto ha potuto imparare a comunicare, coltivare amicizie e scoprire i propri talenti.


SCHEDE DI APPROFONDIMENTO


HOLI IN TOUR, DIECI ANNI VERSO UN MILIONE DI PRESENZE
Holi – Il Festival dei colori nasce alcuni anni fa dalle menti di due event manager vicentini, Fabio Lazzari e Marco Bari, i primi a portare in Italia il format. L’Holi on tour si ispira alla tradizionale festa indiana e lo mixa con dj set dall’elettronica al rap. Degli esordi di Padova e Vicenza se n’è parlato molto sul web, con le foto del bacio diventate virali su Facebook e su Instagram.  Poi il format è diventato nazionale. Da Macerata a Bologna, passando per Firenze e Roma fino a Venezia e Trieste, ha toccato tutta Italia, dalle spiagge alle città. Il Festival è stato anche protagonista delle riprese del film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi ed il fenomeno del selfie colorato è stato oggetto di studio sociologico. Una vera e propria moda che ha spopolato ovunque e che tappa dopo tappa ha registrato numeri da capogiro: in nove edizioni ha totalizzato oltre 900 mila partecipanti di tutte le età e culture. Il format consiste nel lanciare in aria polverine colorate e profumate alla fine dei countdown che i vocalist o i dj ritmano dal palco, di solito sono cadenzati uno ogni ora. E si balla e ci si “colora” tutti insieme. Si consiglia di indossare capi di cotone bianchi, le polverine sono naturali e atossiche, sono composte da talco e amido di mais, non contengono nessun metallo pesante, sono 100% eco friendly e si acquistano all’interno dell’area del festival, negli stand ufficiali “Holi”, garanzia della genuinità del prodotto. Non ci sono limiti di età per partecipare all’Holi il festival dei colori, è aperto a tutti, grandi e piccini. Unica “regola”: aver voglia di divertirsi tutti insieme pacificamente come vuole lo spirito della festa indiana. Informazioni e contatti: www.holitour.it


LA STORIA DELL’HOLI IN INDIA 
Holi è tra le più antiche celebrazioni indù della stagione primaverile e coinvolge migliaia di persone dall’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan. Conosciuta come la festa dei colori, della gioia, dell’amore e del divertimento, durante i festeggiamenti che durano due giorni, interi villaggi cantano e ballano, lanciandosi polvere colorata e acqua. La festa simboleggia la vittoria del bene sul male, l’arrivo della primavera e l’addio all’inverno. Ma è anche un momento di incontro e di puro divertimento. È la giornata in cui si dimenticano i dolori e si perdona. In questa occasione vengono meno anche le rigide strutture sociali: ricchi e poveri, vecchi e giovani, uomini e donne festeggiano e scherzano insieme.

Anna Rita Canone

ENER2CROWD: DA NORD A SUD, I TEMPI PER COMPRARE CASA RESTANO FUORI SCALA: OLTRE 80 ANNI IN LOMBARDIA, 43 ANNI IN CALABRIA

Comprare casa, per i giovani italiani, non è più un passo naturale verso l’indipendenza, ma un traguardo che si allontana sempre di più. Secondo l’approfondimento alla ricerca “I giovani e la casa 2025” condotta nel mese di agosto 2025 da Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, il 64% degli under 40 non è ancora riuscito a diventare proprietario e circa un milione di giovani non può permetterselo. Tra chi ce l’ha fatta, quasi un terzo (32%) ha potuto farlo solo grazie all’aiuto economico dei genitori.

Prezzi elevati e redditi insufficienti. «Il contesto è profondamente mutato rispetto a vent’anni fa: i redditi stagnanti, la diffusione dei contratti a termine e un mercato immobiliare in tensione rendono l’acquisto della casa un’impresa sempre più complessa» spiegano gli analisti di Ener2Crowd.

Il mutuo rimane la via quasi obbligata: il 70% dei millennial proprietari ha fatto ricorso a un finanziamento bancario, quota che sale al 75% nel Nord Italia, dove i valori al metro quadro sono più alti.

Il ruolo delle famiglie e del Fondo di Garanzia. Le difficoltà di accesso al credito restano significative a causa dei salari bassi, della scarsa liquidità iniziale e della precarietà occupazionale che frenano la capacità di ottenere un mutuo. In questo contesto, il Fondo di Garanzia Prima Casa ha svolto un ruolo decisivo: lo scorso anno circa 80 mila under 36 hanno beneficiato di questo strumento che consente di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile; ma il sostegno più rilevante continua a venire dal nucleo familiare.

Circa 850 mila giovani acquirenti non avrebbero avuto accesso alla proprietà senza l’intervento dei genitori. Nel 70% dei casi, la famiglia ha garantito parte del mutuo, ridotto l’importo richiesto alla banca o coperto le spese accessorie. E per 278 mila giovani l’aiuto dei genitori è stato tale da permettere l’acquisto senza ricorrere ad alcun mutuo.

Mutui più tardi, case più piccole. Secondo i dati raccolti da Ener2Crowd, relativi al primo semestre 2025, i mutui richiesti dagli under 40 hanno riguardato immobili con un prezzo medio di 200 mila euro e un finanziamento medio di 158 mila euro, pari all’79% del valore. La durata media dei piani è stata di 26 anni e l’età media dei richiedenti è salita a 38 anni: segnale che i giovani riescono ad acquistare la prima casa sempre più tardi, dopo aver consolidato carriera e risparmi.

Il quadro che emerge è quello di una crescente dipendenza intergenerazionale. Chi può contare su genitori con patrimonio disponibile riesce a entrare nel mercato immobiliare e chi non ha questa possibilità rischia di restarne escluso.

Senza l’aiuto della famiglia, a livello nazionale, il tempo medio necessario ad accumulare un anticipo adeguato per accedere ad un prestito ipotecario sommato al tempo per estinguere un mutuo trentennale è pari a 57,4 anni. Con tempi molto lunghi anche nelle città dove i prezzi degli immobili sono più accessibili, come ad esempio a Crotone (37,3 anni senza mutuo) oppure ad Agrigento, Enna o Caltanissetta dove il tempo necessario è pari a 38,1 anni.

«La conseguenza è dunque un doppio divario: tra Nord e Sud — dove i redditi più bassi aggravano l’inaccessibilità — e tra chi ha e chi non ha una rete familiare solida» commenta Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.

«Eppure negli Anni Settanta un operaio riusciva a comprare casa in circa 20 anni. Oggi, in molte regioni, anche con un mutuo servono tre vite» sottolinea Paolo Baldinelli, Executive Chairman e co-fondatore di Ener2Crowd.

La via alternativa: investimenti sostenibili. Ener2Crowd sottolinea che un percorso di investimento in finanza ESG, con piani di accumulo e reinvestimento degli utili, può ridurre drasticamente i tempi di accumulo dell’anticipo, restituendo ai giovani margini di accesso oggi negati.

«Iniziando a investire in modo sostenibile già a partire dai primi risparmi, anche dai 18 o 20 anni, i giovani possono costruire quella base di ricchezza indispensabile per accedere al mercato immobiliare, sempre più esclusivo e diseguale» concludono gli analisti di Ener2Crowd.

Anna Rita Canone

QUANDO LA VACANZA DIVENTA TERAPIA: VAMONOS E LA SVOLTA DOPO UN PERIODO NO

C’è un momento, dopo settimane o mesi complessi, in cui nasce il desiderio di voltare pagina. Per qualcuno la svolta arriva grazie a un nuovo lavoro, per altri grazie a un incontro inaspettato. E per molti, sempre più numerosi, la rinascita prende forma con un viaggio. «Un’esperienza che, se vissuta in un ambiente positivo e accogliente, può trasformarsi in un vero punto di ripartenza» sottolineano gli specialisti di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo.

I numeri lo confermano: nel 2025 l’Italia ha accolto oltre 10,6 milioni di visitatori solo nel mese di aprile, con un incremento del +13,1 % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Gli arrivi transitati per via aerea hanno superato i 19 milioni, crescendo del +7,3 % su base annua (Tourist Italy, maggio 2025). Segnali che raccontano una vitalità del settore turistico e, soprattutto, un ritorno al viaggio vissuto come bisogno primario.

All’interno di questo trend spicca la crescita del viaggio in solitaria: secondo un recente studio, nel 2025 il 76% dei millennial e della Gen Z ha dichiarato di programmare almeno un’esperienza da solo entro l’anno, confermando come il fenomeno del “solo travel” sia ormai una scelta sempre più diffusa e strutturata.

È qui che entra in gioco Vamonos Vacanze, tour operator italiano che ha fatto dei viaggi di gruppo per chi parte da solo, la sua specialità. La missione è semplice e potente: trasformare un momento di incertezza in una svolta personale, grazie a contesti protetti, relazioni autentiche e un’energia positiva che accompagna ogni esperienza.

«A volte basta un viaggio per ripartire da zero» afferma il tour operator. «Il nostro obiettivo —continua— è accogliere chi sente il bisogno di voltare pagina e offrire un ambiente in cui sentirsi parte di un gruppo, senza giudizi, con la libertà di ritrovarsi e ricaricarsi».

«Non offriamo solo viaggi, ma contesti che accolgono e trasformano. Abbiamo visto persone arrivare con il peso di un periodo difficile e tornare a casa con un sorriso nuovo, con legami che prima non esistevano e con una fiducia ritrovata» raccontano gli esperti di Vamonos Vacanze.

La filosofia è chiara: Vamonos Vacanzecrea esperienze in cui chi parte da solo trova un gruppo, nuove prospettive e l’energia per ripartire. Un biglietto, uno zaino e la voglia di rimettersi in gioco: sono questi gli ingredienti che fanno la differenza.

«Non importa da dove si parte, ma la voglia di rimettersi in moto» evidenzia il tour operator. Ogni partenza è una scelta di vita, ed è lì che inizia la vera svolta.

Per dare concretezza a questa visione, Vamonos Vacanze presenta tre viaggi italiani pensati per chi desidera una svolta dopo un periodo “no”.

1) Pugnochiuso in Puglia, dal 30 agosto al 6 settembre (7 notti, 899 euro): nel cuore del Parco del Gargano, mare cristallino e panorami mozzafiato fanno da cornice a una settimana di rigenerazione. Escursioni in barca, passeggiate nei borghi di Vieste e Peschici e serate in spiaggia tra musica e brindisi: ogni momento diventa occasione per alleggerirsi e conoscere nuove persone:

2) San Teodoro in Sardegna, dal 6 al 13 settembre (7 notti 999 euro): tra calette segrete e acque turchesi, San Teodoro è l’ideale per chi vuole unire avventura e convivialità. Escursioni in gommone, tuffi in piscine naturali e serate sotto le stelle con i sapori autentici della Sardegna trasformano questa vacanza in un’esperienza indimenticabile, fatta di emozioni e nuove amicizie.

3) Cinisi in Sicilia, dal 14 al 21 settembre (7 notti 899 euro): qui il ritmo lento e affascinante della Sicilia diventa balsamo per l’anima. Colazioni lente, mare limpido, serate scandite da piatti tipici e conversazioni spontanee. «A Cinisi ogni dettaglio diventa un ricordo da portare con sé, un piccolo sogno che diventa realtà condivisa» concludono gli specialisti di Vamonos Vacanze.

Anna Rita Canone