“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Grande successo di Pa-dri Separati: il gruppo fondato da Remigio De Matteis, con sede a San Felice a Cancello, è riuscito a portare ad Altavilla Irpina il Registro alla Bigenitorialità.
Grazie ad Alfonso Landolfi, il Comune irpino ha istituito il Registro alla Bigenitorialità e la figura del Garante comunale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, come si legge su https://www.nuovairpinia.it/.
La tutela della famiglia è già prevista dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che la definisce naturale e fondamentale della Società.
L’Italia, con la Legge 54/2006 (riforma del Diritto di Famiglia), stabilisce all’art. 337 ter Codice Civile: “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo”.
Ciò è particolarmente importante in estate, stagione in cui i figli di genitori separati possono diventare ulteriore motivo di conflitto ed essere oggetto di ricatto, mentre il Registro alla Bigenitorialità stabilisce diritti e doveri per entrambi i genitori. Il genitore iscritto al registro, infatti, riceverà tutte le eventuali comunicazioni amministrative e non riguardanti il minore. In altre parole, da esso deriva maggiore tutela del minore coinvolto e del suo diritto ad avere entrambe le figure genitoriali e relativi parenti del ramo. La sua concreta ed effettiva realizzazione avverrà attraverso un Garante comunale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare riguardo alla Bigenitorialità.
De Matteis commmenta: “In tutto questo, Arienzo dorme. Con questo loro modo di fare le cose “per bene” sono complici di tutto ciò che accade ai minori di coppie separate. Anticipo che abbiamo in cantiere Maddaloni e Valle di Maddaloni”.
Il Sindaco Giovanni Ferrara, dalla sua pagina ufficiale, ci tiene a precisare “che il consiglio comunale si farà in seconda convocazione poiché ci sono stati impegni sopravvenuti perquattro consiglieri di maggioranza. I consiglieri di minoranza sono stati avvisati in anticipo riguardo tale situazione“.
Smentisce, inoltre, “a nome di tutti gli assessori fantomatiche voci su delle dimissioni: il gruppo è compatto, il resto solo voci sterili da opposizione e giornaletti locali“.
Ferrara mette a tacere, così, ancora una volta, voci su sue prossime dimissioni.
26 LUGLIO 1996 – 26 LUGLIO 2021 25 ANNI DI SENTIERI NUOVI Ne è passato di tempo da quel 26 Luglio 1996 quando, per una felice intuizione della compianta Alessandra Migliacci, sostenuta e supportata da alcuni amici soci fondatori, si costituì l’organizzazione SENTIERI NUOVI
Essa, negli anni, è diventata un vero e proprio punto di riferimento in valle di Suessola, per tanti e diversi servizi a favore della comunità locali e, in particolare, a sostegno dei più fragili. Un traguardo significativo quello a cui è giunta l’Organizzazione di Volontariato SENTIERI NUOVI, già Associazione di volontariato ONLUS : 25 anni di storia e di attività per una realtà che ha fatto delle parole chiave “ solidarietà” e “inclusione” i capisaldi della propria visione e del proprio agire. L’obiettivo guida è sempre stato quello di contrastare ogni forma di esclusione sociale, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà perché ogni età abbia un valore e ogni persona un suo progetto di vita attraverso cui diventare una risorsa per sé e per gli altri. Ci siamo impegnati affinchè la nostra la comunità sia sempre più accogliente e più inclusiva mettendo al centro i nostri ragazzi speciali e le loro relazioni assecondando il passaggio da soli a solidali. Traguardo che ci inorgoglisce. Grande merito va ai nostri VOLONTARI : persone che, ogni giorno, donano il proprio tempo agli altri, che provano a portare conforto a chi ne ha bisogno, che si arricchiscono nel contatto con l’altro e che danno senso al concetto di solidarietà e fraternità. Loro fanno la differenza nella nostra comunità, rendendola più inclusiva ed accogliente; con il loro esempio promuovono il volontariato, la gratuità, come occasione di migliorare e arricchire la vita di chi ha bisogno di aiuto e la vita di loro stessi. Il principio fondamentare di Sentieri Nuovi si può racchiudere nella parola INSIEME. E’ nel mettersi in relazione, in comunicazione con gli altri, nel combattere le diversità, l’abilismo, la solitudine, il disagio socio-economico, che vediamo e otteniamo i migliori e più eclatanti risultati in termini di benessere e, per certi versi, di riscatto sociale. L’insieme è il contesto in cui si genera la gioia, anche nei momenti difficili, nella più naturale gratuità; il “fare” senza attesa del qualcosa in cambio, è il “do” senza l’automatismo dello “ut des”, è il donare quello che si ha, come si può, perché è di per sé gratificante.
In questi anni sono state molte le persone che hanno lavorato per arrivare a questo ANNIVERSARIO e pertanto vogliamo condividere con loro questa gioia, unendoci in un brindisi virtuale con tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande SENTIERI NUOVI.
I volontari non si sono mai fermati, soprattutto nel periodo Covid: senza di loro non saremmo giunti a questo traguardo dei 25 anni, che è sicuramente l’occasione per fare bilanci, per guardare la tanta strada percorsa, ma rappresenta anche il punto di partenza per tracciare la strada futura e i nuovi obiettivi da raggiungere.
Ringraziamo TUTTI coloro che si sono prodigati in questi anni a far crescere e conoscere SENTIERI NUOVI. Un ringraziamento alle istituzioni politiche e religiose che ci sono sempre state accanto e ci hanno supportato. Un ringraziamento a CSV asso.vo.ce e a tutte le associazioni di volontariato del territorio con cui collaboriamo in rete. Il GRAZIE più grande va a tutti i volontari che si sono susseguiti in passato, che si adoperano oggi e che lo faranno in futuro, perchè senza di loro i VOLONTARI tutto questo non sarebbe stato possibile.
Finalmente qualcosa si muove, è di nuovo possibile assistere a spettacoli teatrali. In particolare, in questo caso si parla di Palco Libero, quartiere borbonico a Casagiove.
Si tratta di una rassegna di spettacoli dal vivo (teatro, danza e musica), patrocinata dal comune, che riparte dopo oltre un anno di stasi, dovuta alla pandemia.
Finalmente ci saranno serate diverse per svagarsi, pur rispettando le norme di distanziamento imposte da un’epidemia su scala mondiale, non ancora del tutto sconfitta.
Resistenza Teatro ha il piacere di presentare lo spettacolo teatrale “La bisbetica influencer“, pièce scritta e diretta da Diego Sommaripa, con Domenico Moccia, Adriano Fiorillo e Noemi Sales. E’ una riscrittura moderna in chiave comica della commedia shakespeariana “La bisbetica domata”, quindi risate garantite. Lo spettacolo si terrà domani giovedì 22 luglio alle ore 21.00.
Resistenza Teatro è una compagnia professionale che dal 2012 opera sul territorio campano e nazionale e, in nove anni, ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio “Li Curti”.
Il biglietto costa 10€, i bambini entrano gratis fino a 8 anni. I biglietti si potranno acquistare contattando il numero sulla locandina o anche al momento, i posti sono 180.
Divertimento assicurato in una splendida location storica e molto suggestiva, tutti invitati per uno spettacolo destinato a un pubblico assolutamente familiare e adatto a tutte le età.
Lo scorso 21 giugno Remigio De Matteis, il Presidente nazionale del Gruppo Pa-dri Separati con sede a San Felice a Cancello, ha depositato (protocollo n. 6313) la richiesta attuazione registro alla Bigenitorialità. Il 23 giugno ha poi spiegato al Sindaco, Giuseppe Guida, di cosa si tratti, con un breve excursus della propria esperienza per l’affido condiviso della figlia.
Dopo di allora, il vuoto. De Matteis lamenta la sottovalutazione e la totale incomprensione della necessità del progetto: cosa accadrà ai minori durante le vacanze estive? La risposta del Comune (“A settembre”) è totalmente insufficiente; secondo De Matteis essa dimostra l’incapacità del Comune di cogliere segnali importanti: è un vero peccato, si tratta di persone tutte giovani anagraficamente, ma evidentemente arroccate su vecchie posizioni e poco aperte alle innovazioni.
Che significa “Fare le cose per bene” si chiede De Matteis? Tale, infatti, è la risposta che ha ricevuto.
Un’amministrazione attenta alle esigenze dei propri concittadini non può andare avanti a “panem et circenses”: ben venga il programma dell’estate di Arienzo ma, commenta De Matteis, se resta l’unica iniziativa, essa assume il sapore amaro della demagogia.
De Matteis non intende demordere: la sua esperienza personale gli ha insegnato che non sempre le battaglie si vincono al primo colpo. . La sua è una battaglia di civiltà e sta avendo successo ovunque in Italia (ad Altavilla Irpina, ad esempio, il portavoce locale del gruppo Pa-dri Separati, Alfonso Landolfi, è riuscito a portare la richiesta al Consiglio Comunale), speriamo che l’amministrazione comunale di Arienzo riesca a capirne la portata e l’importanza e rispondere in maniera consona.
La maestra Tiziana Lanzaro ha tenuto il saggio di fine anno dei suoi allievi. Lo spettacolo, durato oltre 4 ore, ha visto l’esecuzione di Giselle di Adolphe-Charles Adam, Shéhérazade di Michel Fokine, uno spettacolo sui contrasti, in chiave “gender fluid”, uno sul Re Leone della Disney e uno sul musical Chicago di Rob Marshall.
Si è passati, così, dalla musica classica all’hip hop e al jazz, con ballerini tutti bravissimi e di varie età.
La fortuna di avere un palco quasi centrale ha permesso una splendida visuale delle varie coreografie, mentre le luci esaltavano i corpi perfetti dei ballerini.
Tocco di colore poco prima della fine dello spettacolo: il caldo della sala (tutti distanziati e rigorosamente con la mascherina) ha favorito l’incontro del tutto casuale con Antonio, nome di fantasia. Il ragazzo (fan, innamorato, fidanzato?) attendeva all’ingresso una ballerina con un bellissimo mazzo di rose, come nei film.
Ieri sera, 7 luglio, è stato presentato il romanzo d’esordio di Antonella Capobianco, “Nei nostri sogni“, presso il caffè e bistrot letterario “Il tempo del Vino e delle Rose” a Piazza Dante, Napoli.
Il libro costa 14,00 €, è edito da PAV e consta di 179 pagine. Racconta la storia di Emma e della sua famiglia, composta dal marito Manuel e dai figli Andrea e Claudio. Seppure con scrittura molto agile, sono trattati temi importanti come l’incomunicabilità, l’omosessualità, l’incontro con altre culture e la morte.
Su questi temi, infatti, sono intervenuti gli ospiti: Antonello Sannino, Segretario Antinoo Arcigay Napoli, Alessia Schisano, avvocato familiarista e Daniela Barberio, psiconcologa, con letture di stralci del libro a cura dell’attrice Liliana Palermo. Si è parlato anche del DDL Zan (disegno di legge anti omofobia) e di come esso venga strumentalizzato da vari personaggi più o meno squallidi dell’attuale politica italiana. Moderatore il giornalista Renato Aiello.
In particolare, il libro colpisce per la concezione dell’Aldilà: molto più rassicurante di tanti trattati di teologia, infonde speranza ed esorcizza in modo egregio l’ancestrale paura della morte, da sempre presente in ogni essere umano.
La bellezza del libro è tutta lì: è un libro che affronta temi pesanti, ma non lascia l’amaro in bocca. Come sottolineato dalla dott.ssa Barberio, l’Amore è il motore che smuove le cose e apporta dei cambiamenti.
L’autrice, molto emozionata, ha dichiarato di averlo completato nel tempo e di averlo terminato l’estate dell’anno scorso: “Buttare su carta ciò che mi capita è stato molto terapeutico”. La concezione dell’Aldilà, ha spiegato, non le deriva da alcuna guida spirituale particolare, anzi: non è cattolica anche se, concorda, ci deve essere Qualcuno o Qualcosa alla fine della vita.
Libro molto bello, in un certo senso anche “romanzo di formazione”, consigliata assolutamente la lettura.
Pride di Napoli: già in metropolitana gruppi festosi di ragazzi con simboli arcobaleno, giovanissimi dai 15 ai 20 anni, infondevano sicurezza, vista la presenza di figlia minorenne.
L’evento era stato descritto, dai cosiddetti “talebani”, come una sorta di summit della depravazione. Direte: e ci porti la figlia minorenne? A parte che, a 15 anni, ha già idee politiche proprie e ben radicate, con minimo contributo personale.
Piazza Dante si è lentamente riempita, mentre dal palco venivano proiettate le immagini del primo Pride nel 1996 e sul palco si alternavano politici (Alessandro Zan e Vladimir Luxuria, Luigi De Magistris e l’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Napoli Francesca Menna) e personaggi dello spettacolo (Arisa, Pamela Prati e artisti napoletani).
Tra le numerose adesioni: ANPI Napoli, Uilcom Campania, Movimento 5 Stelle, Rain Arcigay Caserta, il PD di Marigliano, l’UCI Campania, la CGIL, l’ONG Mediterranea, Rifondazione Comunista (che ha mandato un proprio comunicato stampa), Arci Napoli e Campania, Radicali Napoli.
Erano presenti, naturalmente, camionette della polizia per l’ordine pubblico: tutto si è svolto con la massima tranquillità. Presenti intere famiglie, anche con figli piccoli: ciò dimostra l’inutilità dei timori di certi ultraconservatori e di certi politici che si autoproclamano difensori del cristianesimo, ma con storie personali quanto meno oscure. Nessun personaggio blasfemo o che ridicolizzasse il cristianesimo, nonostante il giro di tutta la piazza scattando foto a destra e a manca.
E’ importantissimo, oggi come oggi, sostenere i diritti LGBT: l’AMORE è universale e non devono esistere discriminazioni di genere e aggressioni omofobe.
Antonella Capobianco è napoletana d’origine ma ha vissuto a Torre del Greco fin da piccola. “Nei nostri Sogni” è la sua prima fatica letteraria, pubblicata da PAV Edizioni nel 2021. Appassionata di letteratura e arte (dipinge anche, sul suo account Instagram è possibile vedere quadri e dipinti più recenti), ha sempre avuto una grande passione e un amore sconfinato per la scrittura, e fin da giovanissima si è dedicata alla creazione di mondi immaginari, storie in cui far muovere pensieri e personaggi di fantasia e di ispirazione reale. Ha anteposto i doveri di madre e la sua famiglia alla vocazione giornalistica e letteraria. Collabora con una onlus che si occupa di disagi psichiatrici, un’associazione che si pone l’obiettivo di abbattere lo stigma che circonda chi soffre di disturbi mentali.
“Nei nostri sogni”, una storia soprannaturale e dalle tematiche sociali nel libro della Capobianco
“Che stupidi che siamo: quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno“. Il discorso che Stefano Accorsi ci regalava 20 anni fa nel bel film di Ferzan Ozpetek, “Le fate ignoranti”, si presta bene a raccontare la vicenda di Emma, protagonista del libro di Antonella Capobianco, già disponibile nelle librerie (su ordinazione), nonché acquistabile su Amazon. Il romanzo, pubblicato da PAV Edizioni quest’anno, sarà presentato alla stampa e al pubblico mercoledì 7 luglio dalle 18.30 in Piazza Dante 44, a Napoli, presso il caffè letterario e bistrot “Il Tempo del Vino e delle Rose”, nel corso di un incontro dibattito, moderato dal giornalista Renato Aiello, cui prenderà parte l’autrice insieme ai seguenti relatori: Antonello Sannino, Segretario Antinoo Arcigay Napoli; l’avvocato Alessia Schisano; la psicologa Daniela Barberio; l’attrice Liliana Palermo, cui saranno affidate le letture di alcuni passaggi del testo. Nella prima fatica letteraria della napoletana Capobianco, esordiente assoluta con una grande passione per l’arte e per la scrittura, le tematiche come la morte, le attese e le occasioni mancate della vita passano sotto la lente dell’elemento soprannaturale, e a tratti anche del paranormale, per approdare nell’attualità con cui ci confrontiamo sempre più spesso: quella dell’incomunicabilità tra genitori e figli, del coming out in famiglia e della triste piaga dell’omofobia. I sogni diventano pertanto, al di là di ogni credo spirituale e religioso, lo strumento attraverso cui Emma continua a comunicare con uno dei suoi due figli, a causa della perdita improvvisa che sconvolge totalmente il suo nucleo familiare. Un evento inatteso che mette in moto anche scoperte decisive e svela i segreti meglio nascosti tra i suoi cari, perfetti sconosciuti l’uno per l’altro. L’assenza di comunicazione nell’era dell’interconnessione e della convivenza forzata (causa pandemia) è il paradosso più grande mai vissuto nella nostra società, che si dichiara aperta e cosmopolita sulla carta, per poi dare filo da torcere alle diversità di genere, di orientamento sessuale e persino culturale, con l’episodio della giovane Adila, nata e cresciuta in Italia ma di origine pakistana, esemplare nelle sue contraddizioni. Omosessualità, omofobia (nella seconda parte del libro un attacco ci ricorda che il virus dell’odio in Italia è quello che circola più di tutti), e il tema dei nuovi italiani si intrecciano alle visioni oniriche e alla vita ultraterrena della giovane madre Emma, impegnata nella prova più difficile di tutte: guidare gli uomini della sua vita verso un’elaborazione del lutto e verso il superamento delle sfide più gravi, con tutto l’amore materno possibile. L’appuntamento letterario del 7 luglio prossimo, che si svolgerà nella piena osservanza delle norme anti covid-19 di distanziamento sociale e soprattutto all’aperto, offrirà quindi spunti interessanti per dibattere delle problematiche che ci riguardano ogni giorno (i casi di raid omofobi, bullismo e violenza familiare, fisica e psicologica su chi vuole vivere all’occidentale, purtroppo, fanno spesso capolino sulle prime pagine e nelle homepage dei siti di informazione). L’autrice sarà inoltre disponibile per interviste e per scambiare riflessioni e pensieri sui temi delicati e sensibili della sua opera prima con tutti gli operatori dell’informazione, giornalisti, blogger e con chiunque fosse interessato a trascorrere un momento culturale davanti a un buon calice di vino.
Stamattina Alfonso Landolfi, Presidente della sezione avellinese del gruppo Pa-dri separati, ha protocollato al Comune di Altavilla Irpina la richiesta dell’istituzione del Registro alla Bigenitorialità e l’installazione della panchina Blu.
Il gruppo, presieduto a San Felice a Cancello dal Presidente nazionale Remigio De Matteis, intende sensibilizzare, pian piano, tutti i Comuni italiani. L’iniziativa del registro è stata già attuata in 35 Comuni italiani, da Trento a San Felice a Cancello, comune capofila nella Valle di Suessola e da Bolzano a Messina e, notizia dell’ultim’ora, anche il Comune di Marcianise è interessato.
La doppia iniziativa, si ricorda, serve a sensibilizzare le amministrazioni locali e i relativi cittadini verso le vicende relative alla separazione e alle difficoltà che, troppo spesso, la figura paterna è costretta ad affrontare, soprattutto i disagi che si vengono a creare per i minori in caso di separazioni.
In particolare, il Registro alla Bigenitorialità è volto a tutelare i minori in caso di separazione e ad assicurarne il diritto alla bigenitorialità, mentre la Panchina Blu testimonia l’importanza di entrambe le figure genitoriali quando si vive la separazione.
D’altra parte, si tratta di diritti già sanciti:
dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo proclama la famiglia quale nucleo naturale e fondamentale della Società;
dalla Costituzione Italiana, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità, riconosce la pari dignità e l’uguaglianza dei cittadini a prescindere da sesso, religione, orientamento politico, religioso o filosofico, nonché il diritto e il dovere dei genitori di mantenere i figli e di provvedere alla loro cura, educazione ed istruzione;
dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che sancisce i diritti del fanciullo, in particolare il “diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse”;
e, infine, dalla Legge 54/2006 (riforma del Diritto di Famiglia) che prevede, nell’attuale formulazione dell’art. 337 ter Codice Civile: “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo”.
Lo scorso 21 giugno Remigio De Matteis, il Presidente del Gruppo Pa-dri Separati di San Felice a Cancello, ha depositato (protocollo n. 6313) la richiesta attuazione registro alla Bigenitorialità. Il 23 giugno ha poi spiegato al Sindaco, Giuseppe Guida, la sua iniziativa, raccontando anche la propria battaglia di padre separato.
L’iniziativa è già una realtà nel resto d’Italia, in ben in 35 Comuni, tra cui capoluoghi come Trento, Bolzano, Parma, Verona, etc.
Le premesse della richiesta sono presenti già nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che proclama la famiglia quale “nucleo naturale e fondamentale della Società“.
Il Registro, che qualcuno contesta, in realtà si è mostrato efficace: a Cavriago, proprio alle spalle del celebre Comune di Bibbiano, il sig. De Matteis è riuscito a mettere d’accordo, nel 2019, maggioranza e opposizione (intervenuta, in quel caso, la consigliera del M5s Sara Martinico).
Si richiede:
1) l’istituzione, presso l’Anagrafe del Comune, di un Registro amministrativo per il diritto dei minori alla Bigenitorialità; 2) l’istituzione di un Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare riguardo al diritto alla Bigenitorialità; 3) l’adozione con deliberazione del Consiglio Comunale; 4) di voler intraprendere azioni di informazione e sensibilizzazione sul Registro stesso e sulle sue finalità, presso la cittadinanza e presso gli Enti interessati, al fine di promuoverne la conoscenza e l’utilizzo; 5) di voler sottoscrivere protocolli d’intesa con tutti gli Enti e le istituzioni (ad esempio, Tribunale, Scuole, Asili etc.), che in qualsiasi modo incidono sulle vite dei minori, e di cui sia necessario stabilire un contatto con entrambi i genitori.
L’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, in occasione della Notte Europea dei Ricercatori 2021 bandisce un concorso indirizzato a studenti delle scuole medie superiori di qualsiasi indirizzo, con lo scopo di coinvolgerli nelle sfide globali e in particolare sensibilizzarli agli “obiettivi 2030 per lo sviluppo sostenibile” delle Nazioni Unite.
La Notte Europea dei Ricercatori arrivata alla sua 15esima edizione è un appuntamento che si svolge in tutta Europa per promuovere l’incontro e il dialogo tra il mondo della ricerca scientifica e la società. Questa edizione intende sensibilizzare soprattutto i giovani sui temi legati al clima e all’ambiente.
Per partecipare al concorso gli studenti dovranno realizzare un dispositivo sul monitoraggio ambientale, il risparmio energetico e l’efficienza energetica utilizzando un microcontrollore Arduino.
Il progetto dovrà essere presentato attraverso un elaborato da inviare entro il 14 settembre 2021 e una Commissione appositamente nominata valuterà: – Creatività – Originalità – Concreata utilità – Coerenza con la tematica del concorso.
Il 24 settembre 2021 nell’ambito degli eventi organizzati per la Notte Europea dei Ricercatori saranno premiati i progetti ai primi 3 posti della graduatoria stilata dalla Commissione valutatrice con un premio del valore rispettivamente di 1000,00 €, 500,00 € e 250,00 in buoni validi per l’acquisto online di materiali ed attrezzature.
L’estate finalmente è arrivata, l’aria ancora tiepida è piacevolmente invitante per le passeggiate in città all’aperto. Così mi premuro focalizzare anch’io l’attenzione alle meraviglie di una grande metropoli, che è la bella Napoli. Città unica e strana, fatta di eccessi senza misure e di incredibili contrasti, di bello e di brutto, di verità e di menzogne, di fede e di credenza, di culto e di mistero e naturalmente di storia e tanta, tanta cultura. Incamminandosi per le strade del centro storico, dove ogni pezzo di pietra equivale a un autentico tesoro. I monumenti, i palazzi con il peculiare aspetto napoletano hanno conservato in perfetta armonia la contaminazione di altre culture europee e dei paesi limitrofi, che ivi si sono succeduti.
Nei pressi della Curia Arcivescovile di Napoli si trova un antichissimo monumento gotico del XIII. sec., che annuncia i rapporti stretti tra l’Ungheria e il Regno di Napoli già dal Medioevo. La Chiesa Santa Maria Donnaregina vecchia, viene già citata in un documento rinvenuto del 780 come San Pietro del Monte di Donna Regina, che è da non confondere con la così detta “nuova” costruita nel ‘600, che sembra essere eretta dalle pietre del vecchio fondamento, della Chiesa “vecchia”, la quale custodisce fedelmente la storia e la vita di Maria d’Ungheria, figlia di Re Stefano V, divenuta nel 1270 regina consorte di Carlo II D’Angiò di Napoli, quando ci arrivò in pompa magna per celebrare le nozze solenni. Maria giunse come moglie promessa nella corte angioina di Napoli, da un paese dell’Europa centrale, forte e invincibile, governato da un antico Casato dei discendenti del principe Árpád, chiamato anche la dinastia Arpadiana, spesso citata anche la dinastia dei re Santi. Tutti i Re ungheresi, già dall’anno 1001, dalla fondazione dello Stato della Santa Hungarica, governavano nel bacino dei Carpazi per uno stato stabile e fiorente, con profonda fede e coscienza. Maria d’Ungheria porta con sé questi principi, insieme alla qualità umana più elevata, ovvero l’intelligenza e la profonda devozione alla fede ed alla religione, che determineranno la Sua totale abnegazione nei confronti del Regno e del proprio ruolo di regnante. La Chiesa trecentesca è uno dei tesori più importanti del periodo medievale, che appunto evoca il nome della Santa Regina, è mera testimonianza della Sua inclinazione all’arte e alla vita ecclesiale, tutte caratteristiche, con le quali Lei ha reso Napoli un centro di Cultura e di Arte. Bellissimo è l’interno della chiesa gotica, di cui le altissime mura risalgono in alto fino alle volte della cupola, dove i due stemma reali divisi nel loro scudo, quello della casa Arpadiana su campo rosso con le quattro fasce bianche dell’Ungheria e l’altro del casato francese con i gigli d’oro degli Angioini su campo azzurro, sembrano fondersi in uno. Non lontano dall’abside, si trova il monumento funebre della Regina, opera di Tino Caimano, celebre artista senese, che scolpì di marmo la figura graziosa di Maria con i lineamenti delicati del volto. Al piano superiore della chiesa, dove le suore dell’ordine Clarissa si riunivano in grande silenzio, rigorosamente separate dal mondo esterno per le loro preghiere, si ammirano le pareti affrescate da ricche opere figurative , fatte dal noto pittore, mosaicista romano, Pietro Cavallini, queste iconografie rappresentano i più grandi santi cattolici in assoluto, come Santo Stefano, Santa Elisabetta, San Ladislao e via così. La visita in questa Chiesa è un’assoluta immersione nella storia e nell’arte, per conoscere altri monumenti importanti di questo periodo, si segnala con piacere la futura pubblicazione anche in lingua italiana, scritto da una pregevole studiosa ungherese di storica dell’arte, con il titolo “Ricordi ungheresi del medioevo a Napoli”.
Oggi, 18 giugno, saranno le elezioni presidenziali più controverse. I circa 83 milioni di iraniani, infatti, dovranno scegliere il successore di Hassan Rohani. Dei 7 candidati, solo 3 sono rimasti in lizza: Abdolnasser Hemmati, moderato, più Ebrahim Raisi e Mohsen Rezai.
La presidente mojahedin Maryam Rajavi e gli attivisti dei diritti umani spingono al boicottaggio da un pezzo, su Twitter viaggia l’hashtag #BoycottIranShamElections. Alla campagna hanno aderito anche 5 organizzazioni femminili iraniane di diverse etnie (https://t.co/W8gaAjRWn1?amp=1). Raisi, infatti, è accusato di essere responsabile delle torture e del massacro dei prigionieri politici iraniani nel 1988: era un pubblico ministero che condannava a morte le persone (https://arab.news/zv9ph).
Lo scorso 8 giugno, in una lunga diretta streaming su Twitter organizzata da NCRI FAC – il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, hanno raccontato le proprie esperienze testimoni o vittime delle torture di Raisi (https://twitter.com/i/broadcasts/1LyxBdNRrEWGN).
Tra l’altro, come ha denunciato Maryam Rajavi in un Tweet dello scorso 9 giugno, il regime clericale, per assicurare la propria sopravvivenza, non ha rinunciato al programma nucleare.
Le violenze del regime, in ogni caso, non cessano neppure in occasione delle elezioni presidenziali: il 9 giugno Amnesty International ha denunciato le torture ai fratelli Vahid e Habib Afkari, l’11 giugno è stata imprigionata l’ambientalista curda Faranak Jamshidi e, nella stessa data, la campionessa di motocross Shahrzad Nazifi è stata condannata a 8 anni dal tribunale rivoluzionario di Teheran, come denunciato dall’ala femminile NCRI. Sempre l’11 giugno il prigioniero politico Sasan Niknafs, detenuto in carcere nonostante le condizioni di salute, è morto per mancanza di cure mediche.
A prescindere dal risultato delle elezioni, si va, comunque, verso il Free Iran World Summit del 10-12 luglio con la diretta streaming.
Lo scorso 6 giugno Mariarosaria Canzano ha presentato il libro “Laura Coraggio!” ad Arienzo incontrando il Sindaco, Giuseppe Guida.
Il libro, edito da BookSprint Edizioni, consta di 214 pagine ed è la storia della figlia, Laura. Il progetto dell’autrice, docente casertana, è sensibilizzare i Sindaci sugli argomenti di autismo e inclusione. “Perché l’autismo è per sempre, non solo il 2 aprile“, afferma Canzano. Il libro costa €16,90 e parte del ricavato andrà alla Fondazione “Stella Maris”, Istituto Scientifico per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
L’autrice, per l’occasione, ha incontrato anche Remigio De Matteis, il presidente del Gruppo Pa-Dri Separati di San Felice a Cancello, donandogli una copia autografa del libro. De Matteis, lo ricorderete, è il papà della Panchina Blu: Canzano ne ha sposato la battaglia e lo ha contattato personalmente, rinnovandogli tutta la sua stima su Facebook.
Così dal Comunicato Stampa:
“Un prontuario, un manuale, un romanzo, un vademecum o semplicemente una storia. ‘Laura Coraggio’ è il libro scritto da Mariarosaria Canzano, un libro che, tra le mille peripezie della crisi Covid, da mesi entra nelle case delle persone, un opera che potremmo definire un ‘volume’, come si definiscono le opere di spessore, quelle che contengono un messaggio, di quelli importanti che arrivano dritti al cuore. Mariarosaria Canzano è una donna di cultura, estremamente preparata, che ha deciso di dedicare la sua vita all’insegnamento, a quella che considera la fase più importante dell’istruzione, la scuola primaria. Una donna alla quale non manca mai il sorriso e, questo suo modo di essere, unito alla forza che ha sempre dimostrato, l’hanno fatta diventare un faro per tutti coloro che vivono la sua stessa situazione. Laura è una diciassettenne, una ragazza che sorride, il suo migliore amico è Leo, un coniglietto che le fa compagnia per buona parte della giornata. È Laura la protagonista del libro ‘Laura Coraggio!’, Laura è la primogenita di Mariarosaria, è affetta dal disturbo dello spettro autistico. Le persone che leggono ‘Laura Coraggio!’ credono di trovarsi davanti una storia, la realtà di una persona affetta da una patologia invalidante, ma dopo le prime pagine, la banalità del pensiero lascia il posto alla consapevolezza di trovarsi davanti ad un’opera che scuote dall’interno. Il libro si compone di due parti: una prima parte di natura scientifica, un’accurata descrizione di ciò che è l’autismo, una patologia dalle mille facce e dai mille modi di manifestarsi, la definizione di ‘autismo’ in se per se è terribilmente limitativa perché nasconde tantissime tipologie e di ‘gradazioni’, tutte accuratamente descritte da Mariarosaria. Un’analisi particolareggiata capace di far comprendere a tutti i lettori quanto sia vasto e invalidante questa patologia. ‘Laura Coraggio!’ immerge i lettori in questo mondo, descrivendo esattamente ogni particolare. Dopo questa sorta di ‘preparazione’ del lettore, si passa nel mondo che orbita intorno alle persone affette da questa patologia, le famiglie, con una descrizione accurata della drammaticità dovuta all’apprendimento della diagnosi, all’accettazione della stessa, alla consapevolezza che questa patologia li accompagnerà per tutta la vita. Infine Mariarosaria ci racconta della sua Laura, un momento di rara e struggente dolcezza fatto dei momenti tra madre e figlia, dei comportamenti di Laura e di come, nonostante la comunicazione deficitaria dovuta alla patologia, sia fondamentale il filo sottile che unisce i cuori tra la madre e la figlia. Un manuale per tutti, per capire questo mondo, entrandoci dentro completamente, per sensibilizzare tutti coloro che troppo volte sono indifferenti verso questa parte silenziosa della società. Un vademecum per capire come approcciare queste persone, cosa estremamente difficile ma, come dice l’autrice, “Se entri a far parte del loro mondo non ne esci più”. “Mentre ero sola nei corridoi dell’ospedale pediatrico Mayer di Firenze – racconta l’autrice – poco dopo la comunicazione della diagnosi, ebbi un momento di sconforto, di quelli che ti vengono pensando a come farai ad affrontare tutto: ti senti perso, era un mondo nuovo nel quale avrei dovuto vivere senza sapere da dove cominciare, Laura mi vide piangere, mi guardò e disse ‘Mamma, coraggio!’, in quel momento cambiò la mia vita, improvvisamente sapevo cosa dovevo fare, mi asciugai le lacrime e promisi a me stessa che non mi sarei mai fermata, che avrei portato avanti la battaglia per mia figlia, per coloro che vivono la sua stessa situazione e per le loro famiglie”. Da quel giorno Mariarosaria non si è più fermata e questo libro è solamente il primo passo di un progetto che tende a sensibilizzare tutti ed ottenere una totale tutela per questi ragazzi, “Le persone autistiche fanno parte della società ed è la società che deve garantire loro un futuro sicuro, perché purtroppo le famiglie non sono eterne”. ‘Laura Coraggio!’ è un volume che stravolge le prospettive di chi lo legge, smantellando gli stereotipi con i quali ognuno di noi troppo spesso vive, un libro da leggere dal quale imparare molto e che non può assolutamente mancare nelle librerie delle nostre case“.
Prendi un’interprete giudiziaria – abituata a tradurre criminali stranieri e sentenze penali – e nominala membro esterno nelle commissioni d’esame alla Corte d’Appello di Napoli per futuri cancellieri.
Non è stato piacevole bocciare candidati dai 45 ai 55 anni, mentre alcuni sono riusciti a strappare un sorriso a tutti i membri presenti in aula.
Premesso che non deve essere facile sostenere un colloquio – seppur semplice – in una lingua straniera, specie per chi non l’abbia mai studiata o l’abbia abbandonata circa trent’anni prima, alcune risposte sono state divertenti.
C’è stato, così, chi ha dichiarato che lo sport acquatico preferito fosse il tennis, chi ha dichiarato di aver visitato il Medio Oriente, cioè la Spagna, chi mi guardava e cercando disperatamente qualche vago ricordo, che non emergeva, rispondeva: “Sì, aspe’…”. C’è stato chi, amante della musica lirica, ha affiancato Mozart, Schubert e Chopin a Marco Mengoni e chi, parlando di calcio, alla domanda “Sei stato allo stadio Maradona?” ha risposto “No”, strappando un mormorio alla commissione, quel giorno tutta maschile, per poi prontamente aggiungere, in ottimo inglese: “Ma vivo a Salerno”.
E’ stata un’esperienza molto bella che mi ha arricchita umanamente e professionalmente e, avendo ruotato su 3 delle 4 commissioni, posso affermare di aver conosciuto tutte belle persone: sempre alta professionalità e niente sadismi dovuti ad amore del potere, come invece sono capitati nel corso di studi miei e di mia figlia. In generale, anche chi sembrava burbero, cercava di mettere a proprio agio i candidati.
Un ringraziamento alle tre colleghe di lingua inglese: si è creato un bel rapporto e ci siamo venute reciprocamente incontro per tutti i cambi verificatisi durante le cinque settimane d’esame, dall’otto aprile al 14 maggio.
Dopo l’oro di Sara Kowalczyk nella categoria Giovani il 18 maggio, dopo i successi di Niccolò Intartaglia, Marco Fonzino, Pietro Ventriglia, Matteo Salamito e Giada Cammarano alla seconda prova regionale GPG di Caserta (29 e 30 maggio), arriva l’en plein con il Campionato Italiano; la notizia è stata data dal Presidente, dott. Giustino De Sire, in chat:
“Guidate dal DS Mario Masi e capitanate da Alina Rossacco, Claudia Ianniciello e Carla Langellotti hanno degnamente rappresentato i colori della Scherma Giannone Caserta confermando la posizione in classifica iniziale nonostante la assenza di Ewa Borowa ancora in ripresa dal Covid e Sara Kowalczyk da quest’anno in forza al G.S.Esercito ed Emanuela Pagliuca che ha optato per un anno sabbatico. Queste sono state le atlete del meraviglioso “Pink Team” Campione Italiano di Serie A2 della scorsa stagione e che insieme a Gianna Della Corte, Olga Campofreda, Susan Assi e Beatrice Barbato hanno realizzato il sogno di approdare al massimo campionato a partire dalla Serie C1 con cinque promozioni di fila. Complimenti ragazze siamo orgogliosi di voi e vi aspettiamo in pedana al Centro Orafo il Tarì di Marcianise il 26 Giugno per la Coppa Europa di Spada Femminile a Squadre da noi organizzata a tempo di record grazie al lavoro e all’impegno profuso dal Consigliere Federale uscente Luigi Campofreda e dal DT Pasquale Campofreda e che sarà l’occasione migliore per festeggiare i 60 anni della Giannone. Ringrazio inoltre tutti coloro che in questi mesi difficili hanno contribuito con la loro presenza e il loro lavoro a proseguire nella nostra “mission” e mi riferisco alla vicepresidente Monica di Giacomantonio ai Tecnici Pasqualino D’Andrea e Cristiano Diamanti e al8 Tecnico delle Armi Mimmo Concilio”.
Stamattina, finalmente, la lunga battaglia sostenuta dal signor Remigio De Matteis, presidente del gruppo “Pa-dri Separati”, ha avuto esito positivo: la Panchina Blu è stata ufficialmente inaugurata.
Alla presenza di una piccolissima delegazione, i signori Gianfranco Di Lauro, avvocato nonché vice presidente, e Raffaele De Lucia, consigliere del gruppo, De Matteis ha consegnato al Sindaco, Giovanni Ferrara, una piccola panchina blu, in legno.
Vittoria per De Matteis e soddisfazione di Ferrara, che ha riconosciuto la civiltà della battaglia, impegnandosi a migliorare i servizi in ambito C2 (politiche sociali). Il Sindaco ha sottolineato come il suo Comune sia capofila, nella Valle di Suessola, ad avere il registro della bigenitorialità e la Panchina Blu, entrambe le iniziative fortemente volute dal combattivo De Matteis. Ferrara ha anche sottolineato come l’uguaglianza dei genitori sia fondamentale in quanto i figli, specie i minori, “vanno preservati e tutelati a 360 gradi” .
Il prossimo passo del gruppo “Pa-dri Separati” è estendere entrambe le iniziative negli altri Comuni della Valle di Suessola.
COMUNICATO – INTERVENTI URGENTI AS 21-22 All’indomani della pubblicazione del Rapporto IIS Covid-19 n. 12/2021 denominato “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici” del 20 Maggio 2021, che ha posto particolare attenzione al contagio via aerosol, al miglioramento del microclima e alla ventilazione negli ambienti indoor, appare più che mai necessario intervenire sulle ataviche carenze delle scuole italiane in ambito sicurezza 1. Basti pensare, al riguardo, che 2 scuole su 5 non hanno il certificato del collaudo statico, in 3 su 5 manca il certificato prevenzione incendi e nel 55% dei casi manca quello di agibilità 2. Ma, in particolare, ha evidenziato come la maggior parte delle scuole italiane non abbia un ricambio d’aria sufficiente per garantire la salubrità degli ambienti. Un rapporto del Ministero della Salute già in epoca pre-Covid lanciava un alert sulle scuole italiane: sono tra le peggiori d’Europa in termini di ricambio d’aria per studente. Il rapporto tecnico “GRUPPO GARD-I” [2011], evidenzia sulla base di studi pubblicati su riviste internazionali – Simoni et al. [2010, 2011] – come nelle scuole italiane testate nell’ambito di un progetto europeo, in media si abbia un ricambio d’aria insufficiente pari a 3,2 litri al secondo a persona (l/s/p) 3; quando la normativa EU EN 16798-1, recepita anche in Italia, prevede almeno 10 l/s/p. L’allarmante quadro è stato confermato anche dal Progetto di ricerca “Il cambiamento è nell’aria” promosso dalla Libera Università di Bolzano: avviato a luglio 2019 e concluso a giugno 2020, lo studio ha rilevato come i valori ottimali di concentrazione di CO2 e ventilazione sono disattesi per quasi la totalità del tempo ed il ricorso alla ventilazione naturale, anche se più esteso, non può garantire i tassi di ricambio richiesti 4. Il Comitato Nazionale IdeaScuola, in collaborazione con l’avv. Vincenzina Salvatore e l’arch. Tiziano Carlucci, si rivolge alle Istituzioni preposte per attenzionare quanto il tema sia rilevante non solo in ambito pandemico, impattando con effetti negativi dimostrabili sull’apprendimento degli studenti e giocando un ruolo fondamentale nella diffusione del contagio di qualsiasi malattia infettiva per via aerea. Considerando dunque: – Che il Rapporto ISS Covid-19 n. 12/2021 per le condizioni tipiche di affollamento di un’aula scolastica indica come pari a 24 l/s/p il ricambio d’aria minimo per ridurre il rischio di contagio Covid-19 con varianti a maggiore trasmissibilità;
Che la Tabella XLVII T.U. stabilisce che nei confronti degli agenti biologici di categoria 3 siano necessari (non raccomandati ma necessari!) sistemi di filtrazione dell’aria in entrata ed in uscita;
Che con D.L. 7.10.2020 n. 125 convertito in legge 27.11.2020 n. 159 la soglia di rischio del virus è stata innalzata e il Covid da “agente di categoria 2” è diventato “AGENTE BIOLOGICO DEL GRUPPO 3” ovvero agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituire un serio rischio per i lavoratori (Allegato 46 D.Lgs. n. 81/2008 T.U. Sicurezza), Al fine di limitare la diffusione del Covid-19 si richiede revisione sostanziale del Protocollo di Sicurezza che tenga conto della mutata scena epidemiologica con presenza di varianti che si diffondono anche tra i più piccoli, ricordando che, per il prossimo anno scolastico non tutti i minori saranno vaccinati e la vaccinazione stessa, non essendo obbligatoria, non potrà essere l’unico strumento di tutela e di prevenzione. Si mettano dunque in atto per l’avvio dell’anno scolastico 21/22 tutte le azioni necessarie per garantire piena sicurezza all’interno delle aule attraverso:
La promozione di un’ottimale qualità dell’aria in aula fondamentale per garantire il pieno benessere psico-fisico degli alunni con effetti positivi a lungo termine anche sul rendimento scolastico, attraverso l’installazione di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC). In attesa di questi adeguamenti impiantistici le aule e le mense scolastiche devono essere dotate di purificatori d’aria portatili con filtri HEPA correttamente dimensionati ad integrazione della ventilazione naturale;
L’istituzione di protocolli e misure per il monitoraggio della qualità dell’aria in ogni scuola, prevedendo la figura di un responsabile ad hoc come già avviene ad esempio negli USA e l’installazione di sensori di CO2;
La fornitura di mascherine Ffp2 e l’istituzione di presidi sanitari scolastici;
La presenza di un minor numero di alunni per classe in modo da garantire un distanziamento effettivo di almeno 1 metro tra banchi dinamico;
L’adozione di contact tracing fino a 14 giorni precedenti il caso di positività, l’istituzione di un database nazionale pubblico, completo ed aggiornato dei casi scolastici, la garanzia di uniformità di protocollo azione/comunicazione asl-scuola-famiglia sul territorio nazionale;
a) Esempi internazionali di interventi in ambito aerazione nelle scuole; b) Quadro normativo italiano; c) Evidenze e raccomandazioni nazionali
Rischio Covid-19 via Aerosol nelle Scuole (Luigi Moccia, Consiglio Nazionale delle Ricerche—ICAR) Roma, 3 giugno 2021 Direttivo IdeaScuola in collaborazione con avv. Vincenzina Salvatore e arch. Tiziano Carlucci