“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Un messaggio simbolico contro la guerra in Ucraina arriva anche dal MANN: installata proprio ieri, 3 marzo, la statua della Concordia Augusta all’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Napoli; essa attende, alta e imponente, i visitatori.
L’arte antica, a distanza di secoli, lancia un messaggio sempre valido. Ne è convinto il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, che commenta così: “E’ un messaggio che, scolpito nella pietra, ci parla soprattutto oggi. Lo spostamento della statua in Atrio sarà raccontato sui social del MANN con l’hashtag #Museumsagainstwar, lanciato dal Ministero della Cultura quando è stata invasa l’Ucraina“.
Il gesto simbolico nasce per accompagnare la drammatica giornata di negoziati e guerra fra Russia e Ucraina (che ha portato ad una tregua e all’apertura di corridoi umanitari).
La statua:
La scultura marmorea della Concordia (dall’edificio di Eumachia, Pompei, I sec. d. C.) venne realizzata per celebrare la pace e la stabilità, che si candidavano a essere valori guida del principato augusteo dopo un periodo doloroso di guerre civili.
Il Comune di Santa Maria a Vico ha esposto la bandiera della pace e dell’Ucraina, ma… Remigio De Matteis – Presidente del Gruppo Pa-dri Separati di San Felice a Cancello – anche stavolta, non le manda a dire: “Ipocriti. Mossa di propaganda. La pace nel mondo, in Ucraina? Bel concetto, nobile: ma perché non tutelano anche i papà separati? La pace nelle famiglie è un obiettivo risibile, secondo loro? Chi/cosa devono aspettare? E’ normale che, a fronte di istanze protocollate (e ignorate) già nel passato, il Gruppo deve intervenire con la Polizia a tutela di un papà separato? Dopo le belle parole (rimaste tali), dopo l’incontro di due mesi fa, dopo le garanzie offerte a un concittadino? Perché solo noi del Gruppo riusciamo a offrire tutele? Noi non abbiamo la bacchetta magica, abbiamo solo determinazione e applichiamo con convinzione una legge. Perché dobbiamo sopperire a mancanze, indifferenza e, soprattutto, ignoranza? Certo, ignoranza: siamo stati avvicinati anche da un membro consiliare all’opposizione, proprio per venire incontro alle sue esigenze di papà separato. Il Sindaco in cosa tutela i propri cittadini? Allora il papà separato ha fatto bene a mandargli un messaggio di fuoco. Come ripetuto più volte, la Legge 54/2006 non è mia invenzione e, come tale, va rispettata. Perché il Comune di Santa Maria a Vico indugia sull’approvazione al Registro della Bigenitorialità? A chi dà fastidio? ”. Nel messaggio inviato personalmente al Sindaco, il papà in questione rileva come la collaborazione dell’assessore Tiziana Pascarella sia rimasta solo una bella promessa aleatoria e di come sia riuscito a vedere la figlia solo grazie all’intervento di De Matteis e della Polizia, dal Commissariato di Maddaloni. Si rimprovera anche la mancata istituzione del Registro della Bigenitorialità e di come le figure istituzionali comunali non stiano di certo favorendo i contatti con la figlia, il tutto a fronte di una precisa sentenza del Tribunale. De Matteis loda l’intervento rapido e risolutivo della Polizia grazie alla presenza, anche tra loro, di papà separati che vivono le problematiche della mancata applicazione della legge 54/2006 di cui sopra. Anna Rita Canone
Affresco con Polifemo e Galatea (da Pompei, 50-79 d.C.)
“Il più epidermico dei gesti umani, ma anche il meno superficiale“: queste le parole con cui Elisabetta Moro (professore ordinario di Antropologia culturale/ Università di Napoli Suor Orsola Benincasa) e Marino Niola (professore ordinario di Antropologia dei simboli/ Università di Napoli Suor Orsola Benincasa) presentano il viaggio culturale raccontato nel libro “Baciarsi” (Einaudi, 2021).
Proprio oggi, nell’ambito della rassegna “Lo scaffale del MANN”, curata dai Servizi Educativi dell’Archeologico, Elisabetta Moro e Marino Niola presenteranno il proprio saggio in una data significativa. Alle 16:00, infatti, all’Auditorium, la tradizionale festa degli innamorati sarà celebrata al Museo con un excursus antropologico sulle fondamenta degli affetti e delle relazioni sociali.
Il libro:
Il libro costituisce un percorso affascinante attraverso i baci di ieri e di oggi, alla scoperta dei mille significati di un gesto che caratterizza gli esseri viventi da quando, agli albori della storia, le mamme scimpanzé masticano il cibo e lo passano bocca a bocca ai propri cuccioli. Nato come strumento per la nutrizione, nel corso del tempo il bacio diventa passione, dedizione, emozione. E, quando il Covid ci ha chiusi in un lockdown del corpo e dell’anima, abbiamo capito come e quanto questo contatto a fior di labbra sia vitale. In questo senso, il bacio è la prima vittima della pandemia.
Il bacio, infatti, unisce individuo e comunità, intimità e prestigio, eros e pathos, sentimento e tradimento, religione e rivoluzione, sottomissione e liberazione.
L’evento:
Il Direttore del MANN Paolo Giulierini, insieme alla Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università Suor Orsola Benincasa Paola Villani , con gli autori Moro e Niola tracceranno così un percorso dialettico e coinvolgente, ricco di rimandi ad arte, archeologia, cinema, tecnologia e filosofia dell’amore.
Un focus ad hoc sarà dedicato alle più celebri immagini dei baci, partendo dall’antichità, quando questo gesto non aveva una frequente rappresentazione iconografica: gli splendidi affreschi vesuviani con le effusioni di Amore e Psiche, Satiro e Menade, Polifemo e Galatea, saranno accostati non soltanto ad antiche raffigurazioni in cui il bacio era un segno di ossequio (Piritoo riceve l’omaggio dei centauri e Teseo liberatore), ma anche ad opere di arte moderna e contemporanea. Per citare solo alcune delle immagini raccontate al pubblico del Museo, ecco gli indimenticabili baci di Hayez, Klimt e Picasso, l’emozionante bianco e nero del celebre scatto di Doisneau, il “verismo”metropolitano dei Kissing Coppers di Bansky, il contatto che diventa correlativo oggettivo di una presa di posizione civile nel bacio sulla bocca fra l’immunologo Fernando Aiuti e Rosaria Iardino, una paziente sieropositiva.
L’incontro con gli antropologi Moro e Niola sarà anticipato, sui canali Facebook e Instagram del MANN, da post e stories sul tema dell’amore. A conclusione dell’evento, il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, donerà al pubblico un pensiero simbolico: un bacio Perugina.
La partecipazione alla presentazione del libro “Baciarsi” sarà gratuita; per accedere all’Auditorium, richiesti Green Pass rafforzato e mascherina ffp2.
Durante tutta la giornata di oggi, le coppie al Museo pagheranno un solo biglietto intero.
Budapest, la capitale dell’Ungheria, è diventata una meta turistica internazionale: è piena di storia, di cultura e di innumerevoli monumenti da ammirare. La città ha una posizione incantevole, in quanto il fiume più lungo navigabile dell’Europa, il Danubio, la divide in due: la riva dell’ovest con la zona collinare residenziale Buda e il vecchio centro storico Óbuda; ivi in epoca romana nasceva Aquincum, capitale della Pannonia inferiore e riconducibile al Grande Impero Romano. Mentre sull’argine opposto, pianeggiante, si trova il centro storico – amministrativo, Pest. L’unificazione nell’800 di questi tre centri ha dato vita alla nascita di Budapest, alla metropoli di oggi, con circa 2 milioni di abitanti. Le colline che s’innalzano timidamente in vari punti della città offrono una veduta spettacolare sulla città, tra queste la più conosciuta in sorgenza della collina Gellért è la Cittadella, alta appena di 140 metri. In cima sul punto più alto, attorniata dalle mura della fortezza che fungono da belvedere, si ammira un panorama con una visione suggestiva.
La collina porta il nome di San Gerardo vescovo italiano, nato attorno al 980 a Venezia, cresciuto secondo le rigide regole dei benedettini “ora et labora”. Caso volle, che durante un suo lungo pellegrinaggio ha conosciuto un abate ungherese, che lo invitò in Ungheria, dove Santo Stefano, primo re d’Ungheria, gli affidò l’istruzione del proprio figlio, del principe Emerigo e la divulgazione del cristianesimo in tutto il Paese. L’Ungheria di allora era ancora fortemente pagana, per cui la conversione del popolo al cristianesimo gli costò la vita, proprio qui in collina.
La statua di San Gerardo in collina
Sulla sponda che costeggia le acque del fiume da più vicino, ecco che troviamo un luogo di culto, chiamato la Cappella di Nostra Signora. Esaminando la struttura geologica della montagna, essa è composta di cavità rocciose, che si dividono con grade armonia in grotte a diversi livelli; esse si affacciano in bella vista, una più vecchia ed una più recente (è stata completata nella prima parte del 1900). In una di questa si trova la chiesetta in memoria all’Ordine Paolino, l’unico ordine ungherese per monaci, fondato dall’eremita Beato Eusebio in osservanza alle discipline religiose del primo eremita cristiano San Paolo. Nell’altra cavità, grazie anche alle sue acque sorgive curative, si trova un santuario in ricordo alla cappella di Lourdes. Bisogna evidenziare che l’idea insolita di costruire un tempio proprio qui, è dovuta ad un gruppo di pellegrini ungheresi, quando nel 1924 ha visitato il luogo sacro in Francia.
Chiesa di Nostra Signora e la cappella dei Padri Paolini
Peraltro esistono tanti documenti storici a testimoniare che all’interno della collina i movimenti geologici trasformavano continuamente l’aspetto naturale delle cavità, ma è altrettanto vero che anche la mano dell’uomo abbia contribuito nell’ampliamento delle grotte. Negli anni successivi la storia, la guerra, la politica hanno determinato il destino di questi monumenti, per un periodo di tempo sono rimasti chiusi con il divieto di frequentazione disposta dalle autorità, finché il grande cambiamento politico con il cessare del comunismo hanno ripristinato definitivamente l’apertura e la missione della Chiesa.
Nel contempo la storia è stata generosa dimolti rivelazioni eccezionali, una riguarda appunto la figura del fondatore dell’ordine Paolino, Beato Eusebio che, si dice, nella prima metà del 1200 si era recato di persona in visita dal Papa in Italia per avvalorare con la più alta benedizione l’ordine da lui istituito. In questa circostanza egli si è incontrato con San Tommaso d’Aquino, quale a sua volta ha sostenuto con fervore perorazione gli interessi dei Padri paolini. Forse proprio questo transito, oltre la ben estesa parentela del grande pensatore e filosofo cristiano del Medioevo, imparentata negli anni successivi con famiglie nobili di varie nazionalità, e insieme alle loro generazioni successive avranno dato lo spunto agli studiosi ungheresi nell’approfondire le ricerche dei possibili consanguinei ungheresi, esistenti molto probabilmente sino ai giorni nostri, di San Tommaso d’Aquino.
Come si evince anche da questo breve racconto, le vie della storia comune risultano sempre meravigliosamente interminabili.
La copertina del libro San Tommaso d’Aquino e i discendenti ungheresi
La mostra “SingSing. Il corpo di Pompei” è stata inaugurata al MANN il 21 gennaio. Si tratta di un progetto fotografico che Luigi Spina dedica agli ormai mitici depositi nei sottotetti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Essa riporta alla vita reperti di duemila anni fa.
Il fotografo, il miglior senior del 2020 secondo Artribune, ha scovato infatti oggetti unici, che raccontano la dimensione quotidiana degli antichi abitanti della Campania in epoca romana, tra cui sculture in bronzo, candelabri, lucerne, vasellame, oggetti di uso personale, arredi di antiche domus. Essi si integrano, così, in un suggestivo percorso di “anastilosi”: questo termine, in archeologia, indica la ricostruzione di una struttura antica tramite la ricomposizione dei pezzi originali.
LA MOSTRA:
Luigi Spina, dopo anni di lavoro dedito allo studio e alla narrazione dei capolavori dell’Archeologico, presenta al pubblico i risultati del viaggio di ricerca compiuto stavolta in un luogo non fruibile al pubblico, nelle “celle” diSingSing; in cinquanta scatti in bianco e nero, visibili oggi nelle sale della collezione Villa dei Papiri del MANN e in un raffinato volume pubblicato da 5 ContinentsEditions, Spina segue un itinerario fotografico che è cronaca, studio e testimonianza storica al tempo stesso: “Guardando il pane carbonizzato, intatto, ho immaginato il panettiere che lo fece quella notte: non ebbe più un giorno. Penso a quel pane che conserva intatto il desiderio della vita. Mi aggrappo al corpo di Pompei come se fosse il mio“, racconta il fotografo. Il percorso, come già anticipato online sui canali social del Museo durante il lockdown del 2020, è stato presentato ad inizio dello scorso ottobre in occasione della manifestazione MIA Fair 2021 di Milano. Il progetto fotografico è parte integrante dello studio e della successiva valorizzazione dei depositi a cura della direzione e dello staff scientifico del MANN. L’esposizione, infatti, prelude ad una nuova politica di accessibilità pubblica dei depositi museali, come commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini: “Serbatoio immenso per mostre internazionali, l’unico carcere dal quale è facile evadere e andare in giro per il mondo, i celebri depositi del sottotetto detti SingSing diventeranno presto una ‘sezione’ del Museo, senza perdere il fascino di luogo magico amato dagli studiosi. Manca poco: già da tempo è iniziato lo storico riordino e molti materiali attualmente a SingSing troveranno spazio nelle rinnovate sezioni vesuviane a partire dalla Campania romana, la prossima estate, seguita dalla tecnologica romana e dalla numismatica. Singsing sarà di tutti ed avrà un nuovo volto grazie ad una graficizzazione che ne guiderà il percorso di visita; l’esposizione degli oggetti sarà adeguata ai criteri antisismici studiati con il DIST dell’Università Federico II. Lo straordinario progetto fotografico di Luigi Spina, che ha generato una mostra in dialogo con i capolavori di Villa dei Papiri e uno splendido volume, è parte integrante di questo percorso epocale. È un pezzo di storia del Museo che resterà”. E’ possibile visitare la mostra fino al 30 giugno 2022.
IL FOTOGRAFO:
Luigi Spina è un fotografo. I suoi principali campi di ricerca sono gli anfiteatri, il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, le antiche identità culturali, il confronto con la scultura classica, l’ossessiva ricerca sul mare, le cassette dell’archeologo sognatore (Giorgio Buchner). Ha pubblicato oltre 22 libri fotografici di ricerca personale e ha realizzato prestigiose campagne fotografiche per Enti e Musei. I suoi volumi sono pubblicati in diverse lingue e distribuiti in tutto il mondo; tra essi, ad esempio, il progetto sul Foro romano, L’Ora Incerta, Electaphoto (2014); The Buchner Boxes (2014), Le Danzatrici della Villa dei Papiri (2015), Diario Mitico, Cronache visive sulla collezione Farnese (2017), SingSing (2020), Canova. Quattro tempi (2020), I Confratelli (2020), tutti editi da 5 ContinentsEditions; Volti di Roma alla Centrale Montemartini per Silvana Editoriale (2019). Tra le istituzioni culturali nelle quali ha esposto si segnalano: Museo Archeologico di Napoli; Musei Capitolini di Roma; Museo Campano di Capua; Galleria San Fedele, Milano; Museo MADRE, Napoli; Palazzo dell’EUR, Roma; Reggia di Caserta; MACRO, Roma; Galerie Patrick Mestdagh, Bruxelles; MIAFAIR Milano; Postermostra, Lisbona, Kranj, Slovenia; Gallery of Fine Art Uzbekistan. Sue opere sono conservate ed esposte, in permanenza, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Aeroporto di Capodichino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La rivista Artribune lo ha nominato miglior fotografo senior del 2020.
Remigio De Matteis, il battagliero Presidente del Gruppo Pa-Dri Separati di S. Felice a Cancello, stavolta è in rotta di collisione con la dottoressa Teresa Mauro, Dirigente del locale Istituto Comprensivo “Francesco Gesuè”. Tutto è nato con la ripresa scolastica dopo le vacanze natalizie: la figlia, infatti, è stata riammessa a scuola con un documento firmato dalla sola madre, a spregio di ogni normativa vigente e della Legge 54/2006.
De Matteis si è presentato a scuola per risolvere la problematica pacificamente, chiedendo della responsabile della scuola “Don Milani”, ma è stato risposto che era in riunione con la Dirigente. De Matteis, pertanto, si è recato in direzione ma la Dirigente Mauro si è negata riferendo, attraverso il suo collaboratore scolastico, di poter recarsi dai Carabinieri. De Matteis, a questo punto, ha seguito il consiglio ed è andato effettivamente dai Carabinieri esponendo, per iscritto, l’accaduto.
Successivamente è stato invitato dalle docenti della minore a firmare il documento oggetto della contesa ma De Matteis, sentendosi burlato, ha rifiutato.
Le sue parole: “Mi domando perché in Italia, ma soprattutto a San Felice a Cancello, per far valer i propri diritti sia sempre necessario dover ricorrere ad avvocati e/o FFOO. Sono anni che lotto nelle scuole per sdoganare la Legge 54/2006 che assicura, in caso di separazione, gli stessi diritti e doveri ad entrambi i genitori del minore. La dottoressa Mauro rispetta questa legge a parole, ma non nei fatti: essi, infatti, non tengono conto delle problematiche quotidiane e burocratiche dei papà separati”.
Per questo motivo – e per evitare problematiche future – la minore è stata iscritta, per l’anno prossimo, in altro istituto.
De Matteis assicura, tuttavia, che le sue battaglie continueranno.
Maddaloni, 19 gennaio 2022. Nei giorni scorsi, presso il Centro vaccinale della Scuola di Commissariato dell’Esercito di Maddaloni, è stata oltrepassata la soglia delle 100.000 dosi di vaccino anti-Covid19 inoculate.
Ciò segna un traguardo non indifferente nella quotidiana lotta alla pandemia e fornisce un’ ulteriore testimonianza della stretta e fattiva collaborazione tra Esercito, Azienda Sanitaria Locale e Istituzioni regionali, tutto in un contesto di piena sinergia e a tutela della salute dei cittadini.
Al riguardo, il Comandante della Scuola di Commissariato, Brigadier Generale Leonardo COLAVERO, ha dichiarato: “Dobbiamo continuare su questa strada. Grazie al fattivo supporto logistico fornito dal personale della Scuola in termini anche di sicurezza del dispositivo e all’alacre lavoro del personale medico dell’ASL, nel Centro Vaccinale abbiamo la potenzialità di somministrare circa 1.300 dosi al giorno ed è questo l’obiettivo che dobbiamo realizzare aumentando il numero di vaccinati giornalieri”.
Il Dottor RONCIONI, responsabile del Distretto ASL di Maddaloni ha altresì evidenziato che: “L’Esercito ha dato l’ennesima dimostrazione di un’efficiente organizzazione logistica. Un grazie particolare al personale della Scuola di Commissariato che in silenzio, con abnegazione e concretezza fornisce il suo efficiente contributo”.
Si ricorderà che solo lo scorso 9 giugno scorso è stato inaugurato presso lo storico padiglione dell’ex “Arte bianca” della Caserma “Magrone”, sede della Scuola di Commissariato, il Centro Vaccinale dell’ASL di Caserta. Esso è stato realizzato nell’ambito dell’operazione “Eos”, coordinato dallo Stato Maggiore della Difesa, e sotto l’egida del Comando Operativo di Vertice Interforze. Vi sono ben prevede ben 12 postazioni per la somministrazione dei vaccini e un pool di 18 medici dell’ASL di Caserta coadiuvati dal personale della Protezione Civile del Comune di Maddaloni.
Il personale della Scuola di Commissariato cura tutte le attività del dispositivo logistico messo in atto, nonché l’attuazione e la realizzazione delle misure di sicurezza a favore dell’utenza; esse sono curate dall’ Ente formativo di eccellenza della Forza Armata, che opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando Commissariato.
La Scuola di Commissariato opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando Commissariato.
Simay Azadi, il canale satellitare iraniano d’opposizione, con sede in Europa, ha organizzato il 26mo Telethon dal 14 al 16 gennaio: coinvolti, come sempre, sostenitori iraniani e non, sparsi in tutto il mondo.
Numerosi i messaggi di solidarietà ricevuta da semplici cittadini in tutto il mondo e la leader Maryam Rajavi il 17 gennaio ha sottolineando in un discorso ai politici europei la responsabilità del regime nell’attacco all’aereo civile ucraino VOLO 752 abbattuto l’8 gennaio 2020 (anche l’Ucraina ritiene l’Iran responsabile VOLUTAMENTE della morte delle 176 vittime) e chiede la condanna internazionale al regime, anche per la sua crescente corsa verso il nucleare.
Il Telethon:
La maratona televisiva è durata tre giorni e ha visto interventi in diretta anche di politici e diplomatici internazionali (USA, Francia, Inghilterra, Italia, tra gli altri). Essa, così come spiegato da Simay Azadi, non è “solo un sostegno finanziario di una televisione. Questo è un messaggio di solidarietà per combattere e continuare a lottare per la libertà in Iran”.
Sui maxischermi si sono alternate le foto dei sostenitori morali che hanno accolto l’appello lanciato su Twitter, gli iraniani sparsi in tutto il mondo, le toccanti e drammatiche testimonianze dei sopravvissuti al massacro del 1988 (uccisi 30.000 oppositori politici dal regime). Si sono susseguite, come sempre, telefonate d’incoraggiamento e telefonate che sono vere e proprie denunce.
Tutti hanno condannato, unanimemente, il regime teocratico e in particolare il Presidente Ebrahim Raisi, diretto responsabile della sanguinosa repressione del 1988. Tutti ne continuano a chiedere la fine dell’impunità e una condanna internazionale per crimini contro l’umanità.
La situazione attuale
L’Iran versa in condizioni drammatiche: il numero delle vittime per Covid ha raggiunto quasi 500.000. La popolazione langue tra virus e povertà, con i docenti che hanno ripreso lo sciopero, dopo le agitazioni dello scorso ottobre. Lamentano stipendi arretrati e non pagati, mentre il governo continua a ignorarli. In tutto questo, il primo pensiero del regime è una crescente corsa al nucleare, in spregio a qualunque senso di responsabilità. Continuano, intanto, le persecuzioni agli oppositori: lo scorso 8 gennaio è morto per Covid e in carcere lo scrittore, poeta e regista Baktash Abtin, condannato dal regime poiché strenuo difensore dei diritti umani.
Dati i forti miasmi della sera prima, il 30 dicembre scorso alcuni cittadini di San Felice a Cancello sono andati a scattare foto in località Cave. La realtà emersa è desolante. I cittadini, recatisi sul luogo, hanno incontrato addetti della Regione Campania che hanno detto loro che la Regione ha solo il compito di accatastare rifiuti come lavatrici, furgoni, copertoni auto, amianto e simili. A chi tocca toglierli? Perché non erano presenti Sindaco né assessore Ambiente o Sanità? Che fine faranno questi rifiuti speciali? Finiranno in balia di qualche balordo o ritorneranno dove sono stati ritrovati? Si è appreso che la Regione si limita a pulire le vasche e tagliare erba, ma nulla di più: i canali, come da foto, restano in balia della buona volontà dell’Amministrazione.
Nei canali scorre acqua di cui non si conosce la provenienza: peggio ancora, potrebbe essere lo sversamento abusivo di qualche cittadino balordo; il dubbio nasce dalla presenza di numerosi contenitori di detersivi.
Nel corso degli anni, intanto, sono state protocollate denunce e segnalazioni al Comune e ai CC, rimaste inascoltate.
Il Sindaco ha una serie di poteri e responsabilità “(…)Dalla salute pubblica alla sicurezza, dalla tutela ambientale alla regolamentazione del traffico. Un ventaglio di competenze che si traducono in specifici poteri per ogni tipo di evenienza. Quella del Sindaco è una posizione preordinata all’ascolto delle nostre esigenze personali e alla risoluzione dei problemi, a volte di carattere puramente pratico, che attanagliano le nostre città. La legge, per far ciò, gli concede dei poteri molto forti, vasti e difficili da raccogliere in un elenco preciso”.
Considerando che la Campania svetta ai primi posti per tumore e che la frazione Cave ha molte vittime proprio per questo male, ci si augura un serio impegno “green” e volto alla reale tutela dei cittadini.
Mentre la scuola italiana fa acqua da tutte le parti (e il Covid ne ha evidenziato in questi 3 anni tutti i deficit in materia di sicurezza), la burocrazia ci mette il carico da 11.
Il sig. De Matteis (Presidente del Gruppo Pa-Dri Separati di S. Felice a Cancello) non ha potuto, infatti, mandare la figlia a scuola gli ultimi 2 gg prima delle vacanze perché la mamma della minore è risultata positiva al virus. Si badi bene: non vi sono stati contatti inferiori ai 6 gg precedenti, in quanto la minore vive con il padre con un affidamento condiviso.
La minore è stata posta in quarantena fiduciaria, come richiesto dalle maestre. Eccesso di zelo? De Matteis lamenta la figlia trattata come appestata a fronte di un tampone molecolare negativo, con lo stesso trattamento di qualche docente con contatto stretto positivo, messo in quarantena fiduciaria: perché allora, si chiede De Matteis, non ne ha avuto notizia ufficiale con la quarantena per tutta la classe? Due pesi e stessa misura? De Matteis si chiede quale sia la posizione della Dirigente Teresa Mauro a riguardo.
In tutto questo, De Matteis è un OSSS quindi, in un certo senso, “uno del mestiere”. Tra l’altro, si è sparsa la voce di De Matteis in quarantena, notizia assolutamente falsa e smentita direttamente al Sindaco, Giovanni Ferrara.
De Matteis, comunque, non intende giustificare l’assenza della figlia, poiché secondo lui non esistevano i presupposti per tale provvedimento, aggiungendo un altro capitolo alle sue battaglie.
La corona ungherese come è conservata nel Parlamento La Santa Corona, lo scettro e la sfera con doppia croce
Stiamo approdando alla fine dell’anno e ci prepariamo al suo solenne commiato, mentre carichi di speranza, siamo pronti ad accogliere il nuovo, augurando che sia sempre più sereno e prospero.
Lo spirito di queste giornate ci porta a fare l’inventario delle idee e delle cose per noi importanti, giustappunto durante queste operazioni liturgiche mi è capitata tra le mani la copia della santa corona ungherese fatta in rilievo su un piano di rame. All’istante mi sono ricordata al gesto semplice di mio padre quando me l’ho consegnata e ho avvertito tutto il mistero che l’avvolge. Nella storia ungherese la corona è l’unico oggetto sacro del cristianesimo, di cui l’origine ancora oggi suscita grande interesse tra i ricercatori. Intanto un altro aspetto che richiama forte l’attenzione degli studiosi è il desiderio di poter decifrare quello che essa rappresenta, in quanto la corona racchiude in sé la dimensione trascendentale della sacralità insieme al senso elevato di tutta la Nazione come Stato. Per questo è che nel Santo Regno d’Ungheria si sceglieva il regnante per la corona, e mai al contrario, la corona per il futuro re. Riguardo alla sua origine sussistono diversi pareri, certi esperti affermano che l’origine della corona risalga all’antico casato ungherese Arpadiana ,in quanto la stessa, è stata inviata nell’anno 1000 dal Papa San Silvestro per volere di Dio a Santo Stefano, primo re d’Ungheria, che diventò così il fondatore del primo Stato cristiano ungherese. La leggenda riporta che al momento della cerimonia il re offre la corona in dono alla Vergine Maria, gesto che unifica per sempre il regno terrestre al regno divino. La corona, nel bacino dei Carpazi simboleggia tutto lo stato, per cui sia l’una che l’altra, cioè la reggenza e la corona formano un tutt’uno consacrato.
La corona ungherese è veramente unica senza pari al mondo, non soltanto per la dottrina che esprime, ma piuttosto per la sua struttura originale, segnale inequivocabile che già l’antica Chiesa ungherese accoglieva chiunque e che nel Regno d’Ungheria tutte le religioni potevano convivere in pace. Stando alla comparazione eseguita sulla corona dal punto di vista etnografico, storico dell’arte, mitologico e di tecnica orafa, si distinguono parti differenti risalenti di epoca e di provenienza diverse. Una porta i segni della cultura greca d’ispirazione bizantina, un’altra appartiene al periodo romano, quindi alla Chiesa romana, mentre documenti rinvenuti da scritture antiche di sciamani, chiamati mediatori capaci di comunicare tra il mondo umano e il mondo soprannaturale delle divinità, testimoniano che la parte circolare, quella più antica sia stata realizzata, senza indugio da Gilgames*, infine negli anni a venire le parti separate sarebbero state assemblate in una trinità, tesi che la investe di potere taumaturgico; inoltre, visto che la corona veniva utilizzata soltanto durante la cerimonia di incoronazione, dopo di che doveva essere tenuta chiusa fino alla successiva, tale rituale la rende eccezionalmente corona inaugurale.
*Gilgames: eroe divinizzato del Vicino Oriente antico, di cui la storia viene narrata nell’Epopea di Gilgames nei racconti mitologici Sumeri.
Nella splendida Antisala dei Baroni Lello La Pietra, giornalista, ha introdotto l’ultimo lavoro di Martusciello Cinquegrana, Presidente della Compagnia dell’Aquila Bianca.
Presente anche il Vice Presidente della Camera di Commercio di Napoli, dott. Fabrizio Longo: ha sottolineato che solo attraverso la lettura della storia di Napoli si può valorizzare la tradizione partenopea ed ha annunciato che tra il 23 e 26 dicembre verrà illuminato il Maschio Angioino.
Il signor FrancescoDi Raso, di Santa Maria Capua Vetere, illustre collezionista di monete antiche, ha esposto e descritto valute aragonesi in argento, del 1459.
Presenti anche membri della Compagnia dell’Aquila Bianca in costume storico.
Dopo la presentazione del libro, Cinquegrana ha insignito dell’Ordine dell’Ermellino Marco Perrillo, Pina Favarolo, Riccardo Farina, Ciro La Rosa e Claudio Coacci.
Il libro:
Il libro è uscito lo scorso giugno con Edizioni Youcanprint e costa € 20,00.
E’ un saggio storico, ricco di foto. E’ un percorso che si snoda nelle chiese di Napoli, alla ricerca della storia dei cavalieri e condottieri locali: nel XV secolo Napoli viveva un vero e proprio rinascimento culturale, che la rese una città viva, piena di grandi menti e cosmopolita.
In Santa Chiara, ad esempio, c’è il sepolcro di un cavaliere di colore che combatteva in nome della cristianità: è il primo esempio proprio di quell’integrazione che oggi una parte politica prova a distruggere.
L’intento dell’autore è il recupero delle virtù della Cavalleria, i cui ideali sono senza tempo e sempre attuali: difesa dei valori morali e dei deboli. Il cavaliere cristiano è chi porta avanti e difende la giustizia.
Non manca la dedica ad Antonio Marino, alias Cavaliere Ermete, prematuramente scomparso a 24 anni. Il giovane cavaliere fa da guida, come scritto dallo stesso Cinquegrana nella prefazione, al suo percorso di ricerca e ricostruzione storica napoletana.
Il 13 dicembre è stata inaugurata l’esposizione delle dodici tavole del calendario del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il viaggio fantastico continua e, nelle festività, trova un nuovo momento simbolico di condivisione. Così commenta il Direttore del museo, Paolo Giulierini: ”L’arte del fumetto è di casa da tempo al MANN, con grandi mostre internazionali e l’ormai consolidata collaborazione con bellissime realtà composte da artisti del territorio. Grazie all’intuizione al centro del progetto Obvia è stata creata una rete di disseminazione che ha portato il MANN, le sue meraviglie, la sua identità in opere di grande suggestione capaci di affascinare i più giovani e non solo. Con il calendario Comix sui temi dell’ ecologia e il nuovo fumetto di Nico firmato da Blasco Pisapia dedicato alla mostra gladiatori presentiamo due strenne davvero irresistibili”.
Il calendario
Il calendario è firmato, anche per il 2022, dagli illustratori della Scuola Italiana di Comix, e vede rinnovata l’impronta green: filo conduttore dei mesi che verranno sarà il rischio di estinzione delle specie animali. Api, serpenti, pavoni, tartarughe incontrano, nei disegni colorati della Scuola italiana di Comix diretta da Mario Punzo, l’iconografia dei reperti del MANN: gli artisti antichi, infatti, rileggevano il mondo naturale nelle proprie opere. Il calendario, realizzato da Andrea Chella (cover), Mario Teodosio, Amerigo Pinelli, Alessandra Vitelli, Barbara Ciardo, Fabiana Fiengo, Marino Guarnieri, Paola Del Prete, Mario Testa, Paco Desiato, Marco Castiello con Andrea Errico, Alessia Vivenzio con Marianna Catone, BarbaraAnsaldi, sarà donato ai primi cinquanta visitatori che saranno al MANN dal 1° al 6 gennaio.
“Nico e l’elmo del Gladiatore“
Per Natale il fumetto è, naturalmente, libro da regalare ai più piccoli (e non solo): il Museo ha presentato “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa Editore) di Blasco Pisapia. Il disegnatore segna una nuova tappa descrivendo le avventure del piccolo Nico, scolaro innamorato del MANN: dopo essersi perso nelle sale della Sezione Egizia, il ragazzino adesso incontra i mitici eroi delle arene ed ha l’opportunità di scoprire, grazie alla protezione di Ursus, che la vita negli anfiteatri non è epica come sembra.
I percorsi di valorizzazione del patrimonio museale con il linguaggio del fumetto sono promossi nell’ambito del progetto universitario “Obvia” (referente: Daniela Savy dell’ Ateneo Federiciano).
Gianfranco Di Lauro, vice presidente del Gruppo Pa-Dri Separati di San Felice a Cancello (presidente Remigio De Matteis), insieme all’avvocato Raffaele Pacilio, ha vinto un ricorso in Cassazione. E’ la tragica, assurda e incredibile storia di Giovanni, nome di fantasia, i cui quattro figli gli sono stati letteralmente tolti con inganno e dati in adozione.
La storia:
Giovanni è un umile operaio, esce la mattina e rientra la sera: non è ricco ma onesto e dignitoso. Abbandonato dalla moglie, Giovanni chiede aiuto alle Istituzioni, non potendo abbandonare a se stessi quattro minori soli a casa e qui nasce il dramma: gli assistenti sociali gli fanno togliere la potestà genitoriale. I nonni paterni, inoltre, devono revocare l’iniziale disponibilità e così i quattro bambini finiscono in una casa famiglia in altra provincia, lontana oltre 50 km. Il povero Giovanni non guida, ma comunque si reca a tutti gli incontri (protetti) e si presta volontariamente al percorso di valutazione e sostegno delle capacità genitoriali. Giovanni non è un avvocato civilista, né del Tribunale dei Minori, quindi non capisce i meccanismi che lui stesso ha innescato e vive la situazione con estrema frustrazione. Giovanni, comunque, tenta un avvicinamento verso l’ex compagna, che rinuncia totalmente ai figli. Nonostante il Tribunale dei Minori riconosca a Giovanni “(…) che egli abbia fin dall’inizio mostratocosternazione per l’impossibilità di occuparsi da solo dei figli“, viene emessa sentenza di adottabilità dei quattro minori, confermata in Corte d’Appello di Napoli nel 2018 e i minori sono separati e inviati presso due diverse famiglie. La cosa assurda è che Giovanni non è un violento, un alcolista, un criminale: la sua colpa, se tale può essere, è quella di una persona semplice che, in situazione di difficoltà, si è fidata delle Istituzioni.
Di Lauro ha vinto il ricorso in Cassazione: si riapre il caso ma ora si prospetta il compito non facile di far recuperare a Giovanni il rapporto con i figli, che ora hanno 14, 11, 8 e 5 anni.
La storia lascia comunque tanto amaro in bocca e ci si augura che Giovanni riesca a riabbracciare i suoi figli quanto prima.
Il Direttore dell’ASL di Caserta, dottor Ferdinando Russo, comunica al Sindaco di Maddaloni, dott. Andrea De Filippi e al Comandante della Caserma Magrone, Generale Leonardo Colavero, quanto segue:
“Per motivi organizzativi, al fine di ridurre il disagio e le attese degli utenti, si informa che martedì 7 e giovedì 9 dicembre p.v. , il Centro vaccinale della Caserma Magrone di Maddaloni garantirà, dalle ore 8:30 alle ore 14:00, le vaccinazioni soltanto agli utenti prenotati per quella stessa giornata e consentirà l’accesso ai non prenotati dalle ore 14:00 alle ore 18:00.
L’8 dicembre p.v. sarà garantito l’accesso esclusivamente ai prenotati dalle ore 8:30 alle ore 14:00″.
La missiva, emessa in data odierna, ha n. protocollo 1307117.
Novembre non è un mese qualunque per gli iraniani: nel novembre 2019, infatti, sono stati massacrati 1.500 oppositori politici.
L’elezione di Ebrahim Raisi, tra l’altro, non ha migliorato le cose: si ricorderà che Raisi, all’epoca giovane procuratore, è stato colui che ha decretato la morte di 30.000 oppositori politici nel 1988.
La città Isfahan è stata teatro di scontri e violenze della polizia, anche con 2 vittime, in seguito alle proteste degli agricoltori e della gente locale per la scarsità d’acqua dovuta alla deviazione del corso del fiume Zayandehrud.
Tutte le categorie, dagli studenti ai medici, lamentano la crescente povertà, la pena di morte sempre più usata come strumento di repressione politica e la corruzione del regime. In questo contesto, il Covid continua a chiedere un tributo di vite umane altissimo: 130.000 vittime (dati Wikipedia 01 dicembre).
Cresce, intanto, la solidarietà internazionale.
Italia: L’Italia ha aderito con gli ex Ministri Giulio Terzi e Matteo Renzi all’edizione 2021 Free Iran il 12 luglio; lo scorso 5 novembre Maryam Rajavi, presidente eletta dell’opposizione, si è rivolta in videoconferenza ad oltre 20 senatori e parlamentari italiani di tutti gli schieramenti, per chiedere al governo italiano il riconoscimento del massacro del 1988 come genocidio e crimine contro l’umanità. L’Italia ha riconosciuto il presidente Raisi colpevole del massacro del 1988 e dell’omicidio dei manifestanti del novembre 2019 e ne ha chiesto la fine dell’impunità.
Francia: Il 24 novembre Maryam Rajavi, parlando all’Assemblea Nazionale, ha chiesto il sostegno francese. Le sue parole lasciano poco spazio all’immaginazione: “I mullah non hanno smesso di reprimere il popolo iraniano in tutti questi anni. Hanno continuato a destabilizzare la regione, in particolare Iraq, Libano, Siria e Yemen“.
Gran Bretagna: Il 26 novembre il British Committee for Iran Freedom (Comitato Inglese per la Libertà in Iran) ha diffuso un comunicato stampa in cui esprime la propria condanna alla violenta repressione in corso a Isfahan.
Stati Uniti: Il 26 novembre Mike Pompeo, Segretario di Stato, ha espresso attraverso Twitter tutta la sua solidarietà al popolo iraniano: “(…)Oggi a Isfahan, i teppisti di Khamenei sparano ancora una volta a sangue freddo agli iraniani per il reato di sete. Al coraggioso popolo iraniano: gli americani sono con voi”.
Continua, intanto, il processo iniziato il 10 agosto contro Hamid Noury. I capi d’accusa lo vedono imputato di crimini di guerra in relazione ai fatti del 1988.
Il MANN ha inaugurato il 1 dicembre il Presepe Continuum realizzato dall’Associazione Presepistica Napoletana.Antonella Carlo, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione del Museo, ha brevemente introdotto il Presepe; il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, ha sottolineato l’importanza della cultura e delle attività ad essa legate, elogiando l’interazione con l’Assessora al Turismo e Attività produttive Teresa Armato che, invece, ha ribadito come il Presepe sia da sempre parte della cultura napoletana. Il simpaticissimo Vincenzo Nicolella, direttore artistico dell’APN, ha spiegato la realizzazione del Presepe.
Il tema di quest’anno è il 160mo anniversario dell’Unità d’Italia, quindi i personaggi presenti sul presepe sono tutti legati a Napoli e al 1861. Si va, così, da Vittorio Emanuele II, Francesco II e il Papa Pio IX in veste di Re Magi, poi c’è il pittore Filippo Palizzi e un tammorraro (da lui effettivamente ritratto), Giuseppe Fiorelli, archeologo e primo direttore del MANN, da lui fondato, Giuseppe Garibaldi, Salvatore De Crescenzo, detto “Tore ‘e Crescienzo”, capo dei guappi. Non manca il riferimento a Dante, di cui ricorre il 700mo anniversario della nascita e la cui statua nell’omonima piazza fu commissionata da Luigi Settembrini, presenti anche Camillo Benso di Cavour e la marchesa Juliette Colbert, la brigantessa Michelina De Cesare e il compagno Francesco Guerra. Belle le scene tratte dalla vita quotidiana, rilette in chiave napoletana: scugnizzi che giocano a “mazza e pivezo“, lo “strummolo“, le guarattelle, uno che dorme, garibaldini e guardie reali che ballano la tarantella, un bersagliere che bacia una ragazza, Carabinieri e briganti in una taverna, un uomo che porta un bidet (che non è francese, come erroneamente ritenuto: i francesi, infatti, non lo hanno), un venditore di “botti”, una venditrice di graffe con acquirenti e poi i classici carretti di frutta e verdura. Il presepe, inoltre, contiene riferimenti a capolavori esposti nel Museo e alle mostre attualmente allestite “Divina Archeologia” dedicata a Dante e una sui giocattoli di una volta.
Il Vice presidente dell’APN, Aniello Briganti, ha parlato di come il Presepe di quest’anno abbia effettivamente rappresentato l’unità e la pace e di come sia importante l’interazione tra l’Associazione, il direttore Giulierini e le figure istituzionali.
E’ possibile ammirare l’opera collettiva fino al 6 gennaio.
Stamattina si è svolta, presso la Caserma Magrone di Maddaloni, la cerimonia di insediamento del 36° Comandante della Scuola di commissariato dell’Esercito, Brigadier Generale Leonardo Colavero, che ha sostituito il Brigadier Generale Francesco Riccardi, al comando dell’Istituto di Formazione dal novembre 2018.
La cerimonia:
La cerimonia di avvicendamento è avvenuta alla presenza del Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale e di alcune autorità locali militari, civili e religiose, a testimonianza della vicinanza e della sinergia esistente tra la Scuola e le Istituzioni locali.
La Scuola, infatti, ha intrapreso rapporti culturali con il Convitto Nazionale “Giordano Bruno” e l’Ente Morale Fondazione Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni, così come con il Liceo Classico “Pietro Giannone” e l’Istituto Alberghiero “Galileo Ferraris” di Caserta.
Il Generale di Corpo d’Armata Camporeale ha ringraziato il Brigadier Generale Riccardi per l’eccellente lavoro svolto e, augurando buon lavoro al Brigadier Generale Colavero per il delicato incarico assunto, ha sottolineato come: ”La Scuola fornisce un concreto contributo nei settori della logistica dei materiali, dell’amministrazione e della contabilità, della consulenza giuridica ai Comandanti, nelle operazioni sul territorio nazionale e nelle missioni di sostegno alla pace e rappresenta l’unico riferimento per la Forza Armata nell’ambito delle formazione in materia di Commissariato militare.”
Il Generale Riccardi
Il Brigadier Generale Riccardi lascia dopo tre anni il Comando della Scuola e ha espresso la propria gratitudine a tutto il personale per la professionalità, la passione e la dedizione con cui ha operato e ha aggiunto “presso la Scuola ho vissuto una esperienza fondamentale tra le più significative della mia vita militare che mi ha dato grandi soddisfazioni”.
La Scuola:
La Scuola di Commissariato è nata il 1° agosto 1948 con provvedimento dello Stato Maggiore dell’Esercito quale Centro Esperienze ed Addestramento di Commissariato, nel generale quadro di rinnovamento della Forza Armata nel periodo successivo alla 2° Guerra Mondiale. Svolge corsi formativi, di qualificazione e di specializzazione per Ufficiali, Sottufficiali, Allievi Marescialli e Allievi Sergenti, Volontari in Servizio Permanente e in Ferma Prefissata appartenenti al Corpo.
Nell’anno del 700mo anniversario della nascita di Dante, non poteva mancare il contributo del MANN: il 6 dicembre, infatti, sarà inaugurata la mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN“. Nelle sale degli affreschi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, archeologi ed esperti sono a lavoro per allestire l’esposizione: righelli, squadre e matite sono in ordine sui ripiani, per accompagnare una paziente attività di precisione.
L’allestimento:
L’allestimento, in corso, vede 56 reperti, di cui molti provenienti dai depositi del MANN; accanto al percorso di visita in sala, il Museo ha proposto sul web il ciclo Divina Archeologia podcast per far conoscere, con i nuovi linguaggi della comunicazione, i protagonisti del racconto dantesco.
La mostra:
La mostra è stata progettata per celebrare Dante700 e sarà presentata alla stampa lunedì prossimo alle ore 12, presso la sala conferenze. Il percorso, curato da Valentina Cosentino (archeologa/ Segreteria scientifica del MANN), creerà un’ideale connessione tra iconografia classica, cultura medioevale e sensibilità contemporanea. Divina Archeologia è realizzata con il contributo della Regione Campania e si avvale della collaborazione scientifica e organizzativa del prof. Gennaro Ferrante e delle dott.sse Fara Autiero e Serena Picarelli (Illuminated Dante Project, Università degli Studi di Napoli “Federico II”). La mostra resterà aperta fino al 2 maggio.
Da una chat live su Twitter, la sera del 25 novembre.
Circa 200 partecipanti, tra giornalisti, studenti e attivisti. D., la creatrice del gruppo, lamenta la mancata notizia della protesta sui media internazionali e dà la parola a K. e D., giornalisti. La chat avviene in inglese o con D., “padrona di casa” e moderatrice, che traduce in inglese gli interventi dal curdo.
K. e D. descrivono, in inglese, gli attacchi e gli arresti della polizia agli studenti universitari. I giovani stanno protestando contro il governo per le sempre più misere condizioni di vita, cui fa da contraltare una sempre crescente corruzione del governo.
Poi interviene S., attivista. Spiega di vivere nascosta perché già hanno arrestato il marito ed è preoccupata per la sua incolumità.
K., studente, descrive gli attacchi della polizia e gli arresti, ma spiega che i tempi sembrano abbastanza maturi e che il governo non potrà continuare a ignorare le loro richieste.
Si protesta contro la sospensione delle borse di studio e le condizioni sempre più miserevoli dei dormitori universitari, la protesta è iniziata il 24 novembre.
La chat prosegue per circa un’ora, poi D. deve chiuderla a causa della presenza di un’auto della polizia fuori casa (si sente chiaramente la sirena) e saluta tutti i partecipanti.