“Il giornalismo consiste principalmente nel dire 'Lord Jones è morto' a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.” Gilbert Keith Chesterton
Side Academy inaugura una nuova fase della propria storia trasformandosi ufficialmente in Side Academy – Academy of Arts & Innovation, un’evoluzione che fonde arti visive, ricerca digitale e intelligenza artificiale applicata alla creatività. Un cambiamento che amplia la vocazione dell’Accademia, oggi riconosciuta a livello internazionale come centro d’eccellenza tra le scuole creative più innovative del mondo.
Saranno sette i nuovi corsi triennali che inizieranno dal prossimo anno didattico, corsi che coprono tutto il mondo dell’arte e della creatività digitale, con focus sulle produzioni cinematografiche e il fashion, ma anche sui videogame, il digital marketing e i comics. Eccoli: CGI & VFX, Fashion & Costume Design, Videogame Design & Development, Cinematography & Directing, Fine Arts in Digital Production, Content Creation + AI & Digital Marketing e Art, Concept, Illustration & Comics. Un’offerta formativa che supera il modello delle accademie tradizionali e integra discipline artistiche, tecniche e digitali in un ecosistema orientato al futuro.
Un modello unico a livello nazionale, capace di formare giovani che poi riescono immediatamente ad entrare nel mondo del lavoro. Infatti, molti studenti ed ex studenti di Side Academy, già coinvolti in progetti di produzione reale, sono oggi professionisti attivi in studi e aziende come Walt Disney, Marvel, Naughty Dog, Sony Santa Monica e altre realtà globali del cinema, dell’animazione, dei videogame e del design.
A conferma del livello raggiunto, Side Academy ha ottenuto pochi giorni fa risultati straordinari nelle classifiche internazionali The Rookies 2025, posizionandosi tra le prime venti accademie creative al mondo e tra le prime dieci in Europa. Un traguardo accompagnato da riconoscimenti specifici: seconda al mondo in Fashion Design, nona in Visual Effects e undicesima in 3D Animation. L’Accademia è inoltre l’unica in Italia a vantare due studenti finalisti nella categoria Hugo Boss. Di fatto, coi riconoscimenti ottenuti oggi Side Academy è la più ambita accademia italiana: ha infatti vinto anche il premio come miglior scuola nel settore “Visual”, in quello “Creative” e nel “Digital Fashion”. A proposito di moda digitale, si segnala anche il premio di Francesco Messina, studente del 2° Anno della Triennale in CGI & Game, vincitore per la categoria “Digital Fashion”.
Per i non addetti ai lavori, si tratta di premi che hanno il valore di un Oscar. Infatti, The Rookies è una piattaforma on line che raduna circa centomila tra i migliori artisti e studenti dell’industria cinematografica e dei videogame. Ha sede ad Adelaide, in Australia: fondata nel 2016 da Alwyn Hunt e Andrew McDonald, oggi di fatto è l’ente che certifica a livello mondiale le migliori scuole e i migliori studenti che operano nell’animazione per i film e le consolle.
Il suo “Premio Oscar” sono i The Rookies Awards, un contest globale a cui partecipano 568 tra le migliori accademie e università nel segmento dei media creativi, provenienti da 104 nazioni al mondo. I giudici sono 150; per definire il livello, basti pensare che a valutare le opere degli studenti e della didattica delle scuole ci sono professionisti di Walt Disney, Microsoft, Amazon, Sony, Riot Games, WetaFx, Blizzard Entertainment e Industrial Light&Mag.
“Questi risultati non sono solo una vittoria per la nostra scuola, ma per l’intero sistema creativo italiano,” sottolinea Stefano Siganakis, CEO di Side Academy. “Verona può diventare la capitale mondiale della creatività, un laboratorio dove le nuove generazioni imparano a immaginare, progettare e innovare con responsabilità e bellezza. Gli Open Day saranno anche l’occasione per esplorare da vicino la struttura dell’Accademia e il suo modello di formazione, unico in Italia: una filiera che connette direttamente la didattica al mondo dell’industria grazie alle partnership con aziende del cinema, della moda, del design e dell’intelligenza artificiale. Ne sono prova le collaborazioni con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la Milano Fashion Week, la Milan Games Week e prestigiosi festival internazionali. Con la sua vista sul futuro e un percorso che unisce tradizione artistica e sperimentazione contemporanea, Side Academy si conferma come una delle istituzioni più avanzate del panorama formativo europeo”.
Il romanzo “C’era una volta a Roma”, esordio nella narrativa del regista e sceneggiatore Manuel de Teffé si è aggiudicato due premi al Premio Sergio Leone – Città di Roma: il Primo Premio nella sezione Narrativa e Scrittura, assegnato dalla Giuria coordinata da Denise Furlan e il Premio Matrice Leone, assegnato dalla Commissione interna di Ipermedia CDE. Durante la serata di premiazione alla libreria Notebook dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono intervenuti gli attori Gianni Garko (grande estimatore del romanzo) e Corrado Solari, e i registi e sceneggiatori Romolo Guerrieri ed Ernesto Gastaldi. L’iniziativa, coordinata da Carlo Pepe, presidente di Ipermedia e da Fabrizio De Priamo, direttore artistico del Premio, è pensata e organizzata da Ipermedia CDE, è realizzata il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, e di Sapienza Università di Roma, Confassociazioni e Confassociazioni Spettacolo.
“Ringrazio di cuore tutta la giuria del Premio Sergio Leone – sottolinea de Teffé – per l’attenzione con la quale ha letto le 500 pagine del mio romanzo. Finalmente ha preso il largo e galoppa una pagina mai narrata del costume italiano, quella della Dolce Vita travolta dalla rivoluzione culturale del western all’italiana, di cui mio padre, Anthony Steffen, fu uno dei protagonisti”. “C’era una volta a Roma” ha già vinto quest’anno il Primo Premio Letterario La Ginestra di Firenze, il Bond Street Award a Londra e il Premio Internazionale Donne d’amore dell’Associazione Naschira di Venezia. Tutte le notizie sul libro, presentazioni e novità al link ufficiale: www.ceraunavoltaaroma.net
Il romanzo “C’era una volta a Roma” è ambientato a Roma, nel 1965, nel pieno della Dolce Vita e delle proteste contro la guerra in Vietnam. “Per un Pugno di Dollari” di Sergio Leone ha un successo planetario e lancia un genere esplosivo: il western all’italiana. Il mondo del cinema è in fibrillazione, la pr manager dell’Hotel Hilton cerca di convincere il suo uomo ad abbracciare il nuovo filone. “C’era una volta a Roma” narra le vicende di un aristocratico attore teatrale shakespeariano, un guru di recitazione russa, un regista ebreo di documentari e un anziano imprenditore di grissini con un grande sogno, quello di trasformare il suo manoscritto segreto nel film: “Niente dollari per Django”.
“C’era una volta a Roma” è un romanzo ispirato alla storia familiare e artistica del padre dell’autore, Antonio de Teffé von Hoonholtz, attore romano di origine prussiana che, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, fu protagonista di ventisette film western all’italiana con il nome d’arte di Anthony Steffen, detenendo così il record di più prolifico protagonista del settore. Nel settembre del 2007, durante la retrospettiva organizzata da Quentin Tarantino alla Mostra del Cinema di Venezia sul western all’italiana, Manuel de Teffé presentò al pubblico “Una lunga fila di croci” del regista Sergio Garrone, presente in sala, film dove compare per la prima volta proprio Anthony Steffen sul grande schermo. “Da quel momento – racconta de Teffé – iniziai lentamente a rimettere insieme uno stormo di memorie fantasmagoriche legate alla nascita di questo filone cinematografico. “C’era una volta a Roma” narra di un mondo del quale sono depositario: la Roma del 1965, la rivoluzione dello spaghetti western calata nella Dolce Vita, gli incredibili personaggi orbitanti attorno a quel periodo. Tutto ciò che ho visto, sentito, respirato e intuito sin da bambino, è qui, dentro questo libro. Tutti gli avvenimenti più recenti della mia vita mi indicavano che dovevo iniziare a ricomporre quel mosaico surreale, che dovevo iniziare a svuotare il sacco… E allora, come ammonisce John Ford nel suo inequivocabile ‘Print the legend!’ sul finale di ‘L’uomo che uccise Liberty Valance’, ho deciso di sedermi, scrivere la leggenda e darla alle stampe”.
L’AUTORE
Manuel de Teffé, romano, regista e sceneggiatore, studia Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e si diploma in Regia cinematografica al M.I.F. di Angelo D’Alessandro. Inizia la carriera al Teatro Eliseo come assistente alla regia di Rossella Falk e Michele Placido, quindi lavora come regista televisivo per Morgan film e Lux Vide. Fonda in seguito Shineout, per la quale scriverà e dirigerà spot, campagne pubblicitarie, documentari e video musicali in tutto il mondo. Negli ultimi anni è stato direttore artistico per il gruppo francese Média-Participations. Attualmente lavora come regista e sceneggiatore a Parigi con SAJE distribution. “C’era una volta a Roma” è il suo primo romanzo.
Con l’emozione incisa sul volto, Elvanie Nimbona ha pronunciato la formula solenne: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato».
Il giuramento, prestato davanti al vicesindaco di Pomigliano d’Arco Domenico Leone e suggellato dalla firma sul documento ufficiale, rappresenta non solo un passaggio amministrativo, ma il compimento di un percorso umano, sociale e civile. Diventare cittadini italiani significa essere parte attiva di una comunità, condividere valori, diritti e doveri, contribuendo ogni giorno alla vita del Paese.
Nata in Burundi nel 1998 e cresciuta in un contesto segnato dalla guerra e dall’instabilità, Elvanie Nimbona è arrivata in Italia nel 2018. Inizialmente attraverso lo sport, ha trovato nel territorio che l’ha accolta uno spazio di integrazione e riscatto. Mezzofondista di talento, ha costruito la propria carriera grazie al sostegno di realtà sportive come il Tuscany Camp, la Caivano Runners e la Carmax Camaldolese, affermandosi a livello nazionale e internazionale.
La cerimonia è stata condivisa con il marito, la figlioletta e una cerchia di amici, simbolo di una rete sociale che negli anni si è consolidata attorno a lei. «Ho ancora qualche difficoltà con la lingua – ha raccontato – ma la affronterò con lo stesso impegno che metto nello sport. Qui mi sono sentita accolta e rispettata. Pomigliano è una città tranquilla, che considero casa. Ogni vittoria futura sarà anche un ringraziamento a questo territorio e a chi mi ha dato fiducia».
Il percorso di Elvanie testimonia il valore dello sport come strumento di inclusione, coesione sociale e partecipazione attiva. Un esempio concreto di come l’impegno individuale, unito al sostegno delle istituzioni e delle comunità locali, possa trasformare una storia di fuga in una storia di appartenenza. Per l’atletica italiana del fondo e del mezzofondo femminile, l’acquisizione della cittadinanza rappresenta anche una prospettiva importante in chiave sportiva.
Ma, al di là dei risultati agonistici, il giuramento di Elvanie Nimbona racconta un’Italia capace di riconoscere il merito, valorizzare il talento e costruire futuro attraverso l’integrazione. Un nuovo capitolo si apre per una donna che ha fatto dello sport e dei valori repubblicani i pilastri del proprio cammino umano e professionale.
DropSite ha effettuato un reportage su un aspetto sottovalutato a Gaza: l’emergenza spazzatura.
“Questa è la mia tenda e questa è la discarica di fronte alla quale vivo”, ha detto Amin Sabri a Drop Site. “Non dormiamo, né di notte né di giorno, a causa dell’immondizia. L’odore ci assale costantemente e i nostri bambini sono malati. Soffrono di forti mal di testa. Siamo infestati da germi e insetti“.
Negli ultimi due anni, le infrastrutture civili di Gaza sono state sistematicamente distrutte dall’esercito israeliano, compresi i servizi di gestione dei rifiuti. Enormi cumuli di immondizia si sono accumulati in tutta l’enclave. Mercati un tempo affollati e strade ombreggiate dagli alberi si sono trasformati in infinite montagne di rifiuti, aggravando gravemente la crisi ambientale e sanitaria di Gaza.
Prima della guerra, la raccolta dei rifiuti a Gaza City era coordinata tramite il sito di trasferimento di Yarmouk, situato vicino allo stadio cittadino, e trasportati alla discarica di Johr El-Deek. Con Johr El-Deek inaccessibile – situata a est della “linea gialla” con le forze militari israeliane di occupazione – l’impianto di Yarmouk è stato ora trasformato in un’enorme discarica.
I pochi veicoli per la discarica ancora operativi a Gaza salgono fino alla sommità del sito di Yarmouk e scaricano ogni giorno più rifiuti non trattati. Alcune comunità ricorrono alla combustione dei rifiuti, rilasciando nell’aria fumi tossici. I bambini corrono tra le colline di rifiuti in decomposizione cercando di recuperare ciò che possono.
“Siamo stati sfollati dalla città di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale, e siamo arrivati a Gaza City. Abbiamo scoperto che gli sfollati erano ammassati in ogni angolo della Striscia. Siamo stati costretti a vivere in mezzo ai rifiuti, nella discarica di Yarmouk del comune di Gaza”, continua Sabri. “Pensavamo di stare in un posto sicuro, in un posto decente. Ma siamo stati costretti qui; non c’è nessun altro posto dove andare. Siamo stati costretti a stare in questa discarica, in mezzo ai rifiuti e ai rifiuti… Sto soffrendo a causa di questa discarica. Soffro per i germi, i topi e i cani. Ogni giorno trovo 20 o 30 topi nella mia tenda, proprio dentro. Non ho nemmeno una tenda adatta alla vita umana“.
Sabri ha detto che le recenti tempeste invernali e le inondazioni a Gaza stanno causando ancora più devastazione. “I nostri figli hanno sviluppato malattie; hanno resistito, ma questo odore forte e disgustoso continua a soffiare verso di noi, oltre ogni immaginazione. Quando piove, le acque reflue ci scorrono addosso. Quando piove, tutto questo ci piomba addosso“.
Già prima della guerra, Gaza si trovava ad affrontare gravi problemi di gestione dei rifiuti, con solo tre grandi discariche già operative oltre la loro capacità. Tutte e tre queste discariche rimangono inaccessibili, anche dopo il “cessate il fuoco”, e si trovano in aree ora controllate dall’esercito israeliano. Durante la guerra, sono state utilizzate al loro posto decine di discariche temporanee e sovraffollate in aree densamente popolate. Tra ottobre 2023 e novembre 2025, circa 900.000 tonnellate di rifiuti solidi sono state prodotte e scaricate in discariche temporanee in tutta Gaza, secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).
Anche la stragrande maggioranza dei veicoli per la raccolta e il trasferimento dei rifiuti a Gaza, già scarsi prima della guerra, è stata distrutta: da 261 prima della guerra a soli 48 oggi, secondo l’UNDP. Il numero di contenitori per i rifiuti è passato da 7.300 a 900, mentre il numero di macchinari per la discarica è passato da 18 a zero. Nonostante l’accordo di cessate il fuoco di due mesi fa, Israele ha impedito l’arrivo di nuove forniture: “L’ingresso di camion per la raccolta dei rifiuti, la raccolta dei rifiuti sanitari e i macchinari e gli strumenti per il trattamento sono ancora sospesi, insieme ad altre forniture essenziali come i pezzi di ricambio per i punti di raccolta e i contenitori per i rifiuti”, ha dichiarato l’UNDP in un rapporto di questo mese.
Il rapporto dell’UNDP ha anche lanciato un allarme preoccupante in merito alle piogge invernali e alle inondazioni che hanno colpito Gaza nelle ultime due settimane. “Con l’avvicinarsi dell’inverno, la situazione presenta nuove sfide. Le piogge e le inondazioni potrebbero diffondere i rifiuti accumulati nelle comunità circostanti e contaminare le fonti d’acqua”, si legge nel rapporto. “I sistemi di drenaggio bloccati e i rifiuti non raccolti aumentano il rischio di malattie trasmesse dall’acqua e ostacolano l’accesso ai rifugi. Senza una raccolta dei rifiuti continua e uno smaltimento sicuro, si prevede che i rischi per la salute pubblica aumenteranno in questa stagione”.
Circa 350.000 tonnellate di rifiuti solidi si sono accumulate nella sola Gaza City, secondo Hosni Mhana, portavoce del Comune di Gaza. “La città di Gaza oggi sta attraversando una serie di gravi crisi, prima fra tutte la crisi causata dall’accumulo di enormi quantità di rifiuti”, ha dichiarato Mhana a Drop Site. “L’occupazione israeliana [ha impedito] alle squadre municipali di raggiungere la discarica principale a est della città, nella zona di Johr El-Deek. Di conseguenza, il comune è stato costretto a stoccare i rifiuti nel centro città, e quindi questi rifiuti accumulati sono diventati una bomba a orologeria piazzata al centro della città”.
Mhana ha sottolineato le crisi causate dall’accumulo di rifiuti solidi. “In primo luogo, come pericolo per l’ambiente e la salute pubblica a causa dell’accelerata diffusione di malattie e delle conseguenti epidemie tra i residenti circostanti. In secondo luogo, in termini di estrema diffusione di insetti, roditori e cattivi odori. Oggi, questi rifiuti minacciano la vita dei residenti e degli sfollati che vivono nelle vicinanze, soprattutto alla luce della crisi idrica, che continua a essere necessaria per la pulizia e la disinfezione”.
L’esercito israeliano ha anche distrutto centinaia di migliaia di metri della rete fognaria di Gaza, insieme a quasi tutti i suoi impianti di pompaggio e trattamento delle acque reflue. “Il bacino idrico di Sheikh Radwan è ora diventato un ambiente fertile per la diffusione di malattie ed epidemie, a causa dell’accumulo di acque reflue e delle loro perdite in questo bacino, che era destinato alla raccolta dell’acqua piovana”, ha detto Mhana.
“Oltre il 95% delle infrastrutture totali di Gaza City è stato distrutto a causa della guerra genocida condotta dall’occupazione israeliana nel corso di due anni interi. Di conseguenza, stiamo parlando di una realtà incredibilmente pericolosa, un collasso quasi totale dei servizi essenziali”, ha aggiunto. “Il comune oggi si trova ad affrontare sfide importanti, prima tra tutte la crisi dell’accumulo di rifiuti nel centro della città”.
Lo spreco alimentare domestico resta un problema diffuso in tutta Europa, ma l’Italia si colloca sopra la media dei principali Paesi UE. «Lo spreco medio settimanale pro capite è pari a 555,8 grammi in Italia, contro 512,9 grammi in Germania, 469,6 nei Paesi Bassi, 459,9 in Francia e 446,5 in Spagna» osservano gli analisti di Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, riferendosi ai dati Waste Watcher International, International Center for Social Research ed Eurostat.
Il dato italiano migliora rispetto al 2024, ma il confronto europeo mostra un ritardo strutturale. «Il divario non è solo economico, ma organizzativo e culturale» spiegano da Ener2Crowd, sottolineando come nei Paesi con sprechi più contenuti siano più diffusi strumenti di pianificazione degli acquisti, filiere corte e politiche di recupero.
Il Natale 2025 segna un passo avanti, ma il confronto europeo dimostra che esiste ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto sul fronte domestico.
«Il valore monetario dello spreco annuale italiano —circa 12,55 miliardi di euro— se reindirizzato verso investimenti ESG, finanzierebbe centinaia di progetti rinnovabili, trasformando una perdita economica in rendimento e impatto positivo» concludono gli analisti di Ener2Crowd.
“I nonni ospiti di Villa Carmelina a San Felice a Cancello si mettono in scena con tutta la loro simpatia e le proprie forze. Sarà un Presepe Vivente Specialissimo, come non lo avete di certo mai visto. Divertimento assicurato” così recita l’invito.
Alessandra Vignati spiega l’evento: “Con l’approvazione della titolare Carmela Minicozzi, sempre pronta a darsi da fare per fare stare bene i suoi ospiti, e la collaborazione del suo valido staff, ho cercato di assecondare l’ incredibile voglia di mettersi in gioco dei nonni e delle nonnine , ospiti della RSA Villa Nonna Carmelina di San Felice a Cancello, dove lavoro come animatrice. E’ nato così un singolarissimo Presepe Vivente che non ha nessuna pretesa, se non quella di scatenare sorrisi: sia da parte degli spettatori, che da quella degli stessi interpreti. Useremo oggettistica semplice, materiali riciclati e parecchia fantasia. E dove ci manca qualcosa ( per es. chi possa fare il bue) risolviamo concentrando l’attenzione del pubblico sull’asinello.
Caorle si conferma una delle mete natalizie più amate del Nord Italia: nei primi giorni del Caorle Christmas Time oltre 100 mila visitatori hanno attraversato il centro storico per incontrare il Grinch, protagonista assoluto di questa edizione. Nel nuovo villaggio “Chinonsò”, ispirato al celebre personaggio di Dr. Seuss, grandi e piccoli hanno potuto immergersi in un mondo rovesciato e ironico, fatto di installazioni, performance teatrali, case colorate e attività dedicate alle famiglie. Un’ambientazione che trasforma le calli in un vero set cinematografico a cielo aperto, animato dai pungenti monologhi del Grinch e dalle sue incursioni tra i “Nonsochì”.
Dopo il successo del debutto, l’attenzione si sposta ora sul nuovo grande evento del calendario: il Weekend in Mongolfiera, in programma sabato 13 e domenica 14 dicembre, dalle 14:30 alle 18:00, sulla spiaggia della Madonnina. Una mongolfiera ancorata permetterà ai partecipanti di sollevarsi in quota per ammirare Caorle da una prospettiva unica: da un lato la chiesetta sul mare e l’Adriatico, dall’altro il campanile cilindrico e il mercatino di Natale illuminato a festa. Un’esperienza spettacolare e suggestiva, pensata per tutte le età.
Il Caorle Christmas Time – organizzato da Confcommercio Portogruaro Bibione Caorle e dal Comune di Caorle, con il supporto della Fondazione Caorle Città dello Sport – prosegue così il suo ricco programma di iniziative artistiche, enogastronomiche e culturali che, per un intero mese, trasformano la città in un villaggio incantato affacciato sull’Adriatico. Una manifestazione che, già nelle passate edizioni, ha registrato il tutto esaurito negli alberghi e un afflusso paragonabile ai mesi estivi, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi delle festività.
«La straordinaria partecipazione registrata in questi primi giorni di Caorle Christmas Time conferma, ancora una volta, quanto il turismo invernale sul nostro litorale abbia un potenziale enorme quando si investe in qualità, creatività e organizzazione», commenta Corrado Sandrin, presidente di Confcommercio Caorle. «Portare oltre centomila persone in città in un solo weekend significa dare una risposta concreta a tutto il sistema economico locale: alberghi, ristoranti, bar, negozi, servizi. È la dimostrazione che un grande evento natalizio, pensato per essere inclusivo, emozionante e capace di parlare a pubblici diversi, può realmente allungare la stagione e generare valore per l’intera comunità. I risultati di questi giorni ci incoraggiano a proseguire con determinazione su questa strada, costruendo un’offerta turistica che non si limiti ai mesi estivi, ma renda Caorle una destinazione attrattiva tutto l’anno. Ciò conferma una visione condivisa e un gioco di squadra che sta dando frutti concreti.»
«Caorle Christmas Time rappresenta un importante elemento nel percorso di destagionalizzazione avviato dalla nostra destinazione turistica”, commenta l’Assessore al Turismo del Comune di Caorle, Mattia Munerotto. “I benefici per la nostra comunità sono importanti, sia per quanto riguarda i nostri operatori economici che per le famiglie dei lavoratori. Voglio ringraziare tutti gli operatori di polizia locale, lo staff della sicurezza messo a disposizione degli organizzatori e tutti coloro i quali si sono impegnati al massimo per garantire il buon esito della rassegna, contemperando le esigenze dei residenti”.
IL PROGRAMMA DELLE FESTIVITÀ A CAORLE FINO 6 GENNAIO 2026
Il calendario natalizio di Caorle ha preso il via sabato 6 dicembre, giornata inaugurale con l’apertura del Museo Nazionale di Archeologia del Mare, visitabile quasi quotidianamente per tutto il periodo delle festività. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, si aprono tre presenze “fisse” del
Il fine settimana del 13 e 14 dicembre introduce la prima vera novità del programma: il Weekend in mongolfiera sulla spiaggia della Madonnina, attivo in entrambe le date dalle 13 alle 16. Le attrazioni pomeridiane restano aperte.
Le giornate del 20 e 21 dicembre confermano l’impostazione tradizionale, ma la domenica porta due momenti speciali: alle 16.30 iniziano le “Letturechì” e alle 17 si tiene il One Voice & Friends Concert con Tobia Lanaro e Alice Risolino in piazza Matteotti.
Da lunedì 22 dicembre, oltre agli appuntamenti pomeridiani, arriva Moreno Corà con le sue “Storie Pasticciate” (ore 16.30).
La vigilia del 23 dicembre è particolarmente ricca: l’arrivo di Babbo Natale dalle 14.30 alle 17.30, due repliche dello spettacolo “A Christmas Carol” di Enrico Vanzella (15.00 e 16.30) e, in serata, alle 21, il concerto “A Child is Born – The Sound of Christmas” al PalaExpomar.
Il 24 dicembre, Babbo Natale torna ad accogliere le letterine dei bambini dalle 14.30 alle 17.30, mentre il 25 dicembre il programma rimane orientato ai tre poli principali del villaggio. Il 26 dicembre vede un’agenda più intensa: il Bubble Show di Elga Fun Lab, le Storie Pasticciate alle 16.30 e il live “Xmas Song” di Maria Dal Rovere alle 17 in piazza Matteotti.
Il week-end del 27 e 28 dicembre mantiene le attrazioni costanti, ma la domenica si distingue con il doppio arrivo del Conte VonTok (14.30 e 16.00) e con l’atteso ingresso dei Krampus alle 17 nel centro storico. Gli ultimi giorni dell’anno – 29, 30 e 31 dicembre – restano dedicati alle atmosfere del villaggio, senza eventi straordinari.
Il nuovo anno si apre il 1° gennaio con il ritorno delle bolle di Elga Fun Lab al villaggio dalle 14.00, mentre il 2 gennaio mantiene l’impianto tradizionale. Il 3 gennaio le performance di Elga Fun Lab aprono nuovamente il pomeriggio alle 14, seguite dalle consuete attività. Il 4 gennaio torna il doppio appuntamento con il Conte VonTok (14.30 e 16.00), mentre il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, i Nonsochì accolgono la Befana alle 15. La chiusura ufficiale, 6 gennaio, propone ancora le attrazioni principali dalle 14 alle 18 e, alle 16, il concerto live dei Caramel in piazza Matteotti con a seguire lo spettacolo pirotecnico alle ore 19 che chiederà il mese di festeggiamenti natalizi.
Side Academy inaugura una nuova fase della propria storia trasformandosi ufficialmente in Side Academy – Academy of Arts & Innovation, un’evoluzione che fonde arti visive, ricerca digitale e intelligenza artificiale applicata alla creatività. Un cambiamento che amplia la vocazione dell’Accademia, oggi riconosciuta a livello internazionale come centro d’eccellenza tra le scuole creative più innovative del mondo. Saranno sette i nuovi corsi triennali che inizieranno dal prossimo anno didattico, corsi che coprono tutto il mondo dell’arte e della creatività digitale, con focus sulle produzioni cinematografiche e il fashion, ma anche sui videogame, il digital marketing e i comics.
Per accompagnare studenti e famiglie alla scoperta dei nuovi percorsi formativi, l’Accademia ha deciso di aprire le porte della propria sede di Stradone Porta Palio 86, a Verona, sabato 13 dicembre dalle ore 14.30. L’attenzione degli studenti è altissima, sono centinaia quelli che hanno chiesto di partecipare agli open day in presenza, tanto che hanno imposto al corpo docente di organizzare un evento persino on line.
Durante gli incontri verranno presentati i sette corsi triennali 2025–2028: CGI & VFX, Fashion & Costume Design, Videogame Design & Development, Cinematography & Directing, Fine Arts in Digital Production, Content Creation + AI & Digital Marketing e Art, Concept, Illustration & Comics. Un’offerta formativa che supera il modello delle accademie tradizionali e integra discipline artistiche, tecniche e digitali in un ecosistema orientato al futuro.
Un modello unico a livello nazionale, capace di formare giovani che poi riescono immediatamente ad entrare nel mondo del lavoro. Infatti, molti studenti ed ex studenti di Side Academy, già coinvolti in progetti di produzione reale, sono oggi professionisti attivi in studi e aziende come Walt Disney, Marvel, Naughty Dog, Sony Santa Monica e altre realtà globali del cinema, dell’animazione, dei videogame e del design.
A conferma del livello raggiunto, Side Academy ha ottenuto pochi giorni fa risultati straordinari nelle classifiche internazionali The Rookies 2025, posizionandosi tra le prime venti accademie creative al mondo e tra le prime dieci in Europa. Un traguardo accompagnato da riconoscimenti specifici: seconda al mondo in Fashion Design, nona in Visual Effects e undicesima in 3D Animation. L’Accademia è inoltre l’unica in Italia a vantare due studenti finalisti nella categoria Hugo Boss. Di fatto, coi riconoscimenti ottenuti oggi Side Academy è la più ambita accademia italiana: ha infatti vinto anche il premio come miglior scuola nel settore “Visual”, in quello “Creative” e nel “Digital Fashion”. A proposito di moda digitale, si segnala anche il premio di Francesco Messina, studente del 2° Anno della Triennale in CGI & Game, vincitore per la categoria “Digital Fashion”.
Per i non addetti ai lavori, si tratta di premi che hanno il valore di un Oscar. Infatti, The Rookies è una piattaforma on line che raduna circa centomila tra i migliori artisti e studenti dell’industria cinematografica e dei videogame. Ha sede ad Adelaide, in Australia: fondata nel 2016 da Alwyn Hunt e Andrew McDonald, oggi di fatto è l’ente che certifica a livello mondiale le migliori scuole e i migliori studenti che operano nell’animazione per i film e le consolle.
Il suo “Premio Oscar” sono i The Rookies Awards, un contest globale a cui partecipano 568 tra le migliori accademie e università nel segmento dei media creativi, provenienti da 104 nazioni al mondo. I giudici sono 150; per definire il livello, basti pensare che a valutare le opere degli studenti e della didattica delle scuole ci sono professionisti di Walt Disney, Microsoft, Amazon, Sony, Riot Games, WetaFx, Blizzard Entertainment e Industrial Light&Mag.
“Questi risultati non sono solo una vittoria per la nostra scuola, ma per l’intero sistema creativo italiano,” sottolinea Stefano Siganakis, CEO di Side Academy. “Verona può diventare la capitale mondiale della creatività, un laboratorio dove le nuove generazioni imparano a immaginare, progettare e innovare con responsabilità e bellezza. Gli Open Day saranno anche l’occasione per esplorare da vicino la struttura dell’Accademia e il suo modello di formazione, unico in Italia: una filiera che connette direttamente la didattica al mondo dell’industria grazie alle partnership con aziende del cinema, della moda, del design e dell’intelligenza artificiale. Ne sono prova le collaborazioni con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la Milano Fashion Week, la Milan Games Week e prestigiosi festival internazionali. Con la sua vista sul futuro e un percorso che unisce tradizione artistica e sperimentazione contemporanea, Side Academy si conferma come una delle istituzioni più avanzate del panorama formativo europeo”.
Si prevede che oggi Gaza sarà colpita da tempeste invernali.
La malnutrizione infantile a Gaza rimane a livelli critici.
Solo un terzo dei bambini di Gaza è iscritto a scuola.
Israele rimane il principale responsabile di omicidi di giornalisti nel 2025 per il terzo anno consecutivo.
Più di 100 palestinesi sono stati arrestati mercoledì in un raid su larga scala in Cisgiordania.
Questi i titoli di Drop Site Daily. Le notizie sono parimenti drammatiche: il Ministero della Salute di Gaza parla di dati allarmanti. Nelle ultime 24 ore, i corpi di tre palestinesi, tra cui uno recuperato dalle macerie, sono arrivati in ospedale, mentre cinque palestinesi sono rimasti feriti. Il bilancio totale registrato dal 7 ottobre 2023 è ora di 70.369 morti, con 171.069 feriti.
Dall’11 ottobre, il primo giorno completo del cessate il fuoco, Israele ha ucciso almeno 379 palestinesi a Gaza e ne ha feriti 992, mentre 627 corpi sono stati recuperati da sotto le macerie, secondo il Ministero della Salute.
La malnutrizione infantile rimane a livelli critici, afferma l’UNICEF: nonostante un cessate il fuoco annunciato due mesi fa, la malnutrizione infantile a Gaza rimane a livelli critici. L’UNICEF ha riferito che 9.300 bambini sono stati ricoverati in ospedale per malnutrizione acuta grave a ottobre, insieme a 8.300 donne incinte e in allattamento malnutrite. La portavoce dell’UNICEF, Tess Ingram, avverte che gli effetti dureranno per anni e che nei prossimi mesi si prevede un aumento dei neonati sottopeso.
L’organizzazione Save the Children ha chiesto a Israele di consentire l’ingresso a Gaza di tende, indumenti invernali e coperte per contribuire a proteggere le famiglie dalla tempesta. Nel frattempo, il conduttore del canale israeliano Canale 14, Shimon Riklin, ha scatenato l’indignazione dopo aver celebrato la tempesta in diretta: il meteorologo ha affermato che la tempesta avrebbe “annegato Gaza”, e Riklin ha risposto di essere “felice” di sentirselo dire.
Il meteo peggiora la situazione: secondo il Dipartimento Meteorologico Palestinese, da ieri 10 dicembre 2025 si prevedono tre giorni di tempeste invernali che colpiranno Gaza, con inondazioni improvvise, forti venti e grandine. Il sindaco di Gaza City ha dichiarato ad Al Jazeera che diverse strade sono già state interrotte e le tende allagate, alcune completamente sommerse. Sono previste velocità del vento di 50 chilometri orari, accompagnate da un calo delle temperature e da piogge intense. Secondo le Nazioni Unite, oltre 760 insediamenti di sfollati, che ospitano 850.000 persone, sono a rischio imminente di inondazioni.
La scuola:
Solo un terzo dei bambini di Gaza è iscritto a scuola: le agenzie delle Nazioni Unite affermano che quest’anno 390 aule temporanee ospitano quasi 221.000 studenti a Gaza, ovvero circa 567 bambini per spazio di apprendimento. Solo poco più di un terzo della popolazione in età scolare di Gaza è iscritto per l’anno scolastico 2025-2026, il che evidenzia la grave perdita di accesso all’istruzione nell’enclave dopo due anni di distruzione da parte di Stati Uniti e Israele.
Cisgiordania e Israele
Oltre 100 palestinesi detenuti in Cisgiordania: più di 100 palestinesi sono stati arrestati mercoledì in un’ondata di raid militari israeliani nella Cisgiordania occupata, secondo l’Ufficio Stampa dei Prigionieri Palestinesi. Tra le aree più colpite c’è Nablus, dove circa 30 palestinesi sono stati arrestati e interrogati prima che alcuni venissero rilasciati. Molti degli arrestati erano stati precedentemente incarcerati.
La violenza continua:
Un giovane palestinese muore sotto custodia israeliana: il ventunenne Abdul Rahman al-Sabateen è stato arrestato dai soldati israeliani a fine giugno e la sua morte, avvenuta ieri sera sotto custodia israeliana, è stata confermata dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Il giovane, originario della città di Husan, vicino a Betlemme, nella Cisgiordania occupata, è morto presso il Centro Medico Shaare Zedek di Gerusalemme, ha dichiarato l’ANP in un comunicato.
La Karate1 Youth League e la Venice Cup 2025 hanno confermato Jesolo come una delle capitali mondiali del karate, un ruolo consolidato negli anni grazie a una macchina organizzativa capace di accogliere, generare valore e promuovere una visione moderna e inclusiva dello sport. L’edizione di quest’anno ha portato sul territorio oltre 10 mila persone, un flusso che ha riempito hotel, ristoranti e attività ricettive per quattro giorni consecutivi, generando un indotto di milioni di euro per il turismo e l’economia locale. Numeri che raccontano un successo pieno, costruito attorno a una manifestazione che ha raggiunto il massimo della capienza possibile, a dimostrazione di un’attrattività in costante crescita.
Sono 3.336 gli atleti iscritti all’edizione 2025, provenienti da 83 nazioni. Considerati i quattro giorni di evento, non era possibile ospitarne di più: le richieste sarebbero state almeno il doppio. Tra le delegazioni più numerose spiccano Italia con 577 atleti, Ucraina con 221, Germania con 181, Croazia con 151 e Inghilterra con 118. Quest’anno le categorie in gara sono state 45, per un totale di 135 medaglie: numeri che confermano la Youth League come uno degli appuntamenti più selettivi e internazionali al mondo.
Sul fronte dei risultati sportivi a livello nazionale, l’Ucraina vince la competizione grazie ai suoi atleti e porta a casa 19 medaglie delle quali 7 d’oro. L’Italia si è classificata al secondo posto, medaglia di bronzo per il Portogallo. Il Giappone è quinto ma va evidenziato che con 5 atleti ha vinto ben 3 medaglie. Sorprendente l’impresa dell’atleta giapponese Yatoji Takamasa che vince in entrambe le specialità kata cadetti e 63 kg kumite. Le nazioni andate a podio sono state 45.
«Il bilancio di questa edizione è straordinario, e ancora una volta Jesolo dimostra di essere un punto di riferimento mondiale per il karate giovanile», dichiara Vladi Vardiero, presidente del Comitato Regionale Veneto FIJLKAM. «Abbiamo accolto oltre 10 mila persone sul territorio, con un indotto di milioni di euro e strutture ricettive completamente esaurite, segno di un evento che genera valore non solo sportivo ma anche economico e sociale. Le 83 nazioni presenti rappresentano un patrimonio unico: tra queste spiccano i 221 atleti ucraini, un movimento che continua a emozionare per resilienza e qualità tecnica. La crescita internazionale è il cuore della Youth League, che ogni anno si arricchisce di delegazioni storiche e nuove, come Trinidad & Tobago. Questo appuntamento è un modello di inclusione, sostenibilità e visione: dal parakarate alle iniziative digitali che raccontano gli atleti fuori dal tatami. Guardiamo già al 2026, dal 10 al 13 dicembre, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione.»
Il programma 2025, organizzato da Multisport Veneto con il supporto della FIJLKAM e dell’ASI, si è articolato peraltro in un calendario di alto profilo tecnico e valoriale. Mercoledì 3 dicembre si è aperto con la Venice Cup e la prestigiosa Parakarate Cup, dove atleti con disabilità visiva, motoria e sindrome di Down hanno condiviso il tatami con gli agonisti senior della XXXI edizione della Venice Cup. L’ingresso gratuito è stato un messaggio simbolico e potente: lo sport come spazio comune, in cui competere significa anche educare e includere.
Da giovedì 4 a domenica 7 dicembre, invece, il Pala Turismo è stato il cuore della Karate1 Youth League Venice, l’ultima tappa del circuito giovanile internazionale e una delle più attese dell’intera stagione. Il pubblico ha assistito a incontri di altissimo livello, in cui giovani talenti da tutto il mondo hanno portato in gara disciplina, energia, rispetto ed equilibrio.
La manifestazione ha confermato anche il proprio impegno verso la sostenibilità ambientale: il Pala Turismo è stato attrezzato con erogatori d’acqua, sei isole ecologiche e quindici colonnine per il riciclo dei mozziconi, realizzate con Human Maple nell’ambito della campagna “Riccicami”. Un gesto concreto che unisce sport e cura dell’ambiente in un’unica visione.
Spazio anche all’empowerment femminile, grazie alla performance “Luchadoras” dell’artista Elena Ketra, che ha portato sul tatami la storia, la forza e la resilienza delle lottatrici messicane, unendo linguaggi artistici e autodifesa.
Accanto al tatami, il format digitale ha dato voce agli atleti attraverso video e contenuti social, permettendo loro di raccontare cosa rappresenti il karate nella loro vita. Il risultato è stato un racconto corale, autentico, capace di avvicinare soprattutto i più giovani ai valori profondi di questa disciplina.
Sotto la guida del Maestro Vladi Vardiero, Jesolo si conferma un riferimento mondiale per il karate giovanile. E l’annuncio già ufficiale delle nuove date 2026 – dal 10 al 13 dicembre – segna la volontà di proseguire su una strada fatta di qualità, visione e crescita continua.
Mentre il Giubileo volge al termine, emerge un dato che preoccupa istituzioni, clinici e operatori sociali: una parte significativa delle persone più fragili non riesce a intercettare infezioni e patologie di varia natura. Senza diagnosi adeguate, non vi è assistenza, presa in carico e, pur in presenza di trattamenti estremamente efficaci, le opportune terapie non vengono somministrate.
LE PRIORITÀ DOPO IL GIUBILEO – Tra persone senza fissa dimora, con dipendenze, migranti, detenuti e cittadini in condizioni di grave marginalità, HIV, epatiti virali, tubercolosi e malattie cardiovascolari rimangono spesso non diagnosticate, per poi presentarsi in fase avanzata. Una situazione che potrebbe essere evitata con screening gratuiti, test rapidi e percorsi di prevenzione facilmente accessibili, portati nei luoghi dove queste persone vivono. A partire da questo allarme, ispirato dalla IX Giornata Mondiale dei Poveri dello scorso 16 novembre, ha preso forma il convegno istituzionale “Dignitas Curae: per un nuovo Umanesimo nella Ricerca. Il volto della cura per la sanità del futuro”, organizzato da Aristea International presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma con il contributo non condizionante di Gilead Sciences.
TRASFORMARE LE BUONE PRATICHE IN POLITICHE STRUTTURALI – La fotografia emersa dall’anno giubilare e dal confronto tra medici, istituzioni e realtà sociali è chiara: la prevenzione salva la vita solo se riesce a raggiungere chi oggi è invisibile ai servizi. Per questo, i partecipanti alla Giornata concordano sulla necessità di trasformare in linee strutturali le esperienze maturate in questi mesi. Le priorità indicate riguardano l’ampliamento degli screening territoriali per HIV, epatiti, TBC e patologie cardiovascolari; il potenziamento di ambulatori solidali e interventi mobili; il rafforzamento della cooperazione tra SSN, volontariato e terzo settore; un maggiore impegno per superare stigma e barriere culturali.
HIV ED EPATITI: TERAPIE EFFICACI, MA DIAGNOSI TROPPO TARDIVE – Durante l’incontro è stato ribadito come la scienza abbia ormai messo a disposizione strumenti molto potenti: antivirali ad azione diretta capaci di eradicare l’epatite C in poche settimane, terapie in grado di controllare l’epatite B e l’epatite Delta, trattamenti antiretrovirali che, se avviati per tempo, possono cronicizzare l’infezione da HIV, azzerare la trasmissibilità del virus (U=U) e garantire una qualità di vita soddisfacente.
“Oggi disponiamo di trattamenti capaci di guarire l’epatite C, controllare efficacemente le epatiti B e Delta, mentre possiamo trasformare l’HIV in una condizione cronica non trasmissibile – ha sottolineato il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità – Eppure continuiamo a riscontrare diagnosi tardive, con numerose difficoltà a far emergere il sommerso di queste infezioni che possono rimanere a lungo latenti prima di manifestare gli effetti più nefasti. Le epatiti virali possono condurre a cirrosi ed epatocarcinoma; l’HIV può evolvere in AIDS, indebolendo progressivamente il sistema immunitario, fino a rendere l’organismo più vulnerabile a infezioni e tumori. Il problema è dunque raggiungere chi non arriva ai servizi: servono screening gratuiti e diffusi”.
LE “DOMENICHE DEL CUORE”: QUANDO LA PREVENZIONE SI FA SUL TERRITORIO – Le “Domeniche del Cuore”, iniziativa della Fondazione Dignitas Curae, rappresentano un modello concreto di medicina “di prossimità”: cardiologi e volontari portano competenze e apparecchiature nei luoghi della marginalità.
“Ogni volta intercettiamo persone con patologie cardiache gravi che ignoravano di averle – ha spiegato il Prof. Massimo Massetti, Direttore Area Cardiovascolare e Cardiochirurgia, Fondazione IRCCS Policlinico A. Gemelli, Roma – Povertà e isolamento impediscono anche solo di farsi visitare. Per questo continuiamo a scendere in strada: nel 2026 aumenteremo le tappe, a Roma e in altre città. Il nostro obiettivo è quello di umanizzare le cure. Il progetto, infatti, mira a porre il paziente al centro e i medici intorno”. Proprio per il prossimo anno, ai cardiologi si uniranno anche i medici di medicina generale con la SIMG che ha aderito al progetto e gli infettivologi della SIMIT.
LA CURA COME MOMENTO CHE RESTITUISCE DIGNITÀ – Il riferimento al Manifesto per la Dignitas Curae, già firmato da Papa Francesco, dal Presidente Mattarella e da autorevoli rappresentanti del mondo sanitario a partire dal Ministro Orazio Schillaci, ha offerto una chiave di lettura più ampia.
“La cura non è solo trattamento: è relazione, accoglienza, presa in carico – ha ricordato Prof. Mons. Mauro Cozzoli, Professore Emerito Teologia Morale, Pontificia Università Lateranense e anima del progetto – Una medicina frammentata rischia di vedere la malattia e non il malato. La dignità della persona comporta la dignità della cura, soprattutto nelle situazioni di fragilità. Di qui – come si esprime il Manifesto – l’esigenza di una ri-umanizzazione della medicina, volta a ritrovare il carattere umano che le è proprio, ponendo al centro dei percorsi di cura la persona, in un approccio olistico che polarizzi l’attenzione sulla totalità inscindibile delle componenti fisica, emotiva, spirituale e sociale. Una medicina empatica, che rimuove distanze e divari medico-malato e valorizza le relazioni che sono tempo di cura anch’esse”.
IL RUOLO DELLA MEDICINA GENERALE SUL TERRITORIO – In questo progetto, la Medicina Generale si è confermata in prima linea nell’intercettare chi vive fuori dai percorsi istituzionali e nel collaborare a future iniziative. “Noi medici di famiglia siamo stati più volte in piazza San Pietro, abbiamo girato con i camper, ci siamo recati negli ambulatori solidali: il nostro compito è sempre quello di stare vicino a chi non ha voce – ha spiegato Loris Pagano, Referente SIMG per il Sociale – Abbiamo sempre cercato di ampliare gli screening per patologie infettive come HIV e HCV e per malattie croniche. La prevenzione e la rete tra istituzioni e volontariato rappresentano i punti di riferimento: le esperienze di numerose realtà dell’associazionismo cattolico e del volontariato in generale a cui la SIMG ha preso parte negli anni mostrano che si può fare molto di più”.
IL RUOLO DEL PRIVATO: EQUITÀ, ATTENZIONE AI FRAGILI, SOSTEGNO A SCREENING E DIAGNOSI PRECOCI – “Rendere accessibili test rapidi, anonimi e gratuiti è essenziale in modo che coloro che hanno in corso l’infezione vengano avviati al più presto a terapie altamente efficaci – ha dichiarato Frederico da Silva, General Manager & VP Gilead Sciences Italia– Sappiamo che la scienza da sola non basta: occorre costruire sinergie tra ospedali, territorio e realtà sociali che incontrano ogni giorno le persone più vulnerabili. Per questo sosteniamo iniziative che portano la diagnosi dove altrimenti non arriverebbe, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a migliorare i percorsi di cura e la presa in carico dei pazienti più svantaggiati”.
SCIENZA E FEDE ASSIEME CON I DECISORI POLITICI – Il convegno istituzionale “Dignitas Curae: per un nuovo Umanesimo nella Ricerca. Il volto della cura per la sanità del futuro” si è aperto con un’analisi del concetto di “Dignitas curae” del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente CEI, di Prof. Mons. Mauro Cozzoli, di Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie, Ministero della Salute.
Il ruolo delle istituzioni è stato affrontato dai Senatori Maurizio Gasparri, Elisa Pirro, Orfeo Mazzella, e dai Deputati Mauro Berruto, Francesco Ciancitto, Gian Antonio Girelli, Simona Loizzo, Ilenia Malavasi, con i contributi di Raffaella Bucciardini, Direttore Centro Nazionale per la Salute Globale, ISS; dell’Avv. Laila Perciballi, Garante per i Diritti delle Persone Anziane di Roma Capitale; della Prof.ssa Paola Binetti, Presidente Comitato Scientifico Medicina e Frontiere. Nella sessione scientifica sono intervenuti il Prof. Massimo Andreoni; il Prof. Giovambattista Desideri, Direttore UOC Geriatria Policlinico Umberto I, Roma; il Prof. Evaristo Ettorre, Direttore Unità valutazione Geriatrica Policlinico Umberto I; il Prof. Massimo Massetti; Loris Pagano; il Prof. Massimo Robiony, Stati Generali della Cura, Professore Ordinario di Chirurgia Maxillo Facciale, Università Udine.
Il ruolo delle associazioni e della società civile è stato affrontato con i contributi di Michelangelo Bartolo, direttore della Global Health Telemedicine; Maria Stella Giorlandino, Presidente Confapi Lazio; Mario Guerra, Pedagogista e responsabile progetto di “portierato sociale del Terzo Municipio Roma” della Caritas. A moderare Daniel Della Seta, giornalista scientifico.
Con la fine del 2025 alle porte, gli italiani confermano una tendenza sempre più marcata: il Capodanno è il momento ideale per partire, cambiare aria e celebrare il nuovo anno lontano dalla routine. E, pur partendo da soli, rispetto al passato, cresce anche la voglia di non viaggiare da soli. A metterlo in evidenza è Vamonos-Vacanze.it, il tour operator specializzato in viaggi per single.
«La domanda per i viaggi di Capodanno è in aumento a doppia cifra rispetto allo scorso anno. Le prenotazioni procedono a ritmo sostenuto e molte delle nostre proposte sul lungo raggio sono ormai prossime al tutto esaurito» sottolinea il tour operator.
Secondo i dati dell’European Travel Commission e del WTTC, il turismo invernale verso mete tropicali è infatti cresciuto del +18% rispetto al 2023,il fenomeno dei viaggi in solitaria è aumentato del +27% negli ultimi due anni e il 54% dei viaggiatori europei considera il Capodanno “il momento migliore per un viaggio rigenerante”.
Perché sono soprattutto i single a scegliere di partire a Capodanno? «Il viaggio è il momento perfetto per uscire dalla comfort zone, ricaricarsi e creare nuove amicizie in un ambiente informale e pieno di good vibes» spiegano da Vamonos-Vacanze.it.
La formula piace perché non c’è stress organizzativo (è tutto incluso), si viaggia con coetanei divisi per fasce d’età, si vive un Capodanno diverso, tra spiagge tropicali, crociere, capitali illuminate e resort sulla neve. E soprattutto: si parte da soli ma non si rimane soli.
Ecco le 13 proposte “top” di Vamonos-Vacanze.it, con group leader, volo incluso e gruppi omogenei per età.
BRASILE
Capodanno in Brasile – Rio de Janeiro: tra samba, fuochi e mare!
Partenza: 26 dicembre – 8 notti – Età 30-55 3.499€
+ EMIRATI ARABI & MALESIA
Capodanno – Dubai e Tour della Malesia: tra natura e modernità
Partenza: 26 dicembre – 11 notti – Età 30-55 4.299€
CAPO VERDE (Singola Gratis)
Capodanno a Capo Verde: sole, oceano e libertà
Partenza: 27 dicembre – 7 notti – Età 30-50 2.899€
MALDIVE
Capodanno alle Maldive: spiagge da sogno e acque cristalline
Partenza: 27 dicembre – 7 notti – Età 30-55 4.499€
VALLE D’AOSTA – Pila
Capodanno sulla neve: emozioni ad alta quota – Resort sulle piste
Partenza: 28 dicembre – 7 notti – Età 30-55 1.299€
REPUBBLICA DOMINICANA – Bayahibe
Capodanno a Santo Domingo: il paradiso dei Caraibi
Partenza: 28 dicembre – 7 notti – Età 35-55 3.699€
EGITTO – Sharm el Sheikh
Capodanno a Sharm: la perla del Mar Rosso
Partenza: 29 dicembre – 7 notti – Età 30-55 1.899€
CARAIBI & ANTILLE – Crociera Costa
Capodanno in Crociera – Caraibi, Antille e Guadalupa
Partenza: 29 dicembre – 7 notti – Età 30-50 3.599€
EGITTO – Nilo + Cairo
Capodanno in Crociera sul Nilo + Il Cairo
Partenza: 29 dicembre – 7 notti – Età 30-55 3.199€
EMIRATI ARABI – Dubai & Abu Dhabi
Capodanno tra grattacieli, dune e avanguardia
Partenza: 29 dicembre – 6 notti – Età 30-50 (prezzo in aggiornamento)
TURCHIA – Istanbul
Capodanno a Istanbul: una metropoli sospesa tra passato e presente
Partenza: 30 dicembre – 3 notti – Età 30-50 999€
SALENTO
Capodanno in Masseria Pugliese
Partenza: 30 dicembre – 3 notti – Età 30-50 499€
UMBRIA – Borgo con Castello in esclusiva
Capodanno in Umbria: un borgo fiabesco nel cuore verde d’Italia
Partenza: 30 dicembre – 3 notti – Età 30-55 599€
I trend: voglia di evasione e ricerca di connessioni autentiche. Gli italiani desiderano:
più mete calde (+21% verso destinazioni tropicali),
più viaggi di gruppo (+33% sui pacchetti social travel),
più esperienze autentiche e relazionali (60% delle preferenze).
«Abbiamo costruito viaggi che uniscono relax, avventura, eventi esclusivi e nuove amicizie. Offriamo mete esclusive con il vantaggio del volo incluso e della presenza di un group leader, così ogni viaggiatore può sentirsi parte del gruppo sin dal primo giorno» conclude Vamonos-Vacanze.it.
Il futuro del tech è inclusivo, multiculturale e genderless. A Treviso Aton ha superato con successo, già al primo esame, l’audit per la certificazione per la Parità di Genere, confermando con numeri, storie e scelte concrete che l’innovazione non può prescindere dall’inclusione.
La tech company veneta, punto di riferimento nello sviluppo di soluzioni digitali per il retail e l’industria, ha ottenuto la certificazione rilasciata dall’ente Rina,un traguardo che testimonia l’impegno concreto per un tech equo e inclusivo.
La certificazione copre tutte le aree fondamentali indicate dalle linee guida nazionali: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione, equità salariale, genitorialità e conciliazione vita-lavoro. L’audit ha valorizzato non solo le policy aziendali, ma anche le pratiche già consolidate che distinguono Aton come modello virtuoso nel settore tecnologico.
“Questa certificazione – dichiara Giorgio De Nardi, CEO di Aton – non è un punto d’arrivo, ma una tappa fondamentale del nostro percorso. Crediamo che la tecnologia debba essere uno strumento di inclusione e che solo garantendo pari opportunità possiamo generare innovazione sostenibile. La parità di genere non è uno slogan: è una responsabilità che ci impegniamo a tradurre ogni giorno in azioni concrete, a beneficio delle persone e dei clienti. Abbiamo scelto di intraprendere il percorso di certificazione per la parità di genere perché crediamo, con convinzione, che un ambiente inclusivo, capace di riconoscere e valorizzare le diversità, sia un ambiente che genera valore. Valore per le persone, per i team, per l’intera organizzazione”.
I numeri parlano da soli: il 50% della popolazione aziendale è composta da donne, una percentuale significativamente superiore alla media del settore ICT. Il gender pay gap medio è inferiore al 5% e sempre motivato da fattori oggettivi, mentre il numero di donne responsabili di team è ben oltre la media del comparto. Negli ultimi dodici mesi sono state dedicate oltre 150 ore di formazione su temi legati a diversity, equity & inclusion.
Tra le iniziative più apprezzate dai valutatori: i processi di selezione inclusivi e meritocratici – come quelli dell’ .atonAcademy – e il sistema premiale legato alla performance e al miglioramento continuo, in linea con la metodologia OKR (Objective and Key Results), in cui ogni team misura in autonomia e con responsabilità i propri risultati. A questo si aggiungono strumenti concreti di conciliazione vita-lavoro: dall’accordo sindacale per il Service Desk con misure agevolate per i neo genitori, alla massima flessibilità oraria, fino agli accordi di smart working che garantiscono libertà di gestione e autonomia.
In linea con l’impegno aziendale per il benessere delle persone, l’azienda introduce un pacchetto di agevolazioni riservate ai genitori del team Service Desk, con figli di età inferiore ai 3 anni. In particolare, i turni potranno essere programmati esclusivamente all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 8:00 e le ore 20:00. Inoltre, ai collaboratori e collaboratrice può essere richiesto di lavorare nelle giornate di sabato, domenica e festivi per un massimo di 24 giornate all’anno, con una media di 2 giornate al mese, rispetto alle 36 in vigore per gli altri.
«Questa iniziativa rappresenta un passo concreto nella direzione di una maggiore attenzione alla vita familiare dei lavoratori e delle lavoratrici», commenta Massimo Marchetti, segretario generale della UILTuCS di Belluno e Treviso. «Limitare i turni dei neo genitori alla fascia oraria diurna e ridurre la presenza nei weekend significa riconoscere il valore del tempo condiviso in famiglia, un aspetto troppo spesso sacrificato in nome della produttività. Si tratta di una misura che va nella direzione giusta: quella di un modello organizzativo che tiene conto dei bisogni reali delle persone e promuove la conciliazione tra lavoro e vita privata.”
Conclude De Nardi: “Con questa certificazione, Aton rafforza la propria visione: un’azienda dove innovazione digitale e responsabilità sociale camminano insieme, aprendo la strada a un futuro in cui il tech non ha genere, ma talento e valore condiviso”.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – LA STORIA DI ATON
Aton tech company italiana specializzata nei servizi e soluzioni per l’innovazione e trasformazione digitale delle imprese, con headquarter a Villorba, nel Trevigiano. Sviluppa soluzioni per la trasformazione digitale sostenibile delle vendite omnichannel e dei processi di tracciabilità e supply chain aziendale. Offre servizi di supporto internazionali in quattordici lingue e copertura h24, 365 giorni all’anno.
Fondata da Giorgio De Nardi nel 1988, la sua missione è crescere insieme all’ecosistema di collaboratori, clienti, partner, ambiente e comunità, realizzando profitti etici e sostenibili in tutto il mondo.
Il Gruppo Aton, composto anche dalle aziende “Blue Mobility” (soluzioni IT per la logistica e la rete vendita delle pmi) e “Aton AllSpark Ibérica” (joint venture spagnola di Aton e Allspark, azienda IT specializzata nel mercato fashion retail), nel 2024 ha chiuso il fatturato in crescita (+4%) a 25,4 milioni di euro. A partire da gennaio 2025 è entrata a far parte del Gruppo Aton anche Teksmar, azienda IT con focus nel retail. A novembre 2025 ha siglato un nuovo accordo di joint venture con GTN, azienda friulana che da 50 anni fornisce soluzioni tecnologiche per il retail e la ristorazione, dando vita così ad un polo digitale italiano del retail.
Oggi il Gruppo occupa 385 persone che lavorano per 750 clienti in tutto il mondo che operano principalmente in questi settori: 39% nell’industria dei beni di largo consumo (tra i clienti citiamo Granarolo, Segafredo, GranTerre); 42% nella grande distribuzione organizzata e nel fashion (Aspiag, Unicomm,Bata, Salewa, Gant); 19% nel mondo dell’energia (SHV, Liquigas, Univergas).
Dal 2018 Aton è certificata Great Place to Work. Nel 2021 è diventata Società Benefit e ha integrato nel proprio statuto obiettivi sociali (people), ambientali (planet) oltre che economici (prosperity). Nel 2023 è entrata a far parte della community mondiale delle aziende certificate B Corp che si impegnano in un percorso di miglioramento continuo nella sostenibilità del loro business. L’azienda presenta ogni anno un report di impatto.
La visione strategica dell’azienda nasce dal fondatore e CEO Giorgio De Nardi, affiancato dal board, l’organo collegiale di gestione, composto dagli executive team leader delle funzioni aziendali e da un consulente
Il business si sviluppa attraverso consulenza, servizi e la piattaforma software .one, offerta in modalità SaaS (Solution as a Service). Le app di Aton, integrate in .one e sviluppate da un team interno di 40 sviluppatori, coprono tutti i canali di vendita – dai negozi fisici al dettaglio e all’ingrosso all’e-commerce B2B e B2C, fino alle reti vendita – garantendo anche la tracciabilità dei prodotti.
L’azienda propone software e servizi di gestione dei processi legati alle vendite, con particolare attenzione ai canali di distribuzione: dall’e-commerce al punto vendita fisico, passando per Sales Force Automation, CRM e relazione con i clienti. Sul fronte della supply chain Aton mette a disposizione software e servizi per il monitoraggio e la gestione dei prodotti nel loro ciclo di vita, garantendone la tracciabilità grazie alla tecnologia
Un team in continua crescita di 150 professionisti del software realizza progetti per i clienti tramite analisi, consulenza e disegno di soluzioni, integrazione dati, project e service management, governo da remoto di software e hardware con piattaforme di enterprise mobility management, affiancamento sul campo e formazione, supporto multilingua a utenti e sistemi software e hardware.
Con le attività di assistenza tecnica hardware, Aton opera in ottica green contribuendo all’allungamento del ciclo di vita di un parco di decine di migliaia di dispositivi in un’ottica di economia circolare, riducendo la quantità di rifiuti tecnologici.
Tutto è iniziato ad aprile, quando al prestigioso Pagani Danza Festival—evento riconosciuto da Opes Danza e dal Coni—I giovani danzatori della Welldance&Fit di Ponticelli, quartiere napoletano da 70.000 abitanti, salirono sul palco con quella determinazione che appartiene solo a chi crede davvero nelle proprie capacità. Tra luci calde, respiri trattenuti e un teatro gremito, la scuola conquistò il primo posto, ottenendo anche una borsa di studio che avrebbe cambiato il loro percorso: la possibilità di partecipare al BarcelonaDanceXperience. Dopo l’affermazione, per Alberto Giada, Pisacane Ciro, Grosso Gresia, Neri Gaia ,Salvati Suemy, Domigno Antonella è iniziato un cammino fatto di mesi di preparazione, prove, allenamenti e crescita artistica. A settembre sono finalmente atterrati a Barcellona, accolti dall’energia vivace della città: un giorno di pausa e condivisione, prezioso per unire ancora di più il gruppo prima dell’inizio dell’esperienza formativa. Il programma del BarcelonaDanceXperience li ha messi alla prova con lezioni intensive di hip hop commerciale, contemporaneo, modern, laboratori coreografici, studio della musicalità e della presenza scenica, sotto la guida di maestri provenienti da tutta Europa. Ogni docente ha lasciato loro qualcosa: un consiglio, una correzione, un modo nuovo di respirare la danza. Molti hanno sottolineato la disciplina, la precisione dei movimenti e la coesione del gruppo—qualità che non nascono per caso, ma dal lavoro quotidiano sotto una guida attenta. Poi è arrivato il giorno più atteso: la competizione. I giovani di Ponticelli sono saliti sul palco con una coreografia di hip hop, forma di “danza sportiva”, che ha unito spirito popolare napoletano, eleganza, ritmo e stile, in un’esibizione intensa e identitaria.
Il risultato: Standing Ovation
Pubblico all’impiedi per l’applauso che accompagna un trionfo: primo posto, Choreography Award e Best School Award, un premio che riconosce non solo la tecnica, ma anche l’anima, l’identità e l’unità della scuola. Profonda la commozione della coreografa Anna Mele: “L’applauso del pubblico e i complimenti dei giudici hanno sancito un momento destinato a rimanere nelle mura della scuola e nella memoria di tutti. Ogni sacrificio, ogni ora di prove, ogni scelta fatta ha portato esattamente dove i ragazzi meritavano di arrivare.” Barcellona non è solo l’evento di un traguardo, ma quello di un futuro da profondi radici. La Welldance&Fit di Ponticelli già dalla metà ottobre è al lavoro, per una nuova impresa per il 2026, dove il sogno di Anna e quello dei giovani ballerini continua ad attraversare confini e a trasformarsi in futuro.
Dopo il successo straordinario dello scorso anno, quando il Caorle Christmas Time ha richiamato oltre mezzo milione di visitatori dall’Italia e da tutta Europa, la città è pronta a inaugurare un’edizione ancora più ricca, estesa e scenografica. Dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, Caorle offrirà il Natale più lungo d’Italia, con un percorso che raggiunge quasi due chilometri — ben 400 metri in più rispetto all’anno scorso — punteggiato da quasi un centinaio tra casette e capanne (esattamente le strutture sono 85, un record a livello nazionale) che richiamano l’atmosfera autentica del villaggio dei pescatori. Numeri che lo rendono il villaggio natalizio tra i più grandi e complessi d’Italia.
Tra le principali novità di quest’anno spicca l’arrivo del quartiere dei “Maestri di Griglia”, un’area gastronomica interamente dedicata alla cultura del barbecue, con showcooking e specialità preparate da professionisti del settore.
Ma l’elemento più atteso dell’edizione 2025 è la nascita del villaggio “Chinonsò”, il più grande e unico nel suo genere, dedicato al mondo irriverente del Grinch, ospite d’eccezione del Natale di Caorle. Saranno protagonisti oltre 25 attori professionisti si alterneranno nel villaggio nei 23 giorni di apertura, maghi, bolle, mimi, giocolieri e commedianti. Nel cuore del centro storico, “Chinonsò” trasforma le calli in un vero e proprio set cinematografico ispirato al celebre personaggio di Dr. Seuss. Installazioni scenografiche, case colorate, performance teatrali e laboratori per bambini danno vita a un universo rovesciato e ironico.
Accanto alle novità, non mancheranno i grandi classici del Caorle Christmas Time: spettacoli, concerti, mostre, animazioni itineranti, mercatini artigianali e la suggestiva atmosfera del mare d’inverno che rende unico il Natale caorlotto. Un appuntamento che unisce tradizione, creatività e spirito di comunità, confermandosi uno degli eventi natalizi più attesi e suggestivi d’Italia, con tanto di videomapping tutte i giorni sulla chiesa, l’enorme pista da pattinaggio, la ruota panoramica che sovrasta la città e la dolcissima giostra coi cavalli.
Tra gli appuntamenti imperdibili, oltre alla suggestiva accensione dell’albero il 6 dicembre coi cori dei bambini, il Festival delle Meraviglie Erranti (7 e 8 dicembre), il week end in mongolfiera (13 e 14 dicembre), lo spettacolo “A Christmas Carol” e il “the Bubble Show” tra l’antivigilia di Natale e Santo Stefano, con l’arrivo dei Krampus il 28 dicembre. Si festeggia tra il 31 dicembre con il veglione e il primo gennaio col rito del Cimento nelle acque gelide di Caorle.
Organizzato da Confcommercio Portogruaro Bibione Caorle, tramite Ascom Servizi Srl, e dal Comune di Caorle, con il supporto della Fondazione Caorle Città dello Sport, l’evento si conferma tra i più attesi del Nord Italia e nasce sotto la direzione artistica di Simone Tomasello.
«Il programma del Natale 2025 conferma ancora una volta la capacità di Caorle di evolvere, crescere e sorprendere senza perdere la propria identità», dichiara Corrado Sandrin, presidente Confcommercio Caorle. «Quest’anno presentiamo il percorso natalizio più lungo d’Italia, un traguardo che testimonia l’impegno delle nostre imprese e di tutta la città nel costruire un’esperienza unica per residenti e visitatori. L’ampliamento del villaggio, l’introduzione del quartiere dei Maestri di Griglia e soprattutto l’arrivo del grande “Chinonsò”, il mondo immaginifico del Grinch, mostrano quanto Caorle sappia innovare con creatività, mantenendo però salda la tradizione del nostro borgo marinaro. Dopo i numeri straordinari dell’edizione 2024, ci aspettiamo un’altra stagione di forte attrattività, con ricadute positive per il commercio locale, la ristorazione e l’ospitalità. Il Natale è diventato un motore economico e culturale fondamentale, e Confcommercio è orgogliosa di contribuire a renderlo un appuntamento irrinunciabile per tutta la comunità. Ringraziamo anche i partner commerciali che ci aiutano in questa avventura, tra di loro citiamo la Banca di Credito Cooperativo Prealpi di San Biagio».
“L’Amministrazione Comunale di Caorle, anche quest’anno, ha voluto profondere il massimo sforzo nell’organizzazione della rassegna natalizia “Caorle Christmas Time” – spiega Mattia Munerotto, Assessore al Turismo del Comune di Caorle – Grazie al Natale, la nostra Città è riuscita a ricavare, di fatto, un mese di alta stagione al di fuori del periodo estivo. Di ciò ne beneficiano certamente i nostri commercianti ed esercenti, oltre naturalmente agli operatori del comparto ricettivo, ma anche l’intera Città che vede crescere sempre più la propria visibilità a livello nazionale e non solo. Voglio ringraziare Confcommercio Caorle per la proficua collaborazione che si è venuta a creare e che lo scorso anno ha dato notevoli frutti, come dimostrano i numeri di Caorle Christmas Time 2024. Un altro grande ringraziamento va a tutti gli imprenditori che stanno supportando l’Amministrazione Comunale nel percorso di destagionalizzazione che abbiamo avviato e, infine, non può mancare il ringraziamento agli Uffici Comunali, sempre solerti nell’agevolare l’organizzazione di grandi eventi come la nostra rassegna natalizia”.
IL PROGRAMMA DELLE FESTIVITÀ A CAORLE (6 DICEMBRE 2025 – 6 GENNAIO 2026)
Il calendario natalizio di Caorle prende il via sabato 6 dicembre, giornata inaugurale con l’apertura del Museo Nazionale di Archeologia del Mare, visitabile quasi quotidianamente per tutto il periodo delle festività. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, si aprono tre presenze “fisse” del programma: la Casa di Babbo Natale, il Grinch e il Villaggio di Chinonso, che torneranno puntuali per quasi tutte le giornate. Alle 17 l’accensione ufficiale dell’albero con il coro Arcobaleno e i bambini delle elementari segna l’inizio della rassegna.
La domenica successiva, 7 dicembre, oltre alle attrazioni ricorrenti, si celebra l’apertura del Natale a San Giorgio di Livenza alle 11.30, mentre il pomeriggio è animato dallo spettacolo itinerante “In punta di piedi” e dal “Discorso del Sindachì” previsto alle 16.30. Il giorno dopo, 8 dicembre, festa dell’Immacolata, ripetono gli appuntamenti centrali, incluso il percorso performativo del Circoedintorni.
Il fine settimana del 13 e 14 dicembre introduce la prima vera novità del programma: il Weekend in mongolfiera sulla spiaggia della Madonnina, attivo in entrambe le date dalle 13 alle 16. Le attrazioni pomeridiane restano aperte.
Le giornate del 20 e 21 dicembre confermano l’impostazione tradizionale, ma la domenica porta due momenti speciali: alle 16.30 iniziano le “Letturechì” e alle 17 si tiene il One Voice & Friends Concert con Tobia Lanaro e Alice Risolino in piazza Matteotti.
Da lunedì 22 dicembre, oltre agli appuntamenti pomeridiani, arriva Moreno Corà con le sue “Storie Pasticciate” (ore 16.30). La vigilia del 23 dicembre è particolarmente ricca: l’arrivo di Babbo Natale dalle 14.30 alle 17.30, due repliche dello spettacolo “A Christmas Carol” di Enrico Vanzella (15.00 e 16.30) e, in serata, alle 21, il concerto “A Child is Born – The Sound of Christmas” al PalaExpomar.
Il 24 dicembre, Babbo Natale torna ad accogliere le letterine dei bambini dalle 14.30 alle 17.30, mentre il 25 dicembre il programma rimane orientato ai tre poli principali del villaggio. Il 26 dicembre vede un’agenda più intensa: il Bubble Show di Elga Fun Lab, le Storie Pasticciate alle 16.30 e il live “Xmas Song” di Maria Dal Rovere alle 17 in piazza Matteotti.
Il week-end del 27 e 28 dicembre mantiene le attrazioni costanti, ma la domenica si distingue con il doppio arrivo del Conte VonTok (14.30 e 16.00) e con l’atteso ingresso dei Krampus alle 17 nel centro storico.
Gli ultimi giorni dell’anno – 29, 30 e 31 dicembre – restano dedicati alle atmosfere del villaggio, senza eventi straordinari.
Il nuovo anno si apre il 1° gennaio con il ritorno delle bolle di Elga Fun Lab al villaggio dalle 14.00, mentre il 2 gennaio mantiene l’impianto tradizionale. Il 3 gennaio le performance di Elga Fun Lab aprono nuovamente il pomeriggio alle 14, seguite dalle consuete attività.
Il 4 gennaio torna il doppio appuntamento con il Conte VonTok (14.30 e 16.00), mentre il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, i Nonsochì accolgono la Befana alle 15.
La chiusura ufficiale, 6 gennaio, propone ancora le attrazioni principali dalle 14 alle 18 e, alle 16, il concerto live dei Caramel in piazza Matteotti.
Il 27 novembre 2025, quarto giovedì di novembre, come da tradizione USA, si celebra il #Giorno del Ringraziamento. Si tratta di una festa nazionale celebrata in Canada, USA, Grenada, Saint Lucia, Liberia e anche in Brasile e Filippine, seppure ufficiosamente.
Le date variano: In Canada, ad esempio, si celebra il secondo lunedì di ottobre.
E’ una festa molto sentita: ci si riunisce in famiglia e con amici, si pranza con un pasto abbondante, a base di tacchino, e si rende grazie per le benedizioni e i successi dell’anno precedente.
La storia:
Secondo la tradizione religiosa protestante, le origini del Thanksgiving Day risalgono al 1621 a Plymouth, in Massachusetts.
L’anno precedente i Padri Pellegrini (puritani inglesi) erano giunti sulle coste statunitensi a bordo della nave Mayflower e avevano fondato la colonia di Plymouth. Il primo inverno fu estremamente duro e decimò la popolazione.
I nativi americani, Wampanoag, aiutarono i coloni insegnando loro a coltivare la terra e cacciare: fu un successo. Per celebrare l’abbondanza, il governatore della colonia, William Bradford, organizzò un banchetto di tre giorni, invitando anche i Wampanoag. Questo evento è considerato la base storica del Giorno del Ringraziamento.
Il riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 1863, durante la Guerra Civile: il Presidente Abraham Lincoln la proclamò festa nazionale l’ultimo giovedì di novembre, mentre nel 1941 il Presidente Franklin D. Roosevelt stabilì che fosse celebrata ogni quarto giovedì di novembre.
Tradizioni e Menù
Ogni famiglia si riunisce per un pranzo molto ricco e composto da tacchino arrosto ripieno, contorni come patate dolci e salsa di mirtilli, salsa gravy (il fondo di cottura del tacchino). Il pasto si conclude con dolci realizzati con ingredienti di stagione: la torta di zucca (pumpkin pie) e la torta di noci pecan (pecan pie).
Il Giorno del Ringraziamento, celebrato a lungo anche come festa laica, è una festa molto sentita: equivale al nostro Natale. E’ una giornata in cui gli statunitensi si riuniscono celebrando la gratitudine e i legami familiari. Il cibo è distribuito anche ai vicini e ai poveri.
Le celebrazioni:
A New York c’è la #Parata di Macy’s: essa vede enormi palloni gonfiabili con le fattezze di cartoni animati, bande musicali e artisti.
Il Presidente mangia, di solito, con i soldati.
#Football Americano:
La televisione trasmette partite della NFL, in particolare quelle dei Detroit Lions e dei Dallas Cowboys.
La Grazia Presidenziale:
Il Presidente degli Stati Uniti svolge l’atto simbolico di “graziare” un tacchino: non lo si cucina e va a vivere in una fattoria. E’ il tacchino che apre la parata. L’evento è nato con il Presidente John Fitzgerald Kennedy.
Black Friday:
E’ il lato più prosaico della festa. Si tratta di una giornata di grandi sconti (ma le grandi catene di shopping la mantengono per tutta la settimana) e sancisce l’inizio del periodo dello shopping natalizio.
A pochi giorni dalla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in occasione della Venice Cup e della Youth League, in programma dal 3 al 7 dicembre al Palazzo del Turismo di Jesolo, l’artista Elena Ketra presenta “Luchadoras”, un intervento performativo che declina il tema dell’autodeterminazione femminile attraverso un’esperienza partecipativa di autodifesa. L’happening si inserisce nella cornice del grande autunno internazionale del karate, che porta in città Venice Cup Senior, Parakarate Cup e Youth League con atleti da oltre 80 Paesi.
Il progetto “Luchadoras”, sostenuto dalla Fondazione Solares delle Arti di Parma e curata da Cesare Biasini Selvaggi e Uros Gorgone, prende ispirazione dalle iconiche lottatrici della lucha libre messicana come simboli di agency e potere trasformativo. Unisce pratica artistica, attivismo e coinvolgimento diretto attraverso un corso base di autodifesa rivolto in particolare a ragazze e donne, condotto in location deputate all’arte ma anche in spazi “non convenzionali”, per sottolineare la necessità di portare l’arte fuori dalle istituzioni e dentro la vita reale, come strumento di empowerment e contrasto alla violenza di genere.
Il workshop di autodifesa è guidato dal Maestro Stefano Cacco, tecnico della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM), con una lunga esperienza nella divulgazione dei fondamenti della self-defense. Il suo contributo permette alle partecipanti di acquisire consapevolezza corporea e strumenti di protezione personale attraverso un approccio accessibile, sicuro e formativo.
Artista multidisciplinare italiana, formata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Elena Ketra concentra la sua ricerca su empowerment femminile, inclusione e autocoscienza, intrecciando estetica pop, cultura queer e critica sociale. Le sue opere – tra cui Girlpower, Serialmirrors, Utereyes e la performance digitale Sologamy – esplorano modelli alternativi di autodeterminazione e resistenza, confrontandosi con le tensioni sociali e culturali più attuali, dalle questioni di genere alle dinamiche identitarie in evoluzione.
Multisport Veneto è partner dell’iniziativa e, oltre ad organizzare gli eventi di karate a Jesolo, promuove progetti che valorizzano il benessere, l’inclusione e la diffusione della cultura sportiva nel territorio.
Jute Sport (Official Distributor Adidas Combat Sports in Italia) è technical sponsor dell’happening e veste le partecipanti con le magliette personalizzate “Luchadoras”, realizzate appositamente per sottolineare l’unione tra performance artistica, disciplina sportiva e messaggio di empowerment.
“Luchadoras”, progetto che ha anche il supporto mediatico di Exibart e di Supermartek, diventa così un’azione corale che intreccia linguaggi diversi – arti visive, performance, sport da combattimento – per ribadire con forza la necessità di sensibilizzare, educare e creare comunità attorno al tema della lotta alla violenza di genere. Un invito a riscoprire il corpo come luogo di forza, identità e autodeterminazione nei giorni in cui dibattito sulla violenza sulle donne è sempre più acceso.
SCHEDE DI APPROFONDIMENTO
Elena Ketra è un’artista multidisciplinare formata all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua ricerca indaga empowerment femminile, inclusione e processi di autocoscienza intrecciando estetica pop, cultura queer e critica sociale. Tra le opere più note figurano Girlpower, Serialmirrors e Utereyes, progetti simbolici che decostruiscono stereotipi di genere. Nel 2023 realizza la performance digitale Sologamy, approfondita nel saggio “Sologamia. L’arte di sposare sé stessə”; nel 2025 il termine “sologamia” entra come neologismo nella Treccani. La sua ricerca è stata raccontata dalle principali testate italiane, e un’opera del progetto Luchadoras è scelta come copertina di Exibart. Ha esposto in istituzioni nazionali e internazionali tra cui Museo Madre (Napoli), MAM (Mantova), Silesian Museum (Katowice), Stichting Artes (Amsterdam) e Kyoto Shibori Museum. Vincitrice dell’Exibart Prize 2024, è selezionata per la residenza internazionale ISCP – International Studio & Curatorial Program di New York. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. www.ketra.it
CURATORI
Uros Gorgone è Fondatore e Art Director di Exibart, pubblicazione leader nella comunicazione dell’arte contemporanea. Con una grande esperienza nel campo della produzione culturale e della comunicazione, ha collaborato con le maggiori istituzioni di arte e con brands, tra cui Pepsi, Benetton e Fiat.
Cesare Biasini Selvaggi è curatore d’arte, manager culturale e saggista. È autore di oltre un centinaio di saggi di arte moderna e contemporanea e di cataloghi, pubblicati per i tipi di De Agostini, RCS Libri, Hachette, Mondadori, Electa, Skira, Carlo Cambi editore, De Luca editori d’arte, exibart.edizioni. Ha ideato e realizzato più di 150 mostre d’arte tra l’Italia e l’estero. Tra le recenti la personale di Chris Soal al MAXXI di Roma, la monografica di Mario Ceroli alla Galleria Nazionale di arte moderna e contemporanea, Roma e la monografica di Giacomo Balla al Palazzo del Governatore, Parma.
LE LUCHADORAS
La partecipazione femminile alla lucha libre affonda le radici negli anni ’30, ma è negli anni ’50–’60 che le luchadoras iniziano a conquistare un vero spazio, sfidando pregiudizi sociali e il divieto non ufficiale che limitava la presenza delle donne nei ring principali. Negli anni ’70 la disciplina vive il suo primo periodo d’oro, grazie a figure carismatiche come La Dama Enmascarada, Irma González e Lola González, che aprono la strada a generazioni future. Nonostante periodi di restrizioni — come il blocco alle esibizioni femminili a Città del Messico durato fino al 1986 — le atlete continuano a lottare e a espandere la loro popolarità in tutto il paese. Dagli anni ’90 a oggi, la lucha libre femminile vive una crescita costante: nascono nuove federazioni, si moltiplicano gli eventi internazionali e le luchadoras diventano simboli di empowerment, mescolando atletismo, teatralità e identità culturale. Star contemporanee come Marcela, Amapola, Lady Shani, Faby Apache e molte altre continuano a innovare lo stile, conquistando pubblico e riconoscimenti globali. Oggi le luchadoras incarnano una tradizione viva, unendo spettacolo e lotta per la parità, trasformando il ring in uno spazio di potere e autodeterminazione.
PROMOTORI
Solares Fondazione delle Arti
Solares Fondazione delle Arti è una realtà culturale multidisciplinare con sede a Parma, nata nel 2007 dalla fusione tra il Teatro delle Briciole e il Cinema Edison. La Fondazione si distingue per il superamento dei compartimenti tra diverse forme di espressione creativa, promuovendo una contaminazione tra arte contemporanea, teatro, cinema, danza, poesia e musica. Ha una forte vocazione internazionale ed è profondamente radicata nel territorio, con particolare attenzione a nuove generazioni e linguaggi innovativi. Gestisce spazi come il Teatro al Parco di Parma e si impegna nella produzione, promozione e diffusione di progetti artistici originali con un approccio multidisciplinare e sinergico tra artisti, curatori e istituzioni. www.solaresdellearti.it
Supermartek
Supermartek è una galleria d’arte online innovativa che offre uno spazio digitale per la promozione di opere d’arte contemporanea. Si presenta come una piattaforma che unisce artisti, collezionisti e appassionati, facilitando l’accesso a una vasta gamma di opere in vari formati e stili. La galleria di Supermartek valorizza la sperimentazione artistica e i linguaggi contemporanei, creando un ambiente virtuale dinamico e accessibile in cui le opere possono essere apprezzate, scoperte e acquistate facilmente. Grazie a una forte attenzione alla qualità delle opere e alla cura della presentazione, Supermartek rappresenta un punto di riferimento nel mercato dell’arte digitale, promuovendo nuovi talenti e artisti affermati con un approccio inclusivo e contemporaneo. La piattaforma è pensata per offrire un’esperienza user-friendly, integrando servizi di supporto per artisti e acquirenti, ridefinendo così il modo di fruire e acquistare arte nel mondo digitale. www.supermartek.com
MEDIA PARTNER
Exibart è da oltre 25 anni il punto di riferimento autorevole e imprescindibile per il panorama dell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Attraverso piattaforme multicanale – che includono un sito web di grande diffusione, una rivista cartacea, una piattaforma video e app digitali – Exibart offre una copertura completa e aggiornata degli eventi, delle mostre, del mercato e delle dinamiche culturali che animano il settore artistico contemporaneo. Grazie alla sua competenza riconosciuta, alla rete di collaborazioni con artisti, curatori e istituzioni di rilievo e alla qualità dei contenuti critici e di approfondimento, Exibart ha consolidato una posizione di prestigio che la rende un punto di riferimento sia per gli addetti ai lavori sia per un pubblico più ampio di appassionati e collezionisti. Promuove il dibattito culturale, sostiene la ricerca artistica emergente e contribuisce in modo decisivo alla diffusione della cultura artistica e alla valorizzazione del sistema delle arti visive in Italia e a livello internazionale. La sua autorevolezza e il ruolo attivo nei processi di innovazione e promozione culturale fanno di Exibart uno strumento imprescindibile per orientarsi e partecipare dinamicamente al mondo dell’arte contemporanea, rappresentando un modello esemplare di comunicazione culturale e approfondimento critico nel settore. www.exibart.com
PARTNER
MULTISPORT VENETO SRL Multisport Veneto Srl SD è una società nata nel 2016 come braccio operativo di Asi Karate Veneto Centro Karate Noale, associazione fondata nel 1974, tutt’ora affiliata alla Fijlkam, per far fronte a tutti gli aspetti organizzativi di eventi sportivi in generale e della Youth League in particolare. Asi Karate Veneto, fondata dal compianto Prof. Lino Vardiero ed ora presieduta dal figlio, il Maestro Vladi Vardiero, è una delle associazioni più titolate a livello nazionale per i numerosi risultati agonistici ottenuti dai propri atleti in quasi mezzo secolo di attività. Il Comitato Olimpico gli ha riconosciuto prima la medaglia di bronzo e successivamente quell’argento per i Meriti Sportivi conseguiti. La Federazione l’ha insignita della Medaglia d’Onore federale, massima onorificenza riconosciuta dalla Fijlkam. Multisport Veneto Srl SD quale Generl Contractor ha in capo la progettazione, pianificazione e organizzazione degli Eventi Internazionali della World Karate Federation che si svolgono in Italia dal 2018. Inoltre ha curato le edizioni della VeniceCup Karate dal 2016 ad oggi. Ha al suo attivo una decina di Eventi con un totale di presenze di oltre 12.000 Atleti in 4 anni.
TECHINAL PARTNER
JUTE SPORT è una realtà leader nel panorama italiano degli articoli sportivi, riconosciuta per la sua specializzazione nelle arti marziali e negli sport da combattimento. L’azienda è distributore ufficiale ed esclusivo per l’Italia di Adidas Combat Sports, il brand di riferimento mondiale per discipline quali Judo, Karate, Taekwondo, Brazilian Jiu Jitsu (BJJ), Boxe, Kickboxing e MMA. Grazie a una profonda conoscenza tecnica del settore e a una logistica capillare, Jute Sport rifornisce atleti, federazioni, società sportive e rivenditori con attrezzature, abbigliamento tecnico e protezioni omologate dalle principali federazioni internazionali (IJF, WKF, WT, AIBA/IBA, WAKO). La missione dell’azienda è supportare la crescita degli sport da combattimento in Italia, garantendo prodotti che coniugano innovazione tecnologica, sicurezza e prestazioni elevate.
Roma, 24 novembre 2025 – Dopo anni in cui il viaggio è stato trattato come una“to-do list” geografica, la generazione della fretta, compressa tra scadenze, notifiche, iperconnessione e FOMO, sta invertendo la rotta. Il nuovo lusso non è più il resort esclusivo, ma il tempo, vissuto con calma, densità ed emozione. Ad osservarlo sono gli specialisti di Vamonos Vacanze.
Si tratta di una trasformazione che sta ridisegnando il modo in cui gli italiani viaggiano e che è stata il fattore chiave del successo di Vamonos Vacanze, il tour operator specializzato in vacanze per gruppo, che per primo ha introdotto in Italia il concetto di viaggio-esperienza.
«Siamo la generazione che ha fatto tutto di corsa: studi, lavoro, carriera, weekend, perfino le relazioni. Oggi quello che manca non sono le destinazioni, ma la possibilità di sentire ciò che viviamo. Per questo i nostri gruppi scelgono sempre più programmi che rallentano, che permettono di conoscere, assaggiare, incontrare, ascoltare, condividere» spiegano gli specialisti di Vamonos Vacanze.
Cresce così in modo significativo la domanda di itinerari lenti, immersivi, relazionali: meno spostamenti, più contenuti; meno corse, più connessioni; meno checklist, più momenti da ricordare.
IL NUOVO PARADIGMA: DAL MORDI E FUGGI ALL’ESPERIENZA
Il turista del 2026 vuole immergersi nel luogo, non solo fotografarlo. E così le esperienze proposte da Vamonos Vacanze trovano terreno fertile: tour che non rincorrono le tappe, ma le vivono.
Lentezza, però, non significa inazione. Significa qualità:
tempi più distesi in ogni destinazione
incontri autentici con culture locali
attività esperienziali curate (dalle escursioni naturalistiche ai wine tour)
relazioni reali all’interno dei gruppi, guidati da un group leader dedicato
ritmi sostenibili, senza l’ansia di “stare al passo”
Nelle ultime stagioni, Vamonos Vacanze ha registrato un aumento significativo delle richieste di viaggi “non veloci”, confermando che la generazione della fretta ha bisogno di una pausa che sia davvero pausa.
PERCHÉ IL VIAGGIO LENTO PIACE TANTO AI SINGLE 30–55ENNI?
Perché risponde a tre bisogni emergenti:
Riconnettersi con sé stessi. Dopo anni di corsa continua, il viaggio diventa l’unico spazio in cui respirare davvero.
Costruire relazioni significative. Nei viaggi Vamonos Vacanze, i gruppi omogenei per età creano un senso immediato di familiarità. Non incontri “gente a caso”, ma persone simili a te.
Vivere esperienze, non collezionare timbri sul passaporto. La spinta è verso la qualità del vissuto, non la quantità delle destinazioni.
VAMONOS VACANZE: IL MODELLO DI SLOW TRAVEL GUIDATO
Da Capo Verde a Zanzibar, dal Marocco alle Canarie, da tour culturali in Giordania a weekend di wine & wellness in Toscana, Vamonos Vacanze ha trasformato il viaggio organizzato in una vera esperienza di comunità.
Ogni proposta si basa su una filosofia chiara:
tu pensa solo a partire
al resto pensa l’organizzazione
ogni giornata è costruita per farti vivere, non correre
Un modo nuovo di interpretare il viaggio che mette al centro il benessere emotivo, la curiosità e il piacere del tempo condiviso.
IL TREND 2026
Le analisi internazionali sul turismo confermano che lo slow travel non è più solo una nicchia, ma la tendenza dominante del 2026.«Il vero lusso oggi è fermarsi» affermano i responsabili di Vamonos Vacanze. «Chi viaggia con noi —proseguono— non vuole scappare dalla quotidianità, ma riscoprire il proprio ritmo naturale. E farlo insieme ad altre persone che provano lo stesso bisogno».
Nel mondo che corre, chi sa rallentare vince. E per la generazione della fretta, finalmente, la vacanza torna a essere ciò che dovrebbe essere: un’esperienza che ti cambia, non una pausa che passa troppo in fretta.
I NUMERI CHE SPIEGANO IL BOOM DELLO SLOW TRAVEL
A livello globale la lentezza sta diventando un fenomeno strutturale. È quanto emerge dall’elaborazione di Vamonos Vacanze su fonti esterne e insight proprietari:
+47% la crescita del turismo slow in Europa negli ultimi 3 anni (Eurostat);
il 71% preferisce viaggi organizzati per ridurre lo stress decisionale (Booking Travel Trends 2025);
il 64% cerca esperienze sociali, relazionali e di gruppo per contrastare la solitudine urbana (Vamonos Vacanze);
il 62% dei viaggiatori italiani vuole “meno tappe ma più contenuti” (Osservatorio Turismo Nomisma);
il 55% considera il viaggio un’occasione per “ritrovare equilibrio psicologico” (Airbnb – Travel Trend Report);
il 52% dei single tra 30 e 55 anni cerca “vacanze che creino connessioni reali” (Vamonos Vacanze).
Il Gruppo Pengo, tra i principali operatori italiani nella distribuzione di articoli per la casa e la tavola con headquarter a Bassano del Grappa, presenta una prestigiosa collaborazione con lo Chef Bruno Barbieri.
Questa partnership dà vita alla nuova collezione “H&H by Bruno Barbieri”, un progetto che fonde l’esperienza e il gusto dello chef con la competenza nel design e la visione di mercato di Pengo, un’azienda che da oltre settant’anni accompagna la quotidianità delle persone con prodotti curati, funzionali e accessibili.
H&H, marchio di punta del Gruppo Pengo nato nel 2004, è sinonimo di stile contemporaneo e accessibile, ispirato dalle tendenze internazionali. Con le sue collezioni dedicate alla tavola, alla cucina e alla casa, H&H celebra il piacere di condividere momenti semplici, ma curati.
Umberto Pengo, Managing Director Gruppo Pengo: “Abbiamo trovato in Bruno Barbieri uno spirito affine: la stessa passione per lo stile e per le cose fatte con cura. Le nostre collezioni nascono dal desiderio di portare stile e funzionalità nella vita di tutti i giorni, e questa collaborazione racconta perfettamente il modo in cui interpretiamo H&H: collezioni belle, funzionali e accessibili, pensate per accompagnare la vita quotidiana con semplicità e gusto.”
Chef Bruno Barbieri: “La tavola è il cuore della casa: è dove si condividono storie, sapori, emozioni. Con H&H ho voluto creare collezioni che unissero stile, funzionalità e piacere di stare insieme. Ogni pezzo nasce dal desiderio di rendere speciale ogni gesto in cucina.”
La prima collezione presentata, Nomad, è un invito a un viaggio visivo: pattern e colori ispirati a tessuti e culture del mondo si intrecciano in una tavola dallo spirito libero e contemporaneo.
Accanto a Nomad, prende forma la collezione Capital, una linea essenziale e armoniosa in New Bone China. L’offerta si completa con le collezioni dedicate alla cottura Voyage, Mithos e Next, pensate per chi ama cucinare con praticità e stile.
Ogni collezione interpreta l’idea di una casa vissuta con naturalezza, dove la bellezza si ritrova nei gesti quotidiani e nella voglia di stare insieme.
L’accordo con lo Chef Bruno Barbieri si inserisce in un momento di forte evoluzione e crescita per il Gruppo Pengo. L’azienda ha rafforzato la propria presenza internazionale e ha avviato un ambizioso piano di investimenti in innovazione, logistica e sostenibilità.
L’investimento nell’automazione avanzata ha portato all’adozione dei sistemi all’avanguardia AutoStore (sviluppato con Swisslog) e MBPS (Mixed Box Buffering & Palletizing System, sviluppato con Trascar). Queste implementazioni hanno consentito di ottimizzare in modo significativo i processi di stoccaggio e spedizione, consolidando un modello logistico totalmente integrato e di proprietà.
L’impegno in ambito logistico si estende al rinnovo della flotta aziendale, che ora include 25 nuovi automezzi di ultima generazione, tra cui 10 bilici Volvo e 15 motrici Iveco Eurocargo. L’utilizzo di questi mezzi di ultima generazione, a ridotto impatto ambientale grazie ai bassi consumi ed emissioni di CO2, assicura un servizio diretto ed ecologicamente responsabile ai clienti su scala nazionale.
L’impegno si traduce in un investimento complessivo dedicato alla logistica di circa 9 milioni di euro, una mossa strategica che garantisce al Gruppo Pengo modernità ed elevata efficienza.
Anche la sede di Bassano del Grappa è oggetto di un importante investimento. La struttura, che oggi copre 4.500 m², è in fase di ampliamento con l’aggiunta di un nuovo corpo di oltre 1.500 m². Una volta ultimati i lavori, il complesso direzionale raggiungerà i 6.000 m², di cui 1.750 m² destinati al potenziamento dello showroom.
In linea con il piano investimenti la collaborazione con lo Chef Bruno Barbieri si inserisce strategicamente nel percorso evolutivo di Pengo e del Gruppo, a conferma di una visione orientata al costante miglioramento e all’innovazione e proiettata verso un futuro di progresso continuo e eccellenza.
SCHEDA GRUPPO PENGO
Fondato nel 1953 e con sede principale a Bassano del Grappa (Vicenza), il Gruppo Pengo è oggi una realtà internazionale tra le più dinamiche nel settore della casa, della tavola e del living, con una struttura che combina tradizione familiare, visione industriale e capacità distributiva europea. Il gruppo conta oltre 350 collaboratori e una rete di sedi operative tra Italia, Francia e Spagna: la Barbier SA in Francia, la Pengo Spazio Casa in Spagna e la Divisione Morini in Italia, dedicata al canale Ho.Re.Ca. (hotel, ristorazione e catering).
Cuore pulsante del Gruppo Pengo è la logistica con 90.000 m² di superficie logistica complessiva, di cui 60.000 m² ubicati a Bassano del Grappa e in cui trovano spazio due impianti di magazzino automatizzati (sistemi AutoStore e MBPS). Inoltre una flotta di proprietà di circa 30 automezzi consente all’azienda di servire con puntualità, flessibilità e capillarità la propria clientela garantendo servizio ed efficienza.
La Pengo vanta un assortimento di oltre 22.000 referenze distribuite nei canali della GDO,del retail, dei department store e dell’ Ho.Re.Ca.
La filosofia di Pengo si riflette nei propri marchi– H&H, HOMe, Lulabi, Inoxpran e Royal Norfolk – che mantengono un costante equilibrio tra design curato, funzionalità e accessibilità, ponendo al centro innovazione, sostenibilità e il valore delle persone.
Con la sua evoluzione in Academy of Arts & Innovation, Side Academy supera il modello delle tradizionali Accademie di Belle Arti: unendo arti visive, ricerca digitale e tecnologie emergenti — incluse le applicazioni dell’intelligenza artificiale ai processi creativi — accoglie e valorizza sia studenti con una sensibilità più artistica sia quelli orientati all’ambito tecnico o tecnologico, formando professionisti in grado di dialogare con i linguaggi dell’innovazione e della creatività.Nelle prestigiose classifiche internazionali The Rookies 2025 – alle quali partecipano oltre cinquecento istituti da più di cento Paesi – Side Academy si è posizionata tra le prime venti accademie creative al mondo e nelle prime dieci in Europa, conquistando risultati di assoluto Side Academy è inoltre l’unica accademia in Italia a vantare due studenti finalisti nella categoria Hugo Boss, conferma del livello internazionale del percorso di Fashion & Costume Design.“Questi risultati non sono solo una vittoria per la nostra scuola, ma per l’intero sistema creativo italiano,” dichiara Stefano Siganakis, ceo di Side Academy. “Verona può diventare la capitale mondiale della creatività, un laboratorio dove le nuove generazioni imparano a immaginare, progettare e innovare con responsabilità e bellezza.” L’Academy presenterà al Job & Orienta, che si terrà a Veronafiere dal 26 al 29 novembre sul tema “Tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale: competenze per il futuro”, sette percorsi triennali che uniscono tradizione artistica, sperimentazione e produzione Directing, Fine Arts in Digital Production, Content Creation + AI & Digital Marketing, Art–Concept–Illustration & Comics. Un ecosistema in cui arti visive, cinema, moda, design, gaming e intelligenza artificiale convergono per formare professionisti capaci di dialogare con i linguaggi dell’innovazione globale. A partire dal 2026, la nuova Academy of Arts & Innovation diventa un ponte diretto tra formazione e industria: grazie a partnership strategiche con realtà del cinema, del fashion system, del design e dell’AI, gli studenti possono inserirsi nei processi reali di produzione, partecipando attivamente ai progetti in sviluppo nei laboratori e nello studio integrato dell’Accademia.Questa connessione si traduce in opportunità concrete di visibilità: i cortometraggi degli studenti vengono presentati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con possibilità di contribuire anche a lungometraggi prodotti all’interno dell’Academy; le collezioni di moda avranno visibilità durante la Milano Fashion Week e ad altre rassegne di settore attraverso sfilate ed eventi dedicati; i videogame realizzati singolarmente o in team saranno presentati dal 2026 alla Milan Games Week e in manifestazioni internazionali come Cannes, Annecy e altre rassegne globali in via di definizione.Nel 2025, due studenti di Side Academy sono stati selezionati come membri della giuria ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia: un traguardo senza precedenti per un’istituzione che non beneficia di fondi pubblici e che fonda la propria crescita esclusivamente sulla qualità della formazione e del talento.A coronamento di questo percorso, The Rookies rappresenta la vetrina internazionale più importante per gli studenti: una piattaforma che li mette in connessione diretta con l’industria globale del cinema, dell’animazione, della moda, del gaming e del design, trasformando ogni progetto realizzato in accademia in una reale opportunità professionale.Essere inseriti nelle prime venti scuole creative globali è per Side Academy una conferma del livello di eccellenza raggiunto. I riconoscimenti ottenuti ai The Rookies 2025 testimoniano la qualità del percorso formativo e l’impatto del lavoro dei suoi studenti, che spesso trovano collocazione professionale in studi e produzioni internazionali. Ogni badge ufficiale ottenuto su Rookies Portfolio rappresenta una porta aperta verso collaborazioni e opportunità nel mercato globale.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – THE ROOKIES Fondata nel 2010, The Rookies è oggi la più grande community internazionale di giovani creativi e artisti digitali. È una piattaforma dove studenti di ogni parte del mondo possono mostrare i propri lavori, confrontarsi e farsi conoscere da studi di produzione e aziende leader nei settori dell’arte digitale, dell’animazione, del design e dei videogame. La valutazione si basa esclusivamente sui lavori prodotti dagli studenti – sia individuali che di gruppo – rendendo le classifiche The Rookies un indicatore meritocratico e trasparente della qualità accademica. I Rookies Awards rappresentano uno dei riconoscimenti più autorevoli al mondo nel campo della formazione creativa. Ogni anno una giuria composta da oltre 150 professionisti provenienti da aziende come Walt Disney Studios, Wētā FX, DreamWorks Animation, Industrial Light & Magic, Pixar, Naughty Dog, Sony Santa Monica, Framestore, Riot Games, Fortiche Production, Epic Games e Microsoft valuta migliaia di progetti realizzati dagli studenti delle principali scuole internazionali.
SCHEDE DI APPROFONDIMENTO – STORIA DI SIDE ACADEMY Side Academy ha sede a Verona, in centro storico. Il direttore generale e fondatore è Stefano Siganakis. Side Academy propone percorsi formativi indirizzati alla formazione di figure professionali specializzate nel settore del cinema d’animazione, degli effetti speciali, dell’advertising e dei videogame. Molti dei suoi ex studenti sono oggi “cervelli in fuga dall’Italia”, che lavorano su progetti delle più famose società di produzione al mondo, dalla Walt Disney alla Marvel fino a Ducati. I docenti sono “top trainer” del settore e molti hanno vinto importanti premi internazionali. Accanto all’attività formativa opera il Side Animation Studio, lo studio di produzione interno alla Side Academy che sviluppa film, film d’animazione, videogame e contenuti per l’advertising. Una struttura integrata che permette agli studenti di confrontarsi con processi reali di produzione e con progetti destinati al mercato internazionale. Lo studio si occupa di animazione e computer grafica e cura progetti per importanti committenti del settore. Tra le opere originali firmate Wargames Studio spicca ora la collaborazione e lo sviluppo del cortometraggio animato in 3D su Willy Monteiro.