Saharawi: il punto della situazione e le posizioni internazionali

La guerra nel Sahara occidentale continua (a seguito della violazione marocchina, il 13 novembre, del cessate il fuoco) e si estende nelle regioni di Rus Achaidmiya, settore Mahbes; Fadrat Lagrab, settore Hauza; Güerat Uld Blal, settore Mahbes e Al-Ariya, settore Mahbes (http://mapmaghrebine.blogspot.com/2020/12/continua-la-guerra-nel-sahara.html).

Il Marocco, intanto, riceve sostegno morale da Trump, presidente uscente USA, che in data 11 dicembre ha sponsorizzato la ripresa dei rapporti diplomatici tra Marocco e Israele, assicurando il riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara occidentale. Gli attivisti Saharawi non si arrendono (https://www.tpi.it/esteri/trump-riconosce-sovranita-marocco-sahara-occidentale-saharawi-continua-lotta-indipendenza-20201211711782/) e Mohamed Dihani dichiara tutto il suo disappunto a TPI: “L’annuncio di Trump non ha alcuna validità legale, perché è contrario a quello che stabiliscono le leggi internazionali e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite negli ultimi vent’anni“. Dello stesso tenore sono le dichiarazioni di Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, ad Adnkronos: “Il destino del Sahara Occidentale non lo decide un proclama. Questo è un territorio che appartiene ai saharawi e solo loro possono decidere a chi darlo”, (https://www.tpi.it/esteri/trump-riconosce-sovranita-marocco-sahara-occidentale-saharawi-continua-lotta-indipendenza-20201211711782/).

La comunità internazionale, in tutto questo, comincia a prendere posizione: Australia e Russia sostengono il diritto Saharawi all’autodeterminazione, mentre Trump riceve critiche dai suoi stessi connazionali, tra cui l’ ex Segretario di Stato americano, James A. Baker, il senatore senior degli Stati Uniti del Vermont, il democratico Patrick Leahy e la rappresentante degli Stati Uniti per il quarto distretto del Minnesota presso la Camera dei rappresentanti, Betty McCollum, come scritto in vari articoli su mapmaghrebine.blogspot.com da Omar Zain Bachir.

In Europa Svezia, Francia e Regno Unito si schierano a favore dei Saharawi e in data 12 settembre la CONFERENZA INTERPARLAMENTARE EUROPEA DI SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO DEL SAHARA OCCIDENTALE, con 136 partecipanti, rilascia il seguente documento:

” L’assemblea:
1 – Condanna fermamente la violazione dell’accordo di cessate il fuoco del 1991 da parte del Marocco attraverso il suo intervento militare contro i civili Saharawi nella zona cuscinetto di Guerguerat, al confine meridionale internazionale del Sahara occidentale, il 13 novembre 2020, e la successiva campagna repressiva contro la popolazione Saharawi nell’area dei territori occupati.

2 – Condanna la dichiarazione unilaterale di Donald Trump del 10 dicembre, che costituisce una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite e di tutte le risoluzioni internazionali sia delle Nazioni Unite che dell’Unione africana. Il Sahara occidentale non è in vendita e non può essere oggetto di contrattazione. Questo è un grave tradimento sia del popolo Saharawi che del popolo palestinese.

3 – Riconosce che il conflitto decennale nel Sahara occidentale e l’incapacità delle Nazioni Unite di garantire il rispetto dei diritti del popolo Saharawi, in primo luogo con il proprio diritto all’autodeterminazione, hanno portato a uno status quo prolungato che ha chiaramente favorito l’occupante illegale, il Marocco. Invita il Segretario generale, Antonio Guterres, a rompere l’inerzia e ad agire con urgenza per garantire il rispetto dei diritti inalienabili del popolo Saharawi (risoluzione 1514 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 1960).

4 – Denuncia la responsabilità speciale dell’Unione europea che, attraverso il commercio illegale e gli accordi di pesca e attraverso il totale disprezzo delle decisioni della Corte di giustizia dell’UE, ha rafforzato l’occupazione e minato gli sforzi di pace delle Nazioni Unite.

5 – Invita l’UE, gli Stati membri e la comunità internazionale ad agire finalmente legalmente ea mobilitare la sua forza collettiva a favore della soluzione del conflitto mediante la realizzazione del referendum sull’autodeterminazione promesso al popolo Saharawi. Invita gli Stati europei ad agire con urgenza per riconoscere la Repubblica Araba Democratica Saharawi, che è già membro dell’Unione Africana.

6 – Invita il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e il CICR ad agire con urgenza per il rilascio di tutti i prigionieri politici Saharawi.

7 – Esprime la sua piena solidarietà al popolo Saharawi in questo momento particolarmente stressante e ribadisce la sua assoluta determinazione ad agire a favore della loro libertà”.

Anna Rita Canone

COMUNICATO STAMPA FOTONOTIZIA

IL PRIMO DOLCE UFFICIALE A NAPOLI IN MEMORIA DI DIEGO MARADONA

La Pasticceria Seccia, fiore all’occhiello dei Quartieri Spagnoli e da sempre legata al tifo e all’amore per il pibe de oro, lancia nell’ultima domenica di novembre una mignon dedicata alla memoria del compianto Diego Armando Maradona: un bignè craquelin panna e caramello da condividere sui social con l’hashtag #elpibe.

La notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona ha lasciato tutti sgomenti a Napoli, seconda casa del Pibe de Oro, e le manifestazioni d’affetto che stiamo vedendo in questi giorni ne sono la prova tangibile. Se allo Stadio San Paolo, che presto cambierà nome in suo onore a quanto pare, l’abbraccio di tifosi e appassionati è stato forse il più pittoresco e degno di una rockstar, con le candele, le foto e i gadget adagiati a ridosso dei cancelli, è innegabile che ai Quartieri Spagnoli, nel cuore del centro storico di Napoli, abiti la passione più viva e sentita per il grande calciatore argentino. 

Non è un caso se la Pasticceria Seccia, già protagonista tre anni fa con la torta ufficiale delle celebrazioni per la cittadinanza onoraria conferita a Maradona, e per i 30 anni del primo scudetto del Napoli, abbia pensato a un dolce dedicato alla memoria del genio di Buenos Aires da offrire ai clienti e a chiunque sia di passaggio nei Quartieri domenica 29 novembre. Nei limiti ovviamente della zona rossa prevista per la città di Napoli dall’ordinanza ministeriale, e ovviamente nel pieno rispetto delle prescrizioni e delle normative governative nazionali e regionali anticovid per gli esercizi commerciali (solo asporto consentito e ingresso rigorosamente contingentato nel negozio di Via Concordia 66, sempre con la mascherina indossata). 

Quello che sarà dato in omaggio ai clienti è un bignè craquelin farcito con panna e caramello, sormontato da un bel 10 biancoceleste in pasta di zucchero, il numero della mano de Dios. El pibe è il nome ufficiale della mignon pensata e ideata da Casa Seccia, e realizzata dalle sapienti mani del giovane Antonio Duraccio, nonché dell’hashtag ufficiale per le condivisioni sui social nelle storie, nei post e nelle foto in cui figurerà questa golosa pasta choux ripiena. Il pasticcino è il gemello stretto di un prodotto già proposto tempo fa, in occasione della festa al San Carlo e nel foyer del teatro per Maradona cittadino onorario di Napoli: l’aperisciù, un craquelin al gusto di mojito, daiquiri e pina colada, cocktail tipicamente cubani, e dai colori della bandiera dell’isola tanto cara al campione del mondo di Messico ’86. 

Così a due passi dal mural restaurato solo pochi anni fa in via de Deo, teatro oggi di un’elaborazione laica della dolorosa perdita, domenica mattina sarà possibile ricevere una mignon dai sapori ricercati e dai colori che ormai sono Storia del Calcio a tutti gli effetti, da degustare a casa, non prima ovviamente del doveroso scatto social da condividere poi su Facebook, Twitter e Instagram tra post e stories. 

La dipartita del leggendario trascinatore del Napoli Calcio, a cui dobbiamo indubbiamente due Scudetti e una Coppa Uefa oltre a un inaspettato prestigio per la squadra partenopea tra gi anni ’80 e i primi anni ‘90, ci ha rattristato profondamente mercoledì scorso, ma una nota di dolcezza è proprio quello che ci vuole per superare questo lutto e soprattutto il difficile momento storico, sociale ed economico di questa emergenza sanitaria del covid 19.

Ufficio stampa Pasticceria Seccia

pasticceriaseccia66@gmail.com – www.pasticceriaseccia.it

Facebook (https://www.facebook.com/Pasticceriaseccia), Instagram (@seccia_dolcezze_napoletane), LinkedIn, Tumblr, Twitter (@secciadolcezze), YouTube, Vimeo, Pinterest, Flickr, TripAdvisor

Didattica a distanza (Dad): le ragioni del sì

Mentre si infiamma la polemica con il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, strenua sostenitrice del ritorno alle lezioni in presenza, nonostante i contagi siano tuttora in aumento, si stanno moltiplicando gruppi Facebook di insegnanti e genitori favorevoli alla Dad.

Un gruppo, ad esempio, si sta organizzando per un ricorso al Tar se Azzolina dovesse far rientrare tutti gli alunni il 3 dicembre.

Per la verità, mentre si scrive, pare che il rientro a scuola sia caldeggiato il 9 dicembre.

I docenti lamentano la mancanza delle condizioni per ripartire in massima sicurezza, anche perché i ragazzi, fuori dalla scuola, spesso non mantengono le distanze di sicurezza e non indossano la mascherina. La scarsità dei mezzi pubblici, tra l’altro, non favorisce il distanziamento: al contrario, provoca veri e propri assembramenti, come da immagini viste in rete.

In tutta questa situazione frenetica e concitata, un docente lancia il suo accorato appello:

“LA VOCE DEGLI INSEGNANTI.

#TuttinDAD
La scuola è un luogo di assembramento dove il controllo del virus non può esistere. E’ un covo di Untori.

Noi docenti stiamo cadendo come birilli e la scuola in presenza in queste condizioni non si può chiamare scuola. La DAD, in questo momento, sarebbe più efficace perché svolta in serenità. Anche le famiglie sono in difficoltà con bambini e ragazzi in quarantena, certificazioni pediatriche, tamponi e autocertificazioni.

Questa è la realtà dei fatti .

Tenere aperto a tutti i costi, in questo momento, è da IRRESPONSABILI E OTTUSI!”

Anna Rita Canone

Saharawi: cosa sta succedendo?

Il 20 ottobre i Saharawi hanno impedito l’avanzata di camion marocchini a Guerguerat, piccolo villaggio nel Sahara occidentale, per recarsi in Mauritania.

Il 13 novembre i soldati marocchini hanno violato il cessate il fuoco istituito nel 1991 e sono entrati a Guerguerat, rimuovendo con la forza i manifestanti.

Il fronte Polisario, movimento nato nel 1973 per l’indipendenza del Sahara occidentale dal Marocco, (https://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_Polisario) ha dichiarato lo stato di guerra.

L’ONU ha esortato entrambe le parti a rispettare il cessate il fuoco, ma gli incidenti continuano e la polizia marocchina, proprio in queste ore, sta procedendo a perquisizioni e arresti sommari, nonché torture.

Il Marocco, in realtà, ha invaso già nel 1975 il Sahara occidentale, ritenuto area strategica perché ricca di fosfati.

I Saharawi, tuttavia, non sono disposti a cedere e Salmi Gailani, giovane attivista, accusa l’ONU per il mancato referendum promesso dal Marocco 30 anni fa. (https://www.euronews.com/news/africa/morocco).

Sempre Euronews, in un articolo del 20 novembre, riporta che non è consentito il passaggio del valico a forze armate di entrambi i Paesi (i Saharawi hanno una repubblica fondata nel 1976, https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_Araba_dei_Sahrawi) secondo l’Accordo militare numero 1, sottoscritto da entrambe le parti.

Il Marocco utilizzava il percorso da settimane per trasportare merci in altri Paesi africani, i Saharawi hanno bloccato i camion e il Marocco ha risposto militarmente.

In Italia i comuni di Lucca e Arona hanno mostrato ufficialmente piena solidarietà al popolo Saharawi, come riportato dalle rispettive testate locali in data odierna.

Anna Rita Canone

Nuovi venti di guerra: Marocco e Saharawi

Wi-map.png

Notizie appena ricevute dall’amico Mohamed Dihani, saharawi, ex prigioniero politico in Marocco:

🔴 Il Presidente della Repubblica, Comandante Supremo delle Forze Armate saharawi, dichiara ufficialmente la fine dell’impegno per il cessate il fuoco.

🔴Il Fronte Polisario riceve una telefonata dal Segretario generale delle Nazioni Unite sulla tensione derivante dal siluramento del cessate il fuoco da parte dello Stato di occupazione marocchino.

Questa telefonata rientra nel quadro dei contatti effettuati dal Segretario generale delle Nazioni Unite con le due parti in conflitto, il Fronte Polisario e il Regno del Marocco, al fine di placare la situazione derivante dall’escalation militare dello Stato di occupazione marocchino nella regione del Guerguerat e dall’azione aggressiva portata avanti dalle sue forze ieri.

In questo contesto, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha trasmesso a Ibrahim Ghali, Segretario generale del Fronte e Presidente della Repubblica, la profonda preoccupazione delle Nazioni Unite per le conseguenze della situazione di tensione nella regione di Guerguerat sul futuro del processo di pace sotto supervisione dalle Nazioni Unite nel Sahara occidentale.

🔴La Segreteria del Polisario concede 12 ore ai membri della missione MINURSO per lasciare le terre liberate.

Occorre una breve spiegazione.

Da Wikipedia: Il popolo Sahrawi o saharawi, cioè “sahariano” (italianizzazione del termine in arabo: الصحراويون‎, al-ṣaḥrāwī;[1] in berbero Iseḥrawiyen, ⵉⵙⴻⵃⵔⴰⵡⵉⵢⴻⵏ) è costituito dai gruppi tribali araboberberi tradizionalmente residenti nelle zone del Sahara Occidentale gravitanti sul Sāqiyat al-ḥamrāʾ (Saguia el Hamra in spagnolo) e sul Wādī al-dhahab (Río de Oro) che, già nel corso della dominazione della Spagna, avevano cominciato negli anni trenta a reclamare la loro indipendenza.

Sull’area, ricca di fosfati, avanzava però pretese anche il Marocco ed è per questo che le popolazioni della regione hanno conosciuto grandi difficoltà per realizzare le loro ambizioni e vedersi riconosciuti su un piano internazionale e persino inter-arabo.

Le tribù sembra discendano da due gruppi insediatisi nell’area fin dall’epoca delle prime conquiste islamiche, alla fine del VII secolo d.C. 

Anna Rita Canone

Sanità: due facce della stessa medaglia

Roberto, nome di fantasia, è portatore di apparecchio acustico. Prenotata visita foniatrica a luglio, per novembre. Il giorno prima della visita l’Asl chiama Roberto per annullarla: va prenotata di nuovo. Roberto va all’Asl un primo giorno, gli viene detto di rifare l’impegnativa con dicitura “entro 72 ore”. Roberto torna l’indomani con prenotazione: marzo 2021. Roberto si reca nuovamente all’Asl, alcuni giorni dopo, per cercare di accelerare i tempi: una responsabile lo aggredisce verbalmente e in pubblico, violando la privacy. Roberto chiede e ottiene di parlare con un dirigente e viene congedato con un vago “le faremo sapere”. Gli esami richiesti per avere l’autorizzazione a un nuovo apparecchio acustico, in tutto questo, sono in scadenza: pertanto, a marzo andranno rifatti.

Giorgio, altro nome di fantasia, è medico. Durante l’orario di visite riceve una chiamata urgente e lascia lo studio, così come si trova: mascherina, visiera, camice. Un informatore scientifico, dopo un’ora di attesa, rinuncia e se ne va. Giorgio ritorna dopo circa due ore, con la visiera bagnata e stravolto, scendendo da una macchina (che poi dirà dei parenti del paziente). Si scusa per l’attesa e spiega che ha dovuto accompagnare un suo paziente, sospetto Covid, all’ospedale più idoneo: non Maddaloni, non Caserta, ma Marcianise, cioè a mezz’ora di auto, poiché l’ambulanza è arrivata SENZA MEDICO A BORDO. Giorgio non ha esitato ed è andato, in virtù del giuramento di Ippocrate, antico testo greco che prescrive i doveri morali di un medico, pur non indossando lo scafandro anti-Covid. Spiega che la visiera bagnata è dovuta alla sanificazione ricevuta dagli infermieri dell’ambulanza. Giorgio è un professionista noto e stimato, non a caso, e un paziente commenta: “Dotto’, vuje facite semp’ ‘a differenza“.

Anna Rita Canone

S. Maria a Vico, le ultime ordinanze

Da Carmine De Lucia:

⚠️ Ecco l’ordinanza 133 emessa dal sindaco Pirozzi a SMAV il 29 ottobre 2020, ve l’allego qui di seguito affinché possiate prenderne atto e pubblicizzarla il più possibile data la loro estrema importanza in questo momento:
📌 Ord. 133 ➡️ Obbligo di autoisolamento per il cittadino che venga a conoscenza della sua positività al #Covid con estensione dell’obbligo a tutti i componenti del nucleo familiare. 👉 https://bit.ly/380fizA

🔴 Comprendo la preoccupazione, la paura e i disagi dovuti a questa situazione, ma chiedo a tutti i cittadini di collaborare e di essere da esempio per poter tornare il prima possibile alla serenità che tutti noi meritiamo.
🟢 Per qualsiasi chiarimento, necessità o suggerimento sono a vostra disposizione, come sempre. Un abbraccio.

Chiaroscuri italiani

Anna Rita, ore 8.30 all’ASL. 50 persone in 20 metri quadri“.

Giulia mi manda questa foto, sconvolta. In un messaggio vocale mi spiega come lei, che lavora nella ristorazione, non sia pagata da mesi, proprio a causa delle restrizioni dovute al Covid-19.

Testimonianza di Sarah, commerciante:

Abbiamo riaperto l’attività in tutta sicurezza, attenendoci alle prescrizioni nazionali e regionali. In estate non ci siamo mossi, ma la gente se ne frega. Assembramenti, mancate distanze, mancato uso della mascherina, viaggi di piacere, feste, cerimonie: viene voglia di piangere“.

C’è la testimonianza di Chiara dalla scuola (liceo):

Sono avvilita. Ci sforziamo in tutti i modi di rendere la scuola sicura, ma fuori se ne fregano. A una riunione si è parlato di lasciare maggiore libertà ai ragazzi, mi sono cadute le braccia. Fuori la scuola è anarchia, i ragazzi non vogliono capire cha la situazione è drammatica e rischiamo tutti: loro possono essere asintomatici e trasmettere il virus a noi docenti, nonché ai genitori e nonni. Vedo tanta strafottenza, poi sbiancano quando apprendono che una classe è finita in quarantena“.

Poi ci sono gli assalti ai supermercati, nel timore di nuovi blocchi: pochissime persone con i carrelli pieni di spesa normale, molti carrelli strapieni di kg e kg di pasta, conserve, succhi di frutta. Un signore li definisce, scherzando, “carrelli quarantena“.

Governare gli italiani non è difficile, è inutile.” (Frase attribuita a Giovanni Giolitti).

Tutti i nomi sono di fantasia.

Anna Rita Canone

COMUNICATO STAMPA

🔴COVID-19, RESPINTI I RICORSI SULLA SCUOLA
IL TAR DÀ RAGIONE ALLA REGIONE CAMPANIA

Con decreti n.1921 e n.1922 appena pubblicati, il TAR Campania ha respinto i ricorsi promossi avverso l’Ordinanza regionale n.79/2020 -con la quale è stato disposto l’obbligo di svolgimento dell’attività didattica “a distanza”- rilevando tra l’altro che la Regione ha “esaurientemente documentato l’istruttoria sulla base della quale ha inteso emanare la gravosa misura sospensiva; dando conto, in particolare, quanto alla idoneità della misura adottata, della correlazione tra aumento dei casi di positività al COVID-19 e frequenza scolastica (verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica, ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente “indotti” dalla didattica in presenza), nonché della diffusività esponenziale del contagio medesimo “.

Vincenzo De Luca

Mitra Kavian, un’artista iraniana a Maddaloni

Il 14 dicembre è stata inaugurata la mostra dell’artista iraniana Mitra Kavian, al Museo Antica Calatia di Maddaloni, curata dalla professoressa Jolanda Capriglione (Presidente del Centro Unesco Caserta) e dal Direttore del Museo, professor Antonio Salerno, con il patrocinio del Comune di Maddaloni, Club per l’Unesco di Caserta e in collaborazione con il Museo di Arti Contemporanee di Abadan (Iran), nonché i licei locali “N. Cortese” e “Don Gnocchi”, l’Istituto “Villaggio dei Ragazzi”, il Convitto Nazionale “G. Bruno”, il Movimento “Maddaloni Green”, l’Associazione “Parlesia”, il Rotary Club Maddaloni-Valle di Suessola.“

La mostra è tuttora visibile, perché prolungata a causa del Covid-19, ed è composta da tele raffiguranti fiori, con lo stile tipico delle miniature persiane, e omaggi dell’artista ai tesori locali esposti nel museo (vasi e colonne).

Chi è Mitra Kavian? E’ un’artista appartenente al collettivo femminile “Dena”, nome di una montagna iraniana, ma significa anche “donna”, come spiegato dal direttore Salerno.

L’importanza dell’evento è legata soprattutto al fatto che il collettivo Dena è composto da 12 artiste che rispondono agli orrori del regime con l’arte: la condizione femminile iraniana, infatti, è disastrosa.

Il regime teocratico instaurato nel dicembre 1979 ha abolito i più elementari diritti, femminili e non, facendo piombare il Paese in uno situazione simile alla “Santa Inquisizione” in Europa: basti pensare all’obbligo di velo dai 7 anni d’età e al numero di donne impiccate con l’attuale presidente Rouhani: 106.

Ben vengano, quindi, le bellissime e colorate tele di Kavian e il suo NO espresso attraverso l’Arte.

Anna Rita Canone

Maddaloni: storia e musica al Museo Antica Calatia

Stasera, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 e del 250° anniversario della nascita di Ludwig Van Beethoven, l’Asso Artigiani di Caserta, Casartigiani di Caserta, la Direzione Regionale Musei Campania e il Museo Archeologico di Calatia, con il patrocinio di Città di Maddaloni, Città Motta di Livenza, Fondazione Ada e Antonio Giacomini, hanno organizzato la presentazione del libro “Edizione critica dell’opera musicale di Andrea Luchesi” (Sparago/Taboga).

I padroni di casa (il Sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo e il Direttore del Museo, professor Antonio Salerno) hanno spiegato brevemente la storia del Museo e la ferma intenzione di renderlo sempre più attraente e fruibile, mentre la delegazione veneta (il Sindaco di Motta di Livenza, architetto Alessandro Righi, Stefano Erwas, Presidente della Fondazione Ada e Antonio Giacomini, ideatore e direttore del Festival Andrea Lucchesi, Agostino Taboga, regista teatrale e ricercatore, esperto conoscitore di carte filigranate veneziane, il Maestro Ernesto Sparago, pianista, compositore e ricercatore; esperto di musica barocca) ha spiegato come Andrea Lucchesi sia sconosciuto ai più, nonostante Mozart abbia usato spesso i suoi brani durante i concerti.

Andrea Del Buono e Francesco Di Tuoro, rispettivamente Presidente e socio fondatore di DD Clinic Foundation, hanno spiegato anche il valore della musica come strumento universale, di comunicazione e non. Addirittura, sembra che la musica sia in grado di influenzare l’espressione dei geni umani.

Quindi, ha parlato la Musica: il maestro Ernesto Sparago al piano, Ciro Formisano al violino e Hanna Moiseieva hanno eseguito un medley di famosissimi brani di Beethoven: Sinfonia no. 5, Sonata al chiaro di luna, Per Elisa, Romanza.

Poi è stata la volta dei brani Sonata 1,2,3,e 6 per pianoforte e violino e la Sonata a tre pianoforte violino e violoncello di Lucchesi. Che dire: sembrava di vedere la sala da ballo di Versailles nel celebre cartone Lady Oscar…

La Musica, in questo caso, ha unito anche Campania e Veneto. Nicola De Lucia, infatti, ha chiesto una partnership alla delegazione veneta per futuri scambi culturali.

Bellissima la sorpresa finale: omaggio al compianto Maestro Ennio Morricone con le colonne sonore di C’era una volta il West e Nuovo Cinema Paradiso.

Fantastica serata, a dispetto del meteo avverso.

Anna Rita Canone

S. Felice a Cancello: presenti Conte e Azzolina

Metti l’ennesimo raid vandalico ai danni di una scuola, metti una telefonata tra amici, metti una serie di coincidenze fortunate “tipo allineamento platenario”, sono le parole usate…et voilà, S. Felice a Cancello vedrà, per la prima volta, la presenza di 2 alte cariche dello Stato.

Conte e Azzolina hanno subito mostrato piena vicinanza e solidarietà alla Dirigente, Professoressa Teresa Mauro, con lo stanziamento immediato di 30.000 € per fronteggiare i danni economici dell’ultimo raid, avvenuto 2 settimane fa: i soldi verranno impiegati anche per la realizzazione di un impianto di video-sorveglianza.

L’incontro, inizialmente organizzato per la data 24 settembre, è stato rinviato al I ottobre per difficoltà organizzative, anche perché l’Istituto Comprensivo “Francesco Gesuè” ha ospitato i seggi elettorali in occasione delle votazioni nei giorni 20 e 21 settembre.

Si tratta di una visita prettamente istituzionale, scollegata dalla politica e da qualsivoglia partito, ma la sua eccezionalità riempie di gioia, speranza e gratificazione la professoressa Mauro: i suoi sacrifici e le sue battaglie non sono stati e non sono invani.

Lodevole la sensibilità dei due politici in un momento storico e in un contesto geografico in cui è importante non sentirsi soli e abbandonati dalle istituzioni.

Anna Rita Canone

Liceo Artistico “San Leucio”, gli auguri della Dirigente

Carissimi tutti,

ci siamo quasi, tra qualche giorno le attività educativo-didattiche riprenderanno e le nostre studentesse e i nostri studenti dopo alcuni mesi di lockdown faranno rientro a scuola.

Questo nuovo anno scolastico sarà molto particolare e difficile e ci costringerà a una nuova “normalità”, fatta di distanziamenti, di uso delle mascherine, di utilizzo di gel igienizzanti e di vaglio, giorno per giorno, del nostro stato di salute.

Da marzo ad oggi, l’IIS Liceo Artistico “San Leucio”di CASERTA non si è mai fermato, i mesi estivi sono stati frenetici e , tra mille difficoltà, non solo legate al Covid-19, abbiamo continuato a lavorare in modo incessante per garantire a tutta l’utenza una ripartenza in piena SICUREZZA.

Ovviamente perché ciò sia pienamente possibile occorre la collaborazione di tutti, nessuno escluso. E’ questo il momento di dimostrare di essere una grande e coesa comunità educante. Solo tramite l’unione, la comprensione e il senso di responsabilità di tutti possiamo far fronte al COVID-19 e superare con serenità gli eventuali imprevisti.

Nell’augurare alle studentesse e agli studenti, alle loro famiglie, alle/i docenti, al personale ATA tutto, un BUON ANNO SCOLASTICO e un ritorno, il più presto possibile, alla vita di sempre , vi comunico che, in allegato troverete: il PROTOCOLLO di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 negli ambienti di lavoro e l’autodichiarazione delle famiglie, la mia DIRETTIVAe una brochure esplicativa con il piano di rientro, i regolamenti DDI e quello recante le misure di prevenzione e contenimento della diffusione del SARS-CoV-2, il Patto Educativo di Corresponsabilità preceduta da una lettera per le famiglie.

Anna Rita Canone

“Siate grano”, il messaggio della giornalista Nadia Verdile agli alunni:

Siate grano per questa terra affamata di giustizia.

Fra qualche ora inizia l’anno scolastico più difficile della mia storia di docente.
Foto, proclami e chiacchiere quest’anno non servono.
Che il destino assista le comunità scolastiche che saranno ancora una volta il bersaglio delle critiche tanto per parlare e delle stanze della burocrazia dove a premere i bottoni, spesso, ci sono persone che a scuola ci sono state solo di passaggio.
Che la buona sorte accompagni studentesse e studenti, che siano vigili le famiglie, che siano forti coloro che insegnano e dirigono.

A chi domani varcherà la soglia della scuola un solo monito.
Siate artefici del vostro destino.
Consapevoli della fortuna che avete di vivere in un Paese dove studiare è un diritto sancito dalla Costituzione.
Siate grano per questa terra affamata di giustizia.

Anna Rita Canone

Artrite, nuove speranze?

Il 18 agosto Science X (https://medicalxpress.com/) ha pubblicato un articolo di Christopher Vaughan, dello Stanford University Medical Center, in cui è descritta una nuova tecnica che apre molte speranze a chi soffre di artrite.

Cos’è, innanzitutto, l’artrite? E’ una malattia autoimmune che provoca infiammazione cronica (e deformazione) delle articolazioni, con conseguenti dolore, gonfiore, difficoltà di movimenti.

La perdita del tessuto cartilagineo, colpo-assorbente, provoca dolore in oltre 55 milioni di americani negli Stati Uniti e disturbi muscolo scheletrici affliggono la metà della popolazione europea (446 milioni) secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità: numeri decisamente importanti.

I ricercatori di Stanford sono riusciti a trovare il modo di rigenerare la cartilagine delle giunture, prima nei topi e poi nel tessuto umano e i risultati sono stati pubblicati il 17 agosto in Nature Medicine.

La cartilagine articolare ha funzioni colpo-assorbenti ed è un cuscinetto tra le ossa alle articolazioni: il suo deterioramento provoca il continuo sfregamento delle ossa, causando dolore e infiammazione cronici, che alla fine possono provocare l’artrite.

A Stanford hanno scoperto che, provocando provocando prima lievi lesioni al tessuto articolare, quindi utilizzando segnali chimici per guidare la crescita delle cellule staminali scheletriche, le lesioni guariscono.

L’assistente professore di chirurgia Charles K.F. Chan, Ph.D, ha spiegato che, dal momento che la cartilagine si rigenera solo fino all’età adulta, “È estremamente gratificante trovare un modo per aiutare il corpo a far ricrescere questo tessuto importante”.

Ricerche precedenti, sempre a Stanford, hanno portato all’isolamento delle cellule staminali scheletriche, una tipo di cellula che si auto-rinnova ed è anche responsabile della produzione di ossa, cartilagine e un tipo speciale di cellula che aiuta le cellule del sangue a svilupparsi nel midollo osseo.

La nuova ricerca, come le precedenti scoperte su cellule staminali scheletriche umane e di topo, ha visto la collaborazione tra Chan e il professore di chirurgia Michael Longaker, MD, anche se le prime ricerche nel settore sono state effettuate dal chirurgo Matthew Murphy Ph.D., un ricercatore in visita a Stanford, attualmente attivo all’Università di Manchester.

Proprio Murphy ne prevede, a breve, il test sull’uomo: prima, probabilmente, a piccole giunture come le dita di mani e piedi, per arrivare anche ad articolazioni più importanti come il ginocchio. Attualmente la soluzione è invasiva attraverso la chirurgia e l’impianto di protesi, mentre i risultati incoraggianti delle ricerche puntano a prevenire il deterioramento della cartilagine prima che sia troppo tardi.

Anna Rita Canone

Migliaia di lavoratori iraniani scioperano in Iran

 6 agosto 2020

Shahrokh Tavakoli

Migliaia di lavoratori iraniani, compresi i lavoratori del redditizio settore del petrolio e del gas, hanno indetto uno sciopero per chiedere stipendi più alti o non pagati.

Gli operai impoveriti dell’Iran, che stavano già combattendo per i soldi, diventano la classe più vulnerabile del paese, accolta da una crescente pressione durante l’epidemia di coronavirus. Molti lavoratori sono diventati inutilizzati o costretti a lavorare in condizioni pericolose, pur ricevendo salari molto bassi o addirittura nessun salario.

I lavoratori iraniani del petrolio e del gas

Migliaia di lavoratori iraniani hanno intrapreso un’azione di sciopero nelle regioni petrolchimiche ed economiche dell’Iran e nelle raffinerie nelle regioni meridionali dell’Iran, ricche di petrolio.

I lavoratori del petrolio e del gas ad Abadan, Ahvaz, Qeshm, Mahshahr, Lamerd, Dasht-e Azadegan e Kangan nell’Iran sud-occidentale hanno iniziato la loro azione di sciopero sabato. I lavoratori della raffineria di Isfahan, nell’Iran centrale, si sono uniti allo sciopero il giorno dopo, mentre i lavoratori di una centrale elettrica ad Asaluyeh, nel sud dell’Iran, si sono uniti allo sciopero oggi.

Dicono che i loro salari sono troppo bassi per compensare le loro condizioni di lavoro estreme sotto il calore di 50 ° C / 122 ° F nel sud dell’Iran.

I lavoratori iraniani hanno affermato che continueranno lo sciopero fino a quando le loro richieste non saranno soddisfatte.

L’industria petrolchimica iraniana ha subito gravi colpi e perdite finanziarie.

Lavoratori della canna da zucchero di Haft Tappeh nell’Iran sudoccidentale

Oggi è stato il 51 ° giorno di sciopero dei lavoratori della fabbrica di canna da zucchero Haft Tappeh nella città sud-occidentale di Shush.

Dopo 51 giorni di protesta, i lavoratori della Haft Tappeh Sugarcane Company non hanno ancora ricevuto tre mesi di stipendio non pagato. Sabato 1 agosto tre membri del parlamento iraniano sono andati a incontrare i lavoratori.

Citando il suo incontro di cinque ore con i lavoratori della canna da zucchero, il legislatore Nezameddin Moussavi ha affermato di aver “visto la profondità della catastrofe che si è verificata nel corso degli anni in nome della privatizzazione”.

Dopo l’incontro con i lavoratori di Haft Tappeh, il legislatore Ahmad Naderi, ha descritto in un tweet le condizioni dei lavoratori come “angoscianti”.

La condizione attuale di Haft Tappeh è il risultato di politiche neoliberiste e di privatizzazioni incontrollate basate sul (clientelismo). Dobbiamo pensare seriamente agli autori”.

Un altro membro del parlamento, Ali Khazrian, ha affermato che le cose tornerebbero alla normalità solo prevenendo la “privatizzazione basata sul clientelismo”.

Haft Tappeh è un simbolo della politica fallimentare di privatizzazione corrotta che è iniziata dagli anni ’90 ed è fortemente perseguita nell’amministrazione di Rouhani”, ha aggiunto dopo aver incontrato i lavoratori.

Negli ultimi anni, i lavoratori della canna da zucchero della Haft Tappeh hanno organizzato diverse serie di proteste e hanno intrapreso un’azione per chiedere i loro salari non pagati.

Chiedono ora il pagamento immediato di tre mesi del loro stipendio scaduto, il rinnovo della loro assicurazione, il ritorno dei dipendenti licenziati e l’arresto immediato del CEO dell’azienda, Omid Assad Beigi.

Assad Beigi è attualmente sotto processo per il suo coinvolgimento in un caso di corruzione FOREX da $ 1,5 miliardi.

Gli operai di macchinari pesanti nell’Iran centrale chiedono salari non pagati

Anche i lavoratori della Heavy Equipment Production Company (HEPCO) hanno aderito a scioperi a livello nazionale sabato e continuano a scioperare dopo quattro giorni. Il 2 agosto, ILNA ha riferito che i lavoratori chiedevano l’attivazione delle linee di produzione dell’azienda e due mesi di stipendio non pagato. Hanno anche affermato di non aver ricevuto una parte dei loro salari e bonus nel 2016 e nel 2017.

Vogliono che i “manager incompetenti” dell’azienda, che dicono non possano risolvere i problemi dei lavoratori, vengano estromessi.

HEPCO, una volta il più grande produttore di attrezzature pesanti del Medio Oriente, attualmente non impiega più di 760 lavoratori, tutti in pericolo di perdere il lavoro poiché il loro datore di lavoro è prossimo al fallimento.

Secondo i manifestanti, diversi lavoratori hanno contratto il COVID-19 perché i lavoratori non ricevono equipaggiamento protettivo e devono provvedere autonomamente.

I lavoratori edili dell’Iran occidentale sono stati disoccupati per 5 mesi

I lavoratori edili nella provincia occidentale del Kurdistan hanno riferito all’agenzia di stampa statale ILNA di essere stati disoccupati negli ultimi cinque mesi dall’inizio dell’epidemia di COVID-19 nel Paese.

Sebbene abbiamo pagato i nostri premi, non abbiamo ricevuto un’assicurazione di disoccupazione in queste condizioni critiche”, hanno detto a ILNA il 2 agosto.

Prima di questo, il capo della Kurdistan Construction Workers Guild ha affermato che più della metà dei lavoratori edili in Kurdistan erano disoccupati. Ha detto che sia i muratori che i facchini di frontiera, o i Kolbar di Farsi, erano diventati disoccupati durante l’epidemia di COVID-19.

Questo mentre molti curdi iraniani normalmente si rivolgono alla pericolosa occupazione kolbar quando diventano disoccupati. I kolbar trasportano carichi pesanti sulla schiena attraverso i confini occidentali dell’Iran e sono obiettivi facili per le guardie di frontiera del regime.

Shahrokh Tavakoli, Direttore di @IranNW, fornisce notizie e analisi dell’Iran interno; attivista politico.

Twitter: @tavakoli_sh

Traduzione di Anna Rita Canone

Brasile e Covid-19: fosche previsioni

AGI riporta, proprio stamattina, l’allarme lanciato da Domingos Alves, coordinatore dell’Health Intelligence Lab alla scuola medica dell’Università di San Paolo: il Brasile ha quasi raggiunto i 100.000 morti per Coronavirus e il trend è in aumento, si prevedono 200.000 vittime ” (…) il 15 o 16 ottobre, ma temo che potrebbe accadere anche prima, perché le curve di contagi e morti probabilmente accelereranno nelle prossime settimane”.

Alves non risparmia critiche al governo e alla pessima gestione della situazione: ” (…) il governo federale continua a considerarla una ‘influenza leggera’ e non c’è una politica nazionale per combattere il Covid-19″ e lamenta l’apertura del Paese a giugno, considerata precoce a causa dei nuovi casi in aumento.

Il controverso Presidente Jair Bolsonaro, infatti, continua a scherzare sulla malattia, nonostante l’abbia sperimentata sulla propria pelle: “Dopo 20 giorni a casa (…) ho la muffa nei polmoni” (Daniele Mastrogiacomo per La Repubblica, 31 luglio 2020).

L’uso dell’idrossiclorochina, che lascia perplessi molti esperti a livello mondiale, intanto, è diventato ufficiale: la produzione è iniziata su vasta scala a cura dell’esercito e il Ministero della Saluta ne raccomanda l’uso.

Tutto questo mentre Bolsonaro ha ripreso la campagna elettorale con un vero e proprio tour di 2500 km., con bagni di folla, assembramenti, contravvenendo alle più basilari norme igieniche di prevenzione, nonché ai consigli del suo staff medico, e facendosi toccare e abbracciare dai presenti.

Anna Rita Canone

Iran: proteste, povertà e diritti umani negati

(https://twitter.com/tavakoli_sh/status/1289461393645740033/photo/1)

Mentre i lavoratori della Haft-Tapeh stanno scrivendo la Storia con il loro sciopero ad oltranza da oltre 40 giorni, la situazione resta gravissima in Iran:

YouTube cancella un account che denuncia i diritti negati (https://twitter.com/freedommesenger/status/1272605394347724802/photo/1);

un bambino riceve per la prima volta una banana e, non sapendo come mangiarla, ne morde la buccia (https://twitter.com/i/status/1288733078794334208);

due studenti restano in carcere senza processo, senza un avvocato, torturati e senza poter vedere i parenti (https://twitter.com/tavakoli_sh/status/1289455831952445440/photo/1);

Abbas Mohammadi, un manifestante iraniano condannato a morte, abbraccia i suoi figli con le gambe in catene (https://twitter.com/i/status/1289469662254608384).

In questo contesto tragico e gravissimo, il Covid-19 continua a mietere un numero altissimo di vittime: secondo il Portavoce del Ministero della Sanità “attualmente, tutte le parti del paese sono infettate dal Coronavirus” e “il bilancio delle vittime in 347 città supera 79.500” (dati di ieri: https://twitter.com/womenncri/status/1289169180122644481?s=20) .

Una vergogna assoluta in un Paese che non appartiene al terzo Mondo sperduto in Africa, ma che è stato culla di un’antichissima civiltà, quella persiana. L’Iran attuale, tuttavia, è allo sbando totale, con manifestazioni e proteste che stanno investendo tutti i settori, a causa di un feroce regime con forti tendenze teocratiche che ha ripristinato la Sharia e lo ha fatto precipitare, dal 1979, ai livelli del peggiore Medioevo occidentale.

Anna Rita Canone

Davide Gambardella esordisce come scrittore

Davide Gambardella è un giornalista professionista napoletano, ha collaborato con Roma, Il Mattino, La Stampa, Il Messaggero e per l’edizione sociale del Corriere della Sera. Dirige, inoltre, la testata giornalistica “Non solo Nautica”.

Il suo primo libro, appena uscito nelle librerie edito da Graus, si intitola “Storia di un (quasi) amore”. La particolarità di questo racconto è che è stato scritto in pieno lockdown e parla di un’insolita storia d’amore sbocciata in piena pandemia Covid-19. I due protagonisti decidono di contravvenire a tutte le norme restrittive dei vari DPCM e vivere la loro storia grottesca e ai limiti della legalità. La narrazione procede attraverso preziosi incontri, bicchieri di vino e buona cucina.

Il racconto è uno specchio dei tempi e riporta le contraddizioni della quarantena, con le definizioni e differenze delle relazioni: congiunti, affetti stabili, conviventi.

Scrive Enrico Parolisi nella prefazione: “Quella descritta nel romanzo è una generazione senza nome che raccoglie gli sfaceli di quella immediatamente precedente. Ma che esiste. Che è fatta di tutto ciò. Che brucia. Che ama. Che resiste”.

La storia si sviluppa in un piccolo appartamento di Tor Bella Monaca, tra il contrasto dei drammatici bollettini della Protezione Civile e una forte passione erotica, tipica di una generazione forte e debole allo stesso tempo.

Così, tra vino e droghe leggere, riecheggiano atmosfere dei film di Bertolucci come “The Dreamers”, “Ultimo Tango a Parigi”, Kerouac e Bukowski, con un finale inaspettato.

Anna Rita Canone

Il senso d’orientamento nei cani

Il proprietario di un cane conosce perfettamente la totale devozione del suo animale e il suo senso d’orientamento. Da dove deriva il senso dell’orientamento nei cani? E’ una sorta di “sesto senso”? Sentono gli odori? Molti articoli sono stati scritti a riguardo, la letteratura del settore è piena di casi di cani tornati a casa dopo mesi e anni: come fanno? Un recente studio internazionale fornisce una nuova risposta a queste domande.

Un articolo di Bob Yirka, pubblicato il 20 luglio su Phys.org (https://phys.org/archive/20-07-2020/), parla di un esperimento effettuato da ricercatori dell’Università Ceca di Scienze della Vita, della Virginia Tech e della Barry University: i risultati suggeriscono che i cani sappiano usare il campo magnetico terrestre come strumento per orientarsi.

Già era emerso da studi precedenti che i cani tendono ad orientarsi in una posizione nord-sud durante la minzione, ora invece i ricercatori hanno condotto due esperimenti per studiare ulteriormente il rilevamento del campo magnetico nei cani e verificarne l’eventuale uso durante gli spostamenti.

I due esperimenti hanno visto l’uso di sensori GPS a più cani, portati in un ambiente naturale e lasciati correre: i cani sono ritornati tutti, usando due modalità: un gruppo di cani ha usato il percorso “tracking”, cioè tornando sullo stesso percorso dell’andata, forse basandosi sull’olfatto. Il secondo gruppo, invece, ha usato il “return scouting”, cioè un percorso di ritorno sconosciuto; i cani di questo gruppo hanno fatto anche qualcosa che ha stupito i ricercatori: corse a nord-sud per circa 20 metri alcune volte, prima di tornare al loro punto di partenza; sembra che ciò abbia aiutato i cani a orientarsi, facilitando il ritorno.

Questo comportamento ha fatto supporre ai ricercatori l’uso del campo magnetico per orientarsi in un ambiente sconosciuto. Altri esperimenti hanno provato a testare la direzione e la velocità del vento, ma non hanno dato risultati rilevanti, rafforzando l’ipotesi dell’uso del campo magnetico terrestre come vera e propria bussola.

Anna Rita Canone