209° Anniversario della Costituzione del Corpo di Commissariato dell’Esercito

Maddaloni, 21 novembre 2025.  Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia e il Direttore Centrale del Bilancio e degli Affari finanziari del Ministero della Difesa e Capo del Corpo di Commissariato dell’Esercito, Tenente Generale Stefano Rega, hanno presenziato oggi alla cerimonia commemorativa del 209° anniversario della costituzione del Corpo di Commissariato dell’Esercito.

L’evento si è svolto presso la Scuola di Commissariato dell’Esercito, ente che opera alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando di Commissariato, alla presenza della Bandiera del Corpo di Commissariato e di numerose autorità civili e militari.

Il Comandante Logistico dell’Esercito, nel suo indirizzo di saluto, ha evidenziato “che dall’Armata Sarda ad oggi, abbiamo assistito a più di due secoli di storia in cui gli appartenenti al Corpo di Commissariato dell’Esercito hanno costantemente garantito il supporto logistico e amministrativo alla Forza Armata per assicurare, in ogni circostanza, le migliori condizioni di vita del soldato, sia esso in guarnigione, in esercitazione o in operazioni, in territorio nazionale o in scenari esteri; ma è negli ultimi tempi che l’evoluzione del contesto operativo contemporaneo ha amplificato il ruolo centrale dei Commissari quali preziose risorse imprescindibili per garantire continuità, efficacia e resilienza dello strumento logistico militare”.

Successivamente, il Capo del Corpo di Commissariato, nel corso del suo intervento, ha sottolineato “che il Commissario moderno è un professionista completo, capace di integrare competenze giuridiche, economiche, logistiche e tecnico-merceologiche, operando al fianco dei Comandanti in ogni contesto operativo, in Patria e all’estero. Tra la memoria del passato e la costruzione del futuro, rilevante sarà la sfida orientata alla creazione di processi formativi sempre più attagliati alle esigenze del personale”.

La ricorrenza ha rappresentato un momento di alto valore istituzionale, volto a rendere omaggio a tutti gli uomini e le donne del Corpo di Commissariato che, con dedizione, competenza e senso dello Stato, operano quotidianamente con rigore e impegno. Essi incarnano i valori di responsabilità e servizio che rendono il Corpo di Commissariato un pilastro della Forza Armata.

Nell’ambito delle celebrazioni, si è tenuta inoltre una narrazione storico-musicale, curata dal Dottor Michele D’Andreapresso il Salone del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, dedicata alla memoria della Medaglia d’Oro al Valor Militare Maggiore Amministratore Oreste Salomone, figura emblematica dei valori di sacrificio, onore e servizio al Paese che contraddistinguono il Corpo di Commissariato fin dalle sue origini.

“Dalla nascita dell’Armata Sarda alla missione odierna: 209 anni di storia e servizio del Commissariato Militare”

Anna Rita Canone

Atletica Italiana, lo sguardo al domani: innovazione e visione al centro del dibattito

Napoli – Dal 24 al 29 novembre ritorna l’International Sport Film Festival, la rassegna cinematografica e culturale interamente dedicata al mondo dello sport, ideata da Nicola D’Auria e Ciro Sorrentino. In questo ricco calendario di eventi, giovedì 27 novembre sarà protagonista la Federazione Italiana di Atletica Leggera con il convegno “Il futuro dell’Atletica Italiana: una nuova visione ed approcci innovativi”. Dopo l’incontro inaugurale del 12 novembre all’Università Parthenope, dedicato al tema “Il Gioco del rispetto: sport, donne e inclusione”, la FIDAL avrà dunque uno spazio interamente dedicato per raccontare l’evoluzione della disciplina e presentare in anteprima la clip ufficiale del nuovo progetto di formazione federale “Making of… Atlante Dinamico degli Esercizi – Pista 2.0”, frutto di un importante finanziamento ottenuto attraverso un bando di Sport e Salute. A dare valore tecnico e scientifico alla serata saranno due figure di assoluto rilievo:Antonio La Torre, Direttore Tecnico e Scientifico della Nazionale Italiana, alla sua prima presenza in Campania per un incontro di aggiornamento; Sandro Donati, maestro dello sport e punto di riferimento storico nella lotta al doping, oltre che protagonista di anni dedicati alla ricerca e allo sviluppo metodologico. A moderare il dialogo saranno il consigliere nazionale Carlo Cantales e il Vice Direttore Tecnico della Nazionale Piero Allegretti. L’ingresso è gratuito per tesserati, ospiti e accompagnatori, previa registrazione. Cantales racconta com’è nata l’idea di portare la FIDAL all’interno del Festival: “Quando Nicola D’Auria mi propose la partecipazione della Federazione, ci abbiamo riflettuto e confrontati con il presidente regionale Bruno Fabozzi, il presidente nazionale Stefano Mei e il Vice DT Allegretti. È emersa subito l’opportunità di presentare in anteprima una clip del progetto Atlante – Pista 2.0. Siamo convinti che sarà un appuntamento di altissimo livello, tanto da volerlo aprire a tutti gli interessati, non solo ai tecnici.” La serata sarà arricchita dalla presenza di Donati, figura cardine dell’atletica italiana e internazionale, riconosciuto per il suo impegno per uno sport pulito e scientificamente fondato. Accanto a lui, La Torre offrirà uno sguardo approfondito sul cambio di paradigma che ha guidato la Federazione negli ultimi anni, un percorso che ha riportato gli azzurri ai vertici mondiali. “Racconteremo una Federazione che non vuole fermarsi né accontentarsi” – spiega La Torre – “L’atletica italiana è cresciuta enormemente, ma crescere significa continuare a cercare nuove soluzioni, essere curiosi, testare approcci innovativi e coniugare esperienza e scienza.” Forte l’entusiasmo anche del presidente regionale Bruno Fabozzi: “Avere La Torre e Donati con noi è un privilegio. Professionisti di questo calibro rendono il convegno un appuntamento imprescindibile per tecnici, appassionati e operatori del settore.” Quindi l’appuntamento del 27 al Supercinema di Castellammare a partire dalle ore 18.00 sarà un appuntamento che non rappresenta solo un momento di confronto, ma l’avvio di un percorso condiviso: un impegno concreto per costruire un’atletica più consapevole, moderna e capace di guidare le nuove generazioni verso un futuro di qualità e progresso.

Peppe Sacco

Arriva “Take Talk #1” alla Sala Fronte del Porto

Sabato 22 novembre, dalle 17:00 fino a mezzanotte, Padova diventa capitale del cinema indipendente con “Take Talk #1”, la prima masterclass collettiva ideata dal collettivo Tak 049 e promossa da Fòrema, all’interno del progetto “YOLO2 – Challenges for young stakeholders in twin transition”. L’appuntamento, ospitato presso la Sala Fronte del Porto del Cinema Porto Astra (via Santa Maria Assunta 20, Padova), promette un’intera giornata di formazione, visioni e dialoghi dedicati a chi vive, ama e crea cinema fuori dai circuiti mainstream. Un evento gratuito – con iscrizione obbligatoria tramite modulo online – pensato per coinvolgere giovani, studenti e professionisti del settore audiovisivo, ma anche semplici appassionati che vogliono scoprire cosa significa fare cinema “con le proprie mani”, con pochi mezzi ma con molte idee.

“Take Talk #1” nasce da un’idea semplice e potente: creare uno spazio per storie fuori fuoco, per voci che non cercano consenso ma ascolto, per autori che vedono nel cinema non un prodotto, ma un linguaggio condiviso. Il pomeriggio sarà dedicato alla formazione, con workshop e talk curati dagli stessi registi e professionisti che hanno realizzato i cortometraggi in programma. Si parlerà di scenografia, costumi, videoclip musicali, pubblicità creativa, documentario, produzione e distribuzione indipendente. Una formula dinamica che unisce teoria, pratica e confronto.

La serata prenderà vita con la proiezione di quattro cortometraggi indipendenti, firmati da giovani autori che rappresentano il volto più autentico e coraggioso del nuovo cinema italiano. Sullo schermo scorreranno Innamorati di Cosimo Maj, Il Nido di Daniele Fugarese, Ultima Spiaggia di Cesare Bisantis e Aretè di Elia Zaramella: quattro racconti diversi per tono, linguaggio e sensibilità, ma uniti dalla stessa tensione creativa, dal desiderio di spingersi oltre i confini del già visto. Ogni proiezione sarà seguita da un confronto aperto con i registi e gli ospiti, in un dialogo che trasforma la sala in un laboratorio vivo di idee, visioni e prospettive. È il momento più atteso della giornata, quello in cui le storie prendono corpo, si fanno discussione, diventano terreno comune tra chi il cinema lo fa, chi lo guarda e chi sogna, magari, di iniziare a farlo.

«Con Take Talk #1 vogliamo dare spazio a chi il cinema lo sogna e lo costruisce giorno dopo giorno, spesso senza grandi mezzi ma con una passione enorme», dice Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. «È un progetto che nasce dal basso, da chi crede nel potere delle immagini come strumento di incontro e non di competizione. Fòrema, con YOLO2, sta cercando di accompagnare i giovani a scoprire il proprio talento e a trasformarlo in un percorso concreto: il cinema, in questo senso, è una palestra perfetta, perché unisce tecnica, creatività e spirito di squadra. Padova è una città che ha sete di cultura e di spazi condivisi, e iniziative come questa dimostrano quanto la collaborazione tra realtà formative, associazioni e professionisti possa generare valore. Il nostro obiettivo è semplice: far sì che chi entra in sala come spettatore, esca con la voglia di mettersi dietro la macchina da presa.»

A portare esperienza e testimonianze dirette saranno alcuni protagonisti del panorama cinematografico indipendente veneto e nazionale. Marco Caberlotto, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Veneto e socio-produttore di Kublai Film, sarà tra gli ospiti principali. La sua casa di produzione, con sede a Venezia, ha firmato lungometraggi e documentari selezionati nei più prestigiosi festival internazionali, da Cannes a Venezia, dalla Festa del Cinema di Roma al FIFA. Caberlotto condividerà la sua esperienza nel mondo della produzione e nella valorizzazione dei nuovi talenti.

Accanto a lui Stefano Collizzolli, autore e formatore, tra i fondatori di ZaLab, punto di riferimento in Italia per il cinema documentario e il video partecipativo. Collizzolli racconterà il potere del racconto condiviso e la sua esperienza nei progetti realizzati in Italia e all’estero — dalla Tunisia al Senegal, dalla Francia alla Palestina — mostrando come il cinema possa diventare un mezzo di partecipazione e cittadinanza attiva.

Tra i giovani autori presenti spicca Daniele Fugarese, classe 1998, regista ferrarese formatosi a Bologna e oggi attivo a Roma, fondatore della casa di produzione Studio Dedalo, che partecipa con il suo ultimo corto Il Nido. Insieme a lui sarà presente Alice Giacopini, scenografa e costumista classe 1999, che ha curato gli aspetti visivi del film e di molti altri progetti indipendenti.

A completare il gruppo Edoardo Carraro, filmmaker padovano cresciuto tra videoclip, fotografia e pubblicità. Dalla musica urban alla moda, fino alle collaborazioni con brand come Vogue e artisti come Guè, Carraro presenterà alcuni dei suoi lavori più rappresentativi, raccontando la contaminazione tra i linguaggi del cinema, del videoclip e della comunicazione visiva contemporanea.

L’iniziativa è promossa da Fòrema all’interno del progetto europeo YOLO2 – Challenges for young stakeholders in twin transition, dedicato ai giovani tra i 18 e i 29 anni che stanno cercando la loro strada nel mondo del lavoro.

YOLO2 accompagna i partecipanti nella scoperta dei propri talenti e nell’acquisizione di competenze trasversali e professionali, attraverso orientamento, coaching, tirocini, laboratori formativi e camp tematici.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fòrema, Progetto Giovani del Comune di Padova, Progetto Giovani del Comune di Albignasego, Comune di Montegrotto Terme, Comune di Selvazzano Dentro, le cooperative sociali Il Raggio Verde, Jonathan, Levante, Orizzonti, e gli enti Alumni dell’Università di Padova, Collegio Don Nicola Mazza, Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, ARCI Padova APS, CIOFS Don Bosco, Associazione Rilabo, Xena Centro Scambi e Dinamiche Interculturali, Cetty Communications e Confindustria Veneto Est. YOLO2 è finanziato nell’ambito del Programma Regionale Veneto Fondo Sociale Europeo Plus (PR Veneto FSE+) 2021-2027, DGR n. 307 del 24 marzo 2025 – Giovani Energie in Azione.

Anna Rita Canone

Il Movember di Fondazione Foresta tra Calcio Padova e municipi illuminati di blu

Novembre si tinge di blu. È il colore scelto dalla Fondazione Foresta per accendere i riflettori sulla salute maschile e trasformare questo mese nel simbolo della prevenzione per l’uomo. Un gesto semplice, ma dal forte valore educativo: illuminare i palazzi delle città per ricordare che la diagnosi precoce salva la vita. L’idea parte dal professor Carlo Foresta, andrologo e fondatore della Fondazione, che da anni si batte contro la scarsa attenzione degli uomini verso la propria salute: la sede istituzionale sarà la prima ad accendersi, il prossimo 1 novembre. 

I dati, infatti, parlano chiaro: gli uomini fanno meno controlli e più tardi delle donne, trascurando visite e screening fondamentali. Per questo la Fondazione invita i sindaci del Veneto e d’Italia ad aderire alla campagna e ad illuminare di blu i principali edifici pubblici, creando un segnale visibile e condiviso che unisca istituzioni, medici e cittadini.

L’annuncio della nuova iniziativa avviene nel giorno del lancio della campagna “Movember 2025” insieme ad Alì Supermercati e Calcio Padova per promuovere la salute maschile. Con la nuova campagna “La prevenzione non è un tabù, è un allenamento”, invita gli uomini di tutte le età a prendersi cura di sé come farebbero con qualsiasi altra forma di allenamento: con regolarità, consapevolezza e gioco di squadra. Il claim ammicca all’ambito del calcio: “Proteggi la palla” è uno slogan provocatorio e simpatico che sposta l’attenzione dal campo di calcio allo studio medico. 

I dati peraltro sono preoccupanti. Il tumore testicolare si distingue come la neoplasia solida più frequente nella fascia maschile compresa tra i 15 e i 50 anni. I dati del Registro Tumori Italiano (AIRTUM), confermati dalle più recenti analisi pubblicate su riviste internazionali, indicano un costante aumento negli ultimi trent’anni, con un tasso medio di crescita annua del 3,7 %. L’incidenza media si posiziona intorno a sei casi per ogni 100.000 uomini all’anno, corrispondente a oltre 2.400 nuove diagnosi annuali in Italia.

Le regioni settentrionali, tra cui spicca il Veneto, presentano un’incidenza che supera la media nazionale, in linea con i dati osservati nei paesi dell’Europa occidentale, dove la prevalenza supera i nove casi ogni 100.000 abitanti. Le proiezioni europee, guardando al futuro, prevedono un ulteriore aumento compreso tra il 13 % e il 30 % entro il 2035, con una crescita più marcata nelle fasce d’età più giovani.

Il problema riguarda tutti. Negli ultimi dieci anni, infatti, grazie ai test preventivi e alle campagne di sensibilizzazione operate su migliaia di persone, Fondazione Foresta ha scoperto nove casi di cancro ai testicoli su giovani dell’età compresa dai 18 ai 20 anni. Grazie alla diagnosi precoce si può salvaguardare anche la futura fertilità del paziente, oltre a migliorarne drasticamente la sopravvivenza. 

Nel corso di novembre, la Fondazione propone un programma di screening gratuiti e incontri informativi dedicati alla prevenzione del tumore del testicolo, in collaborazione con Calcio Padova e Alì Supermercati, partner che da sempre condividono l’impegno nel promuovere uno stile di vita sano e responsabile. Negli stadi, nei supermercati e sui social, il messaggio della campagna accompagnerà le iniziative di sensibilizzazione: una rete di azioni pensate per normalizzare il dialogo sulla salute maschile e spingere gli uomini a prendersi cura di sé con la stessa serietà con cui si preparano a una partita o a una giornata di lavoro. Durante tutto il mese sarà possibile prenotare una visita andrologica di screening gratuita presso la sede della Fondazione Foresta ETS, in via Gattamelata 11 a Padova, oppure al numero 049-851431.

«Oggi sappiamo che nel 40% dei casi di infertilità di coppia la causa è maschile, ma il problema è che la gran parte degli uomini non ne è consapevole fino a quando non arriva il momento di cercare un figlio — spiega il professor Carlo Foresta —. L’infertilità maschile, infatti, non dà segni premonitori: non ci sono sintomi evidenti, come ad esempio le alterazioni del ciclo mestruale nella donna. Solo un’analisi del liquido seminale può rivelare la condizione. Eppure, se gli uomini sapessero prima di avere un problema, con una corretta valutazione clinica e una terapia mirata si potrebbero accorciare i tempi per ottenere poi una gravidanza. Oggi invece molti uomini scoprono la loro infertilità solo dopo anni di tentativi falliti nella ricerca di un figlio. Il differente approccio alla prevenzione nei due sessi è evidente: a 18 anni una ragazza fa ecografie, visite ginecologiche, Pap test e prosegue per tutta la vita: mammografie, densitometrie per l’osso, e così via. La donna scopre per tempo se ha un problema all’utero o alle ovaie. L’uomo no: nessuna valutazione, nessun programma di prevenzione, nessuna lettera dall’ULSS come accade per il Pap test o la mammografia. E non è un caso se mediamente l’uomo vive 5 anni di meno rispetto alla donna. Anche nella comunicazione pubblica c’è squilibrio: a ottobre le città si tingono di rosa, ma per la salute maschile, anche a novembre, l’attenzione resta minima. Non si tratta di eccesso di zelo al femminile, anzi, la prevenzione non è mai abbastanza, ma vogliamo stimolare gli uomini a prendere esempio».

«Per noi del Calcio Padova questa campagna è molto più di una semplice iniziativa di comunicazione — sottolinea il Presidente della  società biancoscudata Francesco Peghin —. Parlare di prevenzione maschile significa rompere un tabù che per troppo tempo ha tenuto gli uomini lontani dai controlli. Sul campo siamo abituati a proteggere la palla, ma nella vita dobbiamo imparare a proteggere anche la nostra salute. È un messaggio che vogliamo condividere con i nostri tifosi, soprattutto con i più giovani, perché la diagnosi precoce può fare la differenza. A volte basta una visita per salvare una vita. Siamo orgogliosi di affiancare la Fondazione Foresta in questo progetto che unisce sport, scienza e responsabilità sociale: come nello sport, anche nella prevenzione contano la costanza, la squadra e la voglia di non arrendersi. Novembre è il mese giusto per ricordarlo, e il calcio può diventare un canale potente per diffondere consapevolezza, con semplicità e senza imbarazzo. La salute è il nostro bene più importante, e non c’è vittoria più grande di quella che si gioca per se stessi».

«La prevenzione non deve restare uno slogan, ma diventare un’abitudine quotidiana — afferma la direzione di Alì Supermercati —. Per questo abbiamo scelto di sostenere la Fondazione Foresta e la campagna “Proteggi la palla”: un messaggio diretto, chiaro, che parla a tutti gli uomini e li invita a prendersi cura di sé con la stessa naturalezza con cui fanno la spesa o si allenano. Nei nostri punti vendita, ogni giorno incontriamo migliaia di persone e sappiamo quanto sia importante usare questo contatto per promuovere la cultura della salute. La prevenzione è un allenamento, e come ogni allenamento richiede costanza, attenzione e la capacità di superare l’imbarazzo. Se pensiamo che un semplice controllo può salvare una vita, capiamo quanto sia fondamentale parlarne apertamente. Siamo orgogliosi di partecipare a un progetto che unisce sport, medicina e responsabilità sociale: una rete virtuosa tra Fondazione Foresta, Calcio Padova e Alì per ricordare che prendersi cura di sé non è mai un gesto individuale, ma un atto di squadra».

Va precisato in chiusura che evidenze scientifiche più recenti confermano che il tumore del testicolo non ha una sola causa, ma nasce da una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali. Si parla, infatti, di una patogenesi multifattoriale, dove la predisposizione ereditaria si intreccia con condizioni acquisite nel corso della vita. Tra i principali fattori di rischio riconosciuti, uno dei più importanti è il criptorchidismo, ossia la mancata discesa del testicolo nello scroto: questa condizione aumenta di quattro-sei volte la probabilità di sviluppare una neoplasia testicolare rispetto alla popolazione generale. Anche la familiarità, ovvero la presenza di casi di tumore del testicolo tra i parenti di primo grado, rappresenta un elemento di rischio significativo. Un ruolo emergente è attribuito anche a situazioni di infertilità maschile e alla microlitiasi testicolare, soprattutto quando si associano ad altri fattori predisponenti. Gli studi più recenti suggeriscono inoltre che l’esposizione prenatale a interferenti endocrini — sostanze chimiche diffuse nell’ambiente capaci di alterare l’equilibrio ormonale — possa avere un’influenza determinante nello sviluppo di queste patologie. Infine, anche gli stili di vita giocano la loro parte: l’abuso di alcol, l’uso di marijuana e altri comportamenti a rischio possono contribuire a creare un terreno favorevole all’insorgenza del tumore testicolare, rendendo la prevenzione e la consapevolezza strumenti essenziali di tutela per la salute maschile.

Anna Rita Canone

Lavoro, stress e inadeguatezza: cresce la fuga verso i viaggi esperienzali

Roma, 17 novembre 2025 – In un’Italia in cui la cultura della performance vacilla e il senso di inadeguatezza resta radicato, i dati parlano chiaro: 8 italiani su 10 hanno pensato almeno una volta di lasciare il proprio lavoro a causa dello stress, e 3 italiani su 10 lo hanno fatto davvero. A metterlo in evidenza è un sondaggio di Vamonos Vacanze, il tour operator specializzato in vacanze per gruppo, che mostra quanto il lavoro sia diventato per molti una fonte costante di ansia e senso di colpa.«Quando la paura di non essere all’altezza diventa la norma, il rischio è che il lavoro smetta di essere spazio di espressione e diventi un metro di giudizio personale» commentano da Vamonos Vacanze (www.vamonos-vacanze.it). «Ecco perché —proseguono gli esperti— sempre più persone ci scelgono: non per scappare dal lavoro, ma per ritrovare sé stesse fuori da quel perimetro». IL VIAGGIO COME ANTIDOTO ALLA CULTURA DELLA PERFORMANCENegli ultimi 2 anni, Vamonos Vacanze ha registrato un aumento del +40% di partecipanti ai viaggi esperienziali, soprattutto nella fascia 30–50 anni, quella più colpita dal burnout da performance. A guidare le nuove scelte non è tanto il desiderio di evasione, quanto la ricerca di equilibrio e di riconoscimento personale.«Viaggiare oggi non è più solo un lusso o un premio —spiegano dal team— ma una necessità psicologica: un modo per ricaricare le energie, sentirsi parte di qualcosa e tornare a percepirsi come persone, non solo come ruoli».Il modello di Vamonos si fonda proprio su questo: gruppi omogenei per fascia d’età, group leader dedicati e formule all inclusive pensate per eliminare ogni fonte di stress, favorendo connessioni autentiche tra i partecipanti. 

LE NUOVE FRONTIERE DEL BENESSERE: VIAGGIARE PER RITROVARSI
Dal deserto marocchino alle spiagge di Capo Verde, dai tour culturali in Egitto alle crociere nei Caraibi, le proposte Vamonos uniscono relax, scoperta e relazione.Ma il successo del brand non risiede solo nelle destinazioni: è nel modo in cui si viaggia. Non più vacanze da “consumare”, ma esperienze da “vivere”. Ogni viaggio diventa una parentesi per riconnettersi con sé stessi e con gli altri, per riscoprire il piacere di rallentare e di condividere emozioni reali, lontano da schermi, scadenze e metriche di produttività. IL COMMENTO«Il benessere psicologico si nutre anche di questo: dal riconoscere la nostra identità come complessa e plurale» spiegano i responsabili di Vamonos Vacanze. Essere visti per ciò che si è —e non solo per ciò che si produce— è un bisogno profondo che oggi trova spazio anche nel modo di viaggiare.«Ogni partenza diventa una piccola forma di terapia collettiva: non si tratta di “fuggire dal lavoro”, ma di rimettere al centro la vita» concludono gli specialisti di Vamonos Vacanze

I DATI IN SINTESI
81% degli italiani ha pensato di lasciare il lavoro per stress72% ritiene che la propria azienda non lo valorizzi65% non si sente all’altezza delle aspettative professionali31% ha lasciato il lavoro per cercarne un’altro30–50 anni la fascia più colpita dal burnout da performance40% in più di prenotazioni Vamonos negli ultimi 24 mesi LA RISPOSTA DI VAMONOS VACANZETra le proposte autunnali e invernali, perfette per “disintossicarsi” dal rumore della routine:Tour del Marocco – Città imperiali e desertoCapo Verde – Relax e musica creola in singola gratisCrociera sul Nilo + Il Cairo – Meraviglia, storia e culturaThailandia – Alla scoperta di PhuketToscana – Wine & Wellness nei borghi del ChiantiTutte le partenze e le date aggiornate su vamonos-vacanze.it

Anna Rita Canone

Spartacus Run – Cuore, Strada e Gloria

È bastato il colpo di pistola d’avvio perché la Spartacus Run – Cuore, Strada e Gloria accendesse lo spettacolo. La 10 km tanta attesa ha regalato una mattinata vibrante, dove velocità e fatica si sono intrecciate nella lotta per la gloria finale. Sotto un cielo terso e un entusiasmo da grandi occasioni, la Spartacus Run ha scritto una nuova pagina di podismo in Campania, proiettandosi nel panorama dell’atletica nazionale. Veloce, precisa, tracciata per esaltare tecnica e coraggio, è stata una gara in cui ogni passo sembrava risuonare come nell’arena di un antico gladiatore. Autorevole nel suo percorso filante e misurato al centimetro, la competizione ha confermato tutta la sua vocazione di grande corsa su strada: nessuna distrazione, solo ritmo, strategia e la capacità di mantenere la linea perfetta dal primo all’ultimo metro. Tra applausi, tifo di strada e un entusiasmo che ha abbracciato ogni atleta, la Podistica Sammaritana e la città di Santa Maria Capua Vetere hanno dimostrato ancora una volta di saper dare forma a un evento capace di esprimere anime speciali, emozioni condivise e autentiche sfide personali. A definire il valore tecnico della mattinata è stato un podio maschile compatto e di altissimo livello, interamente vestito dei colori della International Security Service. A firmare la vittoria è stato Hicham Boufars, impeccabile nel suo 30’04”, seguito dal compagno di squadra Yassine Zaki, brillante in 30’10”. Terza piazza per Abdellah Latam, che ha fermato il cronometro a 30’33”, completando così un podio “ISS” che ha dato alla Spartacus Run un respiro internazionale e una qualità tecnica straordinaria. Alle loro spalle si sono distinti i portacolori dei Bitonto Runners, con Jean de Dieu Butoyi in 30’43” e Olivier Irabaruta in 31’29”, interpreti di una gara coraggiosa e ritmata, in perfetta sintonia con il carattere esigente del percorso. Tra le donne, dominio firmato Caivano Runners, con una doppietta di prestigio. A trionfare è stata Francesca Palomba, protagonista di una cavalcata impeccabile chiusa in 36’13”, capace di imporre ritmo e controllo dalla prima all’ultima curva. Segue la compagna di squadra Filomena Palomba, eccellente in 38’09”, mentre il terzo gradino del podio va a Francesca Maniaci (ASD Casale…si) in 38’27”. Completano la top five femminile: Raffaella Filannino (Daunia Running) in 38’46” Teresa Stellato (Atletica Marcianise) in 39’07” Una cerimonia di premiazione suggestiva ha chiuso la mattinata, ospitata dinnanzi all’ingresso dell’imponente Anfiteatro Flavio, cornice che da sola vale un racconto. A rendere l’atmosfera ancora più epica è stato il gruppo dei gladiatori della Pro Loco Spartacus, guidati dal presidente Luigi Gicco, che con i loro costumi originali hanno animato l’evento, trasformando la competizione in un vero viaggio nel tempo, tra storia, sport e tradizione.

Peppe Sacco

La pizza col ragù campano di Chef Ciro di Maio celebra la tradizione napoletana

Il profumo del ragù che sobbolle per ore nella pentola, la casa che si riempie di vapore e attesa, la domenica che prende forma attorno al tavolo. È da quell’immaginario che nasce la nuova pizza di Ciro Di Maio, pizzaiolo e chef napoletano trapiantato a Brescia, ideata per celebrare la Giornata del Ragù Napoletano, la ricorrenza ufficialmente istituita dalla Regione Campania per la seconda domenica di novembre.

Nel suo locale “San Ciro”, a Brescia in via Sorbanella, Ciro ha deciso di rendere omaggio alla sua terra reinterpretando uno dei simboli più amati della cucina partenopea: il ragù. «È una ricetta che non si prepara, si cresce», spiega sorridendo lo chef. «Il ragù non è un sugo: è una storia che si racconta ogni domenica, quando la famiglia si riunisce e la casa profuma di tempo lento».

La sua pizza nasce proprio da questa idea di memoria. È una base verace, a lunga lievitazione, cotta nel forno a legna, sormontata da un sugo di carne cucinato con pazienza secondo la tradizione campana — braciole di manzo, tracchiulelle, cotiche e salsiccia — ma alleggerito e bilanciato mozzarella fior di latte o persino provola affumicata per far risaltare il ragù, restituendo cremosità e delicatezza. Un filo d’olio DOP e una decina di foglie di basilico (“la pizza deve profumare”, ripete spesso chef Ciro) completano un piatto che è al tempo stesso pizza, omaggio e manifesto d’amore.

La proposta nasce nel segno della prima “Giornata del Ragù Napoletano”, approvata con 34 voti favorevoli e una sola astensione dal Consiglio Regionale della Campania. L’intento della legge è quello di «ricordare un’identità culturale e non solo una ricetta gastronomica», dedicando la giornata anche «alle nonne, vere custodi di questa pietanza che unisce le famiglie».

È un messaggio che Ciro Di Maio sente profondamente suo. Nato a Frattamaggiore, nel cuore del Napoletano, nel 1990, cresciuto tra il profumo dei sughi e le voci della strada, Ciro ha costruito la sua carriera a forza di passione e sacrificio. Dopo gli studi all’alberghiero, interrotti per cominciare a lavorare giovanissimo, si è trasferito in Lombardia quindici anni fa, nel 2010, trovando un impiego da pizzaiolo in una grande catena. In pochi anni è riuscito a rilevare la pizzeria, diventandone prima socio e poi titolare unico. Così è nato San Ciro, oggi punto di riferimento per la ristorazione verace nel Bresciano.

Nel suo ristorante lavorano una quindicina di persone. Il menù spazia dalle pizze napoletane ai piatti di alta cucina, con ingredienti selezionati: pomodorini del Piennolo, olio DOP, porchetta di Ariccia IGP, mozzarella e ricotta di bufala campana DOP. Ma la vera firma di Ciro resta la manualità: “ogni pizza deve avere il suo carattere”, ama dire. “Odio le pizze perfettamente rotonde. Le tiro, le stendo, le tocco: se hanno più pomodoro da un lato, è perché uso pomodori veri”.

Negli anni San Ciro è diventato un luogo di incontro tra Nord e Sud, tra Brescia e Napoli. Sulle pareti del locale campeggiano le foto con i clienti più affezionati — calciatori del Brescia Calcio e della Germani Basket, personaggi dello spettacolo come Eva Henger, che una sera ha persino indossato il grembiule per impastare con lui.

Ma Ciro non dimentica le sue origini. Ha avviato progetti di formazione nel Rione Sanità di Napoli, portando online lezioni per gli studenti dell’Istituto Alberghiero D’Este Caracciolo. E nelle carceri lombarde, insegna il mestiere di pizzaiolo ai detenuti, convinto che “l’impasto possa cambiare le vite”.

«Questa pizza al ragù campano è la mia maniera di dire grazie alla terra da cui vengo. Il ragù non è solo un piatto: è la voce delle nostre nonne, è la domenica che inizia all’alba, è il rumore lento del cucchiaio di legno che gira nel tegame. Quando ho saputo della Giornata del Ragù Napoletano, ho sentito che dovevo fare qualcosa per celebrare quel legame. A Brescia ho trovato la mia seconda casa, ma il profumo del ragù mi riporta sempre a via Rossini, a Frattamaggiore, dove tutto è cominciato. Ho voluto creare una pizza che raccontasse quell’emozione, che unisse la mia vita di oggi con la mia infanzia. È una pizza che ha il sugo della tradizione, ma anche la leggerezza del presente. È una dedica alla mia storia, e a tutte le persone che ogni domenica mettono il cuore nel loro ragù».

Anna Rita Canone

Rifiuti abbandonati su un terreno privato

Prosegue l’attività di monitoraggio ambientale nella cosiddetta Terra dei Fuochi, dove i Carabinieri della Stazione di Macerata Campania, nel casertano, sono impegnati quotidianamente nel controllo delle aree considerate maggiormente esposte al rischio di sversamenti illeciti.

Nella serata di ieri, sabato 15 novembre 2025, durante un servizio mirato al contrasto dell’abbandono di rifiuti, i militari dell’Arma hanno denunciato in stato di libertà due uomini del posto, rispettivamente di 40 e 38 anni, ritenuti responsabili di aver depositato senza autorizzazione un consistente quantitativo di materiali di scarto.

Secondo quanto accertato, i due avrebbero sversato – e successivamente lasciato in stato di abbandono – legname, pezzi in ferro e componenti in plastica riconducibili alla realizzazione di un carro allegorico legato a una festa locale. I materiali erano stati accumulati all’interno di un terreno di circa 600 metri quadrati, situato al vico VIII di via Vescovo Mincione a Macerata Campania.

L’area, di proprietà di un 70enne residente nel comune, è stata immediatamente sottoposta a sequestro dai Carabinieri, che hanno proceduto anche alla documentazione fotografica e tecnica dell’intero contesto per la trasmissione degli atti alla competente Autorità Giudiziaria.

Le contestazioni riguardano la violazione delle norme sull’abbandono di rifiuti pericolosi e l’invasione arbitraria di terreni.

L’Autorità Giudiziaria è stata prontamente informata dai militari procedenti, che stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire con precisione le fasi dello sversamento.

L’episodio si inserisce nella più ampia strategia di contrasto agli illeciti ambientali, particolarmente rilevanti in un territorio che da anni convive con l’emergenza dello smaltimento abusivo dei rifiuti.

Anna Rita Canone

Intelligenza artificiale in classe, nasce il liceo del futuro

L’Istituto Filippin, con sede a Pieve del Grappa, nel Trevigiano, annuncia l’attivazione del nuovo Liceo Scientifico con curvatura in “Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati”, un percorso formativo pensato per rispondere alle sfide del XXI secolo e preparare gli studenti a interagire in modo consapevole con le tecnologie digitali. 

È uno dei primi licei a livello nazionale che porta l’intelligenza artificiale tra i banchi scolastici (in tutto ce ne sono una ventina) e si inserisce all’interno di una rete di scuole tecnologiche e innovative. Per il Veneto è una novità, è infatti il primo che sorge tra le province di Venezia, Padova e Treviso e ha sede ai piedi del Monte Grappa, in un complesso dedicato alla didattica che ospita ogni anno anche universitari provenienti dai campus statunitensi.

Il progetto, che sarà presentato nel corso di un open day i prossimi 15 e 16 novembre, si colloca nell’ambito del DigComp 2.2, il quadro europeo delle competenze digitali, e aderisce alla Rete Nazionale dei Licei Scienza dei Dati e Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di innovare i percorsi di istruzione scientifica. 

Il contesto economico e occupazionale sui mestieri del futuro prevede una svolta epocale: stando ai dati del World Economic Forum, entro il 2030 circa 92 milioni di posti di lavoro saranno spostati e 170 milioni creati grazie alle tecnologie emergenti.

«Viviamo in un’epoca in cui algoritmi e piattaforme digitali modificano ogni aspetto della vita quotidiana, dal lavoro alle relazioni», commenta Sileno Rampado, dirigente dell’Istituto Filippin di Pieve del Grappa. «Non si tratta solo di insegnare a usare strumenti tecnologici, ma di fornire le chiavi per comprenderli, interpretarli e governarli. Con questo nuovo indirizzo vogliamo formare cittadini critici e consapevoli, pronti a entrare in un ecosistema digitale in continua evoluzione. La curvatura in Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati arricchisce il tradizionale Liceo Scientifico Scienze Applicate, integrando la solida formazione scientifica con laboratori pratici di programmazione, analisi dei dati, machine learning e riflessioni etiche sull’impatto dell’IA. Gli studenti potranno così affrontare problemi complessi attraverso un approccio multidisciplinare, mettendo in dialogo matematica, fisica, scienze naturali, lingue e discipline filosofiche e sociali».

Il nuovo liceo, che sarà operativo dal prossimo anno scolastico, ha già pronta l’offerta formativa. Offre un quadro orario completo e laboratori interdisciplinari, dai Big Data alla robotica intelligente, dalla computer vision all’arte generativa, passando per etica digitale, IA applicata alle scienze naturali e analisi dei fenomeni economici e sociali. Gli studenti avranno la possibilità di sperimentare sul campo grazie a collaborazioni con università, centri di ricerca, aziende ICT e startup tecnologiche, mettendo in pratica competenze acquisite in aula.

L’offerta formativa mira non solo alla crescita delle competenze scientifiche e digitali, ma anche allo sviluppo di soft skills essenziali: problem solving, lavoro di squadra, comunicazione e autonomia. La formazione punta a orientare gli studenti verso percorsi universitari e professionali nei settori emergenti legati all’innovazione tecnologica, alla data science e all’ingegneria digitale.

I laboratori disciplinari e interdisciplinari rappresentano il cuore della didattica innovativa, con contenuti e attività pratiche che spaziano dalla programmazione e analisi statistica, alla progettazione di modelli predittivi e algoritmi, fino alla comprensione dei linguaggi naturali da parte delle macchine. 

Con l’apertura del Liceo Scientifico Intelligenza Artificiale e Scienza dei Dati, l’Istituto Filippin conferma la propria vocazione all’eccellenza educativa. La dimensione internazionale è peraltro già presente da tempo. Ricordiamo infatti che nell’anno scolastico in corso sono 25 le classi attive: 3 di scuola dell’infanzia, 6 di primaria, 6 di secondaria di primo grado e 10 di liceo, per un totale di oltre 500 studenti, seguiti da 46 docenti e supportati da 121 dipendenti in totale tra personale ATA, addetti ai servizi, istruttori sportivi e cucina. 

A loro si sommeranno altrettanti giovani provenienti dagli Stati Uniti. L’istituto fa infatti parte della rete mondiale lasalliana di 928 scuole e 80 università, e ospita il Cimba, centro di alta formazione manageriale e di leadership che, solo lo scorso anno, ha accolto oltre 500 studenti americani provenienti da tutti gli States. Il primo gruppo, composto da 30 ragazzi provenienti dalla rete Cimba dell’Iowa, è in classe in questi giorni. A gennaio è previsto l’arrivo di oltre 130 studenti, seguito da un terzo gruppo di 330 ragazzi ad aprile. Gli studenti, tutti di età compresa tra i 19 e i 21 anni e iscritti al primo o al secondo anno di università americana.

Gli spazi didattici e per l’accoglienza, gestiti come campus universitari in stile anglosassone ma con l’anima che ha sempre contraddistinto la struttura, sono enormi. Il “La Salle Campus Filippin” si sviluppa infatti su 30.600 metri quadri e 35 ettari di parco, con 40 aule didattiche, 450 posti letto, spazi polifunzionali per eventi e un centro sportivo tra i più completi della regione.

LA STORIA E LA DIDATTICA DEGLI ISTITUTI FILIPPIN

La storia degli Istituti Filippin inizia nel 1924 quando monsignor Erminio Filippin fa costruire l’Istituto a Paderno del Grappa, oggi Pieve del Grappa, facendolo crescere fino al 1958, quando la guida viene assunta dalla Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Oggi gli Istituti Filippin costituiscono uno dei più importanti complessi educativi d’Italia: vi studiano circa 500 allievi (dalle scuole dell’infanzia e primaria internazionale ai Licei Scientifico, Scientifico Scienze Applicate e Liceo Economico Sociale). Vi lavorano 140 collaboratori tra docenti, Ata, personale di servizio, servizi di cucina e centro sportivo. La presenza di docenti provenienti da diverse regioni ha arricchito l’istituto, contribuendo all’evoluzione del sistema scolastico nazionale. I percorsi di studio sono strutturati in ottica internazionale e prevedono oltre alle certificazioni linguistiche e informatiche anche progetti rilevanti come il doppio diploma italo-statunitense e italo-britannico, l’Year Abroad, global lessons, stage linguistici e boarding school per studenti stranieri. All’interno del Campus è presente il CIMBA, che da oltre vent’anni offre corsi di alta formazione ed un’ampia scelta di corsi post laurea di formazione manageriale e di leadership in inglese e in italiano, accompagnando studenti ed imprenditori italiani e stranieri nella loro crescita professionale. Molti sono gli eventi che si celebrano nel corso dell’anno: l’Open Day, ogni due anni premio Filippin, ogni due anni premio Monte Grappa, Giochi Lasalliani, cicli di incontri tematici aperti al pubblico, accoglienza in struttura di rappresentative sportive FITP, PIP, FIPAV, Raduno ex allievi, Convegno Centro Studi Matematici U. Morin. 

Anna Rita Canone

Zahra Tabari, il messaggio d’addio

Dal carcere di Lakan, Rasht
“Cari amici, questa è una voce che grida giustizia e libertà.
Mi hanno condannato a morte con una sola parola, chiamata ribellione (ribellione armata).
Questo da solo è sufficiente per condannare a morte tutti coloro che sono politicamente opposti o che hanno anche solo le proprie convinzioni intellettuali/mentali.
Ho fatto ricorso, ma non mi fido di questo processo giudiziario e non mi affido più ad esso.
Conto su di voi come giuria del mio processo presso la Corte Internazionale di Giustizia.
Per me, non si tratta di salvare la vita di una persona, ma di salvare la vita di molte altre.
Questo mi ricorda un detto di un uomo, credo fosse Neil Armstrong, che una volta ci mandò un messaggio mentre era lontano dalla Terra e disse: “Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”.
Ora, voglio fare solo un piccolo passo per salvare una vita, per guidarci in un movimento di persone che condannino le violazioni dei diritti umani in questo angolo di mondo. Quindi, per favore, fate sentire la vostra voce a nome nostro, per la giustizia e la libertà.
Grazie a tutti”.

Anna Rita Canone

Progettazione partecipata, i beni ecclesiastici dismessi diventano luoghi del welfare

La Chiesa è chiamata oggi a rileggere il proprio patrimonio non solo come insieme di edifici, ma come rete di relazioni, opportunità e responsabilità condivise. Da questa consapevolezza nasce il convegno “La Chiesa tra welfare, partecipazione e innovazione sociale”, in programma agli Istituti Filippin di Pieve del Grappa, nel Trevigiano, il prossimo 13 novembre curato da Anna Manea, dottoranda all’Università Iuav di Venezia, con la collaborazione di 593 Studio, società di ingegneria, e gli Istituti Paritari Filippin.

L’appuntamento intende affrontare il tema cruciale del futuro socio-urbano dei beni ecclesiastici in Italia, proponendo la progettazione partecipata come metodo etico e pastorale per restituire vita agli spazi della fede. È una delle prime volte che in Italia si organizza un evento di questo genere facendo una lettura critica del riuso e proponendo la progettazione partecipata in cui le voci di accademici, che studiano questo fenomeno, si uniscono quelle dei professionisti e dei protagonisti di chi agisce e vive concretamente questi spazi. 

«Dal censimento elaborato dalla CEI, emergono 499 beni culturali architettonici censiti nella Diocesi di Treviso», dichiara Anna Manea, curatrice del convegno e dottoranda di ricerca per l’Università Iuav di Venezia. «Gli immobili censiti nella Diocesi di Treviso sono nella quasi totalità edifici di culto. Secondo quanto rilevato dalla mia ricerca, condotta nell’ambito di un dottorato co-finanziato da 593 Studio e dagli Istituti Filippin, fino ad ora, gli edifici di culto corrispondono a circa il 20%. Il rimanente è invece composto da oratori, strutture parrocchiali, campi sportivi, spazi di aggregazione. Questo dovrebbe far ragionare sul fatto che, per iniziare a intraprendere nuovi cammini, sia necessario partire da un’analisi molto più chiara di quali spazi siano effettivamente a capo degli enti ecclesiastici e religiosi. Prendere l’occasione di ricostruire questo quadro con le comunità che vivono il territorio, che è quello che stiamo facendo, diventa il punto di partenza anche per ripensare il futuro in modo condiviso». 

Queste considerazioni e dati preliminari mostrano l’urgenza di un approccio nuovo e condiviso, capace di coinvolgere parrocchie, diocesi e congregazioni religiose.  Solo attraverso un processo condiviso è possibile restituire senso e funzione a questi luoghi – questo il messaggio centrale del convegno – trasformandoli da spazi in attesa a spazi di accoglienza, welfare e innovazione sociale.

Tra i relatori figurano Luigi Bartolomei, Francesca Giani, Claudia Manenti, Maria Chiara Tosi e Tommaso Zorzi, studiosi e professionisti che porteranno esperienze di ricerca e progettualità concrete sui temi dell’architettura sacra, dell’urbanistica e del welfare comunitario. Il convegno ha il contributo di Banca delle Terre Venete e il patrocinio della Diocesi di Treviso, della Facoltà Teologica del Triveneto, del Comune di Pieve del Grappa e di istituzioni accademiche e territoriali e sarà anche occasione per presentare casi di rigenerazione di beni ecclesiastici trasformati in spazi di accoglienza, cultura e solidarietà. Tra gli enti che hanno patrocinato iniziativa anche Centro Studi Cherubino Ghirardacci, Fondazione Centro studi per l’architettura sacra “Cardinale Giacomo Lercaro” ETS, Comune di Pieve del Grappa, Ordine degli Architetti PPC della provincia di Treviso, IPA Terre di Asolo e Monte Grappa e Riserva della Biosfera Monte Grappa.

«Gli immobili della Chiesa – afferma Michele Sbrissa, Ceo di 593 Studio – non sono soltanto luoghi fisici, ma parti vive di un tessuto comunitario. Ripensarli insieme, attraverso percorsi di co-progettazione e inclusione, significa restituire loro un’anima sociale e spirituale. È un atto di responsabilità verso le persone e verso la storia dei luoghi».

«Un approccio che trova piena sintonia con la visione educativa e valoriale degli Istituti Filippin», spiega Sileno Rampado, dirigente scolastico del La Salle Campus. «La progettazione partecipata è una forma di educazione civica e spirituale. Coinvolgere le comunità nella trasformazione degli spazi ecclesiastici significa costruire cultura, creare dialogo e rispondere ai bisogni reali del territorio. È un modo per coniugare etica, fede e innovazione».

LA CASE HISTORY: LE OTTO PARROCCHIE DI MOGLIANO

Tra i casi più interessanti sui quali sta lavorando 593 Studio, il percorso partecipativo promosso a Mogliano dalla Collaborazione Pastorale, l’istituzione che riunisce le otto parrocchie del territorio comunale appartenenti alla Diocesi di Treviso. Parroci e consigli pastorali hanno avviato un lavoro di analisi sugli immobili parrocchiali esistenti per comprenderne il valore e immaginare funzioni nuove, a partire dai bisogni espressi dalle comunità locali. Sono stati programmati laboratori di co-progettazione aperti a cittadini e cittadine, per sviluppare idee concrete sugli spazi parrocchiali. È ancora visitabile un’esposizione allestita all’Abbazia benedettina di Mogliano con i materiali prodotti in un anno di percorso.

Dal percorso partecipativo, che unisce comunità, professionisti e ricerca accademica,  emerge una fotografia sorprendente e molto più articolata del patrimonio ecclesiastico rispetto a quanto comunemente percepito, sono numeri che probabilmente rispecchiano andamenti simili nella maggior parte delle parrocchie della regione Veneto. Nel complesso, questi dati mostrano come la maggior parte del patrimonio ecclesiastico non sia legata al culto in senso stretto, ma a funzioni sociali e comunitarie. 

Infatti, nel caso specifico di Mogliano, solo il 19% degli immobili censiti sono edifici di culto — chiese e sagrati — mentre la parte più consistente del patrimonio riguarda spazi con funzioni sociali, educative e di comunità. Le canonic­he rappresentano il 17% del totale, seguite dalle strutture parrocchiali (oratori e centri comunitari), anch’esse pari al 17%. Un ulteriore 15% è costituito da strutture per attività sportive, come campi da gioco e impianti di supporto, segno del forte legame tra la Chiesa locale e la dimensione aggregativa del territorio. Non meno rilevante è la quota del 10% di spazi esterni — campetti, parchi, aree attrezzate, parcheggi e campi agricoli — che evidenzia come una parte significativa del patrimonio sia costituita da aree aperte, potenzialmente utili per iniziative di comunità e progetti di rigenerazione verde. Completano il quadro il 10% di strutture residenziali, il 5% di strutture educative e il 2% dedicate alle attività culturali. Infine, un 5% è composto da altri edifici, tra cui abbazie e centri pastorali.

Oltre ai dati quantitativi, la fotografia scattata durante il processo, analizza le relazioni esistenti tra i gruppi e tra le persone che utilizzano gli spazi delle otto parrocchie. Questo diventa importante considerando che il numero dei clerici, come analizzato dalle statistiche provenienti dallo Stato Vaticano e sintetizzate da L’Osservatore Romano, è in continua diminuzione così come  la loro presenza su territori. Individuare quali reti relazionali è strategico per capire come le parrocchie più piccole e periferiche, che più soffrono i processi di disuso, siano sorrette e supportate da una rete più ampia di relazioni. Come questo, sono stati studiati anche altri aspetti importanti per iniziare a sviluppare scenari futuri come quelli di  criticità e potenzialità degli spazi, l’uso che se ne fa, e il grado di affezione a determinati luoghi. Questo ultimo punto è fondamentale per coprogettare, in quanto sono gli spazi a cui la comunità è più affezionata che diventano quelli con più alte potenzialità o che generano conflitto all’interno del percorso. 

Per concludere con la descrizione del processo di Mogliano, sono state anche sviluppate le prime idee progettuali della comunità. Queste hanno avuto sia una visione strategica per tutto il territorio,  altre hanno riguardato invece strutture specifiche. I temi principali emersi riguardano la necessità di prendere delle scelte ed identificare quali siano le strutture di cui le comunità hanno veramente bisogno e utilizzarle in condivisione con tutta la cittadinanza facendole diventare un punto di riferimento non solo per le comunità parrocchiali, ma per chiunque viva e operi nel territorio. 

Anna Rita Canone

Netmadiacom, online il nuovo quotidiano della startup innovativa specializzata in brand journalism

Roma, 12 novembre 2025 – È online alla url netmediacom.it il nuovo quotidiano digitale Netmediacom rivolto ai giornalisti e agli operatori della comunicazione che vuole rivoluzionare la visibilità digitale, creando un mondo in cui ogni voce ha il potere di distinguersi e prosperare senza barriere.

Il nuovo giornale conta oltre 16 mila giornalisti abbonati e nasce con l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di raccontare le loro storie, i loro successi, i loro eventi e di promuovere i loro prodotti, i loro servizi e perfino se stessi(personal branding), usufruendo della possibilità di richiedere un credito d’imposta del 75% sugli investimenti pubblicitari incrementali (Bonus Pubblicità).

«Evitando le promozioni autoreferenziali e focalizzandoci invece su contenuti e storytelling, ci proponiamo di aiutare aziende, enti e singoli individui a farsi conoscere, aumentando la loro visibilità sui media e sul web e garantendo risultati misurabili» sottolinea il sociologo e giornalista professionista Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, Direttore Responsabile di Netmediacomnonché socio fondatore dell’omonima azienda.

Iscritta al numero 49/2025 del 08/05/2025 del Registro della Stampa del Tribunale di Roma, la testata è edita dall’omonima startup innovativa Netmediacom Srled ha ricevuto ora l’attribuzione dell’ISSN (numero 3103-375X) da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sancendo così la sua piena registrazione come periodico di rilievo internazionale.

La sua proposta di valore è sintetizzata nello slogan «il modo più intelligente per farsi notare»: il servizio è personalizzato attraverso articoli scritti ad hoc per ciascun cliente, economico (credito fiscale del 75%) e accessibile mediante pubblicazione online e invio via email ai giornalisti abbonati che a loro volta ripubblicano le notizie (info: +39 348 899 5151 – netmediacom@netmediacom.org).

«Attraverso il nostro giornale, aziende, professionisti, enti e cittadini possono collegarsi a una vasta rete di giornalisti, blogger e influencer che cercano quotidianamente notizie e contenuti di cui parlare, andando così a incrementare la loro notorietà e autorevolezza (brand awareness) e ottenendo un considerevole numero di uscite anche sugli altri organi di stampa» spiega il Direttore di Netmediacom.

Per offrire al mercato una consulenza omnicanale capace di creare maggior valore per le imprese —con un forte focus sui temi inerenti al brand building e alla digital transformation— Netmediacom Srl affianca inoltre nuovi servizi di digital marketing, integrando nel suo team Daniele Papa (Digital Strategist) e Simone Alessandrini (Project Manager), con l’intento di coniugare la quarantennale esperienza nel campo del giornalismo e dell’editoria del suo fondatore con le comprovate capacità nella comunicazione digitale delle due nuove entry.

«Abbiamo una visione completa dell’ambiente digitale nel quale ci muoviamo e possiamo individuare le metodologie più idonee per migliorare le performance comunicative, la reputazione online di un progetto e il suo posizionamento sui motori di ricerca» commenta Daniele Papa.

Info: netmediacom@netmediacom.org

WhatsApp: +39 348 899 5151

Anna Rita Canone

Domenica 16 Santa Maria Capua Vetere corre nella storia

È tutto pronto per la  Spartacus Run  2025, la corsa che unisce sport, storia e orgoglio cittadino. Domenica 16 novembre1.200 atleti si daranno appuntamento ai piedi dell’imponente Arco Adriano per affrontare i 10 chilometri di un percorso completamente rinnovato, tra le strade della città che fu culla di Spartaco e simbolo eterno di libertà. Un successo annunciato, ma tutt’altro che casuale. La Podistica Sammaritana, società organizzatrice, ha saputo costruire una manifestazione capace di crescere in qualità e partecipazione, passando dagli 800 atleti della prima edizione ai 1000 della seconda, fino al nuovo record di quest’anno. Un risultato frutto di un lavoro attento, fatto di ascolto, passione e cura dei dettagli — dalle esigenze logistiche degli atleti alla sicurezza del tracciato, fino all’accoglienza che trasforma ogni edizione in una vera festa di comunità. Il nuovo tracciato, disegnato per offrire il giusto equilibrio tra tecnica e spettacolo, condurrà i partecipanti lungo le strade “Felix” di Santa Maria Capua Vetere, attraversando scorci storici e moderni, prima di concludersi nella cornice suggestiva dell’Anfiteatro Campano, il secondo al mondo per grandezza dopo il Colosseo. Un luogo che più di ogni altro racconta la grandezza e la memoria di una città che non ha mai smesso di correre tra passato e futuro. A rendere speciale questa edizione, anche la medaglia celebrativa, che raffigura Spartacus, lo schiavo ribelle che proprio da queste terre accese la scintilla della libertà. Un simbolo che racchiude il senso più autentico della corsa: la sfida con sé stessi, la voglia di superare i propri limiti e la consapevolezza che ogni traguardo è una conquista. L’amministrazione comunale, da sempre attenta a promuovere lo sport come strumento di crescita e valorizzazione del territorio, ha sostenuto con convinzione un evento che porta il nome di Santa Maria Capua Vetere oltre i confini provinciali, attirando podisti, famiglie e curiosi da tutta la regione. La Spartacus Run non è una gara di massa, ma un’esperienza a numero chiuso, pensata per garantire a ciascun partecipante lo spazio e la serenità di vivere appieno la propria corsa, senza calca né stress. È questo equilibrio, tra qualità e accoglienza, che ne ha decretato il successo e la sua identità unica nel panorama podistico campano. Spartacus 2025 promette quindi di essere molto più di una competizione: sarà una festa dello sport, della cultura e della città, un tributo al coraggio di chi corre e alla bellezza di un luogo che continua a scrivere la sua storia — passo dopo passo, come fece un tempo l’eroe che le dà il nome.

Peppe Sacco

Nasce la nuova rivista scientifica internazionale “European Journal of media and Digital Communication Studias – Sociological perspectives on Communication in the Digital Age”

Roma, 11 novembre 2025 – È ufficialmente online la nuova rivista scientifica internazionale European Journal of Media and Digital Communication Studies (EJMDCS), con sottotitolo Sociological Perspectives on Communication in the Digital Age. La testata, edita dall’International Center for Social Research, ha ricevuto l’attribuzione dell’ISSN numero 3103-4004 da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sancendo così la sua piena registrazione come rivista scientifica.

EJMDCS è una rivista peer-reviewed a diffusione internazionale che analizza le dimensioni sociologiche, culturali e tecnologiche della comunicazione nell’era digitale. Pubblica contributi originali di ricerca, saggi teorici e recensioni sui temi della sociologia della comunicazione, giornalismo, semiotica, digital media, comunicazione di massa, marketing digitale, reti sociali, studi transmediali e gender diversity nei media.

Il periodico, a periodicità trimestrale è pubblicato in lingua inglese e adotta un rigoroso sistema di revisione a doppio cieco (double-blind peer review), in conformità con le linee guida del Committee on Publication Ethics (COPE), garantendo così imparzialità, trasparenza e integrità scientifica.

Direttore Responsabile dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies è il Dottor Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, sociologo e giornalista professionista, già ricercatore presso la prestigiosa Universidad del Salvador (USAL) di Buenos Aires, dove nel 2000, alla presenza del Premio Nobel Ilya Prigogine, presentò il suo primo lavoro di ricerca “Guerra y paz: los conflictos de la última década” (ISBN 987-98897- 0-3).

La nuova rivista scientifica, iscritta al Registro della Stampa del Tribunale di Roma al numero 70/2025 del 03/07/2025, offre un nuovo spazio per la ricerca e il dialogo interdisciplinare, con particolare attenzione alle trasformazioni sociali e culturali generate dall’ambiente digitale.

La rivista si propone come piattaforma accademica aperta al confronto tra studiosi, ricercatori e professionisti del settore. L’obiettivo è quello di promuovere la ricerca e il dialogo internazionale sui media e la comunicazione.

Il primo numero della rivista (Gennaio–Marzo 2026), chiuso il 5 novembre 2025, presenta lo studio del Dottor Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte dedicato alla percezione limitata della crisi climatica come emergenza sanitaria tra i professionisti dei media in Italia.

Basandosi su un’indagine quantitativa condotta del Dottor Jantus Lordi de Sobremonte su un campione di 548 giornalisti, la ricerca analizza come i media influenzino la consapevolezza pubblica sui legami tra cambiamento climatico e salute. I risultati rivelano che la grande maggioranza dei giornalisti sottovaluta o nega la correlazione tra degrado ambientale e salute umana, con solo il 38,6% che riconosce il cambiamento climatico come una minaccia significativa o imminente per la salute.

«Lo studio evidenzia infine l’urgente necessità di una comunicazione scientifica più competente e di liberare il giornalismo dai vincoli economici e ideologici imposti dalle industrie più inquinanti» commenta a conclusione il Dottor Jantus Lordi de Sobremonte, autore tra le altre pubblicazioni a carattere scientifico del libro “L’influenza dei mass media nella genesi dell’ideale estetico” (ISBN 987- 1054-04-1).

Con la nascita dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies, l’International Center for Social Research consolida così il suo impegno nel promuovere la ricerca scientifica e il dialogo internazionale sui media come strumenti fondamentali di comprensione e trasformazione della società contemporanea.

Anna Rita Canone

Jesolo capitale mondiale del karate: al via la Venice Cup e la Youth League

Dopo il record di oltre 4.000 atleti e otto milioni di euro di indotto registrato lo scorso anno, Jesolo è pronta a riaffermarsi come capitale mondiale del karate. Dal 3 al 7 dicembre, il Pala Turismo tornerà a ospitare la  Venice Cup, la Parakarate Cup e la Karate1 Youth League Venice, l’ultima tappa del circuito giovanile internazionale.

Mercoledì 3 dicembre si aprirà con la Venice Cup e la prestigiosa competizione “Parakarate Cup”, dove atleti con disabilità visiva, motoria e sindrome di Down gareggeranno insieme agli agonisti senior della XXXI edizione della Venice Cup. L’ingresso sarà gratuito: un messaggio potente di inclusione sportiva, simbolo di come atleti e paratleti possano condividere lo stesso tatami e la stessa passione.

Da giovedì 4 a domenica 7 dicembre toccherà ai giovani: la Karate1 Youth League Venice, evento più atteso dell’anno, richiamerà a Jesolo migliaia di atleti under 21 provenienti da tutto il mondo. Dopo l’edizione record del 2024 – con 4.108 atleti, 908 coach e 122 arbitri internazionali – l’obiettivo è confermare Jesolo come centro nevralgico del karate mondiale.

Confermato infatti  lo stile ecosostenibile della manifestazione. Il Pala Turismo sarà dotato di erogatori d’acqua, sei isole ecologiche e quindici colonnine per il riciclo dei mozziconi di sigaretta realizzate in collaborazione con Human Maple, partner della campagna “Riccicami”. Un’iniziativa che conferma come sport e ambiente possano condividere la stessa filosofia: rispetto, cura e senso di comunità.

Accanto alla competizione sportiva, l’evento di karate apre una nuova dimensione partecipativa e digitale. Gli atleti saranno protagonisti anche fuori dal tatami, raccontando attraverso brevi video sui propri canali social cosa rappresenta per loro il karate: disciplina, rispetto, energia, equilibrio. Un racconto corale che supera il gesto tecnico per trasformarsi in esperienza condivisa, capace di ispirare e avvicinare il pubblico – soprattutto i più giovani – ai valori autentici di questa arte marziale.

L’organizzazione è curata da Multisport Veneto, con il supporto della Fijlkam, La federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali  e dell’Asi, ente di promozione sportiva più grande d’Italia. Sotto la guida del Maestro Vladi Vardiero, Jesolo si è imposta negli anni come punto di riferimento mondiale per il karate giovanile, grazie a una macchina organizzativa che coniuga professionalità, visione e passione.

«Il valore più grande di questo evento – spiega Vladi Vardiero, presidente del Comitato Regionale Veneto FIJLKAM – è la sua capacità di unire in un unico spazio atleti normodotati e paratleti, dando forma concreta all’idea che il karate è prima di tutto una scuola di rispetto e inclusione. La Parakarate Cup e la Venice Cup condividono il tatami e questo, per noi, è un segnale potentissimo: significa che lo sport può davvero abbattere barriere e creare comunità. Allo stesso tempo abbiamo scelto di rendere la manifestazione green e sostenibile, con azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e sensibilizzare giovani e famiglie al rispetto per il pianeta. Jesolo, grazie alla Youth League, si conferma la capitale mondiale del karate giovanile, un punto di riferimento non solo tecnico ma anche umano, dove sport, inclusione e sostenibilità diventano un unico linguaggio condiviso da migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo».

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

LA FIJLKAM La FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) fu fondata a Milano oltre un secolo fa dal marchese Luigi Monticelli Obizzi, con lo scopo di disciplinare gli sport della lotta greco-romana e del sollevamento pesi ed è costituita dalle Società, dalle Associazioni e dagli Organismi affiliati, che svolgono – senza scopo di lucro – le attività sportive e promozionali del Judo, della Lotta, del Karate, del Ju Jitsu, dell’Aikido e del Sumo; sono anche riconosciute le lotte tradizionali S’Istrumpa e Capoeira. Si tratta di sport praticati a livello dilettantistico, in armonia con le direttive e gli indirizzi delle rispettive Federazioni Internazionali, del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) e del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). La FIJLKAM ha, quindi, il compito istituzionale di promuovere, organizzare, disciplinare e diffondere gli sport controllati dalla International Judo Federation (IJF), dalla Fédération Internationale des Luttes Associèes (FILA), dalla World Karate Federation (WKF) e dalla International Sumo Federation (ISF), alle quali è affiliata e dalle quali è riconosciuta come unica rappresentante in Italia. La FIJLKAM è la sola federazione riconosciuta ed autorizzata dal CONI a disciplinare e gestire in Italia l’attività sportiva e promozionale (nelle discipline che abbiamo prima indicate) ed a rappresentarla all’estero.

LA WKF La Federazione Mondiale di Karate, sigla WKF (dall’inglese World Karate Federation), è una federazione sportiva fondata nel 1990 dai membri della WUKO (World Union of Karate-do Organizations, cioè Unione mondiale delle organizzazioni di karate). È l’unica organizzazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale. La Federazione si occupa di organizzare i campionati mondiali seniores (atleti dai 21 anni in su) ogni due anni sin dalla sua fondazione, mentre organizza i campionati mondiali Under 21 (dai 18 ai 21 anni) e junior (dai 16 ai 18 anni) dal 1999. Dal 2009 infine anche quelli Cadetti (dai 14 ai 16 anni). Ha sede a Madrid. Nel 2020 a Tokyo il Karate, sotto l’egida della WKF, ha partecipato per la prima volta nella storia ai giochi olimpici anche se ormai sono tanti anni che è già definito Sport Olimpico grazie all’inclusione nel programma dei Giochi Del Mediterraneo, dei Giochi Europei, dei Giochi Olimpici Giovanili e dei Beach Games.

L’ASI L’ente di promozione sportiva Asi, Associazioni Sportive Sociali Italiane, riconosciuto dal CONI, è una delle più rappresentative realtà multisportive del panorama nazionale, ed è il principale partner di questo progetto. Guidata a livello nazionale dal senatore Claudio Barbaro, Asi è sempre stata al fianco di Asi Karate Veneto la quale, adottandone anche la denominazione, si è posta da oltre 20 anni come società di riferimento della disciplina all’interno di questa organizzazione. In Asi, con il supporto del Comitato Provinciale di Venezia e del settore Karate Nazionale, si sono sviluppati numerosi progetti e come in un laboratorio sportivo molti di questi hanno trovato la loro realizzazione. Per molti anni si sono sperimentati programmi tecnici innovativi per il settore preagonistico, facendoli diventare ora patrimonio anche della Federazione, nello spirito di una fattiva collaborazione che vede legate queste due importanti organizzazioni sportive nell’intento di promuovere tra i giovani le discipline di combattimento della Lotta, del Judo e del Karate. 

MULTISPORT VENETO SRL Multisport Veneto Srl SD è una società nata nel 2016 come braccio operativo di Asi Karate Veneto Centro Karate Noale, associazione fondata nel 1974, tutt’ora affiliata alla Fijlkam, per far fronte a tutti gli aspetti organizzativi di eventi sportivi in generale e della Youth League in particolare. Asi Karate Veneto, fondata dal compianto Prof. Lino Vardiero ed ora presieduta dal figlio, il Maestro Vladi Vardiero, è una delle associazioni più titolate a livello nazionale per i numerosi risultati agonistici ottenuti dai propri atleti in quasi mezzo secolo di attività. Il Comitato Olimpico gli ha riconosciuto prima la medaglia di bronzo e successivamente quell’argento per i Meriti Sportivi conseguiti. La Federazione l’ha insignita della Medaglia d’Onore federale, massima onorificenza riconosciuta dalla Fijlkam. Multisport Veneto Srl SD quale General Contractor ha in capo la progettazione, pianificazione e organizzazione degli Eventi Internazionali della World Karate Federation che si svolgono in Italia dal 2018. Inoltre ha curato le edizioni della VeniceCup Karate dal 2016 ad oggi. Ha al suo attivo una decina di Eventi con un totale di presenze di oltre 12.000 Atleti in 4 anni.

Anna Rita Canone

Ecco “Not Ordinary Water”, la prima acqua italiana con proteine WHEY pronta da bere

In un’Italia che riscopre il valore del benessere, della nutrizione consapevole e dell’attività fisica come stile di vita, la startup innovativa Not Ordinary Water Srl lancia NOW, la prima acqua proteica Whey italiana pronta da bere.

NOW nasce per chi pratica sport e vuole integrare le proteine in modo mirato, semplice e bilanciato, non per chi cerca scorciatoie o diete iperproteiche. Come spiega il team della startup: «Il nostro obiettivo non è far assumere più proteine del necessario, ma offrire un modo intelligente per assumerle quando servono davvero, nel momento giusto, dopo lo sforzo fisico, nel rispetto di un’alimentazione equilibrata».

NOW è l’acqua proteica che serve davvero. Ogni bottiglia da 500 ml contiene 17 g di proteine Whey, 4,5 g di BCAA, 8,5 g di EAA e solo 72 kcal, senza zuccheri, senza lattosio, senza conservanti. Una composizione “pulita”, che permette di idratare e nutrire contemporaneamente, con un gusto leggero e una digestione rapida.

Non per moda, ma per funzione.

Not Ordinary Water sottolinea che NOW non è pensata per il consumo quotidiano o sostitutivo dei pasti, ma come integrazione nel contesto sportivo e di performance.

NOW non la troverete su una tavola da pranzo, ma in una palestra, in uno spogliatoio o in uno zaino dopo la corsa. È lì che è utile: per massimizzare lo sforzo, il recupero e la crescita muscolare. Questa chiarezza d’intento si inserisce in un trend che cresce: quello dell’alimentazione funzionale e consapevole.

Secondo il Rapporto Coop 2024, il 77% degli italiani ha consumato almeno un prodotto arricchito di proteine, ma sempre più persone cercano formule naturali, prive di zuccheri e additivi, contestualizzate.

NOW si posiziona come alternativa alle bevande proteiche tradizionali, spesso ricche di zuccheri, aromi o additivi, e soprattutto lontana dagli shake complessi e dalle formule da laboratorio.

NOW si distingue per il profilo proteico completo, la totale assenza di zuccheri e la praticità d’uso: si apre, si beve, si assorbe in pochi minuti.

È l’unica formulazione in Italia che offre proteine Whey isolate in formato “clear water”, perfetta per l’utilizzo pre, durante e post-allenamento.

Il contesto: un Paese che investe nel benessere.

L’Italia è oggi nona al mondo per valore della “wellness economy”, con 80 miliardi di euro generati tra sport, alimentazione, cosmetica e turismo del benessere. Un’economia in crescita del 4,3% annuo (fonte: Not Ordinary Water su dati Global Wellness Institute, 2025), trainata dal desiderio di vivere meglio, non di consumare di più.

«NOW nasce per rispondere a una necessità reale, quella di chi si allena, si muove, si prende cura di sé. Nel mondo del benessere si parla tanto di “quantità”, ma il futuro è nella qualità, nella scienza e nell’equilibrio» commentano gli ideatori di Not Ordinary Water.

«L’idea di unire idratazione e apporto proteico in un unico gesto è coerente con ciò che la ricerca suggerisce oggi in termini di ottimizzazione del recupero muscolare, controllo della fame e supporto al metabolismo» spiega Giacomo Zennaro, nutrizionista sportivo e divulgatore scientifico tra i più seguiti in Italia nel settore della performance, entrato a far parte del team della startup.
 

 In sintesi

NOW – Not Ordinary Water

  • 17 g di proteine Whey isolate
  • 4,5 g di BCAA
  • 8,5 g di EAA
  • Zero zuccheri, zero lattosio, zero conservanti
  • 72 kcal per 500 ml
  • Ready-to-drink, senza shaker né misurini
  • Adatta per sport e performance

Anna Rita Canone

Crociere, anno del boom

Roma, 06 novembre 2025 – «Brinda al Nuovo Anno a bordo di una lussuosa nave da crociera»: con questo invito Vamonos Vacanze,tour operator italiano leader nei viaggi di gruppo e per single, lancia il Capodanno 2025/2026, all’insegna del mare, del comfort e delle nuove amicizie.Certo è che il 2025 si chiude con numeri record per la crocieristica italiana, che torna a trainare il turismo esperienziale. «È un anno straordinario per il turismo via mare, che segna il ritorno definitivo alla piena normalità dei flussi internazionali» sottolineano gli analisti di Vamonos-Vacanze.itaggiungendo che «un finale così positivo prelude a un 2026 ancora più dinamico, con nuovi format e nuove rotte esperienziali che renderanno il viaggio un’occasione di connessione autentica». LE CROCIERE-ESPERIENZA FIRMATE VAMONOS VACANZEUna crociera per single è senza dubbio la vacanza perfetta per chi desidera rilassarsi in un ambiente confortevole, con infinite possibilità di svago, nuove amicizie e la scoperta di più destinazioni in un solo viaggio.Ecco alcune delle proposte più attese in catalogo:Egitto – Crociera sul Nilo + Il Cairo: meraviglia, storia e cultura
Partenza 13 dicembre 2025 · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · 1.999 €
Un itinerario tra templi, faraoni e navigazioni lente: un tuffo nel fascino eterno dell’antico Egitto.Egitto – Capodanno in Crociera sul Nilo + Il Cairo
Partenza 27 dicembre 2025 · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · 2.699 €
Il modo più magico per salutare l’anno: tra piramidi, crociere notturne e la bellezza del deserto.Caraibi e Antille – Crociera Costa 5★: Capodanno ai Tropici
Partenza 29 dicembre 2025 · 7 notti · 30–50 anni · volo incluso · 2.999 €
Un Capodanno da sogno tra Guadalupa, Martinica e le spiagge più luminose del mondo.Stati Uniti & Caraibi – Miami + Crociera alle Bahamas
Partenza 23 gennaio 2026 · 8 notti · 30–50 anni · volo incluso · 2.299 €
Dalla magia Art Déco di South Beach al mare turchese delle isole: due viaggi in uno.Caraibi & Antille Francesi – Crociera MSC 5★: lusso, sole e cultura creola
Partenza 24 gennaio 2026 · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · 2.499 €
Un itinerario che unisce relax e tradizione caraibica, tra spiagge, musica e profumi tropicali.Egitto – Crociera sul Nilo + Il Cairo
Partenza 24 gennaio 2026 · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · 1.999 €
Un nuovo appuntamento con la storia, per chi sogna una navigazione tra i misteri dei faraoni.Tutti i dettagli e le partenze aggiornate sono disponibili su https://vamonos-vacanze.it/categoria-tour/single-crociere/ UN NUOVO MODO DI VIVERE IL VIAGGIONel 2026, Vamonos Vacanzeincrementerà le crociere esperienziali a livello globale. Un’espansione che accompagna la crescita del “social travel”, il viaggio come esperienza di incontro, simbolo dell’identità di Vamonos Vacanze.«Le nostre crociere — spiegano dal team del tour operator specializzato in vacanze per gruppo — sono esperienze condivise: si parte da soli ma si torna con nuovi amici, storie da raccontare e ricordi che durano una vita». CHI SONO I VIAGGIATORI VAMONOSI partecipanti ai viaggi Vamonos Vacanze hanno tra i 30 e i 55 anni, viaggiano spesso da soli ma con spirito aperto e curiosità.Ogni gruppo è seguito da un group leader dedicato, che accompagna i partecipanti durante tutto il viaggio, creando coesione e un clima di amicizia immediata.Oltre il 70% dei viaggiatori Vamonos parte senza conosce nessuno, ma rientra con un nuovo gruppo di amici. CAPODANNO IN CROCIERA, RITO DEL TEMPO MODERNO«Brindare al largo, sotto un cielo di stelle, è diventato un rito contemporaneo» spiegano i responsabili del brand.«È il simbolo di una generazione che sceglie di vivere esperienze, non solo destinazioni: libertà, socialità e bellezza in un unico viaggio».
INFO & CONTATTI: www.vamonos-vacanze.it
Anna Rita Canone

Un successo che continua con i fratelli Perna

Lunghi applausi per “o core scavezo” nella splendida cornice della Basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli, dove è andato in scena Don Vincenzo Romano, lu prevete faticatore, opera intensa e toccante dedicata al Santo di Torre del Greco. Dopo il successo all’Auditorium San Pio X di Roma e in altre tappe italiane, lo spettacolo — tratto dal musical originale — ha conquistato anche il pubblico partenopeo, confermandosi come un evento di cultura e spiritualità di grande valore. L’opera, scritta e diretta musicalmente da Vincenzo Nocerino con la regia di Enzo Perna, è stata presentata in un luogo di profonda suggestione, capace di unire il fascino artistico e architettonico della basilica alla sua intensa dimensione spirituale. Nello spazio tra l’altare maggiore e la navata centrale, un pubblico partecipe ha riempito ogni ordine di posti. Sul palco, i fratelli Gina ed Enzo Perna — autentico orgoglio torrese del teatro e del cinema — sono stati affiancati da un cast di attori, musicisti e coristi, tra cui Carmine De LucaAnna Ferrigno e Rita Di Somma. A rendere magica l’atmosfera, la partecipazione dei Red Coral Gospel, accompagnati dalle musiche dei maestri Nicola NormaGiuseppe CaputoVincenzo Nocerino e Alessio Longombardo. Insieme, gli artisti hanno offerto uno spettacolo di grande impatto emotivo, capace di toccare profondamente il cuore degli spettatori e di rendere ancora più intenso il racconto scenico dedicato al “prete operaio” di Torre del Greco. Enzo e Gina Perna, artisti affermati che da anni calcano con successo i palcoscenici di compagnie teatrali italiane e internazionali, sono stati recentemente apprezzati anche nel film di Mario Martone Qui rido io. Con la loro sensibilità e la loro esperienza, hanno contribuito a dare forza e autenticità al ritratto di San Vincenzo Romano. «Portare in scena la storia di San Vincenzo Romano nella nostra Napoli è per noi un onore e una responsabilità — hanno dichiarato i fratelli Perna — Il suo messaggio di solidarietà e di amore per la comunità ci appartiene profondamente, perché Torre del Greco resta nel cuore di chiunque ne condivida le radici e i valori». L’opera, accolta da un pubblico caloroso e commosso, ha ripercorso i momenti più significativi della vita del Santo, parroco di Torre del Greco canonizzato da Papa Francesco nel 2018, noto per il suo instancabile impegno accanto alla sua gente dopo la devastante eruzione del Vesuvio del 1794. «San Vincenzo Romano ci insegna a fare bene il bene — ha dichiarato il regista Enzo Perna —. Attraverso questa regia, che definisco del cuore e dell’anima, ho voluto mettere in scena il senso della comunità, valore che per il Santo di Torre del Greco era alla base di ogni azione pastorale». Ancora una volta, il “prete faticatore” ha unito Napoli e Torre del Greco in un abbraccio di musica, memoria e spiritualità. Un successo che continua, nel segno della fede, dell’arte e dell’orgoglio torrese.

Peppe Sacco

Un caseificio a filiera chiusa nel cuore della Food Valley campana

Un progetto radicato nella terra e nel futuro

Nel verde delle colline caiatine, lambite dalle acque del fiume Volturno, nasce Tenuta del Lago, un’azienda agricola e caseificio a filiera chiusa che racchiude in sé l’intero ciclo produttivo: dall’allevamento delle bufale alla trasformazione artigianale del latte, fino alla vendita diretta e alla degustazione in loco. 

Il laghetto del nome

Il nome deriva da un lago naturale che sorge all’interno della proprietà, un ecosistema unico che riflette la vocazione della tenuta: equilibrio, rispetto e armonia tra uomo, animale e ambiente. 

Le origini

Fondata nel 2014 dalle famiglie Morgese e Spina, Tenuta del Lago rinasce oggi con un’identità rinnovata e una visione moderna della tradizione: unire innovazione, benessere animale e sostenibilità ambientale per produrre eccellenze casearie nel cuore della Food Valley campana.

Filiera chiusa e sostenibilità

Tenuta del Lago gestisce ogni fase della produzione, dalla produzione dei foraggi all’allevamento, fino alla trasformazione del latte fresco di bufala. Le bufale, circa 420 capi, vivono in un ambiente naturale, sano e controllato.

Mangime

L’alimentazione è basata su foraggi autoprodotti nei terreni della tenuta, concimati esclusivamente con letame di bufala — un ammendante organico naturale — senza l’uso di fertilizzanti chimici. 

Mungitura

Le mungiture avvengono due volte al giorno, con sistemi che rispettano i ritmi fisiologici degli animali. Il benessere delle bufale è monitorato quotidianamente e garantisce un latte ricco e sano, base di prodotti di eccellenza. 

Eco impatto

L’approccio a filiera chiusa riduce al minimo l’impatto ambientale, assicurando tracciabilità totale e zero residui. Oggi l’azienda sta completando un importante progetto di riconversione energetica con l’installazione di pannelli fotovoltaici destinati ad alimentare gli impianti produttivi con energia rinnovabile, rafforzando l’impegno verso la sostenibilità.

L’allevamento

Ogni bufala è seguita con cura fin dalla nascita. L’approccio zootecnico adottato da Tenuta del Lago si ispira a principi di rispetto, benessere e ciclicità naturale. Le bufale pascolano liberamente, respirano aria pulita e vivono in un habitat equilibrato che incide positivamente sulla qualità del latte. 

Il latte

Questo latte, ricco di proteine ad alto valore biologico, è la base per la Mozzarella di Bufala Campana D.O.P. e per tutti gli altri prodotti caseari della tenuta. La lavorazione avviene entro poche ore dalla mungitura, con tecniche artigianali che preservano sapore, aroma e proprietà nutritive.

I fondatori

Il progetto nasce dall’unione delle competenze della famiglia Spina, storica realtà nel settore lattiero-caseario, e della famiglia Morgese, da oltre cinquant’anni attiva nella GDO campana e nel canale Ho.Re.Ca. con i marchi Euroesse ed Eurocash

Carlo e Ferdinando

A Seguire il progetto ci sono Carlo Morgese classe ’96 (responsabile commerciale e marketing) e Ferdinando Spina classe ’89 (responsabile produzione), due giovani imprenditori campani uniti da un’amicizia di lunga data e da una visione comune: valorizzare il territorio attraverso un modello agricolo etico, sostenibile e imprenditoriale. 

Esperienza al servizio d’impresa

I giovani imprenditori sono coordinati dal Dott. Roberto Spina, imprenditore agricolo con un’esperienza ultratrentennale nel campo“Le bufale sono animali straordinari, docili e intelligenti. Il loro equilibrio fisico ed emotivo è la base della qualità del latte e, quindi, dei nostri prodotti” raccontano i soci. “Abbiamo voluto creare un luogo dove si respira l’autenticità del lavoro agricolo, coniugando tecnologia, benessere animale e rispetto per la terra. Caiazzo oggi rappresenta un laboratorio di rinascita per la gastronomia campana.”

Dati, innovazioni e prospettive

Tenuta del Lago è oggi una realtà consolidata con 18 collaboratori e nel 2024 ha registrato un fatturato di oltre 1,5 milioni di euro. Il management, composto dai soci Carlo Morgese e Ferdinando Spina, sta guidando un percorso di crescita costante, con particolare attenzione allo sviluppo export. Le referenze dell’azienda sono distribuite attraverso canali specializzati e selezionati, attenti alla qualità e alla tracciabilità del prodotto. 

Export in Italia e all’estero

In Italia, la presenza è consolidata a Milano, Torino, Brescia, Udine e in Sicilia, mentre all’estero i principali mercati sono Francia, Polonia, Ungheria, Londra, Stoccolma e Panama

La mozzarella frozen

Per rispondere alla crescente domanda internazionale, Tenuta del Lago ha sviluppato la Mozzarella di Bufala Frozen, un prodotto surgelato con tecnologia di abbattimento rapido che preserva struttura, sapore e caratteristiche organolettiche del prodotto fresco. Questa innovazione consente di esportare la mozzarella anche a lunga distanza, mantenendo intatta la qualità originaria. 

Lactose free

Inoltre, è in cantiere anche la produzione di una mozzarella senza lattosio. In Campania presidia i canali Ho.Re.Ca., normal trade e GDO.

Progetti futuri

Tenuta del Lago guarda con interesse allo sviluppo dell’ospitalità rurale e del turismo gastronomico. L’azienda intende ampliare la propria offerta con tour esperienziali, percorsi didattici e visite guidate al caseificio e agli allevamenti, per far conoscere da vicino la cura riservata agli animali e la qualità delle lavorazioni. 

Turismo lento e di qualità

Uno dei punti di forza è il lago naturale che dà il nome alla tenuta, attorno al quale si svilupperanno percorsi naturalistici, aree relax e spazi per famiglie e scuole. L’obiettivo è creare un luogo immersivo, dove la scoperta dei sapori si unisce al contatto diretto con la natura e la cultura del territorio.

Dichiarazioni

“Vogliamo rendere Tenuta del Lago un punto di riferimento per chi cerca qualità, autenticità e connessione con il territorio — spiegano i fondatori —. Ogni prodotto nasce qui, dalla nostra terra, con il desiderio di raccontare una Campania vera, agricola e sostenibile.”

I prodotti come la mozzarella  DOP

Il cuore produttivo di Tenuta del Lago è la Mozzarella di Bufala Campana D.O.P., ottenuta esclusivamente da latte fresco di bufala, lavorato entro poche ore dalla mungitura. Dopo la coagulazione e la filatura in acqua calda, la mozzatura manuale conferisce al prodotto una consistenza elastica e un profumo di latte fresco, con un sapore equilibrato. 

La ricotta

Accanto a essa, la Ricotta di Bufala nasce dal siero residuo della lavorazione, riscaldato lentamente per preservarne le proteine nobili. È raccolta a mano e sgocciolata naturalmente, con una texture cremosa e un gusto pieno e delicato. 

La stracciata

La Stracciata di Bufala, realizzata con pasta filata immersa in siero caldo, rappresenta la massima espressione di freschezza: un prodotto morbido e filante, perfetto per la cucina contemporanea. 

Il primo sale

Il Primo Sale di Bufala mantiene l’essenza del latte in purezza: è un formaggio fresco, leggermente sapido, ottenuto da una cagliata salata e fatta rassodare naturalmente, proposto con olive e pomodori secchi.

La novità assoluta della mozzarella affumicata con metodo antico

Tra le specialità più rappresentative c’è la Mozzarella di Bufala Affumicata con Paglia naturale certificata. Dopo la mozzatura e il rassodamento, il formaggio viene posto in un ambiente chiuso dove il fumo, prodotto dalla combustione lenta della paglia di grano, avvolge la superficie, conferendo una delicata nota affumicata. Il processo, condotto a bassa temperatura, conserva elasticità e integrità del prodotto, unendo naturalità e controllo. 

Yogurt

Lo Yogurt di Bufala è ottenuto da latte intero fermentato lentamente con ceppi selezionati: naturale, denso, cremoso, senza additivi o stabilizzanti. 

Burro

Il Burro di Bufala nasce dalla panna di affioramento ottenuta durante la lavorazione della mozzarella. È lavorato a bassa temperatura per preservare le componenti aromatiche e nutrizionali: di colore bianco avorio, ha un punto di fusione basso e una texture fine, perfetto anche per l’alta cucina e la pasticceria.

Anna Rita Canone

Ponte dell’Immacolata: otto giorni per sé stessi, con Vamonos vacanze il viaggio è anche incontro

Roma, 03 novembre 2025 – Il Ponte dell’Immacolata 2025 è la nuova soglia ideale per riprendere fiato e cambiare scenario, anche solo per pochi giorni. E, per molti italiani, lo sarà in buona compagnia: quella dei viaggiatori single di Vamonos Vacanze, tour operator italiano specializzato in vacanze per gruppodedicati a chi parte da solo ma non ama restare solo.Dal Mar Rosso ai mercatini del Nord Europa, dal deserto del Marocco alle spiagge di Zanzibar, la proposta di Vamonos Vacanze per l’Immacolata disegna un mosaico di 15 viaggi tra mare, cultura e divertimento, pensati per la fascia 30–55 anni, con accompagnatori dedicati e formule “zero pensieri” (voli, hotel, trasferimenti e assicurazioni inclusi).«Non servono travestimenti o app di incontri: basta partire con lo spirito giusto. Ogni viaggio è una comunità temporanea che si crea spontaneamente, intorno alla curiosità e alla voglia di condividere» spiegano da Vamonos Vacanze
🌍 LE DESTINAZIONI ICONICHE DELL’IMMACOLATACuba – Varadero
1 dicembre · 7 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 2.099 €
Il fascino caraibico di un’isola che balla al ritmo del son e profuma di mare e rum.Fuerteventura – Canarie
1 dicembre · 7 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 1.299 €
Oceano e dune dorate: un inverno al caldo tra surf e tramonti africani.Marocco – Tour Città Imperiali e Deserto
1 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 1.599 €
Dalle medine di Fès alle notti sotto le stelle nel deserto di Merzouga.Zanzibar – Mare, natura e relax
2 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 2.299 €
L’Africa più dolce, tra spezie, sorrisi e spiagge di sabbia bianca.Dubai & Fujairah – City & Sea
3 dicembre · 5 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 1.799 €
Dalle architetture futuristiche alla quiete del Golfo di Oman.Phuket – Thailandia
4 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 2.399 €
L’Oriente dei profumi, dei templi e delle acque cristalline.Cervinia – Resort 5★
5 dicembre · 3 notti · 30–50 anni · da 599 €
La magia della neve italiana, tra benessere e panorami d’alta quota.Amsterdam – Weekend tra canali e luci natalizie
5 dicembre · 3 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 899 €
L’atmosfera del Nord Europa, tra musei, canali e mercatini.Istanbul – L’incanto tra due continenti
5 dicembre · 3 notti · 30–50 anni · da 1.099 €
Il fascino del Bosforo, tra spezie, minareti e leggende.Toscana – Wine & Wellness (Singola Gratis)
5 dicembre · 3 notti · 30–50 anni · da 379 €
Il relax delle colline, il profumo del vino e il calore di un gruppo.Capo Verde – Singola Gratis
6 dicembre · 7 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 1.599 €
Ritmi africani e spiagge dorate per un ponte tutto sole e libertà.Giordania – Tour tra Petra e Wadi Rum
6 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 1.499 €
Storia e paesaggi biblici per chi cerca emozioni autentiche.Santo Domingo – Bayahibe
6 dicembre · 7 notti · 30–50 anni · volo incluso · da 2.299 €
Caraibi, musica e sorrisi per un ponte tropicale.Oman – Nel cuore d’Oriente
7 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 1.899 €
Un viaggio tra deserto e mare, silenzio e accoglienza.Egitto – Sharm El Sheikh (Mar Rosso)
7 dicembre · 7 notti · 30–55 anni · volo incluso · da 999 €
Il sole d’inverno tra barriera corallina e divertimento. 
✨ IL “PONTE” COME NUOVO RITO SOCIALEDa ormai cinque anni i viaggi per single rappresentano una nuova forma di socialità adulta.

Secondo Vamonos Vacanze, il 74% dei partecipanti viaggia in solitaria per scelta consapevole: per rigenerarsi, conoscersi meglio e incontrare persone con lo stesso spirito.

Le destinazioni per l’Immacolata confermano il trend, con un mix equilibrato tra esperienze culturalibenessere e mare d’inverno.«Il viaggio è la forma più autentica di libertà condivisa. E oggi, più che mai, è un modo di ritrovarsi nella leggerezza» commentano i responsabili di Vamonos Vacanze
📞 INFORMAZIONI👉 www.vamonos-vacanze.it
Anna Rita Canone